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Italia ed estero

Mondo: i fatti più importanti del 2014

 

Tutte le donne del presidente. È stato un inizio dell'anno tutto in salita quello del presidente francese Francois Hollande. Il 10 gennaio, la rivista scandalistica Closer ha pubblicato le foto del leader socialista, ripreso mentre si recava in moto dall'amante di 20 anni più giovane, l'attrice Julie Gayet. Valérie Trierweiler, la premier dame ufficiale, è stata ricoverata per lo shock. Una volta uscita dall'ospedale, Trierweiler ha lasciato l'Eliseo e si è vendicata pubblicando Merci pour ce moment, libro campione di incassi in cui svela i retroscena della sua storia con il Presidente della Repubblica.

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Tutte le donne del presidente. È stato un inizio dell’anno tutto in salita quello del presidente francese Francois Hollande. Il 10 gennaio, la rivista scandalistica Closer ha pubblicato le foto del leader socialista, ripreso mentre si recava in moto dall’amante di 20 anni più giovane, l’attrice Julie Gayet. Valérie Trierweiler, la premier dame ufficiale, è stata ricoverata per lo shock. Una volta uscita dall’ospedale, Trierweiler ha lasciato l’Eliseo e si è vendicata pubblicando Merci pour ce moment, libro campione di incassi in cui svela i retroscena della sua storia con il Presidente della Repubblica.

L’Anschluss della Crimea. A fine febbraio, la situazione in Ucraina è rapidamente precipitata. Le proteste pacifiche per una maggiore integrazione con l’Unione Europea si sono trasformate in veri e propri scontri tra poliziotti e manifestanti. Epicentro delle violenze è stata Maidan Nezalezhnosti (Piazza dell’Indipendenza). Almeno 79 persone sono morte in 5 giorni di scontri. Il 21 febbraio, l’allora presidente Viktor Yanukovich è fuggito in Russia, passando per la Crimea.

 La Russia non è rimasta a guardare: ha invaso e annesso la Crimea a marzo. Inoltre, ha supportato i separatisti filorussi, che hanno preso il controllo delle regioni ucraine di Donetsk e Lugansk. L’annessione della Crimea ha rappresentato il primo cambiamento violento dei confini in Europa dall’epoca degli Anschluss di Hitler. Il mondo occidentale non è rimasto a guardare e ha risposto con sanzioni economiche che hanno messo in ginocchio l’economia russa.

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L’anno nero dell’aviazione internazionale. Il 2014 è stato anche l’anno dei disastri aerei. Tre tragedie dalle dimensioni colossali si sono succedute nel corso dell’anno. L’8 marzo il Boeing 777 della Malaysia Airlines è scomparso dai radar mentre percorreva la tratta Kuala Lumpur-Pechino. Aveva a bordo 239 persone. Dopo mesi, le ricerche continuano. Le autorità australiane sostengono che il velivolo sia sprofondato da qualche parte nelle acque meridionali dell’Oceano Indiano.

Il 17 luglio è stata poi la volta del volo Malaysia Airlines 17, diretto da Amsterdam a Kuala Lumpur. Il Boeing 777 è precipitato in Ucraina, dopo essere stato abbattuto. Non è sopravvissuto nessuno dei 298 tra passeggeri e personale di bordo. Secondo fonti dell’intelligence statunitense, i dati raccolti nei cinque giorni successivi al disastro farebbero pensare a una responsabilità chiara dei separatisti filo-russi. Una versione differente da quella del governo russo, che ha incolpato le autorità ucraine. Il Dutch Safety Board, l’ente olandese per la sicurezza del volo, sta attualmente portando avanti un’indagine sull’incidente e emetterà il suo rapporto finale per metà 2015.

L’anno nero dell’aviazione si è concluso il 28 dicembre. In questa data, il volo Indonesia AirAsia 8501, con a bordo 155 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio, è scomparso dai radar. L’Airbus A320 era in volo da Surabaya a Singapore. Il 30 dicembre, la marina indonesiana ha reso noto di aver trovato 40 vittime e alcuni rottami nel Mar di Giava.

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Le ragazze rapite. Nel 2014 l’estremismo islamico ha conquistato con le sue barbarie le prime pagine dei giornali di tutto il mondo. Purtroppo, non c’è solo lo Stato Islamico. Boko Haram, organizzazione terroristica jihadista diffusa nel nord della Nigeria, non è da meno in quanto a brutalità. Il 14 aprile, i miliziani del gruppo hanno rapito 276 studentesse, prelevandole dai dormitori della loro scuola, nella città di Chibok, nello stato nigeriano del Borno. 57 sono riuscite a scappare. Per quanto riguarda le altre, il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, ha minacciato di venderle come schiave, se non verranno rilasciati i prigionieri appartenenti al gruppo. Al momento, i negoziati sono in una fase di stallo.

L’Europa che cambia? Tra il 22 e il 25 maggio i cittadini dei 28 stati membri dell’Unione Europea sono stati chiamati a eleggere i loro rappresentati al Parlamento europeo. Con un’interessante novità rispetto al passato. Quest’anno, gli elettori hanno avuto la possibilità di influire anche sul nome del nuovo presidente della Commissione. Secondo il Trattato di Lisbona, infatti, il risultato delle elezioni europee avrebbe dovuto incidere sulla scelta del successore di José Manuel Barroso. E così è stato: il Partito Popolare Europeo ha raccolto la maggioranza dei voti e un suo rappresentate ha conquistato la poltrona di presidente della Commissione. Si tratta di Jean-Claude Juncker, primo ministro lussemburghese dal 1995 al 2013. Questo non ha fatto a tempo a insediarsi che è già stato travolto dall’inchiesta Luxleaks che ha portato alla luce una serie di agevolazioni fiscali concesse segretamente dal governo del Lussemburgo durante gli anni del suo mandato.

Un inizio sotto i peggiori auspici.

Lo Stato dell’Orrore. Lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, più comunemente noto come Isis o Is, è un’organizzazione terroristica di matrice islamista che ha cominciato a conquistare porzioni significative del territorio siriano nell’aprile del 2013. Ciononostante, i media internazionali hanno iniziato a interessarsi a questo fenomeno solo nel giugno 2014. L’ 8 giugno, infatti, i miliziani dell’Isis hanno espugnato Mosul, la seconda città irachena per numero di abitanti. Da allora, il gruppo ha proclamato un califfato nei territori che controlla a cavallo di Siria e Iraq. Migliaia sono gli stranieri accorsi per combattere agli ordini del califfo Abu Bakr Al Baghdadi.

Si tratta di un vero “regno del terrore”, regolato dall’applicazione intransigente di una distorta interpretazione dell’Islam. Le minoranze religiose hanno subito una tragica sorte. I cristiani sono fuggiti, gli yazidi sono stati ammazzati e le loro donne trasformate in schiave.

I prigionieri occidentali vengono sgozzati uno a uno, secondo una macabra strategia mediatica finalizzata a incutere terrore nell’avversario. Anche per questo, la coalizione guidata dagli statunitensi si è ben guardata dall’intervenire via terra. Meglio tenere l’avversario a debita distanza, colpirlo dal cielo ed evitare così che i propri soldati diventino prede per i boia islamici.

La guerra infinita. Quest’estate è stata scritta l’ennesima pagina del conflitto israelo-palestinese. In seguito al rapimento e assassinio di tre adolescenti ebrei da parte di uomini legati ad Hamas, il governo israeliano ha messo in atto la sua vendetta, lanciando un violento attacco contro la Striscia di Gaza, controllata dal gruppo palestinese. L’operazione “Margine di Protezione” è iniziata l’8 luglio ed è durata 7 settimane. Le vittime a Gaza sono state tra le 2.127 e 2.168. Tra gli israeliani, sono morti 66 soldati e 5 civili.

Ebola, emergenza internazionale. L’attuale epidemia di ebola è stata segnalata per la prima volta nel dicembre del 2013. Solo l’8 agosto, però, l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato il virus una “emergenza di salute pubblica di livello internazionale”. Il virus ebola è stato inizialmente riscontrato in Guinea. Da qui si è poi diffuso in Sierra Leone e Liberia. Negli ultimi mesi dell’anno, ci sono stati casi isolati anche negli Stati Uniti e in Europa. Il numero delle vittime dell’epidemia è attualmente di più di 6.800 persone.

L’America razzista. Il 9 agosto, a Ferguson, nel Missouri, il poliziotto Darren Wilson ha ucciso Micheal Brown, adolescente nero, disarmato. La morte di Brown ha scatenato proteste pacifiche ma anche disordini e atti di vandalismo a Ferguson. La polizia ha risposto innalzando il livello di allerta. La situazione è diventata esplosiva. Il 25 novembre il grand jury ha deciso di non processare il poliziotto che ha sparato a Micheal Brown. Sono scoppiate proteste a Ferguson e in altre zone del paese, come New York, Los Angeles, Oakland e Missouri (in Texas). In questo clima di crescente tensione, il 20 dicembre Ishmael Brinsley, ventottenne di colore, ha freddato con colpi di pistola alla testa due agenti della polizia di New York, per vendicare la morte di Micheal Brown e Eric Gardner, altro afroamericano recentemente ucciso dalla polizia.

La spaccatura tra le forze dell’ordine e la comunità afroamericana è sempre più profonda.

Democrazia à la chinoise. Gli studenti di Hong Kong non hanno potuto contenere la loro rabbia di fronte alla decisione del Partito Comunista Cinese di non permettere libere elezioni nel 2017. A partire dal 27 settembre, migliaia di manifestanti hanno bloccato le strade della città. Le proteste sono state organizzate dal movimento locale Occupy Central. La polizia ha fatto ricorso a gas lacrimogeni e manganelli per disperdere la folla. I dimostranti hanno tentato di difendersi aprendo i loro ombrelli. Le manifestazioni sono andate avanti fino all’11 dicembre, quando centinaia di poliziotti hanno assaltato il principale punto di protesta, situato nel quartiere di Admiralty, distruggendo gli accampamenti e arrestando dozzine di dimostranti.

Per il Partito Comunista Cinese, la democrazia può ancora aspettare.

Obama, anatra azzoppata. Il 4 novembre, in occasione delle elezioni di medio termine, il Partito repubblicano, che controllava già la Camera dei rappresentanti, ha conquistato la maggioranza nel Senato. Per il Partito democratico è stata una sconfitta particolarmente bruciante: quello del 4 novembre è stato infatti il miglior risultato degli avversi repubblicani dai tempi della seconda guerra mondiale. Il presidente Barack Obama passerà quindi gli ultimi due anni del suo mandato prigioniero di un Congresso a maggioranza repubblicana.

Riuscirà l’anatra zoppa a volare ancora?

Pakistan, la tragedia degli innocenti. Non c’è limite all’orrore. Il 16 dicembre, il mondo ha appreso con sgomento l’ultimo attentato dei talebani pachistani. Il più brutto e il più codardo. La mattina di quella giornata, un gruppo di attentatori suicidi ha fatto irruzione in una scuola della città pachistana di Peshawar. In sette ore di assedio, gli attentatori hanno vagato di aula in aula, sparando a tutto ciò che si muoveva. Alla fine, i morti sono stati 141. La maggior parte di loro erano bambini. Il primo ministro pachistano, Nawaz Sharif, ha promesso una vendetta senza pietà. Ha sospeso la moratoria sulla pena di morte e ha già autorizzato le esecuzioni dei primi responsabili.

Lo zampino di Papa Francesco. Storica svolta tra Stati Uniti e Cuba. Il 17 dicembre, il presidente americano Barack Obama ha annunciato in diretta tv che gli Stati Uniti ristabiliranno piene relazioni con Cuba e che Washington aprirà un’ambasciata all’Avana. Inoltre, gli americani hanno accettato di liberare tre agenti cubani detenuti negli Usa per spionaggio. Da parte loro, le autorità cubane hanno rilasciato una serie di detenuti verso i quali il governo americano aveva manifestato il suo interesse.

Cruciale è stata la mediazione di Papa Francesco, che è stato pubblicamente ringraziato dal presidente americano. Lo storico disgelo è avvenuto proprio il giorno del settantottesimo compleanno del pontefice.

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