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Trento

Grillini di nuovo nel caos: anche Gianpiero Robbi se ne va. Bottamedi: «grillini senza futuro»

Ormai gli abbandoni nel Movimento 5stelle non fanno più notizia. Fin da dopo le elezioni amministrative di ottobre sono cominciate le polemiche, le rese dei conti, le espulsioni, i litigi. È notizia di oggi di un altro abbandono, ma di quelli che fanno discutere.

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Ormai gli abbandoni nel Movimento 5stelle non fanno più notizia. Fin da dopo le elezioni amministrative di ottobre sono cominciate le polemiche, le rese dei conti, le espulsioni, i litigi. È notizia di oggi di un altro abbandono, ma di quelli che fanno discutere.
I «pentastellati» infatti dopo Manuela Bottamedi perdono per strada anche Gianpiero Robbi, un pezzo da novanta del partito e organizer del MeetUp di Trento.
 
Robbi se ne va e lo comunica attraverso una lettera postata sul meeTup con la moderazione e la serenità che lo contraddistinguono da sempre. (lo puoi leggere in fondo all'articolo)
 
Anche lui come Manuela Bottamedi parla di mancanza di dialogo, di un 'ottusa pianificazione che senza alleanze non porterà a nulla, di una politica che deve uscire dal web ed andare sul territorio. 
 
«Il meetup è un luogo di incontro dove un gruppo di persone, appunto, dovrebbero incontrarsi, condividere idee, progetti ecc – afferma Robbi – Il meetup di Trento, ultimamente, non era più così, era solo Robbi, ero da solo nonostante abbia chiesto più volte la collaborazione proprio di quelle persone che, ora guarda un po’, si stanno attivando con comunicati, richiesta di incontri composizione di nuovi gruppi di lavoro, i famosi GDL.
 
Se non volevano più il sottoscritto, l’ho detto più e più volte, bastava dirlo, avrei evitato rotture dI scatole e soprattutto non avrei trascurato la mia famiglia, come ho fatto giustamente e per una causa in cui credevo e credo tutt'ora, il rinnovamento, un rinnovamento che parte dai cittadini, ma se chi deve dare il buon esempio manca sistematicamente, allora casca tutto».
 
La sua amarezza è pari alla grande delusione nei confronti di alcuni personaggi del M5Stelle che hanno completamente deluso sotto l'aspetto delle idee: «l’amarezza è tanta – ribadisce Robbi – perché credo nel M5S, nel progetto, nelle idee, ma non credo più in alcune persone che lo compongono e quindi credo sia giusto farsi da parte e fare in modo che i “nuovi rinnovatori” facciano finalmente quello che, dopo un numero imprecisato di incontri e fiumi e dico fiumi di parole, la gente si aspetta veramente dal Movimento 5 Stelle».

 
Va diretta al bersaglio invece Manuela Bottamedi: «Comprendo la sua amarezza, la pensavamo uguale su molte questioni, ma non c'era un appoggio a priori perchè ci siamo sempre mossi in un'autonomia di pensiero che è stata spesso convergente.»
 
L'ex esponente grillina conferma la grande stima per Robbi: «ha dato molto al movimento 5 stelle, la sua passione per la politica, per i problemi delle classi deboli, per i disabili è riconosciuta da tutti.»
 
Ma in questi mesi sono stati molti i pezzi persi dal M5Stelle, e molti sono in procinto di lasciare il movimento che ha tradito i valori della democrazia e del dialogo: «Nel partito è rimasta solo l'ala più ortodossa, ora il movimento rimane in mano a queste persone che sanno dire solo belle parole, che poi mai vengono tradotte nei fatti, una sorta insomma di festival del nulla. Persone – continua Bottamedi – che sanno solo giudicare dall'alto con il ditino, che si rintanano dentro il web, nella rete perché hanno paura d'incontrare le persone sul territorio, perché alla fine non hanno nulla da dire.»
 
Manuela Bottamedi guarda avanti, facendo tesoro dell'esperienza grillina; «io considero la politica come un momento di mediazione, dove ritengo doveroso confrontarsi con le altre forze politiche, solo così potremo essere utili al Trentino. Il M5Stelle invece punta al 51%, la cosa fa sorridere perché questo vorrebbe dire andare verso un sistema totalitaristico, cioè tornare indietro di 50 anni.»
 
In effetti la chiusura del movimento 5 stelle e il suo completo isolamento potrebbero portare alla fine di un percorso impostato all'inizio su ben altri valori.
 
«Il loro atteggiamento di supponenza – sottolinea Manuela Bottamedi – il regolare rifiuto del confronto con chi non la pensa come loro e l'uso sempre e dovunque della pratica del mobbing, usato sia con me che con Gianpiero Robbi è la testimonianza che queste persone non hanno futuro e che il M5Stelle piano piano di spegnerà, come già sta facendo il progetto iniziale». 
 
Anche nella consigliera del gruppo misto c'è la tristezza e la consapevolezza di aver solo buttato tempo prezioso: «da parte loro c'era il rifiuto di confrontarsi con le associazioni di categoria, con gli altri partiti, con chiunque; ad un certo punto mi sono detta:«ma cosa ci sto a fare qui?» e quando ho capito che continuando con i grillini avrei solo sprecato i voti che molte persone mi hanno dato ho deciso di rendermi utile veramente per la mia regione e me ne sono andata.»
 
Manuela Bottamedi traccia anche alcuni lati caratteriali dello «zoccolo duro del M5S» facendo anche alcuni nomi e cognomi: «l'esempio di Mario D'alterio – spiega Manuela Bottamedi – è emblematico e svela già il prossimo futuro; D'alderio infatti credo sia la persona più negativa ed improduttiva di tutto il movimento 5 stelle, si è rivelato da subito persona chiusa, ortodossa e poco competente, la dimostrazione l'abbiamo sotto gli occhi leggendo quello che scrive nel meetUp.»
 
La Bottamedi ricorda anche un episodio che è tutto dire del clima che regna dentro il M5SQuando il 22 di novembre siamo andati in consiglio ho dato la mano a Grisenti e con lui ho scambiato alcune parole di circostanza, ebbene, sono stata ripresa dai M5Stelle che mi hanno avvertito che non dovevo parlare con nessuno e men che meno stringere la mano a qualcuno degli altri partiti, siamo alla follia ho pensato..
 
Chiude su Gianpiero Robbi:«sono molto dispiaciuta per Gianpiero, lui credeva in un sogno, so come si sente in questo momento, ci sono passata anch'io, ma questa uscita sono sicura che potrà avere per lui solo aspetti positivi».
 
Tira una brutta aria dentro il M5Stelle che secondo molti ora è in mano ad un gruppo di ortodossi che potranno solo fare danni alla nostra regione, si attendono altre fuoriuscite eccellenti che dovrebbero seguire la Bottamedi e Robbi nei prossimi giorni.
 
Ma sia Robbi che Manuela Bottamedi non faranno mancare certo il loro apporto di esperienza alla politica sul nostro territorio, la loro moderazione, intelligenza, passione e forte motivazione saranno per il Trentino una grande risorsa da sfruttare fino in fondo.
 
Pubblichiamo la lettera di addio di Gianpiero Robbi al M5Stelle

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Cari “pentastellati”,
 
«Ho sempre pensato che la vera politica sia quella che abbia bisogno della relazione “parola = fatto” per essere davvero utile alla cittadinanza e perseguire il proprio scopo naturale, ovvero il perseguimento del bene comune che, badate bene, non è la semplice somma degli interessi individuali che costituiscono una comunità, ma un insieme che ha un valore maggiore rispetto ai propri singoli componenti.
 
Non ha alcun senso, infatti, ridurre la politica a slogan, a dichiarazioni aggressive e, soprattutto, all’assenza di dialogo e confronto con gli altri, perché in democrazia bisogna ascoltare tutti e con tutti bisogna decidere, finanche arrivando a compromessi, in quanto il Movimento Cinque Stelle non è né mai sarà l’unica rappresentanza politica del Paese, altrimenti ci ritroveremmo – piaccia o non piaccia – a vivere in uno stato totalitario in cui vigerebbe il pensiero comune.
 
Con profondo rammarico, in relazione a ciò, ho constatato che all’interno del Movimento Cinque Stelle in Trentino è venuto meno l’elemento essenziale della politica, ovvero il dialogo.
 
Ci abbiamo tentato, abbiamo organizzato varie riunioni, affrontato diverse tematiche, proposto molte azioni, ma non si è mai arrivati ad una conclusione costruttiva come se – dobbiamo ammetterlo – l’unico motivo attorno al quale ci si trova d’accordo sia la figura di Beppe Grillo, verso cui in molti c’è uno spirito di venerazione piuttosto che un rispetto per il suo ruolo di leadership e orientamento del pensiero politico nazionale.
 
Ma l’amministrazione della cosa pubblica è ben altro, perché occorre conoscerla, recepire gli output dal territorio e saperli trasformare in input, avere coscienza delle risorse da allocare, apprenderne i meccanismi e leggi, eccetera, eccetera.
 
Ed è chiaro che una cosa è l’entusiasmo e l’unità per la manifestazione del Circo Massimo, un’altra è il tempo da rendere fruttifero per fare qualcosa di utile per Trento e il Trentino.
 
Ora, proprio in virtù della concezione che ho della politica, da parte mia, c’è stata sempre la massima collaborazione e sempre sono stato aperto al dialogo ed è stata, per ciò, tanta la delusione per essere stato tacciato di mancanza di volontà per il confronto, solo perché non ho risposto a alcune mail e telefonate, in quanto il mio operato – interno e pubblico – è sotto gli occhi di tutti.
 
E mi dispiace ulteriormente che qualcuno abbia pensato che io avessi voluto costituire un movimento a parte, solo perché ho evidenziato che le prossime elezioni comunali vanno vinte e se per questo fosse utile allearsi e presentarsi in maniera civica con altre compagini, ben venga.
 
Infatti, per cambiare le cose la vittoria è necessaria, giacché le parole hanno bisogno degli strumenti amministrativi per divenire fatti, altrimenti è solo fiato alle polveri.
 
Ecco perché ho deciso di mettermi da parte, di rinunciare all’incarico di organizer del MeetUp di Trento e di tornare ad occuparmi dei temi che hanno contraddistinto la mia azione pubblica (la disabilità e le politiche sociali, in primis).
 
Guarderò sempre con attenzione quanto avverrà in relazione al Movimento Cinque Stelle con l’augurio, però, che possiate davvero diventare una forza attiva nel territorio e non una semplice comunità relegata nei social network, nei forum e sui vari WhatsApp».
 
Con stima e speranza, Gian Piero Robbi.
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