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Trento

«Porte aperte»: Ugo Rossi show con centinaia di persone in visita al palazzo della provincia

L’Autonomia è un valore della comunità trentina. E lo dimostrano le centinaia di persone che nella giornata di oggi hanno affollato il Palazzo della Provincia autonoma di Trento di piazza Dante a Trento, in occasione dell’iniziativa “Porte aperte”.

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L’Autonomia è un valore della comunità trentina. E lo dimostrano le centinaia di persone che nella giornata di oggi hanno affollato il Palazzo della Provincia autonoma di Trento di piazza Dante a Trento, in occasione dell’iniziativa “Porte aperte”.

Dalle 10 alle 18, i cittadini hanno avuto accesso alla Sala Depero e agli uffici della presidenza, dove il presidente Ugo Rossi e il suo staff li hanno accolti: “Il Palazzo è di tutti – ha spiegato il presidente, conversando con la gente –. L’Autonomia è un bene, un valore prezioso che va condiviso con la comunità ed è per questo che è nata ‘Porte Aperte’. Abbiamo voluto ribadire che siamo vicini a loro e che questa, così come l’Autonomia, è anche la loro casa. La risposta della gente trentina è stata positiva e chiudiamo al meglio due giorni davvero importanti. Oggi è una bella giornata per il Trentino”.

Centinaia di persone – donne, uomini, ragazzi e bambini – hanno fatto visita oggi al Palazzo della Provincia autonoma di Trento di piazza Dante a Trento, aperto al pubblico dalle ore 10 alle 18. I cittadini hanno potuto ammirare i dipinti e gli arredi di Fortunato Depero, nella Sala intitolata all’artista di Rovereto, così come hanno avuto l’opportunità di entrare nella sale della presidenza, il cuore della vita amministrativa e politica del Trentino.

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Ad accoglierli è stato il presidente Ugo Rossi che ha accompagnato buona parte dei visitatori nella sala della giunta e nel suo studio, svelando la quotidianità di un contesto a cui non è sempre facile accedere.

“L’Autonomia – ha detto Rossi ai trentini che lo hanno incontrato – è una straordinaria opportunità per continuare a progettare il nostro futuro e costruire il futuro dei nostri giovani. Tutti devono avere la consapevolezza della difficoltà incontrate per ottenerla, farla crescere e dare una prospettiva ad un progetto che non è solo politico, ma che investe la cultura e il sentire comune di un intero territorio”.

Non sono mancati momenti “leggeri”, creati dalla spontaneità dei più giovani. Un gruppo di bambini ha chiesto al presidente cosa fosse la sala della giunta: “Qui si prendono le decisioni importanti per il Trentino ”, ha risposto il presidente. “E lei è il capo?”, ha chiesto uno di loro. “Sono il presidente…”, ha risposto Rossi. “Bene – ha continuato il bambino – allora mi siedo al tuo posto e con i miei amici prendiamo anche noi una decisione importante: vogliamo che tutti vivano bene in Trentino”.

Detto fatto, i bambini hanno firmato su carta intestata la loro decisione, sotto gli occhi di un presidente divertito.

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Ad un gruppo di persone, il presidente ha svelato un suo cambio di stile: “Dopo un anno di governo – ha rivelato Rossi – sento il bisogno di tornare sul territorio, mi manca sempre più il contatto con la gente. In questi mesi abbiamo lavorato molto sulla riorganizzazione della Provincia, abbiamo avviato una serie di interventi prioritari. Nei prossimi mesi voglio incontrare molto più i cittadini, parlare e discutere dei problemi con le persone”.

Nel pomeriggio, Rossi ha incontrato anche i ragazzi della Consulta provinciale degli studenti che hanno firmato il video “E se…”, realizzato per la Giornata dell’Autonomia 2014. “Vi ringrazio come persona e a nome della comunità trentina – ha esordito il presidente – il vostro video ha trasmesso un messaggio autentico circa il valore dell’Autonomia. Questa esperienza si ripeterà in futuro”.

I ragazzi della Consulta hanno conversato con il presidente per circa mezz’ora, toccando i temi più diversi: da quelli personali sulla giornata tipo di un presidente agli impegni politici, dalla difesa dell’autonomia all’attività “romana” ed europea con l’Euregio per concludere con la scuola. “Il mio lavoro – ha concluso Rossi – è merito di uno staff e di una struttura, fatta di dirigenti e personale della Provincia, che quotidianamente mi segue e sostiene, mettendomi nella condizione di far fronte a più impegni in diversi contesti. Da presidente ho l’obbligo di confrontarmi con un’altra squadra, la giunta provinciale, per rispondere al meglio alle aspettative legittime della gente trentina”.

In serata le porte del Palazzo sono tornate a chiudersi, ma già da lunedì si riapriranno. E non solo per dipendenti o collaboratori

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Trento

Maltempo, esplode un tombino a san Donà. Il video

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La pioggia ininterrotta fa esplodere un tombino a san Donà vicino alla ex Aicad, sopra il Corallo.

Traffico in tilt e automobilisti in difficoltà per attraversare la strada invase dall’acqua

Sul capoluogo piove senza pausa da stamattina. La pioggia, come si può vedere nel video, ha fatto letteralmente esplodere il tombino a causa del deflusso delle acque piovane in città che in quella zona non era dei migliori

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Trento

Affidamento servizi socio assistenziali. Segnana: “Garantiti i rinnovi contrattuali”

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“In merito alle preoccupazioni espresse nel corso delle audizioni di oggi per la paventata mancanza di fondi destinati ai rinnovi contrattuali, vorrei rassicurare tutti gli interlocutori che la giunta ha espressamente previsto nel prossimo bilancio tale spesa nel fondo strategico e nello specifico verrà erogato alle comunità con aumento dei fondi a loro destinati per il finanziamento dei servizi socio assistenziali”. Lo afferma l’assessore Segnana a margine dei lavori della IV commissione legislativa che oggi ha affrontato il tema degli affidamenti e della co progettazione.

“La giornata odierna – commenta l’assessore – è stata l’occasione per confronto proficuo con tutti gli intervenuti durante il quale sono stati discussi i temi principali e già all’attenzione dell’assessorato e del dipartimento delle politiche sociali connessi al tema degli affidamenti dei servizi socio assistenziali. Un momento di ulteriore approfondimento che va nella direzione della preadozione delle linee guida e del catalogo atte ad accompagnare e disciplinare il cambiamento degli affidamenti in atto. Questa Giunta sente di poter accogliere le osservazioni pervenute in quanto migliorative nella consapevolezza da un lato di mantenere e accrescere ulteriormente l’attuale sistema dei servizi garantito dalle realtà territoriali del terzo settore e dall’altro di fornire agli enti locali chiamati a realizzare le procedure i necessari strumenti applicativi.”

Per quel che riguarda invece la figura dell’educatore socio sanitario e socio pedagogico nelle audizioni odierne Anep ha fornito l’inquadramento normativo di tali profili rispetto al quale la Provincia sottolinea che nell’ambito socio assistenziale tali funzioni educative possono esser svolte da entrambi i profili.

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In tal senso va ricondotta la recente sottoscrizione con Università di Verona di un protocollo per l’acquisizione della qualifica professionale socio pedagogica.

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Trento

Scoperto funzionario del Muse con una laurea falsa. Contestato un danno da 518 mila euro

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Un funzionario economico finanziario del Muse ha lavorato per dieci anni con un certificato di laurea falso.

Dopo aver vinto il concorso di selezione nel 2008, è rimasto come dipendente all’interno della struttura senza che nessuno si accorgesse di nulla.

Nel 2018, dopo esser passato con un nuovo incarico all’interno della Provincia di Trento, si è scoperta la truffa.

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Nel momento in cui l’ufficio del personale di Piazza Dante ha avviato una nuova verifica dei titoli di studio dei dipendenti, ha potuto accertare che il certificato di laurea dell’uomo era falso. Il funzionario è stato quindi costretto a dimettersi.

L’Università degli studi di Trento ha denunciato l’uomo alla Procura della Repubblica mentre la Provincia ha segnalato il tutto alla Corte dei Conti.

Nell’ipotesi della magistratura contabile vi è ora il reato di falso documentale e un danno erariale ai danni della Provincia di Trento, che chiama l’ex funzionario alla restituzione dell’intero importo lordo delle retribuzioni percepite nel periodo in cui era dipendente presso il Muse, per un totale di 518.371 euro (nell’importo sono compresi anche i contributi versati dalla Provincia all’Inps per tutto il lasso di tempo preso in considerazione).

L’uomo non risulta avere beni immobili e il procuratore Marco Valerio Pozzato, (foto) a garanzia del  credito della Provincia, ha chiesto alla sezione giurisdizionale della Corte che gli vengano sequestrati in via preventiva i conti correnti, l’importo accumulato per l’assicurazione sulla vita e per il Fondo pensioni, la macchina e lo scooter.

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La falsa laurea, molto verosimile all’originale, compresa la presenza di finti sigilli di Stato, risultava essere stata rilasciata dall’Università di Trento con un punteggio di 102 su 110 nell’indirizzo economia e commercio.

E’ grazie soprattutto a tale documento che nel 2008 l’allora candidato è riuscito a vincere la selezione piazzandosi al primo posto. Una volta arrivato in Provincia, l’ufficio del personale ha contattato direttamente l’Università per controllare i titoli di idoneità per l’attribuzione dell’incarico.

Dal momento che in Ateneo non è risultato che il funzionario avesse conseguito tale titolo, l’ufficio del personale ha chiesto spiegazioni all’uomo che nell’agosto del 2019 ha deciso improvvisamente di dimettersi.

Si resta ora in attesa dell’esito di convalida del sequestro, dopo l’udienza che si è tenuta ieri.

 

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