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Trento

Trento, città stuprata?«Francamente me ne infischio».

Fateci caso, due sono gli argomenti privilegiati dai giovani di mezza età in questa lunga estate fredda: le pensioni e il disastro epocale in cui versa la città in termini di sicurezza

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Fateci caso, due sono gli argomenti privilegiati dai giovani di mezza età in questa lunga estate fredda: le pensioni e il disastro epocale in cui versa la città in termini di sicurezza

Dall’ultimo mio editoriale in città ne sono successe di tutti i colori, e spero che qualche dietrologo con lenti a contatto «Rovagnati» non abbia sospettato che paghiamo micro e macro-criminali per fare audience a tutti i costi, anche se a pensar male….

Molte sono state le vostre mail in risposta alle precedenti puntate sulla Trento stuprata. La maggioranza, dalle idee e dai contenuti comprese nell’arco costituzionale la pensa come la vedo io. Restaurazione o buonismo non c’entrano nulla con i fatti, qui si sta parlando di richieste di riappropriazione di interi spazi occupati di libertà individuale, richieste a cui non è stato dato ascolto.

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Ma come spesso succede l'idea di scrivere questo nuovo articolo è arrivata grazie ad un'email di velata critica e vedremo dopo il perché.

A proposito di questo c’è stato qualcuno che sulle scelte operative della Giunta e del sindaco ha scherzosamente detto che il motto del Magno Palazzo potrebbe essere l’immortale frase di Rett Butler in Via col vento: “francamente me ne infischio”.

La Voce del Trentino invece non se ne infischia, e continuerà la sua battaglia per i diritti di tutti, sia per chi non ha un tetto sia per chi il tetto lo ha ma vuole anche far giocare i bambini in piazza Dante, o passeggiare in santa pace, come l’ultima madre inferocita (ormai siamo visti come lo sportello-amico dove sfogarsi) che venerdì scorso mi raccontava lo slalom tra un pletora di giovani questuanti, insulti per mancata corresponsione della questua e scene dantesche tra vomiti e altro, tutto in piazza Dante, dove si premiava Prodi e la sua Giovine Europa, in un pomeriggio di un giorno da cani come altri.

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E su questo mi verrebbe da pensare che fatta la Comunità Europea non sono stati fatti gli europei, abbiamo però creato la figura dell’extracomunitario, al quale attribuire anche immeritatamente le colpe del degrado, ma che non abbiamo saputo integrare o quantomeno in numerosi casi educare civicamente, complici leggi farlocche e l’abbandono a noi stessi della Comunità quasi fossimo noi gli extra-comunitari.

Ma non è questo lo spazio per tali temi, anche se il racconto di un degrado è sempre conseguente a fatti contestuali anche molto lontani dalla nostra relativamente piccola comunità alpina.

Ricette facili evidentemente non ce ne sono, perché anche il più ottuso degli amministratori le avrebbe applicate al volo, e il ventennio delle destre al governo così come i governi successivi hanno dimostrato che anche certe ideologie dell’ordine a tutti i costi hanno solo prodotto amara aria fritta.

Siamo giunti alla mancata riforma della Giustizia e al paventato sciopero delle Forze di Polizia, che allontanano di fatto concrete risposte alla sicurezza pubblica. Marco Travaglio in un editoriale parlava che al problema delle carceri si risponde costruendone di più e più grandi, Giuliano Ferrara che al problema della violenza islamica si risponde con una violenza ancora maggiore.

Noi proviamo comunque a fare una provocazione più soft, usando uno strumento invincibile: il senso comune abbinato al pensiero laterale, visto che l’attuale governo della nostra meravigliosa Italia, nei suoi slogan arrembanti ne fa largo uso.

Siamo tutti d’accordo: bisogna aver coraggio di cambiare anche adottando scelte mai pensate prima in quanto fuori dalla logica burosaurocentrica, e scardinare fin troppo note posizioni di rendita.

Questo in sostanza è quello che va ripetendo il governo del “Giovane Favoloso”. Ma una certezza ci dovrebbe essere, se un sistema così com'e' non riesce a garantire la sicurezza bisogna cambiare tattica.

Bene, facciamo nostra questa indicazione e ascoltiamo un lettore che in una sua e-mail ci ha incolpato di creare solo allarmismo e di non proporre nulla per cambiare la situazione. Il piatto è servito quindi, by-passiamo (per finta) uno Stato centrale che risorse non ne ha molte, con un concetto esteso del principio di sussidiarietà e mezzi pagati direttamente con le tasse locali e proponiamo queste soluzioni.

Il Corpo Forestale provinciale. Sono tanti, ben preparati, altrettanto bene equipaggiati e armati. Accanto alla canagolaturadegli alberi, importantissima per carità, o la ricerca del fungaiolo furbetto o del prete col roccolo per gli uccelletti di cui è goloso (cronaca), o delle molteplici attività su flora, fauna e cemento, a cui sono sovrapposti spesso con eguali competenze alle guardie boschive, ai guardacaccia, ai guardapesca, agli operai forestali, alla Polizia Giudiziaria Ambientale, ai N.A.S., ai N.O.E. al C.F.S. ecc.. potrebbe essere utile pensare a qualcosa di immediatamente proficuo per la collettività.

Il controllo del territorio e nello specifico i parchi pubblici. Proprio perché parchi, potrebbero rientrare nelle loro competenza, e accanto ai servizi diurni e notturni nei boschi (spesso antibracconaggio) potrebbero fare un ottima vigilanza nei nostri polmoni verdi. Sono operatori di Polizia Giudiziaria come tutti, e quindi hanno identiche possibilità di intervento preventivo e sanzionatorio di un qualsiasi poliziotto o carabiniere.

Sono stati impiegati per qualche giorno dopo le devastazioni compiute nella maxirissa con bastoni, pistole e il quasi morto di non tanto tempo fa, e spiace non vederli più in piazza Dante, perché sono motivati e preparati, basterebbe sottrarli almeno funzionalmente e temporaneamente (come i Forestali provinciali impiegati nelle indagini in Procura) a superiori che vengono dalla vita burocratica e non operativa e quindi non adatti a vedere impieghi diversi per la comunità.

La Polizia Municipale. Qui so di aprire una diga dagli effetti superiori al Vajont. Non occorre dire che per quanto la base sia ingiustamente esposta alle lamentele del cittadino che non capisce perché non stazionino a consumare penne e blocchetti nei luoghi che costantemente infrangono i regolamenti comunali, ovvero il centro storico per primo, gli ordini li prendono da sopra, e da sopra ancor da più sopra.

Ma guai se parcheggi per prenderti una ricetta dal medico. E quando le ciclabili saranno ciclabili e non pericolosi misti lessi, vedrete che la gente userà di più la bicicletta se non glie l’hanno già rubata. L’impiego è noto e le competenze sono le stesse delle altre Forze di Polizia pur con limiti temporali e territoriali

I volontari di piazza Dante. Ammirevoli, ma abbiamo un Servizio Sociale tra i più attivi (pur tra qualche polemica) e preparati d’Italia. Mi prefiguro che un controllo sociale di quanto accade in città con operatori affiancati dalle forze dell’ordine e dai volontari perché no, sia il minimo che si può pretendere.

E’ sotto gli occhi di tutti la ragazza incinta che dorme a Trento per strada e tratta i poveri cani che l’accompagnano a suon di calci (esistono filmati in web). E’ uno solo dei mille personaggi che brancolano per Trento come una Polizia senza i mezzi per fare la Polizia. Vanno aiutati sì, anche a capire che non c’è spazio per aggredire nuove povertà con metodi violenti, e che esistono regole, democratiche ma regole.

E alle associazioni che si occupano del contrasto del degrado e aiuto alle fasce deboli bisogna fare ponti d’oro, non ucciderle a colpi di regolamenti incomprensibili e illogici.

La droga. Costa meno di una volta e arrestare uno spacciatore con le nuove leggi è pressoché impossibile, con modiche quantità per uso personale che riempiono uno zaino da alpino e la trafila giudiziaria, fin quando non istituiranno il giudice h24 come in tutti i paesi civilizzati, permette cambi di identità, fughe con rientro, continuazione del reato, tutto in attesa del buffettino sulla guancia e il paterno ammonimento a fare il bravo. Bisogna legalizzarla, è un’esigenza urgente, spazza via tutto un sottobosco di pericoloso malaffare che non è più gestibile.

Speriamo che l’Istituto Farmaceutico Militare, che ha avuto mandato di produrre Marijuana per uso terapeutico si attrezzi ad un nuovo corso, più sensato e più logico, visto il significativo incremento di PIL che si otterrebbe con questa adozione innovativa (ci ha preceduti il Paraguay oltre alla storica Olanda che non mi pare sia diventata una Baia dei Dannati, anzi).

Sulla liberalizzazione della droga voglio fare una precisazione, i più pensano che sia una prerogativa della sinistra italiana, ma io credo che non sia così. Non voglio pensare infatti che tutti quelli che votano a sinistra siano favorevoli alla liberalizzazione della droga e che tutti quelli che votano la lega nord vogliano sterminare tutti gli orsi dell'intero pianeta (naturalmente è una provocazione).

Io chiedo a tutti di riflettere con la propria testa, e non comportarsi come i pecoroni, che ieri santificavano Berlusconi o che oggi hanno cominciato il percorso di beatificazione per Renzi.

L’osservatorio sulla sicurezza. in seno alla Presidenza del Consiglio Provinciale, recentemente riconfermato. Va bene, ci vogliono anche gli studiosi puri del fenomeno, ma in quattro anni forse si poteva fare di più. Inoltre non si comprendono alcune scelte: ma si ha paura a inserire gente che la strada la conosce a fondo? Si ha paura a prendere in considerazione persone che non avranno il linguaggio forbito e accademicamente ineccepibile ma conoscono meglio di ogni report quello che c’è oltre lo schermo dove si analizzano i dati?

In altre realtà meno autoreferenziali avrebbero chiesto in ginocchio a tutori dell’ordine appena andati in pensione ancora relativamente giovani che per decenni hanno fatto servizio operativo in prima persona di far parte di un simile desk.

E non parliamo dei soli funzionari, ma di chi ha lottato in prima persona, fuori, su strada. Gente esperta e preparata che ha fatto la storia investigativa della Questura di Trento, come Angelo Potì o Marco Spagnolli o militari delle sezioni investigative Carabinieri. Questi sono consulenti, e negli USA con criteri di valutazione più pragmatici, sarebbero strapagati.

Tasse. Ho notato che intelligentemente alcune amministrazioni iniziano a prendere in considerazione l’idea di fare consistenti sconti sulle tasse locali a gruppi di cittadini che si gestiscono le pulizie delle aiuole o altri interventi di arredo urbano. Perché non può essere lo stesso se autotassandosi non si procurano la vigilanza privata di qualche istituto?

Di più, iniziare a togliere qualche concessionaria ai privati (le famose posizioni di rendita) facendo lavorare di più la nutrita macchina burocratica locale, con i consistenti risparmi si arriverebbe ad ovviare alle falle di spesa, e dotare finalmente anche qui, come in tutti i paesi civili, i tutori dell’ordine di teaser.

Pistole elettriche, non uccidono, sono dei deterrenti efficaci, e soprattutto aggirano la scusante condivisibile che a toccare certi soggetti non si sa mai cosa puoi prenderti, quindi è meglio stare alla larga.

Comitati di rione. Per inciso, scordiamoci le ronde o stupidaggini del genere, che servono solo a perdere ore di sonno, e magari di rischiare di finire all'ospedale.

Realizziamo invece dei piccoli comitati di rione, partecipati, che facciano massa critica, prevenzione, e monitoraggio.

Coloro che in un quartiere ci abitano da sempre conoscono bene le possibili criticità, e sanno bene come risolverle. Il comitato della Portela in tal senso credo abbia fatto storia, i protagonisti di questo gruppo hanno scelto la via del confronto con l'amministrazione e le forze dell'ordine, in modo pacato e senza proclami rivoluzionari, ma perché questo esempio non è stato seguito da nessun'altro? Sediamoci intorno ad un tavolo e parliamone.

Potrei proseguire all’infinito, e ricette più intelligenti giugeranno senz’altro dalla moltitudine di persone a cui hanno calpestato i diritti o raccontato frottole in campagna elettorale. So già che i burocrati con i regolamenti auto-generanti come le code delle lucertole mi risponderanno con i loro polverosi libroni di codicilli e articoletti tutti contrari alla logica ma molto aderenti all’irrealtà dei fatti.

Fatti la cui evidenza e successione corre molto più veloce del pensiero medio e spesso limitato nella visione d’insieme del burocrate, che ha capito da un pezzo come una mentalità dinamica è una concreta minaccia al suo potere.

Questo lo pensano tutti quando sono al governo, poi il coraggio di cambiare si scontra con le lobbyes, le logiche di apparato e il traffico di influenze, che quando diventerà reato anche da noi sarà sempre troppo tardi.

E se pensate che la mia è deriva populista guardatevi attorno e noterete una piccola parte del popolo alla deriva che tiene in scacco una città, al pari passo dell’assenza di scelte logiche. Poi possiamo parlare delle rotatorie e del ritorno del gipeto… {facebookpopup}

Roberto Conci – [email protected]

i precedenti articoli sull'argomento:

Trento, lo stupro di una città che non può più chiudere gli occhi

Trento o Fantasylandia? Lo stupro della città di Trento continua

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