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Arte e Cultura

“Sono caparbia”. L’anima guerriera e viaggiatrice di Sonia Candi, in lizza per il “Premio Edonet 2 2014-15”

I lunghi capelli castani a incorniciare un volto che insieme ai suoi 187 centimetri di altezza trasmettono il carattere grintoso di Sonia.

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I lunghi capelli castani a incorniciare un volto che insieme ai suoi 187 centimetri di altezza trasmettono il carattere grintoso di Sonia.

Sonia Candi, centrale romagnola della Delta Informatica Trentino Rosa classe 1993, arrivata a Trento due stagioni fa, ci aspetta sulla porta dell'appartamento in cui vive in centro con le compagne più giovani della squadra gialloblù e dopo averla vista in campo, siamo felici di scoprirla in un altro contesto.

«Sì, qui mi trovo molto bene, la convivenza con Elisa (Morolli, ndr), Teresa (Paoloni, ndr) e Ariana (Pirv, ndr) funziona, se non fosse così sarebbe un problema visto che passiamo insieme la maggior parte del tempo, ma per fortuna andiamo d'accordo sia in campo che fuori», spiega con la tipica cadenza romagnola Sonia mentre prepara il caffè.

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La Delta Informatica ha vissuto giorni intensi e la settimana non è ancora finita. Dopo la prima sconfitta stagionale subita domenica scorsa per mano della Beng Rovigo, squadra che aspira alla promozione in A1 e che ha dominato la partita vincendo meritatamente per 3-0 (25-19, 25-23, 25-21), è arrivato il primo impegno infrasettimanale del campionato in trasferta a Pavia.

Mercoledì sera le ragazze di Marco Gazzotti hanno subito ripreso la loro marcia vincente imponendo un netto 3-0 (25-23, 25-21, 25-18) alle padrone di casa e ora Candi e compagne si stanno si stanno preparando per affrontare Filottrano, ultima squadra in classifica ferma a tre punti che arriverà a Sanbàpolis domenica 14 dicembre.

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«Al PalaRavizza avevamo paura di risentire della sconfitta contro la Beng, ma pur avendo poco tempo per allenarci e riprendere il ritmo ci siamo concentrate sul nuovo impegno riuscendo a girare subito pagina.

Dopo il passo falso di domenica, anche quella con Pavia era una partita insidiosa, ma siamo state brave a non farle giocare, muro e difesa hanno funzionato bene e Ilaria (Demichelis, ndr) ed Elisa (Cardani, ndr) non sembravano nemmeno influenzate (avevano 38 di febbre, ndr): per fortuna non ci hanno contagiato (sorride, ndr).

Filottrano non ha nulla da perdere e vuole riscattarsi dopo il ko con Caserta, ma non glielo permetteremo», afferma la centrale gialloblù.             

«Siamo partite alla grande in campionato, non ce lo aspettavamo – prosegue Candi -. All'inizio della stagione non abbiamo parlato esplicitamente di obiettivi anche se puntiamo ovviamente alla salvezza, ma ora siamo più consapevoli dei nostri mezzi, vogliamo essere competitive e abbiamo il vantaggio che la Società ci lascia tranquille e ci permette di lavorare con serenità».

Un bel vantaggio davvero: la Delta Informatica ha vinto cinque partite su sei di cui ben quattro in trasferta e ora occupa la quarta posizione in classifica con 13 punti insieme all'Obiettivo Risarcimento Vicenza, alle spalle delle sole Bolzano, Monza e Rovigo.   

«Giocare in casa o fuori può avere il suo peso, soprattutto quando i viaggi sono lunghi e impegnativi, ma alla fine ogni partita è una storia a sé. Ci abbiamo preso gusto e riuscire a imporre così tanto il nostro gioco in trasferta con squadre forti come Soverato e la stessa Pavia è un dato incoraggiante».

Anche Sanbàpolis sta trasmettendo tutto il suo calore alle giocatrici e il pubblico cresce di domenica in domenica. «Probabilmente molti vengono perché quando giochiamo in casa la Diatec Trentino è in trasferta, ma c'è anche molta curiosità e fa piacere vedere che l'interesse nei nostri confronti sta aumentando. Il tifo ci carica e ci troviamo molto bene nel nuovo palazzetto.

Tutte le gare sono una battaglia e vale la pena venire a vederci, è uno spettacolo. Contro Rovigo non siamo riuscite a esprimerci al meglio, loro hanno subito messo in difficoltà la nostra ricezione e noi abbiamo fatto troppi errori in battuta e al servizio, regalando il primo set, ma abbiamo sempre cercato di ridurre lo svantaggio».

Nel secondo set poteva arrivare la svolta: le gialloblù erano riuscite a rimontare da 13-20 a 23-24. «Alla fine del primo set ero arrabbiata perché contro squadre così forti non puoi permetterti di regalare nulla», afferma Sonia, analizzando con molta onestà la gara.  

«Ci è mancata un po' di convinzione, magari bastava mettere a segno una battuta o un attacco per ritrovare fiducia, quando rimonti devi giocare al massimo senza fermarti, altrimenti appena sbagli qualcosa le avversarie ne approfittano subito e infatti è andata così».

Una clamorosa svista dell'arbitro che non ha visto una palla passata fuori asta di trenta centimetri ha infiammato il palazzetto e la curva gialloblù. «Beh, certo loro non avevano bisogno di regali, comunque hanno vinto meritatamente anche perché noi abbiamo sbagliato molto più del solito. La decisione arbitrale non mi ha innervosita più di tanto, se fossimo state sul 24 pari nel quarto set forse sarebbe stato diverso, ma eravamo ancora all'inizio del secondo set e tutto poteva ancora cambiare».

Domenica scorsa Candi ha messo a segno 7 palloni su 10 e la compagna di reparto Lamprinidou 11, mentre contro Pavia sono stati 8 i punti realizzati dalla prima e 7 dalla seconda. La prestazione più convincente della romagnola è stata quella vista nella quarta giornata di campionato contro Piacenza quando il numero 8 gialloblù ha messo a segno ben 12 punti, 7 muri e un ace.

«Sì, finora quella è stata la partita più emozionante, c'erano anche i miei genitori, Rita e Ivo, e mio fratello Marco che ha 15 anni. Per loro è una soddisfazione vedermi giocare in A2», spiega Sonia ricordando come è nata la passione per la pallavolo.

«A 10-11 anni ero già più alta rispetto alle ragazzine della mia età e il primo sport che ho praticato è stato il basket però non mi divertivo. Poi ho scoperto che nella palestra della mia scuola c'erano delle ragazze che venivano a giocare a pallavolo, così ho provato e ho avuto la fortuna di incontrare un'allenatrice, Grazia Montevecchi, che mi ha fatta appassionare».

«Giovanili vere e proprie non ne ho fatte – prosegue la centrale– poi dai 15 ai 18 anni sono andata a giocare in Under 18 a Forlì e mio papà mi accompagnava ogni volta agli allenamenti.

Anche per lui sono stati anni di sacrifici ma mi ha sempre lasciata libera di fare le mie scelte e di coltivare la mia passione, ci teneva molto».     

Dopo aver giocato in B1 con Forlì nel 2011-12, arriva la chiamata dell'Igor Gorgonzola Novara, e Sonia non ha dubbi, accetta la proposta.

«Nel 2012 erano in A2 e non mi sono lasciata scappare l'opportunità di vivere un'esperienza simile con l'obiettivo di crescere e migliorare, poi sono riuscite a salire in A1 e quest'anno hanno iniziato benissimo il campionato vincendo tutte le partite, ora sono seconde dietro a Modena».

Nel frattempo Sonia è approdata a Trento cambiando ancora maglia. «L'idea di spostarmi e conoscere altre realtà non mi spaventa, mi piace avere una vita movimentata, dinamica.

Quando due anni fa è arrivata la proposta della Delta ho detto di sì, era un'altra bella occasione e sono contenta della scelta. Qui mi trovo bene, non mi hanno neanche fatto il provino ma ho subito sentito molta fiducia in me. Mi sono detta "vai", non ci ho pensato più di tanto: se non fosse stata la pallavolo a farmi viaggiare sarebbe stato qualcos'altro, sarei comunque andata via di casa».

Spigliata e socievole, la ventunenne non ha avuto certo difficoltà a integrarsi nella squadra e nella città. «Trento mi piace, è una città tranquilla a misura d'uomo, certo passare in tre ore dal mare alla montagna fa effetto: da casa mia, a Faenza, sono in spiaggia in mezz'ora, ma non ho nostalgia, non sono una persona che conta i giorni che mancano prima di tornare a casa, mi godo quello che sto vivendo ora.

Per le compagne che sono arrivate quest'anno penso sia stato più facile inserirsi in una squadra dall'ossatura consolidata comunque abbiamo cercato di farle sentire a loro agio, soprattutto le straniere».

La forza della Delta sta proprio nell'essere un gruppo unito e nell'avere un allenatore molto preparato e grintoso. «Siamo in 13 in campo, abbiamo la fortuna di poter contare su un'altra squadra e poi Gazzotti riesce a trasmetterci tutta la sua carica sia prima della partita che durante.

Per motivarci ci dice che non dobbiamo avere paura di nessuno e di giocare la nostra pallavolo indipendentemente da chi affrontiamo».

I tre muri con i quali Candi si è distinta nella parte finale del terzo set contro Riso Scotti Pavia, muri che di fatto hanno chiuso il match nel modo migliore, sono proprio frutto di allenamenti specifici.

«Con Gazzotti lavoriamo tanto e prepariamo molto bene le partite sia guardando video delle nostre avversarie che allenandoci con esercizi specifici fin dall'inizio della settimana. Sì, avendo studiato i movimenti dell'alzatrice sapevo dove sarebbe andata la palla e mi sono posizionata nel punto giusto», spiega la numero 8 gialloblù.

Con le compagne di reparto, Maria Lamprinidou e Silvia Fondriest, il rapporto è buono. «Siamo in tre a giocarci il posto ogni volta, il nostro ruolo è quello dove c'è più possibilità di restare in panchina. Di solito l'allenatore ci comunica la formazione cinque minuti prima che inizi la partita, ci tiene sulla corda, ma è positivo, bisogna essere sempre pronte e in ogni caso tra noi c'è una sana rivalità anche perché ciò che conta è dare il massimo per il bene della squadra.

Per ora sono contenta di come ho iniziato la stagione visto che parto titolare fin dal primo minuto nella maggior parte dei casi, poi c'è anche l'altro lato della medaglia: è bello giocare ma hai la responsabilità di fare bene e quest'anno, per vincere, abbiamo bisogno che ognuna sia pronta a dare meglio ogni volta che scende in campo.

Nei momenti critici possiamo contare su Giada (Marchioron, ndr), che ci dà sempre l'esempio: i palloni decisivi passano dalle sue mani e lei riesce sempre a risolvere le situazioni più complicate trascinandoci con le sue ottime prestazioni».

Un'atleta esuberante come Candi ha bisogno di giocare con continuità per esprimersi al meglio, ce lo conferma lei stessa.

«Con Ilaria c'è una bella intesa e crescerà ancora con il tempo. Sono una centrale che ha bisogno di toccare tanti palloni, se poi riesco a giocare bene anche a muro come contro Pavia, allora entro ancora di più in partita, mentre se non attacco è più difficile prendere il ritmo.

Quando muro e riesco a bloccare l'attacco avversario provo molta soddisfazione, il muro è un fondamentale che dipende solo da te, ora voglio migliorare al servizio e oltre alla battuta float sto allenando molto anche la battuta in salto, per farla bene occorrono molta coordinazione e potenza».

Doti che non mancano a Sonia: «Sì, il mio punto di forza è avere un braccio bello potente. Se devo essere sincera, avrei preferito fare l'opposto o la banda, ma quando sei così alta fin da ragazzina ti mettono subito a fare muro, comunque lavoro per diventare una giocatrice completa anche perché così puoi dare di più alla squadra. Finita la gara penso sempre che avrei potuto giocare meglio, ma il mio obiettivo è quello di stare tranquilla e mi propongo sempre di fare in partita quello che ho preparato in allenamento».

Le sue qualità non sono sfuggite a tifosi e addetti ai lavori se è vero che l'ottava edizione del "Premio Edonet 2 2014-15" intitolato alla memoria di Mimmo Fusco (giornalista di pallavolo femminile scomparso nella primavera di circa dieci anni fa, ndr), uno dei più significativi premi alle migliori giovani, le future promesse del volley "rosa" italiano, la vede seconda in classifica.

«Non sapevo ci fosse questo premio, essere tra le più votate fa molto piacere, ma il campionato è ancora lungo», sorride Sonia (la prima fase del concorso terminerà il 19 gennaio, la seconda inizierà il 25 gennaio e finirà il 31 marzo, e sarà quella che determinerà le finaliste, ndr).

Ora l'attenzione è tutta rivolta a Filottrano e alla possibilità di conquistare l'accesso alla Coppa Italia: «Per una squadra neopromossa come la nostra è un bell'obiettivo, lavoriamo per raggiungerlo».

Sarà un Natale in palestra quello di Candi e compagne: «Sì, il 21 dicembre andiamo a Caserta e il 26 affrontiamo Monza in casa. Poi il 3 gennaio partiamo per andare ad Aversa. Probabilmente verranno i miei genitori qui a trascorrere qualche giorno e penso che andrò a Folgaria, no, non so sciare e noi giocatrici non possiamo permetterci di andare nemmeno in slitta», sorride Sonia.

Ma a cosa aspira Sonia Candi? «È già un bel traguardo essere in A2 ma da piccola speravo di arrivare al massimo livello possibile e salire in A1 è il sogno di tutti. Seguivo la Foppapedretti in cui giocavano Piccinini, Lo Bianco e Ortolani, una giocatrice che mi piaceva molto, e anche adesso seguo le partite del campionato femminile di A1 in tv.

Nel maschile mi colpisce la grinta di giocatori come Zaytsev e Atanasijevic. L'anno scorso ho seguito anche i play off dell'Aquila Basket e sono andata a vedere qualche partita della Diatec Trentino: mi piacerebbe incontrare campioni come Kaziyski e Birarelli».

Di certo la centrale gialloblù non mette limiti e pensando al futuro non non esclude l'impegno universitario: «Non giocherò a pallavolo per sempre, alle superiori ho fatto il liceo linguistico quindi se dovessi scegliere una facoltà sarebbe quella di Lingue».   

Prima di salutarci, scopriamo un modo di dire romagnolo che definisce bene il carattere e la grinta della centrale gialloblù e le auguriamo di mantenere l'anima guerriera, solare e viaggiatrice che ci ha svelato raccontandoci chi è Sonia Candi. 

«Sono una persona tenace, istintiva, dico quello che penso e "mi si chiude subito la vena", poi bisogna anche cercare il compromesso, ma sono caparbia in tutto quello che faccio, non solo nella pallavolo: è bello avere tanti sogni, ciò che conta è lottare per trasformarli in realtà».      

p.niccolini@lavocedeltrentino.it

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