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Italia ed estero

Oltre il silenzio e oltre il rumore. L’argentina Pia Mancini e la sua piattaforma online per svecchiare la democrazia

Bella, questo è il primo aggettivo che viene in mente osservando Pia Mancini mentre spiega come internet riplasmi il concetto di democrazia: una nube di riccioli neri la segue capricciosa, sottolineando con un lieve ondeggiare le pause enfatiche; il viso gentile, gli occhi grandi, scuri e luminosi: c’è da scommettere che nessun ascoltatore della platea si sia perso un singolo movimento delle sue labbra a cuoricino. 

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Bella, questo è il primo aggettivo che viene in mente osservando Pia Mancini mentre spiega come internet riplasmi il concetto di democrazia: una nube di riccioli neri la segue capricciosa, sottolineando con un lieve ondeggiare le pause enfatiche; il viso gentile, gli occhi grandi, scuri e luminosi: c’è da scommettere che nessun ascoltatore della platea si sia perso un singolo movimento delle sue labbra a cuoricino.

Viene da chiedersi in quanti abbiano davvero prestato attenzione al suo discorso, il 7 ottobre presso TED(l’organizzazione no-profit impegnata nella diffusione di idee). Il video della conferenza è stato però visualizzato da oltre 565.700 utenti.

Non c’è da meravigliarsi, considerando il contenuto del suo discorso: l’attuale sistema politico è troppo vecchio per un mondo che si muove alla velocità di internet; “in un’epoca in cui l’informatica ci permette di partecipare globalmente a qualunque conversazione, le nostre barriere all’informazione sono totalmente abbattute e possiamo, più che mai, esprimere i nostri desideri e le nostre preoccupazioni.

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Un incoraggiamento che la bella Pia rivolge ai cittadini del mondo per andare oltre i due prodotti dell’odierna partecipazione democratica: oltre il silenzio, e oltre il rumore.

Oltre la siepe di questo atavico sistema, si cela un infinito di possibilità da vagliare; un mondo di opportunità che rendano il cittadino maggiormente consapevole del proprio ruolo e soprattutto più partecipe di politica. Da un anno, è attiva la piattaforma online DemocracyOS (democracyos.org), “progettata per diventare il ponte tra i cittadini e i loro rappresentanti per rendere più facile la partecipazione dal quotidiano”.

La piattaforma è stata messa a disposizione dei partiti politici argentini, i quali non hanno saputo che farsene: non hanno saputo o forse voluto cogliere l’opportunità di una finestra aperta sul pensiero della gente; chiudendone malamente le ante, hanno di fatto costretto Pia e il suo gruppo a scendere direttamente in campo.

El Partido de la Red prende le proprie decisioni in base a quanto emerge dai dibattiti su DemocracyOS: la finestra è questa volta aperta più che mai alle discussioni, ai suggerimenti, alle opinioni dei cittadini che virtualmente s’incontrano e plasmano il proprio futuro e quello della nazione.

Una specie di cavallo di Troia per entrare nel sistema della democrazia e modificarlo: non a caso, proprio il cavallo di Troia era stato scelto come simbolo per attirare l’attenzione dei cittadini di Buenos Aires e lanciare la campagna. Dal 17 ottobre di un anno fa, trentamila persone in 122 Paesi diversi hanno visto dos.partidodelared.org, in 3.800 si sono registrati per votare, discutendo su 235 atti del Congresso e riproponendo DemocracyOS in Messico, Brasile, Spagna, Cile e Túnez.

Un sistema alternativo, approvato dall’1,2% dei votanti alle elezioni dell’anno scorso: “anche se non era abbastanza per un seggio al Congresso, era sufficiente per far parte della conversazione” continua Pia “al punto che il mese prossimo, il Congresso, in quanto istituzione, lancerà per la prima volta nella storia dell’Argentina, un DemocracyOS per discutere, con i cittadini, tre testi legislativi: due sul trasporto urbano e uno sull’uso dello spazio pubblico.” Mica male come risultato, per un progetto tanto giovane!

Digitando su Google “Pia Mancini”, compaiono infatti 500.000 voci. Viene da chiedersi come mai allora il sito della BBC non riporti alcuna notizia su di lei; e nemmeno quello della CNN, tanto per citare un altro colosso mondiale dell’informazione mainstream.

Attraente, dalle idee chiare ed interessanti, propositiva: avesse messo sul mercato una piattaforma commerciale alternativa ad Amazon o a Zalando, Pia Mancini sarebbe stata in testa alle classifiche della stampa internazionale, al centro del girone fumoso dell’attenzione mediatica.

Invece, propone solo un nuovo sistema politico che punta al cuore della passività dei cittadini e delle promesse mai mantenute dai partiti: una rivoluzione nei metodi di partecipazione democratica, che vada oltre alle sterili polemiche facebookiane o ai rapidi cinguettii di Twitter.

Un’idea tanto rivoluzionaria, quanto nuova; allargare l’acropoli mondiale a chi si è stancato delle solite due alternative: oltre il silenzio, e oltre il rumore.

A cura di sandra Simonetti –  simonettisandra@gmail.com

 

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Italia ed estero

Lo sconvolgente delirio del prete anti-Salvini: «È un ladro e bisogna uccidere il ministro»

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Un discorso sconvolgente, e ancora più grave perché pronunciato da un pastore di Dio che dovrebbe invocare il perdono.

Quanto successo, a nostro pare gravissimo, è un’ ulteriore conferma che la Chiesa non ne vuole sapere di rimanere al suo posto. 

Ammazzate Salvini” non è l’uscita violenta, che sarebbe comunque grave, di qualche oppositore, o antagonista esaltato, che non sa più cosa inventarsi per dare addosso al ministro dell’Interno, ma, ancora più grave, è l’ennesima trovata di Don Giorgio De Capitani, un prete.

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A riportare la notizia Mario Giordano su La Verità di oggi, riportando un audio mandato in onda a sua volta dalla trasmissione radiofonica La Zanzara in cui si sente il sacerdote che senza remore dice: “Salvini è un ladro, uccidiamolo”, “Io elogio chi uccide Salvini“.

Il ragionamento alla base della sua invettiva parte dalla legge sulla legittima difesa.Se è lecito uccidere chi minaccia la nostra vita“, spiega “allora io ho il diritto di uccidere Salvini: infatti mi sento minacciato da lui perché ci sta rubando la democrazia”.

Quindi, continua, “lo posso fare fuori“. E se lo fa qualcun altro, “io dico che ha fatta bene”. E per giustificarsi chiarisce: “Seguo soltanto il suo ragionamento”.

Ma non è la prima volta che il prete si lascia andare a questo tipo di sfoghi.

E’ lo stesso che aveva invocato l’ictus per Silvio Berlusconi, aveva definito i nostri soldati in Afghanistan come “mercenari, farabutti e criminali” e aveva chiesto di tenere i leghisti fuori dalle chiese, definendoli “porci, bastardi, risucchiati nel water delle loro ideologie di merda”.

Parole poco degne di un prelato.

Don giorgio ha anche un suo sito personale da dove non si limita a diffondere il verbo e a fare opere di bene, ma si diletta spesso ad affrontare temi di attualità e politica, prendendo di mira con particolare interesse Salvini e il suo partito.

Per fare un esempio di come non si freni davanti a nessuno, in uno dei suoi articoli in apertura di home page commenta il caso di Noa la 17enne olandese che si è lasciata morire e scrive a proposito di un tweet di Papa Francesco contro l’eutanasia:” Questo si è bevuto il cervello!“. E ancora: “Vorrei semplicemente chiedere: se tutti i bambini violentati dai preti (migliaia e migliaia), diventati grandicelli, decidessero di morire come Noa, che succederebbe? Io li prenderei per le loro palle, e li appenderei ad una forca! Ma non solo loro. Prenderei per le palle il papa, i cardinali, i vescovi, Mario Delpini e li appenderei ad un palo!”.

Don Giorgio De Capitani è stato ordinato sacerdote nel 1963, ha girato vari paesi della diocesi di Milano, fino al 2013, quando monsignor Angelo Scola gli ha tolto la gestione della parrocchia di Monte. Da allora vive a Villetta Brianza e celebra ogni domenica alle 18 nella parrocchia di Dolzago, in provincia di Lecco.

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Italia ed estero

Matteo Salvini firma il decreto sicurezza bis. Nuovo giro di vite su molti reati

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto in materia di sicurezza.

Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa alla fine della riunione insieme al vice presidente e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti.

I suoi 18 articoli si occupano di lotta all’immigrazione clandestina, contrasto alla violenza negli stadi, inasprimento delle pene a carico di chi durante le manifestazioni pubbliche aggredisce rappresentanti delle forze dell’ordine, un piano di assunzioni straordinario di 800 tra uomini e donne in ruoli amministrativi per le notifiche di atti giudiziari nella lotta ai clan malavitosi (cd. norma “spazzaclan”).

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Il ministro dell’Interno Matteo Salvini dichiara di aver firmato il divieto di ingresso, transito e sosta alla nave Sea Watch 3 nelle acque italiane come previsto appunto dal nuovo decreto sicurezza. «Ora il documento sarà alla firma dei colleghi ai Trasporti e alla Difesa: stop ai complici di scafisti e trafficati» ha dichiarato Salvini.

È stata anche deliberata la concessione della cittadinanza per meriti speciali a Ramy Shehata e Adam El Hamami, i due ragazzi della scuola media Vailati di Crema che con il loro coraggioso comportamento erano riusciti a sventare il 20 marzo scorso il tentativo di dirottamento dello scuolabus che avrebbe dovuto riaccompagnarli insieme con i compagni e i professori all’Istituto scolastico.

«Ritengo che i giovani abbiano reso eminenti servizi al nostro Paese» ha scritto il ministro Salvini nella relazione di accompagnamento alla proposta.

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Italia ed estero

Arriva in Italia il calabrone asiatico che può uccidere

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Il calabrone gigante asiatico meglio noto come vespa mandarinia sarebbe arrivato anche in Italia.

Si tratta di uno degli insetti più pericolosi ed aggressivi che si trovano in natura. In Francia avrebbe già causato 6 morti.

È catalogato come il calabrone più grande del mondo, nativo in Asia orientale temperata e tropicale. Il suo corpo è lungo circa 50 mm, con un’apertura alare di circa 76 mm.

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Le regine possono raggiungere una lunghezza di 55 mm.

Negli ultimi tempi sono stati registrati alcuni avvistamenti della Vespa mandarinia anche in Italia, in particolare in Liguria.

Anche in Friuli Venezia Giulia e Piemonte sono stati avvistati alcuni esemplari di questo pericoloso insetto.

Le segnalazioni però non sono state ufficializzate da esperti del settore per cui il condizionale resta ancora d’obbligo.

Il pungiglione è lungo circa 6 mm e può iniettare un potente veleno che contiene, come quello delle api e delle vespe, un peptide citolitico, che può danneggiare i tessuti con un’azione di fosfolipasi, in aggiunta alla sua propria intrinseca fosfolipasi.

Masato Ono, un entomologo della Tamagawa University vicino Tokyo, descrisse una puntura ricevuta “come un chiodo rovente conficcato nella mia gamba”.

Un soggetto allergico può morire per reazione allergica; il veleno però, contenendo una neurotossina chiamata mandaratossina, può essere letale anche per persone non allergiche.

Ogni anno fra le 20 e le 40 persone muoiono in Giappone dopo essere state punte.

In Francia si contano già sei vittime per la puntura di questi calabroni: l’insetto sarebbe arrivato nel vecchio continente all’interno di un container di ceramiche cinesi e si sarebbero diffusi in Francia, Portogallo, Spagna e Italia

Ogni anno in Giappone muoiono circa 40 persone a causa della puntura della Vespa mandarinia. I decessi sono causati nella maggior parte dei casi da una reazione allergica alle tossine del veleno.

Ha la testa color arancione, gli occhi composti e gli ocelli sono color marrone scuro, le antenne sono marrone-arancione.

Il clipeo (lamina a forma di scudo davanti alla testa) è arancione e punteggiato; la parte posteriore del clipeo ha lobi stretti, arrotondati. La mandibola è grande, arancione, con un dente nero (superficie masticatoria interna).

Il torace e il propodeum (segmento che forma la parte posteriore del torace) della vespa mandarinia hanno un caratteristico color dorato e un grande scutello dalla linea mediale profondamente impressa.

Il postscutello sporge e sovrasta il propodeum. Le zampe anteriori sono color arancione con tarsi marrone scuro; quelle centrali e quelle posteriori sono color castano scuro. Le ali dell’insetto sono di color grigio-marrone scuro. Le tegula sono marroni.

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