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Spettacolo

«L’Ensembe degli affetti» alla Madonna delle Laste il 1° di febbraio

In tempi di crisi di ogni tipo, economica, di valori, di sentimenti forse serve un po’ di follia, la Follia tanto esaltata da Erasmo da Rotterdam, la follia buona, quella che ci ha fatti venire al mondo, che ci fa interagire con gli altri, che ci fa sorridere, una follia a tutto tondo che renda il mondo più caldo dove necessiti, più giusto, più vivo.

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In tempi di crisi di ogni tipo, economica, di valori, di sentimenti forse serve un po’ di follia, la Follia tanto esaltata da Erasmo da Rotterdam, la follia buona, quella che ci ha fatti venire al mondo, che ci fa interagire con gli altri, che ci fa sorridere, una follia a tutto tondo che renda il mondo più caldo dove necessiti, più giusto, più vivo.

In un mondo dove non si deve lottare per la vita e nel quale la vita a volte appare incolore, l’arte può parlare a tutti e forse cambiare qualcosa.

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Questo è il pretesto che l’associazione Lucilla May presieduta da Barbara Bertoldi (foto) vuole utilizzare per presentare la sua nona rassegna: con lo spettacolo che decreta il ritorno alla «Follia» e al desiderio di stupire e, se possibile, innescare un cambiamento in chi ascolta.

A Trento il 1° di febbraio presso il Santuario della Madonna delle Laste a partire dalle ore 20,00 l'Ensemble Degli Affetti Eseguirà con strumenti originali e accordata storica le Musiche di Concerto per voci e Ensemble degli AffettiMusiche di Uccellini, Schutz, Marini, Monteverdi, Filago, Corelli, Legrenzi, Buxtheude, Bach.

«Ensemble Degli Affetti» è composto da Nadia Caristi soprano, Paolo Costa controtenore, Massimo Altieri tenore e chitarra barocca, Marco Saccardin basso e arciliuto, Andrea Marmolejo Ortiz e Sergio La Vaccara ai violini, Barbara Bertoldi  violoncello piccolo,  Maurizio Piantelli liuto e Vittorio Zanon al clavicembalo

Ensemble degli Affetti –  Composto da due violini, violoncello e organo/clavicembalo e tiorba, è nato grazie all’intento comune dei componenti di approfondire il repertorio musicale del XVII e XVIII secolo insieme alla prassi esecutiva dell’epoca e con gli strumenti originali, con particolare attenzione alla produzione italiana. L’ensemble degli Affetti formatosi nel 2010 e si è esibito in numerose stagioni concertistiche in Trentino-Alto Adige e non solo.

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Ha partecipato inoltre a Festivals organistici (Tires -BZ- e Bolognano d’Arco -TN-), alla rassegna de “I Pomeriggi Musicali” di Lugano (CH) e alla Stagione de “I Virtuosi Italiani” presso la Chiesa della Pietà di Venezia.

L’incisione live di un concerto si è classificata nell’anno 2011 e nel maggio 2013 nella Top 10 della Radio Americana “Classic Music Discoveries”.

Ogni componente del gruppo porta la propria esperienza da partecipazioni in formazioni che vanno dal duo al settimino, a Festival importanti quali: Settembre Musica, Festival Mozart, di Barga, di Digione, Strasburgo, San Sebastian e ancora, collaborazioni con Orchestre prestigiose: Virtuosi Italiani, Orchestra della Rai e Orchestra Haydn; con solisti di fama internazionale: Arvo Part, Michael Radulescu,, Stephan Picard, Giuliano Camignola e Christopher Stembridge e Stefano Veggetti; incisioni discografiche per la Sipario, Stradivarius, Dynamic,Fonè e Bongiovanni Arts. e ancora I Solisti della Cappella Mauriziana di Milano, l’Alessandro Stradella Consort di Genova, Il Conserto Vago (dir. Massimo Lonardi), Sacro & Profano, Accademia Serenissima di Venezia, Cappella Leopoldina di Graz, Ensemble Chiaroscuro (dir.Nigel Rogers), Tolzenknabenchor, Orchestra della Radio Svizzera di Lugano (dir.Diego Fasolis), Accademia degli Invaghiti di Mantova, I Solisti Veneti, Orfei Farnesiani, Orchestra barocca "La Calandria" di Pesaro, Accademia del Ricercare di Torino, Ensemble More Maiorum (dir. Peter Van Heyghen), Concerto Romano (dir. Alessandro Quarta), Delitiae musicae (dir. Marco Longhini), L’Astrée), Academia Montis Regalis (dir. Alessandro De Marchi), Concerto Italiano (dir.Rinaldo Alessandrini) , Ensemble Durendal di Pamplona (dir. Sergio Barcellona ), RecitarCantando di Pesaro, NovArt Baroque Ensemble , Accademia del Santo Spirito di Torino , Ensemble Cordia

I suoi musicisti inoltre sono tutti impegnati in attività didattica presso Conservatori italiani, Scuole di Musica e come maestri preparatori di Orchestre giovanili.

Nell’estate del 2012 l’ensemble è stato impegnato in esibizioni concertistiche presso il Chiostro di Santa Caterina di Treviso, e la Chiesa di San Vigilio a Soligo per Asolo Musica e ancora a ottobre 2012 per il Festival Organistico Internazionale “Città di Treviso e della Marca Trevigiana”.

Ha commissionato di recente un’opera a Marcello Fera, “Scherzi con Claudio”, eseguito lo scorso 14 aprile 2012 in prima assoluta all’Interno della rassegna “l’Eterno Presente.” Recentemente ha collaborato con il baritono Marco Scavazza nella rassegna “Note d’altri tempi”.

Nel giugno del 2013 ha suonato per il Festival di Musica Sacra di Trento e Bolzano e sempre nello stesso anno ha collaborato con Stefano Veggetti e l’ensemble Cordia di Brunico all’interno della rassegna “In suono veritas” in due concerti per l’anniversario di A. Corelli.

 

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Spettacolo

Giovedì al Teatro Sociale «una notte sbagliata»: il tentativo di sconfiggere la solitudine

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Giovedì 5 dicembre alle 8 e 30, al teatro Sociale di Trento, giungerà in Trentino il monologo Una notte sbagliata di e con Marco Baliani, prodotto da Marche Teatro.

Un pensionato con un passato di disagio psichico (Tano) che sta portando a spasso il cane di sera si trova ad essere il capro espiatorio di una retata risoltasi in un pugno di mosche.

Baliani propone una riflessione sulla violenza e le sue cause, passando all’occorrenza dal personaggio di Tano ai poliziotti al narratore, a sé stesso.

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Parimenti si sollevano punti sulla solitudine e su come può capitare di giustificare la propria funzione nel mondo cercando un esito purchessia, senza guardare per il sottile. Il caso Cucchi docet.

“Già nel precedente spettacolo, Trincea, avevo sperimentato una condizione attorale simile. Qui la ricerca è proseguita, specie nella costruzione del linguaggio, fino a uscire dal contesto narrativo centrale e aprire il flusso delle parole ad altri scenari, in un “arazzo psichico” che sposta di continuo il focus della vicenda, costringendo lo spettatore non solo a viverla emotivamente ma a farsene carico anche ragionandoci sopra.

Non è la cronaca di uno dei tanti episodi di accanimento contro la diversità, di cui sempre più spesso siamo testimoni, non è dunque un teatro “civile”, piuttosto un mettere il dito dentro le pieghe nascoste della psiche, delle pulsioni, delle indicibilità, fino a usare la mia stessa memoria biografica come parte dell’evento di cui si parla.

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Mi sembra di vivere in un tempo in cui la sacralità del vivente, la sua inviolabilità biologica si è incrinata e compromessa. Forse quando da cittadini siamo diventati consumatori qualcosa di quella inviolabilità si è dissolta.

I corpi sono diventati merce, e devono rispondere agli stessi requisiti di efficienza e di splendore delle altre merci, altrimenti entrano nella categoria dei perdenti, degli scarti.

Corpi “stranieri”, da cui guardarsi, che con la loro sola presenza incrinano la falsa luminosità del quotidiano, corpi da cacciare via, da odiare, di cui si può dunque abusare.

Questa deriva mi spaventa molto, mi inquieta, e il teatro è l’unico modo che conosco per condividere questa mia inquietudine con la comunità degli spettatori e sentirmi così meno solo e meno impaurito”.

di e con Marco Baliani

regia Maria Maglietta

scene, luci, video Lucio Diana

paesaggi sonori Mirto Baliani

costumi Stefania Cempini

disegni Marco Baliani

produzione Marche Teatro

direttore di produzione Marta Morico

organizzazione e distribuzione Alessandro Gaggiotti

distribuzione Ilenia Carrone

assistente di produzione Claudia Meloncelli

direzione tecnica allestimento Mauro Marasà e Roberto Bivona

allestimento tecnico Jacopo Pace

direttore di scena Cosimo Maggini

fonico Federico Occhiodoro

comunicazione e ufficio stampa Beatrice Giongo

grafica esecutiva Fabio Leone

foto di scena Marco Parollo

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Spettacolo

«Ma tu mi vuoi bene…?» Sabato a Rovereto il casting del film di Piermaria Cecchini

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Sabato 30 novembre dalle 15.00 alle 18.30 e domenica 1 dicembre dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.30 presso la sala riunioni dell’Agenzia Sport Vallagarina in via Matteo del Ben 5/B a Rovereto si terranno i casting per un film che avrà diffusione nazionale.

La Magic Effect Production girerà infatti a gennaio 2020 un nuovo lavoro con la regia di Piermaria Cecchini (foto) dal titolo “Ma tu mi vuoi bene…?”

Si ricercano uomini e donne dai 25 anni fino ad un massimo di 50/60 anni anche senza esperienza.

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Chi partecipa ai casting deve presentarsi con il curriculum vitae ed una foto. I minorenni devono essere accompagnati da un genitore.

Al film parteciperanno attori noti al grande pubblico come Piermaria Cecchini, Paolo Bernardini, Luciano Giuliano, Roberta Barbiero e Ivan Bellandi.

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Spettacolo

Sabato 30 novembre al Teatro di Villazzano la prima nazionale di «Apriti il Cielo»

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Sabato 30 novembre presso il Teatro di Villazzano di Trento debutta a livello nazionale lo spettacolo «Apriti il Cielo» scritto e diretto da Silvia Marchetti con in scena Gelsomina Bassetti, Giulio Federico Janni e Michele Pirani, una produzione Compagnia del Calzino.

In un ufficio di una qualunque Stazione di provincia dei Carabinieri, lAppuntato Gaetano Lo Piro raccoglie controvoglia lennesima denuncia di Curzia Beltramello, signora eccentrica e seccatamente petulante, palesemente mal sopportata da tutti.

Forse è per questo che ormai da mesi è presa di mira dagli scherzi sgradevoli di qualche perdigiorno che la costringono a sporgere continue querele.

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In aiuto della donna interviene anche il figlio, il seminarista Carlantonio Palmiro, costretto poi a spalleggiare il carabiniere nel tentativo esasperato di contenere la stravagante stramberia della madre.

Quella che potrebbe essere una giornata ordinariamente bizzarra prende tuttavia una piega completamente inattesa quando dai rilievi effettuati per avvalorare le segnalazioni di Curzia emergono particolari inquietanti sui folli progetti che la donna è assolutamente intenzionata a portare a termine.

Questo porrà Lo Piro di fronte a una scelta difficile, che metterà in discussione lintera scala di valori su cui fino ad allora si è fondata la sua vita.

Apriti il Cielouna commedia profonda, spietatamente ironica, amaramente spassosa, tagliente e divertentissima sulla scelta.

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I tre protagonisti si trovano, più o meno consapevolmente, di fronte a un bivio esistenziale cruciale, che riguarda direttamente la loro vita e quella di coloro che sono loro accanto.

Unassurda ed esilarante concatenazione di eventi e diverbi, di volta in volta più o meno fortuiti, insperati, imprevisti o minuziosamente predisposti, mette bruscamente i tre di fronte a se stessi e li costringe a fare i conti con le loro scelte passate e future, con princìpi e convinzioni, con la loro stessa indole e identità e la capacità di accoglierla, o, al contrario, la volontà irrefrenabile di negarla e distruggerla.

In un momento storico in cui lideologismo (primo fra tutti quello “da tastiera”) di cui siamo vittime -nonché primi promotori- guida imprescindibilmente decisioni, giudizi, opinioni e convincimenti, la capacità critica, la sospensione del giudizio, lo sforzo di approfondire e lopportunità di cambiare idea sembrano a noi del tutto estranei, al punto di trasformarci in esseri irriconoscibili, capaci delle più atroci aberrazioni.

Apriti il Cielo ci mette di fronte a tre personaggi così meravigliosamente esasperati da renderceli incredibilmente affini.

Possiamo immedesimarci in ciascuna delle loro fragilità, e schierarci con le motivazioni che porteranno ciascuno di essi alle estreme ri-soluzioni finali. Come scriveva Calvino, Rispetto alla lacerazione, lironia è lannuncio di una armonia possibile; e rispetto allarmonia è la coscienza della lacerazione reale. Lironia avverte sempre del rovescio della medaglia.

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