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Trento

Maffioletti contro il Difensore Civico sul DDL 24 in tema di affidamento dei minori

In un comunicato inviato da ADIANTUM (Associazione di aderenti nazionali per la tutela dei minori) – di cui la Consigliera Maffioletti è delegata nazionale per gli Enti Locali – si legge che di recente il Difensore civico, dott.ssa Daniela Longo, ha presentato una relazione alla Quarta commissione politiche sociali in merito al DDL n. 24 presentato dall’onorevole Giacomo Bezzi e relativo al tema dell’'affidamento dei minori.

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In un comunicato inviato da ADIANTUM (Associazione di aderenti nazionali per la tutela dei minori) – di cui la Consigliera Maffioletti è delegata nazionale per gli Enti Locali – si legge che di recente il Difensore civico, dott.ssa Daniela Longo, ha presentato una relazione alla Quarta commissione politiche sociali in merito al DDL n. 24 presentato dall’onorevole Giacomo Bezzi e relativo al tema dell’'affidamento dei minori.

"A nostro avviso, alcune posizioni assunte dalla dottoressa Longo si collocano in aperto contrasto con la missione stessa a cui è chiamata in qualità di Garante dei Minori della Provincia Autonoma di Trento." prosegue il comunicato, firmato dalla Consigliera Maffioletti.

Ciò che viene contestato alla dottoressa Longo è relativo al passaggio, previsto nel ddl 24, in cui si prevede l’'obbligatorietà di un progetto formale di recupero o rafforzamento della genitorialità.

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Il Difensore Civico, nella sua relazione, scrive:"…la soluzione non è quella di imporre un progetto, che fra l’altro credo esista per tutti senza tale vincolo, visto che risolvere il problemi con la famiglia è prioritario in ogni progetto di intervento sui minori, quanto magari trovare idonee modalità di interfacciarsi e superare ostilità esistenti.

Tutto questo però riguarda la gestione dei servizi sociali, quindi l’azione amministrativa, e (la questione, ndr) non può essere risolta in via legislativa. Altrimenti si corre il rischio di aggiungere una carta in più da predisporre e basta.”"

Per la Consigliera "È scandaloso che il Difensore Civico, che dovrebbe tutelare i cittadini, si opponga formalmente al tentativo del legislatore di imporre uno strumento che, appunto, tutela maggiormente i cittadini." 

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E continua: "E' altrettanto scandaloso che, così facendo, svuoti di significato il proprio ruolo – così sottraendo una figura di garanzia dal novero delle guarentigie di cui la cittadinanza deve godere – e finisca consapevolmente con il riconoscere (quasi con atteggiamento di "sudditanza gerarchica") un potere immenso all’azione amministrativa."

La Consigliera Maffioletti ricorda come le fonti normative che istituiscono la figura del Difensore civico/Garante affermino che il ruolo del difensore civico (e garante per l'infanzia) sia quello di essere Organo di tutela dei cittadini per segnalare storture o male prassi operate dalla pubblica amministrazione a svantaggio della erogazione di pubblici servizi che devono rispondere al principio legislativo di efficienza, efficacia e trasparenza pubblica, e di bilanciare il potere dominante delle Istituzioni nei confronti della posizione del singolo cittadino.

E afferma "A Trento, evidentemente, c'è qualcosa che non torna, giacchè ci troviamo in un territorio che registra uno tra i più alti tassi di allontanamento di minori dal proprio nucleo familiare, con destinazione casa famiglia o affido familiare."

Secondo la Consigliera l'intento di difendere a spada tratta il Sistema si rivela anche nel passaggio in cui si afferma che "“la soluzione non è quella di imporre un progetto, che fra l’altro credo esista per tutti senza tale vincolo…", in cui afferma che il Difensore Civico dimostra, quantomeno, una scarsa competenza in materia, dato che il disegno di legge si indirizzava proprio alle lacune amministrative relative alla mancanza di progettualità nelle attività di recupero della genitorialità.

E si chiede "Com’è possibile che la dottoressa Longo non sia al corrente delle innumerevoli segnalazioni concernenti la mancanza di progettualità dei servizi sociali trentini?", ricordando la recente denuncia secondo la quale 93 bambini su 101 minori in regime di visita protetta non hanno beneficiato di alcun aumento graduale delle visite, cosa che dimostrerebbe chiaramente una mancanza di progettualità o ’inefficienza.

"Quella '“carta in più da predisporre e basta'” potrebbe permettere ai genitori di dimostrare l’'inefficienza del progetto di recupero o rafforzamento della genitorialità e richiedere un progetto migliore, nonchè fungere da stimolo, per gli operatori, ad essere concretamente "al fianco" delle famiglie" conclude la Consigliera Comunale.

"Come potranno i genitori e i cittadini rivolgersi con fiducia al Difensore civico?

Crediamo che, a fonte di tale atteggiamento così passivo verso la cittadinanza, l'attuale Difensore Civico dovrebbe dimettersi. Dal canto nostro, consideriamo le sue dichiarazioni molto serie e valuteremo se porre la questione a livello istituzionale."

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