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Arte e Cultura

“A 16 anni in serie A: un traguardo importante”. Chiara Candio all’esordio in Coppa Italia

A 16 anni la vita è rosa.

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A 16 anni la vita è rosa.

A 16 anni essere in campo nella partita di ritorno dei quarti di Coppa Italia è un sogno. Con il numero 16 sulle spalle indossando la maglia gialloblù, arriva anche il momento in cui i sogni diventato realtà.

L'esordio di Chiara arriva mercoledì 28 gennaio in trasferta al PalaJacazzi contro Corpora Aversa nella partita in cui alla sua squadra basta un set per accedere alla prima storica semifinale in Coppa Italia.

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«No, in realtà avevo già giocato per qualche minuto, sempre in trasferta, contro Olbia alla fine di novembre, e contro Aversa all'inizio di gennaio», spiega Chiara Candio, la baby libero della Delta informatica Trentino Rosa, nata a Rovereto il 7 aprile 1998.

Quest'anno la giovanissima pallavolista è approdata tra le fila gialloblù come vice di Elisa Cardani dopo aver ben figurato nella Bassa Vallagarina Volley, la società nella quale è cresciuta iniziando con l'Under 13 fino a disputare il campionato di serie D nella scorsa stagione.

Ma se entrare in seconda linea per qualche spezzone di set è importante per imparare a "sentire" il clima agonistico e iniziare ad affinare i meccanismi di gioco provati in allenamento con le compagne, stare in campo per tre set consecutivi disputando la Coppa Italia di A2, giocando contro avversarie che hannomolta più esperienza di te e che vogliono riscattare la sconfitta subita all'andata, non capita tutti i giorni.

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«Sì, il 28 gennaio 2015 è una data che non dimenticherà facilmente», conferma Candio, ancora emozionata.

L'intera stagione, iniziata con il ritiro sul lago di Caldonazzo ad agosto, è fatta di tante "prime volte" e non può essere diversamente per una sedicenne che si è ritrovata improvvisamente catapultata in A2 con la Delta neo-promossa nella serie cadetta.

Ce lo conferma lei stessa in un sabato mattina soleggiato e dall'aria frizzante di fine gennaio al termine delle lezioni all'uscita del Liceo scientifico "Da Vinci" di Trento.

Chiara infatti, dopo aver frequentato per i primi due anni il Liceo scientifico "A. Rosmini" di Rovereto, si è trasferita al "L. Da Vinci" di Trento, in III C, in modo da conciliare esigenze scolastiche e allenamenti.

Le sue sono comunque giornate interminabili, vissute spostandosi tra casa (vive ad Ala con la famiglia, ndr), scuola e palestra, ma le racconta con il sorriso sulle labbra.

«Parto da casa la mattina alle 6.30 e, quando ci alleniamo a Pergine, torno alle 23.00. La scuola inizia alle 7.55 e finisce verso le 13, poi di solito vado a pranzare insieme a mia madre in un locale vicino alla palestra Smalville dove, alle 14.30 abbiamo la seduta pesi con Paolo (Santorum, il preparatore atletico, ndr). Dalle 17 fino alle 20 circa invece ci alleniamo a Sanbapolis. Il sabato mattina finisco la scuola alle 11.25, poi di solito vado direttamente lì, ma visto che questa domenica non giochiamo oggi possiamo riposare», spiega sorridendo il libero gialloblù.

La pallavolista ha imparato a organizzarsi riuscendo a sfruttare bene il tempo, dando la priorità alla scuola ma senza rinunciare a coltivare la sua passione per la pallavolo. «Spesso studio durante gli spostamenti in treno e quando ho un'ora libera tra un allenamento e l'altro vado a studiare in biblioteca, poi la sera quando torno a casa riprendo in mano i libri anche se sono molto stanca.

Per fortuna i miei compagni mi aiutano, mi trovo molto bene in classe e il professore di matematica mi incoraggia sempre. Quest'anno con la Delta ho la possibilità di fare tanta esperienza e non potevo lasciarmi sfuggire un'opportunità così importante, sono contenta di come stanno andando le cose».  

Mamma Micaela e papà Massimo hanno appoggiato la scelta della figlia, condividendo il percorso che l'ha fatta approdare così giovane nella più importante realtà pallavolistica trentina.

«Li adoro, alla fine degli allenamenti vengono sempre a prendermi, poi non possono lamentarsi visto che a scuola vado meglio dell'anno scorso».       

Il fratello Luca, che ha 18 anni, da settembre gioca a calcio in serie D a Verona nella Virtus dopo aver militato nel Mezzocorona, mentre Sara, la sorellina di 9 anni, pratica nuoto a livello agonistico. Nella famiglia Candio lo sport è sempre stato presente, la mamma giocava a pallavolo, il papà a calcio, per poi ricoprire il ruolo di presidente dell'Alense per parecchi anni.

«Sì, penso che mia mamma mi abbia trasmesso la sua passione, da piccola avevo iniziato con la ginnastica artistica poi a 7 anni ho provato il minivolley, mi divertivo molto e non ho più smesso».

I primi passi dunque Chiara li ha mossi con Gianni Poletti, l'allenatore che l'ha seguita dall'Under 13 all'Under 16 nella Bassa Vallagarina Volley, insegnandole le basi della pallavolo.

«Nel 2011 con l'Under 13 siamo arrivate seconde ai campionati provinciali, nel 2012 con lo stesso gruppo abbiamo conquistato il titolo di campionesse provinciali Under 14 battendo l'Ata Trento 3-1, e questa vittoria ci ha permesso di accedere alle finali nazionali a Imperia dove alla fine ci siamo classificate al sedicesimo posto su 22 squadre partecipanti.

Nel 2013 siamo arrivate in semifinale perdendo 3-2 contro l'Argentario, nel 2014 con l'Under 16 abbiamo vinto tutte le partite del campionato ma nella Final Four siamo incappate in una giornata sbagliata, finendo poi al terzo posto (sul gradino più alto l'Ata di Alessandra Campedelli, ndr).  

Nel 2012 e nel 2013 arrivano anche le convocazioni nella Rappresentativa regionale guidata da Alessandra Campedelli per partecipare al Trofeo delle Regioni. «È stata una bella esperienza che mi ha fatta crescere anche perché il secondo anno ho fatto il capitano.

Ho sempre giocato come laterale e Alessandra mi ha fatto fare un salto di qualità, ma mi mancavano un po' di centimetri – scherza Chiara -. Mi ha sempre detto che in ricezione avevo qualcosa in più e, anche se poter stare in campo come attaccante mi rende una giocatrice completa, mi vedeva adatta a ricoprire il ruolo di libero».

Detto fatto: da quest'anno Candio occupa la seconda linea e non le dispiace affatto. «È importante essere giocatrici polivalenti, ma mi è sempre piaciuto ricevere».

Un altro allenatore significativo per Chiara è stato Angelo Crema con il quale ha vissuto il campionato di serie D con la Bassa Vallagarina nella scorsa stagione. «Il nostro era un bel gruppo, composto in prevalenza da giocatrici del ˈ98, io ho giocato titolare tutto l'anno come laterale. Siamo quasi riuscite a raggiungere la zona playoff ed è stata una bella soddisfazione considerando che era la prima volta che una squadra così giovane disputava la serie D ma la giovane età appunto e la poca esperienza si sono poi fatte sentire».

Chiara ripercorre con soddisfazione gli anni vissuti con una squadra che le ha permesso di crescere e di farsi notare dai dirigenti della Delta Informatica. «L'anno scorso, verso aprile-maggio, avevo fatto qualche allenamento con la Delta, poi a fine stagione avevo la possibilità di andare a Volano, in serie C, e giocare come laterale. Ero contenta di salire di categoria, ma ad agosto mi ha chiamata Franco Tonetti (direttore sportivo della Trentino Rosa, ndr) e non potevo di certo rifiutare una proposta così allettante.

Ho accettato sapendo che avrei avuto poco spazio in campo, ma ero convinta che allenarsi a questi livelli, contro quella che si è rivelata una delle formazioni più forti del campionato, mi avrebbe permesso di accrescere il mio bagaglio tecnico. Già mi sono accorta di quanto sono migliorata dall'inizio del campionato: prima non vedevo nemmeno la palla da quanto era veloce, ora riesco a intercettarla e mi tuffo per prenderla».

Sì, perché ricevere le battute o le schiacciate di Giada Marchioron e Milica Bezarevic, i primi tempi di Candi, Fondriest o Lamprinidou, ti costringe a dare qualcosa di più.

E poi se hai la fortuna di avere davanti un libero di grande esperienza come Elisa Cardani, ogni momento è buono per imparare qualcosa di nuovo.

«Mi trovo bene con le compagne, tutte mi aiutano e mi danno consigli, Elisa mi fa notare dove sbaglio o come potrei correggere la posizione in campo e non potrei avere modello migliore.

Contro Soverato ha fatto salvataggi eccezionali in difesa e un giorno sarebbe bello avere un curriculum come il suo, intanto provo a seguirne l'esempio».

Un'altra giocatrice a cui guardare per carattere e personalità è sicuramente la capitana.

«Giada non sbaglia una partita, è sempre in forma e ha una costanza di rendimento straordinaria», afferma Candio con autentica ammirazione. Non a torto visto che dopo 14 giornate di regular season Marchioron è la top scorer in A2 avendo realizzato ben 287 punti (22,07 di media, fonte: Lega Pallavolo Serie A Femminile, ndr).

Da Ala, dove abita, a Trento: oltre al cambio di ruolo, tra le tante novità per Chiara anche il fatto di allenarsi a  Sanbàpolis agli ordini di Marco Gazzotti e di vivere la partita domenicale immersa nell'atmosfera creata dai tifosi presenti al palazzetto.

«Sì, anche quando giochiamo in trasferta, è sempre molto emozionante. A inizio gennaio siamo andate ad Aversa: il loro pubblico è davvero molto caloroso e avverti la carica che riesce a trasmettere anche se non sei in campo».

La Delta Informatica si è ritrovata di fronte la formazione campana anche come avversaria nei quarti di Coppa Italia: dopo aver dominato nettamente l'andata vincendo 3-0 (25-15, 25-15, 25-16) in casa il 21 gennaio, bastava un solo set per accedere alla semifinale. Un set che Marchioron e compagne hanno subito conquistato con un ottimo avvio di gara.

Poi Gazzotti ha optato per un ampio turnover, schierando un sestetto trentino inedito con Morolli in regia, Pucnik opposto, Pirv e Paoloni schiacciatrici, Fondriest e Candi al centro e Candio nel ruolo di libero.

«Dopo la partita contro Soverato (vinta 3-1, 25 gennaio, ndr), le titolari erano un po' stanche ma il mister non aveva detto nulla anche se si intuiva che aveva una mezza idea di mandare in campo le giocatrici meno utilizzate.

Quel giorno io non ero sicura di giocare invece Gazzotti mi ha chiamata. Non ci credevo e comunque non pensavo sarei rimasta in campo per tre set.

All'inizio ero molto nervosa, ma le compagne mi hanno tranquillizzata e un po' alla volta mi sono sciolta anche se, quando affronti una squadra di alta classifica come Corpora, la tensione non scompare mai del tutto».

Pur estromessa dalla Coppa Italia, la squadra di Della Volpe non voleva uscire dal campo sconfitta davanti al suo pubblico e dopo aver pareggiato il conto si è imposta 3-1 (17-25, 25-17, 25-23, 25-18).

Non sono però mancate notizie positive per il tecnico gialloblù: Morolli e compagne hanno lottato alla pari soprattutto nel terzo parziale e la ventenne opposta di riserva Katerina Pucnik, al secondo anno in maglia Delta Informatica, si è distinta realizzando 18 punti (42% in attacco, un muro e due ace), mentre ha confermato l'ottimo stato di forma già visto contro Soverato Volley la centrale Sonia Candi, autrice di 14 punti (47% in attacco) con addirittura 7 muri.

Candio conferma che Gazzotti cura nel dettaglio gli allenamenti e prepara con altrettanta attenzione le partite: «Mi trovo davvero bene, è molto bravo come allenatore. Per noi riserve è stato importante avere l'opportunità di giocare in Coppa Italia sia per abituarci a stare in campo in partite importanti e affinare i meccanismi di gioco, sia per capire come ce la saremmo cavata. Volevamo vincere e ci siamo impegnate al massimo».

Sconfitto 3-2 all'andata da Riso Scotti Pavia, il Neruda Volksbank, capolista del girone di A2, ha vinto 3-1 al ritorno e la squadra del presidente Roberto Postal lo sfiderà in una semifinale che si preannuncia spettacolare nel doppio derby che andrà in scena a Sanbàpolis mercoledì 4 febbraio e al PalaResia l'11 febbraio.

Nell'altra semifinale si sfideranno invece la Beng Rovigo (1-3 a Vicenza dopo il 3-1 dell'andata) e il Saugella Monza (sconfitto 3-2 dal Club Italia dopo il successo in quattro parziali dell'andata.

«Nel derby di due settimane fa contro il Neruda abbiamo dato tanto nei primi due set, ma pur lottando alla pari non siamo riuscite a bloccarle e ci è dispiaciuto. Sappiamo che loro non regalano niente, ma ora vogliamo la rivincita e soprattutto dopo aver centrato l'obiettivo della semifinale vogliamo andare a Rimini: sarebbe fantastico giocare lì, nella stesso giorno si disputa la finale di Coppa Italia di A1».        

Comunque vadano le cose, domenica 1 marzo il Trentino Alto Adige sarà al 105 Stadium di Rimini, un traguardo storico per la pallavolo regionale.

Poi, dopo il turno di riposo in campionato (la Delta è stata agganciata al quarto posto in classifica da Corpora Aversa, ndr) arriverà la vice capolista Obiettivo Risarcimento Vicenza. «Sarà una partita dura, loro saranno più riposate di noi essendo uscite dalla Coppa Italia e vorranno riscattare la sconfitta subita all'andata», spiega Candio.

Ma quali sono gli obiettivi della baby libero gialloblù?. «Sono soddisfatta della mia scelta e mi ritengo fortunata: vivere una stagione da riserva in serie A alla mia età è un traguardo importante. Certo per arrivare in A1 la strada è lunga, e per ogni atleta il sogno è quello di raggiungere i massimi livelli, ma anche in B sarei contenta.

La cosa che conta di più per me è continuare a divertirmi, migliorare e giocare a pallavolo con la stessa passione e motivazione indipendentemente dalla categoria», afferma convinta Chiara.

E poi la scuola viene prima di tutto e la pallavolista in erba ha già in mente un progetto da realizzare insieme al fratello: «Le materie scientifiche mi sono sempre piaciute e da grande vorrei aprire una farmacia con Luca, ne abbiamo già parlato, quindi, una volta finito il liceo probabilmente mi iscriverò alla facoltà universitaria di farmacia».

Le idee possono cambiare, ma è bello vedere una ragazza senza tanti grilli per la testa che pensa a costruirsi il futuro, portando avanti impegno scolastico e sportivo con la stessa determinazione.

Un esempio per quanti si avvicinano fin da bambini al mondo dello sport, sapendo che oltre ai sacrifici ci saranno anche soddisfazioni e che lo studio non impedisce la pratica sportiva ad alto livello.

«Di solito, durante le vacanze natalizie partecipavo con la Bassa Vallagarina Volley al Torneo di Natale di Rovereto, quest'anno, invece, il giorno di Natale ero a Sanbàpolis con la Delta Informatica per preparare la sfida del 26 dicembre contro Monza.

Ho pranzato con la mia famiglia, poi siamo venuti tutti a Trento, c'erano anche i miei nonni, un pubblico speciale. Sì, in genere non ho molto tempo libero e mi piacerebbe uscire di più con gli amici il sabato sera, ma questo è un anno importante per me, i sacrifici non mi pesano e mi voglio impegnare in ogni cosa che faccio».

Umiltà, misura e senso di responsabilità non mancano a Chiara, che può essere davvero considerata una promessa della pallavolo femminile regionale, e salutandola non possiamo che augurarle di continuare a vivere i suoi sogni trasformandoli giorno dopo giorno in realtà senza mai perdere il sorriso che la contraddistingue.  

p.niccolini@lavocedeltrentino.it

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