Connect with us
Pubblicità

Trento

Morte Daniza: Trentino a pezzi

Viviamo in un mondo immediato. Non mediato. Manca il tempo per riflettere sui fatti che i social network diffondono a velocità siderale, capillarmente, senza una regia.

Pubblicato

-

Viviamo in un mondo immediato. Non mediato. Manca il tempo per riflettere sui fatti che i social network diffondono a velocità siderale, capillarmente, senza una regia.

Nemmeno un regista di grido avrebbe immaginato una fine così per l'orsa Daniza, incapace di sopravvivere all'anestetico sparato per catturarla e ridurla in cattività.

Pubblicità
Pubblicità

I dubbi sulla necessità dell'operazione restano molti, nonostante la crescente frequenza delle incursioni dell'orsa. Soprattutto è lecito nutrire il dubbio su un punto. La giunta provinciale aveva misurato i rischi mediatici dell'operazione?

La puntura fatale a Daniza è stata praticata in un remoto angolo del Trentino, ma la geografia dei media non conosce la differenza tra valli e città. Le notizie corrono, da sole o accompagnate da commenti, e gli effetti si moltiplicano con andamento esponenziale. L'errore di comunicazione èil vero peccato originale di tutta la vicenda.

Dopo il ferimento del fungaiolo di Pinzolo, in Provincia i nervi saldi hanno ceduto al fascino immortale della demagogia da sceriffi. L'orsa ha ferito uno dei nossi, adesso ci pensiamo noi.

Pubblicità
Pubblicità

La abbattiamo. Anzi, no, la catturiamo. Già a questo punto della storia, il Trentino era diventato agli occhi del mondo un territorio ostile agli orsi, agli animali, alla natura. Ingiustamente, certo. Ma le ragioni servono a poco se Twitter e Facebook diffondono l'immagine opposta.

L'orsa Daniza doveva essere lasciata stare, certo. Ma a prescindere da questo nessuno, fuori dal Trentino, ha saputo che sulle stesse montagne vi sono altri settanta orsi. È diventata un simbolo, un idolo, un totem contro tutti i nemici, veri o presunti, degli animali.

Con tutta la pressione mediatica addosso, a quel punto la Provincia avrebbe dovuto fare due conti. Aveva tutto da perdere nel tirare dritto, il letargo avrebbe presto congelato gli appetiti dell'orsa e le polemiche. Chiaramente la politica avrebbe dovuto dare un indirizzo in tal senso; altrimenti i forestali, che fanno i tecnici, avrebbero lavorato per eseguire l'ordinanza. È il loro lavoro, e così hanno fatto.

Non sono certo loro che devono calcolare le possibili ricadute negative sul turismo di un nuovo passo falso, o le strumentalizzazioni dei nemici dell'autonomia speciale.

Nessuno, nel Palazzo, ha pensato che valesse la pena fermarsi, è prevalsa la voglia di mostrarsi tutti d'un pezzo. Ma è andata male ed è l'immagine del Trentino a essere stata fatta a pezzi.

 

Pubblicità
Pubblicità

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

di tendenza