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Trento

ll nuovo sito di Internazionale e il futuro del giornalismo. Perché conviene investire sui giornali online.

Quando si pensa al giornalismo di qualità, è facile fare riferimento ad Internazionale. D’altronde esso stesso è una sorta di collezione dei migliori articoli stranieri, tradotti e resi disponibili per il mercato italiano. Ciò che piace è proprio lo sguardo sul mondo, che sottolinea di per sé anche i limiti della maggior parte della stampa italiana.

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Quando si pensa al giornalismo di qualità, è facile fare riferimento ad Internazionale. D’altronde esso stesso è una sorta di collezione dei migliori articoli stranieri, tradotti e resi disponibili per il mercato italiano. Ciò che piace è proprio lo sguardo sul mondo, che sottolinea di per sé anche i limiti della maggior parte della stampa italiana.

Di per sé, e grazie anche all’intelligente direzione di Giovanni De Mauro, e alla collaborazione di nomi di spicco (come quello di David Randall), Internazionale è diventato anche una sorta di osservatorio sul giornalismo. Un modo per comprendere come il lavoro dell’informare possa sopravvivere alla crisi.

Questa sorta di riflessione dei giornalisti su sé stessi ha l’apice nel Festival di Ferrara, che si svolge ogni anno dal 2007. Per i lettori trentini è facile fare il corrispettivo con il Festival dell’economia.

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Premesso tutto questo, è interessante notare la novità annunciata dal direttore, sul numero d’Internazionale oggi in edicola. Dalla prossima settimana, spiega De Mauro, sarà lanciato un nuovo sito internet. «Vorremmo – ha scritto – che sul sito e nel settimanale si ritrovasse lo stesso spirito, la stessa attenzione ai dettagli, la stessa cura giornalistica». «Sarà – ha aggiunto – il quotidiano d’Internazionale: sul web l’informazione in tempo reale; sulla carta, come sempre, l’approfondimento».

Il fatto che questa innovazione arrivi da una delle voci più autorevoli (o almeno più attenta) dell’informare, fa capire come ormai l’importanza del giornalismo online stia ottenendo riconoscimento pressoché unanime. Cambiano le abitudini, e saper evolvere è sempre il modo migliore per riuscire a sopravvivere.

Parlano i dati del Rapporto 2014 sull’industria dei quotidiani in Italia. Considerando il periodo 1990-2014, i lettori dei giornali (quelli tradizionali, che escono in edicola) sono calati del 45.3%. Ovvero, si è passati dalla vendita media giornaliera di 6milioni e 800mila copie, al dato 2013 di 3milioni e 722 mila copie. Quasi la metà, appunto.

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Si osserva, nello stesso Rapporto 2014, che «Ciò che maggiormente preoccupa è il fatto che il calo diffusionale è andato via via accentuando il proprio ritmo: ci sono voluti otto anni, dal 2001 al 2009, per scendere sotto i cinquemilioni di copie giornaliere, ma ne sono bastati soltanto tre, tra il 2009 e il 2012, per scendere sotto i quattro milioni di copie».

In tutto questo, naturalmente, poco contano i giudizi. Chi vi scrive vede nella carta lo stesso fascino che hanno i vinili rispetto agli mp3. Eppure, allo stesso tempo, mentre scrivo queste parole sto ascoltando Billy Joel su Spotify. Anche la musica liquida vince spesso sul supporto fisico. Anche per i nostalgici. E con buona pace dei musicisti, che raramente riescono a vivere, in maniera tradizionale, di questo lavoro (vi ricorda nulla, cari colleghi pubblicisti?).

Insomma, la sensazione è che il cambiamento sia ormai in corso. L’avvento dei tablet dà qualche speranza di sopravvivenza in più ai giornali tradizionali, che – in generale – stanno aumentando le vendite delle copie digitali. Si è passati – sempre secondo il Rapporto 2014 – dalle 200 mila copie del gennaio 2013 alle 500 mila copie giornaliere del giugno 2014.

Insomma, internet ha un ruolo sempre più da protagonista. In questo contesto come s’inserisce l’informazione online? Guardando ai dati e alle osservazioni dell’AgCom, si scopre – non con troppe sorprese – che internet (pur essendo ancora la terza fonte d’informazione, dopo televisione e quotidiani) sta assumendo un rilievo in costante crescita. Il 79.5% della popolazione s’informa ancora con la televisione, il 43,7% con i quotidiani e il 40,5% attraverso internet.

Eppure, se si guarda al dato relativo all’attualità (ai fatti nazionali e internazionali), si scopre che internet ha già superato – come fonte d’informazione – i quotidiani tradizionali. Un dato destinato a crescere per una serie di potenzialità che l’informazione online prevede. La multimedialità e la viralità (attraverso i social network), solo per fare gli esempi più intuitivi.

D’altronde, come osserva la stessa AgCom, «è stato stimato che, nel 2010, il valore economico del settore online è stato pari al 4% del PIL, e che nel 2016 supererà ampiamente il 5%». Una potenzialità economica che però è persino sottovalutata da questi dati. 

«Per comprendere pienamente il valore strategico di internet per l’economia di un Paese – si legge nella ricerca –è necessario considerare anche gli effetti positivi non direttamente catturati attraverso il PIL, come ad esempio, il valore dei prodotti e i servizi acquistati attraverso canali tradizionali ma per i quali si sono cercate le informazioni in rete (ROPO), dell’e-commerce B2B, dell’e-procurement della pubblica amministrazione, e dellapubblicità online».

Insomma, si parla spesso di rivoluzione digitale, come nuova rivoluzione industriale. È esattamente ciò che sta avvenendo con il giornalismo online. E ha un potenziale ancor maggiore per l’informazione locale. Il motivo lo ha spiegato bene Andrea Bettini, già giornalista di Repubblica e Rai, nonché studioso dei media, nel libro Gazzette digitali, l’informazione locale sulla Rete globale

«Ciò che importa, da sempre – scrive Bettini – è che la notizia sia utile per chi la riceve e che sia comunicata in modo tempestivo», e «spesso la gente è più interessata a quello che accade sotto casa e che ha un impatto immediato sulla propria vita. È la forza della cronaca locale, un settore centrale nella vita quotidiana di milioni di persone».

«Internet offre molto di più», continua. «Aggiornamento in tempo reale, forte interazione con il pubblico e multimedialità sono peculiarità del web che possono arricchire i siti, consentendo ai loro gestori di proporre un livello di approfondimento e un servizio di qualità inavvicinabile per un quotidiano cartaceo.

Grazie alla Rete le testate non si limitano a raccontare un territorio, ma possono entrare a farne parte e mettere a disposizione ai suoi attori uno spazio aggiuntivo su cui confrontarsi».

Ancora Bettini: «Anche in Italia la cronaca locale è uno dei principali laboratori in cui si sperimenta l’informazione del futuro. Nel nostro Paese come all’estero, ci sono già stati cambiamenti significativi e progetti all’avanguardia. Molte altre novità arriveranno nei prossimi anni. Daranno un rinnovato vigore ad un settore che conserva un ruolo fondamentale nella vita quotidiana delle persone. Come in tutte le fasi di transizione ci saranno successi e cocenti delusioni.

Tanti ce la faranno e qualcuno rimarrà indietro. Nel complesso, però, le basi per ottenere grandi risultati ci sono tutte: le gazzette digitali continueranno a raccontare ogni giorno e sempre meglio la provincia italiana». 

È un dato che all’estero è già realtà, e che in Italia sta muovendo passi sempre più rapidi. E per il Trentino La voce, con una copertura territoriale senza eguali, sta rappresentando probabilmente uno dei laboratori più interessanti della rivoluzione in atto. Le aziende che credono in questi passaggi possono oggi pubblicizzare i loro servizi a prezzi che, per il momento, sono ancora più contenuti rispetto al cartaceo. E con le potenzialità di un mercato in costante espansione.

POST SCRIPTUM. Nell'intero mese di luglio 2014 L’Adige ha venduto 14.600 copie; il Trentino e l’Alto Adige, insieme, 14.801. Nel dicembre 2012 le vendite erano di 15.843 copie mensili per L’Adige e 16.845 per Trentino e Alto Adige (dati Federazione Italiana Editori Giornali). 

I dati relativi a La voce del Trentino (fonte: Piwik e Google Analytics) parlano – e sempre per il luglio 2014 – di 145.324 visite per la testata principale. A cui si aggiungono le testate territoriali: della Valsugana (53.721 visite), Rovereto (33.588), Rotaliana (26.758), Giudicarie (24.591) Val di Non (16.362) e Garda (12.008). «Negli ultimi mesi e così fino agli ultimi dati, riferiti ad ottobre – ci ha specificato inoltre l’editore Roberto Conci – i dati sono aumentati ulteriormente, quasi del 30%». Anche per effetto della rivoluzione nella grafica del giornale principale. «A giorni precisa sempre l'editore saranno completamente rifatte le grafiche di tutte e sei le redazioni di valle».

I dati dei giornali online possono essere rilevati in tempo reale grazie a StimaSito dove oltre alle visite giornaliere viene dato un rank da parte di Alexa (il più importante motore di rilevamento dati del mondo) e sulla base dei contenuti, più o meno esclusivi, delle visite e della penetrazione nei social network ed in internet viene stimato un valore e la popolarita del quotidiano.

Questa è un'altra grande differenza che rende vincenti i giornali online, il poter sapere qualsiasi dato in tempo reale per così rendere elestiche e più dinamiche le molteplici opportunità pubblicitarie che il web offre.

*AGGIORNAMENTO*: a parziale correzione di quanto riportato nel post scriptum abbiamo pubblicato delle ulteriori precisazioni (qui)

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