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Trento

2015, anno internazionale della luce: tra aurore polari e nuove tecnologie

Archi, nastri, tendine, drappeggi, corone e raggi, spirali e contorsioni: come descrivere tutte le forme e i movimenti di questo spettacolare fenomeno che da millenni invade i cieli intorno al Circolo Polare Artico e  Antartico dall’altra parte del globo?  Si tratta delle Aurore Polari, proposte in una interessante mostra dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto in collaborazione Il Tucano Viaggi Ricerca e VisitNorway.

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Archi, nastri, tendine, drappeggi, corone e raggi, spirali e contorsioni: come descrivere tutte le forme e i movimenti di questo spettacolare fenomeno che da millenni invade i cieli intorno al Circolo Polare Artico e  Antartico dall’altra parte del globo?  Si tratta delle Aurore Polari, proposte in una interessante mostra dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto in collaborazione Il Tucano Viaggi Ricerca e VisitNorway.

La mostra “Aurore Polari – Ottava meraviglia del pianeta?” è stata ideata e curata da Ada Grilli con la consulenza scientifica di Patrizia Francia del Dipartimento di Fisica dell’Università a L’Aquila.

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La Società di Scienze Naturali del Trentino ha creato un evento sabato 10 gennaio, 2 ore di visita guidata negli spazi espositivi di Palazzo Kennedy a Rovereto con Chiara Simoncelli, per capire il meccanismo che si cela dietro a questo sorprendente fenomeno e osservare le immagini che lo ritraggono ad opera di artisti, esploratori e scrittori.

Abbiamo appreso che le Aurore Polari si formano nell’atmosfera (e precisamente nella termosfera) a circa 100 km di altezza e sono visibili ad occhio nudo ogni inverno in tutti i Paesi circumpolari, anche per trecento notti all’anno. Appaiono di colori diversi a seconda degli elementi che prevalgono: dal viola al blu (azoto), verde luminoso (ossigeno), rosso e rosa (ossigeno e azoto).

È il sole la causa della formazione dell'Aurora Polare. Durante le grosse esplosioni ed eruzioni solari, enormi quantità di particelle vengono sparate dal sole nello spazio profondo. Quando il vento solare incontra il campo magnetico terrestre, le particelle anch’esse magnetiche vengono attirate in circolo verso il Polo Nord e Polo Sud, dove interagiscono con gli strati superiori dell'atmosfera. L'energia che viene sprigionata crea così il cosiddetto ovale delle Aurore boreali e australi.

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Non è affatto sorprendente che lo spettacolo dell'Aurora boreale abbia generato tante leggende intorno a sé e tradizionalmente viene associata al suono dei Sami, i popoli indigeni della Norvegia.  Durante l'era vichinga, si credeva che l'Aurora boreale fosse l'armatura delle valchirie, che diffondeva una luce tremolante. Ma anche nel campo dell’arte e letteratura, le Aurore hanno ispirato interpretazioni, descrizioni, racconti, poemi e musiche. 

Le Aurore Polari sono una storia anche italiana, è stato Galileo Galilei ad attribuire il nome “Aurora Borealis”, fino ai nostri scienziati attivi in Italia e all’estero. La Francia è tra i Paesi europei non scandinavi quello che ha dedicato maggiore attenzione e ricerca scientifica a questo fenomeno. 

Ma nel 2001 verso le due di notte anche in Trentino a Passo Rolle si è potuta vedere l’Aurora boreale, una formazione omogenea di colore rosso, immagine che si può ammirare sul sito del Museo Civico di Rovereto!

Il patrimonio di questo museo si è arricchito negli ultimi anni di due nuove strutture che vanno a formare una vera e propria sezione astronomica sul territorio: il Planetario (situato nel giardino del Museo) e l'Osservatorio Astronomico (che si colloca invece sul Monte Zugna, a 1620 metri d'altitudine e a circa 40 minuti d'automobile dalla sede museale), strutture che hanno reso il Museo Civico di Rovereto principale punto di riferimento in regione per quanto riguarda lo studio e la contemplazione della volta celeste.

Tra gennaio e marzo 2015 sono in programma diversi eventi presso il Rifugio Monte Zugna, tra i quali “Una cena a lume di stella…” con l’osservazione del cielo presso l’Osservatorio Astronomico.

La mostra di Rovereto ha inaugurato per prima in Italia, il 2015 Anno Internazionale della Luce  e delle tecnologie basate sulla luce (IYL), così è stato deciso il 20 dicembre 2013 durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Un'iniziativa globale che mira a promuovere le tecnologie della luce e la fotonica per un miglioramento della qualità della vita sia nei paesi sviluppati, che in quelli in via di sviluppo, ridurre l'inquinamento luminoso e lo spreco di energia, oltre a promuovere la consapevolezza del ruolo centrale svolto dalla luce nel mondo moderno, per fornire soluzioni nei settori di energia, istruzione, agricoltura, comunicazioni e salute.

L'inaugurazione ufficiale dell'iniziativa a livello internazionale si terrà il 19 gennaio a Parigi, presso la sede dell'Unesco, mentre in Italia avverrà il 26 gennaio a Torino, dando il via ad una serie di eventi.

Importanti anniversari tematici saranno celebrati per ricordare al mondo che la luce è un patrimonio di tutti: 1000 anni dai primi studi di ottica dello studioso islamico Ibn Al-Haytham, 100 anni dalla formulazione dell’effetto fotoelettrico ad opera di Albert Einstein, fino alla scoperta del laser nel 1960 e alla trasmissione di luce con fibra ottica del fisico cinese Charles K. Kao nel 1965, è il settore delle comunicazioni ottiche che oggi alimenta internet.

Per centinaia di migliaia di anni i nostri predecessori hanno avuto a disposizione come luce soltanto quella diurna del Sole. La vita notturna nelle caverne e nelle pianure era buia, fino a quando qualcuno non ha scoperto che un ramo acceso poteva sconfiggere il buio permettendo di vedere persone e cose.

Ecco perché è molto importante diffondere cultura e sapere come antidoto ai problemi dei nostri tempi e la Società di Scienze Naturali del Trentino fin dal 1929 ci insegna e promuove iniziative ed eventi a tutela del patrimonio ambientale, in stretta collaborazione con il MuSe, dove ha la sua sede. Pregevole è la rivista trimestrale Natura Alpina, in particolare i manuali dedicati al mondo animale e vegetale, che vengono inviati ai soci, previo tesseramento annuale.

Come scrive la Presidente della Società, Lorenza Corsini nella prefazione: “L’attenzione, prima guidata e successivamente autonoma, diventa interesse, motivazione allo studio, desiderio di ampliare le conoscenze, piacere, senso di appartenenza.”

“La luce è fondamentale alla vita sul nostro pianeta attraverso la fotosintesi, ci permette di vedere indietro nel tempo profondo fino alle origini del cosmo nel big bang, ci aiuta a comunicare con gli altri esseri senzienti qui sulla terra, e forse può permetterci di dialogare con quelli che potremmo trovare nello spazio” (John Mather, premio Nobel per la fisica).

Maria Cristina Betzu

m.betzu@tin.it

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