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Trento

Governo Renzi: nuovo attacco all’autonomia trentina

Le dichiarazioni del ministro Maria Elena Boschi, «Non è il momento propizio, ma sarei favorevole alla soppressione delle autonomie speciali» e del presidente del Piemonte Chiamparino, «In materia di Titolo V della Costituzione, si dovrebbe affrontare la questione delle regioni a statuto speciale, anche perchè, come dice il film di Alain Resnais, "La guerra è finita hanno scatenato la reazione delle istituzioni Trentine che hanno replicato in tempo reale anche a fronte di una nuova richiesta di 150 milioni di euro alla nostra autonomia.

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Le dichiarazioni del ministro Maria Elena Boschi, «Non è il momento propizio, ma sarei favorevole alla soppressione delle autonomie speciali» e del presidente del Piemonte Chiamparino, «In materia di Titolo V della Costituzione, si dovrebbe affrontare la questione delle regioni a statuto speciale, anche perchè, come dice il film di Alain Resnais, "La guerra è finita hanno scatenato la reazione delle istituzioni Trentine che hanno replicato in tempo reale anche a fronte di una nuova richiesta di 150 milioni di euro alla nostra autonomia.
 
«Che saremo stati vigili l'abbiamo detto fin dall'inizio, – ha replicato il presidente Rossi – come pure che il ritiro dei ricorsi sarebbe stato possibile solo se gli accordi presi fossero stati rispettati». Ugo Rossi, commenta l'iter di approvazione della legge di stabilitá, in relazione al contributo pattuito dalle due Province autonome e dalla Regione per il risanamento della finanza statale. 
 
«Sviste e mancati aggiornamenti di tabelle non aiutano certo ad evitare confusione e timori – spiega Rossi – ed ho espresso il mio disappunto al presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi anche su questa questione, oltre che per le dichiarazioni del ministro Boschi. Ho anche avuto modo di confrontarmi sul tema con i sottosegretari Delrio e Bressa e le rassicurazioni ricevute sono chiare: le divergenze di interpretazione o i mancati aggiornamenti delle bozze dell'accordo non sono da interpretarsi come fughe in avanti dello Stato». 
 
I rappresentanti del Governo confermano dunque la volontá di aderire perfettamente a quanto concordato lo scorso 15 ottobre. «Apprezzo quanto Delrio e Bressa mi comunicano – commenta Ugo Rossi – ed attendiamo ora che ciò si concretizzi nei fatti. Del resto,  l'intesa prevede espressamente che il ritiro dei ricorsi da parte delle due Province autonome avvenga solo una volta approvata la legge di stabilitá che, a sua volta, deve contenere i contenuti del Patto di garanzia. In altri termini, è chiaro che se quanto previsto nel patto non sarà garantito dalla legge di stabilità approvata, allora non ritireremo alcun ricorso».
 
Ma subito dopo aver saputo le dichiarazioni del ministro delle riforme su una possibile abolizione della nostra autonomia Ugo Rossi seccato aveva replicando usando ben altri toni, «le dichiarazioni del ministro Boschi sulle Regioni a statuto speciale ripropongono stanche litanie peraltro non veritiere né aggiornate. Il Trentino Alto Adige, proprio grazie all'Autonomia speciale sta facendo uno sforzo enorme ed altrettanto "speciale" per dare una mano al Paese»
 
Anche il presidente del consiglio Dorigatti – in una breve nota – aveva replicato al ministro Boschi, «Non è la prima volta e purtroppo non sarà l'ultima. Negli eleganti "think tank" della politica che pensa a un'Italia più moderna ed efficiente, si spaccia l'abolizione delle Regioni a statuto speciale come un fattore di modernità e di efficienza».
 
«Occorre una reazione ragionata e vigorosa a questo continuo stillicidio di attacchi rivolti anche al Trentino, perfino vicende come quelle dell'orsa Daniza dimostrano che c'è bisogno di lavorare sul piano dell'immagine esterna, per consentire agli italiani di capire che una terra di montagna come la nostra – dimostrando di sapersi amministrare da sola e senza chiedere denari allo Stato più di quanti ne versi all'erario – è uno straordinario modello da seguire per uscire dalla crisi, un fiore all'occhiello del sistema Paese. E non un privilegio da abbattere, perché muoia Sansone con tutti i filistei, perché il mal comune è già mezzo gaudio».
 
Bruno Dorigatti non esita a chiedere aiuto a tutti i partiti per salvaguardare in diritto aquisito: «E' una battaglia che va condotta in modo trasversale ai partiti, e affiancata al massimo sforzo necessario della delegazione parlamentare trentina, cui chiediamo di difendere senza nessuno sconto gli accordi con lo Stato appena rinnovati, evitando il rischio di ulteriori, rovinose pressioni sul bilancio provinciale. Che altro non sono se non la guerra all'autonomia speciale condotta con altri mezzi».
 
«Quale futuro ci si può aspettare quando il responsabile governativo alle Riforme si esprime in maniera così forte contro le Autonomie Speciali»? – si chiede invece il presidente della regione Moltrer. 
 
«In netta contraddizione con quanto affermato e garantito, – riporta una nota di Moltrer – nelle settimane scorse a Trento, dalla collega agli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta in Presidenza del Consiglio regionale. Avanti tutta in ordine sparso? Credo che si dovrebbe avere una certa condivisione almeno d'intenti.
 
Quella che non è sfuggita, pochi giorni fa, al governo nell'Accordo con le province autonome di Trento e Bolzano, su soldi veri e non presunti. Perché gli accordi del governo degli ultimi anni chiedono ed ottengono sacrifici da parte delle Autonomie del nord. La riforma dello Stato richiede processi di approfondimento seri ed articolati, quelli che hanno costruito la nostra nazione». 
 
Critico anche Maurizio Fugatti della Lega Nord che «dimostrano quanto aleatorio per il futuro della nostra autonomia sia l'accordo sottoscritto a Roma dal Presidente Rossi».
 
«Un accordo che alla prima prova dei fatti rischia di essere non rispettato dal Governo Renzi, a meno che i 150 milioni non corrispondano al sacrificio del 10% che lo stesso accordo prevede in caso di grave situazione dei conti pubblici. Ma anche in questo caso sarebbe una beffa in quanto dimostrerebbe che quel 10% sarà applicato automaticamente in ogni finanziaria. Già questo rischio dovrebbe portare il Governatore Rossi a valutare molto attentamente se ritirare i ricorsi da 3 miliardi alla Consulta o meno; se poi aggiungiamo le parole del Ministro Boschi abbiamo un ulteriore motivo per riflettere ulteriormente sul ritiro di tali ricorsi» – conclude il segretario della lega nord
 

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