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Trento

L’Unicef premia Il Santa Chiara come «ospedale amico dei bambini»

Il presidente del Comitato italiano Unicef Giacomo Guerrera ha consegnato oggi ai vertici dell’APSS la pergamena di riconoscimento del Santa Chiara di Trento «Ospedale amico del bambino».

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Il presidente del Comitato italiano Unicef Giacomo Guerrera ha consegnato oggi ai vertici dell’APSS la pergamena di riconoscimento del Santa Chiara di Trento «Ospedale amico del bambino».

La cerimonia di oggi chiude un percorso iniziato a fine 2009 che ha permesso al Santa Chiara di raggiungere lo standard richiesto dall’Unicef per l’accreditamento «Baby Friendly Hospital». Questo riconoscimento si inquadra nel più ampio processo di qualificazione dell’assistenza alle madri e ai neonati in un’ottica di collaborazione e di integrazione dei punti nascita e delle strutture territoriali della provincia di Trento.

L’Iniziativa «Ospedale amico dei bambini» (Baby friendly hospital initiative, BFHI) è un progetto universale promosso da oltre 20 anni dall’Oms-Unicef per promuovere, proteggere e sostenere l’allattamento materno e la corretta alimentazione infantile all’interno delle strutture sanitarie. Tale iniziativa di sanità pubblica prevede che, lungo tutto il percorso nascita, vengano implementati alcuni interventi specifici e integrati, validati dai massimi livelli di evidenza scientifica e raccomandati dalle linee di indirizzo nazionali.

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Molte le persone presenti alla cerimonia e molti gli interventi nel corso del pomeriggio che hanno messo in rilievo come il riconoscimento sia il frutto della collaborazione e dell’impegno di tante persone che lavorano in ospedale e sul territorio.
In apertura il sindaco di Trento Alessandro Andreatta ha portato il saluto della Città e si è complimentato con gli operatori ricordando che trento opera in sinergia con Unicef tanto da essere riconosciuta città amica dei bambini.

In seguito il direttore generale dell’Apss Luciano Flor, ringraziando tutti gli operatori che in questi anni hanno contribuito al raggiungimento di questo importante risultato, facendo proprio quanto scritto dal direttore generale dell’Unicef Davide Usai nella lettera che riconosce l’ospedale Santa Chiara Amico dei bambini, ha espresso «vivo apprezzamento per i risultati raggiunti, alcuni dei quali collocano il nostro ospedale in una fascia di eccellenza, dato confermato anche dal recente report ministeriale che vede il Trentino come miglior realtà italiana per il ricorso al taglio cesareo».

È intervenuto poi il Presidente dell’Unicef Italia Giacomo Guerrera che ha evidenziato «il livello dell’assistenza offerta raggiunge livelli di eccellenza nella promozione, protezione e sostegno dell’allattamento materno. L'ospedale Santa Chiara di Trento mostra quanto ancor oggi in Italia, grazie all’impegno e la professionalità degli operatori del percorso materno infantile, possono essere messe in pratica le attività necessarie per offrire un'ottima assistenza e mantenere al centro dell'attenzione il benessere psicofisico di mamme e neonati».

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Alla cerimonia era presente l’assessora alla salute e solidarietà sociale Donata Borgonovo Re che ha sottolineato «l’iniziativa ospedale amico del bambino è un progetto così umano e soddisfacente per le donne e per i bambini e per la qualità del lavoro degli operatori che non può restare dell’ospedale Santa Chiara ma deve essere esteso ad altre realtà ospedaliere e territoriali».

Anna Pedrotti neonatologa e responsabile del progetto ha poi evidenziato «l’iniziativa è stata una straordinaria esperienza professionale che ci ha portato a rivedere il nostro lavoro per migliorare l’assistenza. L’ospedale Santa Chiara ha intrapreso il percorso di riconoscimento BFH impegnandosi a raggiungere gli standard assistenziali promossi dall’Oms-Unicef per l’assistenza alle mamme e ai bambini per l’allattamento materno.

In questi anni gli operatori del gruppo di progetto BFH dell’area materno-infantile si sono dedicati ad analizzare le pratiche per l’allattamento materno in atto nell’ospedale, valorizzando i punti di forza esistenti (presenza della banca del latte materno, esistenza di formatori e consulenti professionali di allattamento, applicazione parziale della buone pratiche Oms-Unicef, monitoraggio dell’allattamento materno, acquisto del latte artificiale tramite la farmacia, ecc.) e affrontando le criticità emerse dal confronto con gli standard Oms/Unicef e dalle segnalazioni dei genitori.

Il gruppo BFH ha elaborato diversi progetti di miglioramento, lavorando in stretta collaborazione e integrazione con gli operatori dei servizi sanitari territoriali, in particolare con le ostetriche del consultorio e con i pediatri di libera scelta del territorio di Trento, Mezzolombardo, Pergine e Borgo Valsugana.

Inoltre sono state coinvolte nel progetto le associazioni di genitori, i gruppi di mamme, le farmacie comunali, considerando che il sostegno dell’allattamento materno inizia e prosegue nel territorio e riguarda tutta la comunità».

Un ospedale è riconosciuto «Amico dei bambini» quando non permette la pubblicità e la promozione dei sostituti del latte materno, biberon, tettarelle, ciucci e paracapezzoli (Codice), quando mette in atto interventi efficaci di informazione e sostegno ai genitori (10 Passi), quando informa e sostiene anche le madri che non allattano al seno e quando promuove e sostiene il naturale decorso del travaglio e del parto (Cure amiche della madre). Attualmente in Italia sono solo 23 gli ospedali riconosciuti «Amici dei bambini» e il Santa Chiara è, ad oggi, la struttura più complessa e importante che ha conseguito questo risultato.

L’ospedale Santa Chiara di Trento ha aderito alla BFHI a fine 2009 e nel dicembre 2011 ha superato la prima visita di valutazione da parte dell’Unicef con la verifica di tutta la documentazione inerente alla BFHI. In dicembre 2012 i valutatori Unicef hanno effettuato la seconda visita, centrata sulla verifica delle conoscenze e competenze degli operatori dell’ospedale impegnati nell’assistenza delle donne in gravidanza, mamme e bambini.

Il percorso verso il riconoscimento BFH è continuato poi con la visita di valutazione di Fase 3 nell’aprile e luglio 2014, nel corso delle quali è stato intervistato un campione rappresentativo di donne in gravidanza, madri che allattano e madri che utilizzano sostituti del latte materno per verificare l’efficacia della pratiche di protezione, promozione e sostegno dell’allattamento materno messe in atto dall’ospedale, anche per i bambini ricoverati in Patologia e terapia intensiva neonatale. I valutatori Unicef hanno potuto constatare un impegno costante da parte degli operatori e livelli di assistenza ottimali per l’allattamento materno e per mantenere al centro dell’attenzione il benessere psico-fisico di mamme e neonati.

All’ospedale Santa Chiara nel 2014 il contatto pelle-pelle alla nascita è stato realizzato per l’81.5% dei neonati, anche dopo taglio cesareo e i neonati sono rimasti insieme alle loro mamme durante tutta la degenza nel 68.1% dei casi (in alcuni casi la separazione dalla mamma si è resa necessaria per motivi medici o per scelta dei genitori).

L’allattamento materno esclusivo alla dimissione ha raggiunto l’88.5%, l’allattamento misto il 9.8% e l’1.7% della madri ricoverate ha scelto di non allattare. Grazie alla banca del latte il 72.1% dei bambini ricoverati in Terapia intensiva neonatale sono stati nutriti solo con latte materno.

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