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Redazione Trento

 

«Io la penso così» la rubrica dedicata alle opinioni del lettori.

Visita oculistica a Trento: chi la «vede»? – di Marco Ianes

Si sa, con l’avanzare degli anni la vista cala, inevitabilmente.

Da qualche tempo mi accorgo che gli occhiali da vista che sto usando, non mi permettono di leggere bene, quindi chiamo il CUP e cerco di fissare una visita oculistica. La gentilissima operatrice mi dice che per tali visite si va verso la metà del prossimo anno e siamo al 20 ottobre! Sette-otto mesi per una visita oculistica, nel mio Trentino luce e faro nazionale per la gestione virtuosa della sanità pubblica.

Declino l’invito della signorina e vado on-line, sul sito del CUP per verificare personalmente. In prestazione privata trovo disponibilità già per il 7 novembre, stessi ambulatori, stessi medici, ma pagando dai 90 ai 110 Euro, a seconda del professionista scelto. Mi chiedo, ma che senso ha? Sono dipendenti pubblici che usano le strutture pubbliche per esercitare la professione privatamente.

Pagheranno certamente il dovuto “affitto”, non dubito, ma che senso ha? Non si potrebbe ampliare l’offerta pubblica pagando loro straordinari? Pure io ho esercitato a lungo la libera professione, ma mi pagavo l’affitto di uno studio, mica chiedevo alla mia scuola di usufruire di PC e locali! Trovo assurda questa situazione, davvero senza senso. E anche vergognosa, viste le tasse che paghiamo.

Rivedere queste situazioni sarebbe davvero importante. È un assurdo non trovare una visita in tempi accettabili, salvo poi scoprire che la stessa visita è possibile pagando in prestazione privata, ma in luoghi deputati all’esercizio della sanità pubblica. Davvero vergognoso e inqualificabile per la nostra sanità “autonoma”!

Marco Ianes – Trento


«Io la penso così» la rubrica dedicata alle opinioni del lettori.

La prova di forza di Rossi mostra la sua grande debolezza. – di Claudio Cia

Nella sua ultima intervista il Presidente della Provincia Ugo Rossi lascia intendere che o sarà confermato presidente anche alla prossima tornata elettorale, o potrebbe non essere della partita. L’avvertimento si è reso necessario per allontanare almeno provvisoriamente gli avvoltoi del centrosinistra, che ormai lo circondano e ne chiedono il cambio: da una parte abbiamo le incursioni di Dellai, dall’altra abbiamo le più note rivendicazioni da parte del Pd, con a capo il Vicepresidente Olivi, che probabilmente spera di scalare di un gradino la scala gerarchica.

In pochi della coalizione di maggioranza sembrano fare scudo intorno al loro Presidente, tranne la difesa d’ufficio di Panizza, a cui però andrebbe probabilmente bene anche uno spaventapasseri alla Presidenza, purché porti il marchio del PATT.

E’ qui che Rossi dichiara di non essere interessato ad andare a Roma. Magari i suoi a Roma ce lo manderebbero anche, pur di liberare lo scranno più alto in Provincia, ma Rossi sa bene, come diceva Giulio Cesare, che è meglio essere primi in Gallia che secondi a Roma, e li non sarebbe neppure secondo. Per stare in tema di grandi del passato, Rossi ricorda in questa sua intervista un certo Luigi XV e la celebre espressione attribuitagli: “Dopo di me il diluvio”.

In tre varianti diverse Rossi cerca di far capire il concetto ai suoi. “Se avessi perso le primarie non avrei mai fatto il vicepresidente”. Non è chiaro se vi sia una sottile allusione ad Olivi, all’eterna ricerca della leadership, ma ciò che passa è che non c’è motivo per cui in eventuali future primarie il suo atteggiamento dovrebbe essere diverso, solo la presidenza è contemplata. “Se uno ha fatto il presidente di una coalizione, non è poi adatto a ricoprire altri ruoli”: ancora una volta il concetto è quello, niente ruoli di ripiego, chi è capitano non torna a fare il gregario. “Non sono tagliato per fare l’opposizione, le interrogazioni, gli esposti”. Dopo aver dato più volte in aula lezioni all’opposizione su come stare al mondo, Rossi confessa alla fine di non esserene “tagliato”, un deficit democratico di chi è abituato a stare al potere, che forse sarebbe utile che tanti del centrosinistra colmassero con qualche tirocinio formativo. Insomma, ad ascoltare Rossi sembrerebbe ci sia chi è venuto al mondo per fare solo il Presidente.

Non essendoci nessuno che al momento gli faccia da sponda, Rossi cerca di blindarsi da solo. Un atteggiamento che dovrebbe dimostrare la fermezza del Presidente, ma che in realtà evidenzia tutta la debolezza di Rossi, non nuovo a queste prove di forza, ma pur sempre come ultima carta rimastagli.

L’unica speranza per Rossi è lo stesso Pd, che a causa della sua litigiosità e inconcludenza potrebbe tornare ad accettare “un altro giro” a guida PATT nel nome della “tenuta della coalizione”.

Claudio Cia – Consigliere provinciale e regionale di Agire per il Trentino.


Clinica Villa Mafalda, l’evoluzione della cardiologia

Il Trentino è una delle zona maggiormente conosciute in Italia per l’ottima qualità della vita, ma anche per l’innovazione e l’applicazione diretta all’interno dei suoi centri ospedalieri di importanti tecniche e tecnologie di cura, anche per quel che concerne le patologie cardiache.

Una delle importanti evoluzioni riguarda senza ombra di dubbio l’uso di nuovi approcci operativi in grado di intervenire in maniera poco invasiva su determinati pazienti affetti da gravi patologie e l’introduzione di importanti macchine dedicate alla diagnosi e alla prevenzione di affezioni cardiache e cardiocircolatorie. La riflessione e l’opinione della Clinica Villa Mafalda in Roma, centro polispecialistico della Capitale che da anni si prende cura dei pazienti affetti da diverse patologie cardiache, verte su quelle che poi sono le recensioni di grossa parte della comunità scientifica Italiana. L’utilizzo di nuove tecniche poco invasive è in grado salvaguardare al meglio l’integrità del paziente sono il futuro, frutto di un precedente lavoro di diagnosi attento e personalizzato.

A Trento è l’ospedale Santa Chiara la vera eccellenza del territorio, il primo ospedale in Italia per quel che riguarda la cura di pazienti affetti da fibrillazione atriale attraverso un approccio nuovo ed innovativo capace di coniugare l’approccio chirurgico mini-invasivo e quello legato agli interventi endovascolari. Operazioni importanti dedicate ai pazienti che subiscono controindicazioni a farmaci anticoagulanti e antiaggreganti, un lavoro attento frutto di tecnologie e tecniche d’avanguardia sviluppate negli ultimi anni dall’equipe cardiologica.

Questo sviluppo tecnologico che coinvolge la cardiologia in generale, si estende anche agli altri settori della medicina, che possono dare un concreto aiuto nella scoperta di sintomi che possono essere la spia di patologie cardiovascolari. Uno degli esempi più classici sono i disturbi oculari, che spesso nascondono altre problematiche. In questo Villa Mafalda precorre i tempi, grazie al reparto di oculistica avanzata AktiVision, che utilizza macchinari di ultima generazione per la diagnosi delle malattie del bulbo oculare, che permettono di distinguere le reali patologie agli occhi da quelle dovute ad altri disturbi (maggiori info su AktiVision le trovi sul sito internet della Clinica Villa Mafalda).

VILLA MAFALDA ROMA RECENSIONI SULLO SCREENING CARDIOLOGICO  – L’innovazione messa in atto nel territorio Trentino consiste nel compiere questa operazione, in grado di prevenire complicanze come l’ictus, per via toracoscopisca attraverso un dispositivo snodabile che ha il grande vantaggio di limitare in maniera notevole l’aggressività dell’intervento, dedicato comunque a pazienti a rischio emorragico. Nel caso dei malati in cui è possibile somministrare farmaci antiaggreganti il trattamento viene effettuato introducendo un catetere attraverso la vena femorale in grado di rilasciare un dispositivo capace di occupare e bloccare l’auricola sinistra. L’opinione di Villa Mafalda su questa evoluzione nel campo è in linea con quella generale, rappresenta una speranza per tutti quei pazienti che non possono assumere farmaci, un importante lavoro frutto una sinergia condivisa e di un approccio multidisciplinare che può unire e convogliare diverse esperienze, sensibilità e professionalità.

Leggendo le recensioni della comunità scientifica Italiana e seguendo le opinioni generali è ben chiaro che l’innovazione di questa tecnica consiste nel collegare due trattamenti già esistenti, che secondo Villa Mafalda Roma si esplica nel mettere conoscenze e competenze a disposizione, alzando l’asticella della qualità e garantendo una più veloce ripresa del malato. Recensioni e opinioni dei pazienti finora sottoposti all’intervento questa tipologia di operazione sono risultate fondamentali per migliorare la qualità della vita, grazie anche ad un post trattamento privo di complicanze.

Da tempo la regione in collaborazione con le diverse Asl effettua importanti campagne di screening poichè tra la popolazione c’è una scarsa informazione sui fattori predisponenti alle malattie cardiovascolare, lacuna evidenziata soprattutto da una difficile percezione del rischio. Nonostante le recensioni sulla scarsa informazione, il territorio è noto per l’ottima qualità della vita e per questo si sono diffusi diversi centri dedicati alla parte riabilitativa permettendo di concludere il percorso di cura dei pazienti con patologie cardiache e vascolari, offrendo una stabilità clinica e impedendo il formarsi di successive disabilità conseguenti alla malattia, accompagnate poi dal rischio di nuovi eventi cardiovascolari. Una fase importante evidenziata anche dalla Clinica Villa Mafalda di Roma, perchè permette al paziente di prendere coscienza che l’accaduto potrebbe avere ripercussioni sulle fasi successive della vita.

Diagnosi precoci, nuove tecniche e adeguate terapie di recupero devono seguire lo stesso percorso e andare di pari passo. Grazie a questi tre importanti fasi della medicina sarà così possibile offrire al paziente di cardiologia la possibilità di una qualità di vita nettamente superiore alle aspettative, un’evoluzione che può portare un sorriso in chi ogni giorno guarda al futuro con maggiore speranza.


In Trentino 175 automobilisti con zero punti sulla patente.

A diffondere la notizia è Facile.it che dopo un’attenta analisi, elaborata sui dati ufficiali del ministero dei trasporti, conferma che gli automobilisti del Trentino Alto Adige che hanno esaurito i punti della propria patente e oggi sono arrivati a 0 sarebbero più di 300.

A primeggiare in questa classifica è la provincia di Trento che, con oltre 170 patentati a 0 punti, precede Bolzano.

La quantità di punti sulla patente incide notevolmente anche sul costo dell’RC auto e confrontando le tariffe si scopre che alcune compagnie applicano maggiorazioni davvero importanti e il migliore prezzo disponibile aumenta di oltre il 10%. I patentati con zero punti della patente ad oggi sarebbero 129 nella provincia di Bolzano e 175 in quella di Trento.

 


Lorenzo Delladio azionista unico di «La Sportiva»

Lorenzo e Marco Delladio, proprietari rispettivamente del 51% e del 49% del capitale sociale de La Sportiva Spa, hanno definito l’uscita dalla compagine sociale di Marco Delladio.

Lorenzo Delladio (nella foto) prosegue quindi nelle attività di sviluppo come azionista unico. “Questa operazione – spiega Lorenzo Delladio all’agenzia Ansa- porterà ad una governance unitaria dell’azienda, consentendo di proseguire nelle strategie aziendali pianificate rafforzando la gestione operativa. In questo modo – precisa – conto di dare ulteriore impulso ai piani di sviluppo e di investimento aziendali, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la leadership internazionale de La Sportiva”.

Lorenzo Delladio fa parte della terza generazione Delladio, entrata in azienda negli anni 70 

La Sportiva Spa è presente in 74 paesi ed il fatturato consolidato 2017 raggiungerà i 100 milioni di euro. Nel 2018 l’azienda di Ziano di Fiemme festeggerà l’anniversario dei 90 anni.


L'incredibile storia di un'azienda che ha dato alla comunità trentina sogni e benessere.

Eugenio Tani, quando l’imprenditore diventa leggenda.

In Trentino oggi Tani significa Tendaggi, ma anche professionalità, lavoro, tenacia e intraprendenza, che sono state messe al servizio di tutta la comunità per 56 anni. La sua storia è un romanzo, un sogno d’altri tempi, qualcosa che forse non esiste nemmeno più.

Un imprenditore illuminato che ha pensato al proprio guadagno ma anche a quello dei propri collaboratori e della comunità e che ha guidato l’azienda con coscienza mettendo al primo posto il rapporto umano.

Il capo famiglia Eugenio si trasferisce a Rovereto nel 1961 proveniente da Firenze. La sua storia sembra predestinata e legata ad un destino segnato nel tempo. All’età di 28 anni Eugenio Tani viene scelto dalla Arti grafiche Manfrini di Rovereto per lanciare un nuovo sistema di stampa litografica.

Arriva a Rovereto motivato e pieno di ambizioni e dopo solo 6 mesi viene raggiunto dalla moglie. «Eravamo in pieno boom economico e l’edilizia era in pieno movimento, capii in fretta che costruire le case significava poi arredarle e allora decidemmo di aprire subito un negozio in Piazza Indipendenza, 15 metri quadrati in tutto, unendo l’arte nel tendaggio»

L’idea è geniale e decolla subito «l’entusiasmo di mia moglie fu decisivo – ricorda Eugenio Tani – poi la matematica dei colori fece il resto». L’azienda si consolida subito a tal punto che nello stesso anno Tani tendaggi sbarca anche a Trento in Via Gorizia. «Poi volevamo spostarci in centro, quindi aprimmo prima in via Perini e poi finalmente in via Mantova e via San Pietro in pieno centro storico di Trento. Li fu la svolta che fece la differenza».

Era stato l’artista Ernesto Giuliano Armani a dare ad Eugenio Tani l’idea di trasferire l’arte grafica del cartaceo sul tessuto. E da questo prese vita il mitico e mai dimenticato slogan della ditta Tani Tendaggi:«l’arte di arredare». Ma fu sempre grazie a lui che la camera di commercio aggiunse una nuova categoria merceologica, cioè il tendaggista, allora sconosciuto al mondo intero. Altri tempi insomma.

L’azienda continua la sua crescita fino agli anni 90 fino ad arrivare ad assumere anche fino a 15 dipendenti.

«Tutti i dipendenti dopo qualche anno di esperienza lasciavano piano piano la mia azienda per mettersi per proprio conto – racconta Eugenio Tani – perché copiare in tutti i settori è facile, ma capii quasi subito che gli interessi degli altri alla fine diventavano anche i miei. Nella vita se non fai gli interessi di chi collabora con te non riesci a fare nemmeno i tuoi».

Nel 1981 apre il negozio all’interno dello spazio 78 in via Brennero, negozio esistente tutt’ora, «Potevamo scegliere fra Cristo re, – ricorda l’imprenditore –  il negozio che poi divenne il Mountain shop, oppure qui, un posto che allora era praticamente deserto, di fronte alla ex Sloi, era un azzardo.  Ma poi la scelta fu vincente visto tutto quello che hanno costruito intorno».

Da allora ai nostri giorni è stato un susseguirsi di successi con l’entrata dei figli nell’azienda. La leggenda racconta che i figli hanno conosciuto il padre solo quando sono entrati in azienda, «la mattina partiva quando era notte, mentre la sera quando ritornava ero già a letto», spiega Lorenzo Tani. Per lui gaglioffa fu quella giornata dove, mentre studiava in università, andò a dare una mano nel negozio del papà dove c’era una grande svendita. «Quando vidi i soldi che alla fine della giornata erano finiti nella cassa cambiai subito idea e decisi che quello era il mio nuovo lavoro».

Poi il cambio del mercato con l’arrivo delle nuove tecnologie, «Il virtuale, irreale, fittizio che esiste solo in potenza ha comunque una forza distruttiva in grado di lasciarci soltanto ricordi» – ama citare Eugenio Tani, da sempre molto sospettoso verso il web, e tradizionalmente legato ai rapporti umani.

Ma, per l’azienda sono stati anche anni di scelte coraggiose e dolorose «Se non decidi sbagli di sicuro» – ci confida Eugenio Tani,  come quando, nel 2011, durante l’anno dei festeggiamenti per i 50 anni di attività decise di tutelare la clientela anche a scapito dei conti dell’azienda scegliendo di lasciare inalterati i prezzi della merce dopo l’ennesimo aumento dell’iva da parte del governo.

«Rifarei tutto uguale – aggiunge Eugenio Tani – non ho rimpianti e sono soddisfatto di quello che ho fatto e di quello che stanno facendo i miei figli».

Un buon imprenditore fa ricadere sul territorio i suoi ricavi economici, di visibilità e credibilità per generare nuova ricchezza ed equilibrare la comunità. E qui i racconti si sprecano e diventano commoventi. Il primo pool di sponsor del Calcio Trento, il calcio e la pallamano femminile che Tani è stato il primo a portare in Trentino, la squadra «Tani Tendaggi 11 luglio 1982», nata per ricordare l’impresa del terzo campionato mondiale vinto in Spagna dalla nazionale di Beazot, «Fu Marco Sembenotti a convincermi», le numerose mostre d’arte che l’imprenditore ha organizzato e una piccola parentesi politica «sono un autonomista pentito»sono solo alcuni dei ricordi che Eugenio Tani con il groppo alla gola e gli occhi luccicanti ci racconta. 

«Era un grande Trento allora – continua Eugenio Tani – una squadra composta da trentini, con un grande Mario David, che portò al Briamasco Domenghini, Maraschi, Toldo e tanti altri. Ma come scordare Scali, Codognato, Sala che per me sono quasi come figli».

«Il periodo del mercato non è fra i facili – interviene alla fine del nostro incontro Lorenzo Tani, il figlio, – anche se qualche segno di ripresa c’è. Certo l’apertura dei mercati mondiali ci ha danneggiato, come anche gli acquisti sul web, però da ogni grande crisi chi resiste esce rigenerato grazie alla scrematura del mercato, e noi adesso siamo in ripresa».

Il sogno? «Aprire un negozio a Bolzano»conclude ancora Lorenzo Tani.

Eugenio Tani è riuscito a creare il connubio fra arte e arredamento in modo creativo e professionale. «La vita è una missione e il lavoro un comandamento»- ama ripetere spesso, «anche se sono consapevole che la tecnologia ha superato l’umanità e che la vita dei nostri figli e nipoti sarà diversa. L’unica cosa che noi imprenditori possiamo tramandare è la nostra esperienza e il valore dell’umanità e del rispetto verso tutti e tutto». 

Per Eugenio Tani il territorio e la comunità trentina è diventata il luogo principale delle sfide, il suo essere, il suo stare al mondo, il territorio è stato il luogo del domani dove dentro di lui si sono moltiplicati gli obiettivi e le sfide sportive, politiche, economiche e sopratutto umane e sociali. Un uomo d’altri tempi, con ancora un sogno da raggiungere: «essere una buona guida per fare rientrare anche la terza generazione sulla giusta via che stanno smarrendo».

Grazie Eugenio, la comunità trentina ti ringrazia per tutto quello che hai fatto. 

Fine del anni 60′ quando la Tani Tendaggi comincia ad essere conosciuta, al centro Elio Margoni che ne diverrà il numero uno

1976 – «Ascoltando i sogni delle donne con parte dei proventi della Tani Tendaggi dimostrammo che potevamo competere con lo sport maschile partendo prima con il calcio femminile da zero, poi con la Pallamano diventando pioniere a livello internazionale» ( Eugenio Tani)

1980 – Le prime luci del negozio aperto allo spazio 78, il primo centro commerciale di Trento Nord.

1994 – festeggiamenti con i dipendenti

1982 – la squadra della Tani Tendaggi 11 luglio 1982

Gli ex calciatori del Trento sponsorizzati dalla Tani Tendaggi vincitori per 3 anni di fila del torneo Besighen  di Germania

La famiglia di imprenditori.

I momenti allegri negli spogliatoi della Tani Tendaggi 11 luglio 1982

La discesa in politica insieme a Sergio Casagranda uno dei fondatori del PATT «Pensate che la professionalità dei nostri figli risani i nostri debiti? oppure le chiacchiere?» – questo il suo slogan sul santino prima delle elezioni del 1988

Eugenio Tani – il politico

Nominato artefice del lavoro italiano nel mondo e poi delegato presidenziale

Oggi…..

 


Il Trento ospita il Piazzola, trasferte quasi impossibili per Lagaria e Oltrefersina

Rugby, domenica di passione per le formazioni trentine

Non sarà una passeggiata, la domenica del rugby trentino. Tutte e tre le nostre squadre sono attese da incontri piuttosto impegnativi che metteranno a dura prova fisico e testa dei rugbisti.

A partire dal Trento che, archiviato il netto successo nel derby con il Lagaria (36-20 per un totale di 6 mete segnate e 2 subite solo nella parte finale di gara), domenica ospita il Piazzola, reduce dal prevedibile passo falso casalingo contro il Rovigo.

Una partita da prendere con la massima attenzione perché, se la squadra vicentina appare alla portata di Miccichè e compagni, è pur vero che all’esordio è riuscita ad avere la meglio dello Scaligera Valeggio con una rimonta partita da 0-17 e conclusasi sul 27-24.

Una squadra che non muore mai, insomma, e che non va assolutamente sottovalutata. Il Trento dovrà proporre la stessa intensità di gioco per tutti gli 80′ minuti ed evitare di ripetere l’ultima mezz’ora vista contro il Lagaria se non vorrà trovare brutte sorprese sul tabellone al fischio finale.

Dal sintetico di Trento a quello di Schio. Sul terreno artificiale vicentino si sposta il Lagaria, ancora a zero punti in classifica ma con un gioco e un carattere che migliora di partita in partita. Difficile pronosticare una vittoria per il XV allenato da Zampini dal momento che i veneti sono a punteggio pieno dopo due giornate per le vittorie ottenute rispettivamente contro Trento e Scaligera Valeggio, entrambe con bonus realizzativo.

Ecco perché anche in questa gara i neroverdi dovranno pensare ancora una volta a costruire il proprio gioco e migliorare schemi, spirito di squadra e feeling tra nuovi compagni senza badare troppo al risultato e cercare magari la soddisfazione di trovare una o più marcature come avvenuto contro il Trento.

Trasferta difficile, ma non impossibile, quella che dovrà affrontare l’Oltrefersina contro il Rosolina. La difficoltà maggiore è costituita dalla la distanza che obbligherà i rossoverdi a sorbirsi oltre 3 ore di pullman per raggiungere le foci del Po, ma anche la partita non sarà un piacevole intervallo tra il viaggio d’andata e quello di ritorno. La formazione rovigotta è prima in classifica a punteggio pieno grazie alle roboanti vittorie contro Valchiampo e Sudtirolo.

La sfida contro i perginesi, in questo senso costituisce un banco di prova per il Rosolina in quanto l’Oltrefersina è formazione di caratura sicuramente superiore di Valchiampo e Sudtirolo. Ecco perché, dopo l’ottimo esordio contro il Montereale (vittoria per 55-5) anche se a prima vista può non sembrare, i perginesi possono nutrire speranze di successo anche al cospetto della prima in classifica. Ci si aspetta una partita combattuta ed equilibrata dall’inizio alla fine.

Risultati seconda giornata Serie C2, Girone 1:

LagariaTrento 20-36

Altovicentino – Scaligera Valeggio 58-3

Piazzola – Rovigo 3-76

Classifica: Rovigo e Altovicentino 10, Trento e Piazzola 5, Lagaria 0, Scaligera Valeggio* -2.

*4 punti di penalizzazione

Prossimo Turno (domenica 15, ore 14.30):

Trento – Piazzola

Altovicentino – Lagaria

Scaligera Valeggio – Rovigo

Risultati seconda giornata Serie C2, Girone 4:

Oltrefersina – Montereale 55-5

Valchiampo – West Verona 18-10

Rosolina – Sudtirolo 46-0

Riposa: Sile.

Classifica: Rosolina 10, Valchiampo, Sile* 5, Sudtirolo e West Verona 4, Oltrefersina* 1, Montereale 0.

*Una partita in meno

Oltrefersina e Montereale scontano 4 punti di squalifica.

Prossimo turno (domenica 15, ore 14.30):

Sudtirolo – Montereale

West Verona – Sile

Rosolina – Oltrefersina

Riposa: Valchiampo


«Io la penso così» la rubrica dedicata alle opinioni del lettori.

Ius Soli: il digiuno di Dellai e la sua distanza siderale dalla realtà – di Claudio Cia

Egregio Direttore,

la priorità di Dellai non è il lavoro che non c’è, o il lavoro precario (e li sì che si digiuna per davvero…) e di conseguenza una ripresa demografica che parta dalla dignità della persona.

La sua priorità è lo IusSoli, col dichiarato obiettivo, condito dalla falsa retorica dell’integrazione, di immettere nel Paese una massa di nuove persone (e possibilmente nuovi elettori) per la gioia del peggiore capitalismo globalizzato, che dopo aver indebolito il concetto di “famiglia”, ora vorrebbe passare al livello successivo facendo collassare il concetto stesso di cittadinanza.

Ecco che se un digiuno espiatorio poteva indubbiamente essere utile al gruppo di parlamentari del centrosinistra, il digiuno “mondialista” intrapreso da Dellai ha avuto l’unico effetto di evidenziare la sua siderale distanza dalla realtà, quella vissuta da tanti cittadini italiani e trentini e che li costringe sì a digiunare, non per scelta, ma a causa della precarietà, alimentata anche dai vari JobsAct o leggi Fornero sostenuti con osservanza dallo stesso Dellai.

Per dire che ad un cieco forse non è il caso di chiedere la strada giusta da prendere…

Claudio Cia – Consigliere provinciale di Agire per il Trentino


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La staffetta alla Presidenza dell’A22: era necessaria? – di Paolo Farinati

E’ di questi giorni la notizia della “ staffetta “ alla Presidenza dell’Autobrennero, di spettanza al Socio individuato nella Giunta Provinciale di Trento, laddove la nomina dell’Amministratore Delegato spetta a Giunta Provinciale dell’Alto Adige.

Con la franchezza propria di un uomo libero, come reputo di essere, chiedo ai vertici della politica trentina se questo atto era proprio necessario. Io lo considero un atto poco chiaro e offensivo, soprattutto verso l’avv. Girardi, che non conosco, come pure verso chiunque fosse stato al suo posto, in quanto trattasi di una sfiducia preconfezionata sulla sua persona.

Un Presidente e un Amministratore delegato lo si deve giudicare sul suo operato e sui risultati da lui o da lei raggiunti, e mai “ a priori e a tempo “. Quanto è successo in questi giorni all’A22 non onora il nostro Trentino, è stato un fatto certamente infelice e per nulla capito dalla nostra gente. Anche perché noi trentini responsabilmente dovremmo essere e non solo apparire “ diversi “ e migliori nei comportamenti e nelle decisioni.

E poi, la nomina alla Presidenza della società in questione dell’avv. Olivieri era necessaria ? C’era un prezzo politico da pagare ? E’ questo il messaggio che il centro-sinistra autonomista trentino vuole dare alle nuove generazioni ? Non c’era un trentenne o un quarantenne capace e qualificato a cui dare fiducia e da far crescere ? Siamo certi che con queste decisioni la nostra gente continuerà a dare il proprio voto al centro-sinistra anche in Trentino ? E’ così che si vuole spronare le persone ad andare a votare innanzi ad un astensionismo crescente anche tra noi ?

Politicamente io ho sempre votato e voterò sempre per il centro – sinistra, ma innanzi ad alcuni episodi di gestione amministrativa qualche dubbio mi sorge.

Voglio, comunque, coltivare ancora la fiducia che questo episodio sia l’ultimo di tale specie. Altrimenti, alle prossime elezioni nazionali e regionali ci potrebbe essere qualche sorpresa anche per il nostro amato “ speciale “ Trentino. A chi di dovere spetta decidere e operare di conseguenza.

 

 

Paolo Farinati


Sabato a Piedicastello Marcello Foa presenta «Altre voci dalla Siria»

Riva Destra Trento in collaborazione con l’associazione Gardaspa organizza la conferenza «Altre voci dalla Siria». L’incontro si terrà presso la sala circoscrizionale di Piedicastello di Via Verruca sabato 14 ottobre a partire dalle 16.30.

Relatori di eccezione saranno Marcello Foa (giornalista de Il Giornale ora dirigente del gruppo editoriale svizzero Corriere del Ticino-Media Ti) e Ouday Ramadan (attivista siriano con un passato da politico nelle fila dei popolari Italia di sinistra). Presentatore e moderatore dell’evento sarà Andrea Giulietti, vice coordinatore di Riva Destra Trento.

Lo scopo della conferenza è di far luce su una questione che i media hanno presentato in maniera confusa, basandosi spesso su dichiarazioni di parte spesso contrapposte e che ultimamente non sono analizzate in profondità.
Riva Destra è un movimento politico Nazionale, non un partito, il cui scopo è quello di sostenere valori e principi della nostra cultura che stanno andando affievolendosi, cercando al contempo di favorire un’aggregazione dei movimenti di Destra che condividano gli stessi Valori.

Esplode una roulotte dietro la Metro a Trento.

Erano le 20.00 circa quando un botto tremendo è risuonato dalla parti della Metro di Via Maccani presso la zona commerciale adiacente al Magnete. Dalle prime confuse notizie pare che una bombola di gas sia esplosa all’interno di una roulotte parcheggiata vicino ad una ditta di pavimentazioni, fra i capannoni dietro la Metro usata da famiglie Rom e senza tetto. Il mezzo ha subito preso fuoco.

La roulotte era stata già segnalata in passato e anche fotografata con dei fusti di olio a fianco. I residenti della zona avevano segnalato la cosa alle autorità e soprattutto il via vai all’interno del mezzo che di fatto non risulta essere di nessun proprietario.

Le fotografie sono piuttosto esplicite di quanto sta succedendo. La roulotte era stata spostata l’indomani dello sgombero della baraccopoli dell’ex Sloi e da tempo sostava abusivamente fra i capannoni del centro commerciale di Via Maccani a due passi dagli uffici dei vigili urbani.

Per il momento non si hanno notizie di feriti e nemmeno se nel momento dell’esplosione ci fosse qualcuno all’interno della roulotte. Rimangono in piedi molti ipotesi, come lo scoppio accidentale della bombola, una vendetta fra famiglie Rom, oppure di atto doloso, pista che pare seguita dalle forze dell’ordine. Di certo è che la roulotte non avrebbe dovuto essere parcheggiata dove è avvenuto lo scoppio, esistono infatti delle aree apposite dove è possibile la sosta.  Lo scoppio è avvenuto vicino a dei capannoni che ospitano delle attività, una delle quali è una palestra.

Sono intervenuti sul posto i vigili del fuoco permanenti, le forze dell’ordine e dei sanitari del 118 che dopo lo spegnimento delle fiamme hanno confermato che nessuno è stato ritrovato nei pressi della roulotte bruciata.

I vigili del fuoco hanno rinvenuto un’altra bombola di gas all’interno della Roulotte che fortunatamente non è esplosa.

 


A Rovereto i giovani imprenditori e le nuove frontiere dell’impresa turistica

Sono stati più di una sessantina i giovani imprenditori che hanno partecipato alla serata “FuTurismo” al Museo Storico italiano della Guerra al Castello di Rovereto.

L’appuntamento era inserito nell’ambito del ciclo NUIT, “aperitivi in rete” organizzato dalla social community “Nuovi Imprenditori Italia” supportata in quest’occasione dall’Apt Rovereto e Vallagarina.

L’obiettivo della serata era quello di favorire il confronto, lo scambio di idee e il supporto alle iniziative dei giovani che hanno avuto modo di incontrarsi per raccontarsi esperienze e successi imprenditoriali.

Lo scopo di questi eventi – racconta Federico Monti fondatore di Nuit – è la creazione di progetti innovativi grazie al know how degli imprenditori più esperti. La serata è iniziata con una visita al Castello con due guide d’eccezione, il presidente del Museo Alberto Miorandi e il direttore Camillo Zadra.

La rete tra imprenditori locali per promuovere il territorio è vincente” – ha sottolineato Federico Milan, direttore dell’Apt Rovereto e Vallagarina. I dati dell’afflusso turistico premiano la Vallagarina – ha detto ancora il direttore – e la nostra zona viene scelta per la cultura, la storia, l’enogastronomia e il cicloturismo.

Sono state presentate quindi al pubblico di giovani imprenditori alcune aziende d’eccellenza collegate alla promozione e particolarmente rappresentative del territorio.

Ad intervenire sono state parecchie aziende del territorio, che sono diventate ambasciatrici della Vallagarina in tutto il mondo con i loro prodotti legati alla storia e alla cultura enologica del territorio. “Accogliamo i turisti nelle nostre aziende – hanno detto – che portano a casa esperienze e ricordi preziosi della valle. Ci sono visitatori che tornano tutti gli anni percorrendo migliaia di chilometri per l’eccellenza dei nostri prodotti”.

Bisogna cambiare la cultura del fare impresa”ha ricordato in chiusura Federico Monti – rompendo le tradizionali dinamiche del conflitto tra operatori dello stesso settore per favorire la condivisione e la collaborazione.


Ciclabile della Valsugana nel nome di Matteo Trentin. Pellanda scrive al sindaco Dalledonne.

Che Sunil Pellanda  “ami” la Valsugana, ed in questo caso Borgo e un dato di fatto. Nei giorni scorsi il noto sportivo di Borgo Valsugana ha depositato presso gli uffici comunali una lettera regolarmente protocollata rivolta al primo cittadino Fabio Dalledonne ed all’assessore allo sport Luca Bettega volta alla valorizzazione della Pista Ciclabile sul territorio di Borgo legandola al noto ciclista locale Matteo Trentin, a cui lo stesso Pellanda, non è certo un segreto, è legato da profonda amicizia e stima reciproca.

Pellanda nella lettera ricorda:il Trentino è da sempre terra di sport e di ciclismo sulle “nostre” strade si sono avvicendati i più grandi  campioni delle due ruote. In questi ultimi anni dopo le grandi imprese di Moser, Fondriest, Simoni, sul palcoscenico del ciclismo internazionale sono saliti i ciclisti trentini, Cesare Benedetti, Gianni Moscon, Daniel Oss e Matteo Trentin, vincitore di numerose tappe alla recente Vuelta di Spagna e medaglia di legno al recente Campionato del Mondo in Norvegia con i colori della nazionale italiana“.

E ancora: “Borgo Valsugana è sempre più conosciuta per la magnifica Pista Ciclabile che nel 2016 ha fatto registrare 250.000 passaggi e premiata nel recente passato come una delle migliori al mondo, ma è anche terra delle gesta sportive di Matteo Trentin che tutti collegano sempre a Borgo Valsugana. Di recente anche il prestigioso settimanale in allegato con la Gazzetta dello Sport denominato Sport Week ha dedicato alcune pagine al campione di Borgo citando più volte Borgo Valsugana”.

“Alla luce di tutto ciò come cittadino esprimendo anche il pensiero di molti voglio portare al vaglio dell’amministrazione comunale una proposta costruttiva per valorizzare ulteriormente la nostra località turistica dando il giusto riconoscimento / spolvero al “nostro” Matteo Trentin che tanto sta dando al suo paese in termine di ricaduta di immagine”.

“Nello specifico si tratta dell’installazione di due cartelli all’entrata Est – Ovest di Borgo Valsugana a ridosso della Pista Ciclabile pertanto per visibili dagli appassionati cicloturisti che attraversano la nostra borgata. Alla luce anche delle risorse economiche sempre più carenti per le amministrazioni comunali preme sottolineare che tale proposta in carenza di fondi sarebbe già finanziata da alcuni soggetti privati che in attesa di un riscontro da parte dell’amministrazione comunale preferiscono rimanere nell’anonimato”

Pellanda in concreto chiede di inserire sui cartelli di entrata della ciclabile di Borgo Valsugana il nome di Matteo Trentin come residente nel paese di Borgo. 

Una proposta quella di Sunil Pellanda depositata in modo certosino, come e da Lui fare con tanto di eventuale finanziamento “privato” pronto a sostenere  gli eventuali costi dell’opera  in tempi di restrizioni economiche per le casse comunali che affliggono tutti i capitoli di voce.


L'assessore manager ora punta sulle piscine del capoluogo

Nuovo nome PalaTrento, Tiziano Uez: «BLM Group ha colto una grande occasione, i soldi raccolti saranno spesi per le società sportive trentine»

Si respira aria di soddisfazione negli uffici del comune di Trento dopo l’apertura della buste per la gara indetta per individuare uno sponsor per il PalaTrento. 

L’idea, venuta all’assessore dello sport Tiziano Uez, aveva l’obiettivo di reperire risorse da destinare alla copertura dei costi di gestione del palazzetto dello sport del capoluogo. Alla luce dei fatti questo nuovo sistema apre nuovi e importanti scenari su come potrebbero essere gestiti gli impianti sportivi di Trento.

La gara è stata vinta provvisoriamente dalla società BLM Group – Adige Spa con un rialzo dell’offerta del 102 per cento. ll corrispettivo annuale a carico dello sponsor era fissato per un importo a base d’asta di 100.000 euro (oltre I.V.A.).

La società ha scelto “BLM GROUP ARENA” come nome per la struttura sportiva. Nelle casse del comune di Trento quindi, dopo la verifica dei requisiti di partecipazione stabiliti dal bando di gara, entreranno 202 mila euro ogni anno, per un totale quindi di oltre un milioni di euro. Per il bilancio del capoluogo quindi un colpo niente male. 

Il nuovo nome della struttura potrà essere presentato in Consiglio comunale e ratificato con apposita delibera; una volta approvata si potrà stipulare il contratto che avrà durata dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022. Tiziano Uez quindi dopo circa un anno dal suo insediamento, dopo aver portato nelle casse del comune 125 mila euro di sponsorizzazioni per i 10 defibrillatori che saranno posizionati in città, ora incassa un’ulteriore milione di euro. 

Per una giunta comunale che durante questo mandato sotto questo aspetto ha sonnecchiato parecchio sicuramente si tratta di una svolta che potrebbe aprire nuovi scenari per quanto riguarda la gestione delle risorse economiche.

«Sicuramente per il mondo imprenditoriale trentino era una grossa opportunità che la BLM Group ha saputo cogliere al volo per valorizzare il proprio brand, – spiega l’assessore allo sport Tiziano Uez – teniamo conto che il nome del palazzetto finirà sui media locali e nazionali praticamente tutti i giorni. Pensiamo anche l’ubicazione straordinaria della struttura che viene frequentata da 7.000 tifosi settimanali, visto i turni di campionato e coppa dell’Aquila Basket e della Diatec Trentino»

Va ricordato anche che entro la fine del 2018 il palazzetto sarà allargato in ampiezza fino a raggiungere i  5.000 posti a sedere.

BLM Group, a proprie spese, potrà installare sulla struttura del palazzetto 3 insegne da 18 metri per 3, altre 12 posizionate su tutti i lati dell’immobile ed una sopra luminosa con vista anche dall’autostrada A22 e potrà utilizzare gratuitamente la struttura per due volte all’anno.

«In pochi sanno che nella tratta autostradale Verona Bolzano – precisa Tiziano Uez (foto) – transitano 15 milioni 500 mila autovetture ogni anno, ciò significa che minimo 31 milioni di persone possono vedere l’insegna luminosa e il brand della BLM Group. Poi voglio anche ricordare che il PalaTrento è l’unico palazzetto d’Italia dove giocano due squadre di serie A che come sappiamo sono a livello eccelso»

Alla sottoscrizione del contratto dovrà essere versato un quinto dell’intero importo e una cauzione dell 80% il primo anno a scendere poi di anno in anno. Di fatto una cauzione del 100 % insomma. BLM  Group è una multinazionale leader nel settore che lavora nel taglio del laser e che è sul mercato da oltre 60 anni con sede a Levico Terme.

A Trento è la prima volta che un’assessore negli ultimi 30 anni pensa a come incrementare ed aumentare i ricavi a bilancio. Ma non è finita qui, infatti sembra che sia in cantiere la realizzazione di un nuovo bando per l’assegnazione dei nomi alle piscine di Trento. In camera caritatis si parla della stessa operazione fatta con il Palatrento che potrebbe portare al cambio del nome delle piscine del capoluogo in quello degli sponsor che decideranno di sponsorizzare le strutture. Si parla di questo caso di cifre minori che si avvicinano ai 30 mila euro all’anno.

«Il comune è come una famiglia o un’azienda che deve far quadrare i conti, – osserva ancora Tiziano Uez – e in momenti di crisi deve cercare di ridurre le spese ed incrementare i ricavi, da qui l’idea di cercare le sponsorizzazioni per tutti gli impianti sportivi che sono sicuramente un ottima occasione per veicolare qualsiasi brand aziendale». 

Ma adesso saranno in molti a chiedersi dove finiranno questi soldi. Tiziano Uez risponde prontamente anche a questo: «I soldi raccolti avranno una ricaduta sul mondo sportivo trentino e saranno usati per la realizzazione di progetti in aiuto ai giovani e per sostenere le molteplici associazioni sportive che negli ultimi anni hanno subito molti tagli ai finanziamenti e che sopravvivono solo grazie al volontariato».

 


Solo nell'ultimo quarto quasi 8.000 accessi.

Oltre 18 mila contatti per la prima diretta di campionato dell’Aquila Basket ieri sera

È già boom di accessi, e solo alla prima giornata di campionato. L’Aquila Basket ieri sera ha compiuto l’ennesimo miracolo recuperando 18 punti di svantaggio alla Virtus Bologna. La rimonta si è concretizzata nell’ultimo drammatico minuto del match dove è successo di tutto.

I tifosi, che ormai sono abituati a queste scariche di adrenalina, hanno gioito con la squadra alla fine facendo esplodere il PalaTrento. Insieme a loro a trascinare la squadra trentina all’incredibile vittoria, sono stati anche oltre 18 mila lettori che si sono collegati con La Voce del Trentino per seguire la diretta Web di Alfonso Norelli. Molti di questi accessi sono arrivati da Bologna.

Per il nostro giornale una grande soddisfazione e la consapevolezza di essere diventati un punto di riferimento per i tifosi del basket trentino e nazionale.


Cinghiali in Val del Chiese – di Grazia Castellini

Egregio Direttore,

Come ogni anno in Val del Chiese si ripresenta il problema dei cinghiali. Animali importati da un’altra regione la cui peculiarità è una grande adattabilità e l’elevato potenziale riproduttivo.

Questo è motivo di forte preoccupazione per l’impatto negativo esercitato sull’agricoltura. La situazione è fuori controllo, la densità è totalmente elevata da rendere impossibile la convivenza tra la specie e le coltivazioni agricole.

La mancanza di strategia di gestione dell’animale nell’ambito della caccia ha impedito un’adeguata pianificazione della presenza del cinghiale. Tutto ciò implica danni notevoli per quel che riguarda le coltivazioni della zona.

Danni in parte risarciti dalla Provincia, ma nessuna cifra può competere con l’amarezza di vedere il frutto di un lungo lavoro reso inutile, oltre che influire negativamente sull’economia locale. La legge 157/92 approvata dal Senato dice, tra le altre cose, che la fauna selvatica è patrimonio indispensabile ed è tutelata nell’interesse della comunità.

L’esercizio dell’attività venatoria è consentito purché non contrasti con l’esigenza di conservazione della fauna e non arrechi danno effettivo alla produzione agricola. Nonostante la nostra Provincia abbia elaborato un protocollo d’intesa tra il Corpo Forestale e gli stessi cacciatori non si è giunti a nessuna soluzione.

A qualcuno in quel di Trento non è sorto il dubbio che evidentemente queste direttive non funzionano?  E se qualcosa non funziona, non sarebbe il caso di riprendere il discorso per giungere ad una conclusione adeguata?

I nostri «governanti» non sono profumatamente pagati per tutelarci? Per quanto ancora si dovrà sopportare questa situazione a danno dei nostri prodotti agricoli? Si spera che chi di dovere, in questo caso l’assessore Dallapiccola, prenda in mano una volta per tutte questo problema e non solo a parole o tramite protocolli inutili, ma con fatti risolutivi…una volta tanto!

Andrebbe sicuramente a beneficio di decine di agricoltori che finalmente potrebbero contare su un commercio adeguato dei loro prodotti e anche dei cacciatori, che continuerebbero a mantenere la passione esercitata. Politici sveglia avete la possibilità di lasciare un buon ricordo almeno in quest’ambito, l’anno prossimo, viste le elezioni potreste vedere svanita questa possibilità.

Grazia Castellini – Coordinatrice Giudicarie e Rendena di Agire per il Trentino


Cade nell’Adige dal Ponte di San Giorgio, salvata in extremis.

Alle ore 19.50 di ieri sera sono stati allertati i soccorsi. Alcuni passanti hanno segnalato che una donna di 32 anni è caduta nelle acque dell’adige.

La donna è stata recuperata in fin di vita e sottoposta per quasi un’ora sulla riva alla respirazione artificiale che ha permesso di rianimarla e stabilizzarla. Poi è stata trasportata al pronto soccorso del santa Chiara di Trento in codice rosso. Le sue condizioni sono gravi. Nelle immagini video – diffuse nella serata di ieri da Rai TG3 – è possibile vedere i primi momenti concitati del salvataggio. Per il momento non è nota la dinamica del fatto.

Al momento non è nota la dinamica dell’incidente.

 


La Satira: il trasferimento del NOT

Continua la telenovela del nuovo ospedale Trentino (NOT). Dopo annullamenti, ritardi, spostamenti, false partenze, ricorsi, sentenze, errori, il percorso si ferma nuovamente. In poche parole siamo ritornati all’inizio.

Lo dice la sentenza depositata nel tardo pomeriggio di ieri dal Consiglio di Stato, che ha annullato la revoca della gara d’appalto accogliendo un ricorso della Cmb.

In concreto la sentenza dice che la Provincia autonoma di Trento non avrebbe potuto annullare la gara originaria, per intenderci quella dove parteciparono le imprese Impregilo, Pizzarotti, Mantovani e Cmb. Nella vignetta di Domenico La Cava si ipotizza ironicamente un nuovo spostamento del nuovo ospedale Trentino verso il sobborgo di Mattarello. Utopia? fantascienza? Ormai tutto è possibile…..

 


144.533 in totale le pagine lette, polverizzato il precedente record.

Boom di accessi ieri sulla Voce del Trentino, 63.325 lettori hanno scelto il nostro giornale.

Sono dati che in un certo senso fanno rabbrividire, ma che cavalcano il fenomeno del web che ormai appare inarrestabile. Una vera e propria migrazione dal cartaceo alla rete dove gli articoli vengono letti in tempo reale, e volendo anche sul tuo telefonino.

Una comunità quindi più informata e quindi più consapevole e in grado di scegliere per il meglio e in modo democratico.

Ieri, 26 settembre 2017, la nostra testata ha raggiunto un nuovo record. I lettori unici che nelle 24 ore hanno letto gli articoli del quotidiano La Voce del Trentino sono stati 63.325. Il dato polverizza il precedente record stabilito il 9 di agosto 2017.

I lettori provengono da tutta la provincia di Trento e svariati anche dall’Alto Adige. Molti gli accessi anche dal resto d’Italia e dal mondo.

Le pagine lette nella giornata di ieri sono state 144.533 attraverso 71.717 sessioni. (sotto i dati certificati da google analytics, leggi sotto).

«Siamo estremamente compiaciuti del nuovo risultato ottenuto e del seguito che il nostro giornale vanta negli ultimi tempi – dichiara il direttore della Voce del Trentino Claudio Taverna (foto) – una dimostrazione che il giornale è tempestivo e tratta argomenti di attualità in modo diretto senza padrini o padroni».

In costante crescita anche gli «amici» di tutte le pagine dei social network riconducibili alla testata che fra poche ore raggiungeranno e supereranno i 42 mila. Dall’inizio di quest’anno i lettori della nostra testata sono quasi raddoppiati.

Ad oggi la Voce del Trentino è la testata online più letta in assoluto della provincia di Trento e viene sfogliata anche da molte città d’Italia e da moltissimi Stati del mondo. Grazie quindi a tutti coloro che giornalmente ci seguono. 

«Un risultato che deve far riflettere sul grande cambiamento della comunicazione e dell’informazione – dichiara invece Roberto Conci – il nostro progetto editoriale continua libero e senza nessun legame con nessuno, ponendo al primo posto come obiettivo la volontà di informare la comunità, senza nessuna appartenenza politica o legata a qualche casta.» 

«I lettori che ci seguono e ci gratificano leggono la nostra testata perché spesso tocca alcune tematiche scottanti e vicine ai tempi sociali di attualità,  – aggiunge l’editore Roberto Conci – chi ci critica lo fa solo perché andiamo a toccare interessi politici o peggio economici,  significa quindi che stiamo lavorando bene e stiamo colpendo nel segno». «Ma un grande ringraziamento va anche alla squadra che lavora dietro lo schermo ogni giorno in modo professionale, motivato e con molto entusiasmo, questo grande risultato è merito loro» – conclude l’editore.

La certificazione di google analytics degli accessi e delle pagine viste nella giornata del 26 settembre 2017


Il centro di raccolta materiali di Cavareno chiude per manutenzione.

La comunicazione diffusa dalla comunità di valle conferma la chiusura per manutenzione del centro di raccolta di Cavareno dal 02.10.2017 al 16.10.2017

Fino alla riapertura di martedì 17.10.2017, rimane a disposizione per gli utenti il Centro Raccolta di Sarnonico con i seguenti orari:

MARTEDI’: 9:00-12:00 e 14:00-17:30
MERCOLEDI’: 9:00 – 12:00 e 15:00 – 18:30
GIOVEDI’:9:00 – 12:00 e 15:00 – 18:30
VENERDI’: ORARIO CONTINUATO 7:30 – 19:30
SABATO: ORARIO CONTINUATO 7:30 – 19:30

Per ulteriori informazioni contattare l’ufficio tecnico della Comunità della Val di Non al numero 0463 – 601648