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Trento

Il movimento cinque stelle e la democrazia perduta

La democrazia dovrebbe essere il pilastro attorno al quale costruire ogni tipo di rapporto sociale, figuriamoci quello che riguarda la politica.  

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La democrazia dovrebbe essere il pilastro attorno al quale costruire ogni tipo di rapporto sociale, figuriamoci quello che riguarda la politica.  

Ma il Movimento Cinque Stelle, con le espulsioni dei deputati Massimo Artini e Paola Pinna, le ennesime, ha confermato di soffrire di deficit democratico ormai sotto agli occhi di tutti. 

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Artini e Pinna, infatti, sono stati espulsi dal voto online, dopo essere stati messi alla gogna perché accusati di non avere restituito parte della diaria e delle eccedenze parlamentari, nonostante i due, con prove alla mano, abbiano dimostrato il contrario. 

La verità è che i due parlamentari erano considerati dissidenti da tempo ed è stato trovato il modo per sbarazzarsene.  Per di più, da oggi c'è la novità che Beppe Grillo non sarà più il "deus ex machina" ma sarà affiancato da un "direttorio" costituito da Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia. In pratica, un'oligarchia. 

Sì, parole pesantissime che lamentano l'assenza di democrazia e la possibilità di essere ogni tanto una voce fuori dal coro in un Movimento dal progetto affascinante (scardinare la politica dei dinosauri con l'attivismo dei cittadini) ma costituito da personalità che lo stanno deteriorando dal di dentro. 

Perché logica vuole che in una grande comunità politica, varia per impianti ideologici, può accadere che ci siano confronti interni, anche aspri, contro i quali non si reagisce con l'epurazione ma con un dialogo costruttivo, perché non è detto che i vertici debbano per forza avere sempre ragione. 

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Ma ogni decisione del Movimento Cinque Stelle è presa dalla rete, direte voi. Sì, vero, però è evidente che ogni votazione, soprattutto se messa in atto per chiedere un espulsione, è già "contaminata" dalle accuse mosse sui post pubblicati sul blog di Beppe Grillo.

Non ci sono giudici neutrali che presentano il caso in maniera oggettiva e che danno agli accusati la possibilità di difendersi prima di essere sottoposti alla decisione della giuria. Come quando Benito Mussolini prendeva una decisione e il Gran Consiglio Fascista non faceva altro che annuire (tranne quando non decisero di togliere al dittatore il controllo del partito, finendo fucilati). 

C'è da sottolineare, poi, che il Movimento Cinque Stelle agisce in questo modo antidemocratico non solo a Roma ma anche nel territorio. Si perché pare che anche in Trentino, recentemente, vi siano state altre "epurazioni", pare senza la pubblicazione di un verbale e senza la presenza degli interessati, vedremo se, i "vertici", altra parola entrata ormai nel vocabolario dei Cinque Stelle, sapranno darci indicazioni.

Ribadisco: è davvero un gran peccato che una grande idea si stia logorando per colpa della prepotenza di chi sta nella sala dei bottoni. L'ennesima illusione italiana…

Gian Piero Robbi

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Trento

Federazione, si dimette il vicepresidente Marco Misconel

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“Un passo indietro per stimolare una ampia riflessione nel credito cooperativo trentino sui principali temi che riguardano il futuro delle Casse Rurali. Ho ritenuto necessario dare un segnale forte al movimento di credito cooperativo per rilanciare il ruolo delle Casse Rurali e della Federazione che le rappresenta”.

Il vicepresidente del credito della Federazione Marco Misconel motiva così le proprie dimissioni consegnate oggi alla presidente Mattarei, che ne ha preso atto.

La presidente Marina Mattarei porterà le dimissioni in consiglio di amministrazione convocato per lunedì prossimo.  “Comprendo e rispetto le motivazioni che hanno portato a questa scelta radicale – ha affermato la presidente della Federazione – e ringrazio il collega Misconel per l’impegno svolto fin qui con passione e competenza”. Misconel era stato eletto vicepresidente nel giugno del 2018 e consigliere del fondo comune delle casse rurali trentine il 25 ottobre 2019

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Nomina del 08/06/2018

 

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Trento

Ciclisti in via Brennero, rischio incidente. Il Video

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Il video è stato ripreso con la dash Cam poco prima delle ore 19.00 di oggi venerdì 17 gennaio 2020.

Due ciclisti provenienti da Gardolo stanno percorrendo la via Brennero poco prima dello svincolo della tangenziale.

La loro manovra oltre che pericolosissima per se stessi e per le autovetture che transitano è vietata dal codice della strada.

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Come si vede nel video, il conducente arrivato nei pressi dei due ciclisti deve rallentare vistosamente per evitare di investirli non potendosi spostare sulla corsia di sorpasso già occupata da altri veicoli.

I due ciclisti, pare di origine nord africana hanno poi imboccato lo svincolo che porta alla tangenziale. 

Nel video non è ben visibile se i fari sono in funzione o meno. Da ricordare che per raggiungere Trento da Gardolo ci sono comunque numerose alternative sia percorrendo delle strade comunali oppure prendendo la ciclabile.

L’episodio non sarebbe isolato, infatti gli avvistamenti nel merito sono numerosi e riguardano anche i ciclisti che viaggiano sulla tangenziale e anche di notte.  

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Come tutti gli utenti della strada, anche i ciclisti devono rispettare precise regole di comportamento, sia in città, che nei percorsi extraurbani.

I Ciclisti possono pedalare su tutte le strade comunali, provinciali, statali. Non possono transitare sulle autostrade e sulle strade a scorrimento veloce o superstrade e in talune gallerie.

In proposito l’Art. 182 comma 9 del codice della strada recita: “I velocipedi devono transitare sulle piste loro riservate quando esistono, salvo il divieto per particolari categorie di essi, con le modalità stabilite nel regolamento”.

La violazione, se contestata è di 35 euro per non aver rispettato il divieto imposto dalla segnaletica

 

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Trento

Parcheggi selvaggi e viabilità poco chiara. I cittadini di Pergine protestano

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Da Pergine Valsugana arrivano due segnalazioni comprensive di fotografie al numero whatsApp della nostra redazione. (3922640625)

La prima riguarda Viale Dante  dove i mezzi traditi dal navigatore imboccano la via Maoro per raggiungere la tangenziale, ma arrivati a pochi metri dal passaggio a livello si ritrovano il divieto.

E in un budello poi si ritrovano a fare manovre assurde bloccando il traffico.

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«Tutto questo – segnala il cittadino – perché da anni è stato richiesto un divieto per camion fino all’imboccatura. Inoltre la strada è stretta e senza marciapiede, e tutte le volte che c’è un incidente sulla statale 47 se ne approfitta per passare impedendo alle persone di uscire dai cancelli e chi va a scuola o al lavoro a piedi devono fare il segno della croce»

L’altra segnalazione riguarda i parcheggi selvaggi di via Bellini. «Ormai il fenomeno è giornaliero – osserva un altro cittadino – e succede anche quando i parcheggi regolari sono vuoti. Se proprio il Comune vuole far cassa, può mandare i vigili, così poi hanno i soldi per sistemare le buche delle strade del paese»

Nel merito rimane un mistero il perché le autovetture siano posteggiare sulla carreggiata in divieto invece che utilizzare il posteggio ex Cederna tanto acclamato dal sindaco che rimane sempre vuoto.

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