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Trento

Lanza, Kaziyski e Colaci portano la Energy T.I. alla Final Four di Coppa Italia

Una Trentino Volley che non ti aspetti.

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Una Trentino Volley che non ti aspetti.

Sembra portare in dono solo carbone ma poi si trasforma in una Befana generosa e tira fuori dal sacco il suo miglior repertorio mandando in estasi il pubblico del PalaTrento: è la Energy T.I. Diatec Trentino vittoriosa contro ogni speranza quella che nel giorno dell'Epifania ha affrontato nei Quarti di finale di Coppa Italia 2015 la Copra Piacenza battendola 3-2 (24-26, 19-25, 37-35, 25-21, 16-14) con una stupenda rimonta che le ha permesso di agguantare l'accesso alla Final Four, in programma sabato 10 e domenica 11 gennaio al PalaDozza di Bologna.

È la Energy, ancora imbattuta in casa, che soffre ma sforna una prestazione che diverte, appassiona, fa arrabbiare i tifosi per le troppe battute sbagliate e per alcuni punti regalati e poi gioire quando, sotto 0-2 e 18-22 nel terzo set, con la sconfitta ormai ad un passo e i piacentini autori fino a quel momento di una gara perfetta, con grinta e personalità rovescia le sorti di una gara che sembra ormai scritta, ritrovando fiducia, intensità di gioco ed efficacia in ogni fondamentale. Fino a travolgere Zlatanov e compagni con il suo gioco martellante.

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È la Energy di un Matey Kaziyski che dalla fine del terzo parziale cambia marcia e diventa inarrestabile, di un Pippo Lanza formato 30 punti, ancora mvp e sempre più leader, di un Max Colaci strepitoso che nella parte finale del terzo set difende tutto, dando impulso alla reazione della squadra.

Ma la Regina d'inverno non è tale per caso e se una squadra che era già fuori dalla semifinale, riesce a rientrare anche solo per un pelo, quando la sirena sta per suonare decretando la fine dei giochi, vuol dire che siamo di fronte ad una squadra dal temperamento eccezionale.

E non perché Stoytchev si sbraccia a bordocampo, o mima una ricezione a Colaci, o se la prende con Nelli, o spiega a Kaziyski qualcosa nell'assordante boato di fischi che il palazzetto riserva a Zlatanov, o suggerisce a Zygadlo chi servire.

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La Regina è tale perché in campo si muove come un sol uomo, e, anche se in difficoltà, soffre e lo accetta, ma intanto ragiona; e anche se dall'altra parte della rete c'è un avversario che non ti lascia respirare, sa che c'è una via d'uscita e, pur impiegando due set e mezzo per trovarla, poi la imbocca sicura e va avanti per la sua strada fino in fondo.

La Regina è testa, corpo, cuore, lo vedi quando sull'11-12 nel tie-break Birarelli salva un pallone che poi Kaziyski trasforma in un attacco vincente e, dopo aver messo il pallone a terra, lo schiacciatore bulgaro abbraccia il capitano. La sensazione che trasmettono è che, se ci credi davvero, tutto è possibile.

Emanuele Birarelli ce lo conferma alla vigilia della partenza della Trentino Volley per Bologna.

Intanto buon anno e complimenti: dopo l'attacco influenzale dello scorso week-end, questa partita ti stava facendo di nuovo alzare la temperatura.

«Eh, sì (sorride, ancora raffreddato, ndr), abbiamo vissuto una serata speciale, una partita tiratissima rischiando tanto. Fa parte del gioco e rimontare e riuscire a vincere è stata una liberazione».

Avete finito il 2014 in testa alla classifica, iniziando il nuovo anno con i tre punti conquistati a Padova (3-0, ndr) e ora siete in semifinale di Coppa Italia.

«Il bilancio è sicuramente positivo, non potevamo sperare di più e siamo contenti. L'accoppiamento nei quarti ci aveva messo di fronte ad una squadra come Piacenza che ha in rosa giocatori dell'esperienza di Zlatanov e Papi, in grado di tirare fuori prestazioni eccezionali come poi è successo al punto che stavano per buttarci fuori dalla Final Four».

Ci tenevate però a dimostrare che non siete campioni d'inverno per caso.

«Beh, in realtà è un titolo che significa poco se non lo confermi partita dopo partita. Vuol dire che abbiamo vinto tante gare ed è il segno concreto che possiamo giocarcela con tutte le squadre, ma, anche se battere le grandi non era scontato, quelle vittorie ci hanno solo fatto capire che potevamo stare in scia.

Ora siamo primi e le aspettative nei nostri confronti sono aumentate, ma non dobbiamo lasciarci condizionare. Sappiamo che ci sono formazioni molto attrezzate, con la panchina lunga, e dovremo restare sempre concentrati, indipendentemente dall'avversario che affronteremo».

La Energy T.I. con una squadra rinnovata e molti giovani alla prima esperienza in serie A1, sta giocando un'ottima pallavolo: qualcosa di cui essere fieri guardando appunto a come sono state allestite altre squadre.      

«Stiamo facendo bene, ma siamo rimasti scottati da quello che è successo l'anno scorso: un anno fa, di questi tempi, avevamo battuto la Piacenza stellare di Simon ed eravamo terzi alla fine del girone di andata ma la verità è che di solito ci si ricorda solo l'ultimo risultato, quindi dobbiamo continuare a lavorare per rimanere dove siamo arrivati». 

La sfida di martedì ha divertito, appassionato, fatto soffrire ed esultare: mille emozioni diverse. Come l'hai vissuta?

«Ah, onestamente, non tanto bene: nei primi due set non riuscivamo a trovare il bandolo della matassa e, pur provando a incidere con il servizio, la loro linea di ricezione ci ha messo in difficoltà. Loro non avevano nulla da perdere e Tavares (l'alzatore portoghese promosso titolare da Radici dopo la partenza di Vermiglio, ndr) è riuscito a variare il gioco affidandosi poi a Zlatanov che ha giocato molto bene (30 punti per lui, ndr)».  

Con il muro e la difesa in difficoltà, sembrava ormai impossibile raddrizzare una gara avviata alla sconfitta.

«Il primo set ci è mancato poco per vincerlo (24-26, ndr), mentre il secondo lo abbiamo perso male e anche il terzo era quasi perso, ma ad un certo punto c'è stata una spinta in più da parte di tutti». 

Quella spinta che vi ha permesso di prolungare la partita, vincendo ai vantaggi per 37-35 dopo 44 minuti, un set interminabile con tanti cambi-palla che hanno fatto battere il cuore a tutto il palazzetto.

«Sì, non volevamo uscire dal campo in quel modo, sarebbe stata una grossa delusione. Piacenza era riuscita a imporre il suo ritmo di gioco, poi con determinazione e coraggio abbiamo iniziato a rispondere alla stessa maniera, colpo su colpo, difendendo e attaccando meglio».       

Sul 22-23, è arrivato il muro di Lukasz, che però sembrava solo ritardare l'inevitabile, poi Matey e Pippo hanno preso per mano la squadra, realizzando alla fine rispettivamente 27 e 30 punti.

«Entrambi hanno innescato la reazione della squadra: sappiamo cosa può fare Matey e l'altra sera ne ha dato dimostrazione facendo vedere cose straordinarie. È dall'inizio della stagione che Pippo schiaccia tanto e questo gli ha dato molta fiducia, ma quello che conta è che nei momenti in cui bisogna mettere il pallone a terra, lo fa: annullare due palle match quando sei ad un punto dalla sconfitta non è da tutti».

Anche Max si è esaltato, salvando palloni decisivi. Lui era convinto che avreste vinto al tie-break. 

«Me li ricordo bene quei palloni (sorride, ricordando lo scampato pericolo, ndr), soprattutto su un mio primo tempo murato, quando Max è riuscito a tenere in gioco la palla. Sì, ci ha sempre creduto non dando nessuna palla per persa e bisogna riconoscere che non ha mai perso la speranza di rovesciare il risultato».

Dopo aver annullato altre due occasioni (27-27), l'ace di Nelli vi ha mandati avanti e da lì in poi è stata Piacenza a dover ogni volta inseguire e pareggiare fino all'errore di Zlatanov.

«Chiunque entra in campo, dà il suo contributo: Zygadlo ha servito di più gli schiacciatori in un momento molto caldo della partita, ma l'ace di Nelli è stato provvidenziale visto che ha ribaltato il set-point a nostro vantaggio».

Poi il quarto set lo avete vinto sull'onda dell'entusiasmo e lo hai chiuso tu completando la rimonta con un contrattacco che è valso il 25-21 e 2-2.

«Sì, ho giocato abbastanza bene, avrei potuto fare meglio».

Questa non era la prima partita della stagione vinta in rimonta al quinto set.

«Sulla carta ci si poteva aspettare un risultato scontato essendo noi primi e loro ottavi in classifica, ma bisogna giocare bene, poi quando arrivi a giocarti la partita dopo più di due ore serve anche la fortuna, ma una fortuna cercata.

A volte ci provi, e non sempre ci riesci, contro Piacenza ci è andata bene e pur partendo male, abbiamo tenuto duro, vincendo ai vantaggi (16-14, ndr).

Questa però è stata una rimonta strana, nelle altre partite dal terzo set in poi abbiamo sempre giocato meglio, mentre martedì ci siamo ripresi solo quando stava per finire, è stata una rimonta nella rimonta».

In semifinale affronterete Perugia che avete sconfitto 3-2 nel girone di andata: sarà un'altra battaglia, con un altro tie-break in vista?

«Speriamo di non averne bisogno, ma con una squadra come la Sir Safety non si può pensare di vincere 3-0: hanno un palleggiatore estroso come De Cecco e un attaccante formidabile come Atanasievic: le loro fortune dipendono molto da lui quindi dovremo contenerlo il più possibile».         

Questa per la Trentino Volley è la sesta semifinale consecutiva in Coppa Italia, il primo obiettivo stagionale. Per te è l'ottava partecipazione (Matey Kaziyski è alla settima, ndr).

«Ci teniamo alla possibilità di portare a casa un trofeo importante come questo. Ci aspetta una partita difficile, in campo neutro, e dovremo giocare molto bene, ma vogliamo sfruttare al meglio la chance che ci siamo conquistati. Sono cresciuto con questa Società e sono orgoglioso di disputare la Coppa Italia con la maglia gialloblù».     

In semifinale sono arrivate Trento, Perugia, Modena e Macerata, rispettando i valori espressi dal campionato.

«Sì, poteva esserci una sorpresa, la nostra sconfitta, ma alla fine scenderanno in campo le migliori, le formazioni che hanno meritato di più».

Per il 2015 cosa ti auguri?

«In questa stagione vogliamo arrivare fino in fondo in ogni competizione e quindi il nostro obiettivo è quello di esserci e di non guardare le partite in tv (ride, ndr). Poi ci tengo a ringraziare i tifosi che ci stanno vicini e li invito a continuare a seguirci: non mancheranno le emozioni e dopo gare come quella di martedì penso valga davvero la pena».  

Al PalaTrento si è vista in effetti una grande pallavolo, con la miglior Piacenza della stagione che, pur senza Valerio Vermiglio (il palleggiatore si è appena trasferito in Iran, ndr), ha offerto una prova ben diversa da quella di due settimane fa quando aveva affrontato i gialloblù in regular season il 28 dicembre, perdendo 3-0.

Ma Zlatanov e compagni non hanno saputo chiudere il match quando era il momento di farlo di fronte ad una Trento che non si dà mai per vinta fino a quando l'ultimo pallone non tocca terra, come ha già dimostrato in altre occasioni nel girone d'andata di SuperLega.  

Se alla Energy T.I. campione d'inverno è servito vivere un terzo set al cardiopalma per tirare fuori gli artigli, dimenticare i due set precedenti, ricordarsi che in casa è imbattuta e credere che può ancora vincere riaprendo una partita ormai persa, lo capiremo però sabato 10 gennaio alle ore 16 quando al PalaDozza di Bologna la squadra di Stoytchev disputerà la semifinale di Del Monte Coppa Italia contro la Sir Safety Perugia nella prima gara della Final Four.

Risultati Quarti di finale della Del Monte® Coppa Italia 2015, trentasettesima edizione. 

ENERGY T.I. Diatec Trentino-Copra Piacenza 3-2 (24-26, 19-25, 37-35, 25-21, 16-14)
Sir Safety Perugia-Calzedonia Verona 3-0 (25-13, 29-27, 25-22)
Modena Volley-CMC Ravenna 3-0 (25-21, 25-15, 25-22)
Cucine Lube Banca Marche Treia-Top Volley Latina 3-0 (25-21, 28-26, 25-21)

In virtù di questi punteggi accedono alla Final Four di Bologna del 10 e 11 gennaio le prime quattro classificate della regular season al termine del girone d'andata.

Questo il programma delle semifinali.

Sabato 10 gennaio 2015
ore 16: ENERGY T.I. Diatec Trentino-Sir Safety Perugia
ore 18.30: Modena Volley-Cucine Lube Banca Marche Treia

Domenica 11 gennaio 2015 ore 17 finale

Le due semifinali e la finale per verranno trasmesse in diretta su Rai Sport Uno.

p.niccolini@lavocedeltrentino.it

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