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Italia ed estero

Il Ratto delle Sabine ai giorni nostri

Non sapete che le oltre 200 studentesse di Chibok si sono convertite all'Islam? Le abbiamo sposate ed ora vivono con i rispettivi mariti”.

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Non sapete che le oltre 200 studentesse di Chibok si sono convertite all'Islam? Le abbiamo sposate ed ora vivono con i rispettivi mariti”.

Con questa affermazione, il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, pone fine alle speranze di veder liberate in tempi brevi le ragazze rapite ad aprile nel Nord della Nigeria.

Nel video ottenuto dall'agenzia AFP, Shekau smentisce radicalmente le affermazioni del governo nigeriano, secondo cui era vicino un accordo per il cessate il fuoco ed uno scambio di prigionieri.

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Ed anzi, rilancia. Nessuna trattativa. Avanti con il terrore.

L'annuncio di Shekau denota un cambio di strategia. Le liceali che sembravano essere utilizzate dal gruppo terroristico come strumento di pressione sul governo di Abuja e merce di scambio sacrificabile per gli obiettivi dello jihad, oggi diventano veri e propri bottini di guerra. Carne per saziare i desideri dei miliziani o addirittura le futuri madri di nuovi combattenti.

Questo diverso atteggiamento è senza dubbio dovuto alla consapevolezza della propria forza. Boko Haram infatti opera nel Nord della Nigeria (e negli Stati limitrofi) dal 2002 e da qualche anno oramai tiene in scacco il governo del Paese più popoloso dell'Africa.

Nonostante l'azione repressiva dell'esercito, Boko Haram si è radicato nel territorio e ha continuato a seminare terrore. Stragi, rapimenti, stupri e riduzione in schiavitù sono diventati purtroppo all'ordine del giorno, diventando simboli inconfutabili dell'ascesa militare di questo gruppo sanguinario e senza scrupoli.

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L'annuncio dell'alleanza con gli jihadisti dell'ISIS ha segnato poi un ulteriore salto di qualità dell'organizzazione terroristica nigeriana. La percezione della paura, dimostrata dalle società occidentali, di fronte all'avanzata dell'ISIS ha sicuramente galvanizzato i combattenti di Boko Haram, che hanno iniziato a sentirsi invicibili sull'onda del successo proprio ed altrui.

Chi infatti può rapire centinaia di ragazzine sperando di poterla fare franca? Solamente chi si sente invincibile. Gli stessi antichi romani non si sarebbero mai azzardati ad organizzare il Ratto delle Sabine, se non avessero avuto la consapevolezza di poter schiacciare in battaglia le popolazioni vittime di questo sopruso.

Questo ci dà, purtroppo, la misura della gravità dell'attuale situazione in Nigeria.

Appare evidente che il governo del presidente Goodluck Jonathan non disponga delle capacità politiche, militari e finanziarie necessarie per poter affrontare con successo Boko Haram.

Tuttavia, la paura di apparire debole di fronte alla comunità internazionale ha sempre spinto il presidente stesso a rifiutare le offerte di aiuto e collaborazione giunte finora da altri Paesi.

Oggi però è necessario cambiare registro. Il governo dovrebbe modificare radicalmente la propria strategia, internazionalizzando la questione. Sono infatti necessarie la collaborazione ed il coordinamento a livello internazionale per poter sradicare, o quanto meno contenere, gli islamisti nigeriani, prima che destabilizzino l'intera regione. In caso contrario ne pagheremo tutti le conseguenze.

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Italia ed estero

Web Tax: accordo o tassa, è scontro tra America ed Europa

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Dopo aver firmato una prima intesa con la Cina, il Presidente americano Donald Trump torna ad attaccare l’altro rivale in affari nel contesto economico internazionale, il vecchio continente. La causa principale sarebbero le minacce sulla digital tax che l’Europa vorrebbe imporre.

Se l’Unione Europea non accetta un accordo commerciale, gli Stati Uniti sono pronti ad imporre dazi del 25% sulle importazioni di auto” sottolinea il presidente. Idea appoggiata e discussa anche dal suo segretario del tesoro durante il secondo giorno del forum economico di Davos, in Svizzera.

Un escalation di dazi avverte l’amministratore delegato di Fiat non è nell’interesse di nessuno ma una soluzione amichevole è possibile e utile. Secondo Manley servirebbero infatti accordi a lungo termine e certezze stabili per pianificare la produzione.

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A margine il Presidente del Europarlamento, Sassoli ha incontrato Tim Cook amministratore delegato di Apple che, a differenza di Trump si è detto favorevole ad una regolamentazione ed a una migliore definizione del pagamento delle tasse.

A riguardo ieri pomeriggio, il ministro dell’economia italiano Gualtieri e delle finanze francese Le Maire si sono trovati del tutto in accordo sulla tassa da imporre ai colossi del web statunitensi.

La Francia per questo applicherà sicuramente la tassa nazionale e secondo Le Maire, in assenza di un intesa globale attraverso l’Oxe spetterebbe anche all’Italia decidere se applicarla.

Infatti, Gualtieri nella tarda serata di ieri è intervenuto a Davos sulla questione: “ L’Italia punta ad un accordo globale per la web tax ma in assenza di questo accordo scatterà la tassazione italiana a partire da febbraio 2021”.

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Italia ed estero

Immigrazione clandestina Bologna, arrestato ex candidato sindaco del PD

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Due arresti, decine di indagati. La squadra mobile della Questura di Bologna, oggi, ha dato corso all’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip Roberta Dioguardi, su richiesta del pm Rossella Poggioli, applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 39enne avvocato del Foro di Bologna, e di un complice di nazionalità tunisina, indagati per i reati di falso ideologico in atto pubblico per induzione in errore, contraffazione e utilizzo di documenti al fine di determinare il rilascio del permesso di soggiorno e favoreggiamento della permanenza in clandestinità nel territorio dello Stato.

La Polizia di Stato ha contestualmente proceduto alla perquisizione personale e domiciliare dei destinatari delle misure, dello studio professionale del legale, nonché alla perquisizione nei confronti di una terza co-indagata, praticante e collaboratrice di studio.

A darne notizia è il corriere di Bologna in piena campagna elettorale. Una notizia clamorosa anche perché Fabio Loscerbo è stato candidato per il PD. A diffondere il suo nome è stato Matteo Salvini sulla sua pagina social (vedi foto).

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LE INDAGINI – L’attività d’indagine ha preso avvio nel mese di giugno 2018 grazie ad alcune segnalazioni provenienti dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Bologna, che aveva registrato un deciso aumento delle domande di protezione internazionale, avanzate anche da cittadini stranieri che dimoravano in Italia da diverso tempo privi di un regolare permesso di soggiorno. Dai primi accertamenti svolti, gli assistiti dal legale risultavano aver fittiziamente e preordinatamente trasferito il proprio domicilio nel territorio provinciale per poter presentare la propria istanza alla locale Questura. Gli stranieri richiedenti asilo, come dagli stessi dichiarato, non avevano mai effettivamente domiciliato presso le abitazioni dei soggetti che avevano sottoscritto, dietro compenso, le dichiarazioni di ospitalità in loro favore, ed entrambe le parti, consapevoli di tale circostanza, producevano documentazione falsa al fine di ottenere il permesso di soggiorno.

CENTINAIA DI PRATICHE – In questo scenario è emerso il ruolo di collettore svolto dal legale del Foro di Bologna, il quale risultava aver avanzato, nel solo anno 2018, oltre 800 istanze di fissazione di appuntamento per altrettanti cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale, molti dei quali risultavano provenire da varie parti d’Italia. All’interno delle diverse comunità di stranieri dimoranti sul territorio nazionale, infatti, si era diffusa la notizia, che bastava rivolgersi all’avvocato di Bologna per ottenere agevolmente un permesso di soggiorno. L’indagine svolta dalla Squadra Mobile di Bologna ha permesso di raccogliere inequivocabili elementi, delineando chiaramente le varie fasi della condotta illecita posta in essere ed evidenziando i ruoli ricoperti da ciascuno dei principali co-indagati nel meccanismo ideato dall’avvocato.

IL MECCANISMO – Dopo un primo contatto telefonico, lo straniero, proveniente dalle più disparate parti d’Italia, ottiene un appuntamento presso lo studio legale di Bologna, dove si conclude l’accordo tra le parti, con il pagamento di un primo acconto da parte dell’assistito e la fissazione di un appuntamento presso una delle Questure tra Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Modena e Rimini. Il professionista, infatti, vantava di gestire la fissazione degli appuntamenti dei propri assistiti tra le diverse questure delle provincie limitrofe, a seconda di quelle che, a suo dire, in determinati momenti storici, sembrava effettuare controlli più o meno approfonditi riguardo la documentazione dei domicili dichiarati dai richiedenti asilo e/o in relazione al tempo di attesa richiesto da ciascun ufficio per la fissazione dell’appuntamento.

DOMICILI FITTIZI – Un secondo incontro, sempre presso lo studio legale, avviene qualche giorno prima del primo appuntamento in questura, circostanza nella quale avviene una sorta di “interrogazione” condotta dall’avvocato – o dalla sua diretta collaboratrice di studio – nei confronti dello straniero, per prepararlo all’intervista che si svolgerà presso l’ufficio immigrazione. Infatti, si è avuto modo di accertare che in queste occasioni il legale testa con mano – assumendo le vesti del poliziotto che poi rivolgerà le stesse domande ai richiedenti asilo – la loro preparazione riguardo: il nome del soggetto che li ospita, la composizione del relativo nucleo familiare, l’indirizzo dell’abitazione, ecc. Dalle affermazioni dell’avvocato emerge inequivocabilmente la sua consapevolezza circa la falsità delle domiciliazioni dei propri assistiti nel territorio provinciale della questura presso cui ha presentato istanza.

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41 INDAGATI – Qualora l’assistito non sia in grado di procurarsi autonomamente, tramite le proprie conoscenze, un domicilio nel territorio provinciale della questura presso cui il legale ha deciso di presentare la relativa istanza, ecco che interviene la figura del coindagato tunisino, che viene contattato da chi ha bisogno di una dichiarazione di ospitalità, dietro input diretto dell’avvocato ed in sua presenza. L’indagine ha altresì consentito di delineare con esattezza i ruoli e le condotte di tutti i compartecipi, per un totale di 41 indagati, e di mostrare la rilevanza, in termini di ritorno economico, del disegno criminoso ideato e posto in essere dal legale.

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Italia ed estero

Maxi sanatoria del governo giallorosso: tutti i clandestini saranno regolarizzati

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L’assalto a smantellare la difesa dei confini del nostro Paese si sta facendo via via sempre più violento.

E mentre in Aula il Partito democratico, sobillato dal violento invito di Repubblica a “cancellare” Matteo Salvini, studia il modo più efficace per abrogare i decreti Sicurezza e di fatto riaprire i porti italiani alle navi delle ong straniere cariche di migranti, il governo sta studiando una maxi sanatoria per regalare il permesso di soggiorno a buona parte degli irregolari che già si trovano sul nostro territorio.

A svelare il piano, che secondo la Lega rischia di gettare il Paese intero “nel caos”, è stato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese rispondendo, ieri pomeriggio durante il question time alla Camera, a un’interrogazione sulle iniziative per la regolarizzazione degli stranieri già presenti in Italia.

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A dare l’assist alla Lamorgese  – spiega molto dettagliamente Andrea Indini sul Giornali.it – ci ha ha pensato il deputato Riccardo Magi di +Europa, il partito guidato da Emma Bonino nelle cui casse George Soros ha versato l’anno scorso 200 mila euro per tenerlo in vita e permettergli proprio di portare avanti certe politiche.

Dalla sua interrogazione è infatti venuto a galla il piano del governo. Se da una parte il Viminale ha già ultimato la revisione dei decreti Sicurezza, dall’altra ha compiuto un passo ulteriore per blandire gli ultrà dei porti aperti e i talebani dell’immigrazione. All’orizzonte si profila un vero e proprio colpo di spugna per regolarizzare gli irregolari già presenti in Italia che siano, però, in possesso di un contratto di lavoro. “L’intenzione del governo e del ministero dell’Interno – ha spiegato ieri il ministro dell’Interno – è quella di valutare le questioni poste all’ordine del giorno che richiamavo in premessa, nel quadro più generale di una complessiva rivisitazione delle diverse disposizioni che incidono sulle politiche migratorie e sulla condizione dello straniero in Italia”. Durante il question time il progetto è stato presentato come un provvedimento straordinario. Un giro di parole per non usare il termine sanatoria.

Un intervento di questo tipo farebbe felici tutte quelle frange (dalle sardine alla sinistra immigrazionista) che da mesi premono sul governo giallorosso affinché dia prova dei “segnali di discontinuità” promessi. Andrebbe a inserirsi, come anticipa il radicale Magi, in una più ampia “revisione delle disposizioni che incidono sulle politiche migratorie e sulla condizione dello straniero”.

Le richieste dei fan dell’accoglienza non si fermano certo alla revisione dei decreti Salvini e alla sanatoria della Lomorgese. L’obiettivo ultimo è, infatti, arrivare a “una riforma strutturale che consenta la regolarizzazione su base individuale degli stranieri già radicati nel territorio”, come previsto dalla proposta di legge d’iniziativa popolare “Ero straniero” che attualmente è in discussione in Commissione affari costituzionali alla Camera.

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I numeri degli immigrati che, con questo colpo di spugna, verrebbero regolarizzati sono impressionanti. Si parla almeno di 700mila persone. “Il governo vuole riportarci al caos”, commenta ora con preoccupazione il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari. “Sbarchi, permessi di soggiorno per tutti, ritorno al business dell’accoglienza, via i decreti Sicurezza e perfino la Bossi-Fini”, continua puntando il dito contro il Movimento 5 Stelle che, dopo il patto di governo con il Partito democratico, si sta rimangiando tutto quello che ha fatto in quattordici mesi con la Lega”.

L’iter verso la sanatoria dei clandestini è già stato avviato.

Come spiega il Sole24Ore, c’è già stato un prima via libera quando lo scorso 23 dicembre, in sede di approvazione della legge di Bilancio, è stato accolto un ordine del giorno sul tema. In quell’occasione il governo si era impegnato a “valutare l’opportunità di varare un provvedimento che, a fronte dell’immediata disponibilità di un contratto di lavoro, consenta la regolarizzazione di cittadini stranieri irregolari già presenti in Italia, prevedendo, all’atto della stipula del contratto, il pagamento di un contributo forfettario da parte del datore di lavoro e il rilascio del permesso di soggiorno per il lavoratore”.

A questa prima sanatoria, qualora dovesse passare la proposta di legge “Ero straniero”, si aggiungerebbe la completa abrogazione del decreto flussi attraverso l’introduzione di quote di ingresso annuali e l’adozione di nuovi e più facili canali di ingresso. Uno scenario apocalittico, dunque, che con l’instabilità in Libia e in gran parte dei Paesi dell’Africa subsahariana richiamerebbe tutti quei disperati che già oggi stanno studiano il modo per raggiungere il nostro Paese tentando la sorte nel Mar Mediterraneo.

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