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Trento

Sprecopoli Trentina: 900mila euro per la fondazione Ahref e molti misteri

Della fondazione Ahref avevamo parlato nell'articolo «Sprecopoli Trentina: il mistero dei 240mila euro spesi per un social che non c'è», delineandone misteri e punti interrogativi e citando numerose interrogazioni dell'allora consigliere Marco Sembenotti a cui va il merito di aver scoperchiato un pentolone piuttosto «fumoso» e dal cattivo odore. 

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Della fondazione Ahref avevamo parlato nell'articolo «Sprecopoli Trentina: il mistero dei 240mila euro spesi per un social che non c'è», delineandone misteri e punti interrogativi e citando numerose interrogazioni dell'allora consigliere Marco Sembenotti a cui va il merito di aver scoperchiato un pentolone piuttosto «fumoso» e dal cattivo odore. 
 
In quel caso, unico tramite fra le due erogazioni di denaro pubblico, è un certo Michele Kettmaier, (ma la cosa potrebbe anche essere casuale) che ha curato una delle campagne elettorali dell'ex governatore Lorenzo Dellai. 
 
Nel progetto del social network trentino, a fronte di nulla, la provincia autonoma di Trento eroga un contributo di ben 240mila euro, mentre per la fondazione Ahref quasi 900mila euro. 
 
In entrambi i casi le interrogazioni da parte di Lega Nord, Forza Italia, e altre forze politiche sono nutrite, ne citiamo alcune, la 2006, la 2735, la 5748 e per ultima quella di Rodolfo Borga depositata proprio ieri. 
 
La Fondazione ahref è costituita dalla fondazione Bruno Kessler e da Informatica Trentina S.p.A. (entrambe partecipate della provincia) a Trento il 19 aprile 2010, per volontà del Governatore Dellai, con l’obiettivo dichiarato quello di “studiare e valorizzare la qualità dell'informazione che circola sulla rete” e di “analizzare internet e i media e contribuire alla conoscenza degli strumenti di social network, per trasformarli in opportunità per le famiglie e le imprese”. 
 
A riguardo degli obiettivi perseguiti le obiezioni non mancano, se si mira ad avere un’informazione libera e di qualità su internet, non troverebbe giustificazione l’inserimento in questo campo della Provincia, o di un’estensione della stessa, che potrebbe mirare ad operare un controllo o un filtro sull’informazione prodotta nel web. 
 
Anche per quel che riguarda il lato pratico/economico della fondazione sorge qualche perplessità. La fondazione fino ad ora è costata moltissimo ai cittadini, mentre non ha ancora prodotto “nulla”, sempre che vi siano stati degli obiettivi concreti al riguardo e non sia un modo per favorire pochi a scapito di tutta la cittadinanza; l’unico risultato che ha effettivamente ottenuto è stato un ingente spesa di denaro pubblico e l’indignazione di chi ritiene che l’informazione per essere libera non abbia bisogno del controllo dall’alto.
 
Ad oggi risulterebbe che la fondazione dal 2010 abbia ottenuto, in varie trance circa 900mila euro
 
Va anche ricordato che dalla sua nascita ad oggi ahref ha provveduto ad assumere 11 persone, 8 delle quali con contratto di subordinazione e 3 con contratto di collaborazione a progetto, un piccolo manipolo che però fino ad oggi non ha materialmente fatto nulla, e anche sul sito web non è riportato nulla in proposito, e tutti gli articoli pubblicati non portano nemmeno la data, quindi è possibile che non sia aggiornato da anni. 
 
Nello stesso sito sotto la voce «chi siamo» vengono pubblicate le fotografie dei collaboratori di Ahref in età fanciullesca (8/10 anni) come si trattasse di qualche allegra festa ludica d'asilo e riportata la seguente incredibile dicitura: «Perché ci presentiamo così? Un po' per gioco. Un po' perché l'età che va dagli otto ai dodici anni è il periodo in cui la nostra personalità è costantemente in sviluppo, il momento in cui prende corpo il nostro lato istintivo. E' a questa età che i bambini iniziano a prendere in considerazione le opinioni degli altri, che nasce la nostra propensione a fare Rete».
 
Una strategia da fare invidia ai più grandi gruppi del marketing mondiale, una scoperta che fa un baffo a quella della ruota o del fuoco. 
 
 
Ma fa ancora di più sorridere quello che è scritto nel profilo del direttore di Ahref Michele Kettmaier, «Michele Kettmaier, alias ket trentino/europeo doc è direttore generale della Fondazione Ahref. Ha imparato a usare il pc non sulla tastiera ma smanettando sul registratore audio per caricare il software del suo primo ZX Spectrum 16K nel 1984. Dopo aver studiato, poco e girato, tanto, il mondo, dove ha imparato un sacco di cose vivendo con la gente tra slum e favelas, ha fondato e creato con altri soci negl'anni '90 diverse cose che adesso sono molto cool ma che allora non se le filava nessuno come le prime webtv e le prime piattaforme di social network».
 
Una fondazione che si occupa di informazione e giornalismo, e che dovrebbe essere gestita da persona con competenze specifiche nel campo viene invece diretta da un personaggio «cool», che girovaga per le favelas di tutto il mondo e poco incline allo studio, (sarebbe bello sapere che ne pensa il presidente dell'ordine dei giornalisti Fabrizio Franchi in proposito). Evviva la meritocrazia quindi!
 
Ma nell'interrogazione della Lega Nord, in riferimento allo sperpero di denaro pubblico (5748 depositata il 13 marzo) i dubbi diventano quasi certezze, «In relazione alla Fondazione Ahref, – si legge nell'interrogazione – che si occupa del miglioramento dell’informazione riguardante il web ed i media digitali, ci giunge notizia che il Direttore Generale di tale fondazione, M.K., oltre ad essere un vicino conoscente dell’ex Governatore della Provincia di Trento, abbia svolto per lui anche una campagna elettorale.
 
Tralasciando queste informazioni a noi pervenute, pare che la fondazione Ahref, negli ultimi due anni di attività, non abbia portato a termine progetti concreti tali da giustificare, per quanto possibile, la concessione di denaro pubblico; considerato anche il fatto che, nonostante Ahref si sia occupata del factcheck (uno strumento utile alla verifica dell’informazione), tale congegno pare già essere stato analizzato ampiamente presso l’università Sapienza di Roma.
 
Inoltre, il compenso annuo di M.K. pare aggirarsi intorno ai 150.000 euro e sarebbe interessante sapere se il Dirigente possiede altri importanti incarichi all’interno della compagine provinciale e secondo quali competenze gli sarebbero stati affidati».
 
Le finalità e gli scopi che la Fondazione si propone, tratti dal rispettivo Statuto e sinteticamente espressi, sono quelli di: studiare, ricercare e analizzare Internet e i media; condividere strumenti e servizi di informazione e conoscenza per il cittadino nei rapporti con le istituzioni, le imprese, la pubblica amministrazione e tutti gli attori sociali, valutare e incentivare la qualità dell'informazione, studiare e incentivare forme innovative di finanziamento dell'informazione e dei soggetti che generano informazione; studiare i possibili scenari futuri e innovativi;educare i cittadini alla produzione di informazione;trasferire le conoscenze e i risultati della ricerca ai cittadini, alle istituzioni, alle imprese e al mondo del lavoro. Ma di risultati, sul sito non appare nemmeno l'ombra.
 
Ma anche attraverso un'altra interrogazione (n.2006) sempre della lega nord, viene chiesto a Lorenzo Dellai per quale motivo si è deliberato di provvedere all’acquisto di 4 Apple iPad con relativa accessoristica e di 7 computer portatili Apple MacBook Pro 13”, cui vanno ad aggiungersi ben 4 costosi schermi Apple Led Cinema Display da 24”, quando si sarebbe potuto ovviare con l’acquisto di computer portatili di altre marche, magari anche con schermo più grande dell’iPad e del MacBook, che vengono offerti sul mercato a prezzi di circa la metà dei prodotti Apple a parità di efficienza e di prestazioni e il perché dell’acquisto di n. 5 computer portatili Sony, uniti ad n. 7 schermi LCD Samsung 24” mod.2494HM SyncMaster, creando così un’architettura informatica mista Mac/Win, che potrebbe portare a problemi di dialogo tra le varie piattaforme, oltre che di sicurezza informatica. 
 
Ma la Lega Nord chiede anche il motivo dell’acquisto di n. 4 telefoni cellulari Apple iPhone 4G 32Gb, e dell'acquisto di n. 2 riproduttori musicali Apple iPod Nano 16 Gb e n. 2 riproduttori musicali Apple iPod Classic 160 Gb, notoriamente utilizzati nel campo ricreazionale per l’ascolto della musica e di uno schermo olografico trasparente di ben 120 pollici di diagonale. Tutto questo solo per la Fondazione Ahref.

 
Adesso dopo un notevole esborso di denaro pubblico, pare che dopo quattro anni, inariditasi la generosa fonte provinciale, la Fondazione Ahref sia destinata a chiudere i battenti.
 
La Provincia non intende più finanziare la fondazione, lasciando così alla Fondazione FBK l’onere di decidere il da farsi e, soprattutto, quello di continuare a finanziare l’iniziativa, sempre con soldi del contribuente trentino, ma in qualche senso “propri”, in quanto da attingere dalle risorse che l’accordo di programma con la PAT assicura a FBK.
 
Per la verità FBK sostiene, sulla base di una comunicazione ufficiale del dirigente generale Nicoletti, che la Provincia ha in realtà già deciso la chiusura, mentre la Provincia nega la circostanza, sostenendo che FBK, se lo ritiene, potrà tenere in vita Ahref a “spese proprie”.
 
«Come che sia, – spiega Rodolfo Borga nella sua ultima interrogazione – sarà interessante vedere quale sarà la scelta definitiva, dalla quale potrà arguirsi l’esito dell’ennesima iniziativa finanziata dalla Giunta provinciale con i soldi del contribuente trentino. Nel frattempo pare utile conoscere l’ammontare dei costi sostenuti dalla Provincia, l’eventuale concorso di altri finanziatori e la natura dell’attività svolta in questi quattro anni da Ahref».
 
Ora si chiede alla provincia autonoma di Trento un dettagliato rendiconto di tutto quanto prodotto e speso dalla fondazione, comprese le eventuali ricadute sul territorio

La risposta all'ultima interrogazione di Borga potrebbe aprire un varco per la scoperta di qualcosa di «clamoroso» che potrebbe essere approfondito nelle sedi opportune.

Per il momento rimangono molte domande senza risposte, e la consapevolezza che qualche mistero rimane, ma soprattutto che in momenti come questi finanziare il «nulla» sarebbe un grosso errore che siamo sicuri che questa giunta non commetterà{facebookpopup}

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Nella foto in alto da destra a sinistra Michele Kettmaier e Luca De biase 

roberto.conci@lavocedeltrentino.it

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