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Trento

«Sarò a disposizione della squadra». Luca Vettori tra il Mondiale, Modena e il web

È passato un anno da quando ci eravamo incontrati la prima volta, quando Luca era appena arrivato in Nazionale e in pochi avrebbero scommesso che sarebbe stato la rivelazione degli Europei 2013 dove è stato premiato quale miglior attaccante del torneo. 

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È passato un anno da quando ci eravamo incontrati la prima volta, quando Luca era appena arrivato in Nazionale e in pochi avrebbero scommesso che sarebbe stato la rivelazione degli Europei 2013 dove è stato premiato quale miglior attaccante del torneo. 
Ora, alla vigilia dei Campionati del Mondo, i primi che Luca Vettori, opposto dell'Italia, giocherà, ci ritroviamo qui, seduti allo stesso tavolino nella sala bar dell'Hotel La Roccia, diventato ormai luogo ideale di incontro con i campioni della pallavolo italiana durante il loro ritiro a Cavalese, in val di Fiemme.  {facebookpopup}
 
Alcune cose sono cambiate, in un anno si cresce, si maturano nuove consapevolezze, altre sono rimaste le stesse.
 

Il tono pacato, semplice, con cui Luca Vettori si racconta senza perdersi in inutili chiacchiere è una piacevole conferma. D'altra parte non serve girare intorno alle cose, meglio dire come stanno, anzi, meglio lasciare che siano i fatti a parlare.
 
La prossima stagione Luca indosserà la maglia di Modena insieme a Matteo Piano e Salvatore Rossini, una nuova importante tappa nella sua carriera, ma per capire come si sta preparando a vivere l'avventura mondiale e poi il campionato in una piazza esigente come quella gialloblu occorre fare per un attimo un passo indietro.
 
«Questo per me è stato un anno diverso dagli altri dal punto di vista pallavolistico: l'argento, il premio agli Europei e il fatto di aver condiviso alcune riflessioni al mio ritorno (il Piccolo Manifesto, ndr), mi hanno reso molto popolare e dato una visibilità che prima non avevo.

Poi ho resettato tutto, volevo ritrovare tranquillità per concentrarmi sul campionato con Piacenza: sapevo che avrei avuto più responsabilità e ho vissuto la stagione con maggior consapevolezza e maturità.

La Coppa Italia è stata un bel risultato ma c’è il rammarico per non essere riusciti a vincere il campionato: sulla nostra strada abbiamo incontrato una squadra come Perugia che ha davvero saputo costruire una bella storia», ammette serenamente Luca.

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«Questa estate sono tornato in azzurro senza pormi obiettivi particolari, contento di esserci e con il desiderio di impegnarmi il più possibile per dare il mio contributo. Ovviamente tutti vogliono giocare, ma per me la cosa più importante è dare equilibrio alla squadra e rimanere sempre a disposizione di Berruto e dei compagni», afferma Vettori quando gli domandiamo se la "convivenza" in campo con Ivan Zaytsev, l'opposto titolare che grazie alla sua duttilità può giocare anche come schiacciatore, sta funzionando.   

«È una situazione delicata da gestire, vedremo come andrà», conclude Luca senza sbilanciarsi.

Fa bene però Berruto a sperimentare tutte le soluzioni di gioco possibili, in un torneo lungo con tante partite ravvicinate, sarebbe un lusso che la Nazionale non può concedersi quello di rinunciare a sfruttare al meglio tutto il suo potenziale offensivo.

Anche per il tecnico piemontese è il primo Mondiale, anche lui, dopo aver riportato stabilmente l'Italia ai vertici del ranking mondiale, sarà in campo con i suoi ragazzi in una competizione dura, che non consente errori e mostrerà se gli Azzurri riusciranno a fare del collettivo l'arma in più, se sono pronti a diventare grandi.

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«Personalmente il risultato della World League non mi ha soddisfatto, potevamo arrivare più in alto. I successi iniziali ci avevano dato fiducia, poi sono arrivate le sconfitte contro Polonia e Iran.

Certo, la medaglia di bronzo l'abbiamo conquistata meritatamente ma in semifinale il Brasile ci ha battuti nettamente, non siamo riusciti a esprimerci al meglio delle nostre possibilità». 

Sicuramente Vettori sarà uno dei giocatori più attesi, e chissà se riuscirà a ritagliarsi un po' di spazio e a trovare continuità di rendimento. A lui e a tutta la squadra non mancherà di certo l'affetto e il sostegno dei tifosi. «Quest'anno il pubblico è stato incredibile: anche quando non giochi ti senti avvolto da un abbraccio indimenticabile ed esserne parte è una sensazione bellissima, qualcosa di unico ed emozionante» ricorda l'opposto rivivendo la notte al Foro Italico e le tappe italiane della World League.

Su come affrontare la competizione iridata ha le idee chiare: «È il mio primo Mondiale ed è già importante esserci. Incontreremo squadre ostiche sul nostro cammino, le conosciamo ma non dobbiamo dare nulla per scontato.

La cosa più difficile sarà riuscire a conservare lo stesso spirito battagliero anche se la squadra in campo non sarà sempre la stessa e dosare le energie in modo da arrivare il più lontano possibile. Non ho mai giocato così tante partite in pochi giorni, speriamo siano intensi e gratificanti.

Cosa mi aspetto?. Rispetto all’anno scorso sono più razionale e più consapevole, quando entro in campo mi rendo conto che il mio compito è quello di aiutare la squadra a superare le difficoltà, mi trovo così ad affrontare situazioni più difficile da gestire, ma c’è anche la convinzione che in questo modo sto maturando e crescendo insieme alla squadra. 

Abbiamo anche la fortuna di avere un capitano come Birarelliche mette la sua esperienza al servizio di tutti ed è sempre disponibile al confronto, un vero punto di riferimento».

Qualche settimana fa Luca Vettori e Matteo Piano sono stati protagonisti dell'iniziativa "Leggi con il Campione" che si è svolta nella biblioteca di Cavalese. I due giocatori hanno risposto alle tante domande rivolte loro dai bambini venuti ad incontrarli ed è stato una piacevole occasione per parlare di libri e sport, del valore della lettura e della pratica sportiva quali strumenti di formazione e crescita.

«I bambini erano molto curiosi e sono rimasti colpiti dalla nostra altezza. Li abbiamo rassicurati perché la pallavolo è uno sport che tutti possono praticare», racconta sorridendo Luca.

Un po' di delusione traspare dalle sue parole quando constatiamo che, dopo un anno, l'appello contenuto nel Piccolo Manifesto sembra essere rimasto inascoltato. «Mi sarebbe piaciuto trovare persone con le quali confrontarmi e costruire qualcosa di nuovo insieme», afferma Vettori.

Nelle sue intenzioni, infatti, quelle riflessioni erano un invito che non doveva restare solo sulla carta, un messaggio rivolto a quanti amano la pallavolo e non solo per far sì che uno sport così seguito e praticato possa trovare nuove modalità per farsi conoscere e crescere.

Nessuno però si è fatto avanti per aiutarlo a dare un volto concreto alle sue idee, creando momenti e spazi in cui potessero diventare realtà.

Un'occasione sprecata visto che nemmeno la Federazione ha raccolto il suggerimento di chi vive dall'interno le difficoltà del proprio sport e si era messo in gioco per primo per smuovere le acque.

Ma quelle parole sono ancora valide, e Luca ha tante idee da condividere: ha appena realizzato un sitoTavole dell'abitare (la pallavolo) – buttandosi, non senza un certo scetticismo, nel mare magnum del web, per parlare di una cosa che gli sta a cuore.

«Quello che ho iniziato è una ricerca, un'indagine su virtualità e immagine: milioni di immagini vengono inserite nel web, uno spazio immateriale di condivisione, astratto, che funziona come una memoria dati. Abbiamo a disposizione un archivio gigantesco e sono curioso, vorrei vedere se è possibile elaborare un progetto educativo al riguardo».

Quando chiediamo a Vettori qual è la sua immagine, quella con cui fotografa questo momento, alla vigilia della partenza per la Polonia, risponde che il sito rappresenta un ponte verso la nuova stagione.

«Modena è una città esigente, ma sono contento della scelta fatta, lavorerò con uno staff ottimo, so che sono molto attenti alla tecnica individuale, e con questa squadra possiamo puntare in alto sia in campionato che in Coppa Italia.

Ho scoperto che la Società vuole realizzare una pista ciclabile per collegare la città al palazzetto, sarà una via al servizio della cittadinanza, un modo intelligente per creare un legame tra la squadra e il suo pubblico, un'idea preziosa, da incentivare e raccogliere.

Sono convinto che sarebbe stimolante per lo sport stesso fondare una visione, o meglio, una direzione civica, di condivisione pubblica, che interpelli ed unisca spazi culturali apparentemente lontani, in realtà profondamente vicini».

Fondare una dimensione nuova, eclettica, interdisciplinare che consenta di andare a di là del mero consumo dell'evento sportivo per trovare una voce comune e creare senso di appartenenza: è questa l'intenzione e la volontà in cui Luca si riconosce e di cui, se ne avrà la possibilità, si farà degno interprete.

«C'è un'altro progetto a cui tengo: io e Matteo Piano stiamo cercando di trovare spazio in radio». Un'altra idea, solo l'ultima in ordine di arrivo e che auguriamo all'opposto di riuscire a realizzare.

«Vedremo, ma se vuoi ottenere qualcosa devi affrontare il rischio, esserci e stare dentro alle cose, viverle fino in fondo», conclude Luca salutandoci.

E non c'è miglior augurio per la Nazionale che quello contenuto nella frase che si trova nel suo sito:

Ma dove è il pericolo, cresce/Anche ciò che dà salvezza (Friedrich Hölderlin, Patmos).

p.niccolini@lavocedeltrentino.it

 

 

 

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