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Trento

Ddl contro l’omofobia: una proposta giusta

Anche Massimiliano Pilati – Presidente del Forum Trentino per la Pace e i diritti umani – ha voluto intevenire sulla discussione/confronto di questi giorni legata alla nuova legge contro l'omofobia che si discuterà in consiglio durante il mese di settembre. 

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Anche Massimiliano Pilati – Presidente del Forum Trentino per la Pace e i diritti umani – ha voluto intevenire sulla discussione/confronto di questi giorni legata alla nuova legge contro l'omofobia che si discuterà in consiglio durante il mese di settembre. 

«In questi mesi, per il mio ruolo di Presidente del Forum Trentino per la Pace e i diritti umani, ho avuto modo di approfondire con attenzione il disegno di legge “Interventi di contrasto delle discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale, dall'identità di genere o dall'intersessualità” e di confrontarmi spesso con alcuni dei proponenti». – spiega Pilati.

Massimilano Pilati – in una nota – apprezza il comportamento di Paolo Zanella presidente dell'Arcigay «mi sono trovato davanti una persona che NON cerca in tutti i modi di imporre il suo volere e di far passare una legge il cui intento finale sia quello di propagandare l'omosessualità o di contrapporsi con forza a qualcuno, anzi, nella loro proposta non vi è nessun intento di contrapporsi alla cosidetta famiglia naturale. Vi leggo piuttosto una forte voglia di creare una società inclusiva dove trovino spazio e garanzie anche le persone gay, lesbiche e transessuali».

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Poi Massimiliano Pilati riflette anche su quelli che definisce «diritti enunciati» che rimangono solo sulla carta e che bisogna trasformare in diritti sostanziali

«Anche io all'inizio mi sono chiesto se vi fosse veramente bisogno di una legge per contrastare e prevenire l'omofobia – sottolinea Pilati – Dopo tutto nel Mondo, in Italia e in Trentino abbiamo degli ottimi dispositivi che parlano di uguaglianza di diritti e che garantiscono parità di trattamento ad ogni cittadino. Solo per citarne alcuni abbiamo la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Art. 1: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti…”. Abbiamo la Costituzione della Repubblica Italiana. Art. 3: “i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali...” e abbiamo anche lo Statuto speciale di autonomia per il Trentino Alto Adige. Art. 2: “Nella regione è riconosciuta parità di diritti ai cittadini, qualunque sia il gruppo linguistico al quale appartengono, e sono salvaguardate le rispettive caratteristiche etniche e culturali.”».

Tutto bene quindi? – si chiede lo stesso Presidente del forum trentino per la pace e per i diritti umani.

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«Mi sono risposto – riflette Pilati – che troppo spesso i fondamentali articoli citati poco sopra rimangono solo diritti enunciati “sulla carta” mentre permane forte il bisogno di avere una legge in grado di garantire diritti sostanziali, in modo da portare interventi capaci di contrastare le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere e di garantire parità di dignità e di trattamento in ogni contesto quotidiano, sia esso sociale, sanitario o lavorativo.

L'omofobia esiste nel Mondo, in Italia e anche in Trentino, basti pensare alla brutale aggressione omofoba di qualche anno fa in una nostra valle trentina o la vicenda, con ribalta nazionale, della professoressa discriminata per il suo orientamento sessuale».

Il dispositivo in esame è pensato per promuovere la realizzazione dell'uguaglianza sostanziale tra gli individui, anche all'interno della loro dimensione affettiva, e garantisce la parità di diritti di ogni persona, considerando ogni discriminazione legata all'orientamento sessuale, all'identità di genere o alla condizione di intersessualità come una violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.(art. 1) e è sicuramente importante e doveroso per una Provincia solitamente molta attenta alle identità e alle peculiarità personali.

Pilati invita tutti a leggere questo disegno di legge con molta attenzione e senza chiusure preconcettuali perchè – a a suo dire «non cerca la propaganda del pensiero gay come scritto da qualcuno ma mira piuttosto a promuovere azioni di sensibilizzazione culturale e di inclusione sociale, ma anche con interventi in materia di lavoro e nell'ambito socio/sanitario contribuisce a risolvere in maniera pacifica il conflitto latente che “cova” in alcune fette della nostra società nei confronti delle persone gay, lesbiche e transessuali».

«Risolvere questi conflitti  – conclude Massimiliano Pilati – significa spesso far comprendere meglio un mondo “sconosciuto” o che non si vuole vedere contribuendo in buona parte a risolvere pacificamente le discriminazioni di fatto che albergano nella nostra società».

 

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