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Trento

Dalle discriminazioni ai diritti: presentato a Trento il dossier dell’immigrazione nazionale

Il Dossier statistico nazionale Immigrazione del Centro studi e ricerche Idos nasce per diffondere una conoscenza adeguata delle condizioni in cui versano gli immigrati in Italia.

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Il Dossier statistico nazionale Immigrazione del Centro studi e ricerche Idos nasce per diffondere una conoscenza adeguata delle condizioni in cui versano gli immigrati in Italia.

Realizzato per l’Unar – Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità della presidenza del Consiglio dei ministr – al suo interno si evidenziano chiusure e discriminazioni, e si indicano le prospettive per un loro superamento.

Questa mattina presso Cinformi è stato presentato anche a Trento – in contemporanea su tutto il territorio nazionale – il volume “Dalle discriminazioni ai diritti”.

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Alla presentazione sono intervenuti Serena Piovesan, sociologa dell'area studi Cinformi, Paolo Boccagni, sociologo dell'Università di Trento, Pierluigi La Spada, coordinatore responsabile del Cinformi e il Questore di Trento Giorgio Iacobone.

I dati emersi nel dossier 2014 indicano che cittadini stranieri residenti alla fine del 2013 in Italia erano 4.922.085 su una popolazione di 60.782.668, con un’incidenza dell’8,1%.

Di questi, il 52,7% sono donne, e oltre 1 milione i minori.

802.785 sono iscritti a scuola nell’anno scolastico 2013/2014 (incidenza del 9,0% sulla popolazione scolastica complessiva). E, approposito dei livelli di istruzione, il 10,3% ha una laurea e il 32,4% un diploma (dati del Censimento del 2011).

Nel 2013 i residenti sono aumentati di 164.170 unità al netto delle revisioni censuarie,  ma, secondo la stima del Centro Studi e Ricerche Idos, la presenza complessiva dei cittadini immigrati in posizione regolare è però più alta e ammonta a 5.364.000 persone.

Nel 2013 i visti per soggiorni superiori a 90 giorni sono stati 169.055, di cui solo 25.683 per lavoro subordinato e 1.810 per lavoro autonomo.

Attualmente hanno maggiore peso sull’aumento della popolazione straniera i visti per ricongiungimento familiare (76.164) e le nuove nascite (77.705 a fronte di 5.870 decessi).

Notevole è anche l’incidenza delle famiglie con almeno uno straniero (2.354.000, pari al 7,1% di tutte le famiglie residenti in Italia), che in un quarto dei casi sono miste.

Gli immigrati arrivano in Italia da 196 paesi, anche se si ha una netta prevalenza di prevalenza di Romania, Albania, Marocco, Cina e Ucraina (51,1%).

Le province più popolate da stranieri sono Roma, Milano, Torino e Brescia.

Gli stranieri in partenza per l'estero sono stati 44mila. Gli italiani in partenza per l'estero: 82 mila, dei quali 4.482.115 sono residenti all'estero.

Il divario d'età fra residenti stranieri e italiani è di 13 anni, dato che influisce positivamente sul sistema pensionistico.

I cittadini italiani per acquisizione sono aumentati a 671.394 al Censimento del 2011, a cui se ne sono aggiunti 65.383 che hanno acquisito la cittadinanza nel 2012 e 100.712 nel 2013.

Aumentati gli sbarchi dei profughi in provenienza dall’Africa e dall’Asia medio-orientale:  112.689 persone sono complessivamente sbarcate in ltalia al 31 agosto 2014. E diverse migliaia sono morte in mare nonostante l'operazione "Mare Nostrum", che ne ha comunque salvate oltre 130 mila.

Le richieste di asilo in Italia sono limitate rispetto ad altri Paesi europei(26.620).

Sono in calo le persone non autorizzate all’ingresso che sono state intercettate alle frontiere italiane (7.713), quelle rimpatriate (8.769) e quelle intimate di espulsione ma non ottemperanti (13.529). Dato in netta diminuzione rispetto al 2006 (124.381).

L’incidenza degli stranieri sul totale degli occupati era del 3,2% nel 2001 ed è aumentata nel 2011 all’8,2%. I dati dell’Istituto Nazionale di Statistica attestano che nel 2013 si è trattato di 2,4 milioni di lavoratori. Aumentati di circa 639mila unità i disoccupati stranieri nell'ultimo biennio.

Tra i lavoratori stranieri il tasso di disoccupazione è salito nel 2013 al 17,3% e il numero di disoccupati a 493mila.

In calo l'invio delle rimesse alle famiglie nei paesi d'origine: 5,5 miliardi di euro, circa un quinto in meno rispetto all’anno precedente.

Sono infine stati 1.142 i casi di discriminazione, dei quali 784 (pari al 68,7%) determinati da fattori di carattere etnico-razziale. 

Una fotografia più approfondita del fenomeno migratorio in Trentino verrà presentata il 12 febbraio prossimo a Trento. 

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Trento

Bocciofila Canova, Tiziano Uez: «Ecco la verità che Vernarelli non ha detto»

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L’ emotivo e passionale sfogo di Franco Vernarelli sul futuro del Gs Canova pur con le giuste precisazioni e contestualizzazioni di chi è stato chiamato in causa, deve far riflettere su un aspetto: stanno morendo tutte quelle piccole realtà sportive e associative che fino ad oggi grazie al volontariato, erano riuscite a tirare avanti.

Realtà di paese, talvolta rionali, sport per pochi come nel caso delle bocce, associazioni che magari s’impegnavano per un evento all’anno: tutte travolte dalla riforma del terzo settore, dalle leggi europee e provinciali, da direttive e deliberazioni dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzzione).

Oggi o si è strutturati alla pari di una piccola azienda con tanto di commercialista o non si va da nessuna parte. E’ finita l’epoca della pacca sulle spalle, della damigiana di vino regalata da un amico al bar del circolo così quei pochi centesimi al bicchiere, erano tutti guadagnati.

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O dei tanti volontari che si accontentavano di un paio di cene all’anno.

Oggi ci vogliono i corsi di formazione sulla sicurezza, responsabili, attestati ed alla fine o le piccole realtà si associano, o hanno la forza economica per strutturarsi, oppure sono destinate a scomparire.

Ma ci vogliono soprattutto le certificazioni delle spese.

Sull’argomento è intervenuto anche l’assessore dello sport del comune di Trento Tiziano Uez, l’unico ad aver la competenza di farlo, essendo l’unica figura di riferimento istituzionale.

Uez racconta la verità, anche se a malincuore supportata da numeri che non mentono.

«Il corrispettivo annuo riconosciuto ai sensi del contratto di servizio che definisce i rapporti tra Comune e Gruppo sportivo Canova per la gestione del Bocciodromo dal 1° gennaio 2016, è quantificato ora in € 3.310,00 (+ i.v.a.) ossia € 4.038,20 oneri compresi – spiega Tiziano Uez – e l’attuale proposta di convenzione predisposta sulla base delle direttive sia del Consiglio comunale che della commissione sport, prevede il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate fino ad un importo massimo di € 5.000,00 (+ i.v.a.) all’anno ossia € 6.200,00 oneri compresi.»

E’ quindi cambiata la modalità operativa di gestione degli aspetti economici, rimborso e non corrispettivo, ma l’importo massimo che sarà possibile riconoscere all’affidatario ha subito una variazione in aumento pari al 53% circa.

«E’ come io chiedessi a Vernarelli se preferisce avere 4.038,20 euro senza certificazione delle spese oppure 6.200 euro con tanto di rendicontazione – aggiunge Uez – chiunque sceglierebbe la seconda ipotesi naturalmente se vuole il bene della sua associazione»

Le disposizioni normative applicabili agli affidamenti della gestione dei impianti sportivi sono cambiate successivamente alla data di sottoscrizione dell’attuale contratto di servizio in scadenza il 30 giugno 2019. In particolare ora vengono applicate: la Direttiva 2014/23/UE e il Codice dei contratti D.Lgs. 50/2016 e succ. mod. e int.

Inoltre la direttive A.N.A.C. n. 4 dell’aprile 2016, la deliberazione A.N.A.C. n. 1300/2016 stabilisce due modalità di affidamento. La prima per gli impianti con rilevanza economica, (circoli tennis ecc ecc ) la seconda per  gli impianti privi di rilevanza economica (tipo appunto la bocciofila di Canova)

Nel rispetto della disciplina normativa vigente la proposta dell’Amministrazione comunale prevede quindi una gestione in collaborazione con il Comune regolamentata da una convenzione che sancisce i rapporti tra le parti con un diretto impegno da parte del Comune stesso ed il riconoscimento al soggetto affidatario del solo rimborso delle spese effettivamente sostenute in un’ottica di collaborazione avvalorata dal principio costituzionale di sussidiarietà.

«A tal proposito è opportuno sottolineare che la forza della nostra città è senza dubbio il volontariato che anche in questo contesto il Comune intende valorizzare – continua l’assessore dello sport  che aggiunge: «va anche evidenziato che la modalità di affidamento proposta anche al Gruppo Sportivo Canova è stata accettata dalla Società Bocciofila ANA Trento sud A.S.D. che inizierà la nuova modalità di gestione con il 1° luglio 2019. La gestione del Centro sportivo “Don Onorio Spada” di Villazzano, invece, nel quale è inserito, tra le varie discipline, anche un bocciodromo, scadrà in data 31.12.2019 e sarà oggetto, se sarà ancora in vigore la normativa vigente, di specifica procedura concorrenziale».

Con il 1° luglio 2019 il Comune riprenderà in consegna il Bocciodromo di Canova ed effettuerà i necessari approfondimenti giuridici e gestionali per verificare, nel rispetto della normativa vigente, i possibili utilizzi della struttura.

Pare che vi siano molte richieste di spazi per praticare differenti discipline sportive che non possono essere accolte per mancanza di strutture.

Per Uez inoltre sorprende non poco l’affermazione che il Gruppo Sportivo Canova che secondo Vernarelli intende chiudere il bar adiacente il bocciodromo.

Le due realtà infatti non hanno tra loro alcuna relazione

«Al fine di ponderare in modo adeguato l’uso degli spazi comunali è opportuno fare anche valutazioni in termini numerici: il Gruppo Sportivo Canova ha 29 atleti ed i praticanti la disciplina delle bocce in provincia di Trento dal 2001 al 2017 ha visto una riduzione pari al 43%. Sul territorio del Comune di Trento sono presenti 6 impianti coperti in cui praticare il gioco delle bocce con 14 piste totali e 7 strutture all’aperto con altrettante piste. I numeri parlano da sé: il Comune, anche dopo un’eventuale chiusura del bocciodromo di Gardolo, garantisce il gioco delle bocce»conclude l’assessore Uez

Il Gruppo sportivo Canova ha in gestione il Bocciodromo di Canova dal 1992 in forza di successive convenzioni.

Il grido di dolore di Franco Vernarelli nasce probabilmente da molti e svariati motivi.

Come ad esempio quel contributo forfettario versato dal comune come generico rimborso, serviva per il pagamento del pullman delle trasferte.

Si perché non tutti sanno che il Gs Canova è una squadra di serie A di bocce e come tale va a giocare in trasferta in Veneto, Lombardia , Piemonte.

«E’ per questo che se anche il tetto di contributo aumenta – interviene Vernarelli – ma con la formula del rimborso spese documentate, quel pullman non partirà più e la squadra non potrà più giocare. Poco importa se la bocciofila di Trento Sud abbia firmato o meno la nuova convenzione perché non fa attività agonistica e dietro ha un colosso come l’Ana» 

Nel passaggio di Vernarelli non si capisce bene dove stia il problema, infatti anche nel caso del pullman per recuperarne i costi basterebbe una fattura per il rimborso integrale.

Quella di Franco Vernarelli è comunque un’Italia che va scomparendo. Come la vecchia osteria di paese, la squadra di calcio parrocchiale: realtà che hanno fatto l’Italia, ma che oggi non hanno più spazio e stanno per essere cancellate per colpa di una burocrazia farraginosa e mastodontica.

Ma la legge purtroppo è legge e va rispettata da tutti.

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Trento

Feste Vigiliane: la squadra di San Giuseppe vince la zatterata

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Nonostante il livello del fiume superiore alla media e l’anomala velocità del corrente, il Palio dell’oca ha appassionato migliaia di trentini e turisti, che malgrado il caldo hanno raggiunto gli argini dell’Adige già dal primo pomeriggio.

La gara vera e propria è iniziata alle 17, un’ora prima dell’orario stabilito proprio a causa delle condizioni del fiume.

La squadra di San Giuseppe ha prevalso sulle altre 50 concorrenti (a cui si sommavano quelle dell’esercito e dei pompieri fuori competizione).

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Al secondo e terzo posto si sono classificati rispettivamente San Lazzaro e Meano.

Tutte e tre le squadre hanno condotto la gara a una velocità decisamente sostenuta: una media percorrenza  di 18 minuti tra la partenza a Roncafort e l’arrivo sotto il ponte di San Lorenzo.

Considerata la piena del fiume non si è svolta la prova dell’ancora, troppo pericolosa per l’incolumità degli equipaggi.

L’organizzazione della zatterata ha visto impegnate un folto numero di persone fra volontari dei corpi dei vigili del fuoco, unità specializzate nel soccorso acquatico e operatori nel monitoraggio costante delle condizioni del fiume. I pompieri erano circa un centinaio, di cui 80 volontari.

Ciascuna zattera, formata da cinque zatterieri in costume, veniva sorvegliata a vista lungo tutto il percorso dalle unità in acqua del corpo permanente dei vigili del fuoco e dell’esercito, presenti con quattro gommoni di soccorso.

I cinque zatterieri in costume hanno dovuto affrontare delle prove abilità e portare a termine la competizione nel minor tempo possibile.

La prima prova è consistita nell’attraversare una porta formata da due paline pendenti poco sopra il livello dell’acqua.

Nella seconda prova gli zatterieri hanno dovuto infilare un anello in uno dei bracci di un ancorotto che pende dal ponte San Giorgio.

La terza e quarta prova sono consistite rispettivamente nel far attraccare un compagno in attesa sulla riva e nel far suonare una campana.

Nella quinta prova bisognava infilare un anello nel collo di un’oca gigante di cartapesta. La sesta e penultima prova ha riguardato il fare canestro con un oggetto a forma di oca, mentre nella settima e ultima prova bisognava far suonare una sirena colpendo con i remi il dispositivo appeso sotto il ponte San Lorenzo.

Assieme ai sobborghi, ai quartieri e ai paesi intorno al capoluogo, erano presenti anche le squadre gemellate con Trento: Berlino Charlottemburg e Kempten.

 

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Trento

Controlli sui passi dolomitici, sei incidenti e otto centauri feriti nel week end

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Nonostante i controlli della Polizia locale continuano gli incidenti sulle strade trentine che coinvolgono i centauri.

Sono sette i motociclisti morti negli ultimi 15 giorni sulle strade trentine.

Sabato una 59 enne è stata ricoverata al santa Chiara in codice rosso dopo un’incidente con la sua moto avvenuto nel capoluogo.

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Nella sola mattinata di oggi, domenica 23 giugno, si sono verificati quattro incidenti motociclistici, di cui tre gravi: il primo in Primiero, a Siror, dove due uomini di 32 e 58 anni sono stati ricoverati in codice rosso. Le loro condizioni sono giudicate gravi.

Sul posto sono arrivate due ambulanze del 118 e l’elisoccorso.

Sulla strada della Mendola, in Val di Non, poco dopo le 11.30 a rimanere feriti sono stati altri due centauri: una donna 50 enne, le cui condizioni sarebbero gravi, ed un uomo di 41 anni.

Il terzo incidente è avvenuto 10 minuti dopo sulla strada che porta al lago di Lagolo, sul monte Bondone.

In questo caso a finire al santa Chiara in gravi condizioni è stato un centauro di 29 anni uscito di strada da solo.

Nel pomeriggio alle 13.30 nuovo incidente a Loppio,  per fortuna un centauro è rimasto ferito lievemente.

Infine poco dopo le 15.00 in val di Fassa sulla strada che porta a Tamion un centauro di 38 anni è uscito di strada ed è stato trasportato con l’elisoccorso al santa Chiara. Le sue condizioni sono definite gravi.

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