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Trento

Viaggio nell’Euregio Tirolo con… il senatore Franco Panizza.

Prende il via, con questo articolo, il nostro viaggio virtuale nell’Euregio Tirolo

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Prende il via, con questo articolo, il nostro viaggio virtuale nell’Euregio Tirolo

Cercheremo di capire assieme alle personalità politiche territoriali, di volta in volta, cos’è questa istituzione, quando è nata, su cosa si fonda e soprattutto qual è l’utilità pratica per i cittadini che vivono, lavorano e studiano nei territori in essa compresi.

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Il nome tecnico di quello che comunemente chiamiamo Euregio Tirolo è GECT Euregio Tirolo – Alto Adige – Trentino” dove l’acronimo GECT sta ad indicare “Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale” si tratta di un ente con personalità giuridica di diritto pubblico, costituito da organismi pubblici di Stati diversi; compito del GECT è quello di attuare programmi ed interventi di cooperazione transfrontaliera.

Senza voler approfondire il quadro normativo di regolamenti e leggi comunitarie che disciplinano la nascita dei GECT ci limiteremo a dire che essi hanno le proprie fondamenta giuridiche nell’ “Accordo quadro europeo sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali” più noto come convenzione di Madrid del 21 maggio 1980 e che, in Italia, vengono riconosciuti con decreto a firma del Presidente del Consiglio del Ministri a conclusione, positiva, dell’istruttoria condotta dal Dipartimento per gli Affari Regionali sentiti i ministeri. Il Dipartimento tiene, inoltre, il registroin cui sono iscritti i GECT costituiti, con i relativi statuti e organi sociali.

I GECT attivati in Italia dal 2010 al 2013 sono sei, e sono:  GECT – Parco  Naturale Europeo Alpi Marittime MercantourGECT – Parco Marino Iternazionale delle Bocche di  Bonifacio, Euregio Senza Confini R.L. (c.d. Villa Manin) che sembra non disporre ancora di un proprio sito web, ma se ne ritrova documentazione nei siti istituzionali delle regioni Veneto e F.V.G., GECT “Comune di Gorizia (I), Mestna obèina Nova Gorica (SLO) e Obèina Šempeter-Vrtojba (SLO)”GECT “EUREGIO  Tirolo – Alto Adige – Trentino”,ARCHIMED (Arcipelago Mediterraneo),mentre il totale dei GECT attualmente attivi in Europa è pari a trentasette.

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L’Euregio Tirolo nasce formalmente il 14 giugno 2011 a castel Thun in Trentino con la firma dell’atto costitutivo da parte dei tre governatori Luis Durnwalder (per la provincia di BZ), Lorenzo Dellai (per la provincia di TN) e Günther Platter (per il Land Tirolo),la sua sede legale è in viale Druso 1 a Bolzano, le lingue utilizzate dall’ente sono l’italiano ed il tedesco.

Gli obiettivi primari dell’Euregio Tirolo sono la cooperazione transfrontaliera, transnazionale ed interregionale; l’ente favorisce e promuove, inoltre, gli scambi nei settori: promozione, cultura, energia, viabilità sostenibile, sanità, ricerca e innovazione economica, ambiente di montagna.

Compiti principali dell’Euregio Tirolo sono anche: la promozione della collaborazione tra studenti, scuole e università, il potenziamento dell’insegnamento linguistico, la promozione di mostre interregionali, le campagne di prevenzione nel settore sanitario e la promozione dell’imprenditoria e del turismo.

Per comprendere meglio le opportunità offerte dal GECT, quanto è stato finora attuato del programma dell’Euregio Tirolo e quanto ancora si dovrà fare, abbiamo rivolto qualche domanda al senatore Franco Panizza, già assessore alla cultura della Provincia Autonoma di Trento.

Quali sono secondo il senatore Panizza gli interventi da sviluppare prioritariamente nell’Euregio Tirolo?

«Tutti i progetti che da un lato permettano l’ottimizzazione nella gestione delle risorse e che dall’altro generino nuove opportunità soprattutto per le giovani generazioni, sfruttando le analogie storiche, culturali, economiche e ambientali che uniscono i tre territori.

Siamo entrati in una fase storica nella quale le risorse che avremo a disposizione sono destinate a ridimensionarsi. Per questo è quanto mai necessaria una dimensione euroregionale, per costruire politiche comuni in grado di massimizzare l’utilità delle risorse investite, ma anche per sviluppare progetti virtuosi che abbiano un rilievo più vasto.

Per fare un esempio: non avrebbe alcun senso sviluppare una politica dei grandi trasporti avendo come riferimento una porzione del nostro territorio, visto che il nostro è un corridoio unico che va da Monaco a Verona. Così come sulle politiche ambientali, la tutela del paesaggio e la lotta all’inquinamento e al dissesto idrogeologico, trattandosi nei fatti di un ambiente naturale unico, si possono costruire politiche condivise che portino a un risparmio economico col massimo del risultato.

Sull’altro fronte, io credo, l’Euregio debba essere soprattutto un’opportunità per i giovani. Per questo dobbiamo incentivare la conoscenza linguistica per rafforzare le possibilità sul terreno formazione-lavoro, le possibili sinergie che si possono generare tra i tre tessuti e contesti imprenditoriali.»

Quali sono le iniziative messe in campo dall’Euregio Tirolo di cui i cittadini possono già beneficiare?

«Il progetto linguistico messo in campo dalla Giunta Provinciale o le collaborazioni già esistenti tra le Università e le strutture ospedaliere di Trento, Bolzano e Innsbruck nell’ambito della ricerca e dell’assistenza sanitaria specializzata, a cominciare dalla convenzione sui trapianti. Oppure sul terreno culturale, con la Giornata dei Musei che unisce tutte le realtà museali dell’Euregio.

Bastano questi esempi per capire i vantaggi e le potenzialità derivanti da un’azione comune. Ancora: pensiamo cosa vorrebbe dire una politica comune sul terreno della promozione turistica. Oggi il Trentino riesce a posizionarsi bene sul mercato nazionale, ma ha più difficoltà a promuoversi su un bacino turistico più ampio che guardi, ad esempio, alla Cina o alla Russia: con l’Euregio, con una politica delle promozione turistica delle Alpi nel loro insieme, il discorso cambierebbe.

O pensiamo cosa vorrebbe dire avere una politica comune per tutela e di valorizzazione della montagna, generando una massa critica per un territorio quale quello montuoso che generalmente non trova l’adeguata rappresentanza nelle politiche nazionali o europee. In fondo è quello che in parte è accaduto con la nuova PAC (Politica Agricola Comune, ndr), dove, grazie al lavoro compiuto da tutti i rappresentanti dei territori di montagna e in particolare da quelli provenienti dall’Euregio, finalmente questa specifica agricoltura trova il riconoscimento e le attenzioni che merita.»

L’Euregio Tirolo costituisce un’opportunità solo per i territori e le popolazioni di Trento, Bolzano ed Innsbruck od anche per l’Italia, l’Austria e l’UE tutta?

«L’Euregio costituisce un ponte che rafforza legami tra Paesi diversi. Quindi può portare vantaggi non solo ai territori interessati ma anche all’Italia e all’Austria.

Soprattutto, io credo, nulla come l’Euregio sia nello spirito fondante dell’Unione Europea: le euroregioni permettono di recuperare i legami storici, culturali, linguistici che gli stati nazionali hanno diviso. Per questo auspico che altre unioni simili possano presto nascere anche in altre realtà continentali: rappresenterebbe la migliore risposta possibile per tutti quelli che oggi guardano con scetticismo (in taluni casi anche legittimamente) all’Unione Europea, dimostrando invece qual è il suo valore, quali sono le opportunità che può creare.»

Qual è la posizione della politica di Roma nei confronti dell’Euregio Tirolo?

«Credo che a Roma – con alcune doverose eccezioni – non abbiamo capito fino in fondo il valore dell’Euregio. Le province autonome costituiscono uno strumento per mantenere buone relazioni con il mondo tedesco, ma si tratta di una visione davvero riduttiva. Perché, come ho detto prima, si creerebbero delle opportunità per tutti, e soprattutto riuscirebbe a far diventare i territori italiani un po’ più europei.»

Recentemente l’ex Presidente della Repubblica Italiana e senatore a vita Giorgio Napolitano è entrato nel gruppo delle minoranze linguistiche al Senato, sosterrà anche lui lo sviluppo dell’Euregio Tirolo?

«Napolitano, durante il suo duplice mandato, ha dimostrato di essere amico delle autonomie. È portatore di una cultura fortemente europeista e si è sempre mosso per favorire tutti i processi d’integrazione europea. Un Presidente Emerito della Repubblica è giusto che faccia le sue scelte in piena e assoluta autonomia, a prescindere dal Gruppo di cui fa parte, ma considerata la sua storia politica e istituzionale, sono certo, non farà mancare il suo appoggio a processi che vanno per una piena integrazione europea come quello dell’Euregio.»

a cura di Mario Amendola 

 

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