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Arte e Cultura

Pink Floyd: oltre il muro del rock. (Parte 2)

Waters ha un carattere molto forte ed è molto difficile lavorare con lui e soprattutto contrastare le sue idee. La band realizza nel 1971 “Meddle” e “Live at Pompei”, che in seguito diventa un memorabile film nel 1972.

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Waters ha un carattere molto forte ed è molto difficile lavorare con lui e soprattutto contrastare le sue idee. La band realizza nel 1971 “Meddle” e “Live at Pompei”, che in seguito diventa un memorabile film nel 1972.

Ma è certamente nel 1973 che i Pink Floyd realizzano il loro capolavoro: "The dark side of the moon". Il disco è un’autentica apoteosi e vende oltre 30 milioni di copie, rimanendo nelle classifiche americane per 13 anni consecutivi ( ben 700 settimane ) e tuttora è considerato uno dei 5 dischi più belli della storia del rock. Ancora oggi se ne vendono circa 1.000.000 di copie ogni anno !

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Nel disco  l’uso dei rumori diventa parte integrante della partitura musicale e non è un caso se come tecnico del suono ci fosse un certo Alan Parson che proprio da qui inizia la sua prestigiosa carriera artistica.

E’ proprio grazie al suo genio se possiamo ascoltare il suono degli orologi in "Time" o la corsa ansimante di "On the run" e tutti quegli effetti che diventano parte della musica.  E’ una musica che entra nell’ascoltatore e che fa vibrare la sua pelle, parlando di vita, di morte e di terrore, dell’istinto di fuga che molto spesso è mentale e non fisica. Il lato oscuro della luna  rappresenta per l’ascoltatore la sua stessa ombra.

Roger Waters dichiara: “Dark Side of the Moon" era un'espressione di carattere politico, filosofico e umanitario che doveva essere comunicata”.

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Dopo l’uscita del disco inizia per il gruppo un periodo di intenso lavoro fatto di esibizioni e tournè in tutto il mondo che, inevitabilmente, porta ad un rallentamento nella produzione musicale.

Probabilmente è in questo periodo che Waters inizia a percepire “il muro” di incomunicabilità che lo separa  dal pubblico, rendendolo prigioniero in un mondo che lui non accetta,  diventando a tratti opprimente ed angosciante. Tutto questo  lo porterà in seguito a realizzare "The wall".

E’ quindi solo nel 1975 che i Pink Floyd presentano “Wish You were here”. Nel disco si respira un’atmosfera fredda e malinconica ed i brani nascono dal materiale raccolto durante le loro recenti esibizioni in Europa. L'album affronta i temi dell'industria musicale e del declino mentale dell'ex leader del gruppo  Syd Barret.

La realizzazione avviene negli studi di Abbey Road a Londra e all’inizio è piuttosto difficoltosa e faticosa, ma  Roger Waters ha l'idea geniale  di dividere il brano "Shine on you crazy diamond" in due parti  per poi unire ogni metà con tre nuove composizioni.  

"Shine On" è un tributo a Syd Barrett che, ironia della sorte, si presenta negli studi di registrazione il 5 giugno 1975, proprio mentre i Pink Floyd stanno registrando, ma all’inizio non viene riconosciuto perché ingrassato e  cambiato totalmente nell’aspetto.

Dopo un’ accoglienza piuttosto tiepida da parte della critica musicale, il disco ha comunque una sorta di rinascita vendendo moltissime copie in tutto il mondo. Secondo Gilmour e Waters si tratta comunque del loro disco preferito.

Animals” è il decimo album in studio della band inglese, esce nel 1977 e viene registrato negli studi di proprietà della band a Londra (Britannia Row).

Nel disco emergono ancora più evidenti le spaccature ed i contrasti fra i componenti del gruppo, che avrebbero in seguito portato all’allontanamento di Wright nel 1979,  per volere di Waters.

Il disco è una critica molto feroce al sistema socio politico inglese di quegli anni e attraverso i testi delle canzoni vengono descritte le varie classi sociali degli anni 70. Le sonorità di “Animals” sono più ruvide e inquietanti dei dischi precedenti e si percepisce molto chiaramente l’impronta cupa di Roger Waters.

Memorabile l’assolo di chitarra graffiante e tagliente eseguito da Gilmour nel brano “Dogs”, uno dei più belli mai eseguiti.

La copertina del disco rappresenta la centrale elettrica londinese di Battersea fra le cui ciminiere vola un enorme maiale soprannominato "Algie", evidente riferimento al brano “Pigs on the wind” che apre e chiude il disco. Le cronache raccontano che durante la realizzazione delle foto per la copertina si sia rotto il cavo di ancoraggio del maiale il quale volò indisturbato per qualche ora sui cieli di Londra, senza creare fortunatamente troppi danni e venendo recuperato in una fattoria alla periferia della città poche ore dopo.

Il disco è tratto liberamente dal romanzo “La fattoria degli animali” di George Orwell e, come nel romanzo satirico, vengono descritte le varie classi sociali come differenti specie di animali.

Il tour che segue l’uscita di “Animals” accresce la sensazione di Waters di trovarsi di fronte ad un muro e da questa inquietudine nel 1979 nasce “The Wall”, doppio disco nel quale Waters riesce a dare voce a se stesso.

Nonostante la complessità dei temi trattati il disco è un successo clamoroso,  diventando in breve portavoce di un’intera generazione. Nel 1982 viene anche realizzato il film, con la regia di Alan Parker e con il grande Bob Geldof nella parte del protagonista Pink.

Nel 1990, in occasione del primo anniversario della caduta del muro di Berlino, viene realizzato un grande concerto a Berlino al quale però partecipa il solo Waters. Fra i tanti ospiti ricordiamo Bryan Adams, Joni Mitchell, Van Morrison, Sinead O’Connor, james Glaway e tanti altri.

I Pink Floyd però sono in crisi, logorati dai continui contrasti all’interno della band a causa della forte personalità di Roger Waters. Nel 1983 viene pubblicato “The final Cut” che è l’ultimo lavoro della formazione a ranghi completi.

Nel disco c’è più che mai l’impronta del bassista, il quale aggiunge ai soliti temi trattati anche alcune connotazione politiche come la guerra della Falkland o il tema del nucleare. La frattura è ormai insanabile e nel dicembre del 1985 Waters abbandona i Pink Floyd definendoli “una colossale perdita di energie”, scatenando una controversa legale sul possesso del nome che si risolverà a favore di Gilmour, Mason e Wright.

Nasce ufficialmente l’epoca di Gilmour e nel 1987 viene pubblicato “A momentary lapse of reason” nel quale il chitarrista può finalmente dare spazio alla sua tecnica musicale. Ne segue una turnè molto lunga che porta la band inglese anche a Venezia con lo storico concerto su un palco galleggiante il 15 luglio 1989.

Della lunga e faticosa turnè viene realizzato nel 1990 un doppio disco LIVE dal titolo “Delicate sound of thunder”.

Nel 1994 esce l’ultimo disco dei Pink Floyd: “The division bell”. Si tratta del quattordicesimo disco in studio prodotto dalla band inglese e segna anche il rientro nella formazione di Richard Wright.

Il disco affronta senza mezzi termini le difficoltà nella comunicazione fra le persone, probabile riferimento ai contrasti con Waters. Il titolo fa riferimento alla campana del parlamento inglese con la quale si iniziano le votazioni.

Il 2 luglio 2005, per la gioia di tutti i fan, sul palco del Live 8 ad Hyde Park a Londra e di fronte a quasi 200.000 persone, suonano per la prima volta insieme dopo 24 anni  i quattro componenti dei Pink Floyd, i quali eseguono 5 brani: Speak to me/breath, Time, Money, Wish you were here e Comfortably numb.

Con la morte del tastierista Richard Wright, avvenuta il 15 settembre 2008, svanisce definitivamente la possibilita di una riunione della gloriosa band inglese.

Gli innumerevoli fan dei Pink Floyd attendono però con trepidazione l’uscita di “The Endless River”, prevista l’11 novembre 2014. Leggi articolo.

 

Stefano Leto

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