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Trento

Ddl «Europa»: la soddisfazione di Lucia Maestri per l’approvazione.

Dopo le forche caudine dell’ostruzionismo, attuato dalle forze consiliari di minoranza, nelle giornata di giovedì il Consiglio provinciale di Trento ha approvato con una maggioranza ampia la legge che regola l’attività della Provincia nell’ambito dell’Unione europea, rapporti interregionali e cooperazione territoriale.

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Dopo le forche caudine dell’ostruzionismo, attuato dalle forze consiliari di minoranza, nelle giornata di giovedì il Consiglio provinciale di Trento ha approvato con una maggioranza ampia la legge che regola l’attività della Provincia nell’ambito dell’Unione europea, rapporti interregionali e cooperazione territoriale.

«La provincia di Trento ora è più forte a Bruxselles» – queste le prime parole della consigliera Lucia Maestri firmataria della legge insieme a Manuela Bottamedi (Misto), Giuseppe Detomas (Ual); Giacomo Bezzi (FI); Gianpiero Passamani (UpT); Marino Simoni (PT); Diego Mosna (Misto) e Nerio Giovanazzi (AT).

Il trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1 dicembre 2009, ha segnato un  punto di svolta nella relazione tra Unione europea, Parlamenti nazionali, e livelli di governo regionali, riconoscendo la valenza del principio di sussidiarietà.

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Principio che mira da un lato “a stabilire il livello di intervento più pertinente nei settori di competenza tra Ue e Stati membri", e dall’altro “ad avvicinare l’UE ai suoi cittadini garantendo il rispetto del criterio che una funzione deve essere svolta dall’ ente che appare più idoneo al suo svolgimento".

Lo stesso Trattato di Lisbona riconosce un ruolo importante alle Assemblee legislative regionali affidando ad esse, nonché ai parlamenti nazionali per le materie di loro competenza, il controllo dell’applicazione puntuale del principio di sussidiarietà agli atti deliberativi dell’Unione.

Quindi, per quanto riguarda la Provincia autonoma di Trento, tramite il Comitato delle Regioni, può partecipare alla formazione degli atti legislativi europei.

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La “partecipazione dal basso” all’elaborazione degli atti legislativi europei avviene in due momenti:

nella fase di elaborazione dei progetti legislativi, con ampie consultazioni che permettono alla Commissione di raccogliere il parere delle istituzioni nazionali e locali e della società civile sull’opportunità di una proposta legislativa,(in particolare per quanto riguarda il principio di sussidiarietà: consultazioni che si concretizzano nel cosiddetto Libro verde);

nella fase di applicazione dell’atto normativo quando gli Stati e le Regioni, tramite il Comitato delle Regioni, possono ricorrere alla Corte di Giustizia se ritengono leso il principio di sussidiarietà o di proporzionalità.

La nostra Provincia era, fino ad ieri, una delle poche istituzioni locali con assemblee legislative, in Italia, che non si era ancora dotata di una legge di procedura per la partecipazione alla formazione e all'attuazione della normativa europea.

Con l’approvazione della legge si  è colmata una carenza, consentendo di definire le modalità di partecipazione a livello consiliare e giuntale che prevedano momenti di stretta collaborazione tra i due livelli istituzionali.  

La nuova legge che ha iniziato il suo iter legislativo già nella scorsa legislatura provinciale, con i lavori svolti dalla Commissione per i rapporti internazionali e con l'Unione europea, presieduta dall’allora consigliere Chiocchetti.

Dopo un lavoro di paziente tessitura e di condivisione tra maggioranza e minoranza, la Commissione competente della passata legislatura era riuscita a formulare una proposta di legge che, con l'avvio della XV legislatura, la Quinta Commissione permanente, a cui sono stati affidati gli affari europei, ha proseguito quel percorso, rivedendo e integrando il testo e ripresentando, con alcuni aggiornamenti,  la proposta legislativa.

ALCUNI RAGGUAGLI TECNICI SULLA LEGGE APPROVATA

La legge si articola in cinque capi.

Il capo I delinea l'ambito di applicazione della nuova legge: la partecipazione della Provincia alla formazione degli atti dell'Unione europea, l'adempimento degli obblighi derivanti dall'ordinamento dell'Unione europea, le modalità, anche organizzative, per gli interventi realizzati dalla Provincia in ambito europeo, interregionale e di cooperazione territoriale.

Il capo II è dedicato alla partecipazione della Provincia alla formazione e all'attuazione degli atti dell'Unione europea. Gli istituti regolati da questo capo riprendono quelli previsti dal Trattato di Lisbona e dalla legge n. 234 del 2012 come la verifica da parte del Consiglio provinciale dell'osservanza del principio di sussidiarietà rispetto ai progetti di atti dell'Unione europea nelle materie di competenza della Provincia e la partecipazione di Giunta e Consiglio alla formazione degli atti dell'Unione europea.

Il capo III  è incentrato sull'ufficio per i rapporti con l'Unione europea di Bruxelles e sul GECT.

Presso l'ufficio di Bruxelles, che ha quasi raggiunto i venti anni di attività è prevista l'attivazione di uno sportello unitario di promozione territoriale con il coinvolgimento degli enti pubblici, delle istituzioni, delle parti sociali, dei soggetti pubblici e privati che condividono le finalità dell'iniziativa. Il  personale  di questo ufficio sarà potenziato, perché sempre più dovrà diventare punto di riferimento per i soggetti pubblici e privati che desiderano non solo informazioni sulle opportunità offerte dall'Europa ma soprattutto essere aiutati e supportati durante le fasi di presentazione e progettazione delle proprie proposte rispetto ai bandi europei.

Viene confermata la disposizione che ha supportato il procedimento di creazione del GECT Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, in attuazione del regolamento CE n. 1082/2006, che ha iniziato ad operare a fine 2011.

Il capo IV regolamenta la programmazione e la gestione delle azioni finanziate nell'ambito della politica di coesione dell'Unione europea.

Si delinea l'intelaiatura delle modalità per gestire in modo corretto la partecipazione ai programmi e progetti europei e l'accesso ai fondi europei, nel rispetto della sempre più rigorosa normativa europea che richiede inderogabilmente l'osservanza di precise regole nella fase di gestione, di rendicontazione e controllo. Le direttive dettate dal testo legislativo dovranno essere completate da un regolamento di attuazione, in cui si prevede che la commissione legislativa segua e approfondisca tale settore,  attivando momenti informativi con la Provincia.

L’articolato prevede pure il coinvolgimento delle parti economiche e sociali più rappresentative, delle autorità pubbliche e degli organismi che rappresentano la società civile nel progetti di partecipazione ai programmi europei. E’ inoltre previsto che la Provincia promuova l'attivazione, assieme al Consiglio delle autonomie locali, di misure informative, formative e di supporto nell'attività diretta alla partecipazione ai citati progetti europei.

Sono previsti tirocini formativi promossi presso l'ufficio di Bruxelles, quali opportunità di conoscenza e di contatto con le istituzioni dell'Unione europea, e sulle iniziative promozionali di studio, ricerca, di scambio di esperienze, di informazione e di divulgazione, anche in collaborazione con le istituzioni scolastiche, dell'identità europea fra i giovani.

Il capo V riunisce gli articoli sulle abrogazioni e sulle disposizioni transitorie e finanziarie.

 

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