Connect with us
Pubblicità

Trento

“Parlo con i fatti”. La classe e l’intelligenza di Simone Giannelli alla prima stagione in A1

Lo avevamo lasciato a giugno con due scudetti cuciti sulla maglia, quelli vinti con l'Itas Assicurazioni TrentinoUnder 19.

Pubblicato

-

Pubblicità

Pubblicità

Lo avevamo lasciato a giugno con due scudetti cuciti sulla maglia, quelli vinti con l'Itas Assicurazioni TrentinoUnder 19.

Poi lo abbiamo visto con la maglia azzurra agli Europei Juniores disputati lo scorso settembre. Ora Simone indossa sempre la maglia numero 9, ma non è una maglia qualsiasi.

A ottobre Simone Giannelli, il diciottenne palleggiatore gialloblù che negli anni ha collezionato cinque titoli italiani fra Boy League, Under 16, Under 17, Under 19 e Junior League, diventando punto di forza della Nazionale Juniores, ha iniziato il suo primo campionato nella massima serie con la Energy T.I. Diatec Trentino.

Pubblicità
Pubblicità

Un approdo naturale dopo un percorso ricco di soddisfazioni nel Settore Giovanile della Trentino Volley che quest'anno ha lanciato in prima squadra non solo il giovane regista bolzanino, ma anche altri due talenti cresciuti nel vivaio gialloblù, l'opposto Gabriele Nelli e il centrale Tiziano Mazzone.

Oggi è venerdì. Ma non dovevamo incontrarci mercoledì?.

«Eh, avevo la simulazione del tema di italiano. Quest'anno finisco il liceo e mi sto preparando per la maturità».

Pubblicità
Pubblicità

Un bel traguardo oltre a tutti quelli raggiunti sul campo.

«Sì, portare avanti studio e sport non è facile, ma voglio finire bene. Sono stato fortunato perché frequentando il Liceo dello Sport "G.Toniolo" di Bolzano ho avuto la possibilità di conciliare la mia passione per la pallavolo con l'impegno scolastico anche se quest'anno è ancora più impegnativo mantenere il ritmo».

Che tema hai scelto?.

«Visto che non ricordo le date e che non ho doti artistiche non mi rimaneva che la traccia relativa all'ambito socio-economico».

Quest'anno potrebbe uscire un titolo riguardante i progressi fatti in campo spaziale e astronomico visto che a fine novembre Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana e trentina a volare nello spazio, è partita a bordo della Soyuz dal cosmodromo di Baykonur, in Kazakistan, per raggiungere laStazione Spaziale Internazionale (ISS) che si trova a 400 chilometri dalla Terra.

«Ah (risponde incuriosito, ndr), bene, grazie del suggerimento, mi documenterò».

E i professori come ti trattano?.

«Beh, vado a scuola solo due mattine in settimana, di solito quando abbiamo il riposo dagli allenamenti, e quindi quando ci sono mi torchiano per bene e mi interrogano ogni volta perché devono raccogliere voti».

Poi cosa ti piacerebbe fare?.

«Se ti riferisci all'università, un pensierino l'ho fatto e se dovessi scegliere tra le varie facoltà, opterei per Fisioterapia o l'Isef, ma la frequenza è obbligatoria e quindi per intanto mi dedico al volley».

La Energy T.I. ha iniziato bene e anche tu. Come definiresti la tua stagione finora?.

«Bella e impegnativa. Bella perché far parte della rosa di una squadra così forte e competitiva è un'esperienza molto positiva che mi aiuterà a migliorare e crescere. Impegnativa perché mi alleno tutti i giorni e, come ti dicevo, trovare anche il tempo per studiare a volte non è semplice».

Dalla B1 alla A1: un salto notevole.

«Sì, innanzitutto c'è una grande attenzione all'alimentazione e alla preparazione fisica, il corpo è il nostro strumento di lavoro quindi dobbiamo averne molta cura. Dal punto di vista del gioco ci sono un ritmo e un'intensità diversi che richiedono una mentalità diversa anche perché ti ritrovi ad affrontare giocatori con una prestanza fisica notevole. Tecnicamente sono tutti molto preparati e non c'è un attimo per rilassarsi, ma per me è solo uno stimolo ulteriore».

Sei così sereno e tranquillo che sembra tu abbia sempre giocato in A1. Qual è il tuo segreto?.

«Questo è il campionato in cui tutti vogliono giocare, ma non sento pressioni o responsabilità particolari. Mi diverto, ma sono anche molto ambizioso: non ho intenzione di essere il secondo alzatore per tutta la carriera».

Sei arrivato in prima squadra dopo la trafila nelle giovanili della Trentino Volley.

«Sì, l'ho saputo in luglio, quando ero in Nazionale. Una grande soddisfazione considerando che è stato un cammino in crescendo, ma non voglio fermarmi qui». 

Gli Europei Juniores: ti brucia ancora il quinto posto?.

«Abbiamo sbagliato una partita, quella contro la Francia (persa 2-3, ndr) e così siamo rimasti fuori dalle prime quattro squadre pur avendo perso solo una partita su cinque, e soprattutto dopo aver battuto la squadra più forte, la Russia, che a livello giovanile ha vinto tutto e poi ha conquistato anche l'Europeo».  

Stavate vincendo 2-1, ed eravate 21-16 nel quarto set, poi cosa è successo?.

«Mah, a dire il vero non me lo so spiegare. Vincendo 3-1 saremmo passati come primi del girone, invece siamo spariti dal campo, c'è stato un black out. Mi dispiace perché potevamo lottare per un posto sul podio. Siamo un bel gruppo, ma forse in certi momenti avvertiamo la pressione. Comunque vogliamo rifarci ai Mondiali del prossimo anno, le qualificazioni iniziano a gennaio».                              

A proposito di Nazionale: c'è chi dice che al posto di Baranowitz potesti essere tu il vice di Travica.

«Sono solo voci. Si parla tanto, io penso solo a fare il mio dovere».

Nel 2013 sei stato il vice di Jack Sintini nella finale scudetto, l'anno scorso hai esordito in serie A contro Ravenna a soli 17 anni. Quest'anno la SuperLega UnipolSai.

«So che qui ho l'opportunità di crescere e voglio migliorare in tutto: sono in squadra con campioni del calibro di Birarelli, Zygadlo, Kaziyski e ogni giorno in allenamento li osservo per individuare i loro punti di forza e vedere il modo in cui stanno in campo».

Di Lukasz cosa ti piace?.

«Sono fortunato ad avere un maestro come lui e cerco di imparare il più possibile. Mi piace molto a livello tattico e come smista il gioco».

Alzare a giocatori come Kaziyski e vedere che il pallone va a segno è una bella soddisfazione.

«Sì, essere in campo insieme mi inorgoglisce, soprattutto se penso che fino a qualche anno fa lo vedevo solo in tv. Se sbaglio il passaggio pazienza, non ho timore, l'errore fa parte del gioco».

Nel tuo ruolo ti ritrovi a gestire giocatori più grandi e molto più esperti.

«All'inizio era un po' strano, adesso mi trovo bene e sto cercando di costruire una bella intesa con tutti. Durante gli allenamenti sfrutto ogni situazione per imparare qualcosa di nuovo, e quando entro in campo cerco di fare del mio meglio. Birarelli mi dà sempre molti consigli e spesso ci confrontiamo. Quando giochiamo sei contro sei mi fa notare che potrei trovare soluzioni di gioco diverse come per esempio alzare dietro per evitare il muro o dare una palla staccata da rete o al contrario più vicina per valorizzare le doti del'attaccante».

Con Solé come ti trovi?.    

«Beh, lui salta tanto e sta su davvero molto quindi basta dargli una palla alta, poi lui va a prendersela».

Di solito entri in campo nei momenti cruciali della partita: quali sensazioni provi?.

«Non vedo l'ora di giocare quindi quando Stoytchev mi manda in campo sono contento. Lavoro e mi alleno per questo, cerco di farmi trovare pronto per aiutare la squadra a fare punti. Sono sereno, poi il tifo aiuta sempre tanto, ti dà una bella carica».

A proposito di sostenitori, all'esordio in SuperLega contro Padova erano presenti al PalaTrento tifosi speciali. 

«Sì, c'erano Lino Cescatti e Pierluigi Falasconi, i dirigenti dello Sport Team Sudtirol Bolzano la società in cui sono cresciuto (nata dal Neugries, ndr) e mi ha fatto molto piacere.

Non avevo notato lo striscione (Simone uno di noi, ndr), ad un certo punto mi sono girato e l'ho visto, una bella sorpresa oltre al fatto che sono venuti in 130 fra atleti appartenenti alle varie categorie, genitori e simpatizzanti. Un bel modo di iniziare il campionato anche perché ho giocato la parte finale del secondo set e poi abbiamo vinto 3-0».

Dal PalaBocchi, dove giocavi con l'Under 19, al PalaTrento, dove arrivano le squadre più forti della serie A1.

«Giocare davanti ad un pubblico così caldo e sentire i cori della curva è davvero emozionante, è sempre una festa».  

Parlando invece di allenatori: di Burattini che ti ha scoperto, Conci e Stoytchev, cosa ci puoi dire?.  

«Burattini è il primo tecnico che ho avuto, mi ha voluto lui qui alla Trentino Volley, ha intuito che avevo talento. Era molto esigente, ma io ero contento di lavorare tanto, ci teniamo in contatto. Con Francesco Conci abbiamo vinto tanto insieme, lo conosco da parecchi anni e ormai ci si capisce al volo. Adesso allena l'Energy T.I Under 19 che sta disputando il campionato di B1, sabato sono andato a vederli, hanno vinto e mi fa piacere».

E con Stoytchev come ti trovi?.

«Ah sì, mi ero dimenticato (sorride, ndr). Beh, lui è un gran lavoratore».

La sua filosofia è "meglio i fatti che le parole", cioè "si scende in campo per vincere".

«Sì, la condivido. Mi segue molto, a dirla tutta mi fa un … così, ma noi giovani abbiamo più carburante, sia dal punto di vista fisico che della motivazione e dell'entusiasmo, e dobbiamo sfruttare al meglio questo potenziale. Gli altri compagni hanno una carriera già ricca di soddisfazioni, mentre noi siamo solo all'inizio».

Vi ha appena concesso due giorni di riposo in concomitanza con il turno di riposo in campionato, cosa rara.

«Ha fatto bene perché ora ci aspetta un tour de force con 5 partite in due settimane e l'obiettivo di fare più punti possibili in vista dell'accesso alla Coppa Italia: la Final Four si gioca il 10 e l'11 gennaio ed è fondamentale restare fra le prime quattro della classifica».

Vi aspetta un periodo intenso e pieno di sfide decisive.

«Domenica andiamo in trasferta a San Sepolcro per la gara con l'Altotevere Città di Castello, poi a Tel Aviv per il ritorno degli ottavi di Coppa Cev. Il 21 arriva Modena e il 28 Piacenza: due partite molto importanti anche perché in casa finora siamo imbattuti e vogliamo mantenere la tendenza».

Quando ti ritrovi sotto rete e dall'altra parte del campo ci sono alcuni dei giocatori più forti della serie A come ti senti?.  

«Penso solo a divertirmi, a giocare e magari a sorprendere gli avversari con passaggi o tocchi che non si aspettano come è successo nella partita contro Milano».

In quella gara hai fatto i tuoi primi due punti.

«Sì, il primo in battuta, ma sono stato fortunato, la palla si è fermata sul nastro e poi è scesa nel campo di Milano, l'altro di seconda. Ho pensato "ci provo", è andata bene. Ora non vedo l'ora di giocare contro Modena così finalmente vedrò Bruno in azione (regista brasiliano di Modena Volley, ndr)».    

Finora ti sei ritagliato un po' di spazio in quasi tutte le partite. Qual è stato il match più emozionante?.

«Le sfide con Perugia e Treia, entrambe vinte al tie-break in rimonta, la prima in trasferta, la seconda in casa. Con la Lube è stata un partita molto bella e combattuta fino alla fine, abbiamo sbagliato cose che potevamo evitare, e nel terzo set Stoytchev ha mandato in campo me, Nemec, Fedrizzi, Burgsthaler, Mazzone per far rifiatare i compagni.

Abbiamo provato a recuperare ma avevano troppo vantaggio. Poi, pur essendo sotto 2-1, siamo riusciti a reagire: non potevamo perdere in casa, e in partite come queste devi lottare fino all'ultimo pallone e dimostrare quanto vali».

Gabriele Nelli era partito titolare fin dal primo minuto al posto di Nemec.

«La Società ha puntato su noi giovani, vogliamo ripagare questa fiducia e lui sta dimostrando di meritarla».

Tu e Nello e avete giocato anche nella partita di andata degli ottavi di Coppa Cev contro il Maccabi Tel Aviv.

«Beh, oggettivamente loro non sono al livello tecnico delle altre squadre, nel terzo set la partita si era messa bene così c'è stato più spazio per noi. Quando giochiamo insieme ci divertiamo molto, ma in realtà non sono molto soddisfatto di come ho giocato».

Sei molto esigente con te stesso.

«Per diventare forti bisogna sbagliare il meno possibile, ma se sbaglio non rimugino, è controproducente, penso solo ad allenarmi e continuo a lavorare».

Il tuo motto qual è?.

«Lavoro e sacrificio pagano sempre».

Della Energy T.I. cosa ti piace?.

«La mentalità: in SuperLega sono tutti fisicamente molto forti, ma ciò che rende davvero forte un gruppo e che ti fa vincere anche se perdi 2-0 è la forza mentale, quella che ti permette di non mollare mai».

Ti aspettavi di arrivare a Natale ed essere così in alto in classifica?.

«All'inizio dell'anno sapevamo di essere una squadra competitiva, ogni domenica scendiamo in campo per vincere, crediamo in noi: la Lube è la formazione con l'organico più forte ma l'abbiamo battuta».      

A ottobre hai vinto il premio "Claudio Lorenzi" quale miglior giocatore regionale 2013-14. 

«I premi sono una bella soddisfazione, un riconoscimento che fa piacere, ma poi bisogna continuare a impegnarsi e solo a fine anno si possono fare bilanci».

Un altro premio, "Pallavolo nel… cuore", lo hai condiviso con la tua ragazza, Ariana Pirv (schiacciatrice della Delta Informatica Trentino Rosa, ndr). Essere sotto i riflettori della stampa non vi infastidisce?. 

«Il fatto di giocare nelle due realtà più importanti della pallavolo trentina ha creato molta attenzione intorno a noi e sicuramente fa piacere ma, al tempo stesso, mi sembra un po' esagerata. Sembra che siamo sposati da 20 anni con due figli (ride, ndr)».

Magari ci sarà qualcuno che vi domanderà se giocheranno anche loro a pallavolo.

«Sì (risponde d'istinto, cogliendo subito la nostra ironia, ndr), la tipica domanda che non c'entra nulla. Noi giochiamo a pallavolo e se proprio bisogna parlare di noi vorrei che il motivo fosse questo. Sono contento che la Delta sia in A2 e per il Trentino è positivo che ci siano due realtà ad alto livello in una regione piccola come la nostra. Poi la vita privata è privata».

Ti manca il fatto di non vivere il sabato sera come un qualsiasi ragazzo della tua età?.

«Ho fatto una scelta, e sto facendo la cosa che mi piace di più quindi i sacrifici non mi pesano».

Se avessi un fine-settimana libero, cosa vorresti fare?.

«Prenderei un aereo senza dirlo a nessuno e andrei su un isola deserta per tre giorni. Ogni tanto staccare da tutto e tutti fa bene, serve per ricaricarsi e guardare dall'esterno quello che hai fatto e come stai vivendo».

Quest'anno passerai il Natale in palestra.

«Mi piacerebbe almeno pranzare con la mia famiglia ma il 26 andiamo a Monza per giocare contro il Vero Volley».   

Il 2014 è stato un anno ricco di soddisfazioni. Cosa ti auguri per il 2015?.

«Sì, l'unico rammarico è non essere riusciti a salire sul podio all'Europeo con la Nazionale Juniores, quando ci penso mi viene ancora il nervoso. Per il 2015 ho tre obiettivi: migliorare il mio livello di gioco, la maturità e prendere la patente».

Sei appassionato di cinema: hai un film preferito?.

«"Il Gladiatore" mi ha sempre appassionato perché non si arrende e trova gloria. "Transformers" per gli effetti speciali e poi mi piace anche il genere fantasy quindi "Harry Potter". Tra i personaggi dei fumetti scelgo Superman, ero andato al cinema a vedere "L'uomo d'acciaio"».

Forza di volontà e carattere unite a fantasia e grinta sotto rete, che si traducono a volte in "tocchi magici", è proprio quello che Simone sta mostrando in campo con la Energy T.I. e se il difetto che il giovane regista ammette di avere è la testardaggine, pensiamo che sia anche un pregio.

Perché se aspiri a raggiungere certi livelli e se hai degli obiettivi importanti, l'unico modo per realizzarli è lottare ogni giorno con passione e determinazione come ha sempre fatto il numero 9 gialloblù.  

[email protected]

{loadposition POS-TnVolley} {facebookpopup}

 

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

  • Pubblicità
    Pubblicità
Io la penso così…4 settimane fa

«Il Trentino Alto Adige, un luogo da sogno con persone (spesso turisti) da incubo»

Trento3 settimane fa

Dramma a Trento: ricercatrice muore a 42 anni per un malore improvviso

Val di Non – Sole – Paganella3 settimane fa

Torna in Val di Non la grande “Festa di San Romedio”

Valsugana e Primiero2 settimane fa

Nuovo lutto per la famiglia Cantaloni, dopo la figlia Chiara muore anche il papà Giorgio

Rovereto e Vallagarina4 settimane fa

Tragedia di Capodanno: è morta la 25 enne roveretana Valentina Vallenari Benedetti, troppo gravi le ferite riportate nell’incidente lo scorso 31 dicembre

Vista su Rovereto2 settimane fa

Spazi vuoti e serrande abbassate: la desolazione di Rovereto

Trento1 settimana fa

Condominio da incubo, pluripregiudicato tiene in ostaggio i residenti da anni. Il giudice: «Non si può sfrattare perchè è ai domiciliari»

economia e finanza3 settimane fa

Il colosso Amazon licenzia 18 mila dipendenti

Rovereto e Vallagarina2 settimane fa

Tragico incidente in Vallagarina, auto contro un Tir: 37 enne muore sul colpo

Valsugana e Primiero3 giorni fa

Dopo il caos attorno al video, arriva la risposta dell’APT Valsugana

Trento2 settimane fa

Morto Marco Dorigoni, storico Dj di Studio uno. Aveva 57 anni

Trento6 giorni fa

Dalla Security ai set cinematografici: la storia del trentino Stefano Mosca

Trento3 settimane fa

60 enne denunciato per bracconaggio e per distillazione illegale di grappa

Valsugana e Primiero4 giorni fa

San Valentino col bacio Gay, bufera sull’Apt della Valsugana

Offerte lavoro1 giorno fa

Cercasi commessa/o per nuova apertura negozio centro storico di Trento

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

Categorie

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

di tendenza