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Redazione Trento

 

Sulla tragica morte dell’avv. Michele Debiasi, indagini ancora aperte?

Notizia di qualche giorno fa, la condanna di 5 imputati nel processo “Trento Rise(vedi qui l’articolo). Trattasi di uno dei tanti filoni dell’“indagine spezzatino” condotta dalla procura della repubblica di Trento che ha fatto luce sull’intreccio di rapporti milionari tra la Provincia autonoma di Trento, l’Azienda Provinciale per i servizi sanitari, la Deloitte, la già citata Trento Rise (in liquidazione), l’Università di Trento, la cordata Icare-Deloitte e Keynet srl, e altre società collegate tra loro, in una miscellanea di “scatole cinesi”, dove, tra gli altri, è coinvolto anche il cognato del presidente della Provincia Ugo Rossi.

L’ “indagine spezzatino” ha portato a alcuni rinvii a giudizio, con le recentissime condanne di cui abbiamo riferito, e, per ragioni ancora “misteriose“, ad archiviazioni.

Nulla si sa, invece, delle indagini promosse dalla Procura della Repubblica di Rovereto sulla tragica morte dell’avv. Michele Debiasi, responsabile dell’ufficio legale dell società Trento Rise, avvenuta in circostanze non chiare, e affidate – non si è ben capito – se ai carabinieri o al commissariato di Rovereto.

Tuttavia, fanno specie le dichiarazioni del sostituto procuratore della repubblica di Trento Marco Gallina, che in relazione a quel tragico evento, aveva smentito che ci fossero state «fughe di notizie dagli uffici della procura», mentre “non era difficile immaginare il «dramma umano» dell’avv. Debiasi”.

Altro particolare su cui riflettere è che l’avv. Debiasi avesse deciso, con un socio, di fare degli investimenti nel settore delle palestre, a Bolzano e a Bassano del Grappa, per realizzare un progetto di franchising Ween. Ciò potrebbe escludere la volontà dell’avv. Debiasi verso gesti estremi.


Gli agricoltori di Giovo e la «danza della pioggia» – di Michael *Moser

Si sa, la carenza d’acqua è una problematica molto sentita nel comune di Giovo: sia dai cittadini, che negli anni siccitosi si sono spesso ritrovati senza l’acqua per le necessità di tutti i giorni, che dai contadini i quali, nelle annate come il 2017, non dispongono dell’acqua necessaria per effettuare l’irrigazione di soccorso (intervento fondamentale per la produzione di prodotti agricoli di qualità). Leggi ancora


Lutto nella chiesa trentina

Addio al diacono Gianantonio Nodari

Lutto nella Chiesa trentina: è morto il diacono permanente Gianantonio Nodari. Aveva 77 anni. Era nato a Riva del Garda, viveva a Torbole. Sposato con Anna, cinque figli, albergatore e titolare dell’Hotel Benaco di Torbole, Gianantonio fu ordinato diacono permanente nel 1994 per divenire collaboratore a S. Andrea di Torbole, anche nell’ambito della pastorale turistica. Il funerale sarà celebrato presso la chiesa parrocchiale di Torbole lunedì 26 giugno ad ore 15.00 e sarà presieduto dall’arcivescovo Lauro.


Incidenti Valsugana: il video di un «folle» che rischia una strage

Pochi minuti fa è stato ripreso il conducente di una piccola autovettura rossa che chiamare «folle» è dir poco.

Dopo essere uscito da uno Stop, senza nemmeno fermarsi, il conducente ha cominciato a zig zagare e poi ha innescato una vera e propria gara con una cinquecento.  La strada è quella che porta da Pergine a Caldonazzo. 

Pochi minuti prima uscendo da un altro stop ha schivato miracolosamente chi poi ha cominciato a riprenderlo con la cam posizionata sul cruscotto, sorpassando tre macchine completamente contromano. Il superamento della linea continua è violazione che può dar seguito al ritiro della patente.

Nel rientrare nella carreggiata subito dopo il sorpasso sarebbe bastato toccare la cinquecento per provocare un brutto incidente che poteva coinvolgere anche la terza macchina che seguiva a distanza.  Un’azione che deve far riflettere sui limiti di velocità e sulle ordinanze emesse dalla provincia autonoma di Trento, nel tentativo di salvaguardare la sicurezza dei conducenti. Il video è a disposizione delle forze dell’ordine naturalmente. Deprecabile anche il comportamento della cinquecento bianca.


Concorso CUE, centro destra: «Ora i Trentini si attendono le dimissioni di Luisa Zappini»

La commedia (o tragedia) del concorso pubblico per la Centrale unica di emergenza ​di Trento ​pare essere finalmente arrivata al suo epilogo. “In via di prudenza e autotutela si rende necessario l’annullamento, alla luce del rapporto di conoscenza, che è stato evidentemente dimostrato e dichiarato, poi, dalla stessa presidente della commissione“, così ha dovuto riferire il Presidente ​della Giunta provinciale ​

Ugo Rossi, lo stesso che solo pochi giorni fa era intervenuto in un’improbabile smentita dell’annullamento del concorso, dato già per certo la scorsa settimana.

Rossi si è goffamente affrettato a giustificare il tutto spiegando che “siamo ormai in una selva di norme che rendono impraticabile qualsiasi tipo di ragionamento sui concorsi, sulle gare, sugli appalti”. Ma quale selva Presidente! Nemmeno per il NOT, dove la posta in gioco era ben più alta la Provincia annullò il bando prima delle decisioni della magistratura. Vero che tra voti comprati e concorsi pubblici portati avanti con una certa disinvoltura si potrebbe avere l’impressione di trovarsi in una selva oscura, ma il ginepraio è stato creato solo ed esclusivamente dalla cattiva amministrazione: sarebbe bastato scegliere una commissione davvero esterna e indipendente, l’ABC delle norme anticorruzione, per evitare questo imbarazzante finale.

La Giunta provinciale è responsabile della scelta della commissione valutatrice del concorso e dopo l’annullamento doveroso in autotutela, i trentini si aspettano ora il passo successivo: le dimissioni della Dirigente che ha creato il pasticcio. La stessa dott.ssa Zappini ha dichiarato pochi giorni fa alla stampa, forse in modo improvvido, che «non c’è parentela, non c’è contrasto», un’ulteriore conferma dell’inadeguatezza della stessa per il proprio ruolo di Dirigente provinciale, ma anche di referente anticorruzione (sic!), visto che la normativa è chiara e parla di obbligo di astensione in caso di conflitto di interessi anche solo potenziale. Nonostante i rapporti professionali e accademici sistematici e continuativi con alcuni candidati (fra l’altro i soli ammessi alla prova orale), non ha saputo, o ritenuto, riconoscere la propria incompatibilità, esponendo la Provincia ad un grave danno.

La vicenda non si concluderà quindi con l’annullamento del concorso. Dopo le segnalazioni del sottoscritto in Procura, Corte dei Conti ed ANAC, sono stati depositati i primi esposti da parte di partecipanti al concorso: se la Provincia riterrà di non muoversi per ripristinare la credibilità dell’istituzione e del sistema dei concorsi pubblici, si spera lo farà la magistratura.

​Cons. Claudio Cia​ (Agire) e consiglieri Maurizio Fugatti (Lega Nord) e Giacomo Bezzi (Forza Italia)

Si associa ai contenuti dell’articolo anche il consigliere provinciale del movimento cinque stelle Filippo Degasperi.


Il Trentino Gianni Moscon è campione italiano a cronometro

Il nuovo campione italiano a cronometro è il trentino Gianni Moscon che oggi a Caluso in Piemonte ha avuto la meglio su tutti gli avversari in una veloce e caratterizzata dal grande caldo. Che il 23enne del Team Sky abbia qualità superiori alla norma non lo scopriamo certo oggi, lo si era già capito quando ancora gareggiava nella categoria Under23, ma in questo primo anno e mezzo da professionista sembra che si impegni ad ogni gara per rendere ancora più evidente la corsa: Moscon non nasce come specialista delle prove contro il tempo, ma quando si tratta di lavorare di potenza e di spingere il lungo rapporto in questo momento ha pochi eguali in Italia ed ecco quindi che questo successo, dopo che l’anno scorso finì quarto a 18″ dal podio, non sorprende per nulla.

Per l’atleta di Livo al secondo anno nella massima categoria una soddisfazione immensa al rientro dopo una discutibile squalifica.

Queste le dichiarazioni a fine gara :È la mia prima vittoria a cronometro in assoluto. Una grande emozione vincere oggi e per me sarà un’emozione ogni cronometro che disputerò fino all’anno prossimo. Ci speravo. Mi sono allenato facendo dei lavori specifici. Sapevo che la mia condizione era buona. Alla Route du Sud avevo testato la gamba in una tappa in salita e avevo capito che la condizione c’era. Sapevo di poter ambire ad un bel risultato, anche se la concorrenza era molto valida. Faceva un caldo fuori dal comune, siamo arrivati tutti davvero stremati. Avevo una moltiplica da 58 davanti e dietro un 11-23. Era un percorso molto veloce. Nella prima parte si andava anche a 60 km/h. Il percorso di domenica è davvero interessante. Punto a fare una bella corsa. Avendo vinto oggi tra due giorni partirò un po’ più rilassato, però sarò sempre concentrato al massimo. Parto per lottare fino alla fine”

Il percorso di questo Campionato Italiano a cronometro non presentava passaggi particolarmente tecnici: dopo la partenza da Ciriè i primi 12.7 chilometri fino al primo intermedio erano tutti in lieve discesa con qualche curva da affrontare con la giusta traiettoria, poi una breve contropendenza, un tratto pianeggiante e poi, soprattutto a partire dal secondo intermedio posto al chilometri 29.7 la strada presentava un leggerissima pendenza a salire. Complessivamente erano 38.1 chilometri che per le loro caratteristiche strizzavano inevitabilmente l’occhio ai corridori più potenti.

Gianni Moscon fin da subito ha fatto capire ai suoi avversari che oggi sarebbe stata durissima batterlo: il trentino è letteralmente volato sfruttando la discesa ed ha subito messo diversi secondo tra sé e tutti gli altri. Ma è stato soprattutto nel secondo e nel terzo settore di questa cronometro che Moscon ha scavato i distacchi maggiori nei confronti dei rivali: al traguardo la media è stata di 51.312 km/h per un tempo di 44’33”. L’unico a tenere il ritmo dello scatenato trentino è stato il padrone di casa Fabio Felline che arrivava a questa rassegna tricolore piemontese con l’obiettivo di andare sul podio in entrambe le gare. Al secondo intermedio Moscon e Felline erano divisi da 17″, un gap che poi è diventato di 22″ al traguardo di Caluso: se la prestazione di Moscon è stata straordinaria, non si può dire che non lo sia stata anche quella del corridore della Trek-Segafredo.

Il podio di questo Campionato Italiano è stato quindi completato da Manuel Quinziato che aveva provato a partire forte senza però riuscire a difendersi nella seconda parte di gara: il bolzanino della BMC è riuscito a salvare il podio in questa sua ultima rassegna tricolore ma nei confronti di Moscon ha accusato un distacco di 1’36”. Alle spalle di Quinziato i ritardi rispetto alla nuova maglia tricolore sono diventati pesantissimi con il caldo che ha sicuramente condizionato le prestazioni di più d’un corridore: Dario Cataldo è arrivato quarto a 2’31”, Mattia Cattaneo quinto a 2’59”, Paolo Totò sesto a 3’07”, Jacopo Mosca settimo a 3’40”, Mirko Trosino ottavo a 3’48”, Oliviero Troia nono a 3’54” e Daniel Oss decimo a 4’09”; ancora più indietro sono arrivati corridori adatti a questa prova come Filippo Ganna (4’22”) o Manuele Boaro (4’42”). Daniele Bennati invece è stato addirittura costretto a ritirarsi (come Giacomo Berlato) a causa di problemi intestinali.

In campo femminile, però, la prestazione più rilevante di giornata è stata quella di Letizia Paternoster che ha stradominato la cronometro riservata alla categoria juniores: la trentina della Vecchia Fontana è un autentico fenomeno e ha staccato di 1’18” la campionessa uscente Alessia Vigilia e di 1’43” Elena Pirrone, ma ad impressionare più di ogni altra cosa è il fatto che sullo stesso identico tracciato di 19 chilometri, Letizia Paternoster abbia stampato un tempo di 26’25”, superiore a quello di Elisa Longo Borghini di appena 2″6 nonostante una differenza d’età di circa otto anni. Paternoster diventerà maggiorenne il prossimo 22 luglio: sembra essere l’ennesimo talento in grado di far brillare il ciclismo femminile italiano.

Fonte : CicloWeb.it 

Foto: Lapresse


Il lutto

È morto Stefano Rodotà, aveva 84 anni,

All’età di 84 anni è morto a Roma il giurista Stefano Rodotà. Nato a Cosenza nel 1993, nella sua carriera politica ha militato nella Sinistra indipendente, nel Pci e nel Pds, di cui fu anche presidente. Nel 1992, il giurista fu anche vicepresidente della Camera dei deputati, mentre dal 1997 al 2005 fu presidente dell’Agcom. Ai tempi della rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale, nel 2013, fu proposta dal M5s come presidente della Repubblica, salvo poi essere bollato come “ottuagenario miracolato dalla rete”. Insulti che il leader pentastellato gli rivolse dopo alcuni pareri di Rodotà non esattamente lusinghieri sul Movimento.

Nato negli anni del fascismo, il padre, insegnante di matematica di origine albanese poi iscritto al Partito d’azione, insegnava alle scuole medie e impartiva ripetizioni a Giacomo Mancini, il futuro leader socialista. Uno zio divenne segretario locale della Dc. La politica, insieme allo studio, fu sin dalla prima gioventù una sua passione. Nel 1953 arrivò a Roma per conseguire la laurea in legge. Dunque rifiutò un’offerta di Adriano Olivetti, che avrebbe voluto portarlo ad Ivrea.

Prima dei quarant’anni Rodotà era già professore ordinario a La Sapienza, dove insegnava diritto civile. Non ha però mai abbandonato l’impegno politico: prima la militanza nei Radicali, dunque gli articoli sul Mondo di Pannunzio (a 22 anni il primo articolo finisce in prima pagina).

Nel corso della carriera, il giurista ha insegnato a Oxford, in Francia, in Germania, negli Stati Uniti. L’ingresso in Parlamento risale al 1979: dopo aver rifiutato l’offerta dei radicali, si candida come indipendente di sinistra nelle liste del Pci, da cui si smarcherà quando il Pci appoggiò le leggi emergenziali di Cossiga in tema di terrorismo. Lascerà il Parlamento nel 1993, quando si dimise, a sorpresa, dopo essere stato eletto vicepresidente di Montecitorio. Disse che “la mia non è una ritirata, né un rifiuto sull’aria “ingrata politica non avrai le mie ossa”.

La seconda Repubblica l’ha vissuta fuori dal palazzo, ma sempre da vicino. Nel 1997, primo governo Prodi, la nomina a Garante della Privacy, ruolo ricoperto fino al 2005. Dunque, a 80 anni, fu trascinato a “furor di web” dal Movimento 5 Stelle nella corsa al Quirinale. Celebri, e grotteschi, quei “Ro-do-tà, Ro-do-tà”, scanditi dai pentastellati fuori da Montecitorio.

Sposato da più di 50 anni con Carla, lascia due figli, Carlo e Maria Laura, firma del giornalismo italiano.


Sicurezza, Pattini: «se il Sindaco rimane immobile noi usciamo dalla maggioranza»

«Noi non possiamo più sopportare assolutamente questo comportamento da «Struzzo» da parte del Sindaco Andreatta che lede pesantemente la libertà dei cittadini trentini. Non è più accettabile che pochi facironosi delinquenti mettano in scacco la vivibilità di una città che è sempre vissuta con il sorriso» Queste le pesanti parole pronunciate dal consigliere e capogruppo del PATT in consiglio comunale Alberto Pattini. 

Pattini dichiara di parlare per conto del gruppo consigliare, e quindi conferma che anche Maestranzi, Stanchina e Uez sono d’accordo sugli eventuali passi da fare.

Alberto Pattini sottolinea anche che il PATT non è responsabile di quanto sta succedendo e che se il Sindaco non risolverà in breve tempo il problema della sicurezza e del degrado i tre consiglieri usciranno dalla maggioranza.

«È chiaro che la storia non finisce qui – aggiunge deluso Pattini – perché ora grazie al decreto Minniti Andreatta ha lo strumento per poter espellere dal territorio chi delinque fino a 5 anni. Quindi ci aspettiamo in tal senso delle decisioni veloci per dare un segnale forte alla comunità che in questo momento è davvero spaesata» 

Per quanto riguarda la così detta «Daspo», che offre a tutti i sindaci delle città italiane nuovi strumenti e regole per combattere la delinquenza, il Sindaco Andreatta rispondendo ad un’interrogazione di Salvatore Panetta e di Martina Margoni aveva dichiarato che «nella riunione del Comitato Provinciale per l’ordine e la Sicurezza Pubblica dello scorso 9 marzo presso il Commissariato del Governo, sono state valutati sommariamente i punti salienti del decreto legge, le azioni da adottare e le criticità interpretative del decreto legge». 

«In ragione della necessità di coordinamento con il Commissario del Governo ed il Questore, ai quali la norma demanda specifiche incombenze (es. divieto di accesso), – si legge nella risposta di Andreatta – saranno necessari ulteriori approfondimenti prima di procedere con l’adozione di eventuali ordinanze o con la modifica del Regolamento di Polizia Urbana. Alla luce di quanto premesso si prevede di poter ragionevolmente utilizzare gli strumenti normativi in questione entro l’estate».

In merito al nostro articolo pubblicato oggi «PATT, quando per convenienza e opportunismo la coerenza non è più una virtù»  Alberto Pattini smentisce categoricamente di non aver continuato la sua personalissima lotta contro il degrado e la criminalità dopo l’uscita del suo libro. Pattini cita anche alcuni suoi interventi in consiglio comunale dove più volta ha attaccato il sindaco Andreatta. Pattini inoltre dichiara che continuerà la lotta contro il degrado cittadino a qualsiasi costo. 


Grazie ragazzi, grazie grande Aquila Basket Trento !

Oggi, 21 giugno, è il giorno più lungo e la notte appena trascorsa è stata la più breve dell’anno, ma per migliaia di tifosi del basket trentino è stata una notte lunga, lunghissima, per le grandi speranze e le forti emozioni vissute al PalaTrento nella sfida scudetto contro la Reyer Venezia.

Uno spettacolo sportivo entusiasmante. Forray e compagni hanno messo sul parquet tutte le loro capacità tecniche e fisiche, ma soprattutto un cuore grande come tutto il nostro Trentino. Una preziosa lezione di sport e di vita per i moltissimi giovani e giovanissimi presenti sugli spalti.

Dopo una stagione iniziata con qualche comprensibile difficoltà, visto l’ampio rinnovo della rosa dei giocatori, e qualche maledetto infortunio, la società ha saputo con sapienza fare i dovuti inserimenti e coach Buscaglia si è confermato un abilissimo condottiero, amalgamando e costruendo una macchina perfetta per grinta, coraggio e determinazione. La conquista dei play-off scudetto, in posizione di quasi vertice, ne è stata la naturale conseguenza. L’entusiasmo a Trento e in tutto il Trentino è andato via via crescendo. L’Aquila Basket Trento Dolomiti Energia è divenuta ben subito la “ mina vagante “ tra le otto pretendenti allo scudetto.

Davanti ad autentiche corazzate come la Dinamo Sassari e la EA7 Milano, costruite per vincere in Italia ed in Europa, si è presentata una squadra dalla fortissima motivazione, da una ben radicata visione della vittoria, da un coraggio sportivo ed una sana spregiudicatezza senza eguali. Fatto è che i ragazzi di Buscaglia si sono trovati meritatamente in finale scudetto contro una Reyer Venezia, che fin da subito si è resa conto di quale pasta era fatta la formazione trentina.

Dopo aver “ rischiato “ di vincere domenica al Taliercio di Mestre ( per 39’ in vantaggio ! ), martedì sera al PalaTrento ci si è giocato il tutto. Una partita entusiasmante, per molti minuti punto a punto, che ha messo a dura prova il cuore dei 4 mila presenti. Non c’era casa, bar o piazza che in Trentino non fosse collegata televisivamente. Alla fine ha vinto Venezia, ma gli applausi, interminabili, erano tutti per Forray, Craft, Sutton, Shields, Flaccadori, Lechthaler, Hogue, Beto Gomes, ma pure per Baldi Rossi, Moraschini, Marble. Atleti straordinari, uomini veri, protagonisti sportivi che ben si sono calati in una terra e in una comunità, come quella trentina, che ha nella capacità di soffrire, nel coraggio e nella determinazione le propri virtù.

Un grazie di cuore allo staff tecnico composto da Buscaglia, Cavazzani, Dusmet e Verona, che con pazienza e sapienza hanno saputo costruire uno spogliatoio compatto e una squadra testardamente sempre proiettata verso la vittoria, l’unico vero modo per rispettare degnamente un avversario.

Un degno plauso va pure a tutta la società, che qui individuiamo nel Presidente Luigi Longhi e nel General Manager Salvatore Trainotti, senza voler dimenticare e offendere alcuno, capaci di costruire negli anni, passo dopo passo, un modello societario e sportivo unico nel panorama italiano. Se oggi Trento per il basket, così come per il volley, è città simbolo per la sportività e assai ambita tra gli atleti, lo si deve al lavoro continuo e silenzioso di molte persone, a cui va il nostro appassionato e affettuoso ringraziamento. Il futuro non potrà che essere positivo. Le fondamenta sono solide, capaci di sorreggere il proscenio che non potrà non essere ricco di nuove emozioni e di nuove vittorie.

Paolo Farinati –


Balla coi lupi: David Vicario e il rockabilly

L’Intervista a David “Arty” Vicario, Frontman degli Arty ‘n’ the Wolves per RADIOWEBSHOW “Vivere Trento”. per Arty

Arty ‘n’ the Wolves: celebre gruppo rockabilly trentino il cui frontman è David “Arty” Vicario, chitarrista e cantante, propone un repertorio di pezzi inediti e cover che spaziano dal rock’n’roll anni 50 americano al revival dell’Inghilterra degli anni 70.

Nato nel 2008, negli anni di attività il gruppo ha partecipato a numerosi festival rockabilly in Italia e all’estero. Il primo disco è stato auto prodotto nel 2009 mentre il secondo disco è già in fase di uscita.

Nell’intervista per “Vivere Trento” di Radiowebshow David “Arty” Vicario racconterà della sua esperienza artistica, dei prossimi progetti e i soprattutto di come è nato questo particolare genere con cui si cimenta il suo gruppo.

Potrete sentire dalla viva voce del giovane ingegnere e chitarrista trentino raccontare quando è nata la sua passione per questo vibrante stile musicale, e di come questo gruppo, partito dalle serate nei locali trentini si sia raffinato al punto da essere preso in grande considerazione e conseguentemente chiamato ad esibirsi in tutta Italia e Europa.

Oltre alle sensazioni provate sul palco David Vicario ci racconterà del nuovo disco di prossima edizione prodotto da una casa discografica elvetica.

Verso le ore 14.50 l’intervista di Mario Garavelli a David Vicario

RadioWebShow – La WebRadio di Angelo is on Mixlr


Meglio il fascino della normalità della famiglia

Gay Pride Trento: il sindaco Andreatta e le «porno Madonne» – di Marika Poletti

Mettendo da parte le scontate argomentazioni in ordine alla libertà di manifestazione ed altri analoghi ammennicoli, non crediamo faccia onore alla nostra comunità ospitare un evento in cui, come la consuetudine ci ha abituati, potrebbero sfilare per le vie centrali della Città che fu del Concilio ogni genere di carro, in un clima che oscilla tra una parodia del carnevale di Rio ed uno spettacolo blasfemo.

Ricordiamo in tal senso, e solo a titolo esemplificativo, quanto organizzato dall’arcigay Il Cassero a Bologna con uomini travestiti da Gesù che mimano pratiche sessuali con una Croce, la locandina “Divertiti con Gesù e i sodomiti” e la Madonna raffigurata come un transessuale del Pride Village di Perugia.

La Repubblica potrà garantire la libertà di manifestare il proprio pensiero ma non quella di offendere la nostra cultura e le nostre tradizioni. Che si sia o meno credenti.

Una manifestazione chiaramente con profili di potenziale illegalità, quindi, andando contro il buoncostume e che di fronte alla quale, qualora trovasse davvero sede a Trento, tutti dovranno prendere posizione e, se necessario, le dovute responsabilità.

Si sente in grado il Sindaco Andreatta di farsi carico delle naturali conseguenze di una sfilata di “porno-Madonne” – il sol concetto fa accapponare la pelle -, uomini vestiti in modi indicibili ed altri spettacoli poco edificanti? I sedicenti autonomisti che siedono nella maggioranza che governa la Provincia ed eterodirige il Capoluogo, sono d’accordo e sfileranno compatti? A giudicare dalle posizioni prese dall’ex Capogruppo Lorenzo Baratter sui transessuali, tutto farebbe presupporre una risposta affermativa…

Il Vescovo Tisi non ha nulla da dire a riguardo? Intervenire è dovere di tutte le parti sociali.

Già in concerto con altre realtà del territorio, stiamo perciò avviando l’organizzazione di una Festa della Famiglia da svolgersi nel cuore di Trento, un momento di ritrovo dove i bambini possano giocare riprendendosi gli spazi della nostra splendida città mentre genitori, nonni e zii potranno confrontarsi anche in momenti di approfondimento. Se il mondo va in rovina, qualcuno dovrà rimanere in piedi per mostrare ciò che è bello, giusto ed ha permesso all’umanità di avanzare.

È necessario ritrovare il fascino della normalità, avere il coraggio di essere testimoni ed attori del più grande atto rivoluzionario che potremmo mai porre in essere: il buonsenso.

La crisi di una società umana inizia quando si sovvertono le priorità naturali e si accantonano i boni mores. Come la storia ci insegna, la crisi dell’Impero Romano coincise con la caduta in disuso della venerazione dei Penati, le divinità del focolare domestico… D’altronde, abbiamo rinunciato alle nostre tradizioni, rinunciamo ai nostri Penati, i barbari non sono alle porte, perché li abbiamo già in casa: ius soli docet. Ai posteri l’ardua sentenza.

Marika Poletti – Presidente Provinciale Fratelli d’Italia/AN Trentino


Ugo Rossi sconfitto per la quarta volta.

Sindacato Delsa: quarta pronuncia favorevole per i Diplomati Magistrali.

Oggi il Consiglio di Stato ha accolto per la quarta volta le tesi del sindacato Delsa e dall’Avv. Francesco Lilli nel ricorso per l’inserimento nelle graduatorie trentine dei  docenti diplomati prima del 2002.

La VI sez. ha  emanato un’ordinanza cautelare di rigetto nei confronti delle richieste della PAT e dei contro interessati costituitisi l’11 di  maggio in opposizione.

Anche in questa occasione, per  la quarta volta e con un presidente di sezione diverso (nominato a sorpresa)  vengono quindi  confermate tutte le richieste del sindacato Delsa e vengono rigettate  tutte le istanze fatte dalla parte contraria cioè la PAT e il gruppo dei ricorrenti ad opponendum :  71 laureate in scienze della formazione primaria presenti nella graduatoria provinciale quarta fascia.

I diplomati magistrali restano in GPT 4° fascia per assumere contratti a tempo determinato ed indeterminato, sino della decisione finale che slitta al 1° febbraio 2018.

È questa la  decisione della VI sezione del Consiglio di Stato che riconferma il suo già chiaro orientamento sulla questione anche con un presidente diverso, cambio quest’ultimo che ci ha inizialmente lasciati un molto perplessi.

«La provincia “Autonoma di Trento continua nella sua discutibile gestione del sistema scolastico ed in particolare sulle “tecniche” di  reclutamento –  dichiara il presidente di Delsa Mauro Pericolo (foto)-  copiando dal nazionale e divaricando sempre di più la forbice con Bolzano,  che nel frattempo è riuscito a creare un impianto normativo di reclutamento totalmente autonomo e in linea con le politiche europee»

Ora la provincia rischia di vedersi citata davanti alla Corte Europea, per disapplicazione delle direttive sul precariato e sul rispetto del valore dei titoli. «Continua invece a puntare su procedure concorsuali che lasciano scie di dubbia regolarità e che spesso più che selezionare i migliori diventano il gioco dei dadi» afferma ancora il segretario di Delsa

«Continuando, tra l’altro, – conclude –  a moltiplicare il contenzioso che pesa in maniera importante sulle casse pubbliche e quindi sui cittadini. Delsa, continua Pericolo, intende denunciare questa cattiva gestione della cosa pubblica alterata ancora di più da un uso distorto degli strumenti autonomistici che ormai sembrano esser diventati più al servizio del potere politico che non del cittadino. Lo fa portando alla luce i retroscena di una vicenda sindacale e giudiziaria che è diventata emblematica  di un potere politico autonomistico fine a se stesso».


CCIAA di Trento: approvato l’assestamento del preventivo economico 2017

Nel pomeriggio di ieri si è riunito il Consiglio della Camera di Commercio di Trento che ha aperto la seduta con la convalida della nuova consigliera camerale, Barbara Tomasoni, (foto) espressa da Associazione Artigiani e Piccole Imprese della provincia di Trento in sostituzione del componente Roberto De Laurentis.

Nel corso dell’incontro è stato approvato l’Assestamento del preventivo economico per l’esercizio 2017.

L’esigenza di intervenire per aggiornare il documento di programmazione economica per il 2017 è correlata alle novità intervenute nel corso del primo semestre dell’esercizio e, in particolare, all’avvio di un’iniziativa di sistema, coordinata a livello nazionale, focalizzata su due progetti a carattere trasversale, promossi da Unioncamere e valutati come strategici anche dal Ministero delle sviluppo economico, a supporto delle imprese.

Si tratta dei progetti “Punto impresa digitale” e “Servizi di orientamento al lavoro ed alle professioni”, da finanziare mediante le risorse generate dall’aumento del 20% del diritto annuale.

L’Assestamento del preventivo economico per l’esercizio 2017 evidenzia le seguenti variazioni:

– i proventi di parte corrente passano da una previsione iniziale di 12.977.100 euro ad una di 14.436.859 euro;
– gli oneri di parte corrente passano da una previsione iniziale di 13.932.800 euro ad una di 14.806.973 euro;
– i proventi finanziari rimangono invariati mentre i proventi straordinari evidenziano un aumento di 154.114 euro;
– gli oneri presentano variazioni nella parte straordinaria per un totale di 15.000 euro.

Con l’assestamento del preventivo economico 2017 i ricavi complessivi passano da 13.157.100 euro a 14.770.973 euro, mentre il complesso dei costi passa da 13.932.800 euro, a 14.806.973 euro. La previsione di disavanzo economico per l’esercizio 2017 si riduce di euro 739.700 passando da euro 775.700 a euro 36.000.

La predisposizione del documento di “Assestamento del Preventivo economico per il 2017” consente l’aggiornamento delle risorse complessive a disposizione dell’Ente per l’attuazione dei progetti di sistema e per la completa attuazione del Piano di attività 2017 a valere sull’Accordo di programma sottoscritto con la Provincia autonoma di Trento.


Finale scudetto Basket: nuovo boom della diretta web sul nostro quotidiano, sfiorati i 30 mila contatti.

Nuovo boom di lettori per la diretta web basket di gara 4 della finale scudetto fra Trento e Venezia svoltasi ieri sera al PalaTrento.

Pochi minuti prima dell’inizio della partita erano poco meno di 1.000 i lettori in attesa della prima palla a due.

Poi man mano che la partita entrava nel vivo sono aumentati a dismisura polverizzando il precedente record di gara 2 disputata a Venezia. Dati che devono far riflettere sul cambiamento delle abitudini degli italiani e sulle nuove dinamiche della rete. 

Alla fine, a spingere l’Aquila Basket verso una nuova eclatante vittoria, sono stati in 19.183 lettori unici (dato aggiornato alle 7.00 di stamane) mentre le visualizzazioni di pagina hanno sfiorato i 30 mila contatti.  Altro che partita di calcio ci viene da dire. 

È presumibile che entro stasera l’articolo con la diretta web realizzata dal nostro collaboratore Alfonso Norelli (foto) raggiunga quasi i 40 mila contatti.

I contatti sono stati registrati da tutt’Italia, con in testa Milano, seguita da Trento, Bolzano, Roma, Verona e Venezia.  

La diretta web sul nostro quotidiano è stata seguita da sportivi di 81 paesi del mondo diversi per un totale di circa un migliaio di lettori.  In testa la Germania, poi la Gran Bretagna, la Spagna e gli Stati Uniti. 

Il picco di lettori è stato raggiunto all’inizio del quarto quarto della partita. 

Sale ora la febbre per gara 5 che sarà giocata a Mestre, vincendo la partita Trento si presenterebbe la partita successiva al PalaTrento con la possibilità di vincere uno storico scudetto a coronamento di una storia da libro cuore.

sotto il report di google analytics che fornisce i dati, riportati nell’articolo, in tempo reale


L’ avventato Requiem per i 5 Stelle ed il centro destra – di Marika Poletti

Ho sempre avuto la fortuna di conoscere personalmente chi avrei dovuto votare e, per questo, farlo convintamente oppure, quando il partito di riferimento presentava soggetti invotabili, fare altre scelte.

Questo accade principalmente per le amministrative: io stessa non voterei mai un candidato Sindaco espressione della mia area politica se fosse un benemerito imbecille perché considero prioritario garantire il meglio per la mia terra rispetto a piazzare bandierine.

Il proprio Comune, la Provincia o Regione non sono un puntaspilli da infilzare alla stregua di una bambolina voodoo e chi così li considera potrà al massimo ambire ad avere una comoda e remunerata poltrona se il proprio partito nazionale spinge ma non potrà mai aspirare a dare il proprio contributo fattivo per avvicinare lo status quo alla propria visione del mondo.

Alla luce di questa semplice, addirittura banale, considerazione, non credo che il Movimento 5 Stelle sia scomparso ma che si sia limitato a raccogliere i consensi sul territorio commisurati ai rispettivi candidati, evidentemente non troppo brillanti né affidabili, al netto delle innumerevoli personalità capaci e preparate che contingentemente e quasi per caso lì aderiscono.

Aspettando i ballottaggi del 25 giugno -appuntamento che non vede i grillini attori principali se non in poche realtà- ricordiamoci quanto accaduto a Roma ed a Torino: nello specifico non sono state vittorie del Movimento 5 Stelle in senso stretto ma due campi persi dal centrodestra, compagine che si è frastagliata in modo pretestuoso e per giochi di contrappesi interni alla coalizione.

Pensiamo a cosa sarebbe successo se nella Capitale si fosse trovata la quadra attorno alla figura di Giorgia Meloni, a cui parte del cosiddetto centrodestra ha preferito un candidato bolso appoggiato da cavalli ugualmente zoppi solo per fermare l’avanzata della presidente di Fratelli d’Italia/AN -come in modo lungimirante ha ammesso la stessa Alessandra Mussolini, Onorevole rimasta esclusa dal Consiglio Comunale-.

Secondo tutti i sondaggi un ballottaggio da Raggi e Meloni avrebbe assunto altri risultati rispetto a quello che ha visto soccombere il povero Giachetti.

Ciò non toglie che sul piano nazionale il Movimento 5 Stelle possa ancora essere più che competitivo e lo sarà fino a quando la vera politica non tornerà protagonista.

E questo dovrebbe fare un centrodestra che voglia essere tale: unito sì ma solo se serio, responsabile, credibile e coerente.

Marika Poletti – Presidente provinciale Fratelli d’Italia/AN Trentino


Oltre la curiosità…..

Più di qualcuno si pone la domanda se sia operativa la L.P. n. 11/2010 e s.m. “Disposizioni sulle cariche e sulle relative indennità e modificazione della legge sui contratti e sui beni provinciali (B.U 22 giugno 2010, n. 25) in materia di compensi per l’assunzione di cariche(1).

L’art. 1 (Disposizioni in materia di compensi per l’assunzione di cariche) prescrive l’obbligo per chi assume incarichi in rappresentanza della Provincia autonoma di riversare alla stessa l’intero compenso spettante (esclusi i rimborsi spese) se titolare di vitalizio per mandato parlamentare per almeno due legislature.

Sappiamo che l’on. avv. Luigi Olivieri è stato nominato dalla giunta provinciale nel CdA della Società Autostrada del Brennero spa, l’8 aprile 2014 (2) e ha percepito, in qualità di componente del Comitato Esecutivo, la somma di 13.333.33 euro + 300 euro quale gettone di presenza per ogni seduta (3).

Sappiamo, inoltre, che l’on. avv. Luigi Olivieri è titolare di vitalizio della Camera dei deputati dal 3 maggio 2016, per aver svolto due mandati di deputato (XIII,XIV legislatura) (4).

Anche noi ci poniamo la stessa domanda. L’on. avv. Luigi Olivieri ha riversato gli emolumenti percepiti, in qualità di componente del Comitato Esecutivo della Società Autostrada del Brennero spa, alla Provincia autonoma di Trento, secondo il disposto dell’art. 1 della L.P. n. 11/2010 e s.m.?

(1) L.P. n. 11/2010 “Disposizioni sulle cariche e sulle relative indennità e modificazioni della legge sui contratti e sui beni provinciali”Disposizioni sulle cariche e sulle relative indennità e modificazioni della legge sui contratti e sui beni provinciali”

(2) comunicato dell’ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento dell’8 aprile 2010

(3) emolumenti erogati dalla Società Autostra del Brennero spa

(4) portale storico della Camera dei deputati


Oltre 16 mila lettori hanno seguito la vittoria di Trento nella finale scudetto di Basket. Stasera nuova diretta.

Nuovo boom di lettori per la diretta di gara 1 della finale scudetto di Basket.

La meravigliosa vittoria dell’Aquila Basket in casa di Venezia è stata seguita da oltre 16 mila lettori che hanno voluto seguire la diretta del nostro giornalista sportivo Alfonso Norelli.

Gara 4 di semifinale con Milano era stata seguita da quasi 15 mila i contatti «unici»

I contatti sono stati registrati dalle grandi città del Veneto, con in testa Venezia, Padova, Rovigo e Verona.

Al primo posto Trento, poi Milano e Bolzano.

Sale ora la febbre per gara 2 che potrebbe portare Trento sul 2 a 0. Si gioca ancora a Mestre, poi Trento avrà due partite in casa. È programmata la diretta per gara 2 sempre sulla nostra testata a partire dalle ore 20.00 di stasera.  Si gioca ogni due giorni. Chi vince 4 partite è campione d’Italia.

In ricordo di Albertone ….

A poca distanza dalla tua prematura scomparsa, ti ricordo come il cugino migliore, ma soprattutto come carissimo amico.

Quante volte abbiamo giocato, discusso, lavorato nel Laurentianum, quante lotterie fatte pro Missioni (dove tu eri sempre uno dei primi), quante volte andavamo in montagna mentre venivo in quel di Baldino a chiamarti tutte le sante volte, ma se mancavi tu non era neanche bello salire in vetta.

E gli scout… qui ci sarebbe da scrivere per 1000 e più giorni, episodi dove tu sei stato il protagonista e che sei ritratto nella foto insieme alla nostra squadriglia CAMOSCI sul ponte costruito da noi nel ’66 (anno dell’alluvione), per permettere ai contadini di portare il fieno a valle.

Mi ricordo che io volevo portare i chiodi e le cambre e tu mi dicesti che con i chiodi e le cambre sarebbero stati capaci tutti di farlo, quindi l’abbiamo assemblato “tutto con cunei di legno e corde”.

Un altro episodio bellissimo è quando siamo arrivati ai 12 Apostoli all’imbocco delle ferrate Castiglioni (il più vecchio di noi aveva 14 anni) senza corde solo con il zaino e con appresso dodici lupetti di 10-12 anni. Io ti dissi che “qui è finito il sentiero, quindi torniamo indietro” e tu mi risposi “andremo sempre avanti”; siamo scesi fino al Rifugio Agostini con la “cagarella” e poi siamo risaliti per arrivare a Pinzolo a tarda sera.

Grazie Alberto per la tua amicizia, sana, sincera, senza compromessi, resterai sempre nel nostro cuore ora che sei in Paradiso, vicino ai tuoi e alla nostra carissima amata Zia Nazzarena che ci ha insegnato a voler bene al nostro prossimo, soprattutto al nostro Creatore.

Sergio Binelli “Scarparo”


Numero Unico 112, disservizio per il turista. – di Carlo Garbini

La Provincia ha inaugurato in pompa magna il nuovo numero unico per le emergenze. Il 112.

Essendo la nostra terra ad alta vocazione turistica, la Provincia, ha pensato saggiamente di inviare alle APT una locandina per rendere noto questo nuovo ed utilissimo servizio.

La locandina è ovviamente in italiano…….E BASTA.

Assurdo. Dico io, almeno in inglese no è?

Penso che l’ideale sarebbe averla fatta in 3 lingue (italiano, inglese e tedesco) e tutto sulla stessa locandina per non dover avere triplice copia esposta nelle strutture ricettive. Poi magari predisporla in piccolo formato anche per le altre lingue più utilizzate nelle zone turistiche.

Dopo aver sollevato questo quesito ecco cosa mi ha risposto APT di Riva del Garda:

“Grazie per la segnalazione Le abbiamo inoltrato la mail ricevuta dalla provincia autonoma di Trento la quale ci ha pregato di divulgare l’informativa”.

Potremo eventualmente chiedere a loro se hanno in programma la stampa della loro locandina anche in lingua straniera

Carlo Garbini – Agire per il Trentino – Coordinamento di Trento

Un paio di ore in piazza santa Maria Maggiore, tipica città «sinistra….» – di Numa De Masi

Piazza Santa Maria Maggiore.

Sono le 20.00, Inizia una tipica serata nel capoluogo trentino, caratterizzata da via vai di drogati trentini e spacciatori nordafricani, studenti o giovani che bivaccano davanti l’entrata della basilica con cibo spazzatura e alcolici,  lasciando sporcizia come segno del loro passaggio; la scalinata di accesso all’ Università occupata da pseudo-studenti stravaccati sui gradini, arriva un docente che per entrare chiede cortesemente di fargli spazio, a fatica e con fare seccato viene fatto passare; cominciano a vedersi le prime lattine a terra, arriva il prete e anch’egli fa lo slalom tra due fratelli africani che siedono con patatine fritte e birra, davanti il portone della Basilica.

Gli schiamazzi si fanno più frequenti e gli spacciatori si posizionano in modo da comunicare, in arabo chiaramente, con le vedette che segnalano la presenza di Forze dell’ordine; freneticamente i tossici locali cercano i loro fornitori e acquistata l’indispensabile dose, si dileguano per consumarla.

Si sono fatte le 22.00, il perimetro della chiesa e dell’Università è adibito ad orinatoio pubblico, la Polizia Locale non ha facoltà di sanzionare tali comportamenti in quanto, neanche a dirlo, non c’è ordinanza comunale al riguardo; le ragazzine trentine che con fare disinvolto fanno compagnia fino all’ alba ad altri fratelli che “scappano dalle guerre e dalla fame” e si ritirano a casa a notte fonda o mattina inoltrata, presumibilmente nell’indifferenza dei genitori.

Il degrado interessa tutto il quartiere, la tristemente famosa Pizza Dante, la Portela fino al Duomo e dintorni, una città dalla preziosa ricchezza architettonica e storica, ridotta a bivacco e puzzolente di piscio.

Una tipica città gestita dalla sinistra, di cui tutti si lamentano ma che sistematicamente sostengono a furor di voti.

Dopo una notte in Piazza Santa Maria Maggiore. – De Masi Numa, segretario Forza Nuova Trentino.


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