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Trento

Droni: il futuro è già alla nostra portata

Abbiamo deciso di andare alla scoperta di un mondo affascinante e ricco di suggestione e di spunti ma  ancora sconosciuto alla maggioranza delle prsone: il mondo dei droni.

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Abbiamo deciso di andare alla scoperta di un mondo affascinante e ricco di suggestione e di spunti ma  ancora sconosciuto alla maggioranza delle prsone: il mondo dei droni.

Iniziamo specificando che per drone si intende qualsiasi aeromobile a pilotaggio remoto o APR e caratterizzato dall’assenza del pilota. Il volo del drone è controllato da un computer installato a bordo del velivolo che viene controllato da un pilota o navigatore sul terreno o su altro velivolo. Il termine aeromobile sottintende che, indipendentemente dalla posizione del pilota, le operazioni devono rispettare le stesse regole e procedure degli aerei con pilota ed equipaggio di volo a bordo.

In campo militare il drone è utilizzato ormai con regolarità e cresce, negli ultimi anni, il suo utilizzo anche nel campo delle applicazioni civili, come prevenzione degli incendi, sorveglianza da remoto, monitoraggio del traffico, controllo delle coltivazioni, riprese cinematografiche, operazioni di ricerca e salvataggio e nel monitoraggio della flora selvatica.

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In genere possiamo definire che il drone viene utilizzato in tutti quei campi dove verrebbero in alternativa impiegate molte risorse umane, spesso noiose ed economicamente più costose.

La storia del drone nasce nella metà del 1800, quando le truppe austriache attaccarono Venezia utilizzando dei palloni riempiti di esplosivo i quali furono lanciati da alcune navi austriache in navigazione nella laguna veneta. Pare che il tentativo risultò maldestro al punto che alcuni di essi, a causa del vento, finirono proprio sulle truppe austriache. Ma fu probabilmente durante la Prima Guerra Mondiale che vennero fatti i primi seri tentativi di utilizzare dei velivoli senza pilota.

L’arco temporale intercorso fra il primo ed il secondo conflitto mondiale permise a diverse aziende mondiali militari e civili di perfezionare la messa a punto di sistemi di volo in assenza di pilota. Fu infatti l’inglese Reginald Denny che produsse per l’esercito britannico una considerevole quantità di droni che furono utilizzati nella Seconda Guerra Mondiale.

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In seguito, il loro utilizzo aumentò sempre di più. Negli anni 60 vennero utilizzati dall’Esercito Italiano e a ridosso del nuovo millennio gli APR hanno vissuto un periodo di grande notorietà anche fra le gente comune e per gli utilizzi più disparati al punto che è stato necessario regolamentarne l’uso.

Per saperne di più abbiamo incontrato Tommaso Papale, geometra ed esperto in droni nonchè pilota APR, titolare della APR SISTEMI, una nuova realtà che mira a portare in Trentino la cultura del drone.

Quando nasce l’interesse per questo settore?

"Il mercato dei droni, in particolare con le sue applicazioni professionali, è molto recente. Lo spartiacque che ha determinato il passaggio da semplici aeromodelli a strumenti specializzati ed idonei ad essere inseriti nei più variegati settori dell’attività umana – ci racconta Tommaso Papale-  può essere considerato la pubblicazione del Regolamento ENAC uscito in prima stesura nel dicembre 2013 e rivisto con l’edizione successiva nell’aprile 2014 riconoscendo legalmente un settore la cui espansione non era più semplicemente relegabile agli aspetti ludici.

Da questo momento, gli operatori del settore, forti di un appoggio normativo che prima mancava, si sono organizzati ed hanno cominciato ad investire grandi risorse economiche sulle loro macchine.  La prima fiera nazionale organizzata a Roma nel maggio scorso, ha certamente fornito un importante input alla divulgazione di queste tecnologie. Sono così cominciate a fiorire nuove figure professionali riconosciute a tutti gli effetti di legge, idonee a condurre in volo un drone con tutte le autorizzazioni necessarie.

APR SISTEMI, attraverso una partnership con alcuni tra i più preparati professionisti del settore,  porta in Regione un percorso formativo disponibile a tutti coloro che intendano inserirsi in questo settore in fortissima espansione a livello globale, attraverso dei corsi di formazione e dei seminari specializzati.

I droni rappresentano un fattore di crescita professionale per chi opera nel campo foto/video offrendo nuovi e privilegiati punti di vista e per i tecnici del territorio (geologi, ingegneri, geometri), che hanno la possibilità di operare su grandi superfici con notevole risparmio di tempo e con una precisione nella restituzione delle informazioni acquisite difficilmente ottenibile con i tradizioni sistemi a terra. A tal proposito, un’interessante ed immediata applicazione è la cosiddetta “fotogrammetria di prossimità”.

Questa può considerarsi una delle applicazioni che ad oggi ha maggiormente beneficiato dell’evoluzione tecnologica dei droni, complice la miniaturizzazione delle apparecchiature che sono installate a bordo e la diffusione di specifici programmi che consentono di convertire le immagini acquisite in modelli tridimensionali con una precisione dell’ordine dei centimetri ed in costante miglioramento."

Un professionista che si orienta su questi nuovi strumenti, quali risultati può aspettarsi di ottenere?

“A fronte di un investimento iniziale per l’acquisto della macchina, può certamente valutare l’accesso ad incarichi che comprendono l’acquisizione di una notevole quantità di informazioni, in tempi decisamente inferiori e con un maggiore dettaglio. Basti pensare – prosegue Papale – alle difficoltà che possono essere incontrate nel dover rilevare un’area di qualche ettaro o manufatti particolarmente complessi, quali possono essere antichi ruderi.

Un professionista, grazie alla possibilità di programmare il drone su prestabiliti percorsi, può eseguire anche periodici rilievi perfettamente sovrapponibili tra di loro, utili, per esempio, per monitorare dei processi franosi o lo sfruttamento di siti minerari, oppure, l’evoluzione di grandi cantieri".

Questo momento di stagnazione del mercato può scoraggiare l’approccio agli investimenti in questo settore?

“Io penso che, al contrario, questa possa essere una grande opportunità per tutti quei professionisti che intendano dare una nuova vigorosa spinta alla propria attività. Non si tratta di acquistare semplicemente un nuovo computer più potente, ma di rivedere completamente la propria offerta professionale, anche verso committenze più esigenti.”

Quali sono gli obblighi di legge per poter effettuare lavoro aereo?

Il professionista che intenda sviluppare la propria attività in questo settore deve ottenere i necessari titoli attraverso un certificato di competenza teorica rilasciato da una scuola riconosciuta da ENAC, un certificato all’addestramento pratico ed il superamento di una visita medica di 2^ classe.

Prima di procedere, poi, al lavoro vero e proprio, occorre passare attraverso un processo autorizzativo qualificandosi così, come operatore aereo. L’approccio a questo iter è certamente in prima battuta, impegnativo, ma ultimatolo si ha la possibilità di stipulare idonee assicurazioni professionali e di garantire alla propria committenza un lavoro altamente qualificato e certamente stimolante.

Si sente spesso parlare di “agricoltura di precisione”, i droni possono trovare applicazione anche in questo settore?

“Un’altra interessante applicazione dei droni è rivolta alla cosiddetta “agricoltura di precisione”. Grazie ad una visione del campo dall’alto, è possibile ottenere informazioni sullo stato di salute delle piante, sulla presenza di parassiti o sulla necessità di apportare fertilizzante o acqua su particolari zone, tutto con una precisione inferiore al metro quadrato.

Per ottenere questi risultati, si installa sul drone una fotocamera multispettrale ottimizzata per essere collocata su un Boarding system giroscopico. In questo modo è possibile ottimizzare gli interventi con significativo risparmio sui fertilizzanti o sulle piante malate.”

Il vantaggio economico è compatibile con il costo di un drone e della sua attrezzatura?

“E’ difficile immaginare che una di queste macchine possa essere acquistata da ogni singolo agricoltore, soprattutto su un territorio molto frazionato quale è quello trentino. Considerando anche che pilotare un drone ed avere sufficiente dimestichezza con i software a corredo dello stesso può risultare piuttosto impegnativo, diventa più facile immaginare l’acquisto e la formazione di personale direttamente dai consorzi, che poi rivendono il servizio agli iscritti, distribuendo in questo modo i costi.”

Esistono altre applicazioni interessanti?

“Il drone rappresenta uno strumento in grado di portare in aria qualsiasi tipo di macchina professionale, entro limiti di carichi che, al giorno d’oggi, sono compatibili con la maggior parte degli strumenti di lavoro.

Mi viene da pensare – ci spiga con entusiasmo Tommaso –  all’utilizzo di termocamere in grado di monitorare un parco fotovoltaico, piuttosto che un traliccio dell’alta tensione, con costi di molto inferiori rispetto all’impiego di un elicottero e con un notevole abbattimento del rischio umano.

La possibilità di accedere a zone difficoltose se non pericolose, come lavori in quota (ispezioni di copertura) o particolarmente scomode come le ispezioni sotto i viadotti. Con quella che è la mia esperienza maturata sino ad oggi, direi che il maggior limite non è certamente quello tecnologico, piuttosto la voglia e la lungimiranza di volersi inserire in questo importante settore professionale.

Con APR SISTEMI sono fornite tutte quelle informazioni necessarie per iniziare con la giusta preparazione e con le necessarie qualifiche professionali attraverso corsi che trattano la meteorologia, i principi di aerodinamica, la normativa di settore, la lettura delle carte aeronautiche per l’individuazione delle cosiddette “no fly zone”, ed aiuta l’allievo alla redazione di quella documentazione per le comunicazioni con ENAC. L’esame scritto finale, fornisce così  il primo titolo per accedere al variegato mondo del lavoro aereo.”

Le foto sono state scattate da un drone

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