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La Sfera e lo Spillo

Inzaghi e Montella in equilibrio, Roma s’incaglia, Juve di forza

Il confronto tra Milano e Firenze è anche la sfida tra arte, mercati, moda e quadrerie. E’ la contesa artistica tra la cupola del Brunelleschi e la Fabbrica del Duomo; tra la Galleria degli Uffizi e La Pinacoteca di Brera.

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Il confronto tra Milano e Firenze è anche la sfida tra arte, mercati, moda e quadrerie. E’ la contesa artistica tra la cupola del Brunelleschi e la Fabbrica del Duomo; tra la Galleria degli Uffizi e La Pinacoteca di Brera.

La ruggine non si è mai assopita, così come la spigolosa rivalità dei Patron, tra il Cavaliere di Arcore e il Cavaliere del Lavoro. Alla Scala del calcio si gioca la partita tra Milan e Fiorentina, il match di lustro dell’ottava giornata della massima serie.

Nel corso della sua storia, la squadra gigliata è stata per due volte Campione d'Italia: nel campionato 1955-1956 con il romano Fulvio Bernardini e nel 1968-1969 con l’argentino naturalizzato italiano, Bruno Pesaola.

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Diciotto sono invece i tricolori vinti dalla squadra milanese: il primo nell’anno 1900-1901 con l’inglese Herbert Kilpin, l’ultimo nel 2010 con Massimiliano Allegri.

La storia sbiadita è il fascino che illumina gli eventi, le “luci a San Siro”, ancora una volta il palcoscenico. E’ la mite diatriba tra due allenatori, entrambi giovani, ex puntelli di rango, assetati di fama e ambizione.

Filippo Inzaghi è alla sua prima stagione su una panchina di serie A, Vincenzo Montella ha invece un curriculum succinto e brillante.

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Pippo dopo aver allenato gli allievi nazionali, e in seguito il team della primavera, approccia alla prima squadra del diavolo la scorsa estate. Tecnico perfezionista, preciso e puntiglioso, amato dal popolo di fede rossonera, incarna il verbo della società di Casa Milan.

Vincenzo, il tecnico di Pomigliano D’Arco, è alla sua terza stagione in riva all’Arno. Dopo le positive esperienze maturate a Roma, prima alla guida dei giovanissimi giallorossi, poi al timone della prima squadra, arriva in Sicilia, sponda di Catania, dove conferma le sue preziose doti.

Entrambe le figure sono temprate, tenaci e con la stoffa tramata dei vincenti. Li accomuna il ruolo, la determinazione, la mentalità, la tattica rivolta a offendere, senza alcun rispetto reverenziale, nei confronti dell’avversario.

Erano velatamente orgogliosi da giocatori, ora determinati e poco docili nei rapporti interpersonali nell’arduo ruolo di allenatori.

Inzaghi non apprezzava lo scarso impiego, solo sprazzi con il contagocce che ne faceva Massimiliano Allegri, allora tecnico di Milanello, nell’ultimo scorcio della sua carriera agonistica.

Allo stesso tempo si rammentano le tensioni e le frizioni tra Fabio Capello e Montella nei trascorsi della Capitale, nel centro sportivo di Trigoria. Da giocatore poteva ostentare l’appellativo di “aeroplanino” per le sue stravaganti forme di esultanza dopo la segnatura di un goal.

Il tecnico di Piacenza schiera il modulo 4-3-3 con il confermato Abbiati a protezione della rete; la difesa composta da Abate, Alex, Zapata e De Sciglio; a centrocampo il muro del diavolo disposto con Poli, De Jong e Muntari; in attacco, il tridente assemblato da Honda, Menez, ed El Shaarawy.

Il tecnico viola sceglie invece il testato modulo 4-3-1-2 con il brasiliano Neto in porta; il reparto arretrato confezionato da Tomovic, Savic, Rodriguez, e Alonso; in mediana, la diga composta da Kurtic, Borja Valero e Aquilani; in attacco, Cudrado e Babacar supportati da Matias Fernandez.

Fischietto dell’incontro è il quarantenne Luca Banti di Livorno.

La prima frazione di gioco è caratterizzata da un Milan propositivo che trova il vantaggio su un calcio d’angolo calciato da Menez, pregevole la sponda di Zapata e colpo di testa vincente di De Jong (al minuto 25).

Nella ripresa la Fiorentina trova le opportune contromisure e perviene al pareggio con un gran goal di Ilicic (al minuto 65). Al Meazza finisce in perfetta parità, Milan-Fiorentina (1-1). I rossoneri sono al momento il miglior attacco del campionato con 17 reti realizzate.

E’ una partita di cartello anche quella messa in scena a Genova. Dopo la fragorosa scoppola rimediata in settimana, contri i bavaresi di Pep Guardiola, i giallorossi approdano al Luigi Ferraris. Finisce a reti bianche tra Sampdoria e Roma (0-0). La squadra blucerchiata, ancora imbattuta, dell’ottimo Sinisa Mihajlovic imbriglia gli undici di Rudi Garcia.

Spettatori da copertina sono i gemelli del goal, il tandem Vialli e Mancini presenti nel parterre della tribuna. I giallorossi vicini alla rete, con un’azione di Gervinho che lanciato in profondità è prima stoppato da Gastaldello e poi sulla respinta centra la base del palo esterno (al minuto 30). La squadra ligure sfiora il goal con le azioni di Okaka e Gastaldello.

Allo stadio Ennio Tardini, si gioca il derby emiliano tra Parma-Sassuolo (1-3).Gli undici del presidente Squinzi passano in vantaggio con Sergio Floccari. La rete neroverde è scaturita da un lungo lancio di Taider, la difesa dei Ducali abbozza un improbabile fuorigioco e l’attaccante calabrese con un colpo di testa preciso batte il portiere Mirante.

Il raddoppio degli ospiti scaturisce da una rete di Francesco Acerbi (al minuto 23) imbeccato ancora dell’ex nerazzurro Taider. Nella ripresa la squadra di Di Francesco cala il tris. Da una trentina di metri Saphir Taider fa partire un tiro di contro balzo che s’infila nella rete dei gialloblù di Roberto Donadoni. Accorcia le distanze Antonio Cassano dopo un tiro dalla bandierina dell’algerino Ghezzal (al minuto 78).

Allo stadio Bentegodi il Genoa è corsaro contro il ChievoVerona (1-2). Veronesi in vantaggio con una rete di Ervin Zukanovic che trafigge la porta di Perin su un cross di Valter Birsa (al minuto 36). Il pareggio ligure con un colpo di testa di Alessandro Matri dopo una sponda di Antonelli (al minuto 72). La rete che decide il match per merito di Mauricio Pinilla con un preciso colpo di testa. Non fa effetto all’esordio, la cura del trentino Rolando Maran alla guida dei gialloblù.

La Juventus liquida il Palermo (2-0). La squadra di Massimiliano Allegri passa in vantaggio con un’azione di contropiede orchestrata da Pereyra e Tevez e conclusa con un tiro mancino da Arturo Vidal (al minuto 32). Nella seconda frazione di gioco la Vecchia Signora raddoppia con un colpo di testa di Fernando Llorente imbeccato dalla bandierina da Andrea Pirlo (al minuto 64).

Da segnalare un gran tiro mancino di Giovinco che coglie il legno (al minuto 88). I bianconeri rafforzano la propria classifica, primo posto in solitudine con tre punti di vantaggio sulla Roma e miglior difesa con 3 reti subite.

Il Napoli abbatte il Verona (6-2). La squadra di Mandorlini passa in vantaggio con un tiro di Hallfredsson (al minuto 1). Poi inizia lo show di Hamsik che realizza una doppietta. I gialloblù trovano il pareggio con Nico Lopez. Gli undici di Benitez dilagano con la tripletta dell’argentino Higuain e la rete dello spagnolo Callejon.

Cesena-Inter finisce (0-1). Il vantaggio nerazzurro è siglato da Mauro Icardi su calcio di rigore decretato dall’arbitro Mazzoleni (al minuto 32).

All’Olimpico la Lazio batte il Torino (2-1). Biglia su calcio di punizione porta in vantaggio i biancocelesti (al minuto 15). Il pareggio momentaneo realizzato da Farnerud per i granata. La Lazio sigilla il match con un goal del tedesco Miroslav Klose che riprende una corta respinta di Gillet.

L’Udinese sconfigge l’Atalanta (2-0) tra le mura amiche. La squadra di Andrea Stramaccioni trova il vantaggio con l’eterno Di Natale dopo un’ingenuità difensiva di Carmona. Il raddoppio dei friulani con una percussione centrale dell’ottimo Thereau che supera il portiere nerazzurro Sportiello (al minuto 36).

Il Cagliari del boemo Zeman espugna il Castellani con un rotondo score. Finisce Empoli-Cagliari (0-4), con le reti realizzate da Sau, doppietta di Avelar, chiude lo svedese Ekdal.

Ventinove le reti realizzate nell’ottava giornata di serie A. Quattro sono le vittorie tra le mura amiche (Juventus, Napoli, Lazio e Udinese), quattro quelle in trasferta (Sassuolo, Genoa, Inter e Cagliari), due i pareggi.

Emanuele Perego    www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

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