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Trento

“Trento merita una squadra a cui voler bene”. Emanuele Birarelli verso le 300 maglie in gialloblu

Muro. Primi tempi. Pallonetti vincenti. Battute insidiose.

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Muro. Primi tempi. Pallonetti vincenti. Battute insidiose.

Ha sfoderato il suo miglior repertorio capitan Birarelli all'esordio della Energy TI Diatec Trentino nel campionato Superlega Unipolsai 2014-15 contro la neo promossa Tonazzo Padova, battuta in casa con un autorevole 3-0 (25-19, 25-15, 25-13) davanti ai 3354 spettatori che hanno gremito il PalaTrento accogliendo calorosamente la squadra al debutto stagionale.

Un risultato beneaugurante  nella prima giornata di regular season e un ottimo inizio per la squadra guidata da Radostin Stoytchev, subito vincente nel giorno del suo ritorno effettivo sulla panchina gialloblu, anche se il vero test è quello che attende la Diatec domenica prossima al PalaEvangelisti contro la Sir Safety Perugia di Nikola Grbc che vorrà sicuramente riscattare la sconfitta patita contro Modena (il match contro i vice-campioni d'Italia verrà trasmesso in diretta su RAI Sport 2 a partire dalle ore 19.30).

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«Siamo contenti per la vittoria, siamo partiti bene ma vogliamo tenere i piedi per terra, Padova è una squadra giovane e quello che abbiamo fatto è solo il primo passo verso la direzione giusta, quella che vogliamo mantenere partita dopo partita – conferma Emanuele Birarelli al termine della seduta pesi mattutina di metà settimana -.

Con Perugia ci attende un test più difficile: sulla carta la Sir Safety è una delle migliori formazioni del campionato con un opposto come Aleksandar Atanasijevic che l'anno scorso ha disputato una stagione straordinaria (l'opposto perugino è appena stato premiato dalla Lega quale miglior realizzatore in assolutoper la Serie A1 della scorsa stagione, ndr).

Troveremo un clima simile a quello dei playoff, con la tipica atmosfera che caratterizza le sfide di maggior interesse e sappiamo che la squadra di Grbc sarà sostenuta dall'entusiasmo del suo pubblico, ma noi vogliamo vincere».

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Iniziare la stagione con tre punti dà morale, soprattutto considerando che sono arrivati senza problemi con una squadra padrona del campo che si è divertita e ha divertito il pubblico, e con quasi tutti i giocatori mandati in campo da Stoytchev  per far assaggiare loro il clima agonistico della partita.

E dunque spazio a Thei nel primo set, a Giannelli (dentro per Zygadlo sul 15-6) e Burgsthaler (al posto di Solé sul 17-8) nel secondo e a Fedrizzi nel terzo. «Siamo abituati al turn over, chi entra anche solo per un punto non avverte il cambio come un contentino, è un'occasione da sfruttare al meglio per dare il proprio contributo».

La risposta si è vista subito e si è capito che quest'anno il punto di forza della Energi TI sarà il gruppo, l'affiatamento, l’unione di intenti. «Vedo un attaccamento alla maglia molto forte da parte di tutti e vogliamo che i tifosi lo percepiscano: ne abbiamo parlato tra noi, anche questo è un nostro obiettivo, domenica il palazzetto era gremito, c'è curiosità nei nostri confronti e noi cercheremo di ripagare questa fiducia», spiega il capitano gialloblu.

«Siamo un gruppo che ha i requisiti per fare bene, con giocatori più esperti che sanno come stare in campo e giovani e giovanissimi che devono portare entusiasmo». Alla serietà e grinta di un professionista come Birarelli si aggiunge quindi la carica degli esordienti, come quella mostrata da Simone Giannelli che domenica ha collezionato la prima presenza casalinga (la seconda di sempre dopo quella staccata a Ravenna quasi un anno fa), contando sul sostegno di oltre centrotrenta fra ragazzini e genitori che hanno riempito la curva vicino all’ingresso dove campeggiava un simpatico striscione: “Simone #9 uno di noi”.

Erano i tifosi dello Sport Team Sudtirol Volley Bolzano, la Società presieduta da Lino Cescatti e Pierluigi Falasconi, scesa al gran completo a Trento per ammirare in azione il giocatore che ha mosso i primi passi nella pallavolo proprio nel Sudtirol.

Una sorta di favore ricambiato, visto che due settimane fa lo stesso Giannelli era stato l’ospite principale della festa di presentazione della squadra della sua Città.

In Curva Gislimberti altri due striscioni a testimoniare non solo l'affetto per la squadra  – "Nel 2000 con Padova tutto è iniziato, oggi riparte un sogno che non si è mai fermato" -, ma anche l'attenzione dei supporters gialloblu, da sempre sensibili alle problematiche sociali, a chi vive situazioni di difficoltà. – "A Genova tutti diamo un mano, all'asta c'è la maglia del capitano!" -.

«Mettere la mia maglia all'asta per raccogliere fondi in favore della popolazione di Genova colpita dall'alluvione nei giorni scorsi è un piccolo contributo che non costa nulla», spiega Birarelli ricordando che fino al 20 novembre sulla pagina Facebook della Curva sarà possibile effettuare il proprio rilancio e sarà lui stesso a consegnare la maglia ufficiale autografata a chi avrà fatto l'offerta più alta domenica 30 novembre alPalaTrento, nel pre-partita di ENERGY T.I. Diatec Trentino-Cucine Lube Banca Marche Treia. 

Tornando al volley giocato, molti i motivi di soddisfazione per Stoytchev, soddisfatto non solo per l'approccio alla gara ma soprattutto per il ritmo di gioco e l'intensità in difesa con un Colaci sempre pronto sia in difesa che in ricezione. Una partita senza sbavature che ha già messo in evidenza la sintonia tra Zygadlo e compagni, il buon inserimento di Nemec efficace a muro e al servizio (best scorer col 61%, 2 muri e un ace), la forma di Lanza (12 punti col 62% e 2 ace) e di Solé (mvp con l’80% in primo tempo, un ace e tre block).

Ma l'aspetto che è piaciuto di più è stata l'aggressività dimostrata da Birarelli e compagni, la voglia di correre su ogni pallone mettendo molta pressione addosso ai giocatori di Valerio Baldovin che, dopo aver perso il primo set, non hanno retto il ritmo dei padroni di casa.

«Sì, la difesa è il fondamentale che domenica ha rappresentato bene il nostro spirito combattivo, sicuramente è l'espressione migliore della nostra volontà di lottare e vincere.

Dobbiamo rimanere con i piedi per terra e continuare a lavorare con umiltà, impegnandoci al massimo durante la  settimana. Non vogliamo accontentarci, stiamo andando bene ma c'è da lavorare, migliorare, crescere».    

Un ulteriore motivo di soddisfazione è stato la consegna a Birarelli del premio quale miglior centrale del campionato 2013/14 da parte del Presidente Onorario della Lega Pallavolo Serie A Diego Mosna.

Un riconoscimento che, dopo quello ottenuto nel  2012/13 per il miglior servizio del campionato, conferma l'assoluta qualità del numero 3 trentino nella sua prima stagione da capitano.

«È un riconoscimento individuale che fa piacere ma lo condivido con i compagni e ringrazio la squadra: fino a marzo eravamo terzi in classifica e se siamo arrivati fin lì è stato merito di tutti: abbiamo vinto tante partite perché anche i miei compagni hanno giocato bene non solo io – ci tiene a sottolineare Birarelli -, la sconfitta casalinga con Modena ci ha condizionati, ma avremmo meritato la semifinale dei playoff».

Il centrale gialloblu sarà capitano per il secondo anno, la Trentino Volley ha deciso infatti di confermarlo in questo ruolo anche nella nuova avventura. «Questa per me è l'ottava stagione con la maglia di Trento e sono  molto contento, spero di farlo bene», afferma sorridendo Birarelli ricordando lo scherzo che gli hanno fatto i compagni nel dopo gara rilasciando interviste in cui elencavano i suoi difetti mentre Stoytchev minacciava già di mandarlo via a metà stagione.

«La cosa buffa è che quello che hanno detto è vero», ammette il centrale scoppiando a ridere, ma è chiaro che il ruolo lo ha sempre interpretato in modo costruttivo, anche in Nazionale.

Il 13 posto al Mondiale in Polonia ha lasciato molta delusione e amarezza e Birarelli non lo nasconde: «Non siamo arrivati in forma, hanno detto che abbiamo avuto l'atteggiamento sbagliato, ma quello era una conseguenza derivante dal giocare male a pallavolo.

Dopo la World League abbiamo provato a inserire nel sestetto altri giocatori in modo da avere valide alternative per riuscire a gestire un torneo così lungo come il Mondiale, ma è mancata l'alchimia, la sicurezza e la tranquillità che provi quando in campo ci sono sei giocatori che si conoscono a memoria e uno sa cosa fa l'altro.

In attacco abbiamo avuto percentuali davvero basse e nei momenti di difficoltà non siamo stati capaci di reagire. Dovremo chiarirci su alcune situazioni, quando si va così male le riflessioni individuali vanno poi espresse e condivise».

Domenica al PalaEvangelisti il centrale trentino raggiungerà un traguardo prestigioso: quella contro Perugia sarà la 300^ partita ufficiale in maglia Trentino Volley, e il capitano è l’unico giocatore a raggiungere tale quota dopo il fraterno amico Andrea Bari.

«Non siamo i più forti ma abbiamo ampi margini di miglioramento e lavoreremo per far in modo di essere una squadra che il pubblico possa apprezzare. Trento è una piazza importante e si merita una squadra a cui voler bene, una squadra che ha i suoi difetti e le sue imperfezioni ma non molla mai e per questo vale la pena venire a vederla».

È la promessa con cui ci saluta Emanuele ricordando un passaggio dello spettacolo di Andrea Zorzi: «È importante andare avanti un passo alla volta, come diceva Messner, restare concentrati su quello che si sta facendo per farlo nel migliore dei modi».

Un insegnamento prezioso da tenere a mente per imparare a superare i momenti di difficoltà come seppe fare l'Italia di Velasco che pur non vincendo le Olimpiadi conquistò tre Mondiali di fila.

Intanto la Diatec è ripartita dalla vittoria contro Padova come 14 anni fa quando il 22 ottobre 2000 andò in scena la prima partita casalinga della storia della Trentino Volley.

Il sipario sulla quindicesima stagione in Serie A1 della Società gialloblu si è appena alzato, ma quanto visto domenica ha già riscaldato il cuore dei tifosi trentini e il capitano ci saluta dandoci appuntamento qui, al PalaTrento. Lo spettacolo è iniziato.

p.niccolini@lavocedeltrentino.it

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