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Trento

Rossi ai dirigenti: «dobbiamo essere il motore di un vero cambiamento»

Incontro oggi fra il presidente Ugo Rossi e i dirigenti che nella prossima finanziaria subiranno un netto taglio agli stipendi di risultato. 

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Incontro oggi fra il presidente Ugo Rossi e i dirigenti che nella prossima finanziaria subiranno un netto taglio agli stipendi di risultato. 

E' stato un momento di confronto molto franco e aperto, quello in programma ieri sera alla sala di Rappresentanza della Regione a Trento, fra il presidente della Provincia Ugo Rossi e la dirigenza provinciale, voluto dal presidente stesso per una riflessione sugli attuali scenari dell'Autonomia, alla luce del nuovo programma di sviluppo provinciale, che è stato presentato dal direttore della Provincia Paolo Nicoletti e in vista della manovra finanziaria, che andrà in discussione in Consiglio nei prossimi giorni. "Il dovere di una classe dirigente – ha detto Rossi – è di interpretare responsabilmente la realtà".

"Siamo di fronte ad un momento di grande cambiamento che investe non solo la politica, ma anche l'intera classe dirigente e siamo tutti chiamati ad interrogarci sul futuro dell'Autonomia". Con questa premessa, il presidente della Provincia Ugo Rossi ha aperto ieri sera l'incontro, molto partecipato, con la dirigenza provinciale. "La percezione dell'Autonomia – ha detto Rossi – è cambiata, sia nel contesto nazionale, condizionato dalla crisi, dove viene vista negativamente, ma anche sul fronte interno, dove a volte viene percepita stancamente, come qualcosa che cerca di perpetuare i propri privilegi". 

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"Di fronte a questo scenario non certo positivo – ha detto il presidente – a cui si aggiunge una diminuzione oggettiva delle risorse finanziarie a disposizione, almeno fino al 2018, dobbiamo porci in una logica nuova, senza rinnegare il passato, ma sapendo, responsabilmente, interpretare la realtà, perché questo è il dovere di una classe dirigente e perché ce lo chiedono i nostri concittadini che non si accontentano più di una buona amministrazione in senso lato, ma che ci chiedono di essere propulsori e motore di un vero cambiamento positivo e di una rinnovata fiducia nella classe dirigente". "Per raggiungere questo obiettivo – ha evidenziato Rossi – dobbiamo essere fortemente innovatori e portatori di nuove sfide, attraverso un impegno straordinario da parte di tutti"
"Dentro questo scenario – ha detto ancora – ci siamo permessi di fare un ragionamento che avrebbe fatto il buon padre di famiglia, chiedendo ai nostri concittadini che se lo possono permettere una maggiore compartecipazione alla spesa e alla classe dirigente una riduzione della quota variabile delle retribuzioni". "Si tratta di una riduzione straordinaria e non definitiva – ha spiegato Rossi – che sarà calibrata sul reddito"

Infine, il presidente ha preso l'impegno di valutare le obiezioni e le critiche, già rappresentate dalle organizzazioni sindacali ed emerse anche ieri sera nel corso del confronto e di valutare la possibilità di presentare, in Consiglio provinciale, alcuni emendamenti correttivi. 

Completamente diversa invece la posizione dei dirigenti, Innocenzo Coppola del Dirpat ha affermato: «Il taglio allo stipendio di risultato è inaccettabile, si intervenga piuttosto dove esistono gli sprechi». La posizione dei 500 dirigenti di Provincia, enti locali, sanità e scuola è quella di chi non intende subìre il taglio del 40% della quota variabile dello stipendio per il triennio 2015-2017 che porterebbe ad un risparmio per piazza Dante stimato in 7 milioni di euro.

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La paura dei dirigenti è che i tagli non rispettino la meritocrazia. È pensare comune che questi siano effettuati solo per placare la «sete» di vendetta dei cittadini dopo lo scandalo vitalizi. 

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