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Redazione Trento

 

Premio Delpero, nominati i 3 vincitori

ALA – Sono Martina Simonetti, Davide Marchiori e Francesca Bertè i vincitori della settima edizione del premio “Delpero”.

Storia, ambiente, le fortificazioni della Prima guerra mondiale: sono questi i temi delle loro indagini, premiate dal concorso promosso dal Comune di Ala attraverso la sua biblioteca.

Dalla prima edizione ad oggi, il premio, indetto per ricordare la figura di Luigi Delpero, studioso della storia alense, promuove ricerche, studi e opere che valorizzino il territorio di Ala.

Al concorso di quest’anno sono stati presentati sei contributi, per tre diverse sezioni.

Come tutti gli anni, la prima sezione era riservata alle tesi di laurea. Potevano partecipare delle tesi di laurea, discusse in facoltà italiane negli ultimi due anni, che riguardassero il territorio di Ala (storia, arte, ambiente, territorio).

La sezione B era riservata ai saggi: oltre che inediti, dovevano anch’essi riguardare aspetti o caratteristiche del Comune di Ala.

Infine, dalla quinta edizione con il Premio si cerca di ampliare la conoscenza sui fatti della Prima guerra mondiale che hanno segnato Ala. Per questo la terza sezione consisteva in una borsa di studio per ricerche, documentarie e archivistiche, su vari aspetti che hanno riguardato il territorio di Ala durante la Grande guerra.

La giuria del premi era composta dalla vicesindaca e assessora alla cultura Antonella Tomasi, da Raffaella Canepel, funzionaria dell’Agenzia per l’ambiente della Provincia, da Nicola Fontana, rappresentante del Museo storico della guerra di Rovereto, da Luciana Giacomelli, funzionaria del Castello del Buonconsiglio, dalla ricercatrice della Fondazione Museo storico Elena Tonezzer; Elena Corradini, bibliotecaria di Ala, ha seguito i lavori della giuria (senza diritto di voto).

La giuria ha esaminato, nelle ultime settimane, i contributi presentati: un lavoro non da poco, dato che si trattava di tesi di laurea approfondite, ricerche anche complesse, saggi e contributi nuovi di spessore importante. Negli ultimi giorni è arrivato il verdetto.

Martina Simonetti ha vinto nella sezione dedicata alle tesi di laurea. La sua si intitola “Matrimoni in antico regime. Gli sponsali controversi tra due nobili di Ala (1706-1711)”. Davide Marchiori aveva presentato una ricerca intitolata “Il sistema ambientale del territorio del Comune di Ala”. Infine, Francesca Bertè ha ricevuto una borsa di studio per il suo progetto “Narrare il paesaggio fortificato alense: la riscoperta delle sue tracce documentarie e materiali”.

“Ala ha un patrimonio culturale e ambientale inestimabile, e spesso non ce ne rendiamo conto. Il premio Delpero serve anche a questo: a far emergere quanto di bello abbiamo in casa”. Con queste parole il sindaco di Ala Claudio Soini ha salutato durante la premiazione di ieri, mercoledì 18 gennaio, i tre giovani vincitori della settima edizione del Premio Luigi Delpero.

“Luigi Delpero amava la sua città, il territorio e la cultura – ha aggiunto il sindaco Soini – e ne abbiamo un ricordo indelebile. Per lui era importante far emergere tutto quanto riguardasse Ala, portarlo in superficie, ed il premio prosegue il lavoro da lui avviato”. “Delpero ha lasciato un segno importante – ha aggiunto la vicesindaca Antonella Tomasi – che è importante ora proseguire. La caratteristica del concorso era il vincolo di far riferimento agli archivi di Ala, quello che faceva Delpero, e non era facile. Questi giovani ne sono stati capaci”.

“Ho esaminato un processo tra nobili alensi del Settecento – ha spiegato Martina Simonetti, una delle vincitrici – in questo modo ho approfondito i rapporti tra i due sessi in quell’epoca, ma è anche emerso uno spaccato della vita alense di allora”. Ha ricevuto un premio di 1500 euro.

Davide Marchiori aveva presentato una ricerca intitolata “Il sistema ambientale del territorio del Comune di Ala”. Anche per lui un premio di 1500 euro. “Con il mio studio – ha detto – ho esaminato la qualità ambientale di Ala, sotto tutti i suoi aspetti: aria, acqua, suolo, paesaggio, valutando il sistema nella sua interezza”.

La terza sezione era dedicata al tema della Grande guerra, in occasione del centenario. In questo caso il premi consiste in un sostegno finanziario ad una ricerca presentata. Francesca Berté potrà così dare atto al suo progetto “Narrare il paesaggio fortificato alense: la riscoperta delle sue tracce documentarie e materiali”.

Per lei l’impegno comincia ora; potrà contare su un budget iniziale di 2500 euro, e che potrebbe essere integrato in corso d’opera. “Ala era in zona di confine – ha detto – ed ha un patrimonio inestimabile, nascosto, e che solo di recente è stato in parte portato alla luce. Conto di poterlo mappare e farlo conoscere, anche per renderlo maggiormente accessibile”.


Franco Panizza all’Inauguration Day di Trump: «Un onore esserci»

C’è chi all’insediamento del nuovo presidente Trump non ci è voluto andare e chi invece ci andrà di corsa.

Stiamo parlando del senatore Franco Panizza che in qualità di componente dell’assemblea parlamentare NATO, farà parte della rappresentativa italiana che prenderà parte alla cerimonia di investitura di Donald Trump come 45esimo presidente degli Stati Uniti, il prossimo 20 gennaio a Washington.

All’Inauguration Day, così gli statunitensi chiamano il giorno del giuramento, che si svolgerà sulla scalinata ovest di Capitol Hill, sede del Congresso americano, parteciperanno le delegazioni diplomatiche di tutto il mondo.

Tra i presenti, i membri di Camera e Senato, i giudici della Corte Suprema, il corpo diplomatico Usa. A seguire la parata e il corteo presidenziale.

Sarà una giornata speciale, che non si potrà certo dimenticare. Per me – dice Panizza –  è un privilegio e un onore essere lì quel giorno, assieme ai rappresentanti di tutto il mondo. Soprattutto sarà l’occasione per testimoniare il forte legame d’amicizia tra l’Italia e gli Stati Uniti, ma anche quello della nostra Provincia, per via dei tanti nostri conterranei che adesso vivono lì”. 

“Sul nuovo Presidente il mio auspicio, – aggiunge ancora Panizza – come ho detto anche il giorno della sua elezione, è che certe spigolosità vengano messe da parte e archiviate assieme alla campagna elettorale. Ma soprattutto che quel rapporto d’amicizia e di collaborazione che ha unito da sempre l’Europa e l’America possa continuare anche sotto la sua amministrazione”.

Per Panizza non convincono le dichiarazioni che Donald Trump ha rilasciato sul ruolo della NATO e sull’Europa. “Ma qui subentra anche la capacità nostra di fare cambiare idea al nuovo Presidente. In fondo non sarebbe la prima volta. La politica e i rapporti diplomatici servono a questo. Comunque è ancora presto” – conclude il senatore

L’indomani dell’elezione a sorpresa di Trump, Panizza scrisse sul suo account di facebook: “Nessuna sorpresa, quando un popolo esprime così chiaramente la sua volontà c’è solo da prenderne atto. E la democrazia americana resta la più grande e importante del mondo. Nelle sue prime dichiarazioni, Donald Trump si è mostrato diverso da come lo avevamo conosciuto durante questa campagna elettorale. Prendiamolo per un buon auspicio sul fatto che gli eccessi di questi mesi, sulle donne, sulle minoranze, appartengano al passato”.


La Commissione pari opportunità resta dov’è, respinto il ddl di Borga

Oggi è stato discusso in consiglio il disegno di legge n. 121/XV, “Modificazioni della legge provinciale sulle pari opportunità 2012: incardinamento della commissione per le pari opportunità presso la Giunta provinciale”, proposto dai consiglieri Borga, Civettini e Cia.

Nell’illustrare le finalità del documento, il consigliere Rodolfo Borga ha chiarito che la proposta è quella di tornare all’originario incardinamento della commissione provinciale pari opportunità tra donna e uomo presso la Giunta anziché presso il Consiglio.

“In astratto questo organismo potrebbe essere utile”, ha aggiunto, “però non lo è così come sta operando in Trentino”. L’organismo potrebbe svolgere un ruolo positivo se incardinata presso la Giunta e dotata di maggiori risorse umane e finanziarie.

Si pensi che i 48 mila euro di budget di spesa destinati all’attività sono per oltre la metà destinati a compensi delle componenti e la rimanente parte si riduce a poche povere iniziative e attività poco significative –come mostre, segnalibri, cataloghi, spettacoli teatrali o conferenze.

Borga nell’elencare come vengono spese le risorse economiche è tornato sulla questione Burkini che aveva fatto scalpore.

«La commissione dovrebbe fare qualcosa di più concreto e a tal fine,per dare un senso alla propria attività  – ha spiegato Borga –  dovrebbe essere aiutata sotto il profilo delle risorse umane e finanziarie: ecco perché sarebbe opportuno liberare il Consiglio provinciale da questo organismo e ricondurla come in molte regioni d’Italia presso la Giunta individuando un responsabile politico a cui dovrebbe rispondere perché attualmente c’è un’impostazione ideologica che va rimossa.

Vi invito a valutare, sulla scorta delle mie osservazioni, se la commissione non avrebbe da guadagnare a tornare sotto la responsabilità della Giunta provinciale, ha concluso rivolto ai colleghi».

«Condivido con il collega Borga la preoccupazione autentica – ha replicato Sara Ferrari  – e mi sono quindi chiesta se una scelta politica molto chiara ed esplicita che ha assegnato alla commissione un ruolo autonomo ed indipendente rispetto alla Giunta sia stata la scelta migliore».

Le conclusioni a cui è arrivata l’assessora competente è stata affermativa: La commissione provinciale pari opportunità, infatti, in coerenza con il mandato e le finalità imposte dalla legge «promuove iniziative, esprime pareri, fornisce consulenza, monitora e controlla la situazione delle pari opportunità e l’andamento delle politiche di genere, svolge il ruolo di coordinamento tra i soggetti interessati, promuove incontri, seminari, convegni, conferenze ed iniziative atte ad approfondire le questioni di genere: questa Commissione che risponde a chi l’ha eletta e nominata e alla legge che deve rispettare deve ad avviso dell’assessora assumersi la responsabilità degli obblighi di mandato previsti dalla legge di riferimento ed è giustamente autonoma e collocata presso il Consiglio provinciale».

Il consigliere Walter Viola (Progetto Trentino) ha ricordato la genesi storica dello spostamento della collocazione della commissione: nel 2012 l’allora assessore Beltrami prese questa decisione a causa dei “poco chiari rapporti tra la commissione e la Giunta provinciale”.

«Ora ci si viene a dire che il problema è quello dell’indipendenza politica, che sarebbe come dire che la Giunta non è in grado di garantire l’indipendenza e la libertà politica. Che un assessore non sia in grado di garantire la libertà degli organismi è un fatto gravissimo: questa è un’ammissione durissima, ha aggiunto. In questo senso occorrerebbe un po’ interrogarsi, ha concluso, perché significherebbe che c’è un deficit di democrazia e libertà in Provincia. Ma dal momento che non penso sia cos’, sarebbe certamente più opportuno tornare alla storica collocazione dell’organismo» – ha concluso Viola

Nella replica Rodolfo Borga ha dato lettura dell’elenco delle iniziative realizzate nel 2016 ed ha chiarito che quello che sta facendo la commissione pari opportunità lo può fare semplicemente e in poco tempo un funzionario provinciale: «la commissione pari opportunità dovrebbe fare ben altro che segnalibri, tappi per il latte e spettacoli teatrali  ha concluso –  e a tal fine dovrebbe avere la struttura e le risorse umane ed economiche di cui attualmente non dispone».

Il disegno di legge, composto da quattro articoli, è stato respinto.


Richiedenti asilo in Trentino: stanziati quasi 20 milioni di euro per il 2017 (+52% rispetto al 2016)

Borga nella question Time di ieri in consiglio è tornato sulla richiesta di spiegazioni relativa all’aumento delle risorse messe a disposizione dalla Provincia per i richiedenti asilo.

In occasione della discussione della recente legge finanziaria approvata dal Consiglio provinciale il consigliere Rodolfo Borga aveva chiesto inutilmente per ben due volte chiarimenti circa le ragioni del considerevole aumento previsto per l’anno 2017 delle risorse finanziarie destinate a sostenere le spese per i richiedenti protezione internazionale, comunemente definiti profughi.

L’aumento, del 52%, delle risorse messe a disposizione per i richiedenti asilo sono relative a spese per affitti, manutenzioni, beni di consumo, utenze, generici servizi.

Nel 2017 queste risorse sono lievitate da 12,846 milioni di euro a previste per il 2016 a 19,500 milioni per il 2017, per una percentuale in aumento pari al 52%.

Considerata la rilevanza dello stanziamento, rispetto alle risorse stanziate per lo scorso anno, Borga ha chiesto di conoscere le ragioni di tale aumento per due volte, senza però ottenere alcuna risposta dalla Giunta. 

Ieri Borga ha chiesto se questo aumento sia determinato dalla previsione di un aumento della presenza dei richiedenti asilo sul territorio provinciale.

L’assessore Zeni ha ricordato che sulla base dell’intesa stipulata dallo Stato con le Province autonome, gli oneri per la percentuale di richiedenti asilo assegnata a nostri territori non provengono dal bilancio provinciale.

E ha chiarito che “l’incremento degli stanziamenti previsti è di tipo prudenziale, visto l’aumento della spesa verificatosi negli ultimi anni”. In sostanza la Provincia ha “messo le mani avanti”, ha spiegato Zeni. Se poi l’incremento non vi sarà, le risorse non saranno spese.

Ma è quasi sicuro che la presenza sul nostro territorio dei richiedenti asilo, visto l’aumento delle risorse messe a disposizione per il 2017, potrebbe anche raddoppiare arrivando quindi a circa 3.000 unità.

Nella replica Borga si è dichiarato soddisfatto della risposta ma non del contenuto riguardante il previsto incremento della spesa che corrisponde a quello dei richiedenti asilo rispetto al passato.

Il consigliere ha osservato che “senza una programmazione che guardi al di là dell’anno prossimo, un problema come questo non sarà mai risolto”. Per Borga occorrerebbe il coraggio di dire alla gente che se le cose non cambiano, la prospettiva sarà di un aumento considerevole sia della presenza di queste persone sia dei problemi legati alla gestione del fenomeno.


Morte Simon Mat: denunciato l’amico rumeno per omicidio stradale

In data 19.11.2016 verso le ore 23.20 lungo la SS della Val di Non in località Rocchetta si verificava un sinistro stradale.

Interveniva immediatamente una pattuglia del NORM per i rilievi.

L’evento vedeva coinvolta una Renault Megan condotta da un cittadino Romeno con a bordo due connazionali che percorreva la predetta viabile con direzione Cles – Mezzolombardo, quando giunto in località Rocchetta nel comune di Mezzolombardo, nell’affrontare una curva a visuale preclusa a lui volgente a destra perdeva il controllo del mezzo invadendo la corsia di marcia opposta da dove giungeva una Fiat 500 condotta da una signora.

A causa del violento impatto fronto-laterale, Simon Mat seduto sul sedile posteriore della Renault Megan veniva sbalzato fuori dall’abitacolo del mezzo.

Immediati i soccorsi, anche grazie a dei volontari del 118 – elisoccorso che seguivano a breve distanza, gli stessi procedevano a stabilizzare il Simon Mat, residente a Cles (purtroppo deceduto pochi giorni fa a causa delle ferite riportate a seguito dell’incidente) e a prestare le cure agli altri occupanti.

La pattuglia NORM sul posto immediatamente interrogava i testi e il presunto conducente del mezzo H.I. ed il presunto trasportato T.S.

Il presunto conducente si sottoponeva al test etilometrico da cui risultava positivo mentre l’altro giovane risultava negativo.

I due soggetti affermavano che alla guida del mezzo vi era l’amico.

Da attente valutazioni delle dichiarazioni di altri soggetti, da accertamenti successivi, emergeva sempre più il dubbio che alla guida del mezzo non vi fosse H.I. ma piuttosto il T.I. che cercava in ogni modo di eludere le investigazioni cercando e portando in più occasioni “scuse” che potessero giustificare la conduzione del mezzo da parte dell’amico H.I. e non da parte sua.

Dopo una attenta analisi effettuata dai militari del NORM sulle dichiarazioni e sulla dinamica del sinistro, di concerto con la Procura della Repubblica venivano eseguiti alcuni accertamenti quali verificare eventuale presenza di ematomi causati dalle cinture di sicurezza utilizzate dai due occupanti la Renault Megan, e venivano eseguite alcune intercettazioni telefoniche.

In sinergia con il NORM. di Cles e delle Stazioni CC di Rabbi, Malè e Cles (supporto per notifiche ed inviti, più la logistica) i carabinieri incominciavano ad escutere gran parte delle amicizie dei due soggetti (grazie anche alle intercettazioni) tutti di origine Romena tanto da far terra bruciata intorno al T.I. , il quale durante l’ennesimo “confronto” con gli operanti, vistosi ormai alle strette e suffragate ormai da vari risconti tecnici, cedeva e confessava dichiarando che effettivamente era lui alla guida del mezzo, e di aver dichiarato precedentemente il falso accusando l’amico .

Al termine dell’attività investigativa il T.I è stato deferito per il reato di 590 bis comma 5° del C.P omicidio stradale aggravato (poiché in contromano), ed il reato 368 C.P. Calunnia aggravata (poiché vi è un aggravate del 590 bis che porta la pena a 12 anni)

Gli investigatori precisano che l’attività, condotta con minuzia e attenzione certosina principalmente personale del Radiomobile di Trento è stato coadiuvato anche da altri Comandi della Compagnia di Cles. L’attività è durata dal 19.11.2016 fino al 23.12.2016


E’ morto Mario Poltronieri, la voce storica della Formula 1

E’ morto oggi Mario Poltronieri giornalista e voce storica della Formula 1 e della Rai, aveva 87 anni.

Figlio del violinista Alberto Poltronieri, dopo un’esperienza come pilota, Poltronieri iniziò a lavorare per la Rai all’inizio degli anni ’60.

Dal 1971 e per oltre vent’anni, scrive Wikipedia, ha condotto trasmissioni e telegiornali a carattere sportivo, ricoprendo nel contempo il ruolo di commentatore Rai nelle gare del Mondiale di Formula 1 fino al pensionamento avvenuto nel 1994.

Alle elezioni europee del 1999 Poltronieri si è candidato nella circoscrizione nord-ovest nelle liste di Rinnovamento Italiano, il movimento di Lamberto Dini alleato con il centrosinistra ma non è stato eletto

Il 13 novembre 1994 Poltronieri cedeva per l’ultima volta la linea per lasciare la Rai e andare in pensione dopo 30 anni di telecronache. Il gran Premio d’Australia era stata la sua ultima telecronaca.

Sulla morte di Ayrton Senna disse, «Andammo avanti con il collegamento per ore e ore, con le notizie che arrivavano in cabina in maniera frammentata anche se fu subito chiaro che Ayrton non ce l’avrebbe fatta. Fu un week-end terribile quello di Imola nel 1994».

Con Ezio Zermiani e Gianfranco Palazzoli formava una squadra imbattibile di commentatori.

Mario Poltronieri anche dopo il pensionamento aveva continuato a documentarsi, a scrivere e a leggere. La sua grandissima passione erano i sommergibili: «la loro storia e i modellini mi affascinano»

In una delle sue ultime interviste alla domanda su quali fossero i suoi obiettivi rispose: «Michel Houellebecq sostiene che nel 2022 il Parlamento francese sarà a maggioranza islamica: io punto a esserci per vedere se abbia ragione lui o meno».

 


Fiavè: in arrivo 14 profughe, dubbi però sulla location

«Come ormai purtroppo accade molto spesso, quando arrivano dei profughi e devono essere sistemati sul territorio trentino, l’assessore di competenza pur ascoltando, quando lo fa, il parere delle amministrazioni locali poi alla fine porta avanti le sue scelte senza prendere in considerazione quanto richiesto» – le dichiarazioni sono del consigliere provinciale della Lega Nord Maurizio Fugatti dopo aver saputo che a Fiavè, paese della valli Giudicarie sono in arrivo 14 richiedenti asilo.

L’amministrazione comunale di Fiavè si dice disponibile ad ospitare le 14 profughe in arrivo, – afferma Fugatti –  ma pare non sia d’accordo con la sistemazione trovata, cioè ex albergo Miramonti, in disuso da tempo, di proprietà della Curia.

Concentrare le 14 profughe in una piccola realtà, superando così il numero stabilito per abitante, andrebbe a creare dei disagi sia agli abitanti del paese che alle stesse nuove arrivate.

E la struttura così grande spaventa per il possibile futuro aumento del numero dei profughi ospitati. L’hotel Miramonti infatti possiede oltre 16 camere che possono ospitare oltre 100 persone. 

«La scelta di inserire migranti in una struttura alberghiera è contraria a quanto ha sempre detto l’assessore Zeni che ha manifestato più volte di non voler creare grandi strutture di accoglienza» – incalza Fugatti.

L’amministrazione avrebbe anche trovato diverse soluzioni ma a quanto pare la decisione è già stata presa e quindi presto arriveranno 14 donne.

«Evidentemente gli accordi erano già stati presi tra l’assessore e la Curia ancora prima di interpellare il comune che sarebbe il diretto interessato» – sottolinea Fugatti.

Ma Fugatti non si è accontentato delle dichiarazioni e ha depositato oggi un’interrogazione alla giunta provinciale per sapere quando sono stati presi gli accordi con la Curia, per quale motivo in questo caso si è optato per una struttura di grandi dimensioni contrariamente a quanto più volte manifestato dall’assessore Zeni e quanto costerà alla Provincia l’ospitare le 14 donne presso l’albergo Miramonti.

Fugatti prevede anche che dentro l’Hotel debbano essere realizzati dei lavori di ristrutturazione, che di solito sono a carico della provincia, per questo nel documento interrogativo chiede anche se vi sono da fare dei lavori di ristrutturazione all’albergo se vi è in previsione che ne arrivino delle altre/i nei prossimi mesi vista la disponibilità dei posti letto dell’albergo e se l’assessore prenderà in considerazione le proposte alternative fatte dall’amministrazione e, nel caso in cui non le prendesse in considerazione, le motivazioni.


Chiusura ex Vestimenta Mattarello: lunedi 23 gennaio dichiarato lo sciopero di 4 ore.

Sindacati sul piede di guerra dopo l’annuncio della chiusura dell’ex Vestimenta di Mattarello che quindi mette sulla strada ben 57 dipendenti.

Dopo la comunicazione relativa alla procedura di Mobilità per tutto il personale dipendente del 16 Gennaio i sindacati della triplice dopo aver proclamato lo stato di agitazione permanente hanno richiesto un incontro con l’assessore Alessandro Olivi.

L’incontro è stato fissato per Lunedì 23 Gennaio dove è stata anche dichiarata un adeguata mobilitazione di tutti i dipendenti del Centro Moda Italia.

I sindacati quindi hanno confermato lo sciopero di 4 ore per l’intero pomeriggio del 23 Gennaio dalle ore 13.05 alle ore 17.05, «al fine – si legge nel comunitato –  di garantire la partecipazione dei Lavoratori all’incontro con l’Assessore Olivi previsto per le ore 15,30 presso la sede dell’Assessorato in Via Romagnosi n.9 a Trento».


Le «20 question Time» discusse oggi in consiglio provinciale.

​Il «question time» ha aperto i lavori del Consiglio provinciale convocato oggi e domani in aula dal presidente Dorigatti.

Interrogazioni a risposta immediata che hanno visto protagonista la sanità e l’immigrazione. 

Ecco la sintesi delle interrogazioni dei consiglieri e delle risposte della Giunta.

Lorenzo Ossana (Patt) – Piante ornamentali per la rotonda in località “Rupe” – Il consigliere del Patt chiede alla Giunta se non si ritenga di abbellire, con piante ornamentali e di basso fusto, l’uscita nord della galleria “Rupe” a Mezzolombardo. “Biglietto da visita” delle valli del Noce e dell’Altipiano Fai – Paganella.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha detto che l’abbellimento va fatto, ma c’è una consuetudine che la Pat mantiene la rete mentre gli abbellimenti passano attraverso i comuni, che hanno strutture adibite all’abbellimento, o le Comunità di valle. Quindi, l’obiettivo è condiviso, ma la Pat potrà solo attivarsi per promuovere un accordo per questo intervento.

Claudio Civettini (Civica Trentina) – Guardia medica in Tesino perché è stata soppressa? – Il consigliere della Civica chiede alla Giunta di conoscere in base a quali numeri la guardia medica in Tesino è stata soppressa. E se la scelta abbia tenuto conto dei rischi ai quali sono sottoposti i residenti, come nel caso di un cittadino diabetico salvato per due volte dai medici della guardia medica del Tesino.

La risposta. L’assessore Zeni ha affermato che le cosiddette guardie mediche, in realtà medici di continuità assistenziali, sono chiamati a fare interventi, appunto, di continuità assistenziale al posto dei medici di base e non d’urgenza. Quest’ultima spetta al 118. Il sistema è cambiato, ha continuato Zeni, rispetto ad un tempo: oggi c’è la rete del 118 quindi la funzione della guardia medica è cambiata. Anche partendo dalla presunta crisi ipoglicemia, citata da Civettini, i medici ribadiscono che la scelta migliore è l’intervento del 118 sotto la supervisione dei medici. Si sconsiglia il trasporto da parte di privati e la guardia medica in casi di crisi grave non potrebbe assistere un paziente. La media dei dati di Pieve Tesino degli interventi della guardia medica del Tesino nel 2013 ogni 12 ore si sono fatte 3,3 visite; nel 24, 2 nel 2015, 2. Nel periodo 2 novembre – 16 gennaio, quindi dopo la ristrutturazione del servizio, gli accessi al pronto soccorso di Borgo sono stati 2124 a fronte dei 2114 dello stesso periodo dell’anno precedente. Quindi non c’è alcun affollamento del Ps. Infine, Zeni ha detto che su 780 utenti, tra novembre e gennaio, della sede guardia medica di Borgo, 34 sono del Tesino e quindi., ha concluso, non c’è alcun affollamento della struttura.

La replica. Il consigliere ha detto che la risposta è stata da “professorino”. E nel caso di emergenza, contrariamente a quanto affermato da Zeni, come quella vissuta dal cittadino l’intervento deve essere immediato. E l’intervento del 118 in Tesino, ha ricordato, non può essere immediato.

Alessio Manica (PD) – Viabilità a Rovereto Il tavolo di lavoro a che punto è? – Il consigliere chiede alla Giunta di sapere quale sia lo stato dell’arte del tavolo di lavoro tra il Comune di Rovereto e la Pat per interventi per la mobilità, tra i quali la riapertura di Calliano e l’A22 gratis tra Rovereto sud e Trento Nord. Manica chiede anche quale sia il coinvolgimento della Comunità di valle.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha risposto affermando che è al lavoro un gruppo tecnico Comune – Pat che ha il compito di stabilire le concause delle difficoltà del traffico e individuare le soluzioni. Incontri tra le giunte su questo documento tecnico non sono ancora stati fatti. E’ stato presentato alla Comunità di valle, ma le scelte politiche, ha concluso Gilmozzi, ci saranno quando il documento tecnico verrà tradotto in volontà politica.

La replica. Manica ha preso atto che il tavolo non è chiuso ma si è nella fase di valutazione di alcuni scenari. Serve però, ha raccomandato, un confronto delle amministrazioni per evitare che le proposte sulla viabilità in Vallagarina si “schiantino” come è accaduto nel passato.

Mario Tonina (UpT) Cosa si intende fare per contenere i cinghiali? – Il consigliere dell’UpT chiede quali interventi si intendono adottare per il contenimento delle popolazioni di cinghiale nel Basso Sarca e nel comune di Nago – Torbole e se si intenda creare una nuova area di controllo per le zone nelle quali è accertata la presenza di ibridi tra cinghiali e suini domestici.

La risposta. Dallapiccola ha risposto che i cinghiali gli ibridi nella zona ci sono e a questi ultimi si è estesa la gestione riservata ai cinghiali. Il comitato faunistico, ha ricordato,si occupa di questo problema e l’amministrazione provinciale sta affrontando complessivamente questi problemi e nel prossimo comitato si affronterà la questione specifica presentata da Tonina.

La replica. Questo ricordato dall’assessore, ha detto Tonina, dev’essere un impegno forte. Le popolazioni di cinghiali e suidi devono essere contenute, ha ricordato, anche con l’intervento dei cacciatori. Le zone intervento vanno estese al Baldo e alle zone dove si è riscontrata la presenza di ibridi.

Walter Viola (Progetto Trentino) – Nuova distorsione del calcolo Icef La giunta interviene? – Il consigliere segnala un’ennesima distorsione del sistema Icef. Il caso di due anziani coniugi, uno dei quali accolto in una Rsa, perché bisognoso di cure che non possono essere garantite dall’assistenza domiciliare, la cui retta assorbe completamente la pensione e l’indennità di accompagnamento. Al tempo stesso l’altro coniuge si trova nella necessità di accedere alle cure domiciliari, ma non si può giovare degli aiuti pubblici perché la valutazione Icef viene fatta in base alle somme dei redditi. La legge non prevede le detrazioni delle spese per l’Rsa e si crea quindi una distorsione evidente. Per questo Viola chiede alla Giunta se intenda intervenire riconoscendo la detrazione, almeno in parte, della quota della Rsa per il calcolo Icef.

La risposta. Zeni ha risposto che la proposta del consigliere è già prevista dalla disciplina introdotta dalla Giunta in dicembre col nuovo disciplinare. Quindi, le detrazioni delle spese per l’assistenza socio assistenziale sono già previste. Perciò il caso riportato potrebbe essere un errore di calcolo o antecedente alla nuova disciplina. Comunque, ha detto Zeni, le segnalazioni di eventuali errori vanno bene per migliorare l’Icef.

La replica. Il caso è recentissimo, ma ha ricordato che l’Icef è la conseguenza di un sistema fiscale che non funziona. Oggi è evidente che c’è bisogno di equilibrio per non penalizzare il patrimonio. Una riflessione generale sull’applicazione dell’Icef, in particolar modo per ciò che riguarda il risparmio, ha insistito Viola, va comunque fatta.

Chiara Avanzo (Patt) – Guardia medica del Tesino scelta da rivedere – La consigliera del Patt, ricordando un grave fatto accaduto nei giorni scorsi, chiede alla Giunta di sapere se, dopo la chiusura della guardia medica del Tesino, ci sia stato un reale sovraffollamento del pronto soccorso del San Lorenzo di Borgo messo in evidenza dai medici di guardia notturna. Infine, Chiara Avanzo chiede alla Giunta se, di fronte ai fatti accaduti, all’analisi dei numeri, non ritenga di riconsiderare le scelte per la guardia medica del Tesino che hanno un peso anche sul calo delle presenze turistiche.

La risposta. Zeni ha risposto affermando che l’impostazione è quella di valutare il nuovo assetto delle guardie mediche. Ma, ha aggiunto, servono valutazioni supportate da dati. E l’assessore ha ribadito, riportando i dati forniti nella risposta a Civettini, che per la guardia medica e il pronto soccorso di Borgo non si evidenziano un sovraffollamenti. Zeni ha ribadito che i casi gravi, come quelli citati nell’interrogazione, vanno trattati dal 118 e non dai medici di continuità assistenziale che svolgono le funzioni dei medici di famiglia.

La replica. La consigliera ha detto che le funzioni della guardia medica sono chiare, ma il caso accaduto in Tesino ha destato perplessità, e sulla stampa sono usciti dati sul territorio che sembrano essere a facole della scelta della riforma, però, d’altra parte, i medici hanno sollevato dubbi. Quindi, ha chiesto Chiara Avanzo, dove sta la verità: nei numeri pubblicati o nella voce di operatori e amministratori che lamentano problemi?

Giacomo Bezzi (Forza Italia) – Quali sono i dati più recenti sulle tossicodipendenze? – Il consigliere di Forza Italia chiede alla Giunta di conoscere i dati più recenti relativi all’incidenza delle tossicodipendenze tra i minorenni nella nostra provincia e se il fenomeno viene rilevato nelle scuole.

La risposta. L’assessore Zeni ha risposto che il Sert divide i pazienti giovani in due categorie: i tossicodipendenti e i consumatori problematici. Cinquanta ragazzi sono stati seguiti dal Sert in seguito alle segnalazioni del Commissariato del Governo e la cannabis è risultata essere la sostanza più usata; mentre l’ eroina rimane la sostanza più usata per le dipendenze. L’età di esordio del consumo di stupefacenti va dagli undici ai 17 anni. Sempre più frequenti i casi di intossicazione causati dalle nuove droghe. Sostante dannose spesso acquistate sul mercato online. Nuove sostanze, ha aggiunto Zeni, che non sono immediatamente identificabili. Il Sert, ha ricordato infine, lavora con scuole e comunità per progetti di educazione, informazione e prevenzione.

La replica. Bezzi ha replicando affermando che sulle scale dei gruppi consiglieri ci sono spessissimo tossicodipendenti che si drogano. Il consigliere, in generale, sulla tossicodipendenze tra i minorenni ha raccomandato una maggiore attenzione. Il Presidente Dorigatti ha replicato affermando che il Consiglio ha già adottato misure di controllo.

Filippo Degasperi (5 Stelle) – Parto indolore le partorienti sono discriminate – Il consigliere, partendo dai dati sulla parto analgesia, in base ai quali a Cles, lo scorso anno, si sono avuti 133 parti indolori su 570; 28 su 2875 a Trento; solo 1 su 1217 a Rovereto, chiede alla Giunta di non ritiene che sussistano iniquità e discriminazioni tra le partorienti.

La risposta. L’assessore Zeni ha risposto affermando che l’ analgesia epidurale ha bisogno di un servizio complesso. A Trento graverà su anestesia e quindi il servizio dev’essere esteso con gradualità. L’obiettivo dell’assessorato, ha aggiunto, rimane quello di assicurare l’accesso ai servizi sanitari in equità e sicurezza. A regime, entro il 2017 il parto indolore sarà garantito al Santa Chiara e nel 2018 negli altri ospedali. L’anestesia epidurale, ha detto ancora Zeni, è un servizio complesso che richiede una competenza specifica e un lavoro di team tra medici, infermiere ostetriche.

La replica. Il consigliere ha detto che senza dubbio la tecnica è complessa e il mandato dell’assessorato c’è. Ma nel 2011 si dicevano le stesse cose e i risultati non si sono ancora visti. Gli anestesisti non c’erano nel 2011 e non ci sono oggi. E ora, dopo anni, si dice che si farà nel 2017 a Trento e a Rovereto 2018. Non si capisce, infine, quali studi si debbano fare ancora, visto che di questo argomento si parla da più di sei anni. Tutta la gente pagata per organizzare la sanità, ha concluso Degasperi, cos’ha fatto in questi anni?

Massimo Fasanelli (Misto) – Alimenti avariati quanti i controlli dell’Azienda sanitaria? – Partendo dalla notizia del maxisequestro di alimenti avariati o mal conservati, effettuato dai Nas in un supermercato etnico di Rovereto, il consigliere chiede se l’Apss svolga accertamenti nei supermercati e nei locali pubblici; quali sono i numeri di questi controlli e se non si ritenga di potenziarli; la tipologia delle infrazioni.

La risposta. Zeni ha affermato che l’Azienda sanitaria ha il compito per legge di fare i controlli. Il numero dei supermercati in Trentino sono 1650 e 5438 i ristoranti. I controlli dell’Apss sono stati 932 sui supermercati e 1451 su locali. I casi di non conformità delle norme sono stati 25 per i supermercati e 31 per quanto riguarda i locali.

La replica. Soddisfatto della risposta il consigliere. Ma la guardia, ha detto, va tenuta alta soprattutto per i negozi etnici che applicano prezzi talmente bassi da porre dubbi sul rispetto delle norme. Esercizi commerciali che rischiano di fare una concorrenza sleale a quelli che rispettano la legge.

Pietro De Godenz (UpT) – Tempi certi per anastesia a Cavalese – Il consigliere Pietro De Godenz chiede all’assessore alla sanità tempi certi per il completamento dell’unità di anestesia dell’ospedale di Fiemme per garantire la copertura del servizio sulle 24 ore, anche in riferimento al servizio di ortopedia riconosciuto come eccellente.

La risposta. Zeni ha risposto affermando che i concorsi hanno fornito un numero sufficiente di anestesisti, ma i vincoli contrattuali prevedono il preavviso alle aziende di provenienza e quindi i tempi si sono dilatati. Comunque, per Cavalese è stata pubblicata la graduatoria di anestesia e assunto il dottor Temperini che arriverà il primo febbraio. Il quadro degli anestesisti è questo: il dottor Aurini a Arco che ha preso servizio dal 16 gennaio, il dottor Visentini a Borgo il 17 gennaio, il dottor Temperini, come detto, dal primo febbraio a Cavalese, il dottor Coverno sarà a Tione dal 27 febbraio. Quindi, la reperibilità notturna degli anestesisti, ha concluso l’assessore, sarà presto operativa.

La replica. Soddisfatto il consigliere, anche se ha ricordato che il servizio sarebbe dovuto riprendere a dicembre.

Violetta Plotegher (PD) – Quando si farà la struttura di via Lavisotto? – La consigliera del Pd chiede alla Giunta di conoscere la tempistica della realizzazione della struttura per l’accoglienza di padri separati e in stato di disagio abitativo di via Lavisotto. Struttura, ricorda Violetta Plotegher, attesa da anni.

La risposta. Nella sua risposta l’assessore Zeni ha comunicato che il Servizio opere civili sta proseguendo con la progettazione della struttura mentre Apot è impegnata a predisporre un accordo sulla gestione da sottoporre al Comune di Trento. E ha segnalato infine che il progetto esecutivo sarà pronto entro la primavera 2017 e che i lavori inizieranno entro l’autunno di quest’anno.

La replica. Plotegher ha ringraziato l’assessore ed evidenziato che strutture come questa rispondendo al disagio abitativo hanno anche una valenza importante in termini di prevenzione sanitaria.

Donata Borgonovo Re (Pd) – Quali passi avanti per il parco agricolo di Mattarello? – La consigliera del Pd chiede alla Giunta se sia stato costituito il tavolo di lavoro Provincia – Comune di Trento e se siano stati completati gli adempimenti per la realizzazione nell’area tra Trento e Mattarello, in un primo tempo destinata a cittadella militare, di un parco agricolo. Parco, aggiunge la consigliera, che potrebbe rappresentare un polmone verde per la città.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha ricordato che oggi c’è un piano regolatore che su quell’area prevede le caserme. Si sa però che le caserme non si faranno più e occorre quindi procedere alla richiesta rivolta ai proprietari per verificare se intendono tornare in possesso dell’area. Questa è una procedura da espletare obbligatoriamente. L’auspicio è che il Comune di Trento, con cui la Provincia si sta confrontando, decida cosa fare di quest’area viste le diverse ipotesi, sollecitazioni e sensibilità emerse al riguardo. L’idea dell’area agricola deve confrontarsi con le altre soprattutto ma sarà il Comune a decidere attraverso il piano regolatore che non compete alla Provincia.

La replica. Borgonovo Re ha motivato la propria insoddisfazione per la risposta in quanto la sua richiesta concerneva piuttosto i contatti presi con i proprietari, per avere notizia di quanti sono stati sentiti dagli uffici e quanti hanno risposto. Altro è invece, ha aggiunto la consigliera, il tema del tavolo di lavoro Provincia-Comune, che deve delineare quale destinazione dare all’area.

Claudio Cia (Misto) – Quali prospettive per la discarica di Sardagna? – Il consigliere chiede alla Giunta di sapere secondo quali dati scientifici si è giustificato il conferimento di rifiuti inerti e speciali come stabilizzanti di un eventuale versante franoso e come sia conciliabile con l’attività di trattamento e stoccaggio dei rifiuti speciali. Infine, il consigliere chiede quali garanzie saranno date su recupero ambientale del sito.

La risposta. L’assessore Gilmozzi ha assicurato che il sito è costantemente monitorato per valutare il movimento franoso, giudicato “lievissimo”. E che la situazione è pienamente sotto controllo. Ha poi ricordato che l’ideale, secondo i geologi, è riempire il buco che era stato scavato e che ha causato il movimento. In sostanza riempiendo il buco la frana non scende. Gli uffici della Provincia hanno accertato che non è indispensabile intervenire, ma utile. Quanto alle domande presentate, occorre attendere che sia completata la Valutazione di impatto ambientale. In ogni caso per il Comune di Trento i materiali che potranno essere conferii non saranno rifiuti ma inerti di una certa categoria.

La replica. Cia ha osservato che “forse andrebbero considerate le preoccupazioni della popolazione di Sardagna, non informata del problema del movimento franoso”, all’origine del quale vi è stato il deposito di “materiali destinati a rimanere lì sine die”.

Rodolfo Borga (Civica Trentina) Perché più soldi per i richiedenti asilo? – Il consigliere chiede perché le risorse finanziarie per i richiedenti asilo siano aumentate da 12,8 milioni a 19,5 milioni di euro. Borga chiede se questo aumento sia determinato dalla previsione di un aumento della presenza dei richiedenti asilo sul territorio provinciale.

La risposta. L’assessore Zeni ha ricordato che sulla base dell’intesa stipulata dallo Stato con le Province autonome, gli oneri per la percentuale di richiedenti asilo assegnata a nostri territori non provengono dal bilancio provinciale. E ha chiarito che “l’incremento degli stanziamenti previsti è di tipo prudenziale, visto l’aumento della spesa verificatosi negli ultimi anni”. In sostanza la Provincia ha “messo le mani avanti”, ha spiegato Zeni. Se poi l’incremento non vi sarà, le risorse non saranno spese.

La replica. Borga si è dichiarato soddisfatto della risposta ma non del contenuto riguardante il previsto incremento della spesa che corrisponde a quello dei richiedenti asilo rispetto al passato. Il consigliere ha osservato che “senza una programmazione che guardi al di là dell’anno prossimo, un problema come questo non sarà mai risolto”. E ha lamentato la bocciatura, ad opera della maggioranza, delle proposte concrete per fronteggiare la questione avanzate da Civica Trentina. Per Borga occorrerebbe il coraggio di dire alla gente che se le cose non cambiano, la prospettiva sarà di un aumento considerevole sia della presenza di queste persone sia dei problemi legati alla gestione del fenomeno.

Gianfranco Zanon (PT) – Guardia medica in val di Non: troppe disparità – Il consigliere chiede alla Giunta in base a quali criteri sia stato diviso, nel territorio della valle di Non, il servizio di guardia medica. Tenuto conto che tra gli abitanti dei vari comuni si sono create evidenti disparità per ciò che riguarda le distanze. Il consigliere chiede infine, se la Giunta intenda rivedere questa scelta.

La risposta. L’assessore Zeni ha ricordato che la localizzazione del servizio di continuità assistenziale garantito dalla Guardia medica risponde a criteri legati alla popolazione, al numero delle prestazioni erogate e delle distanze, ma non sostituisce affatto il 118 di Trentino Emergenza. Un conto – ha proseguito – sono le visite domiciliari, mentre altra cosa sono le visite ambulatoriali. I criteri individuati per le sedi rispondono all’esigenza che la Guardia medica si rechi dagli assistiti a domicilio, mentre i cittadini possono rivolgersi dove vogliono. La riorganizzazione del servizio, ha concluso Zeni, è stata condivisa con gli amministratori della Val di Non.

La replica. Per Zanon con questa riorganizzazione i problemi rimangono. Vero che ciascuno può decidere liberamente dove andare, ma resta il fatto che i cittadini di alcuni Comuni chiamano la Guardia medica devono attendere mezz’ora anziché 5 minuti. Dunque almeno l’informazione ai cittadini andrebbe data correttamente.

Walter Kaswalder (Patt) – Quali malattie riscontrate tra i profughi? – Il consigliere del Patt chiede alla Giunta di sapere se tra i 1456 richiedenti asilo ospitati in Trentino siano stati riscontrati casi di malattie come la scabbia, Aids, meningite, salmonellosi. Kaswalder chiede inoltre se ci siano stati casi accertati, quali siano i sistemi di profilassi e la situazione sanitaria oggi.

La risposta. L’assessore Zeni ha rassicurato sulla salute dei migranti ospitati nel Trentino e che fruiscono di un’assistenza sanitaria adeguata. Nel corso del 2016 i medici da cui sono stati visitati hanno segnalato un solo caso di malattia trasmissibile: tubercolosi polmonare. Zeni ha aggiunto che la maggior parte delle patologie rilevati nei soggetti migranti approdati nel nostro Paese non sono trasmissibili, ma derivanti da traumi e da stress.

La replica. Kaswalder si è dichiarato soddisfatto della risposta.

Maurizio Fugatti (Lega Nord) – Nelle società si rispettano le norme sulle incompatibilità? – Il consigliere chiede se le norme del codice di comportamento e relative all’incompatibilità del personale della Provincia, siano applicati anche alle società quali Hit, e in precedenza Trento Rise, e se la Giunta sia a conoscenza di dirigenti di queste società che non hanno rispettato e non rispettano queste norme.

La risposta. Il presidente Rossi ha ricordato che con delibera del 18 luglio 2014 la Giunta ha adottato un codice di comportamento valido anche per le società collegate. La disciplina sull’incompatibilità vale quindi anche per gli incarichi esterni assegnati da questi enti oltre che per i dipendenti provinciali, quando le attività svolte all’esterno siano abituali, professionali e in contrasto con il servizio. In costanza di svolgimento dell’incarico vietato parte la diffida e poi la decadenza dall’attività. Quanto a Trento Rise, oggi in liquidazione, trattandosi di società di diritto privato essa non era assoggettata a queste regole. Tuttavia dal 1° febbraio 2016 Trento Rise si era dotata di un codice etico di comportamento riguardante anche la sulla trasparenza e la correttezza degli incarichi, analogo a quello introdotto dalla Provincia. Norme, ha concluso il presidente, valide anche per la società denominata “Hit”.

La replica. Fugatti ha precisato che la ratio dell’interrogazione nasce dal dubbio suscitato da incarichi assegnati da società come Hit e Trento Rise, che possono avere avuto e avere oggi ruoli all’interno di altre società private attive in settori molto simili. Per Fugatti in passato vi sono stati casi di incompatibilità in società come Trento Rise, che pur private hanno percepito finanziamenti pubblici, e questo sarebbe molto grave. L’auspicio è che in futuro casi come questi non si verifichino più grazie alle norme provinciali richiamate da Rossi.

Nerio Giovanazzi (AT) – Vallo – Tomo c’è un pericolo incombente? – Il consigliere chiede se sia stata considerata la possibilità di intervenire per la messa in sicurezza evitando soluzioni impattanti come il cosiddetto Vallo – Tomo di Mori e se la conseguente dichiarazione di somma urgenza per la realizzazione dei lavori, sia stata dettata da un pericolo incombente, e se quindi per motivi di sicurezza si debba procedere allo sgombero delle abitazioni interessate.

La risposta. L’assessore Mellarini ha ricordato che la Provincia aveva valutato interventi alternativi alla soluzione del “Vallo Tomo”, concludendo però che non davano sufficienti garanzia. Quanto alla dichiarazione di somma urgenza, l’assessore ha segnalato che erano state predisposte dal Sindaco anche procedure di evacuazione temporanee da adottare durante i lavori per la rimozione del blocco roccioso fino al superamento del problema.

La replica. Giovanazzi ha ribadito che a suo avviso si potevano adottare soluzioni diverse dal Vallo tomo consultando tecnici presenti nel nostro territorio.

Gianpiero Passamani (UpT) – Agricoltura, quando la liquidazione dei contributi? – Il consigliere chiede alla Giunta e all’assessore all’agricoltura di conoscere tempi certi entro i quali verranno liquidati ai contadini i contributi previsti dal Piano di sviluppo rurale e quelli previsti da specifiche norme provinciali. Passamani chiede, inoltre, se la Provincia stia pensando a mettere in campo strumenti straordinari per la ristrutturazione del debito delle aziende.

La risposta. L’assessore Dallapiccola ha ricordato che sono stati erogati entro Natale 25 milioni di euro, pari al 25% delle risorse previste sul 2015. A questi si è aggiunta l’erogazione di altri 9 milioni di euro relativi al 2016, per un totale di 34 milioni di euro. Le sollecitazioni di Passamani provengono da chi non ha ricevuto quel che gli spettava o perché aveva presentato domande relative a superfici difformi da quelle in possesso della Provincia, a causa di controlli Agea. “Con la Provincia di Bolzano – ha proseguito Dallapiccola – avevamo concordato l’esternalizzazione del servizio e abbiamo ragionato sui modelli del Veneto e del Tirolo, risultati efficienti ma troppo onerosi per i pagamenti. In ogni caso – ha concluso l’assessore – entro fine anno individueremo un nuovo modo di assolvere a questo compito, da attivare nel 2018”.

La replica. Passamani si è dichiarato insoddisfatto della prima parte della risposta, perché riguardo ai pagamenti l’assessore aveva promesso uno schema chiaro e completo che invece non ha poi fornito.

Manuela Bottamedi (Misto) – Formazione turistica Alto Garda dimenticato per quali ragioni? – Per la qualità dell’offerta turistica la consigliera, preso atto dell’avvio di un percorso biennale Aft di “Tecnico dei servizi della filiera turistica ricettiva” a Tesero, chiede alla Giunta a che punto sia la programmazione, annunciata dall’assessore, per la realizzazione di un percorso Aft nell’Alto Garda e Ledro e chiede di conoscere i motivi per i quali la zona a più alta vocazione turistica del Trentino sia stata di nuovo dimenticata dalla Pat.

La risposta. Il presidente Rossi ha precisato che con la delibera del 19 agosto 2016 ha approvato il piano di aggiornamento della formazione professionale prevedendo anche l’avvio dei corsi di specializzazione turistico-alberghiera e dell’alta formazione tecnica a Varone. Il presidente ha aggiunto che a partire da quest’anno l’alta formazione richiesta da Bottamedi avverrà ad anni alterni prima a Tesero, dove è già iniziata, e poi Varone. Per rossi “evidentemente si deve procedere per gradi e definendo priorità senza che per questo chi arriva in un secondo tempo non deve sentirsi sottovalutato”.

La replica. Bottamedi, esprimendo “gioia” per l’avvio dell’alta formazione turistica a Tesero Fiemme, ha sottolineato di non voller affatto voluto parlare di guerra tra valli ma dell’esigenza di attuare scelte coraggiose. A suo avviso, anziché prevedere l’alternanza dell’alta formazione tra valli – un anno il percorso viene attivato a Tesero e l’anno dopo a Varone – sarebbe stato più opportuno distinguere le iniziative in ragione delle diverse esigenze specifiche dell’offerta turistica nelle due zone. L’alternanza – ha osservato Bottamedi – non è lungimirante e appare penalizzante per il territorio dell’Alto Garda dove una formazione tecnica di alto livello è necessaria perché un territorio che “fa quantità” assicuri anche il mantenimento di un’alta qualità.


Bryan Adams torna al Palaonda di Bolzano

Dopo 10 anni di assenza Bryan Adams torna a Bolzano.

Dato che la data del 16 novembre è stata l’unica data possibile per un concerto a Bolzano e il Palaonda in quel giorno non è libero, il Palasport è stata l’unica alternativa di ospitare l’artista canadese. Visto la capienza limitata rispetto al Palaonda, il concerto sarà esaurito entro breve tempo.

Oltre ai biglietti normali sarà in vendita una quantità limitati di biglietti VIP che includono: ingresso riservato, migliori posti seduti, area VIP con spuntini e bevande.

Quando essere rocker non è un’etichetta come un’altra ma è qualcosa che si ha nel sangue, quando è un modo e uno stile di vita che si sente sulla propria pelle come una seconda natura… Bryan Adams risponde perfettamente a questo profilo. E’ genuino, immediato, tutto chitarre e batteria esattamente come il suo sano e buon rock’n’roll.

Sei concerti nei palasport italiani. Sei serate in cui ascoltare per la prima volta nel nostro Paese i brani del suo ultimo album “Get Up!”, prodotto dal frontman della Electric Light Orchestra Jeff Lynne, che nei quindici mesi trascorsi dalla sua uscita ha riscosso un ampio successo di pubblico e critica.

Accanto a nuovi successi come You Belong To Me, in scaletta ci sarà spazio per le hit che hanno segnato i suoi trentacinque anni di carriera come Summer of ‘69, Heaven, Run To You, Please Forgive Me.

Brani che hanno cementato un rapporto speciale tra Bryan Adams e il pubblico italiano, un rapporto di cui si scriverà un nuovo entusiasmante capitolo in questi attesissimi sei concerti.

Nato il 5 novembre 1959, a Kingston, Ontario (Canada), da genitori inglesi (il padre era un diplomatico che ha portato la famiglia in giro per il mondo), Bryan Adams è diventato il cantante canadese più famoso della fine degli anni ’80 e degli anni ’90, ed è molto conosciuto soprattutto grazie alle sue ballate (di pura tradizione rock) e alle canzoni di stampo classico come Summer of ’69 e “Cuts like a knife”, oltre ad altri numerosi brani le cui melodie sono spesso diventate dei tormentoni per esser state scelte da famosi spot tv


Arrestato profugo nigeriano con 80 ovuli di cocaina nell’intestino.

Lunedì pomeriggio la Squadra Mobile di Trento, in collaborazione con la Polizia Ferroviaria di Rovereto, nell’ambito delle azioni contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, ha fermato, all’interno dell’atrio della stazione di Rovereto, un nigeriano, mentre questo, dopo essere sceso da un treno proveniente da Monaco (Germania), stava per lasciare la stazione per dirigersi verso il centro cittadino. Leggi ancora


L’accoglienza trentina finisce sotto il Ponte di Ravina.

Il consigliere provinciale di Agire Claudio Cia presenta un’interrogazione alla giunta provinciale.

Il tema è quello dell’accoglienza, nello specifico quella avuta a pochi passi della città da un gruppo di migranti.

Il luogo indicato dista a pochi passi dalla città, scendendo al di là dell’Adige sotto un ponte autostradale all’altezza del CRM di Ravina e si raggiunge con una passeggiata da incubo.

L’argomento riguarda sempre i richiedenti asilo, ma quelli però a cui non viene riconosciuto nessuno status di profugo (la maggioranza) e che quindi vengono fatti uscire dalle cooperative e dal percorso di accoglienza.

Cia nella sua interrogazione chiede quali politiche la provincia intende avviare per prevenire simili situazioni in ricoveri di fortuna, quanti sono in totale i profughi arrivati nel nostro territorio, quanti di questi hanno inoltrato domanda di asilo, quante sono le domande accolte e quante quelle respinte.

Il consigliere di Agire chiede anche quale sia il destino dei profughi a cui non è stato riconosciuto lo status di rifugiato, e se la giunta sappia indicare quanti di questi sono ancora presenti sul nostro territorio. Infine viene anche richiesto se la giunta provinciale non ritenga che questa politica dell’accoglienza, così come la vediamo portare avanti, stia alimentando aspettative, miseria, degrado e sia preludio di potenziali conflitti sociali.

Purtroppo prima di arrivare al ricovero di fortuna sotto il ponte di Ravina si trova di tutto. Un sentiero tra le sterpaglie e i rovi, ci fa imbattere in oggetti abbandonati di ogni sorta, lo specchietto retrovisore di una super car, immondizia sparsa, un bidet, oggetti per la toilette personale, dentifricio e spazzolino, abbandonati da qualcuno che non ha rinunciato a defecare dopo essersi lavato i denti.

Tracce che vanno via via aumentando e ci portano a un vero e proprio insediamento umano, un villaggio fantasma di giorno, ma certamente abitato di notte, alla luce fioca di qualche piccola lampada a gas. Il dolce scroscio di una piccola roggia rende più sopportabile il tanfo dell’acqua marcia che scorre verso il fiume.

Si arriva così alla dependance sotto il ponte, con panni a stendere su corde tese che li salvano dalle nutrie. Materassi a formare giacigli sui quali non metteremmo a riposare neppure il nostro cane, due, tre, cinque, altri cartoni in terra, già alcove di disperati.

Sacchi di plastica a custodire indumenti, misere masserizie, utili a sopravvivere nella più totale miseria. Chi viva qui è facile intuirlo: sono quei migranti che non hanno ricevuto lo status di rifugiati e, dopo mesi di inutile attesa in qualche centro di accoglienza, si sono dispersi e dati alla macchia trovando in un ponte l’unico tetto possibile.

Un’interrogazione dell’estate scorsa di Claudio Cia chiedeva, constatando che la maggior parte delle persone che accogliamo in Trentino non hanno diritto allo status di rifugiati, cosa facciano queste persone in Trentino? Come si mantengono? L’Assessore Zeni scriveva nella sua risposta che “le persone richiedenti protezione internazionale a cui non sia concesso alcun tipo di riconoscimento non hanno più titolo per rimanere sul territorio dello Stato italiano e quindi non hanno alcuna prospettiva in proposito”. «Vero – afferma Cia – non hanno più titolo, ma con questo non significa che se ne vadano».

«Non spariscono, – aggiunge ancora Claudio Cia – anche se noi possiamo far finta che non esistano. Che cosa facciamo per queste persone? Che cosa vuol dire per noi accoglienza se tolleriamo situazioni di questo tipo? O vogliamo inserire anche quei giacigli nel novero dell’offerta turistica del Trentino? Di certo quei “turisti” non lasceranno alcun commento su Trip Advisor per la nostra provincia, ma pesa come un macigno sulla nostra coscienza politica sapere di situazioni del genere a un passo dalla città e con vista sul nuovo quartiere dell’archistar Renzo Piano».

Il video della situazione di estremo degrado citata nell’interrogazione da Claudio Cia

 


Cavalese e Tonadico: venerdì ambulatori e uffici chiusi per il patrono

Venerdì 20 gennaio, in occasione della festa di San Sebastiano, patrono di Cavalese e di Tonadico, è prevista la chiusura delle sedi del Servizio territoriale – ambito di Primiero e di Fiemme.

All’ospedale di Cavalese saranno chiusi gli uffici amministrativi, il poliambulatorio, l’ufficio igiene e sanità pubblica oltre ai punti prelievi di Cavalese, Predazzo e Pozza di Fassa.

Nella sede di Tonadico saranno chiusi gli uffici amministrativi, il poliambulatorio e il punto prelievi con esclusione del centro salute mentale e della neuropsichiatria infantile. Nei due ambiti saranno garantite le attività infermieristiche domiciliari a pazienti con piani di assistenza domiciliare integrata e cure palliative (Adi e Adi-Cp).

I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta di Primiero-San Martino di Castrozza, Mezzano, Imer, Sagron Mis, Canal San Bovo così come quelli di Capriana, Valfloriana, Castello-Molina di Fiemme, Cavalese, Carano, Daiano, Varena, Tesero, Panchià, Ziano di Fiemme e Predazzo non saranno in servizio e sarà istituito il servizio di continuità assistenziale a Primero-San Martino di Castrozza e Predazzo


Nuova forte scossa di terremoto in Centro Italia.

Una nuova forte scossa di terremoto ha colpito il Centro Italia poco dopo le 10:25.

La scossa (magnitudo 5.3) è stata avvertita in tutto il centro Italia e anche a Roma e Firenze.

E’ avvenuto a una profondità di 9 chilometri e ha avuto epicentro nella zona di Montereale, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). «E’ stata colpita la stessa zona del 14 agosto, tra Capitignano e Montereale» ha detto il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio. 

È stata sentita in maniera particolarmente netta nel capoluogo di regione ed a Teramo, oltre che sulla costa. Numerose le segnalazioni anche dal Molise, da Termoli, in provincia di Campobasso, a Isernia.

Nelle zone terremotate, nei comuni di Amatrice e Accumoli, si sono verificati alcuni crolli, come nel caso di un cornicione della Scuola Alberghiera di Amatrice che ha ceduto in seguito alla scossa. I Vigili del Fuoco stanno compiendo ulteriori verifiche ad Amatrice e Accumoli, rese complesse dalla presenza di molta neve.


È che a volte ho paura di dimenticare…

RIVA DEL GARDA – Il Comune di Riva del Garda celebra il Giorno della Memoria con la minirassegna cinematografica «È che a volte ho paura di dimenticare…», la cui proposta centrale è, venerdì 27 gennaio, «Shoah» (1985), il monumentale documentario (la durata supera le nove ore, la realizzazione ha richiesto più di 10 anni) realizzato da Claude Lanzmann sullo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale, la cui proiezione si svolge dalle 9 alle 19.30, con sospensioni alle 11 (per un momento di saluto delle autorità cittadine e della comunità ebraica) e alle 15 (per una conversazione sul tema della Shoah).

Oltre a «Shoah» sono in programma mercoledì 25 gennaio il documentario «Notte e nebbia» (1956) di Alain Resnais (alle ore 17, durata 30 minuti) e il film «Ogni cosa è illuminata» (2005) di Liev Schreiber (alle 21, durata un’ora e 26 minuti).

La selezione delle pellicole è stata affidata a Ludovico Maillet, direttore artistico della sezione cinema del centro culturale La Firma, che introdurrà le proiezioni e condurrà il momento di dibattito. Tutte le proiezioni si tengono nella sala riunioni della biblioteca civica con ingresso libero. La cittadinanza è invitata.

SHOAH – di Claude Lanzmann. Con Simon Srebnik, Michael Podchlebnik, Motke Zaidl, Hanna Zaidl, Jan Piwonski. Genere documentario, durata 544 minuti. Francia 1985.

 Claude Lanzmann ha lavorato a tempo pieno per undici anni per realizzare “Shoah”. Il risultato è un film-fiume di oltre nove ore di durata. La pellicola è girata in Polonia nei luoghi dove fu realizzato il genocidio nazista all’interno dei campi di sterminio. Claude Lanzmann intervista sopravvissuti (compresi i membri del Sonderkommando), ex SS e gente del luogo. Il risultato è un’opera di grande importanza storica e di enorme impatto emotivo. Sin dalla sua uscita nelle sale, nel 1985, “Shoah” viene considerato un’opera fondamentale, sia dal punto di vista storico che cinematografico. Il film ha avuto ripercussioni che non accennano a decrescere: è stato oggetto di migliaia di recensioni, studi, libri e seminari nelle università di tutto il mondo. La pellicola ha ottenuto le più alte onorificenze ed è stata premiata a numerosi festival.

NOTTE E NEBBIA – di Alain Resnais. Genere documentario, durata 30 muniti. Francia, 1956.

Notte e nebbia è un documentario cinematografico di carattere storico sull’Olocausto realizzato su un progetto dello storico Henri Michel e con il patrocinio del Comité d’histoire de la seconde guerre mondiale in occasione del decimo anniversario della Shoah, il genocidio del popolo ebraico. Il testo del documentario, scritto da Jean Cayrol, è letto da Michel Bouquet. Il titolo ricalca la frase di lingua tedesca “Nacht und Nebel” che caratterizzò l’operazione di annientamento degli oppositori del regime nazista con l’internamento in campi di concentramento e l’eliminazione fisica nelle camere a gas. “Notte e nebbia” presenta riferimenti storici a tre date importanti: 1933 (avvento del nazismo), 1942 (inizio del sistematico genocidio ebraico) e 1945 (chiusura dei lager con la fine del conflitto mondiale). Il film mostra materiale d’archivio incentrato sulle atrocità compiute dai nazisti, sulla vita nei lager e sugli internati, vittime principali delle stragi concentrazionarie.

OGNI COSA È ILLUMINATA – di Liev Schreiber. Con Elijah Wood, Boris Leskin, Eugene Hutz, Laryssa Lauret, Jonathan Safran. Genere avventura, durata un’ora e 26 minuti). Usa 2005.

Si tratta della trasposizione cinematografica dell’omonimo libro autobiografico di Jonathan Safran Foer, in cui racconta il suo viaggio (sia fisico, sia spirituale) sulle orme del nonno, costretto ad emigrare dalla natia Ucraina negli Stati Uniti. La ricerca di Jonathan Safran Foer si trasformerà poco a poco in una ricerca intima di tutti e tre: il primo alla ricerca delle origini della famiglia, il nonno alla ricerca del suo passato e il nipote alla ricerca delle proprie origini ucraine. Conclusa la sua ricerca, il giovane ritorna negli Stati Uniti con il suo bagaglio di nuove esperienze e con il dono dell’anziana donna di Trochenbrod: una scatola di ricordi chiamata “Nel caso”. L’ultima scena vede Jonathan spargere della terra, presa dal villaggio Trachimbrod, sulla tomba del nonno mentre, in Ucraina, Alex compie lo stesso gesto sulla tomba di suo nonno.

IL PROGRAMMA

È che a volte ho paura di dimenticare…

Mercoledì 25 gennaio

ore 17.30 – Notte e nebbia – 1956, di Alan Resnais, documentario, 30 minuti

ore 21.00 – Ogni cosa è illuminata – 2005, di Liev Schreiber, genere avventura, 106 minuti

Venerdì 27 gennaio

dalle ore 9.00 alle ore 19.30 – Shoah – 1985, di Claude Lanzmann, documentario, 544 minuti

ore 11.00 – Saluto delle autorità cittadine e della comunità ebraica

ore 15.00 – Conversazione sul tema della Shoah


Maggioranza libera: «UPT deve cambiare la classe dirigente»

Nuovo attacco della «Maggioranza Libera UPT» nei confronti del segretario Tiziano Mellarini.

Secondo i «ribelli» dell’UPT il partito inneggia all’unità del partito, esaltando il “volemose ben”, e pontificando su nuove forme partecipative dimenticando poi le basi dello stare insieme e le regole del gioco vengono costantemente disattese.

«Siamo al paradosso – si legge nella nota della maggioranza libera UPT – si costringe gli aderenti a ricorrere ai garanti per far rispettare punti cardine dello statuto.Sì, questo avviene nell’UpT, ed è tristissimo. Il triumvirato degli storici istituzionali che da due mesi dirige il partito ha, al primo atto, violato le regole interne nominando una segreteria illegittima. Sì illegittima: 5 uomini e una donna mentre lo statuto prevede tre uomini e due donne. Non è semplice matematica ma quel rispetto di genere ed eterogeneità di pensiero alla base di ogni moderna democrazia. Davvero non ci siamo»!

Roberto Sani e Donatella Conzatti, portavoce della Maggioranza libera dell’UPT portano ad esempio l’ultima «ciliegina sulla torta»: «una “assemblea” – che assemblea non è -, rinviata all’11 febbraio, annunciata come “costituente” nella conferenza stampa del 2 dicembre. Oggi promossa come primo passaggio per decidere qual è la linea politica UPT e aperta a tutti i cittadini ma con preclusione di parola per gli aderenti. Paradossi delle “democratture”. Anche in questo caso in dispregio allo statuto che decreta gli organi che definiscono la linea: Assemblea congressuale, Assemblea ordinaria e, per i dettagli, il Parlamentino».

Secondo i due esponenti della maggioranza libera dell’UPT, «pare evidente, che l’UPT non ha bisogno di cambiare linea politica, nome, simbolo o contenitore, quelli che ci sono vanno benissimo, ha estremo bisogno di cambiare la classe dirigente ormai priva di idee ed entusiasmo e che in assenza decide di acquistarlo ad etti dai primi offerenti».

 


Emergenza neve in centro Italia: in partenza i soccorsi del Trentino

L’ondata di maltempo che sta colpendo il centro Italia, in particolare il versante adriatico delle regioni Marche, Abruzzo e Molise, sta mettendo a dura prova i territori colpiti dai terremoti dello scorso anno.

Dalla giornata di ieri il Dipartimento Protezione civile della Provincia autonoma, che coordina le Regioni italiane in materia di protezione civile, è in costante contatto con il Dipartimento nazionale, la Di.Coma.C. (Direzione Comando e controllo) di Rieti e le Regioni coinvolte dall’evento.

Le previsioni indicano nevicate intense nella giornata di oggi con un spostamento dell’evento meteo verso la Puglia nella giornata di domani.

Il coordinatore tecnico della Commissione speciale Protezione civile, Stefano De Vigili, d’intesa con il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e gli assessori Tiziano Mellarini e Mauro Gilmozzi, ha proceduto all’attivazione delle colonne mobili, dotate di mezzi antineve, della Provincia autonoma di Trento, della Regione Lombardia e della Provincia autonoma di Bolzano.

Da Trento è in partenza in tarda serata dal Cantiere del Servizio Gestione strade un automezzo fresa neve, con il supporto dei Vigili del fuoco del Corpo Permanente di Trento verso la provincia di Teramo.

Nella mattinata di domani, con il supporto del Servizio Prevenzione rischi, partirà un secondo automezzo fresa neve del Servizio gestione strade.


Agenti di commercio Fiarc: due rappresentanti del Trentino Alto Adige in Giunta nazionale

Federico Tibaldo, Presidente della Fiarc Confesercenti dell’Alto Adige (Federazione italiana agenti e rappresentanti di commercio) è stato eletto nella Giunta nazionale della categoria, composta da 20 membri, mentre Claudio Cappelletti, Presidente della Fiarc del Trentino, farà parte dell’organismo con facoltà di partecipare e presentare proposte.

Nelle due Provincie operano quasi 3.000 agenti di commercio.

La presenza di due rappresentanti regionali in Giunta nazionale è una novità, figlia dell’azione congiunta delle due associazioni provinciali che, per la prima volta, sono riuscite a rispettare la suddivisione regionale dell’organismo, facendo però valere le peculiarità delle due Province autonome, diverse ma tra loro complementari.

La Presidenza della Fiarc era stata rinnovata il 25 novembre, la settimana scorsa si è tenuta la prima riunione per eleggere i Vice Presidenti e la Giunta nazionale.

“Il nuovo incarico – illustrano i presidenti Federico Tibaldo e Claudio Cappelletti – al di là del riconoscimento personale, che fa sempre piacere, ci darà la possibilità di sostenere a livello nazionale le battaglie a sostegno della categoria degli agenti e rappresentanti di commercio del territorio regionale. In particolare, le prestazioni integrative e previdenziali Enasarco e il rinnovo degli accordi economici collettivi del settore commercio. Su quest’ultimo punto, fondamentale sarà il riconoscimento della pensione anticipata Inps e la pensione anticipata Enasarco, entrata in vigore da poco, che consentiranno agli agenti e rappresentanti di commercio di concludere l’attività lavorativa senza perdere le indennità suppletive di clientela e meritocratica”.

Nella foto: Federico Tibaldo, Presidente della Fiarc Confesercenti Alto Adige, e Claudio Cappelletti, Presidente della Fiarc Confesercenti Trentino


Aquila reale in difficoltà salvata dagli esperti del Parco Adamello Brenta

La sera del 12 gennaio due dipendenti del Settore Ricerca Scientifica – Educazione Ambientale del Parco naturale Adamello Brenta, Michele Zeni e Laura Nave, hanno recuperato, nell’area della Valchestria, non lontano da Sant’Antonio di Mavignola, un’aquila reale in difficoltà.

La presenza del rapace era stata segnalata agli uffici del Parco da un’escursionista di Pinzolo poche ore prima che, dopo averlo avvistato, aveva notato che l’animale non riusciva a prendere il volo.

Il personale del Parco, immediatamente dopo la cattura, ha contattato il numero di reperibilità della LIPU di Trento, i cui operatori sono prontamente intervenuti con professionalità ed una grande attenzione verso l’animale in difficoltà, ora ospitato al Centro Recupero Fauna Selvatica di San Rocco (Trento).

Il Centro di recupero, istituito nel 2007 dalla Provincia Autonoma di Trento e affidato alla LIPU, è sicuramente il sito ideale per curare l’aquila e metterla in condizione di tornare alla vita libera

Dopo un attendo check up per valutare lo stato di salute dell’animale, all’aquila è stata diagnosticata un‘infezione batterica ad un artiglio di una zampa, che le ha causato un indebolimento graduale a tal punto da non permetterle più di alzarsi in volo per procacciarsi il cibo.

Tra circa 10 giorni, al termine della cura antibiotica e con la speranza che l’animale torni rapidamente in salute, l’aquila sarà rimessa in liberta nella zona in cui è stata salvata.

Un sentito ringraziamento va rivolto all’escursionista che, con la sua sensibilità, ha permesso l’avvio delle operazioni di soccorso e naturalmente ai volontari della LIPU che prontamente si sono presi cura del maestoso rapace.


Fugatti, Bottamedi e Cia all’ospedale di Cavalese:«la provincia scarica su altri le responsabilità»

Dopo il tour dei mesi scorsi sul territorio provinciale per denunciare la loro contrarietà alle chiusure delle guardie mediche, i consiglieri Maurizio Fugatti, Manuela Bottamedi e Claudio Cia sono tornati a Cavalese per una conferenza stampa davanti all’Ospedale di Fiemme.

Il tema è la paventata chiusura del punto nascite e i consiglieri ci tengono a evidenziare l’intenzione di dare continuità alla loro presenza sul territorio. «Probabilmente chi prende determinate scelte – chiosano i consiglieri -, sta troppo in ufficio al caldo a Trento».

Per Maurizio Fugatti (Lega nord Trentino) la situazione che si è creata sul punto nascita di Cavalese coglie un po’ di sorpresa, perché sembrava ci fosse ormai un percorso delineato, con la volontà della Provincia di cercare i pediatri necessari, ma ora si parla nuovamente di chiusura. «Non vorrei che tutto fosse stato già delineato da tempo, anche alla luce delle dichiarazioni del Presidente della Comunità di Valle o del consigliere De Godenz sulle modalità con le quali sono stati cercati i pediatri».

Fugatti ha ricordato anche la presa di posizione dell’ex primario Bonadiman, che paventava il “rischio” che le regioni a statuto ordinario intorno a noi attuassero delle migliori politiche di salvaguardia delle realtà periferiche rispetto al Trentino.

«Qui a Cavalese si hanno circa 270 parti all’anno – conclude Fugatti -, in Veneto, risulta che il punto nascite di Asiago con 170 parti all’anno non abbia avuto tutti questi problemi a trovare pediatri. Per il punto nascite Pieve di Cadore, con 120 nati all’anno, il Veneto ha fatto un’ulteriore richiesta di deroga perché vengano lasciati i parti regolari, mentre quelli a rischio portati a Belluno. L’operatività è garantita dalla presenza h24 del reparto ostetrico e con 3 ore di pediatra. Probabilmente Zeni dovrebbe osservare meglio quello che fanno le regioni intorno a noi, invece di attribuire alle altre regioni un presunto centralismo

Per Manuela Bottamedi lo scenario è molto chiaro, con una centralizzazione dei servizi verso il fondovalle e una contestuale desertificazione della sanità territoriale. «I cittadini delle valli pagano le stesse tasse che in città e hanno diritto agli stessi servizi, in particolare se di primaria importanza. Il centrosinistra persegue una linea di impoverimento dei territori, mentre ci sono regioni come la Lombardia e il Veneto, dove la sanità ha raggiunto i vertici delle classifiche nazionali, pur essendo regioni a statuto ordinario. Stanno facendo di tutto per mantenere aperti i servizi territoriali, ma è chiaro che alla base c’è un disegno politico ben diverso».

La consigliera annuncia a breve una interrogazione sull’annunciato progetto di ristrutturazione dell’Ospedale di Cavalese, per 36 milioni di euro. «L’ha detto l’anno scorso l’assessore Gilmozzi, anche se nell’ultimo periodo se ne è persa traccia. Sarebbe la conferma di una politica di centrosinistra dove si investono risorse sulle strutture, sui contenitori, ma non sui contenuti. Serve un ribaltamento di prospettiva, affinché le risorse siano destinate alle risorse umane, ai servizi, e infine ai muri».

Infine Manuela Bottamedi rilancia l’idea di una sanità regionale, che garantirebbe un bacino di utenza di circa un milione di persone, evidenziando come Bolzano pare non avere gli stessi problemi di Trento nel reperire personale, poiché ha la possibilità di fare riferimento alla clinica universitaria di Innsbruck.

Claudio Cia (Agire per il Trentino), ricorda come tutti siano consapevoli che determinati servizi, tanto più quelli sanitari, costano di più nelle valli. Va considerato però che le valli hanno meno opportunità del capoluogo, per cui determinate strutture e servizi vanno considerate come un investimento per lo sviluppo del territorio, non come voci di costo.

«L’impressione è che la Provincia stia adottando la politica di scaricare su altri le responsabilità. Per la chiusura degli altri punti nascita è stata data colpa al Governo perché non dava deroghe. Oggi è colpa dei pediatri che non vorrebbero venire in valle. Anche per giustificare la chiusura delle guardie mediche la Provincia ha detto che era colpa dei pochi accessi. Non è mai colpa della politica, che dovrebbe invece creare le condizioni affinché un territorio sia appetibile anche professionalmente, magari garantendo anche dei sostegni per l’alloggio e non limitandosi a un’indennità maggiorata per il primo anno».

Il consigliere di Agire conclude con un monito: «Se noi accettiamo oggi questa logica di scaricare sui professionisti le responsabilità della chiusura dei servizi sul territorio, adesso tocca alla maternità, ma domani potrebbe toccare a tutte le altre specialità. Procedendo di questo passo avremo gli ospedali territoriali ridotti a poliambulatori».

È intervenuta anche una guardia medica del territorio, ricordando come al bacino di utenza di 20.000 abitanti si aggiungono altrettante presenze turistiche. Sono state spese tante parole per le riaperture “turistiche” in alcune località, ma non si cita mai Cavalese, che è una valle turistica dove sono presenti manifestazioni a livello internazionale. Più che di numeri sarebbe il caso di parlare di servizi, ma anche guardando i numeri pare che il requisito di 1 medico ogni 5.000 abitanti non sia garantito.