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Trento

Presentati i parametri per l’assegnazione del reddito di garanzia sociale

Stato di salute, autosufficienza, lavoro, casa, condizione del minore, dell'adulto e dell'anziano nel contesto familiare; sono le problematiche complesse che saranno prese in esame per assegnare il reddito di garanzia sociale. 

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Stato di salute, autosufficienza, lavoro, casa, condizione del minore, dell'adulto e dell'anziano nel contesto familiare; sono le problematiche complesse che saranno prese in esame per assegnare il reddito di garanzia sociale. 

Oggi la Giunta provinciale ha approvato la scheda per l'analisi omogenea di queste criticità, elaborata da un gruppo di lavoro nel corso di una serie di confronti con le Comunità e con il Territorio Val d'Adige: "Si sono intraviste nel reddito di garanzia sociale alcune disparità fra una Comunità e l'altra e ci si è posti quindi il tema dell'equità, ovvero di una modalità di accesso uniforme fra tutti i territori – commenta l'assessora alla salute e solidarietà sociale Donata Borgonovo Re.

La scheda, individuando gli ambiti di criticità, diventa un elemento determinante per la costruzione del progetto sociale, nel quale saranno concordate le attività da effettuare per affrontare e superare queste criticità. Il reddito di garanzia è legato al rispetto di questo progetto sociale è, in sostanza, una sorta di patto con l'utente".

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Si avvierà ora una fase di sperimentazione della scheda nelle Comunità, alle quali compete l'assegnazione del reddito di garanzia sociale, che durerà sei mesi, al termine della quale lo strumento, sulla base delle valutazioni dei professionisti, sarà approvato definitivamente oppure modificato.

Per impostare la 'scheda per l'analisi omogenea delle problematiche complesse il gruppo di lavoro ha prima di tutto analizzato il contesto di partenza, cercando di capire quali sono i beneficiari del reddito di garanzia sociale. Tale reddito è erogato dalle Comunità, i beneficiari sono persone che oltre a problemi economici, presentano una situazione di problematicità complessa. 

Per aiutare queste persone le Comunità hanno accolto, nel 2013, 718 domande, di cui 471 domande di italiani, 28 di cittadini provenienti dall'Unione Europea, 162 al di fuori dei confini europei e 57 di nuclei formati da coppie miste.

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Se si analizza la distribuzione per nazionalità dei beneficiari nel cui nucleo ci sono minori, si evidenzia che gli italiani raggiungono la percentuale maggiore (43%); per la categoria degli over 65 anni gli italiani sono addirittura il 97%: si tratta di nuclei di soli anziani che percepiscono una pensione bassa e quindi non sufficiente a garantire una vita dignitosa e che, vista la loro situazione lavorativa, non avranno l'opportunità di modificare la loro condizione.

Infine si segnala che i beneficiari del reddito di garanzia sociale che fanno parte di un nucleo di soli adulti sono per la maggior parte di nazionalità italiana (82%), come pure quelli appartenenti a nuclei in cui tutti lavorano (64%). 

Per valutare quindi se sussiste diversità nei comportamenti delle singole Comunità rispetto all'erogazione del reddito di garanzia sociale, il gruppo di lavoro ha analizzato il numero dei beneficiari dell'intervento economico e gli importi erogati, un dato sostanzialmente omogeneo fra i diversi territori, con piccole discrepanze dovute alle condizioni strutturali dei territori.

Infine sono stati rapportati i dati dei beneficiari con gli iscritti ai centri per l'impiego: in questo caso si è evidenziato un tasso di iscrizione ai centri per l'impiego molto elevato nelle Comunità di Primiero, Valsugana e Tesino, Comun General de Fascia e Paganella, a fronte del quale c'è invece un basso tasso di erogazione di reddito di garanzia. Probabilmente, essendo Comunità a vocazione turistica, il dato è conseguente all'iscrizione di lavoratori stagionali provenienti da fuori regioni oppure stranieri.

La scheda elaborata dal gruppo di lavoro individua quattro aree e tre scenari, che possono presentare particolari elementi di fragilità.

Le aree analizzate sono:

  • lo stato di salute, ovvero la dipendenza da droghe, alcool, gioco, o altri disturbi;
  • l'autosufficienza, legata alla difficoltà o impossibilità di gestione della vita quotidiana;
  • il lavoro, ovvero lo stato occupazionale e anche l'attivazione nella ricerca del lavoro;
  • la casa, ovvero l'adeguatezza degli spazi abitativi in relazione alle proprie esigenze.

Sotto il profilo degli scenari si distingue:

  • la condizione del minore sia a livello di rispetto delle regole, comportamenti più o meno aggressivi, integrazione sociale, ecc., sia a livello di percorso scolastico;
  • la condizione dell'adulto / anziano nel contesto familiare, ovvero la qualità delle relazione e l'organizzazione familiare, eventuali maltrattamenti e violenza;
  • le condizioni relazionali dell'adulto / anziano in un nucleo monoparentale.

Sulla base di queste criticità partirà la valutazione sui richiedenti che presentano la complessità sociale necessaria per l'erogazione del beneficio, quindi verrà elaborato un progetto sociale, differente da persona a persona, per superare, se possibile, queste criticità. 

La scheda verrà sperimentata nelle Comunità per un periodo di tempo di sei mesi, al termine del quale lo strumento sarà inviato al Consiglio delle autonomie locali per condividerne la conferma dei contenuti o la loro modifica

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