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Italia ed estero

Mosse e contromosse: a giocare con Mosca perdi sempre

Reagiremo se l'Unione Europea imporrà nuove sanzioni”, minaccia il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, dopo che ieri gli ambasciatori dei 28 paesi membri dell'Ue hanno raggiunto un accordo per l'adozione di nuove misure restrittive contro la Russia.

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Reagiremo se l’Unione Europea imporrà nuove sanzioni”, minaccia il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, dopo che ieri gli ambasciatori dei 28 paesi membri dell’Ue hanno raggiunto un accordo per l’adozione di nuove misure restrittive contro la Russia.

Le nuove sanzioni sono dirette contro i centri nevralgici dell’economia russa, tra cui finanza, energia e difesa. Resta solo un piccolo spiraglio: le misure restrittive saranno revocate se il Cremlino ritirerà le sue truppe dall’Ucraina e si impegnerà a rispettare il cessate il fuoco concordato ieri a Minsk, in Bielorussia. Altrimenti, saranno rese effettive a partire da lunedì.

A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria? Non quando si ha a che fare con Mosca. Negli ultimi mesi, Putin ci ha abituato a reazioni sproporzionate. Washington bandisce dagli Stati Uniti alcuni funzionari russi per violazioni dei diritti umani? Putin vieta alle coppie americane di adottare bambini russi. L’Unione Europea blocca l’accesso ai mercati finanziari europei per le banche russe e vieta nuove vendite di armi a Mosca? Il Cremlino risponde con un embargo alimentare sui prodotti occidentali.

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Ora che l’inverno si avvicina, il presidente russo sta cominciando a rispolverare il pezzo forte del suo arsenale: l’arma energetica. Ma questa non è l’unica freccia nel suo arco. In realtà, deve ancora scoprire tutte le sue carte migliori. Titanio, nichel, palladio. La Russia è uno dei principali produttori di questi metalli, e se decidesse di limitarne l’esportazione, riuscirebbe a fare molto male all’economia europea e americana.

Dopo la dipendenza energetica, quella dalle esportazioni di metalli rappresenta infatti il secondo tallone di Achille dell’Occidente nel suo rapporto con Mosca. In tal senso, la Russia è il più grande fornitore di componenti di titanio e leghe leggere utilizzate da costruttori aeronautici come Boeing e Airbus.

Ma non ci sono solo solo titanio, nichel e palladio. La Russia è infatti il maggior fornitore di ben otto metalli per i quali gli Stati Uniti dipendono al 50% dalle importazioni. Tra questi ci sono anche il tantalio e il tallio, che vengono impiegati dall’industria elettronica.

L’asso nella manica di Putin rimane comunque il gas. L’Europa dipende da Mosca per circa il 40% del suo fabbisogno di gas naturale. Un taglio delle forniture metterebbe perciò in ginocchio l’economia europea.

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Si tratta però di un’arma a doppio taglio. La Russia dipende dall’Europa almeno quanto l’Europa dipende dalla Russia. L’esportazione di gas ha infatti un impatto fondamentale sul suo Pil e i paesi europei sono il principale cliente di Gazprom, il gigante energetico russo.

E poi l’Europa ha avuto tempo di prepararsi a fronteggiare il rischio di un’interruzione nell’approvvigionamento di gas. Ha alzato i livelli di stoccaggio al 90% e questo le permetterà di godere di un certo periodo di autonomia nel caso in cui si dovessero arrestare i flussi da Mosca.

Non tutto dipende però da Putin. L’Europa potrebbe trovarsi in difficoltà anche nel caso in cui il governo russo e Gazprom decidessero di mantenere fede agli impegni presi. Almeno metà del gas russo diretto in Europa passa infatti dall’Ucraina. Già in giugno, Mosca ha chiuso il rubinetto del gas a Kiev. Dopo una lunga querelle, Gazprom ha infatti annunciato che fornirà all’Ucraina solo il gas pagato in anticipo.

Tale situazione potrebbe determinare interruzioni nelle consegne di gas all’Unione Europea, nel caso in cui l’Ucraina prelevasse dai tubi che attraversano il suo territorio il metano destinato al transito. E quest’inverno, le autorità di Kiev potrebbero non avere scelta. L’alternativa sarebbe lasciare morire di freddo la loro popolazione.

E’ anche per questo che è fondamentale cambiare rapidamente rotta. L’Unione Europea deve promuovere una soluzione diplomatica, non contribuire all’escalation. Altrimenti, dovremo prepararci a un inverno terribilmente freddo.

 

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Italia ed estero

Allarme rosso nella laguna veneta, il Governo stanzia 20 milioni di euro

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Non la solita acqua, l’intera laguna veneta è stata in balia dell’acqua per quasi 20 ore, rischiando la rovina di chiese e musei ma portando forti danni a numerose famiglie.

Questo è stato il motivo per cui il Governo ha decretato lo stato di emergenza, non solo per la città di Venezia ma per un tratto di zona molto più ampio intorno al capoluogo veneto.

Verranno stanziati 20 milioni di euro per fronteggiare le prime necessità, in particolare i primissimi aiuti  alla comunità che è stata duramente colpita in queste ore.

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Inoltre, è stata presa la decisione di nominare un commissario alla realizzazione esecutiva del Mose, il sistema paratie di dighe mobile della città.

Il commissario nominato, Elisabetta Spitz avrà il compito di supervisionare i lavori e portare a termine il grande accusato della città.

L’emergenza meteorologia continua e la situazione in laguna resta grave e difficile,  con la popolazione che già propone la prima conta dei danni.

Persiste, l’allerta rossa in tutta la zona colpita. Attesa per oggi alle 11.00 una marea di 145 cm, sopra la soglia di sicurezza gestibile di 130 cm.

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Nel giro di poche ore tutti gli abitanti e i commercianti torneranno ad essere dominati dall’acqua. Forte la preoccupazione anche per tutto il patrimonio culturale del capoluogo veneto e non solo.

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Italia ed estero

Insulti contro Matteo Salvini, Don Giorgio condannato a multa e risarcimento

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E’ arrivato poco fa il verdetto del tribunale di Lecco sulla causa tra Don Giorgio De Capitani e l’ex ministro Matteo Salvini: il giudice Nora Lisa Passoni ha condannato il sacerdote al pagamento di una pena pecuniaria di 7.500 euro e al risarcimento di 7 mila euro nei confronti del politico, oltre che al pagamento delle spese processuali.

Ne da notizia il quotidiano «Lecco Notizie» con un articolo a firma di Andrea Brivio

Don Giorgio è stato riconosciuto colpevole per gli insulti rivolti al leader della Lega in quattro post specifici pubblicati sul proprio blog tra marzo e ottobre del 2015, oggetto del processo.

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Un’attività diffamatoria reiterata nel tempo” ha ricordato il pubblico ministero Paolo Del Grosso avanzando la richiesta di una pena pecuniaria di 10 mila euro, escludendo l’ipotesi di una misura detentiva in quanto le offese sarebbero per il pm riconducibili ad una critica di carattere politico.

La motivazione di quelle parole offensive, per il pubblico ministero, “parte dal dissenso politico, un valore in sé da tutelare nella nostra democrazia – ha sottolineato Del Grosso – ma la critica deve avvenire nei modi e nei termini previsti dalla legge, senza insulti e offese”.

I discorsi di Don Giorgio devono essere contestualizzati, spiegano i legali: “Di certo non si invocava la morte di Salvini, in quell’occasione si parlava della legge sulla legittima difesa, ‘se qualcuno legittima il fatto che si possa uccidere un ladro, allora diciamo che si possa uccidere anche questa persona che ci ruba i diritti’ è il ragionamento di Don Giorgio”.

Tra le espressioni rivolte dal religioso a Salvini anche quella di ‘bovaro senza cultura’. Mi sono diplomato al liceo classico, poi l’università fermandomi a 5 esami dalla laurea in storia perché ho iniziato l’attività politica. Ma tutto questo è soggettivo – ha sottolineato l’ex ministro – le cose gravi sono altri termini e minacce. Raramente querelo, di solito si chiede scusa e finisce li, qui invece è stata un escalation. Bisognava mettere un punto fermo”

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Il parroco aveva inoltre definito «pezzo di Merda» Salvini e gli aveva augurato anche la morte.

“Sarebbe bastato chiedere scusa, non saremmo arrivati a questo punto e non avrei fatto perdere tempo a tutti voi. Chiedo scusa e regalo i soldi in beneficenza”. – Così Matteo Salvini parla dal banco dei testimoni, nell’aula del tribunale di Lecco prima della sentenza.

Singolari le affermazioni del parroco dopo la sentenza. Don Giorgjo infatti ha detto di non credere più nella giustizia e di essere stato condannato ingiustamente.

Speriamo ora che per lui sia la giustizia del Signore a pareggiare le cose.

 

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Italia ed estero

Ecco la nascita di un pulcino da un uovo senza guscio. Il video incredibile

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In questo sorprendente video della Mihama Veterinary Clinic di Fukui, in Giappone, potrete osservare lo sviluppo, e la nascita, di un embrione di pollo con un metodo di schiusa senza guscio.

Questa dimostrazione è praticata principalmente sulla base dell’articolo scientifico scritto da Tahara et. al. Le uova vendute nei negozi vengono sterilizzate e non c’è il rischio di gravidanze indesiderate, quindi non dovete preoccuparvi di cucinare un pulcino al tegamino.

Tuttavia, le uova fecondate possono essere vendute in negozi biologici o naturali, allevamenti di pollame familiare, ecc. Dove i pulcini possono crescere in determinate condizioni.

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