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Arte e Cultura

“La pallavolo è la mia vita”. Maria Lamprinidou, protagonista contro Aversa in Coppa Italia

Mercoledì 21 gennaio, Sanbàpolis. Delta Informatica-Corpora Aversa 3-0 (25-15, 25-15, 25-16).

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Mercoledì 21 gennaio, Sanbàpolis. Delta Informatica-Corpora Aversa 3-0 (25-15, 25-15, 25-16).

La partita di andata dei quarti di Coppa Italia è appena finita, le ragazze di Marco Gazzotti hanno dominato la sfida, riscattando la gara persa con le campane in regular season, tre settimane fa, a inizio anno, quando, in vantaggio 2-0, subirono la rimonta delle avversarie perdendo 3-2 al PalaJacazzi di Aversa.

A brillare sotto rete, Maria, protagonista di un'eccellente prestazione che si è concretizzata in 15 punti (9 attacchi e 6 muri), così dopo averle fatto i complimenti, non potevamo non chiederle di incontrarla e venerdì pomeriggio, prima che iniziasse l'allenamento, siamo di nuovo stati ospiti nell'appartamento che la giovane condivide con la compagna di squadra Silvia Fondriest alla Residenza universitaria di Sanbàpolis.

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Maria Lamprinidou, centrale greca della Delta Informatica (nata a Mitilene, capoluogo dell'isola di Lesvos, ndr) è arrivata quest'anno a Trento dopo la prima stagione vissuta in Italia con la maglia del Forlì Volley 2002.

Si stupisce quasi che le si dedichi del tempo per conoscerla, ma nell'ultima settimana, nelle tre partite a distanza ravvicinata che la Trentino Rosa ha disputato, si è messa davvero in evidenza realizzando punti preziosi per la sua squadra.

Oltre all'abilità in campo, di lei colpiscono l'altezza, la musicalità della voce che ti accarezza, la padronanza dell'italiano. Anche quando si ferma per trovare la parola giusta – «Come si dice?» – poi prosegue sicura.

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Grazie a Maria, anche in Grecia si parla di Delta, lo abbiamo scoperto visitando il portale volleyplanet.gr e abbiamo portato con noi l'articolo comparso sul sito dopo l'entusiasmante  vittoria in casa contro il Club Italia al tie-break 3-2 (19-25, 25-23, 25-10, 26-28, 15-13) del 14 gennaio.

Incuriositi, abbiamo chiesto a Maria di tradurci il contenuto intuendo che nel titolo si parlava di lei. «Sì, l'autore dell'articolo dice che sono stata molto brava, lo esprime con un modo di dire greco che si può riferire a qualsiasi attività e si può tradurre indicativamente così: sei così bravo da tirare fuori gli occhi degli altri», sorride la pallavolista.

Certo, se ti distingui non ti si può non notare, se lo fai bene è impossibile non accorgersi di quello che fai. E sotto rete, Maria sta diventando sempre più implacabile.

La partita contro il Club Italia sarebbe stata un termometro indicativo per verificare stato di forma e approccio al campo dopo la sconfitta in trasferta contro Aversa e così è stato.

«La squadra di Mencarelli veniva da molte vittorie di fila, noi siamo scese in campo nervose – racconta la centrale – e abbiamo fatto tanti errori stupidi, poi però dopo aver perso il primo set, abbiamo vinto i due successivi e avremmo anche potuto chiudere la gara nel quarto, ma loro sono riuscite a pareggiare giocando molto bene».             

Impressionante la capacità fisica della schiacciatrice Paola Egonu (28 punti per lei, ndr), giocatrice molto promettente che nel quinto e decisivo parziale ha trovato proprio in Lamprinidou un muro invalicabile: la centrale gialloblù ha sfoderato le sue armi migliori stampando tre muri consecutivi proprio sulla Egonu permettendo così alla Delta di allungare 9-6. Poi si è andati avanti lottando punto a punto fino ad arrivare sul 13-13, ma le sensazioni erano positive.

«Il quarto è stato il set migliore, lo abbiamo perso ma abbiamo lottato e penso sia stato entusiasmante anche per il pubblico. Nel quinto siamo partite bene ed eravamo sempre avanti di qualche punto, alla fine abbiamo vinto solo per due punti (15-13) ma sentivo che avevamo il set in mano, il vantaggio psicologico ha fatto la differenza», spiega la numero 11.

Oltre ai 13 punti di Lamprinidou di cui quattro a muro e l'ottimo ingresso di Silvia Fondriest, da sottolineare i 34 punti realizzati del capitano Giada Marchioron (13 punti con il 57% in attacco, 4 muri ed un ace) che ha così messo il sigillo alsesto tie-break stagionale vinto dalle trentine con una prestazione superba.

Dopo aver elogiato la centrale gialloblù, l'autore dell'articolo, il giornalista Ilias Papaioannou, ha sottolineato il valore di un progetto come quello del Club Italia (nato sotto l'egida della Federazione Italiana Pallavolo sedici anni fa, ndr), che punta a formare le giocatrici italiane più promettenti provenienti dai settori giovanili di tutta la penisola, senza particolari obiettivi di classifica (dopo alcune stagioni in B1 la Federazione ha deciso di riportare la squadra in serie A2, sotto la guida dell'allenatore Marco Mencarelli, ndr).

«Sì, prendendo spunto da questa partita, ha fatto un discorso generale perché anche da noi si potrebbe proporre qualcosa di simile visto che abbiamo tante ragazze fisicamente dotate, forti, tecnicamente brave come quelle del Club Italia.

In Grecia ora c'è tanta speranza nelle giovani e la Federazione di pallavolo greca potrebbe ispirarsi a questa esperienza che sta dando frutti positivi per motivare il nostro movimento pallavolistico».  

Ma tornando a parlare di campionato, non potevamo non chiedere un commento sull'ultima partita del girone di andata, quella contro il Neruda capolista, un derby storico molto sentito in regione.

«Quando giochi ad alti livelli, la correlazione muro-difesa è ciò che fa la differenza e determina le vittorie, loro sono molto brave in questo ma non vuol dire che siano imbattibili e la sconfitta con Filottrano lo testimonia. Noi abbiamo dimostrato che possiamo giocare alla pari, infatti i primi due set sono stati molto combattuti e siamo riuscite a esprimere un bel gioco.

Al tempo stesso – prosegue Maria nell'analisi del match – forse sono troppo severa con me stessa e la mia squadra, ma avremmo potuto fare meglio.

Abbiamo avuto un atteggiamento positivo perché siamo rimaste in partita, e nel secondo set abbiamo recuperato dal 24-21 al 24-24, ma loro erano sempre avanti di qualche punto e così da metà set in poi siamo sempre state costrette a inseguire». 

Al PalaResia c'erano ben 1300 tifosi, una cornice di pubblico elettrizzante. «Mi è già capitato di giocare davanti a così tante persone, ricordo l'anno scorso quando con Forlì abbiamo affrontato Busto Arsizio, è stato incredibile, ma è sempre molto emozionante.

Il tifo carica l'atleta, ti fa sentire importante e ti motiva ancora di più a fare del tuo meglio. Poi le partite contro le squadre più forti sono quelle che mi piacciono di più, sfidare i più bravi, come Bolzano, ti porta a tirare fuori il meglio, a dare qualcosa in più».

Certo, perdere per pochi punti – 25-23 e 26-24 – infastidisce, ma per mettere in difficoltà una squadra come il Neruda bisogna superarsi.

«Abbiamo giocato bene ma non abbiamo dato tutto, anche se rispetto alle sconfitte contro Monza e Rovigo non ci siamo abbattute, abbiamo tenuto duro, dimostrando più carattere. Quindi abbiamo perso contro avversarie che hanno giocato meglio di noi e le rispettiamo, ma Bolzano è stato migliore e più forte quel giorno, non è detto che, in un'altra occasione, non sia possibile batterle».  

Maria esprime questo pensiero con molta convinzione, una convinzione che affonda le sue radici nella compattezza che la squadra di Gazzotti ha dimostrato di possedere.

«Sì, ci stiamo comportando bene e siamo più forti caratterialmente anche perché siamo più unite come gruppo. Con il tempo ci stiamo conoscendo e i meccanismi di gioco funzionano meglio», interviene per un attimo Silvia Fondriest salutandoci.

Il bilancio di questa prima parte di stagione non può che essere positivo per una neopromossa in A2: 21 punti in classifica che valgono il quinto posto (a pari merito con Aversa, ma con le campane davanti per miglior quoziente set), 8 vittorie e 4 sconfitte (contro Rovigo, Monza, Aversa e Neruda), e la qualificazione ai quarti di Coppa Italia in tasca con tre turni di anticipo. 

«La Società sta facendo un gran lavoro ci tiene a sottolineare Lamprinidou -, domenica il palazzetto era pieno, poi dipende anche da noi, da quello che riusciremo a fare in campo, ma penso e spero che in futuro vengano in tanti a vederci e a fare il tifo per la Delta.

In queste settimane stiamo giocando parecchio, quindi non abbiamo avuto tempo di fare bilanci ma essendo la prima volta che Trentino Rosa disputa il campionato di A2 e osservando quello che stanno facendo le altre neopromosse ci stiamo comportando molto bene».

«D'altra parte – aggiunge Fondriest – ci sono parti di classifica anomale: alcune squadre  potrebbero essere più in alto, e noi abbiamo perso contro formazioni che sono alle nostre spalle a parte Monza e Bolzano».

«Sì, nessuno è da sottovalutare – conferma la compagna di reparto -, ora comincia il girone di ritorno e alcune squadre si sono rinforzate (a Soverato è arrivata la schiacciatrice statunitense Anna Werth e a Monza la schiacciatrice Giusy Astarita, ndr), comunque sarà più difficile in generale perché anche gli altri gruppi hanno raggiunto una sintonia maggiore».

Domenica 25 a Sanbàpolis arriva Soverato Volley che vorrà prendersi la rivincita dopo essere stato battuto in casa all'esordio in campionato dalle ragazze di Gazzotti, capaci di inaugurare l'avventura nella serie cadetta nel migliore dei modi vincendo al tie-break contro una delle squadre più quotate. «Soverato ha giocatrici molto esperte, ma siamo tranquille, vogliamo vincere», afferma Maria.    

Dopo il successo per 3-0 nella gara di andata di Coppa Italia contro Corpora Aversa il morale è alto in casa Delta. Marchioron e compagne hanno dominato imponendo il proprio gioco con autorità come dimostrano i punteggi dei parziali (25-15, 25-15, 25-16) e il contributo della centrale greca, protagonista della serata con un bottino di 15 punti, è stato decisivo.

«Un centrale non fa così tanti punti se non c'è una squadra che lo mette nelle condizioni di giocare bene, quindi devo ringraziare le mie compagne.

Per quanto mi riguarda, sono più serena e tranquilla, riesco a esprimere meglio le mie capacità rispetto all'inizio del campionato e mi sento sempre più parte della squadra partita dopo partita riuscendo a esprimermi su livelli più alti. Ciò che conta è andare avanti così fino alla fine, impegnandosi per migliorare e facendo un lavoro serio in palestra».

Oltre ad una battuta insidiosa, il muro è sicuramente il fondamentale in cui la potenza della numero 11 gialloblù emerge con più evidenza e due anni fa, quando giocava in Francia con il Quimper Volley 29 Elite, si era distinta al punto di vincere il premio riservato alla miglior "muratrice" del campionato.

«No, non ho vinto alcun premio  si schernisce – sono solo risultata la miglior realizzatrice in base alle statistiche.

Ora vorrei dare qualcosa in più in attacco e sto lavorando per consolidare il feeling con Ilaria (Demichelis, regista della Delta, ndr). Per creare l'intesa occorrono tempo e pazienza, ma stiamo crescendo».

Considerando l'altezza di Maria, 1.88 cm., viene da pensare che il ruolo di centrale fosse quello a cui era destinata fin dall'inizio.

«Ho iniziato a giocare a 14 anni e dopo un anno nel ruolo di opposto sono sempre stata al centro, è vero che le giocatrici più alte le mettono sempre sotto rete a murare, ma il mio primo allenatore ha visto bene. Poi a me è sempre piaciuto, è quello che voglio fare, dopo dieci anni non mi sono ancora stufata», sorride scherzando Maria.

Una bella fortuna per la Delta perché avere una centrale di peso come Lamprinidou con tanti anni di esperienza alle spalle nel campionato greco, con un bagaglio tecnico arricchito anche dall'aver indossato la maglia della Nazionale greca, e poi dall'aver militato nel campionato francese, non potrà che dare ancora maggiore solidità alla squadra.

«Sono cresciuta nelle giovanili under 16 e 18 poi ho giocato due anni in una squadra che disputava quello che corrisponde alla vostra Serie C o D: in Grecia è difficile entrare all'università se non sei bravo alle superiori quindi pur avendo ricevuto una proposta di spostarmi a Salonicco per giocare in A1 e A2 e frequentare lì la scuola ho scelto di stare a casa per finire il liceo, poi a 18 anni sono approdata in serie A1».

Da lì in poi la carriera pallavolistica di Maria ha preso il volo vestendo le maglie di Iraklis Kifisias (2005/06), Panellios (2006/10), Aek Atene (2010/11) e Markopoulo (2011/12) prima di trasferirsi in Francia (2012/13), arrivando in Italia lo scorso anno a Forlì per disputare il campionato di A1 con il Volley 2002.

«A Forlì mi trovavo bene, ma non arrivavano i risultati, è stata una stagione sfortunata che si è conclusa con la retrocessione in A2 (poi la squadra è stata ripescato in A1, ndr). Venire a Trento è stata una bella opportunità per me, sapevo che nel Nord-Italia si vive bene e poi mi piace viaggiare e scoprire nuovi Paesi.

Ho sempre avuto questa capacità di adattamento fin da piccola, mio papà era un militare e quindi ci si spostava spesso con tutta la famiglia. Cambiare vita e ambiente non è stato poi così difficile, Trento mi piace, ci sono locali simpatici in centro e quando posso esco con le compagne di squadra», racconta Maria.          

Ma scendere di categoria cosa ha comportato per una giocatrice con il curriculum di Lamprinidou?

«Prima di venire in Italia seguivo il campionato di A1, poi quando si è presentata l'occasione di trasferirmi qui non me la sono lasciata sfuggire. Ricordo le partite contro Piacenza e Busto Arsizio, era un piacere giocare contro squadre così forti, così come trovarsi sotto rete con giocatrici come  Valentina Arrighetti.

In A2 il livello di gioco è più basso però è un campionato difficile perché molto competitivo, occorre dare sempre il 100%. Sono contenta di essere qui, per me la cosa più importante è stare bene con la squadra e avere la possibilità di allenarmi bene.

Non ho motivi per lamentarmi perché è ciò che ho trovato alla Delta con un allenatore come Gazzotti che prepara le partite in modo molto accurato e poi ci allena con la stessa attenzione: la tattica viene dopo la tecnica, senza la tecnica non possiamo attuare la tattica».

Qualche giorno fa la pallavolista è andata a vedere "Don Chisciotte" al Teatro Portland, svelando un interesse per le iniziative culturali della città, una passione che coltiva da sempre. Dopo essersi laureata ad Atene in Comunicazione e Marketing, infatti, ora sta raggiungendo un'alta tappa importante.

«Sto scrivendo la tesi per il Master in Dirigenza dei Beni culturali ad Atene, mi piacerebbe organizzare eventi culturali e restare nell'ambiente dello sport».

Ma per intanto il volley resta la passione principale: «La pallavolo è un modo di vivere, mi ha dato la possibilità di viaggiare, di conoscere altri Paesi e incontrare tante persone questo mi ha permesso di maturare e crescere. La pallavolo mi ha cambiato la vita».

E quali sono gli obiettivi che la centrale greca vuole raggiungere in questa stagione?

«Se passiamo il turno in Coppa Italia, probabilmente affronteremo di nuovo Bolzano (sconfitto 3-2 all'andata da Pavia, ndr), ma noi vogliamo arrivare in finale. Poi dobbiamo avere continuità in campionato, i playoff li facciamo».

Non è un proposito, ma una certezza, detta senza presunzione, con la consapevolezza di chi sa di avere i mezzi per continuare a giocare una bella pallavolo. Perché, se all'inizio del campionato l'obiettivo era la salvezza, la Delta ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per restare nelle zone alte della classifica.     

Dal mare della Grecia alle montagne del Trentino per Maria si tratta di vivere apprezzando e prendendo il meglio di ogni nuova esperienza.

«Adoro la natura, sono nata in un'isola ma il mare non mi manca, so che un giorno tornerò, me lo porto dentro. Intanto mi godo anche le montagne, spero di avere il tempo di fare qualche gita». 

Salutiamo la giocatrice e la sua compagna di appartamento, e uscendo incrociamo Elisa Cardani e Milica Bezarevic che stanno andando in palestra: in programma la preparazione della prima partita del girone di ritorno contro Soverato, poi mercoledì 28 ci sarà la trasferta in Campania.

Alla Delta informatica basterà conquistare un solo set per ottenere il passaggio del turno e sfidare in semifinale di Coppa Italia la vincente tra Neruda e Pavia, ma siamo sicuri che Lamprinidou e compagne non si accontenteranno, lottando per tornare a casa a punteggio pieno.

p.niccolini@lavocedeltrentino.it

Fotografie di Riccardo Giuliani e Marco Trabalza 

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