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Trento

Sicurezza: Cristo Re, il nuovo avamposto del degrado e della criminalità

Non si vince la lotta contro gli spacciatori, la microcriminalità e il degrado cacciando i nullafacenti dalla zona della portela o da Piazza Dante

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Non si vince la lotta contro gli spacciatori, la microcriminalità e il degrado cacciando i nullafacenti dalla zona della portela o da Piazza Dante
 
Di questo tutti ne siamo consapevoli. Se questi criminali saranno allontanati dal loro alveo troveranno un'altra abitazione, in periferia. Detto e fatto, questa migrazione sta avvenendo, e uno dei rioni interessati pare essere Cristo Re, primo avamposto a ridosso del centro storico dove sembra comincino ad arrivare spacciatori, clandentini e tossici di ogni tipo e nazionalità.
 
Il ritrovo sono i giardini di Piazza Cantore, il cuore del rione, luogo abitualmente frequentato da anziani e bambini e da sempre grazie ai molti negozi piacevole ritrovo dei residenti. È un nutrito gruppo di residenti che lancia l'allarme stufo di assistere a scene di degrado, a liti continue nella notte, al mancato rispetto giornaliero del senso civico che dovrebbe regolare una società democratica e civile.
 
«Lo spaccio di eroina – ci spiega un residente – è continuo, giorno e notte, ed è in mano a un gruppo di tunisini, (sei in particolare). Ma poi ci sono anche due ragazzi di colore che davanti al punto Snai vendono delle pastiglie di droga in barattolini che vendono a 250 Euro cadauno». 
 
La precisione nelle affermazioni è dovuta al fatto che i numerosi residenti sentono dai propri terrazzi le contrattazioni di questi spacciatori che peraltro non fanno nulla per nascondersi.
 
 
«Non c'è giorno che non si trovino sui pianerottoli dei condomini situati intorno alla piazza siringhe, lacci emostatici, chiazze di sangue sui muri e urina dappertutto». 
 
La grande crescita della vegetazione attorno alla piazza nasconde spesso le contrattazioni fra spacciatori e clienti, per questo il gruppo di residenti chiede a gran voce al sindaco di tagliare le siepi per così limitare l'accesso allo spaccio da parte di queste persone.
 
Ma il posto più sensibile sembra essere il garage attiguo al punto Snai di Via Fratelli Fontana, «molte volte abbiamo chiesto all'amministratore condominiale Luca Fontanari di mettere un cancello che chiuda il tunnel del garage che è abituale rifugio dei tossici che vi entrano per iniettarsi l'eroina lasciando schizzi di sangue sui muri ma non abbiamo mai avuto risposta. La verità è che ora abbiamo paura, per noi e per i nostri figli». 
 
Il racconto di un episodio da parte di una mamma con due figli di 5 e 8 anni ha dell'incredibile, «stavo portando i miei bambini a scuola, quando su una panchina dei giardini di Piazza Cantore ho assistito ad una scena sconvolgente. Un uomo completamente «fatto» e ubriaco che non si reggeva in piedi stava tentando di iniettare dell'eroina ad un suo amico, ma non riusciva a trovare la vena, ed a ogni tentativo partivano dal braccio schizzi di sangue dappertutto. Tutto questo sotto gli sguardi turbati di bambini e famiglie. Tutto questo è continuato per circa 10 minuti, una scena raccappriciante che non scorderò per tutta la vita»
 
Le proposte sono molte da parte dei residenti, la più auspicata è la creazione di una piccola Task force di poliziotti in borghese in grado di monitorare ed eventualmente arrestare gli spacciatori. Tutti comunque precisano che le forze dell'ordine chiamate in causa si sono sempre dimostrate sensibili alla sicurezza dei cittadini onesti e sono intervenute con grande prontezza.  
 
«Anni fa avevamo il problema dell'hashish – ricorda un'altra residente – fuori dal punto snai fumavano spinelli come fossero in un coffee shop di Amsterdam e noi mamme con i bambini eravamo scioccate e cercavamo di passare sempre sul marciapiede opposto. 
Ora invece siamo invasi da uno sciame di tossicodipendenti, tutti italiani, che vengono nel quartiere per comprare eroina da spacciatori tunisini».
 
«Arrivano solitamente verso l'ora del tramonto, comprano, entrano nel garage del punto Snai, si iniettano la droga, sporcando di sangue i muri del giroscale dei residenti del condominio, lasciano là siringhe, lacci, e se ne vanno. A volte vengono in due, altri invece arrivano da soli, ma il dato a me palese è che stanno aumentando vertiginosamente».
 
«Chiediamo quindi che le istituzioni risolvano questo problema perchè a Cristo Re continua a vivere una popolazione principalmente composta da famiglie coi i bambini che vanno alla scuola materna di Cristo Re, che partecipano al gruppo scout, che frequentano le scuole Bellesini e hanno diritto ad avere una vita normale».
 
Il gruppetto di residenti ci conferma che all'inizio di novembre andrà in questura per dare tutte le informazioni sugli spacciatori di cui dicono ormai di conoscere benissimo le modalità, le tempistiche e le facce.
 
Appare piuttosto demoralizzante la risposta data ad una signora da un poliziotto chiamato solo 7 giorni fa a sedare una rissa fra spacciatori alle 3 del mattino, Il giovane poliziotto ha detto: «sa signora, finchè c'è chi usa l'eroina, ci sarà sempre chi si organizza per farci i soldi». Come non condividere il pensiero di questo uomo delle forze dell'ordine. 
 
 
C'è chi racconta di aver chiamato l'ambulanza per far portare via una settimana fa una coppia di ragazzi trovati negli anfratti del condominio serpentone completamente incoscienti e imbottiti di droga, oppure persone per terra sul marciapiede di via Lavisotto all'altezza campo coni in condizioni di completo degrado o peggio completamente ubriachi.
 
I residenti raccontano anche di una ragazza giovanissima, con i capelli corti un po' punk e ha un giubbottino a chiazze bianche e nere con cappuccio che gira sola o con la banda di tunisini che vende eroina. «Ho sentito mentre parlava – ci confida una signora – e diceva di essere stata buttata fuori da una comunità e che per questo deve vivere rubando per farsi perchè ha bisogno dell'eroina».
 
Le domande poi sono le solite, come mai non arrestano gli spacciatori di eroina? perchè li vediamo sempre in giro? perchè la polizia passa da cristo re e non chiede nemmeno i documenti a queste persone?
 
Purtroppo a queste domande può rispondere solo la legge, che in teoria dovrebbe tutelare i cittadini Italiani. 
 
Ma negli occhi dei residenti di Cristo Re questa volta non c'è rassegnazione ma voglia di combattere per salvaguardare la propria sicurezza, e per insegnare ai propri figli i valori del rispetto, dell'onestà e della trasparenza.
 
«Oggi viviamo blindati nelle nostre case, abbiamo paura per i nostri figli, non siamo più liberi dentro il nostro quartiere che è in mano a criminali e spacciatori, chiediamo solo l'aiuto delle istituzioni, che abbiamo sempre rispettato e seguito, non chiediamo altro, e quello che ci fa più male è sentire solo silenzi senza fine. Ma noi non molliamo, questa è la nostra città e ce l'ha riprenderemo perché vogliamo vivere qui» concludono il gruppetto di residenti.
 
Anche i titolari dei bar della zona riportano la stessa cosa; degrado, tutti i clienti del punto Snai che disturbano ed infastidiscono i clienti. 
 
Dobbiamo purtroppo segnalare che il nostro collaborare mentre stava fotografando i luoghi che appaiono nelle fotografie è stato aggredito da 2 tunisini dapprima verbalmente e poi rischiando di venire alle mani.
 
Sottolineamo che il fotografo stava solo scattando delle foto dentro il garage e ai giardini e l'obiettivo non era puntato sui soggetti che ci hanno aggredito. 
 
Soltanto il sangue freddo del nostro colloraboratore ha evitato una rissa con conseguenze per noi probabilmente tragiche. Interessante quanto i due tunisini hanno detto: «non dovete venire qui, state lontano da questi posti, se vedo la mia foto su un giornale vengo a cercarti e ti ammazzo.»
 
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