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Redazione Trento

 

Carro allegorico si ribalta a Vigolo Vattaro. 26 ragazzi in ospedale

Alle 18.30 un carro allegorico di ritorno dalla sfilata della Vigolana si è ribaltato sulla rotonda di Vigolo Vattaro che porta a Bosentino.

Sono prontamente arrivati i vigili del fuoco permanenti di Trento e quelli del posto con il camion gru, l’auto medica e una quindicina di ambulanze

Sul carro, dedicato al cartone animato «Scooby doo» erano presenti 26 ragazzi quasi tutti minorenni. I feriti sono una decina. Tutti i ragazzi sono stati ricoverati in ospedale, per fortuna con traumi minori e non importanti. Non ci sono feriti gravi ma solo ragazzi spaventati. I trauma cranici di alcuni sono importanti ma non da sala operatoria. Uno dei ragazzi, il più grave, ne avrà per 60 giorni.

La SP1 è stata chiusa per permettere agli operatori e ai tecnici di spostare il carro allegorico dalla carreggiata.

Il carro stava girando sulla rotatoria quando i cavi di acciaio che tenevano ancorata al rimorchio la struttura di legno si sono spezzati. La costruzione è quindi scivolata indietro appoggiandosi dapprima sul rimorchio per poi ribaltarsi su un lato, sulla  carreggiata.

Si sono sentite delle urla, e poi alcune scene di panico. Alcuni ragazzi sono finiti sull’asfalto, altri sul cofano di una macchina che passava in quel momento, altri ancora sono volati da tre metri di altezza.

Partite anche le indagini dei carabinieri per dare un volto certo alla dinamica dell’incidente, Da ricordare che tutti i carri con la nuova legge devono essere certificati da un funzionario provinciale. Intanto, sia la struttura allegorica, che il rimorchio, che il trattore sono stati messi sotto sequestro.

Da dire anche che i ragazzi sul carro non avrebbero dovuto esserci. Fuori dalle sfilate nei centri abitati, il carro infatti dovrebbe essere guidato dal conducente, senza persone a bordo. L’incidente di ieri segue quello di sabato dove un’auto si era ribaltata dopo la sfilata a Vigolo nel campo sportivo, con una ragazza finita in ospedale. La dinamica dell’incidente di ieri porta a credere che solo per un miracolo non ci sia scappato il morto. 


Lorenzo Baratter si autosospende dal gruppo consiliare del PATT

Le pressioni delle ultime ore, soprattutto dal parte dei partiti della coalizione di governo, erano diventate piuttosto forti.

Forse per questo l’esponente autonomista ha deciso di auto sospendersi dal PATT. Baratter nel suo comunicato parla di errore e scelta sbagliata.

Mentre solo ieri il governatore Rossi e il senatore Panizza parlavano di «ingenuità e leggerezza». Le dichiarazioni quindi appaiono in contraddizione.

Il PATT perde per strada un altro consigliere provinciale, anche se nel caso di Baratter non verrà a mancare il sostegno alla maggioranza.

L’altro consigliere è Walter Kaswalder, da tempo in rotta con il partito, che attende la sentenza dei provibiri che probabilmente ne decreterà l’espulsione.

Dopo il congresso del PATT ci sono state numerose defezioni. Quella di Mauro Ottobre, che oggi a Riva in una sala gremita, presenta il suo nuovo progetto «autonomia dinamica» e di Giuseppe Corona storico autonomista legato al mondo degli Schutzen. Da ricordare lo scandalo Pedergnana che obbligò il nuovo presidente del PATT a dare le dimissioni. Ma i mal di pancia dentro i partito sono ancora numerosi.

Dopo la scoperta dell’accordo con Dalprà e Corona, Lorenzo Baratter si era dimesso da capogruppo consiliare del PATT. Ora ha formalmente presentato le dimissioni anche da consigliere del PATT per andare nel gruppo misto.

Questo in forma integrale il comunicato del consigliere provinciale Lorenzo Baratter.

«Il dibattito che si è sviluppato attorno alla questione che mi ha visto coinvolto richiede da parte mia un atto di responsabilità sia rispetto alle Istituzioni che rappresento, sia al Partito Autonomista Trentino Tirolese al quale orgogliosamente appartengo, sia alla coalizione del centrosinistra autonomista, che al popolo trentino.

Sono consapevole che aver sottofirmato un impegno di reciprocità con la Federazione degli Schützen del Tirolo Meridionale sia stata una scelta sbagliata, anche se compiuta in totale buona fede e con l’unico intento di dare forza e valore ad una vicinanza che ho sempre avuto nei confronti di quel mondo con il quale da sempre collaboro.

Di questo sono consapevole e per coerenza e senso delle istituzioni ritengo sia giusta e conseguente la mia autosospensione dal Gruppo Consiliare del Partito Autonomista Trentino Tirolese fino alla chiusura del procedimento giudiziario che mi vede personalmente coinvolto.

Va da sé che questo nulla toglie alla lealtà e all’impegno che intendo assicurare alla coalizione ed alle Istituzioni nello svolgimento dei loro gravosi e delicati compiti.

Confidando che questa mia scelta sia accolta nel suo vero significato, quello di continuare a servire in modo serio e appropriato l’interesse del Trentino e dell’Autonomia, rinvio al momento in cui il servizio di messa in prova e il procedimento saranno esauriti, la riconsegna della questione nella mani del Partito perché assuma le scelte che riterrà più opportune».


Caso Baratter: «A volte capita di dover scegliere» – di Roberto Avanzi

Ci sono momenti nella vita in cui bisogna decidere da che parte stare ed oggi è uno di quelli.

La vicenda del consigliere del Patt Baratter, dimostra al di là delle parole e delle prese di posizione, quanto la politica possa essere discriminatoria e accondiscendente allo stesso tempo, laddove prevalgano le convenienze di parte e gli interpreti.

Non vogliamo sostituirci alla magistratura né tanto meno ergerci a giudici, su queste vicende però, è assoluta responsabilità verso la società e proprio verso quei valori che contraddistinguono la convivenza civile rispetto al barbaro stravolgimento dei comportamenti che bisogna prendere posizioni chiare.

Dove sono finiti quei valori di cui proprio i politici professionisti si riempiono la bocca, ad ogni pie’ sospinto, nei loro discorsi, ai quali si richiamano costantemente per mettere al riparo le loro decisioni da qualsivoglia contraddizione?

Vedere giustificazioni del tipo: “situazione creata ad arte” e risposte vendicative sotto forma di vignette di cattivo gusto, non fa che avvalorare la tesi che si è superato di gran lunga il limite della decenza.

Qui non si tratta dell’errore di un singolo è il sistema che sta scricchiolando paurosamente gettando discredito su quelle istituzioni, che innegabilmente, fanno riferimento all’Autonomia come portatrice di esempi di buon governo.

In politica non si perdona nulla e Progetto Trentino lo ha provato, nella sua breve storia, nella persona del suo fondatore Silvano Grisenti, una vicenda che ha segnato, ed ancora lo sta facendo, profondamente l’uomo ed in parte la nostra storia politica, l’altissimo e spropositato prezzo è stato pagato.

Nei fatti di questi giorni non ci sono alibi o moralismi da perseguire, perché molto semplicemente, è una delle tante “conseguenze” di un modo di fare politica, quello dei favori e dei favoritismi con il fine ultimo del mantenimento del potere ad ogni costo.

Il Consigliere Baratter è indifendibile come sono indifendibili le giustificazioni dei dirigenti del suo partito, resta inevitabile chiedergli di dimettersi ed estendere l’invito a chi sta giustificando il suo comportamento.

Quindi nessun risentimento verso la persona o attacchi personalizzati, (cosa che nel caso che ci ha riguardato da vicino non è stato), ma una presa di distanza che significa dire basta ad un modo di governare.

Questa coalizione non passa giorno che si fa notare per le sue “scelte”, è giunto il momento di dare vita ad una vera alternativa capace di ridare dignità al Trentino.

Roberto Avanzi – membro del consiglio direttivo di Progetto Trentino.


Caso Baratter: «Non ci siamo, PATT irriconoscibile» – di Claudio Cia

Il Patt si illude di archiviare il caso Baratter con una sculacciata al suo figliuolo discolo e, così facendo, saldare i conti con il suo elettorato e le istituzioni.

Un atteggiamento, questo, che lo  rende sempre più irriconoscibile e inviso alla gente che pretende di rappresentare.

Un partito portato allo sfascio dall’insipienza della sua classe dirigente rivelatasi una congrega di “piccoli uomini” arroccati nell’assurdo e che per la loro smania di potere hanno umiliato i valori fondanti di una storia che ha unito un popolo che si riconosce nell’autonomista trentina. 

L’ipocrisia è un compito che sta impegnando pure il centro sinistra ventiquattr’ore su ventiquattro. Come teatranti, pur di non compromettere la tenuta della maggioranza, si limitano a blandi auspici e nessuno chiede espressamente le dimissioni del consigliere Baratter.

Questo li rende di fatto complici del Patt, una complicità che è finalizzata alla conservazione del potere. Un ambiguità, questa, che espone ogni Consigliere provinciale ad essere percepito come un ladro di valori e di fiducia.

Mi chiedo dove siano finiti gli appelli del Presidente Bruno Dorigatti al rispetto dell’immagine della massima istituzione, i richiami della Consigliera Borgonovo Re al diritto e alla giustizia, l’etica del Partito Democratico, ecc.  Non si può fare una buona politica con una cattiva etica.

Non possiamo permettere che lo scadimento etico della politica arrivi a non essere più considerato come dannoso. Non dimentichiamolo, il nostro è un mandato pro tempore e prima o poi saremo, sarete, giudicati.

Claudio Cia – consigliere provinciale Agire


Caso Baratter: «Non mi riconosco più in questa politica» – di Andrea Maschio

Devo dire di essere rimasto amareggiato, scoraggiato ed indignato per quanto si riesce a vedere in merito al “Caso Baratter”.

Mi sento a disagio all’interno del contenitore della politica. Non riesco a capire come si possa rappresentare il cittadino in questo modo.

Sbagliare è certo umano ma perseverare è ben altro che diabolico.

E’ mostruoso.

Mi sono sentito insultato dalla vignetta pubblicata dal Consigliere provinciale sul suo profilo Facebook. “Non ti curar di loro ma guarda e passa….poi metti la retromarcia e schiaccia“.(riportata sotto)

Ma come può un eletto dal popolo sbeffeggiare cosi chi si permette di rivolgergli delle critiche che peraltro sono state puntualmente confermate dalla magistratura seppur in primo grado.

Cavarsela con un cavillo giuridico per evitare un giudizio, si chiama patteggiamento che a casa mia è una scelta di riconoscimento di colpa per avere una condanna lieve, dovrebbe già essere motivo di ritiro dal proprio ruolo di rappresentante. Ma si sa nella politica non si è consiglieri a disposizione del cittadino.

No si è ELETTI! dal Signore e pertanto tutto è permesso. Dai cambi di casacca di partito in partito alla compravendita di voti che mette in imbarazzo ormai anche gli stessi partiti di coalizione che arrivano a chiedere l’uscita dal gruppo per entrare nel gruppo misto.

La trovo un altra dichiarazione di colpa! L’ultima uscita con quella vignetta è stata per me la goccia che ha fatto traboccare il vaso. La mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini da chi guadagna decine di migliaia di euro pubblici e che non si prende la ben che minima responsabilità degli errori. Trovo la sua esternazione Facebook ancora più grave dell’atto di accusa.

Non solo non si cura dei fatti e non si prende le responsabilità di ciò che ha combinato ma alza il tiro e ci vuole addirittura investire, schiacciare se possibile anche in retromarcia. Non è questa la politica o meglio non dovrebbe essere questa e per quanto mi riguarda io non mi ci riconosco.

Andrea Maschio – consigliere comunale M5s


Mario Amendola collaboratore della Voce del Trentino è diventato giornalista.

Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha deliberato l’iscrizione nell’albo dei giornalisti, elenco pubblicisti, con decorrenza 02/02/2017 di Mario Amendola, collaboratore del nostro quotidiano. Leggi ancora


Maggioranza libera UPT: ieri era un dubbio, oggi è una certezza

Per ben due congressi l’UPT ha tenuto la barra a dritta: ancoraggio al popolarismo, territorialità, partecipazione reale, nuovi linguaggi e ricambio generazionale (continuamente boicottato).

Scelte ponderate per tenere una corretta equidistanza dai partiti alleati.

Sono solo i dirigenti ultimamente a sbandare. Ma non tutti. Ci sono quelli che restano coerenti alle decisioni dei congressi e che con fatica, nonostante gli attacchi quotidiani, gli epiteti, le richieste di dimissioni da parte di una “minoranza interna“, salvano il partito dalle velleità personalissime di coloro che avrebbero voluto avvicinare l’intero partito più possibile al Partito Democratico

Oggi possiamo dirlo che avevamo ragione, visto quel che succede nel PD nazionale.

Ci hanno provato in tutti modi: 180 secondi, Cantiere Civico Democratico, Demo.S., candidatura ritirata alla segreteria del partito, golpe antidemocratico sulla segreteria vincente, richiesta “fuori organi” di federazione con il PD fino a delegittimare il proprio partito. Sì, perché tutto questo tentativo di riposizionamento ha solo confuso le idee ai nostri elettori.

Ma non abbiamo mai perso la bussola, perché i nostri elettori scelgono l’UPT civica e popolare.

Oggi, alla luce dei fatti nazionali, qualcuno dovrebbe dirci “grazie” e noi dovremmo dire “evviva la coerenza”!

La Maggioranza Libera UPT


Simoni: «costruiamo un progetto alternativo al centro sinistra autonomista»

Prendendo spunto dall’articolo di Paolo Mantovan, sul giornale il Trentino, di lunedì 20 febbraio, dal titolo: «Chi prende i voti degli arrabbiati, possiamo fare alcune riflessioni».

Che la storia politica di Progetto Trentino, abbia risentito in modo particolare delle vicende del suo fondatore è innegabile, come è altrettanto innegabile lo sforzo sostenuto in questi anni dagli iscritti e dai nostri rappresentanti, in seno al Consiglio Provinciale, come attualmente sta avvenendo, per lavorare evitando la politica urlata, le esternazioni ad effetto e le farciture retorico/demagogiche.

A testimonianza di un lavoro, per nulla privo di significato, possiamo citare le molteplici interrogazioni fatte in Consiglio Provinciale, piuttosto stringenti, su appalti, sulla sanità, sulla scuola, sulla riapertura della discarica di Sardagna, ecc.,

i numerosi incontri territoriali durante la campagna referendaria che ci ha visto protagonisti della vittoria del No, la partecipazione attiva al tavolo della Consulta per in nuovo Statuto per l’Autonomia e non ultimo la continua proposta di discussione politica che, attraverso al nostro blog, giornalmente viene attenzionata da decine di persone, (12000, dodicimila, visualizzazioni in sei mesi).

Progetto Trentino si pone oggi come obbiettivo prioritario di portare all’attenzione della gente, il tema che farà da filo conduttore alla prossima campagna elettorale delle elezioni provinciali: “ Cosa possiamo fare Noi per il Trentino?”, dando contenuti, idee, proposte, per una alternativa di governo slegata dalle vecchie logiche.

Parlare oggi di un nostro appiattimento sul centro sinistra autonomista è fuorviante e poco obbiettivo, rappresentiamo una alternativa e vogliamo rappresentare un’alternativa ad un modo di governare che ha portato la nostra provincia oggi ad un declino inaccettabile, fino qualche tempo fa impensabile.

Per questo rilanciamo l’idea di un progetto alternativo al centro sinistra autonomista, aperto a tutte quelle esperienze che guardano ai problemi reali del Trentino, al bene delle Comunità, lontani dalle logiche delle spartizioni. Un percorso nel quale ci poniamo come interlocutori di un pensiero politico che rappresenta l’anima profonda del Trentino, evitando estremismi e accenti populisti. Cercando di rispondere alla domanda di cambiamento che viene dalle persone sfiduciate e demotivate. Un progetto ambizioso a cui stiamo lavorando con massimo impegno e dedizione.

Se per ottenere risalto sui media locali occorre un approccio diverso, ce ne rammarichiamo, ma continueremo a perseguire i nostri intenti esprimendoci con il metodo finora adottato.

Tenendo sempre presente che la libertà di scrivere considerazioni anche stroncanti è legittima, sarebbe opportuno approfondire deontologicamente alcuni aspetti prima di dare giudizi definitivi.

Il Presidente Marino Simoni  – Roberto Avanzi per il Consiglio Direttivo


La nostra testata supera i 32 mila «like»

Superati nella notte grazie a 60 nuovi «mi piace» i 32 mila like sulle pagine di facebook del nostro giornale.

Le 6 pagine di facebook collegate alla voce del Trentino (Valsugana, Val di Non, Rovereto, Rotaliana, Trento e socialmente) sono nate il 4 febbraio 2013. Su queste pagine vengono condivisi in modo automatico tutti gli articoli giornalieri che riguardano il territorio

Le interazioni con i post pubblicati su facebook superano i 50 mila contatti settimanali con una copertura di oltre 100 mila persone raggiunte ogni sette giorni.

Ottimo anche il rank di Alexa (il più importante motore che monitora gli accessi ai siti web) che ci pone al secondo posto in provincia di Trento dietro l’Adige. La Voce del Trentino alcuni mesi fa ha ricevuto anche la prestigiosa certificazione  world wide web consortium, l’ente che detta e controlla gli standard di tutti i siti web del mondo e ne certifica bontà e qualità del codice sorgente.

Nel 2016  i lettori unici sono stati 6.084.948 che hanno sfogliato 10.222.712 pagine.

Per il nostro giornale di tratta di un nuovo record assoluto che ha registrato una crescita di un milione e 400 mila lettori rispetto al 2015. 3039 invece i follower su Twitter dove il giornale ha pubblicato oltre 37 mila articoli.


Un’alleanza alpina per i servizi essenziali in montagna: al via un tavolo di lavoro

In seguito all’incontro tenutosi ieri presso il Consorzio dei Comuni trentini riteniamo doverose alcune considerazioni.

Esprimiamo innanzitutto soddisfazione per il successo dell’iniziativa che ha visto ampia partecipazione di amministratori (vedi allegato) politici e professionisti provenienti non solo dal nostro Trentino ma anche dalle regioni limitrofe a dalle zone d’Italia caratterizzate dall’essere territori di montagna e dall’avere quindi problematiche ed esigenze simili per quanto attiene la gestione dei servizi sanitari e il mantenimento della qualità della vita degli abitanti; il confronto avvenuto parte, è risaputo, dalla questione punti nascita ma prende in considerazione il sistema nel suo complesso, con particolare attenzione all’applicazione dei modelli standard che se ben analizzati mostrano chiare incongruenze; Lo abbiamo più volte ribadito: quello che è valido per la pianura padana non può essere considerato tale nelle realtà come la nostra, più decentrate, diversamente popolate e caratterizzate da orografie e bisogni differenti.

Molti sono stati gli interventi che hanno posto l’accento sulla necessità di stare uniti e creare una rete tra le realtà dei differenti territori di montagna. Vogliamo ribadire ancora una volta – entrando nello specifico dei punti nascita – che non sono sufficienti deroghe più o meno ampie basate sul numero di parti annui o deroghe agli standard di sicurezza bensì come sia necessario procedere alla definizione di soluzioni originali che prevedano “standard speciali per situazioni speciali”.

Questo perché mantenere nelle valli alpine il diritto alla nascita significa anche mantenere il sostegno alla popolazione che li abita, permettendo alla stessa di continuare a scegliere di vivere in un territorio di montagna, evitandone lo spopolamento.

Chi ha partecipato all’evento ha potuto sentire dalle vive e spesso accorate voci degli amministratori presenti – trentini, altoatesini, veneti, piemontesi, lombardi – la profonda consapevolezza che il mondo è cambiato e con esso sono cambiati anche i bisogni sanitari; il mondo sta mediamente invecchiando e l’evoluzione scientifica e tecnologica in campo medico sanitario permette di specializzare alcune funzioni sanitarie e quindi i livelli organizzativi che sarebbe ovviamente impensabile pensare di poter realizzare ovunque.

Esiste poi la necessità di contenere la spesa che, in seguito alla crisi con cui tutti abbiamo ormai imparato da quasi un decennio a convivere e dopo la quale nulla potrà più essere come prima, è ormai il leit-motiv di ogni amministrazione sia a livello locale che nazionale.

Consapevoli di tutto ciò, però, noi abbiamo voluto riportare sotto la giusta luce l’interesse comune dei popoli di montagna, alpina certo, ma non solo, a mantenere i livelli minimi di servizio necessari per combattere lo spopolamento della montagnana e, volendo, utili anche per pensare ad un reale ripopolamento della montagna in alcune zone dove politiche centralistiche hanno già inciso profondamente sul tessuto socio economico locale.

Si tratta, lo sappiamo, di un tema forte, di carattere generale, di interesse nazionale, che non può essere lasciato affondare nelle fredde formule matematiche dei numeri standard, basati sul rischio di struttura, non di contesto. Siamo infatti convinti – e felici che più volte nel dibattito questa caratteristica sia emersa come comune – che ogni azione specifica debba prendere il via da una seria e il più completa possibile analisi di contesto e debba contenere un bilanciamento dei diversi interessi e bisogni sociali in gioco.

Oggi è infatti impossibile non notare un problematico dualismo tra l’organizzazione della sanità, orientata alla centralizzazione dei servizi in un’ottica di massima sicurezza del paziente e dell’azienda stessa in ospedale e l’impatto che essa comporta sui cittadini – spesso sottoposti a tempi e modi di erogazione dei servizi che risultano poco coerenti con i giusti obbiettivi di appropriatezza ed equità cui il sistema della sanità pubblica dovrebbe ambire.

Non è una questione di campanile o di tattica elettorale dunque – vogliamo ribadirlo con forza-bensì una questione di visone e di indirizzo politico. 

E’ anche una questione di scelte. Crediamo che l’attribuzione delle deroghe riferite ai punti nascita sia stata il riconoscimento di un problema di disuguaglianza nell’accesso alle prestazioni ospedaliere, ma l’applicazione pedissequa degli standard organizzativi fissati per ospedali con più di 1000 parti all’ anno rendono di fatto impossibile, valga come esempio l’ospedale di Cavalese, dare una risposta adeguata a tale problema nonostante l’impegno degli amministratori – vogliamo qui ringraziare pubblicamente l’assessore Mauro Gilmozzi e il consigliere Pietro De Godenz, fiemmesi, da sempre in prima linea per l’ospedale territoriale, e ovviamente l’assessore alla Salute Zeni e l’azienda sanitaria trentina – e nonostante gli sforzi ed i ripetuti bandi non si è riusciti ad assumere i 6 pediatri necessari per Cavalese. Sappiamo che molti altri punti nascita, anche al di fuori del trentino, sono nella stessa situazione. Pertanto perché non lavorare assieme alla ricerca di soluzioni comuni?

Come anche ricordato dal dottor Dino Pedrotti – pediatra neonatologo di chiara fama – in passato il Trentino è stato capace di raggiungere risultati eccellenti a livello europeo e mondiale per quanto riguarda tutti i parametri della sanità neonatale anche grazie alla sua capacità di sperimentare e prevedere metodi innovativi e originali come ad esempio i percorsi nascita. Crediamo che la nostra Provincia Autonoma potrebbe essere anche oggi capofila di un laboratorio a rete con le altre realtà per una nuova sperimentazione in ambito sanitario e dei servizi alla persona, a partire dai punti nascita.

Sappiamo inoltre, e abbiamo sentito durante l’incontro, che vi sono numerose esperienze che se condivise e messe a regime potrebbero dare risultati eccellenti. Crediamo che vadano prese in considerazione e unite al grande lavoro che per quanto ci riguarda il Presidente Rossi e l’amministrazione provinciale hanno messo in moto, sottoponendo il tentativo di una proposta unitaria per quanto riguarda i punti nascita di montagna ai Presidenti delle regioni limitrofe.

Per lavorare in maniera unitaria però sarà necessario procedere ad una ricognizione generale di quanto messo fino ad oggi in campo e, dopo aver operato un confronto, decidere modi e tempi della possibile nuova strada da percorrere.

Per tutti questi motivi siamo particolarmente soddisfatti della volontà emersa e subito concretizzata da molti dei partecipanti di dare il via ad un tavolo di lavoro, un gruppo tecnico trasversale all’arco alpino e caratterizzato dalla volontà di lavorare assieme compatti e con la volontà di aprire ad una nuova ed efficace sperimentazione in ambito sanitario.

Quattro i punti di partenza condivisi nelle conclusioni dell’incontro

  1. Riconoscere la necessità di un Progetto speciale per la sanità di montagna. Le politiche per la montagna devono considerare l’importanza dei servizi essenziali nelle aree decentrate e disagiate come questione cruciale contro lo spopolamento della montagna. Inoltre i punti nascita nelle località nelle quali sono stati riconosciuti i requisiti per la deroga devono essere considerati servizi essenziali.

  2. La questione sanità e le relative problematiche devono essere affrontato unitariamente. lavoreremo su una proposta tecnica, considerando le buone idee e le buone pratiche emerse e che emergeranno nei futuri incontri per presentarle poi al Ministero.

  3. Per fare questo dobbiamo contestualmente chiedere tempo, un termine unitario per affrontare il problema senza che ognuno debba dare conto da solo delle sue difficoltà con il comitato percorso nascita Nazionale. Un tempo per poter affrontare con le dovuta attenzione la possibilità di avere standard speciali per problemi speciali, elaborando progetti condivisi. Chiediamo pertanto la sospensione delle decisioni ministeriali sui punti nascita in deroga.

  4. I progetti saranno caratterizzati da una sperimentazione coordinata e dalla creazione di una rete tra punti nascita, sia a livello tecnico che politico, per garantire l’emersione di una posizione unitaria nei confronti di questa delicata tematica delle aree montane.

In conclusione si tratterà di lavorare, ognuno per la sua parte ma tutti assieme, al fine di portare le eccellenze e le esigenze dei territori di montagna all’attenzione del governo nazionale, con lo scopo ultimo di tutelare le cittadine e cittadini nel loro diritto ad una giusta assistenza sanitaria, in qualsiasi parte del territorio nazionale essi scelgano di vivere.

Giovanni Zanon – Presidente Comunità territoriale di Fiemme

Giuseppina Vanzo – Assessore alla Salute del Comune di Cavalese


Le «quote rosa» imposte non risolvono il problema. – di Daniele Costantini

Doppia preferenza di genere?

Il tema costantemente all’ordine del giorno credo vada valutato, non per motivi propagandistici o elettorali, ma nel merito.

Credo, anzi ne sono fermamente convinto che le donne hanno una marcia in più, che siano in grado di amministrare un territorio con pari capacità – se non migliori – di un uomo.

Ma la loro presenza in politica non deve essere imposta da una legge provinciale, ma deve nascere da una coscienza diffusa – specie nei movimenti e/o partiti – che c’è bisogno di una loro presenza nella gestione della res pubbica.

#ATLAS favorirà convintamente tutte le donne che vorranno impegnarsi – all’interno del movimento – per il bene comune!!!

Ma la donna, in quanto tale – non può voler entrare in politica perché “le tocca”, ma lo vuole perché si sente di farlo e se lo merita.

Non si può risolvere il problema delle “quote rosa” imponendole.

È la cultura quella che manca, è la discutibile onestà intellettuale di una #casta che sì, possiamo definire assolutamente chiusa e maschilista.

Ma con una legge provinciale risolviamo il problema? No, niente affatto.

Così imponiamo – o tentiamo di imporre – anti-democraticamente e anti-meritocraticamente qualcosa che dovrebbe partire dal basso, che dovrebbe diventare una regola socialmente accettata.

Le donne in politica devono entrare – ne sono fermamente convinto – in maggior misura, su questo non vi è alcun dubbio, non possono che essere – infatti – fonte positiva.

Ma devono riuscirci tramite solide basi, grazie ai loro successi, ai loro pregi, ai meriti, alle qualità personali, al comune consenso. Caratteristiche che qualsiasi politico dovrebbe avere, uomo o donna che sia.

Invece di creare una società corretta ed equa verso tutti, indipendentemente dal genere, continuiamo a provare a curare i sintomi senza agire sulla causa del male: la pericolosa e cronica mancanza di cultura sociale.

Daniele Costantini – ATLAS (alleanza per un Trentino – Tirolo liberale autonomista sicuro)


Aziende italiane: in scadenza la possibilità di ridurre il premio assicurativo INAIL

E’ ormai noto che le aziende italiane operanti da almeno un biennio, possano usufruire di agevolazioni economiche attraverso il sistema premiante INAIL OT24.

Ovvero, ottenere la riduzione del premio assicurativo ordinario definito dall’ammontare delle retribuzioni, effettive o convenzionali, corrisposte ai lavoratori durante il periodo assicurativo, e dal tasso di premio.

Per poter usufruire di tale riduzione l’ente deve presentare domanda esclusivamente per via telematica (INAIL -Modulo OT24) entro il 28 febbraio 2017.

Hanno possibilità di presentare domanda le imprese in regola con i versamenti obbligatori contributivi ed assicurativi (DURC) e che nell’anno solare precedente a quello di compilazione della richiesta, abbiano eseguito degli interventi di miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla specifica normativa in materia: a tal fine può rendersi utile il questionario di autovalutazione reso disponibile sul sito dell’INAIL, per verificare il livello di conformità della propria azienda a requisiti cogenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Lo sconto del premio assicurativo viene applicato in funzione del numero dei lavoratori per anno:

fino a 10 – 30%, da 11 a 50 – 23%, da 51 a 100 – 18%, da 101 a 200 – 15%, da 201 a 500 – 12%, oltre 500 – 7%

E’ pertanto necessario che l’azienda riporti nel modulo di domanda gli interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro attuati.

Ad ogni intervento è attribuito un punteggio. Per ottenere la riduzione del tasso medio di tariffa assicurativa, è necessario aver effettuato interventi tali che la somma dei punteggi attribuiti agli interventi stessi, sia almeno pari a 100.

Per il raggiungimento di tale punteggio, si distinguono interventi relativi a diverse sezioni o a una sola sezione del modulo OT24. Fra gli altri:

– adozione del modello organizzativo e gestionale ex D.Lgs. 231/2001;

– certificazione SGSL BS OHSAS 18001:07;

– conciliazione dei tempi vita/lavoro (orario flessibile, telelavoro, formazione continua, programmi di reinserimento, ecc.);

– avere effettuato almeno una volta all’anno, la prova di evacuazione;

– adozione di procedure di verifica delle attività svolte (efficacia della formazione, raccolta ed analisi degli infortuni, comportamenti da adottare in caso di emergenza, ecc.);

– manutenzione programmata di macchine ed attrezzature affidata ad azienda specializzata;

Ulteriori informazioni sono facilmente reperibili al seguente [link], nello spazio dedicato ai premi assicurativi nel portale INAIL.

dott. Francesco Torre


Il nostro ricordo del «Sior Paolo»

Quando stamane abbiamo appreso che eri andato in cielo ti abbiamo immaginato in fondo al campo da tennis con la tua racchetta pronto a ribattere ogni pallina che arrivava.

Ti abbiamo immaginato con il sorriso aspettarci su “al mas” pronto a definirci i falchi e poi esclamare per un bel punto fatto “orpo di bacco”, tuo grido di battaglia ad ogni match.

Non poteva mancare in noi il ricordo della tua generosità nel concederci il campo in terra rossa per pochi spiccioli o anche gratis in un momento della nostra vita dove eravamo ragazzi “squattrinati”.

In quel mas ci hai fatto amare e conoscere quello sport che ti aveva dato tantissime soddisfazioni fino a portarti a raggiungere da giovane un posto nella classifica mondiale.

Negli anni 90 quando per noi sedicenni, il mas era un luogo sicuro e sano dove fare sport non poteva mancare nel tuo ricordo, quel tuo stare al telefono per concordare i vari tornei che tu organizzavi e che coinvolgevano centinaia di partecipanti in un tempo dove i cellulari erano ancora per pochi.

La prima partecipazione alla coppa Italia fu un successo che ci portò fino agli spareggi di categoria e questo forse è il regalo più bello che ti potevamo fare.

In queste righe ci vogliamo congedare da te dandoti del tu e dirti caro Paolo che il tuo ricordo rimarrà sempre vivo e indelebile per quanto tu hai potuto regalarci nella nostra gioventù.

I ragazzi di Nave San Rocco negli anni 90

I funerali avranno luogo a Nave san rocco Martedì 21 febbraio alle ore 14.30 partendo dalla chieda parrocchiale.


La struggente e triste lettera di Dino e Danielle Magnani

Questa è una situazione che mai avremmo voluto vivere, o meglio “rivivere”.

Si perché tutto ci riporta indietro.

In quella tarda e plumbea serata del 21 di maggio, verso le 23,30 dopo che, numerosi tentativi di chiamata e di messaggi miei e di mia moglie erano caduti nel nulla.

La nostra Birba non rispondeva. Eppure, doveva già essere arrivata a Verona dal campo di Tamburello di Sabbionara di Avio dove si stava allenando con la sua squadra!

Il campanello di casa suona due volte !! Mi affaccio e, all’uscio di casa due divise! Il Maresciallo Comandante la Stazione di Taio e un suo sottoposto. E in quel preciso istante, abbiamo capito ed è iniziato il nostro dramma.

Dramma che ora, queste ultime e impensate quanto assurde vicende, fa nuovamente affiorare prepotentemente! Leggo e rileggo l’ultima pesante comunicazione fattami per mail  e non riesco a capacitarmi!

Ma, come domenica 24 maggio 2015,  io e mia moglie, prendendo  le ultime nostre forze e un po’ di quel coraggio che Alice aveva, siamo saliti sull’altare per ringraziare la folla che proveniente da tutta Italia ha voluto salutare Alice su quella terra rossa che tanto amava, cosi oggi, sempre con le lacrime che solcano il  viso mio e di mia moglie, voglio scrivere queste poche righe.

Voglio scriverle per dire, ancora una volta GRAZIE ! A tutte le persone che ci sostengono ora come allora. Tantissime attestazioni di stima nei nostri confronti e, quello che più conta, nei confronti di Alice che, incolpevole di tutto è stata tirata in ballo!

Se si voleva colpire me, allora qualcuno ha sicuramente mirato male!!

E, un grazie particolare va ad alcune persone che  sono state attori protagonisti delle manifestazioni che, vorrebbero che il sottoscritto avesse “organizzato in maniera anarchica e con finalità non proprie dell’associazione”.

Mi riferisco alla Presidente dalla Pro Loco di Taio che, con un filo di voce, dal letto di un ospedale, mi ha lasciato un messaggio vocale che, ancor ora a ricordarlo mi si stringe il cuore! La responsabile di un’ azienda che ha voluto organizzare una importante iniziativa, con un messaggio che mi ha commosso. La telefonata solidale del Presidente dell’Unione Sportiva di Segno e dei suoi collaboratori.

Il Comandante dei Vigili del Fuoco Volontari di Taio che ha lasciato un commento in fb molto profondo. Loro ed altri, sanno bene che non ho mai, ripeto mai oltrepassato il mio ruolo che era di semplice Volontario dell’associazione.

Mi sono messo a disposizione solo perché Alice aveva già iniziato a presenziare alcuni gazebo dell’Associazione “il Volo” che raggruppa le famiglie con bambini malati reumatici che fanno capo alla clinica universitaria di Padova. Ma, per me è sempre stata una violenza! Un patimento unico! Vedere la foto della propria figlia su un banner; indossare una maglietta confezionata (anche quella) con l’approvazione dell’allora Presidente Atmar e tenuta a battesimo da Giovanni Malagò, sapendo che lei è in un urna di pochi centimetri cubi. Sapere mia moglie sola a casa con il nodo in gola, non è stato, per me, credetemi, una passeggiata!

Ed ora mi si dice che  “Il tuo modo di agire individuale, senza mai confrontarti e accettare le decisioni collegialmente prese, il tuo baypassare sistematicamente la figura e il ruolo del Presidente e di tutto il Direttivo ha creato delle criticità difficili da sostenere, che minano l’immagine verso l’esterno di Atmar e delle istanze che porta avanti,  a totale discapito dei pazienti che rappresenta e dello stesso futuro della onlus che mi onoro di presiedere”

Non ci posso credere! E’ una menzogna enorme!

L’immagine di Atmar non sono certo io che l’ho minata, ma le decisioni di persone che solo a loro dire sono al servizio dei malati ma che in realtà cercano solo visibilità, autocelebrandosi!

La mail della presidente Atmar si conclude con l’augurio affinchè io “ritrovi la serenità necessaria per affrontare il futuro”! Ulteriore beffa o, presa  in giro! Certo, la serenità io e la mia famiglia la ritroveremo, ma non  con l’aiuto suo e di Atmar ma con innumerevoli abbracci veri e virtuali che si stringono intorno a noi.

Grazie anche a tutto il mondo dello sport e del tamburello in particolare che, oggi come allora si è stretto intorno alla mia famiglia con decine e decine di telefonate e messaggi di incoraggiamento e di stima nei nostri confronti ricordando che Alice era portatrice di tanta positività che rimarrà per sempre!

Nella mia ultima lettera spedita ad Atmar verso la metà di gennaio u.s., ho chiesto la restituzione di alcuni oggetti personali ed originali che ho consegnato personalmente prima dell’inaugurazione della Sezione pediatrica dell’ottobre 2015 e che, ad oggi, sono ancora il loro possesso.

Tra di essi, una lettera scritta  proprio da Malagò dedicata ai valori in cui Alice si rispecchiava. Oltre a questo, auspico che tutti i fondi versati in nome e per conto di Alice, siano girati al “Volo”. Dove, sicuramente, potranno essere investiti in  ricerca e per l’approfondimento dei metodi di cura della patologia reumatica infantile, dando così i frutti sperati da tutte le generosissime offerte che la gente ha fatto in suo ricordo.

Cosi facendo, finalmente, Alice riposerà in pace con il suo enorme sorriso!

Dino e Danielle Magnani 


L’ultimo saluto ad un amico, Adriano Rizzoli.

Ciao Adriano…oggi ho saputo della tua scomparsa.

Te ne sei andato lasciando un grande vuoto nel mondo ambientalista, in quello vero, fuori dagli schemi preconfezionati dei partiti.

Eri un grande, un grande studioso dei problemi ambientali che affliggono la nostra epoca. Prima di parlare e dire la tua ti documentavi, ti informavi, apprendevi.

Chi cercava di contraddirti si trovava in grande difficoltà e, spesso, cadeva in fallo, proprio perché tu eri preparato, non parlavi mai a vanvera. Ecco perché la politica di palazzo ti ha sempre temuto e ti ha sempre visto con sospetto.

Mai domo, hai combattuto sempre a tutela del bene e della salute di tutti, sempre ad evidenziare interessi occulti che deprimevano le scelte di tutela ambientale. Te ne vai così, lasciando un vuoto enorme nel mondo ambientalista, in questo periodo molto assopito e stanco.

A me , come a molte altre persone, rimane il piacere di averti conosciuto, l’orgoglio di aver imparato molte cose, seguendoti e ascoltandoti, anche a volte con reciproche critiche, dure ma leali e sincere, come si fanno tra persone altrettanto vere e sincere.

Ti ricorderò sempre per la tua indiscutibile intelligenza e capacità di analisi, ma anche per la tua grande dedizione al nostro amato territorio, ricchissimo di biodiversità, tema che hai sempre cercato di promuovere e salvaguardare. Ciao Adriano, fai buon viaggio e, da lassù, certamente respirerai un aria migliore, più pulita, più salutare, più fresca.

Con affetto, un abbraccio.

Marco Ianes


Val di Non, svanito nel nulla Maurizio Rosati

È stata segnalata nel paese di Romeno, in alta Val di Non, la scomparsa di un uomo, Maurizio Rosati di 51 anni.

La sua foto è stata pubblicata sulla pagina Facebook dei vigili del fuoco di Romeno che hanno subito avviato le ricerche insieme ai carabinieri.

Rosati non da notizie di se da ieri mattina, a darne notizia è stata la moglie che non vedendolo arrivare per ora di pranzo ha cominciato a preoccuparsi.

Maurizio Rosati, lavora per la cooperativa la.cooperativa.sociale.it,  ed è anche un volontario dei vigili del fuoco.

Rosati era a bordo della sua auto, una Fiat Punto bianca (modello prima della grande punto) targata CL 738 LM. ed è su quella che si sono concentrate le ricerche. Gli uomini hanno battuto a tappeto le principali strade dell’Alta Val di Non. Nelle ricerche sono stati coinvolti anche i volontari di Taio. Un velivolo del Nucleo Elicotteri dell’Arma ha stamane, tuttavia vanamente, sorvolato le zone limitrofe alla residenza del ROSATI.

Nel frattempo è arrivata qualche segnalazione, anche se tutte sembrano contrastanti e contraddittorie. Nella mattinata di oggi le ricerche sono riprese senza sosta.  Chi possiede informazioni a riguardo è invitato a telefonare al 112.


Primavera anticipata già finita, sul Trentino in arrivo pioggia e neve.

Oggi e domani sole ovunque in Trentino, ma temperature in calo.

L’alta pressione, sulla nostra regione sarà persistente fino a martedì prossimo 22 febbraio, ma poi si indebolirà verso la fine della giornata lasciando il posto all’arrivo delle prime nubi e precipitazioni su tutto il Nordest.

Da venerdì 24 – riporta meteo Trento–  una grande perturbazione porterà pioggia e neve anche a bassa quota su tutto il Trentino.

La neve e il brutto tempo durerà fino alla fine del mese di febbraio.

Si tratterà di un primo peggioramento ad opera di correnti più fresche e instabili settentrionali, cui seguirà un peggioramento ancora più consistente nella prima settimana di marzo con l’arrivo di neve a quote basse e maltempo.

Nessuna primavera anticipata in arrivo dunque, nonostante i 15 gradi registrati ieri a Trento nel primo pomeriggio. Il maltempo e la neve tornerà a bussare alla porta, prolungando così la stagione sciistica per la felicità degli operatori alberghieri.


Il cervello maschile e l’autismo.

Nuova ricerca tedesca sul cervello maschile e l’autismo. «Ci si potrebbe aspettare che per una malattia del cervello, come il disturbo dello spettro autistico, che colpisce da 4 a 5 volte il numero di membri di un sesso rispetto all’altro, i ricercatori si concentrassero sulla comprensione delle ragioni di una così enorme discrepanza, e su ciò che questa discrepanza ci insegna sulla natura del disturbo. Purtroppo, come per tutta la medicina al di fuori della funzione riproduttiva, fino ad oggi, i ricercatori che si occupano di autismo hanno incredibilmente ignorato le influenze del sesso». Leggi ancora


Bufala Bello Figo: triste storia di codardia, sociopatia e cyberbullismo

Bello Figo non sarà a Trento, si trattava di una bufala, anzi di una vera truffa da parte di disagiati sociopatici. Leggi ancora


Il Governo continua a «sparare» sui disabili: questa volta a scuola.

Le associazioni di tutela dei disabili protestano: la legge delega sulla valutazione restringe la possibilità di ottenere la licenza media. Ma la deputata Pd Simona Malpezzi stempera i toni: «Potrebbero esserci modifiche». Leggi ancora


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