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La Sfera e lo Spillo

Sassuolo elegge Di Francesco, Milan fumata rossonera, Roma senza voto

 

Il “Sasol” è la nuova patria del calcio, il volto pulito, terra nostrana dei miracoli, di capacità e umiltà, lavoro e competenza. E’ la terra nativa del compianto cantautore Pierangelo Bertoli e del pittore Giacomo Cavedone in epoca barocca a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento.

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Il “Sasol” è la nuova patria del calcio, il volto pulito, terra nostrana dei miracoli, di capacità e umiltà, lavoro e competenza. E’ la terra nativa del compianto cantautore Pierangelo Bertoli e del pittore Giacomo Cavedone in epoca barocca a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento.

La capitale Italiana della piastrella di ceramica, Sassuolo, in provincia di Modena (41.000 anime), dalla stagione 2013-2014, è entrata nel club ristretto delle provinciali, in grado di oltrepassare il portone dorato (a girone unico) della massima serie.

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Il Palazzo Ducale e il parco annesso, la Chiesa di San Giorgio (patrono della città), la Piazza Garibaldi denominata “piccola”, dove sorge la Torre Civica, e lo storico portico sono i simboli artistici di una realtà, che sino alla metà dello scorso secolo, era caratterizzata da un paesaggio bucolico e rurale. 

L’Unione Sportiva Sassuolo Calcio nasce nel 1920 e disputa per molti anni i tornei dilettantistici emiliani. Dopo aver militato diverse stagioni in serie D, la piccola compagine approda in serie C2, prima volta tra i professionisti, nella stagione 1983-1984.

Dagli anni duemila in poi, con l’ingresso nella stanza dei bottoni del patron Giorgio Squinzi (già sponsor negli anni ottanta), inizia la cavalcata che consente l’approccio in C1 nel torneo 2005-2006.

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Questa fase non è caratterizzata solo da successi: l’anno seguente perde la semifinale playoff con il Monza. E’ vittoria dei neroverde al Brianteo (0-1), poi la caparbia rimonta dei brianzoli (2-4) allo stadio Enzo Ricci.

L’agognata promozione in serie B arriva l’anno seguente con la guida tecnica di Massimiliano Allegri. In seguito ancora qualche bruciante delusione: nei campionati 2009-2010 e 2011-2012, la squadra del presidente di Confindustria sfiora ripetutamente la promozione in serie A perdendo due semifinali playoff.

La prima semifinale è persa con Stefano Pioli seduto in panca neroverde contro il quotato Torino, nella seconda chance è un tecnico all’epoca emergente come Fulvio Pea a mancare il successo contro l’ambiziosa Sampdoria.

Nel 2012-2013 è centrata la storica promozione in Serie A con l’attuale tecnico sassolese.

Il tecnico in riva al fiume Secchia è Eusebio Luca Di Francesco, ottimo tecnico, sbarazzino e preparato, poco mediatico, raramente apprezzato dai taccuini e dal gossip pallonaro.

E’ padre del ventenne Federico, giovane attaccante, che in questa stagione indossa la maglia grigiorossa della Cremonese.

Discreta la carriera da calciatore di Eusebio, abile centrocampista veste le maglie di Empoli, Lucchese, Piacenza, Ancona, Roma e Perugia. Vince il tricolore con i giallorossi nella stagione 2000-2001.

Nel suo palmares vi sono anche dodici presenze nella Nazionale Italiana e una rete realizzata.

Oltre l’audacia e la tradizione, domenica 01 febbraio ore 12.30 si celebra, al Mapei Stadium-Città del Tricolore, l’incontro Sassuolo-Inter.

La Beneamata è al decimo posto in coabitazione con i cugini rossoneri a 26 punti, il Sassuolo è dodicesimo in compagnia dei granata di Ventura a quota 25.

Per i Bauscia di Milano il percorso di marcia registra: 6 vittorie, 8 pareggi e 6 sconfitte. Ventinove sono le reti all’attivo e ventisei quelle subite. Gli emiliani si presentano al fischio d’inizio con 5 vittorie, 10 pareggi e 5 sconfitte. Per i ragazzi di mister Di Francesco ventiquattro sono le reti realizzate e ventotto quelle al passivo.

La guida tecnica neroverde schiera il modulo 4-3-3 con l’ex atalantino Consigli tra i pali; la linea difensiva composta da Vrsaljko, Terranova, Cannavaro e Longhi; il pacchetto centrale formato da Biondini, Magnanelli e Missiroli; il reparto offensivo confezionato dal tridente Berardi, Zaza e Sansone.

La guida tecnica della Pinetina sceglie il modulo 4-2-3-1 con lo sloveno Handanovic in porta; il reparto arretrato confezionato da Donkor, Ranocchia, Vidic e Dodò; in mezzo al campo, la diga composta da Medel e Guarin; più avanti il tris d’appoggio con Shaqiri, Kovacic e Podolski che supportano Palacio.

Il fischietto dell’incontro è affidato al trentaseienne Paolo Valeri, di Roma. L’arbitro laziale esercita la professione di libero professionista. Sul green gli assistenti del direttore di gara internazionale sono Costanzo e Schenone. Il quarto uomo è Passeri. I giudici di linea sono Cervellara e La Penna.

Il match tra Sassuolo e Inter finisce con la vittoria dei padroni di casa (3-1). E’ un’ottima prova quella messa in campo dalla squadra emiliana che scavalca i blasonati nerazzurri in classifica.

Velocità, ritmo e determinazione sono le armi dell’audace Sassuolo, ben messo in campo anche dal punto di vista tattico. E’ la seconda sconfitta consecutiva per la truppa di Roberto Mancini dopo lo scivolone interno con il Torino.

L’Inter nella prima frazione di gioco patisce oltremisura il pressing e le ripartenze veloci di Zaza, Berardi e Sansone. Nella ripresa i nerazzurri reagiscono ma non riescono a ribaltare il risultato nonostante un finale concitato.

Le reti sono segnate da Simone Zaza con un fendente, potente e mancino, che s’infila nel sacco di Handanovic (al minuto 17); il raddoppio con un tiro magistrale, di rara precisione di Nicola Sansone (al minuto 29), il tris su rigore calciato da Domenico Berardi (al minuto 93).  

La rete della bandiera interista con Mauro Icardi, che sfrutta un errore in fase difensiva di Magnanelli (al minuto 83).

Trenta sono le reti realizzate nella ventunesima giornata di serie A. Sono sei le vittorie tra le mura amiche (Sassuolo, Milan, Torino, Cesena, Palermo, Atalanta), una sola in trasferta (Napoli), tre i pareggi.

Per la classifica capocannoniere, Carlos Tevez comanda con tredici centri, podio d’argento per Higuain e Menez con dodici reti, piazza di bronzo per Icardi e Dybala con undici reti.

Milan-Parma (3-1). Al Giuseppe Meazza il Milan sfodera una prestazione opaca e incolore ma liquida i gialloblù dell’ottimo Roberto Donadoni.

L’ultimo posto in graduatoria e i problemi societari non minano la serietà e la professionalità dell’ex commissario tecnico della Nazionale, che dimostra altresì nella circostanza, raziocinio e integrità umana.

Il Diavolo passa in vantaggio su rigore con Jeremy Menez (al minuto 17). Il pareggio dei Ducali con l’ex Antonio Nocerino che sfrutta una punizione di Galloppa dopo una carambola di Poli e sottomisura batte Diego Lopez (al minuto 24).

Nella ripresa un’azione di ripartenza di Cerci innesca Jeremy Menez che trafigge con un mancino il portiere Mirante (al minuto 57). Il tris rossonero è di Cristian Zaccardo servito da Menez (al minuto 76).

Torino-Sampdoria (5-1). Allo stadio Olimpico del capoluogo piemontese si celebra il festival del goal della giornata; un confronto pirotecnico tra i granata di Giampiero Ventura e i blucerchiati di Sinisa Mihajlovic.

Seconda vittoria consecutiva per il team del presidente Cairo che affonda la squadra ligure.

Sale in cattedra Fabio Quagliarella che delizia il pubblico con una tripletta. La prima rete deviando sottomisura nel sacco sampdoriano, il raddoppio dal dischetto e il tris con un tiro che si raccorda nell’angolino della porta difesa da Viviano.

La quaterna realizzata da Amauri che chiude una pregevole azione del tandem Maxi Lopez e Bruno Peres (al minuto 75).

Accorcia la squadra del presidente Ferrero con la rete di Pedro Obiang; il Toro, infine, cala il poker nel finale con Bruno Peres che pesca un tiro incantevole e vincente (al minuto 93).

Chievo-Napoli (1-2). I partenopei espugnano lo stadio Marcantonio Bentegodi, si confermano come la terza forza del torneo e si lanciano all’inseguimento della Roma.

La squadra di Rafa Benitez scardina il risultato sugli sviluppi di un’azione con Higuain e Gabbiadini. E’ un rimpallo sfortunato, un’autorete del clivense Bostjan Cesar che buca la propria difesa (al minuto 18).

La squadra del trentino Rolando Maran pareggia con un’azione fotocopia, simile a quella del vantaggio azzurro. Questa volta è Miguel Britos a battere il proprio portiere (al minuto 25).

Il sorpasso napoletano che vale tre punti con Manolo Gabbiadini, bravo a stoppare un cross di Strinic e con un tiro mancino superare il portiere Bizzarri (al minuto 62).

Cesena-Lazio (2-1). E’ spenta la prestazione dei biancocelesti allo stadio Dino Manuzzi.

Ottimo invece il match dei romagnoli che piegano con autorità la squadra di Stefano Pioli. E’ una vittoria (seconda consecutiva in sette giorni) fondamentale per la lotta salvezza per i ragazzi di Domenico Di Carlo.

Il Cesena rompe l’equilibrio con lo splendido goal del francese Gregoire Defrel assistito da Brienza (al minuto 60).

Il raddoppio dei bianconeri si materializza con un’autorete di Danilo Cataldi propiziato da un cross dell’indemoniato Defrel (al minuto 77). Infine, l’intramontabile Miroslav Klose realizza la rete della bandiera per gli aquilotti (al minuto 87).

Palermo-Verona (2-1). Una vittoria sofferta ma meritata per la squadra di Giuseppe Iachini che soggiorna nelle zone nobili del campionato.

Gli ospiti passano in vantaggio con un colpo di testa di Panagiotis Tachtsidis (al minuto 8).

I siciliani ribaltano lo score del match con le segnature del solito Paulo Dybala su calcio di punizione (al minuto 18) e poi con la rete di Andrea Belotti che su cross di Vazquez antica Marquez e deposita nel sacco veneto (al minuto 79).

Roma-Empoli (1-1). La squadra di Rudi Garcia mantiene il contatto con la capolista Juventus.

Gli azzurri di Maurizio Sarri passano in vantaggio su calcio di rigore concesso dall’arbitro Russo di Nola e trasformato da Massimo Maccarone (al minuto 39).

Il pareggio capitolino matura con un tiro di Maicon imbeccato da Pjanic (al minuto 57).

Genoa-Fiorentina (1-1). Un pareggio giusto che fotografa la sfida messa in scena al Luigi Ferraris.

Il Grifone sblocca l’inerzia dell’incontro con l’autorete di Anton Ciprian Tatarusanu, portiere viola che di testa devia con una sfortunata carambola nella propria rete una conclusione del rossoblù Sturaro (al minuto 14).

La squadra di Vincenzo Montella orfana di Juan Cuadrado, che raggiungerà la corte di José Mourinho, agguanta il pareggio con Gonzalo Rodriguez servito da Mati Fernandez (al minuto 54).

Atalanta-Cagliari (2-1). E’ una gara equilibrata decisa all’ultimo istante da una prodezza della Dea bendata.

I nerazzurri segnano con un colpo di testa di Giuseppe Biava servito da Del Grosso (al minuto 18). Su un errore del pacchetto difensivo bergamasco i sardi pescano il pareggio con Daniele Dessena (al minuto 44).

Il sorpasso dei ragazzi di mister Colantuono avviene con un capolavoro del cileno Mauricio Pinilla che in acrobazia batte l’estremo difensore Brkic (al minuto 94).

Finisce a reti bianche la partita Udinese-Juventus (0-0).

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

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