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Redazione Trento

 

Strombazzamenti continui e palesi violazioni del codice della strada.

Davide Allegri scrive a Flixbus, «per colpa della fermata lo stile di vita dei residenti è peggiorato»

Gentile servizio clienti Flixbus,

mi chiamo Davide Allegri e sono nella poco invidiabile posizione di abitare vicino ad una vostra fermata a Trento, in via Giuseppe Canestrini.

Purtroppo infatti da quando avete attivato il vostro (lodevole, per carità) servizio di trasporto pubblico, la vita dei residenti del mio quartiere ha certamente perso qualità

Questo soprattutto a causa della tendenza inveterata da parte dei vostri autisti di strombazzare con insistenza sia all’arrivo che alla partenza. Questo avviene in arrivo per la caotica presenza di automobili sulle aree di sosta dedicate ai parcheggi per gli autobus e alla partenza per comunicare la partenza stessa (o almeno credo, dato che non mi vengono in mente motivazioni particolarmente valide).

Si tratta di una palese violazione del codice della strada, di un’azione completamente inutile ed estremamente fastidiosa, oltre che dannosa per la salute mia e della mia famiglia e delle famiglie che abitano in quella zona. Ci sono 13 corse ogni giorno che passano sotto le nostre finestre, come potrete ben immagine sentirsi ogni giorno almeno una ventina di colpi di clacson furiosi è estremamente irritante oltre che illegale. Se aggiungete che almeno un terzo di quelle corse passano dopo le 23 potrete capire il malcontento mio e degli altri residenti.

Tra l’altro non si capisce bene perché il tratto via Canestrini-via Sanseverino sia stato adibito a succursale della stazione-corriere in un contesto urbanistico già caratterizzato dalla congestione di infrastrutture (strade, ciclabili, percorsi pedonali, funivia, parcheggi) e dove i residenti sono stati costretti a sopportare una serie di enormi disagi senza poter dire nulla e subendo le conseguenze di un inquinamento atmosferico e sonoro notevole senza alcuna compensazione.

Con questa mia mail vi chiederei gentilmente se potreste consigliare ai vostri autisti di non ricorrere alle trombe per ogni minima sciocchezza quando effettuano la fermata di Trento. Diversamente mi troverei costretto ad adire a diverse, e meno piacevoli, forme di convincimento.

Davide Allegri – Trento


La Satira: le alleanze di Beppe Grillo

Il Beppe Grillo nazionale non vuole allearsi con nessuno. Sono in molti a credere che sia però Casaleggio figlio a decidere con chi potrebbe allearsi il movimento cinque stelle.

In Trentino, per ora, Filippo Degasperi, l’unico consigliere provinciale in quota movimento cinque stelle ha sempre evitato di parlare di alleanze, seguendo quindi la linea del suo partito. Ma sarà ancora così per le prossime provinciale del 2018? Sono in molti infatti dentro il partito trentino che pensano che si dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di sedersi intorno ad un tavolo per trovare una possibile quadra con qualche partito.

Sono altresì in molti a criticare la linea politica del tandem Grillo Casaleggio, che secondo molti militanti è fin troppo dura e ferrea, e soprattutto poco democratica. Domenico La Cava nella sua vignetta rappresenta il momento di disagio di alcuni grillini.


Dialogare con la Russia per far ripartire la nostra agricoltura – di *Michael Moser

Egregio Direttore,

Il 2017 non è una buona annata per l’agricoltura trentina” scrivono i giornalisti a caratteri cubitali sulle prime pagine dei giornali ma, sinceramente, quale fra le ultime annate agricole è stata una buona annata per i nostri agricoltori? Forse quella in cui un chilo di mele viene pagato 26 centesimi e poi rivenduto a €1,20/1,50, cosa che non permette agli agricoltori nemmeno di coprire i costi di produzione (stimati a circa 35 centesimi al chilogrammo di mele)? Oppure quella in cui vengono stipulati grossi accordi commerciali con parametri impossibili da rispettare che lasciano i nostri magazzini pieni di frutta invenduta?

Per ricordare una buona annata per i nostri agricoltori bisogna andare indietro nel tempo fino a prima della crisi economica e prima dell’euro. Infatti, ai tempi della lira, i costi di produzione erano molto più bassi e i guadagni dei contadini molto più alti.

A complicare ulteriormente la situazione si sono messe anche le sanzioni contro la Russia che a partire dal 2014 hanno portato ad ingenti perdite non solo per il mondo dell’agricoltura ma anche per gli altri settori. Infatti, secondo una stima dell’ONU a causa delle sanzioni l’economia russa ha perso 50-52 miliardi di dollari, mentre i Paesi, occidentali promotori di questa politica, 100 miliardi di dollari.

Inoltre, in seguito alle sanzioni, il settore agricolo russo è cresciuto del 3% permettendo alla Russia di diventare leader nell’esportazione di grano e di frumento e riducendo la sua dipendenza dalle importazioni. Al contrario, all’interno dell’Europa, la produzione tedesca e quella polacca non trovando alcuno sbocco per l’esportazione, si sono riversate nel mercato europeo bloccandolo quasi completamente.

Per risolvere questa situazione e per far sì che le prossime siano delle ottime annate non solo per l’agricoltura trentina ma anche per quella italiana ed europea noi di AGIRE per il Trentino crediamo sia ora di togliere queste sanzioni che nuocciono più all’economia europea che all’economia russa.

Michael Moser – *Coordinatore AGIRE per il Trentino, Valle di Cembra


Ironia ferragostiana – di Michele Rossi

Egregio Direttore

il Ferragosto è passato e qualcuno, invece che dedicarsi alle meritate ferie, preferisce uscire con queste “Determine” che, ovviamente, commentiamo preoccupati, ovvero la DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE N. 94 DI DATA 31 Luglio 2017 che riporta come oggetto: “Inserimento migranti nelle squadre del progettone”. Leggi ancora


Un assaggio di università: in cento da oggi a Trento e Bolzano per la settimana di orientamento

Prima giornata oggi a Trento per i cento studenti e studentesse da 18 regioni italiane che partecipano alla nuova edizione della “Settimana di orientamento alla scelta universitaria”, promossa congiuntamente dalle università di Trento e di Bolzano.

L’iniziativa, giunta alla sua quarta edizione, propone un percorso di approfondimento – da oggi e fino a venerdì prossimo – per aumentare la conoscenza e la consapevolezza sulle opportunità di studio in vista della scelta universitaria. A questi cento ragazzi e ragazze del penultimo anno di scuole superiori, selezionati tra le candidature arrivate da tutta Italia, la settimana di orientamento universitario farà conoscere il territorio in cui potrebbero trovarsi a vivere negli anni che li porteranno alla laurea.

La settimana di orientamento è cominciata già nella serata di ieri con il ritrovo e l’accoglienza dei partecipanti all’Università di Trento. Sono 18 le regioni italiane di provenienza, anche se la maggioranza viene da Veneto, Lombardia e Puglia. Da questa mattina al Polo scientifico e tecnologico Fabio Ferrari di Povo sono iniziati gli incontri di orientamento e approfondimento sulle varie discipline che proseguiranno poi, da giovedì all’Università di Bolzano. L’obiettivo: familiarizzare con i metodi d’insegnamento universitari, conoscere da vicino l’offerta didattica dei due atenei attraverso lezioni che spaziano dalla fisica al design, dalle neuroscienze al diritto internazionale ma anche aprirsi a comprendere la cultura e la complessità sociale del nostro tempo.

Quest’anno i/le partecipanti avranno anche la possibilità di confrontarsi direttamente con dottorandi/e di diverse aree disciplinari che racconteranno loro come funziona il mondo della ricerca. Come nelle precedenti edizioni parteciperanno a lezioni ma anche ad attività laboratoriali (ad esempio nel CLab di Trento), visite guidate (a Trento al Muse, a Bolzano al Monumento alla Vittoria) e la sera assisteranno a due conferenze spettacolo al Teatro Sanbapolis.

In calendario anche un incontro con gli studenti e le studentesse che si occupano di orientamento, poco più grandi di loro, che potranno fornire consigli e informazioni in modo diretto e informale sulle opportunità offerte dalle università nella nostra Regione

L’iniziativa – Tra le proposte ricevute, anche su segnalazione degli istituti secondari di secondo grado italiani, le due università hanno selezionato un centinaio tra studenti e studentesse, scelti in base ai risultati scolastici e a una valutazione complessiva del loro profilo con riferimento agli ambiti di interesse di studio, alle attività extrascolastiche, alle competenze linguistiche e alla motivazione a partecipare all’iniziativa.

Programma della “Settimana di orientamento alla scelta universitaria”

TRENTO 
Domenica 23 agosto 
15.30-18.00 Accoglienza partecipanti
19.30 Inaugurazione
Lunedì 21 agosto
09.00 “Heterogeneity: When Beauty is The Beast” – Andrea Lunardi (in italiano)
11.00 “Industria 4.0: la nuova rivoluzione industriale” – Dario Petri
14.30 “Progettare interfacce e interazione: opportunità e difficoltà” – Massimo Zancanaro
16.30 “Il CLab Trento: lo spazio di coworking dove gli studenti diventano creativi, innovativi e imprenditoriali” – Alessandro Rossi
21.30 “Fisica Sognante” Conferenza spettacolo di e con Federico Benuzzi
Martedì 22 agosto
9.00 “Le scienze della sicurezza all’Università di Trento:le ricerche applicate di eCrime” – Gabriele Baratto
11.00 “Verso una nuova astronomia: breve storia della scoperta delle onde gravitazionali” – Stefano Oss
14.30 Seminari con dottorandi
Area Matematica:
“Matematica & medicina: come simulare il sistema cardiovascolare in un computer” – Christian Contarino
“Messaggi nascosti in piena vista: come la matematica protegge i nostri dati con la crittografia” – Riccardo Longo
Area Ingegneria:
“La dinamica dei grandi fiumi: dai satelliti alla matematica” – Federico Monegaglia
“L’hydrocar: un esempio concreto di economia circolare applicata alle biomasse di scarto” – Michela Lucian
Area Umanistica:
“La ricerca archeologica oggi: prospettive future sul passato” – Maurizio Zambaldi
Area Psicologica:
“La matematica degli animali” – Davide Potrich
“Trattamenti evidence-based della dislessia evolutiva” – Angela Pasqualotto
16.30 — Visita al MUSE – Museo delle Scienze
21.30 — “Bufale e leggende metropolitane” Conferenza spettacolo di e con Paolo Attivissimo
Mercoledì 23 agosto
09.00 “Come si diventa un cantautore da Premio Nobel: Bob Dylan 1961-1966” – Andrea Cossu
11.00 “Dall’Oriente la luce (ex oriente lux): perché studiare l’islam e capire l’occidente” – Massimo Campanini
15.00 Presentazione UniTrento e incontro con studenti orientatori
17.30 Trasferimento a Bolzano, Convitto Kanonikus M. Gamper
 
BOLZANO
Giovedì 24 agosto
09.00 “Communicating with Numbers: an Introduction to Accounting” – Lucie Courteau
11.00 “Complex Fluids in a Complex World” – Michele Larcher (in italiano)
14.00 “Your Software Crashes? It’s All about Bugs …You Can Even Make a Profession by Finding Them” – Barbara Russo
16.00 Presentazione unibz e incontro con studenti orientatori
17.30 Visita del centro storico di Bolzano
20.30 Visita guidata al Monumento alla Vittoria
Venerdì 25 agosto
09.00 “Specie di spazi” – Roberto Gigliotti
11.00 “Zehn Ören magari!”– How to Do Things with Words (in a Multilingual Setting) – Stephanie Risse
14.00 “Learning English at a Multilingual University” – Micheal Ennis
16.15 Visita al Museo Archeologico dell’ Alto Adige: “Ötzi, l’uomo venuto dal ghiaccio”
20.00 Evento di chiusura e consegna degli attestati

Povo (Polo FERRARI) 21-08-2017 Studenti partecipanti alla settimana di orientamento UNI TRENTO – LUB.

Povo (Polo FERRARI) 21-08-2017 Studenti partecipanti alla settimana di orientamento UNI TRENTO – LUB.

Povo (Polo FERRARI) 21-08-2017 Studenti partecipanti alla settimana di orientamento UNI TRENTO – LUB.
Lezione del Proff. Andrea LUNARDI.


Lutto nel mondo del cinema, addio al grande Jerry Lewis

È morto a Las Vegas l’attore e regista Jerry Lewis, aveva 91 anni. Era nato il 16 marzo del 1926 a Newark, periferia delle Grande Mela da genitori attori di vaudeville, russi di origine ebraica. Nel ’99 la mostra del cinema di Venezia gli aveva assegnato il Leone d’ Oro alla carriera: «Dentro di me – disse in quell’ occasione – c’è un bambino di nove anni, faccio ridere e non me ne vergogno. Poi ridivento adulto e passo a ritirare i soldi».

Inizia come maschera in un cinema-teatro di Brooklyn e i suoi brevi sketch fra il primo e secondo tempo vengono subito notati. La sua prima tournée risale al 1944. Due anni dopo nasce il sodalizio con Dino Crocetti, italo-americano che prenderà il nome artistico di Dean Martin.

Il successo del duo fu immediato, da una parte il fascino di Martin, dall’altra la comicità sgraziata di Lewis. Insieme girarono 16 film fra i quali Attente ai marinai! (1952), Morti di paura (1953), Il nipote picchiatello (1955), Artisti e modelle (1955) e Hollywood o morte! (1956). Fu proprio nel 1956 che il sodalizio si ruppe e dopo un periodo meno brillante, per Lewis iniziò la carriera di total-filmaker: si dirige e si produce da solo. Di Martin conserva pero’ un ottimo ricordo: «Era bello, forte, un uomo meraviglioso e pieno di sentimento. La nostra è stata una vera storia d’ amore, di grande amore».

Risale al 1960 il suo primo film da attore e regista, Un ragazzo tutto fare. Poi vennero Il mattatore di Hollywood, Tre sul divano, Bentornato picchiatello. L’idolo delle donne, Jerry 8 (1964) e il suo acclamato capolavoro, Le folli notti del dottor Jerryll (1963). Inventò anche una tecnica di lavoro sul set. Dal momento che quasi tutti i suoi sketch erano improvvisati, Lewis-regista aveva bisogno di controllare immediatamente il lavoro fatto. Fu lui dunque a portare sul set la tecnica del video assist, che utilizzava monitor per vedere il girato in tempo reale. La tecnica è ancora oggi abitualmente usata sul set. Osannato nei Cahiers du Cinéma dalla critica francese, Lewis nel 1970 diresse Scusi, dov’è il fronte?, che ottenne un clamoroso successo in Francia, ma che venne snobbato in patria, determinandone la parabola discendente.

Aveva subito l’impianto di quattro bypass coronarici ed era stato operato di cancro alla prostata. Soffriva anche di diabete e fibrosi polmonare ma a Las Vegas, dove viveva con la seconda moglie, teneva ancora spettacoli dal vivo e seminari sul buonumore. Vincitore di Golden Globe, Bafta e del Leone d’oro alla carriera a Venezia, nel 1999, Lewis nel 2009 aveva ottenuto dall’Academy il Jean Hersholt Humanitarian Award, ma mai nessun Oscar per i suoi film. Numerose sono state anche le polemiche che lo hanno riguardato. Criticato dalle associazioni dei disabili per le sue parodie nei confronti degli affetti da distrofia muscolare, fece anche scalpore in televisione per i suoi epiteti contro i gay. Una volta si scagliò anche contro le donne comiche che – disse – lui vedeva solo come «macchine sforna bambini». Subì anche una denuncia per porto abusivo d’armi, nel 2008 all’aeroporto di Las Vegas. Aveva con sè una pistola che sostenne essere un regalo di un fan.

I medici lo avevano tirato fuori da una profonda crisi di nervi e da una seria dipendenza da steroidi, era arrivato a pesare 120 chili. Si rinchiuse in clinica e dimagrì, raccogliendo soldi per la lotta alla distrofia muscolare. Colpito da una meningite virale, il dolore lo aveva portato sull’ orlo del suicidio, ma trovato un rimedio e si era dedicato a promuovere la campagna internazionale “Dolore. No grazie”. Nell’ ’83 Martin Scorsese ebbe un’ idea geniale: riportarlo sugli schermi facendogli interpretare se stesso, ma dipingendolo come una persona estremamente sgradevole, burbera e antipatica (Re per una notte). Lui ci riuscì benissimo e confessò: «Questo film è molto vicino alla realtà».

 


La Satira: il misterioso partito dei sindaci

«Gli elettori moderati si possono prendere in giro una volta, ma non oltre» – ha affermato di recente il consigliere Claudio Cia attaccando nuovamente il partito dei sindaci, che ha  presentato un documento programmatico senza però dire se concorrerà alle prossime elezioni provinciali di ottobre 2018.

Secondo il segretario di Agire, Valduga quando parla da ad intendere di rapprentare i sindaci, non si sa quanti e ancor meno quali; giravano voci che erano cento, poi divenuti cinquanta «ed infine, all’ultima loro conferenza stampa, ne abbiamo contati meno di dieci e, forse, neanche tutti erano sindaci». In realtà quanto afferma Cia è sostenuto da molti altri uomini politici, anche della maggioranza. Infatti Valduga presenta qualcosa di astratto che non si capisce bene dove porti e soprattutto con chi porti.

Lo stesso Valduga ha confermato, come il sindaco di Pergine Oss Emer, di voler terminare il suo mandato di sindaco che scade nel 2020, mentre il sindaco di Tione Gottardi che all’inizio si era aggregato al movimento dei sindaci viene dato per certo in quota PATT, degli altri sindaci per il momento non vi sono più tracce. E allora chi sono gli iscritti di questo movimento? Per il momento non è dato da sapersi.


Strage Barcellona: una donazione per la famiglia di Bruno Gulotta

Bruno Gulotta  è una delle 3 vittime italiane rimaste uccise dalla follia omicida del commando legato allo stato Islamico che ha compiuto la strage di Barcellona che ha visto morire 15 persone.

Tutto lo staff dell’azienda dove lavorava Bruno Gulotta (la Tom’s Hardware) dopo i primi drammatici momenti ha organizzato una raccolta fondi per aiutare chi è rimasto solo, cioè la sua famiglia. Martina e i suoi due figli, piccolissimi, devono affrontare una perdita indescrivibile. Forse nessuno può aiutare ad affrontare il dolore, ma possiamo e vogliamo aiutarli a rendere un po’ meno pesante questo tremendo fardello.

La Tom’s Hardware ha creato uno speciale conto su Paypal per raccogliere donazioni. «Il denaro servirà a Martina e ai bambini per ripartire e incamminarsi su una strada che, temiamo, non potrà che essere una lunga e faticosa salita. Cercheremo di essere accanto a loro in ogni modo, e crediamo che questo sia uno dei modi migliori e più concreti di farlo. Il conto può ricevere donazioni di ogni entità, e ogni centesimo conta. Siamo certi che alcuni vorranno ma si vedranno nell’impossibilità di farlo, e che tanti altri mostreranno più generosità di quanto sarebbe lecito aspettarsi. Ancora prima di cominciare vi ringraziamo tutti con tutto l’affetto di cui siamo capaci». – si legge sul sito dell’azienda che ha promosso la raccolta fondi

«Il conto, noterete, è a nome di Roberto Buonanno e non di Bruno. Questo perché è stato proprio Roberto, il nostro country manager, a creare il nuovo conto per la famiglia di Bruno. E l’ha fatto usando i suoi dati già registrati presso il servizio. Abbiamo ritenuto che non ci fosse tempo per fare diversamente, né ci è sembrato adeguato disturbare i famigliari di Bruno con sollecitazioni del tutto inopportune»viene riportato anche nell’appello.

AIUTA LA FAMIGLIA DI BRUNO«Ci rendiamo conto che qualcuno potrebbe non gradire. Abbiamo agito con il massimo della buona fede, e rispettiamo le scelte di tutti. Se decidete che non vi piace, vi chiediamo solo di rispettare le persone che stanno soffrendo, e di evitare commenti che in altri momenti sarebbero senz’altro legittimi».

Per fare una donazione bisogna andare sulla pagina dedicata al conto Famiglia Bruno Gulotta. Prima di tutto scrivete nella casella quanto volete donare. Cliccate sul pulsante blu SUCC e fate l’accesso a PayPal. Tornerete alla stessa schermata dove potrete rivedere la quantità di denaro inviato e il costo reale, incluse le commissioni applicate da Paypal. Cliccando su INVIA DENARO ORA l’operazione si conclude. L’indirizzo email dell’intestatario è themagicvendor@gmail.com

 


La Satira: i 4 gatti della manifestazione animalista.

Il vignettista Domenico La Cava mette sotto la lente d’ingrandimento la manifestazione animalista svoltasi ieri fra le vie di Trento che ha visto una scarsissima partecipazione da parte degli intrepidi (a quanto pare però solo dietro le tastiere dei p.c.) militanti animalisti.

Erano più le sigle della associazioni che i veri partecipanti, che alla fine si sono ridotti a circa una quarantina di unità. Insulti, minacce, diffamazioni, questo alla fine lo scopo di una manifestazione giudicata da tutti come un vero storico flop e che certo non entrerà negli annali della storia della nostra provincia.

 


Duro faccia a faccia fra Lorenzo Conci sindaco di Calliano ed Enrico Rizzi

Nuovo flop della manifestazione animalista a Trento

Secondo le previsioni dovevano essere in oltre 500, e in arrivo da tutt’Italia, ma sotto il palazzo della regione c’erano più poliziotti, moltissimi dei quali in borghese, giornalisti e curiosi, che animalisti. I manifestanti hanno iniziato a radunarsi verso le 10.00 cominciando a tirare fuori megafoni e striscioni di cattivo gusto, pronti per partire con il corteo alla 11.00 come preventivato nel programma. Presenti le associazione META, AVI, NOITE, PAE, EticAnimalista e Fronte animalista.

Ma alle 11.00 le persone erano sempre le stesse, non più di una cinquantina, quindi sono cominciati i cori offensivi e diffamatori  nei confronti dei Trentini. Fra gli animalisti sono stati riconosciuti anche dei Punk Bestia.

Dall’altra parte della strada qualche trentino ha cominciato ad innervosirsi e a rispondere a tono agli anìmalisti, sono cominciati così alcuni minuti di tensione con gli animalisti che hanno tentato di caricare i trentini. Tutto poi è stato sedato dalle forze di Polizia, presenti in maniera massiccia. (qui il video dei momenti di tensione)

Poco prima c’era stato un faccia a faccia (foto) fra il sindaco di Calliano Lorenzo Conci ed Enrico Rizzi, il grande atteso della giornata. Il sindaco Conci, grande amico di Diego Moltrer pesantemente offeso dopo la sua morte da Rizzi, che è stato condannato in primo grado a  2 mesi e  a risarcire la famiglia con 34 mila euro per questo, si è rivolto all’animalista chiedendo spiegazioni per questo suo vile comportamento nei confronti dell’ex presidente della regione.

Conci si è rivolto verso Rizzi con estrema calma ma con grande incisività. Enrico Rizzi è subito sbiancato in volto ed ha chiamato i suoi guardaspalle che hanno piano piano allontanato il sindaco di Calliano. Quindi non vi è stato nessun scontro fisico ma solo verbale e dai toni contenuti (foto). Rizzi in questo frangente non ha dimostrato il coraggio e l’arroganza che di solito mantiene dietro la tastiera del computer, concetto ribadito anche dal sindaco di Calliano.

«Ho voluto essere presente a questa manifestazione animalista per vedere se Enrico Rizzi aveva il coraggio di dirmi in faccia quello che aveva detto in occasione della dipartita dell’amico Diego Moltrer, ebbene, non ne ha avuto il coraggio. Insomma tutti leoni dietro alle tastiera, ma quando una persona mette la vita di un’animale davanti a quella umana è chiaro che c’è qualcosa che non funziona» – ha dichiarato Lorenzo Conci apparso piuttosto scosso nel ricordare ciò che il povero Diego Moltrer, dopo la sua tragica morte, fu costretto a subite dagli animalisti.

Poco prima Enrico Rizzi (foto) aveva dichiarato: «l’uccisione dell’orsa KJ2 ha dimostrato che la provincia di Trento non è in grado di gestire il progetto Life Ursus, quindi chiediamo che venga immediatamente sospeso». 

Ma alla manifestazione c’erano molti trentini che in un modo o nell’altro hanno avuto a che fare con Enrico Rizzi. È il caso dell’assessore del comune di Ton Orietta Viola che per aver espresso in modo garbato una sua riflessione sugli insulti che l’animalista faceva piovere addosso a Moltrer si è presa pure una denuncia, (leggi sotto) per fortuna archiviata a tempo di record dalla procura di Trapani.

Per il povero Rizzi è il caso di dire «il bue che dice cornuto all’asino» e ricordare anche che l’unico ad essere stato fino ad ora condannato per diffamazione è proprio lui.

Sulla manifestazione l’assessore di Ton ha dichiarato: «Ognuno di noi ha il diritto di manifestare, il confronto è sicuramente costruttivo in ogni democrazia che possa essere ritenuta tale. Però il rispetto va dato anche a chi la pensa diversamente, a chi amministra per il bene dei cittadini e soprattutto i morti non vanno infangati. Partendo da questo si può discuterne altrimenti ognuno stia a casa propria perché non può esserci un confronto dove c’è chi parla e chi deve stare zitto. E comunque sempre: W il Trentino!»

Poi comunque il corteo è partito per via Torre Verde verso il Buonconsiglio, quindi piazza Venezia, piazza Fiera, via Travai, via Rosmini, via della Prepositura per poi ritornare in piazza Dante. Lungo il corteo, che per la poca gente presente è stato a tratti patetico, sono continuati gli insulti e le minacce gratuite lanciati verso i Trentini e la provincia autonoma di Trento.

Uno spettacolo desolante, composto da esaltati, su cui è meglio calare il sipario il più in fretta possibile. Un brutta e vergognosa pagina che coinvolge il popolo trentino, in questo caso innocente e completamente estraneo ai fatti successi.

Non era presente alla manifestazione Lorenzo Croce dell’associazione AIDAA, fra le più attive sui social nel criticare l’operato della provincia sulla vicenda orso. Alcuni giorni fa l’associazione in questione attraverso un comunicato aveva dichiarato che centinaia di turisti avevano disdetto le prenotazioni presso molte strutture Trentine.

La cosa però sembra non essere vera, alla richiesta da parte della nostra redazione di fornire i nomi delle strutture dove le prenotazioni erano state annullate infatti non è più giunta nessuna risposta.

Il piccolo gruppo di animalisti manifesterà a partire dalle ore 15.00 a Cadine davanti all’abitazione di Angelo Metlicovec, l’uomo che ha rischiato di morire dopo l’attacco dell’orso KJ2 poi ucciso dai forestali della provincia di Trento. Una manifestazione sottotono e un nuovo Flop che segue quello di alcuni giorni fa dove erano presenti una decina di animalisti (qui l’articolo).

Una manifestazione, che secondo molti, dopo i drammatici fatti di Barcellona e di Turku doveva essere assolutamente annullata. Francamente in questi giorni i morti da piangere erano altri, e la solidarietà dovrebbe andare verso le persone che hanno vissuto un tragico dolore, e non certo per la morte di un’orsa. Una manifestazione insulsa e offensiva verso chi soffre per i veri morti, quelli che contano per davvero. Oggi si doveva protestare per altro e non certo per la morte di un’orsa, si doveva farlo per i diritti umani di persone che sono morte innocenti nel nome di una sanguinosa guerra dove non centravano nulla e che lasciano figli, mogli e amici nel lutto.


La Satira: i costi del CUE

La vignetta di Domenico La Cava si concentra su un tema di grande attualità.

I costi di investimento sostenuti dalla Provincia di Trento per l’avvio del servizio 112, (dati comunicati da Tiziano Mellarini) sono di circa 3,8 milioni di euro, di cui: 1,3 milioni di euro a favore di Telecom Italia, per i contratti di telefonia e varie attività di servizio; 1,1 milioni di euro per incarichi specifici connessi alle funzioni di centrale unica di risposta con l’Azienda provinciale per i servizi santari (385 mila euro per il data center unico), con la società Beta80 SpA (circa 320 mila euro per licenze software EMMA e varie), con la società Priority Dispatch inc. (306 mila euro per l’implementazione del sistema priority alle centrali di II livello); 900 mila euro per acquisto arredi, hardware, attrezzature radio e telefoniche, incarichi di servizio e consulenze, etc..

Servizio gestioni patrimoniali e logistica ha sostenuto costi per l’adeguamento dei locali, delle attrezzature e degli impianti ordinari e speciali, degli arredi, nonchè per altre spese varie di logistica per una somma complessiva di circa 524 mila euro, prevista da una specifica determina del Servizio (n. 641 del 19.10.2015) oltre a spese effettuate in economia.

Come evidenziato nella delibera n. 855 del 26 maggio scorso, i costi relativi al personale comprendono, finora, solo le retribuzioni degli addetti al Servizio Centrale Unica di emergenza che alla data di oggi comprendono sei unità (1 dirigente, 1 funzionario amministrativo, 1 assistente amministrativo-contabile, 2 addetti alla segreteria, 1 operatore tecnico) che hanno operato in funzione di supporto a tutte le attività propedeutiche all’avvio del servizio NUE 112.

Mellarini ipotizza che a regime l’organico complessivo del CUE raggiunga la spesa annua lorda, comprensiva degli oneri riflessi, pari a circa 800 mila euro solo di costo di personale.

 


Claudio Cia (AGIRE): «Ugo Rossi non sarà il candidato Presidente del centro – sinistra!»

Le marchette sono iniziate con largo anticipo in vista dei prossimi appuntamenti elettorali: dalla Sicilia infatti ci è giunta voce che i centristi guidati da Casini e Alfano, balzellando di qua e di là com’è tipico nella loro natura, vireranno a sinistra per le regionali dopo aver lasciato assimilare ai loro sostenitori il loro passato nel centro – destra; mentre in Trentino il Governatore Ugo Rossi avrebbe offerto un seggio in Senato a quel che ne rimane della Lega dei sindaci (rimasta in attesa del miglior offerente, prendendo in giro gli elettori con il finto civismo).

Da quest’uscita disperata del Governo Rossi si può intendere solo una cosa: che la politica del rinnovamento non fa parte del centro – sinistra, dato che siamo ancora allo stesso punto di partenza ovvero all’offerta delle benamate careghe in cambio di un pugno di voti; tuttavia risulta allo stesso tempo scandaloso che il PATT, tramite i suoi rappresentanti, provinciale e nazionale (Ugo Rossi e Franco Panizza), pensi che anche i collegi uninominali facciamo parte di quel mucchio di cariche di cui si sentono liberi di disporre dal momento che semmai sono gli elettori ad avere l’ultima parola sui seggi in Senato, non i partiti!

Comunque i signori del centro – sinistra pseudo autonomista non ci prendano in giro: siamo ben consci del fatto che a questo punto per loro non sarà Ugo Rossi il candidato presidente alle elezioni provinciali 2018. Dopo tutte le ultime uscite ingenue, dai vitalizi fino alla questione degli orsi, è chiaro che l’attuale schieramento di governo provinciale ha in serbo di mettere all’angolo Rossi (magari offrendogli una poltrona alla Camera dei Deputati) in favore di una leadership che sembri più innovativa e più in linea con il pensiero della cittadinanza; e chissà magari questa volta sarà il turno del PD, o di qualcuno della congrega della lega dei sindaci.

Questo dovrebbe far capire agli attendisti della politica (per convenienza) che i giochi sono iniziati e che il tempo di indugiare è finito. Di conseguenza è impensabile che la compagine che sfiderà le sinistre possa rimanere con le mani in mano a pochi mesi dalle elezioni, tenendo in dovuta considerazione che sarà vitale il modo con cui si sceglierà il candidato Presidente, se tramite primarie o per mandato dei segretari di partito.

E da non ultimo sarà assolutamente fondamentale capire chi vorrà davvero restituire alla gente la voglia di credere ancora nella buona politica e chi invece vorrà mantenere un fronte insipido atto a perpetuare un fare sterile che genera cortigiani anziché rappresentare i cittadini.

Claudio Cia – Consigliere provinciale e regionale di AGIRE per il Trentino


Continua la campagna denigratoria degli animalisti.

Orsi, minacce ai famigliari delle vittime. Cia e Binelli (AGIRE): «Atto gravissimo, intervenga il Questore!»

«La vicenda riguardante l’orsa KJ2 è oramai arrivata ai livelli più assurdi che il nostro Trentino abbia mai visto. Siamo passati dalla pessima gestione dei progetti sull’orso da parte del centro sinistra, alle inadeguatezze della pubblica amministrazione (vista la poca chiarezza dei dirigenti della Forestale sulle precedenti aggressioni e le ultime dichiarazioni surreali dei signori del Parco Adamello Brenta), passando poi per il risveglio dal letargo di soggetti che si affermano animalisti ma che in realtà rappresentano solo una cerchia violenta della nostra società» –  Esordisce così la nota di Claudio Cia e Sergio Binelli rispettivamente Coordinatori politico e organizzativo di AGIRE per il Trentino

I due esponenti di Agire denunciano anche di essere venuti a conoscenza del fatto che la sorella di uno degli aggrediti dall’orso, è stata minacciata pesantemente sui social network. Non sarebbe comunque la prima volta che succede un fatto del genere. La frase gravemente minacciosa pubblicata sulla sua pagina Facebook della sorella dell’aggredito riporterebbe tali parole: “ORA CHE NON DEVI PIÙ GUARDARTI LE SPALLE DALL’ORSA STAI ATTENTA AGLI STUPRATORI, INFAME.”

«Atteggiamenti di questo tipo sono assolutamente inaccettabili, indegni di una società civile. Quello che però preoccupa di più è che se siamo arrivati a questo punto già adesso, – aggiungono Binelli e Cia – non possiamo immaginare cosa potrà accadere questo sabato dove a Trento è prevista un’altra manifestazione degli animalisti. Riteniamo quindi che il Questore debba considerare l’idea di predisporre in quel giorno della vigilanza vicino alle abitazioni degli aggrediti dall’orso, onde evitare che si ripetano i fatti avvenuti a Pinzolo 2 anni fa. Noi Trentini (e orgogliosi di esserlo) siamo corazzati contro le diffamazioni e i finti boicottaggi, ma purtroppo c’è chi ha già sofferto per via degli attacchi dei plantigradi e che adesso teme per la propria incolumità; è dovere quindi delle istituzioni proteggere queste persone, tenendo inoltre in dovuta considerazione il fatto che ad oggi nessun aggredito dall’orso risulta indagato, imputato o condannato per truffa o per comportamenti colposi: affermare il contrario è solo un’offesa calunniosa e gratuita».

 

 


La Satira: la battaglia di Michele Dallapiccola

Nuovi grattacapi in arrivo per l’assessore del turismo Michele Dallapiccola che detiene anche le competenze in materia della gestione degli orsi in Trentino. Da più parti vengono chieste le sue dimissioni, al pari di quelle del responsabili del dipartimento grandi carnivori della provincia di Trento l‘avvocato Groff. 

Per l’assessore pare non esserci una via d’uscita per un progetto che forse è stato sottovalutato e su cui ora si è perso completamente il controllo. Spostare gli orsi? impossibile. Chiuderli in un recinto? soluzione non perseguibile, sterilizzarli? sarebbe la fine del progetto Life Ursus.

Per Dallapiccola una vera battaglia quindi, che come viene raffigurata nella divertente ed ironica vignetta di Domenico La Cava potrebbe vedere il suo affondamento definitivo insieme all’uccisione dell’orsa KJ2

 


Rilancio di Vetriolo? Non solo Terme e parapendio, vi siete dimenticati le mountain bike! – di Alberto Giacomoni

Su un quotidiano locale del 13 agosto è riportato un articolo nel quale il consigliere provinciale Gianpiero Passamani analizza il mancato decollo turistico di Vetriolo e suggerisce i rimedi: rilancio delle terme, volo a vela e collegamenti sentieristici con la Valle dei Mocheni. Leggi ancora


La satira: L’«Ugosapiens» e la caccia all’orso.

Non è stato un bel Ferragosto per il governatore del Trentino Ugo Rossi. Insultato, minacciato, denunciato e calunniato a sproposito dalle associazioni animaliste, che anche questa volta hanno approfittato dell’uccisione dell’orsa KJ2 per raggiungere qualche momento di visibilità e notorietà ridotta al minimo durante l’anno.

Domenico La Cava in una vignetta piuttosto divertente proietta Ugo Rossi in veste di cacciatore di orsi. Pare che testimoni abbiano visto il graffito su roccia rupestre nei sotterranei della provincia autonoma di Trento piantonato dagli uomini dell’assessore Dallapiccola.

I rumors dicono che Ugo Rossi d’abitudine contempli il graffito nei momenti difficili della sua legislatura per ricordarsi che fra i suoi avi erano presenti cacciatori di orsi privilegiati ed amati dalla comunità.


«Io la penso così» - la rubrica dedicata alle comunicazioni dei lettori

Mamma orsa Kj2 abbattuta, così come la politica ambientalista trentina – di Marco Ianes

L’orsa Kj2 artefice, secondo la provincia di Trento, di alcune aggressioni all’uomo è stata abbattuta.

Con estrema serenità e grande decisione, il presidente della provincia di Trento Ugo Rossi ha decretato la sentenza di morte il 22 luglio scorso, emanando un’ordinanza di cattura e/o abbattimento dell’animale considerato pericoloso.

Nella serata di sabato 13 agosto la caccia ha avuto esito “positivo” per i forestali provinciali che sono riusciti ad applicare la pena alla povera e malcapitata  mamma orsa.

La cosa più disgustosa, aldilà ovviamente della morte inutile di un animale, reo solo di aver seguito madre natura, è proprio la grande superficialità ed il disprezzo verso la vita naturale con la quale questa classe politica trentina si presenta.

Nell’intervista, il presidente Rossi dichiara seraficamente che l’animale era pericoloso ed andava abbattuto.

Perché non procedere per gradi, pensando magari alla cattura e messa in cattività dell’animale, probabilmente nessuno lo saprà mai, vista la tendenza alla pochissima trasparenza da parte di questa giunta provinciale, come denunciato in molti casi da altre forze politiche.

L’attuale governo provinciale, formato da PD- UPT- PATT con l’appoggio esterno di Verdi e Italia dei Valori non è sicuramente in grado di governare progetti come Life Ursus, lasciato allo sbando ed in balìa di se stesso negli ultimi anni; regolarmente, da due o tre anni in qua, si presenta qualche fatto di aggressione intimidatoria di una mamma orsa nei confronti di un passante sprovveduto che magari gira nei boschi con il cane libero e, di conseguenza, mamma orsa vede una minaccia per i propri cuccioli e reagisce da mamma, proteggendo i piccoli. La gente locale è impreparata e ignorante sul tema, la politica è superficiale e interviene solamente con la mannaia, senza preparare la cittadinanza alla convivenza con l’orso, ormai definitiva ed incontrovertibile. Non esistono programmi educativi nelle scuole, non esistono incontri formativi per la cittadinanza, ma solo provvedimenti estremi all’occorrenza.

Mi viene ancora di più da piangere, se penso che il partito “ambientalista” dei Verdi sostiene questa maggioranza, ma poi per voce di Luana Zanella,un’esponente nazionale, dichiara di voler denunciare il presidente Rossi. Già, perché probabilmente i Verdi locali sono al mare o in montagna e non hanno più tempo per intervenire direttamente. Da una parte sostengono la politica di Rossi e dall’altra lo denunciano. Era già accaduto con Daniza, lo posso testimoniare direttamente, poiché firmai personalmente l’esposto in Procura, come allora rappresentante dei Verdi; ma pure allora, nessuna volontà di rompere i legami con questa politica anti ambientalista. Pure allora, nonostante avessi chiesto di fare un’attenta analisi dell’operato provinciale, la maggioranza del movimento aveva deciso di restare a fianco della giunta ( in realtà anche questo tipo di politica interna ai Verdi è stato uno dei principali motivi per i quali li ho lasciati).

Rimane un fatto: mamma orsa Kj2 è stata barbaramente uccisa; più barbaramente della sua aggressione che voleva solo tutelare i propri figli dall’uomo; quell’uomo che continua ad interpretare la sua presenza sulla terra come divina; senza peraltro ricordarsi che il bosco è l’habitat naturale degli animali, non dell’uomo stesso e che siamo noi ad invadere questi spazi.

Certamente, il bosco possiamo viverlo, attraversarlo, ma con il massimo rispetto della diversità biologica che lo abita, entrando come ospiti, non come padroni assoluti. So già che ci sono moltissime persone che mi diranno che i boschi devono essere sicuri, che se si passeggia non è possibile venire aggrediti da un orso; ebbene, a queste persone dico che stanno proprio sbagliando la visione della vita. Il bosco appartiene a madre natura, quindi a tutti gli essere viventi e non è un nostro diritto entrarvi senza rispettarne le regole; regole dettate dalla natura e non quelle arbitrarie dell’uomo, tese solo a tutelare i propri comodi e i propri interessi economici.

Quanto alla politica trentina temo che gli ambientalisti trentini che, sulla carta mettono i principi della salvaguardia della biodiversità in cima alla lista, ma poi nella pratica sostengono chi calpesta e distrugge questa biodiversità, finiranno il loro periodo di peraltro già scarsissima visibilità.

Le elezioni provinciali sono molto vicine e un’altra razza è in via di seria estinzione: quella dei politici incoerenti con i loro cartelli elettorali ambientalisti. E, davanti a questa inesorabile estinzione, non mi resta altro che continuare a piangere per l’infinita tristezza.

Ah, scusate…le lacrime sono solo per mamma orsa.

Marco Ianes


La Satira: è gelo fra il ministro Galletti e Ugo Rossi

Il ministro dell’ambiente Galletti pare non aver gradito la decisione di uccidere l’orsa Kj2 presa da Ugo Rossi. Fra i due infatti è calato il gelo.

L’uccisione dell’orsa secondo Galletti metterà in subbuglio il mondo animalista, anche se però solo 15 giorni fa è stata approvata in Commissione dei 12 , una norma di attuazione che lascia il via libera alla nostra Provincia sulla gestione dell’orso.

Ma il governatore Rossi per nulla intimorito dalle associazioni animaliste ha dichiarato di voler portare avanti il progetto «Life Ursus» voluto nel 2009 dall’allora governatore Lorenzo Dellai.

 

 


«Io la penso così» - la rubrica dedicata alle lettere dei lettori

Vi dico perché l’orso andava abbattuto – di Oreste Granati

Stamane leggendo i vari social sull’uccisione dell’orsa in Trentino mi sono accorto di come la gente non abbia la più pallida idea di quello che scrive. Il problema degli orsi in trentino non esiste, caso mai può esistere dalle mie parti dove c’è l’orso marsicano un orso autoctono è ridotto ad un centinaio di esemplari.

Gli orsi del Trentino provengono dai paesi dell’est dove sono cacciati e mangiati anche nei ristoranti come noi mangiamo i caprioli, e non sono a rischio estinzione. L’uccisione dell’orsa k2 e’cavalcata da più parti, persone,associazioni, partiti politici, per i più disparati motivi e non certo per il bene degli orsi vi spiegherò il perché.

Io abito a pochi km da Cittaducale dove c’è la più grande caserma forestale d’Italia dove più o meno tutti sono passati, ho molti amici d’infanzia che sono forestali ricoprendo ruoli non certo marginali. Ho parlato del problema dell’orso in Trentino, non si sono messi a ridere , ma quasi.

Mi hanno detto: «da piccolo hai mai visto i cartoni animati dell’orso Yoghi», certo che li ho visti gli ho risposto, e si sono messi a parlare dell’orso Yoghi che aspettava le macchine per farsi dare da mangiare o rubava i cestini del pic nic, le scene erano uguali e reali a dove era nato cioè nel parco di Yellowstone e le madri insegnavano ai cuccioli come procacciarmi cibo dagli umani e non cacciandolo. Il numero di orsi poi incominciò a calare notevolmente mettendo a repentaglio l’estensione.

Fu vietato a tutti i turisti di dare da mangiare agli orsi, i controlli furono fatti in maniera meticolosa da parte delle guardie del parco e gli orsi non si sa bene se per questo motivo ma in pochi anni le nascite superarono le morti e il problema fu risolto.

I miei amici forestali mi hanno detto che qualsiasi orso che e’ trovato a frugare nei cassonetti o che mangia animali di allevamento, quindi senza cacciarli, o si trovi in giro per i paesi deve essere abbattuto, per cento motivi, ne va la salvaguardia della specie e non il contrario come vogliono farvi credere gli animalisti o associazioni varie.

Oreste Granati


Claudio Cia smaschera le bugie dei due esponenti del PATT in una lettera

Le tante bugie di Rossi e Dallapiccola

In Italia spesso si dice che ci siano 60milioni di arbitri di calcio, 60milioni di medici e cosi via; ora possiamo anche dire di essere 60milioni di etologi, con ognuno, soprattutto tra i politici, che si improvvisa conoscitore dei grandi carnivori ed esperto del comportamento degli orsi.

Se la vita e le opere del plantigrado non dovrebbero dettare l’agenda politica di una provincia, si può però cercare di mettere in luce l’atteggiamento della Provincia di Trento, forse più difficile da decifrare del comportamento degli orsi bruni.

Dopo l’ultima aggressione ad opera dell’orsa KJ2, sul sito della Provincia è stata attivata una pagina (https://orso.provincia.tn.it/Notizia-vera-o-falsa/Attenzione-alle-bufale) per contrastare le notizie false che, secondo la Giunta, vengono create ad arte per diffamare l’operato della stessa. In essa si possono leggere domande create ad hoc e le relative risposte. Tra le domande pubblicate sul sito, la Provincia mette nero su bianco il dubbio di molti cittadini trentini e non: «è vero che in Trentino (…) è stata aperta con un’ordinanza la “caccia all’orso?”». La risposta non poteva che essere negativa: «non è vero (…) e che è invece emanata un’ordinanza di rimozione (tramite riduzione in cattività o abbattimento) specifica».

La risposta e la stessa ordinanza “di cattura” lasciano intendere che l’abbattimento avrebbe dovuto essere l’extrema ratio, l’ultima possibilità di risolvere una situazione irrimediabile o disperata nel caso gli operatori chiamati a catturarlo si fossero trovati in serio pericolo di vita. In questi termini si era parlato anche in Consiglio provinciale. Dalle parole di Rossi susseguite alla morte di KJ2 emerge invece che la decisione di sopprimerlo è stata premeditata e attuata a prescindere, tant’è vero che lo stesso Presidente l’ha giustificata senza indicare rischi incorsi dai forestali; si è limitato a parlare di un generico “pericolo per i cittadini”.

Al di là di come la si pensi sul plantigrado e sul progetto Life Ursus, rimanendo nell’ambito politico e della normale gestione delle cose, questa vicenda ci insegna che del Presidente Rossi e dell’Asssore Dallapiccola non ci si può fidare. Si sono dimostrati persone che con le loro tante bugie ci hanno rubato il diritto alla verità. La verità infatti fa male per poco, mentre una bugia ti toglie credibilità per sempre, solo che a essere messa in pericolo è la stessa immagine della Provincia e non solo la loro.

Claudio Cia – Consigliere provinciale di Agire per il Trentino

La foto, che sta girando sui social, riportata anche dalla provincia autonoma di Trento, ritrae alcuni cacciatori Rumeni e non Trentini come affermano le associazioni animaliste. La foto inoltre è stata scattata nel 2013, si tratta quindi di un falso. La evidenziamo perché all’interno dell’articolo attraverso il link viene riportata appunto come falsa.