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Arianna Conci

 

Il colosso Alibaba a Rovereto per presentare le opportunità dell’e-commerce in Cina

Il fascino del “Made in Italy” è forte in Cina. Alcuni dei prodotti più ricercati, come l’alimentare, l’abbigliamento, il design e il sistema casa, rappresentano per il Trentino settori di punta che potrebbero aprire importanti prospettive di export.

Tra le imprese trentine che già collaborano con questo network internazionale ci sono realtà come La Sportiva e Cantine Mezzacorona, ma perché non ampliare questa virtuosa partnership?

Queste le considerazioni dalle quali partirà il seminario promosso da Trentino Sviluppo in collaborazione con Alibaba Group – leader mondiale dell’e-commerce, con un giro d’affari pari a 547 miliardi di dollari – il quale presenterà nel dettaglio agli stakeholders trentini le proprie attività e le opportunità offerte dal mercato cinese. L’appuntamento è per mercoledì 28 giugno al Polo Tecnologico di Rovereto, con inizio alle ore 9.30. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione entro il 23 giugno.

La Cina rappresenta un mercato molto ambito e particolarmente favorevole al commercio via web, con un valore dell’e-commerce registrato nel 2016 pari a 717 miliardi di euro – una cifra che non sembra tuttavia voler arrestare la sua continua crescita. Si tratta di un trend, questo, che Alibaba valorizza favorendo il commercio tra la Cina e gli altri mercati. Anche dal Trentino alcune imprese hanno avviato rapporti commerciali con la Cina grazie a queste piattaforme, con particolare riferimento ai settori dell’enogastronomia e dell’abbigliamento sportivo.

Sono 150 gli store italiani già attivi i quali, grazie alle piattaforme del gruppo Alibaba, commerciano con il forte mercato cinese.

Un’attività intensa legata al grande appeal dei prodotti del belpaese in Cina, che ha portato nel 2015 alla nascita di Alibaba Italia, prima sede in Europa continentale di questa realtà internazionale. Alibaba rappresenta oggi il maggiore ecosistema di marketplaces per lo shopping online al mondo e il 28 giugno interverrà con alcuni suoi rappresentanti in un incontro rivolto alle imprese locali, dedicato alle opportunità di commercio con la Cina e sulle giuste strategie da mettere in campo per concretizzarle.

Manfredi Minutelli, Business Development Manager per il mercato italiano del gruppo Alibaba.

Il seminario sarà aperto da Tiziana Carella, consigliera delegata di Trentino Sviluppo, e Raffaele Farella, Dirigente Ufficio Affari Internazionali della Provincia autonoma di Trento. Seguirà l’intervento di Maria Giuffrida, ricercatrice dell’Osservatorio Export del Politecnico di Milano, che fornirà un inquadramento sugli scenari di mercato legati all’e-commerce e di Manfredi Minutelli, Business Development Manager per il mercato italiano del gruppo Alibaba, che metterà in evidenza due differenti modalità di esportazione (general trade o cross border) e spiegherà il ruolo dei TP (Tmall partner), le società esterne ad Alibaba con competenze verticali in logistica e digitale a supporto delle aziende.

La mattinata proseguirà con le testimonianze aziendali grazie alla partecipazione di Stefano Scarciotti, E-Marco Polo, e Matteo Apollonio, Area Manager Asia Pacific di Gruppo Mezzacorona. Il pomeriggio, a partire dalle 14, sarà invece dedicato agli incontri individuali di approfondimento.

 


Presentato ieri il progetto CLIMB.

FBK ambasciatrice dell’innovazione al G7 Trasporti di Cagliari con il progetto “CLIMB” sulla mobilità autonoma dei bambini

È stata inaugurata ieri martedì 20 giugno presso l’Ex Manifattura Tabacchi la «G7 Gallery», l’esposizione dedicata all’innovazione made in Italy aperta ai cittadini, alle istituzioni, alle imprese e alle delegazioni del G7.

La vetrina, che raccoglie i migliori progetti sul tema della sostenibilità applicata al mondo delle infrastrutture e dei trasporti, si inserisce nella più ampia cornice del G7 dei Trasporti – dal 21 al 22 giugno nella città capoluogo della Sardegna – che coinvolgerà i rappresentanti del Ministero e di aziende pubbliche e private, così come esperti e altri stakeholder di settore.

A fare da ambasciatori dell’innovazione italiana durante il G7 Trasporti – per la prima volta aperto alle buone pratiche e proposte dei cittadini e alle vision di grandi aziende corporate – i sette progetti finalisti, tra cui il trentino CLIMB, grazie al quale il Comune di Trento, ha ricevuto nel dicembre 2016 un importante riconoscimento a livello nazionale con la premiazione da parte dell’Associazione Comuni Virtuosi, classificandosi al primo posto nella categoria “mobilità sostenibile”.

Realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Trento e la Fondazione Bruno Kessler, CLIMB è un’iniziativa partecipata dalla comunità, il cui successo è strettamente legato alla volontà di mettersi “in gioco” di bambini, famiglie e scuole, nel comune intento di promuovere un’educazione alla mobilità sostenibile.

Ma cos’è il progetto CLIMB? Per crescere, è necessario che i bambini diventino indipendenti, condizione che richiede necessariamente un certo grado di fiducia nell’ambiente circostante. Tuttavia, il progresso ha fatto crescere in molti casi una generazione di bambini che osserva il mondo dal sedile di un’auto e tutto ciò non solo ha ostacolato il loro sviluppo, ma ha altresì inciso negativamente sull’ambiente.

Nella convinzione che la mobilità attiva e autonoma sia fondamentale per lo sviluppo fisico, sociale, cognitivo ed emozionale del bambino, il progetto CLIMB mette al servizio della comunità tecnologie e soluzioni informatiche avanzate (quali Internet of Things, Internet of Services e Gamification) con l’obiettivo di rendere la mobilità dei bambini sicura, sociale e divertente.

Due i principali ingredienti di questo progetto ambizioso. In primis, l’utilizzo di soluzioni IoT – acronimo dell’inglese “Internet of things” – a supporto del Piedibus, con cui i bambini camminano assieme verso la scuola. In secondo luogo, lo sviluppo di un gioco, il “Kids go green”, progettato per motivare i bambini a raggiungere la scuola con mezzi sostenibili servendosi della tecnologia persuasiva della “gamification”.

I chilometri fatti giornalmente da bambini, insegnanti e volontari con mezzi sostenibili (a piedi, i bici, con lo scuolabus) permetteranno infatti alla scuola di avanzare in un viaggio didattico-interattivo che, tappa dopo tappa, permetterà di scoprire città, paesi e ambienti. L’avanzamento e le tappe raggiunte saranno visualizzate su una mappa multimediale interattiva e ogni classe, in base al programma, potrà associare del materiale didattico di approfondimento alle diverse tappe.

 

 


Doppio appuntamento con il meglio dei tre film festival in piazza Cesare Battisti a Trento.

Anteprima della rassegna «CinemAMoRe» alle Feste Vigiliane

Anche quest’anno «CinemAMoRe», la rassegna nata dal coordinamento tra la Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, il Trento Film Festival e il Religion Today Film Festival – e promossa dall’Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento – sceglie la suggestiva cornice delle Feste Vigiliane per promuovere il meglio delle ultime edizioni dei tre storici film festival di caratura internazionale presenti in Trentino.

Per la prima volta saranno due le serate d’anteprima proposte nel capoluogo dalla rassegna «CinemAMoRe», impegnata nella valorizzazione sul territorio della ricchezza dei materiali cinematografici degli archivi dei tre festival e nella promozione di linguaggi originali e innovativi, altrimenti assenti dai circuiti commerciali.

Con tre titoli in programma, scelti tra quelli più aderenti alle diverse anime dei tre festival, la prima serata di proiezioni dal titolo “La città. Dentro e fuori”, giovedì 22 giugno, dalle ore 21.30, sarà il biglietto da visita della rassegna, senza perdere di vista l’osservazione delle città come luoghi da scegliere – o ai quali rinunciare.

Si parte dalla Parigi contemporanea di Mariam, adolescente francese di origini arabe che a scuola non vuole togliere il velo, rappresentando vivacemente la dialettica tra identità e continua rinegoziazione di valori che accompagna la sfida della diversità e della convivenza nelle grandi metropoli europee.

Con il documentario Pompei, eternal emotion si farà invece un salto nel passato di una città ancora capace di evocare sentimenti contrastanti e raccontare, al tempo stesso, la vita e la morte. Fuori e lontano dalle città si sviluppa infine la storia di Bigmen, documentario spagnolo che mette in relazione uomini che hanno deciso di lasciarsi trasportare dalle passioni per l’arte, per lo sport, per la natura.

In occasione della proiezione di Mariam – film vincitore dell’ultima edizione di Religion Today – saranno presenti per un momento di dialogo con il pubblico alcune partecipanti del progetto Dalla parte di Eva, promosso dalla Fondazione Bruno Kessler in collaborazione con il Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale e con lo stesso festival trentino dedicato al cinema delle religioni. La serata offrirà quindi una nuova opportunità di confronto sulla relazione tra donne e religioni, sul ruolo e l’immagine delle donne, sulle relazioni di genere e sulla necessità di superare stereotipi, situazioni di discriminazioni e marginalità.

Venerdì 23 giugno, con lo stesso orario, la proposta proseguirà all’insegna dell’altro polo tematico al centro delle Feste Vigiliane 2017. “L’acqua e l’uomo” è il binomio che unisce il documentario L’oasi di Al Ain, città che rappresenta l’apertura al deserto della penisola araba e contemporaneamente uno scudo contro lo stesso, con la denuncia di Dammed, gioco di parole che associa la costruzione delle nuove grandi dighe indiane – in inglese dam – alla disperazione degli oltre 11 milioni di dannati – damned – costretti a emigrare da scelte di governance che per interesse economico favoriscono le cordate di banchieri e investitori, a scapito dei più poveri.

Le serate di proiezioni riprenderanno poi nei primi giorni di luglio e attraverseranno molte località della provincia. La presentazione alla stampa dell’intero programma «CinemAMoRe» 2017 è prevista invece per martedì 4 luglio alle ore 10.30 presso la Sala Medievale del Teatro Sociale di Trento.

Di seguito, una breve scheda per ogni film in cartellone.

Giovedì 22 giugno – “La città. Dentro e fuori”

  • MARIAM, di Faiza Ambah. Francia, Arabia Saudita, EAU, Stati Uniti, Qatar / 2015 / 45’. «Io non ci credo e non lo indosso – ma se pensi che Dio lo voglia, allora indossarlo è tuo diritto». Faiza Ambah, regista di Mariam e figura di spicco del movimento di emancipazione femminile nel mondo arabo, ci invita a riflettere sul complesso intreccio tra velo islamico e identità con un ritratto attualissimo e colorato di una ragazzina di seconda generazione che deve scegliere se togliere l’hijab o essere esclusa dalle lezioni, come prescrive la nuova legge francese che vieta i simboli religiosi nelle scuole pubbliche.
  • POMPEI ETERNAL EMOTION, di Pappi Corsicato. Italia / 2015 / 9’. Il documentario vuole evocare lo struggente e contraddittorio sentimento della vita e della morte che convive quando si è a Pompei. I turisti che si sono gentilmente prestati a partecipare sono immobilizzati in un istante di vita, come i calchi degli sfortunati abitanti dell’antica città sorpresi dall’eruzione sterminatrice. La vitalità che avanza e la fissità più assoluta si incontrano nelle strade di Pompei dove, all’ombra del Vesuvio, le rovine delle case, i templi e i teatri sembrano attendere nuova vita.
  • BIGMEN, di Jordi Canyigueral. Spagna / 2015 / 18’. I fratelli Eneko e e Iker Pou sono due dei migliori scalatori al mondo. Che cosa hanno in comune con lo scultore Xicu Cabanyes e con il costruttore navale Sebastian Vidal? Il documentario di Jordi Canyigueral cerca di trovare un collegamento che unisca sport, arte e natura.

Venerdì 23 giugno – L’acqua e l’uomo

  • DIE OASE AL AIN- TOR ZUR GROSSEN LEERE (L’oasi di Al Ain – porta di accesso al grande vuoto), di Horst Brandenburg. Emirati Arabi Uniti, Germania/ 2014 / 15’. La città di Al Ain, con i suoi 5000 anni di storia, è la porta verso il deserto della penisola araba. Al Ain dipende dal sistema idrico di Aflaj che trasporta l’acqua dalle montagne fino all’oasi. Qui vengono coltivate e curate più di un milione di palme da dattero. Al Ain è un’oasi, un mercato e un baluardo contro il deserto.
  • DAMMED, di Nandan Saxena, Kavita Bahl. India / 2014 / 63’. Ad oggi sono più di 11 milioni gli indiani costretti ad emigrare in seguito alla costruzione di grandi dighe, un numero destinato a crescere ulteriormente in seguito all’innalzamento del livello dell’acqua della diga di Onkareshwar. Le autorità governative appoggiano cordate di banchieri e investitori che traggono enormi profitti da queste operazioni, mentre le vite dei più poveri vengono continuamente calpestate.

Associazione nazionale dei Piccoli Musei Sono otto le realtà del nostro territorio che hanno aderito all’Associazione e alla Giornata Nazionale dei Piccoli Musei

Otto piccole realtà museali del Trentino per la prima “Giornata nazionale” dell’APM

Il 18 giugno verrà celebrata in Italia la prima Giornata Nazionale dei Piccoli Musei, un’opportunità per far conoscere il loro volto, la loro importanza, il loro ruolo e le loro specificità, condividendo il prezioso patrimonio di cui sono depositari.

Hanno aderito alla manifestazione anche 8 piccole realtà museali del Trentino: il MApe di Croviana, il Museo della Dona di sti’ ani di Calavino, la Casa Museo dell’Acqua di Fondo, il Museo delle Api di Folgaria, Museo Etnografico Tarcisio Trentin a Telve di Sopra, La stanza del Sacro loc. Zorotea a Canal San Bovo e l’Ecomuseo del Vanoi, Casa Andriollo a Olle Valsugana.

L’APMAssociazione Nazionale dei Piccoli Musei – nasce come organizzazione scientifico-culturale senza fini di lucro nel vicino 2007 su iniziativa prof. Giancarlo dell’Ara, studioso e docente di  Marketing del Turismo. L’obiettivo condiviso dai membri è quello di promuovere una nuova cultura gestionale dei Piccoli Musei che sia in grado di valorizzarne le specificità, differenti rispetto a un grande museo; in particolare il legame più stretto con il territorio e con la comunità, la capacità di essere accoglienti e di offrire esperienze originali ai visitatori. Fin dalla sua nascita, APM ha voluto confrontarsi con professionisti museali, operatori del settore e studiosi nei propri convegni nazionali annuali ed ha promosso per domenica prossima, 18 giugno, la Prima Giornata Nazionale dei Piccoli Musei.

«Ora – prosegue Dall’Arala prima Giornata Nazionale dei Piccoli Musei sta mostrando qualcosa di nuovo e di diverso: la voglia di sperimentare nuovi modelli di rete, di mettersi assieme per fare quello che da soli si fatica a realizzare: dalla gestione e promozione di un itinerario, alla creazione di proposte di visita fuori dall’ordinario, all’organizzazione di eventi trasversali, alla gestione di marchi territoriali, alla costruzione di doni per i visitatori, al di fuori della logica dei gadget e della cultura del merchandising. Ad oggi il numero dei piccoli musei iscritti è di 200, l’obiettivo che APM si era preposto è raggiunto!»

La dott.ssa Annalisa Bonomi, coordinatrice regionale dalla fine del 2016 per il Trentino, evidenzia come la possibilità di associarsi ad APM permetta alle piccole realtà museali, di grande valore perché scrigni della cultura dei luoghi in cui si radicano, voce della terra a cui appartengono, spazi ricchi di tradizione e valori da trasmettere, di mettersi in rete a livello nazionale, di farsi conoscere attraverso una cultura gestionale che sia in grado di valorizzare le loro specificità.

Il primo itinerario tra i piccoli musei propone i “Musei Sorridenti”, musei che prestano una particolare cura ai visitatori.

All’Associazione possono aderire in qualità di soci istituzionali, musei, reti e sistemi museali, enti locali, organizzazioni di volontariato, associazioni ed altre istituzioni pubbliche e private, così come soci individuali.

L’obiettivo condiviso è quello di promuovere la conoscenza dei piccoli musei, la valorizzazione dell’idea del piccolo museo come luogo della comunità, nonché quello di rafforzare un marketing capace di far leva sulla qualità dell’accoglienza e delle relazioni.

Per chi fosse interessato a conoscere APM il sito di riferimento è www.piccolimusei.com, una vetrina in cui si possono scoprire i bellissimi e speciali piccoli musei accoglienti d’Italia che aderiscono all’Associazione.


Presentata la programmazione estiva del Centro Servizi Culturali Santa Chiara

Da luglio a settembre, accompagnati da «Itinerari Folk», i «Martedì delle Band» e gli spettacoli pomeridiani del «Giardino d’Estate Ragazzi»

Sono complessivamente ventotto gli appuntamenti in calendario proposti dal Centro Servizi Culturali S. Chiara per animare le serate estive di Trento.

Ripartita fra i due spazi pressoché attigui del Cortile “Crispi-Bonporti” e del Giardino S. Chiara, ai quali si aggiunge quest’anno anche il Parco della Predara, l’offerta comprende concerti musicali serali e alcune rappresentazioni teatrali pomeridiane rivolte a bambini e ragazzi.

«ITINERARI FOLK» IN ROSA. Il festival «Itinerari Folk», nato nel 1988 e orientato a valorizzare la musica tradizionale – un genere certamente eterogeneo e vario, e tuttavia profondamente connesso alla memoria, all’identità e alle radici popolari – porterà quest’anno sul palcoscenico 15 gruppi provenienti da 13 Paesi diversi: dall’Africa alla Sardegna, dagli antichi idiomi gaelici alle lingue slave, dal Tibet al Canada francofono, dal Veneto al Piemonte.

La trentesima edizione della rassegna, in programma a Trento dal 3 luglio all’11 agosto, sarà dedicata al mondo tutto al femminile della musica di radice tradizionale.  «Un’idea – ha spiegato Mauro Odorizzi, consulente artistico del CSC Santa Chiara – che presentava delle insidie, prima fra tutte il rischio di essere da un lato facilmente attrattiva, ma al contempo astratta ovvero non confortata da segni e fatti di rilievo da evidenziare. A sgombrare questi dubbi sono arrivate due notizie, entrambe provenienti dalla Spagna, alla luce delle quali il tema si conferma valida intuizione per rappresentare un’evoluzione in atto. La prima notizia arriva con un CD: il nuovo lavoro di Ana Alcaide, dedicato alle leggende sul potere del femminile in svariate culture del mondo (Leyenda), la cui immagine di copertina, iconica e quasi mitologica, è stata di ispirazione per i materiali di presentazione della rassegna di quest’anno. La seconda notizia è contenuta nell’inchiesta di una rivista musicale catalana, legata al folk festival “Tradicionarius”. Questo reportage ha messo in luce e selezionato 100 nuove voci femminili della scena musicale catalana. Fenomeno rappresentato in un CD dal titolo “Femeni i plural: nuove voci di donna” che ne documenta una ventina

Un programma di concerti che ruotano attorno al tema femminile, al suo protagonismo, alle sue storie, alle peculiari sensibilità artistiche che le donne di oggi sanno esprimere in varie parti del mondo. Un ampio sguardo sul palcoscenico della musica di radice tradizionale e della world music che consentirà al pubblico di mettere a fuoco temi, identità e visioni artistiche con al centro la donna, il suo impegno civile e nella cultura, la sua passione per la vita e i sentimenti che rendono l’umanità piena di bellezza e speranza. Il tutto in un vortice di ritmi popolari, danze, tradizioni ancestrali e suoni urbani.

I Teddy Pilchards, uno dei gruppi musicali protagonisti della scorsa edizione dei «Martedì delle Band».

I MARTEDÌ DELLE BAND. Che la musica avesse un ruolo di primo piano nella programmazione estiva del Centro Servizi Culturali Santa Chiara era evidente. Quest’anno, tuttavia, si è deciso di arricchire ulteriormente il calendario estendendo la rassegna dei «Martedì delle Band», che rappresenta da alcuni anni un irrinunciabile punto d’incontro per i protagonisti della scena musicale locale e, più in generale, per quanti amano trascorrere una serata emozionante e coinvolgente all’insegna della musica dal vivo.

Il calendario dell’iniziativa, promossa dal Centro Servizi Culturali S. Chiara, dal Servizio Politiche giovanili del Comune di Trento, dal Centro Musica e dall’Opera Universitaria, comprende 12 serate di concerto con 24 protagonisti. Ogni serata sarà inaugurata da una “Opening Band” che avrà il compito di scaldare il pubblico e di creare la giusta atmosfera per l’esibizione del gruppo titolare del concerto.

Alcune novità caratterizzano questa edizione della rassegna. In primis il respiro regionale della manifestazione, che ospiterà quest’anno anche band provenienti, oltre che dal Trentino, anche dalla provincia di Bolzano. Si affacciano inoltre per la prima volta ai “«Martedì delle Band» due generi musicali mai presenti nelle edizioni passate: la musica elettronica e il rap. E’ stata individuata inoltre una nuova location che affiancherà quella tradizionale del Giardino S. Chiara: due serate, infatti, saranno proposte al pubblico al Parco della Predara, nello storico rione di San Martino.

GIARDINO D’ESTATE RAGAZZI. Si rinnova anche l’appuntamento sotto il tendone del Giardino S. Chiara con il Teatro Ragazzi, all’insegna dell’arte teatrale e circense. Il calendario, curato dalla consulente artistica Giovanna Palmieri, prevede quattro spettacoli con un’offerta che si contraddistingue per la varietà di poetiche, linguaggi e contenuti. Si inizia a luglio con la poesia delle marionette a filo e le clownerie di Francesca Zoccarato, interprete di Varietà Prestige, per proseguire poi con le micro magie e le acrobazie di Enrico Mazza e il suo coinvolgente From a suitcase. Ad agosto sarà dato spazio a due compagnie trentine: Il Teatro delle Quisquilie (Adele Pardi, Lorenzo Gelardi e Andrea Coppi) proporrà Intervista al Signor Lupo, mentre dopo Ferragosto saranno in scena I Teatri Soffiati (Giacomo Anderle e Alessio Kogoj) con lo spettacolo Fagioli.

Ai concerti de i MARTEDÌ DELLE BAND e agli spettacoli del GIARDINO D’ESTATE RAGAZZI il pubblico potrà assistere gratuitamente. Per i concerti del Festival ITINERARI FOLK è invece previsto il pagamento di un biglietto del costo di € 5 intero e € 3 per gli under 15.


Un fine settimana per rivivere il borgo e l’Adige, con un ricco programma e tanto divertimento

L’ Adige torna a vivere con «Adesenfesta»

Mancano pochi giorni al consueto appuntamento con «Adesenfesta», la tradizionale manifestazione che per un weekend coinvolgerà l’intero paese di S. Michele, organizzata dalla Pro Loco e dall’Amministrazione Comunale, con la collaborazione di tutte le associazioni e del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina.

Quest’anno, per la prima volta, la storica kermesse durerà tre giorni invece che due – venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 giugno: una buona notizia tanto per gli affezionati quanto per i neofiti, che potranno godersi così un fine settimana all’insegna del divertimento, dell’intrattenimento culturale e perché no, della buona cucina.

Si inizia venerdì alle ore 19.00 con l’apertura degli stand gastronomici tra le pittoresche vie della borgata. Il menù, per la gioia dei più ghiotti, si prospetta ricco e variegato: grigliata mista di carne, polenta con salsicce e gorgonzola, paella alla valenciana e insalata di polipo, tagliatelle con ragù di cinghiale, tortel di patate con affettati misti, trippe alla parmigiana e, per concludere, una vasta selezione di dolci e torte.

Contribuiranno ad allietare la serata il gruppo locale Busi dei Cui, alle ore 21.30 presso l’area spettacoli e, parallelamente, Max Marchi DJ, con la sua musica a 360° sulla Finestra sull’Adige.

Non possiamo non citare il fulcro della manifestazione, l’arrivo della zattera storica guidata dal gruppo di Bronzolo alla Golena di Grumo previsto per le ore 17.30 di sabato 3 giugno, per rievocare la storia dell’Adige e delle zattere, ormai entrate a far parte dell’immaginario storico collettivo come tradizionali mezzi di trasporto.

In serata, i Radiottanta da una parte e DJ Matthew P, DJ Tano e Luca B dall’altra si contenderanno i due palchi principali – rispettivamente quello sulla Finestra sull’Adige (ore 21.30) e quello allestito presso l’area spettacoli (ore 22.00) – proponendo un’ampia offerta musicale, dai migliori successi degli anni 80’ fino alle hit nazionali e internazionali degli ultimi anni.

Per chi non ha fatto le ore piccole sabato sera, consigliamo di prendere parte alla passeggiata non competitiva a cura dello Sci Club “00 Pasi tra le Fronde”: la partenza è prevista domenica 4 giugno presso l’Area spettacoli alle ore 9.00.

Il pomeriggio sarà ricco di proposte e iniziative per grandi e piccini: dal “diploma dei piccoli contadini” con merenda campagnola organizzato dal Circolo ACLI (ore 15.00 presso la Terrazza sulla Rotaliana) al concerto della banda musicale di Zambana (ore 16.00 presso l’area spettacoli) fino all’appassionante incontro “Il fiume racconta”, a cura della Scuola Primaria di Grumo e la Cooperativa Sprint (ore 18.00 presso la Finestra sull’Adige).

Si segnala anche la IV Edizione dell’Agrifamily, la festa della famiglia, all’interno del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina che, per l’occasione, domenica 4 ospiterà diversi laboratori e attività per tutta la famiglia. Tra gli appuntamenti più in vista, la visita guidata gratuita al Museo alle ore 15.00 e il Concerto dei Cori delle scuole musicali  “Celestino Eccher” di Cles e “Guido Gallo” di Mezzolombardo, alle ore 17.00.

Alle 19.00, la tanto attesa estrazione dei premi della lotteria, sempre all’area spettacoli, alla quale seguirà alle ore 20.30 il concerto di chiusura degli Evening the Door. In contemporanea, presso la Finestra sull’Adige, vi aspetta invece lo spettacolo comico di cabaret “Toni marci.. Ma freschi!”. E, dulcis in fundo, la cittadinanza è attesa alle ore 23.00 presso la Golena di Grumo per un gran finale di luce e fuoco, tra sorprese dolci e bollenti.

Visto il successo della scorsa edizione, sarà presente anche quest’anno l’associazione «Le 6 Atmosfere», nata dalla volontà di sei produttori di Trento Doc del Comune di San Michele: la cantina dell’Istituto Agrario, le Cantine Endrizzi, Bellaveder, San Michel, Zeni Giorgio e Zeni Roberto.

Per ulteriori informazioni sulla programmazione, si invita a guardare il pieghevole.


Presentato tutto il programma della II° ed. della manifestazione che promuove il Sistema Bibliotecario Trentino

Biblioè, tutta un’altra storia: dal 21 al 25 aprile a Palazzo delle Albere

Una straordinaria biblioteca, questo sarà Palazzo delle Albere nel ponte che va dal 21 aprile al 25 aprile. L’inaugurazione è in calendario venerdì 21 aprile alle 18 in compagnia di Katia Bernardi e le “Funne. le ragazze ottantenni che sognavano il mare”.

Dal 21 al 25 aprile il Palazzo delle Albere di Trento ospiterà la seconda edizione di  “Biblioè, tutta un’altra storia”, una festa collettiva per ricordare alla cittadinanza il ruolo sociale e culturale che le biblioteche rivestono per la crescita del territorio locale. Attraverso un ricco calendario di incontri, letture, esposizioni bibliografiche, laboratori e seminari le biblioteche presenti sul territorio provinciale, così come le associazioni culturali, si cimenteranno nel difficile compito di valorizzare le biblioteche: non solo spazi di pubblica lettura, ma anche (e soprattutto) punti di incontro, opportunità, formazione, studio e ricerca.

Un principio più volte sottolineato dalla stessa responsabile Sara Guelmi alla conferenza stampa di oggi. “Non esiste solo un patrimonio librario, importantissimo ma, per esempio, anche uno digitale fatto di eBook. [..] La biblioteca non è solo ciò che rappresenta l’etimo della parola, cioè il luogo dei libri, ma è quello della musica, del cinema, dell’arte, è il luogo dell’ascolto ed è, anche partecipazione, libertà, democrazia”.

L’idea portante della manifestazione è quella di rendere visibile la varietà delle proposte delle nostre biblioteche e, contemporaneamente, permettere a chi lo desidera di frequentare le sale di Palazzo delle Albere anche solo per leggere, guardare, ascoltare o conoscere una temporanea biblioteca pubblica, idealmente rappresentante tutte le oltre 150 biblioteche territoriali.

Insomma, un’ occasione unica per tuffarsi in generi letterari più disparati: dalla biografia all’inchiesta, dal romanzo storico al graphic journalism, passando per il  fumetto di tipo storico.

Fra gli ospiti di “Biblioè, tutta un’altra storia” anche Veronica Pivetti che domenica 23 aprile alle 11 presenterà il suo libro “Mai all’altezza. Come sentirsi sempre inadeguata e vivere felice”.

Il 24 aprile alle 18.00 si terrà invece LIBRILIBERI, l’asta per l’adozione e realizzazione delle casette Bookcrossing  nata dalla collaborazione con l’Istituto d’arte “Alessandro Vittoria”. Le immagini delle casette Bookcrossing, le schede tecniche descrittive, la stima del costo del materiale necessario alla realizzazione sono pubblicate sul sito Trentino Cultura. I soggetti no profit interessati a favorire la libera circolazione dei libri e a partecipare all’asta possono trovare qui le condizioni di iscrizione e partecipazione.

Particolare attenzione sarà poi dedicata ai bambini e ai ragazzi con, per esempio, la proposta della nuova bibliografia del progetto nazionale Nati per Leggere o opere di editoria sperimentale, come i silent book  e la collana Tantibambini, che negli anni Settanta del XX secolo, vide Bruno Munari coordinare autori e illustratori per un nuovo tipo di prodotto editoriale.

Questa seconda edizione di Biblioè  mira anche a valorizzare e promuovere il Sistema Bibliotecario Trentino, che quest’anno compie quarant’anni.

Come? Attraverso la voce e i pensieri dei bibliotecari che hanno visto nascere la rete bibliotecaria provinciale, per poi svilupparsi e trasformarsi nella realtà attuale.

Le voci dei bibliotecari diventano così frasi di una memoria che vuole essere condivisa per ricordare i passi svolti e i nodi ancora da sciogliere, lasciando la parola a chi il Sistema lo ha vissuto in prima persona.

Graziano Cosner, intervenendo in rappresentanza di tutti i suoi colleghi bibliotecari, ha sottolineato come le biblioteche siano “luoghi dove nascono passioni, amori, sogni, trasgressioni. Il passato fatto di sacralità del libro è finito. Il mondo attuale ci ha superati ma la biblioteca resta per tutta la durata della vita il luogo dove possiamo trovare occasioni preziose di formazione continua. Ora c’è bisogno di un management che riesca a condividere questo spirito che va integrato con i nuovi strumenti digitali. La capacità di essere bibliotecari ora deve coniugarsi con la necessità di trovare per ognuno l’informazione più pertinente. Le biblioteche iniettano sogni nel sistema nervoso del Trentino”.

Per il programma completo, si rimanda al sito Trentino Cultura.


Oltre 600 film iscritti alla rassegna, 118 proiezioni e 110 eventi tra serate alpinistiche, incontri, mostre e convegni

Trentino Film Festival: una 65esima edizione da record

Tra gli ospiti anche Romano Prodi, Giuseppe De Rita, Fabio Volo e l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi.

Celebri nomi del mondo della letteratura anche per Montagna Libri, nonché numerose iniziative per scoprire l’Islanda – paese ospite della kermesse. Spazio anche ai più piccoli con il programma a loro dedicato: “TFF Family”. Leggi ancora


Al Sociale la showgirl racconta un secolo di grandi protagoniste

La Gerini diverte con il musical «Storie di Claudia»

A distanza di quattordici anni dal suo debutto con Closer di Patrick Marber, Claudia Gerini torna sul palcoscenico con Storie di Claudia,  un “one-woman show” ironico – e a tratti perfino nostalgico – che celebra il successo delle grandi donne che hanno fatto la storia. Carmen Miranda, Frida Khalo, Marlene Dietrich e Monica Vitti sono solamente alcuni dei miti femminili evocati dalla Gerini la quale, cantando e ballando, accompagnerà delicatamente il pubblico in un intenso viaggio tra fantasia e realtà, dalle tinte visionarie. Leggi ancora


Presentata Casa Sebastiano, l’eccellenza che tutta l’Europa ci invidia.

Presentata ufficialmente oggi, presso il municipio di Taio l’apertura di Casa Sebastiano, il polo autistico che domenica sarà inaugurato a Coredo in Val di Non. 

Presenti il presidente della fondazione Trentina per l’autismo Giovanni Coletti, il sindaco di Coredo Paolo Forno, Albino Rossi, l’artista che ha donato alla struttura l’opera «Gli occhi del cielo» e in rappresentanza dell’associazione che gestirà la parte riabilitativa del centro Stefano Borile. 

«Non sarà una casa ma una nuova cura della patologia dell’autismo – ha esordito Giovanni Coletti – con il compito di far uscire i soggetti autistici dalle case e trasferirli dentro istituti e associazioni che garantiranno uno stile di vita migliore»

Il centro avrà due importanti obiettivi, in primis quello di sostenere le famiglie che sono l’anello più debole della catena, e, in secondo luogo, inserire l’autistico in un percorso di vita diverso, «in un mondo – ha detti Coletti – che non è ancora preparato per capire l’autismo».

Il centro durante la giornata ospiterà circa 15 ragazzi autistici che, e qui è la prima novità, saranno attivi e parteciperanno assiduamente alla gestione di Casa Sebastiano anche attraverso semplici lavori di casa.

In previsione c’è anche la realizzazione di una vera e propria azienda agricola dove i ragazzi potranno coltivare prodotti e seguire gli animali. Ma, e qui ecco la seconda novità, la gestione sarà effettuata pianificando un’agricoltura Bio, «fenomeno questo che il territorio – ha aggiunto Coletti – deve ancora interpretare pienamente e che nel futuro risulterà vincente».

Casa “Sebastiano” è quindi destinata alla residenzialità, riabilitazione e al trattamento sociale e sanitario, ma anche alla formazione di operatori specializzati. «Una casa speciale – ha ricordato Coletti – necessità di professionisti ed operatori speciali»

Offrirà risposte ai bisogni dei soggetti con autismo e alle loro famiglie: uno spazio diurno con percorsi educativi individualizzati per rinforzare le competenze cognitive, comunicative e relazionali attraverso attività ludiche, ricreative e sportive; uno spazio residenziale di sollievo con programmi di attività strutturati e personalizzati dove sperimentare e consolidare autonomie personali di vario genere.

Molteplici le attività previste, tra le quali sarà sicuramente possibile trovare le proprie preferite:
laboratorio di cucina, di falegnameria, di pittura e arte, musicoterapia, attività di fattoria con la cura di animali, pet terapy, coltivazione di ortaggi ed educazione ambientale, laboratorio di attività motoria, inserimento protetto in contesti lavorativi del territorio.

Tutte queste iniziative serviranno naturalmente a sostenere Casa Sebastiano partendo da un semplice sillogismo ripetuto spesso dal presidente della Fondazione Trentina per l’autismo, «i progetti sociali devono piano piano sostenersi da soli per non pesare sempre sulle casse pubbliche».

Dopo aver riassunto la storia della nascita di Casa Sebastiano, ricordando l’ormai storico incontro con l’allora presidente della cassa rurale d’Alta Anaunia Gilberto Zani, che lancio la prima idea in proposito Coletti ha descritto l’aspetto tecnico della struttura nata a Coredo.

La struttura ha ottenuto la certificazione di qualità e sostenibilità per le costruzioni in legno “ARCA Platinum” per ciascuna fase di realizzazione, è collegata al servizio di teleriscaldamento integrato dall’uso di energia alternativa solare, geotermica e fotovoltaico, recupero dell’acqua piovana per i lavaggi esterni e l’irrigazione dei giardini. Il contenimento energetico passivo realizzato con le strutture in legno delle facciate e delle coperture e con una gestione coerente degli impianti consentiranno un consumo inferiore ai 30 kwh/mq annui per l’intera costruzione, ottenendo quindi la Classe Energetica A.

Casa Sebastiano, che ricordiamo è il più importante centro d’Europa per quanto riguarda la ricerca e il trattamento delle patologie legate all’autismo, conterrà anche la prima Stanza Multisensoriale Interattiva in Italia in grado di creare realtà virtuali da esplorare e giochi interattivi che vengono controllati dal movimento gestuale dell’utente, che interagisce direttamente con le immagini, i colori, i suoni ed i profumi andando a stimolare l’attività fisica e cognitiva di diverse competenze.

L’innovativa tecnologia si avvale di un sistema di proiezioni interattive su pavimento e pareti, che
produce immagini e suoni sensibili al movimento con software di oltre 300 applicazioni personalizzabili e sistema luminoso a LED per la cromoterapia.

Coletti verso la fine del suo intervento ha voluto anche togliersi alcuni sassolini dalla scarpa, «mi duole ricordare che nel 2009 l’amministrazione di Taio guidata dal sindaco Cova insieme all’assessore Battaini bocciò il progetto già finanziato dalla provincia di Trento, chiudendoci le porte e negando la costruzione di Casa Sebastiano sul territorio di Taio. In quel frangente – ha aggiunto Coletti – queste due persone non furono ne lungimiranti ne tanto meno preparate per capire che tale struttura avrebbe creato un indotto e una ricaduta sul proprio territorio impensabile».

La grande ed unica opportunità è stata invece capita al volo dal Sindaco di Coredo Paolo Forno che ha trovato lo spazio giusto dove costruire Casa Sebastiano  «non posso che ringraziare la giunta di Coredo di allora che ha avvallato questa importante operazione che per Coredo è stata importantissima dal punto di vista della visibilità e per quanto riguarda la ricaduta economica sul comune»

«Ma per me – ha continuato Forno – è un onore essere qui oggi come sindaco di Predaia ha presentare una vera eccellenza che in Europa ci invidiano e sono orgoglioso di poterla ospitare nel paese che rappresento».

La costruzione di Casa Sebastiano ha coinvolto tutte le valli del Noce e non solo. Sono state oltre 35 le associazioni che hanno aiutato la Fondazione nella realizzazione di un sogno che oggi e domenica diventerà realtà. «Non dimentichiamo i circa 1.800 volontari che in questi anni sono sempre stati a disposizione, alcuni magari non partecipando direttamente alle iniziative ma garantendo il loro appoggio in altro modo, a loro mi sento di dire un grande grazie» ha dichiarato ancora un commosso Coletti.

Verso la fine Coletti ha ricordato «i costi dell’autismo dimenticati» snocciolando cifre da brividi. Un bambino su 68 oggi nasce autistico, la “Center for disease control and prevention (Cdc)” negli Stati Uniti registra 3 milioni di casi e circa 60 milioni nel mondo con un trend in crescita.

Il costo per sostenere una persona con Disturbi dello Spettro Autistico nel corso dell’intera vita arriva oggi a 1,9 milioni di dollari negli Stati Uniti e a 1,29 milioni di sterline nel Regno Unito
pari a 1,68 milioni in Euro. In Gran Bretagna l’autismo costa più di malattie cardiache, cancro e ictus messi insieme, 32 miliardi di sterline fra i trattamenti ospedalieri, la cura e il supporto a bambini e adulti e per mancati guadagni dei genitori.

Prima della conclusione Coletti ha ringraziato il Governatore Rossi, allora assessore della sanità trentina, per la grande fiducia dimostrata, e l’assessore Luca Zeni per il sostegno. «Casa Sebastiano è il più grande esempio di sinergia fra pubblico e privato» aveva ricordato pochi minuti prima il sindaco Forno.

L’intervento della provincia autonoma di Trento è stato infatti di 3,5 milioni di euro, il rimanenti 1,5 milioni di euro sono stati garantiti dalla fondazione Trentina per l’autismo.

«Casa “Sebastiano” è una struttura bella, colorata, ariosa, ma soprattutto di contenuti, perché sono le persone, gli operatori, le idee, che fanno la differenza. In questi anni di lavoro che hanno portato alla realizzazione di quello che sembrava solo un sogno, molte persone e aziende ci hanno dato fiducia, lavoriamo in accordo e con il supporto delle istituzioni pubbliche. Il nostro obiettivo è dare il meglio ai ragazzi e alle famiglie. Abbiamo percorso molta strada, spesso irta di difficoltà, questo ci stimola ancora di più, perché abbiamo ancora davanti la sfida più grande: rendere Casa “Sebastiano” una struttura viva e portare la stessa qualità e professionalità con cui è stata costruita anche all’interno» ha concluso il presidente Giovanni Coletti

L’appuntamento finale, che però segna un nuovo grande inizio, è per domenica 2 aprile a partire dalle ore 10.00 a Coredo in occasione della decima Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo.

Sotto una delle broschure di presentazione colpisce una frase pronunciata dal mitico campione dello sport e nella vita Cassius Clay – Muhammad Alì

«Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un’opinione. Impossibile non è una regola, è una sfida. Impossibile non è uguale per tutti. Impossibile non è per sempre».

Per Coletti – aggiungiamo noi – l’impossibile è diventato possibile, e la sfida che tanti anni fa si era posto è stata vinta. Ma dopo il raggiungimento di un sogno arriva la necessità di pensare subito al domani. «Ho molte cose in testa che voglio fare, ma preferisco, per il momento tenerle per me» ha detto Giovanni Coletti uscendo dalla sala stampa del comune di Taio, ma su questo c’erano pochi dubbi.  

a cura di Arianna Conci

L’opera donata a Casa Sebastiano dall’artista Albino Rossi

La stanza multisensoriale    

Casa Sebastiano – Coredo


Edipo Re e l’enigma all’interno di ognuno di noi

In occasione del penultimo appuntamento con il cartellone della Grande Prosa del Centro Servizi Culturali S. Chiara, il Teatro Sociale di Trento ospiterà per quattro giorni Edipo Re del duo Mauri – Sturno, la tragedia per eccellenza del riconoscimento e del rovesciamento: un’opera immortale con la quale Sofocle ricorda, quasi ammonendoci, che soltanto nell’interrogarsi comincia la dignità di essere uomini. Leggi ancora


Il sogno si avvera, il 2 di aprile a Coredo si inaugura Casa Sebastiano

È un sogno che si avvera quello di Giovanni Coletti, imprenditore di successo della val di Non che domenica 2 aprile a partire dalle ore 9.30 inaugurerà «Casa Sebastiano» a Coredo.

Definito il «gioiello Trentino» è un esempio riuscito di grande sinergia fra pubblico e privato.

Era il 4 giugno 2014 quanto un commosso Coletti presentò il progetto, e il 26 ottobre del 2014 quando venne posata la prima pietra della struttura, anche se il realtà il progetto era stato avviato quasi 6 anni prima. 
Un progetto nato per dare una risposta concreta e moderna alle necessità di tante persone e famiglie e che diventerà un polo di eccellenza e ricerca sulla patologia dell’autismo,
«Sarà un centro di eccellenza – spiega Gianni Coletti – per la patologia dell’autismo, centro per le emergenze , centro di sviluppo lavorativo , centro diagnostico specializzato per la ASL , centro formativo in Medicina continua , un centro aperto a quanti si occupano di disabilità autistica con collegamenti a diversi centri specializzati del nostro Trentino anche per le patologie che molte volte vengono ignorate».

ll centro specialistico Casa “Sebastiano” è stato costruito a Coredo, comune di Predaia (TN), con un investimento di circa 5 milioni di Euro su una superficie di 4.000 metri quadrati con una volumetria di quasi 7.000 metri cubi, destinati alla residenzialità di persone autistiche in gravi difficoltà familiari, a progetti di semiresidenzialità che offriranno momenti di sollievo alle famiglie e di crescita per i ragazzi autistici, alla riabilitazione ed al trattamento sociale e sanitario, alla formazione di operatori specializzati.

Il centro, sostenuto per 3,5 milioni di euro dalla Provincia di Trento, si conferma quindi già un polo collegato al mondo della ricerca, all’avanguardia nello studio della patologia.

«Giovanni Coletti ha voluto ringraziare sul sul suo profilo di facebook tutti coloro che in questi anni hanno contribuito a far diventare realtà questo sogno, «un grazie a tutti i volontari che hanno contribuito alle imprese e agli imprenditori con il cuore nel sociale. Grazie a tutti» – ha scritto Coletti in attesa di ringraziare personalmente tutti colori che interverra nno all’inaugurazione del 2 di aprile. 

«Abbiamo investito in un sogno, – aggiunge poi – lo abbiamo coltivato con passione ed energia, presto ne raccoglieremo i frutti» queste le parole del presidente della Fondazione Trentina per l’Autismo Giovanni Coletti, emozionato e soddisfatto alla cerimonia di posa della prima pietra del Centro “Sebastiano” a Coredo (TN)».

La struttura sarà destinata alla residenzialità 0/24 di persone autistiche in gravi difficoltà familiari, a progetti di semi residenzialità per offrire sollievo alle famiglie e opportunità di crescita ai ragazzi autistici, alla riabilitazione ed al trattamento sociale e sanitario, alla formazione di operatori specializzati.

Il Centro, che si pregia del sostegno della Provincia di Trento, sarà altresì un polo collegato al mondo della ricerca, all’avanguardia nello studio della patologia.

Il complesso sarà un centro aperto, che darà risposta anche ad altre esigenze territoriali: gli strumenti riabilitativi saranno, infatti, messi a disposizione anche per la cura di altre disabilità e problematiche di varia natura, per la riabilitazione motoria, per attività psico educative, psicomotorie, ecc.

Sebastiano era un bimbo autistico della val di Sole, che per la sua grande passione per l’acqua ha lasciato questo mondo tuffandosi nel Noce, 13 anni fa. «Sebastiano era un ragazzo vivace, – ricorda Giovanni Coletti – simpatico e difficile come sono quasi tutti gli Autistici, questo impegno ce lo siamo assunti nel momento della costituzione della Fondazione Trentina per l’Autismo ed è stato un pilastro che ci ha dato la forza e il coraggio di perseguire un obiettivo importante per tutti, genitori e ragazzi, educatori e volontari, ai quali va il mio personale ringraziamento»

Il presidente della fondazione trentina per l’autismo ha poi ringraziato calorosamente il sindaco di Coredo, la Giunta comunale e a tutta la popolazione che ha accolto la sua Fondazione in un paradiso naturale, collegato ad un altipiano che permetterà grandi opportunità per chi frequenterà la struttura.

«L’eccellenza è nei nostri DNA, lavorando in collaborazione per uno scopo comune costruiremo insieme un’altro tassello di quel Trentino che tutti ci invidiano, un Trentino che è vicino alle persone, alle famiglie, che sa dare risposte ai più deboli» conclude il presidente della Fondazione Trentina per l’Autismo

Per la realizzazione è stata riservata grande attenzione all’aspetto energetico e ambientale, attraverso pannelli solari e fotovoltaici, tetti verdi, teleriscaldamento, recupero dell’acqua piovana a scopi irrigui. L’edificio avrà bassi costi di gestione e tiene conto della particolarità delle persone ospiti. Gli ambienti saranno confortevoli e facilmente controllabili dagli operatori.

Il Centro Sebastiano conterrà anche un teatro sala polifunzionale, cui si potrà accedere direttamente dall’esterno.


Il viaggio per i più piccoli proseguirà poi a Dimaro, Tassullo e Revò

Aspettando «1,2,3 Storie!»: a Cles il primo laboratorio narrativo

Venerdì 17, la biblioteca di Cles ha ospitato il primo di sei laboratori ispirati ai “silent book” della scrittrice e illustratrice tedesca Susanne Berner.

Il percorso didattico si concluderà con il festival “1,2,3 Storie!”, manifestazione organizzata dalla cooperativa sociale “La Coccinellae giunta quest’anno alla sua settima edizione.

La peculiarità di questi laboratori creativi sta nel ricorso ai silent book” (dei veri e propri libri senza parole) di Susanne Berner, riconosciuti come validi strumenti didattici proprio perché in grado di allenare la capacità di osservazione dei bambini e di alimentare il desiderio di esplorazione ed avventura.

Grazie alla collaborazione della cooperativa con le biblioteche della Val di Non e della Val di Sole, le quali a loro volta coinvolgeranno le scuole del territorio, il viaggio continuerà nei prossimi mesi toccando diverse località delle due valli – più precisamente il 21 marzo a Dimaro, il 22 marzo a Tassullo, il 23 marzo a Revò, per poi tornare  il 6 e il 10 aprile di nuovo a Dimaro –  e si concluderà con “1,2,3 Storie!”, il festival della narrazione che da anni porta i racconti nelle strade, nei palazzi e nei giardini utilizzando tutti i linguaggi espressivi e artistici: dal cinema, al teatro, dalla musica al gioco.

L’obiettivo della manifestazione, realizzata ogni anno in collaborazione con enti e organizzazioni della comunità locale (Comune di Cles; Apt della Val di Non; Comunità della Val di Non; Cassa Rurale di Tuenno e Val di Non) e con la Regione Trentino Alto Adige e la Provincia autonoma di  Trento – Servizio attività culturali, è quello di mostrare ai bambini e ai ragazzi, così come alle loro famiglie, la tanti e vari modi del raccontare.

Coniugando divertimento, arte e cultura con salde riflessioni e studi pedagogico-educativi, “1,2,3 Storie!” fa uscire le storie dalle pagine dei libri per trasformarle in teatro, musica, mostre, laboratori e incontri con autori ed editori.

Questo perché leggere, guardare, ascoltare storie aiuta i bambini a crescere, a costruire la loro identità e la conoscenza di sé e del mondo. Le storie sono importanti anche per gli adulti – genitori, insegnanti ed educatori – perché li aiutano a capire un po’ di più i pensieri dei loro piccoli ed a costruire la relazione con loro.

Per permettere anche alle scuole di partecipare, aggiungendosi al pubblico già affezionato di famiglie, la manifestazione è stata anticipata quest’anno al periodo primaverile, dal 26 al 28 maggio. Le date, tuttavia,  non saranno l’unica novità: per scoprire le altre bisognerà attendere ancora qualche settimana.


Due giorni per conoscere e far conoscere le unicità delle produzioni enologiche locali

Al via il concorso «Enotecnico valorizzazione VINIterritorio»

La Fondazione Edmund Mach organizza nell’ambito del Corso Enotecnico il primo concorso “ENOtecnico valorizzazione VINIterritorio” che si svolgerà a San Michele all’Adige giovedì 6 e venerdì 7 aprile.

L’evento, focalizzato i vini Teroldego e Lagrein, sarà realizzato in collaborazione con i tre comuni della Piana Rotaliana: San Michele, Mezzacorona, Mezzolombardo.

L’iniziativa, autorizzata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, raccoglie l’eredità della Rassegna Teroldego svolta nell’aprile 2016, dove 42 aziende locali hanno esposto e visto assaggiare ben 72 vini tra Teroldego Rotaliano Doc e Teroldego Igt da parte di esperti del mondo del vino, che hanno apprezzato le unicità di questi vini del territorio confermando il buon livello delle produzioni locali.

L’obiettivo del concorso è valorizzare e promuovere la qualità del vino Teroldego Rotaliano DOC e dei vini Lagrein Trentino DOC e Lagrein Südtirol – Alto Adige DOC e le loro peculiarità territoriali. I vini delle aziende partecipanti saranno valutati da esperti enologi, enotecnici, sommelier e giornalisti del settore sia locali che provenienti dal resto d’Italia.

Allo stesso tempo, l’evento si propone come ricca opportunità didattica per gli studenti del Corso Enotecnico per iniziare a prendere confidenza con i vini prodotti nel territorio Trentino – Alto Adige/Südtirol e con le aziende produttrici.

Gli studenti potranno osservare, infatti, come gli esperti del settore enologico valutano i vini e a loro volta essere guidati nelle degustazioni al fine di acquisire una corretta metodica di attribuzione di un valore ai vini del territorio.

Possono partecipare al concorso a titolo gratuito le aziende produttrici del settore vitivinicolo e le cantine produttrici di Teroldego Rotaliano DOC, Lagrein Trentino DOC, Lagrein Südtirol – Alto Adige DOC prodotti nel rispetto dei relativi disciplinari (DOP).

Per le aziende che intendono partecipare al Concorso, è possibile reperire tutte le informazioni necessarie direttamente accedendo al sito della Fondazione Mach o rivolgendosi direttamente a Salvatore Maule  (all’indirizzo salvatore.maule@fmach.it) e Andrea Panichi (andrea.panichi@fmach.it).


E mentre si festeggia il ventesimo compleanno, uno sguardo al bilancio dell’edizione 2016

Aperta la call for entry per il 20° Religion Today Filmfestival

Il Religion Today Filmfestival spegnerà quest’anno venti candeline: vent’anni di cambiamenti, di svolte e di traumi epocali.

Vent’anni che saranno riletti nelle loro pieghe e contraddizioni nel corso della prossima edizione del festival, prevista per il mese di ottobre, la quale offrirà l’occasione per riconsiderare con uno sguardo postumo, critico e multidisciplinare gli eventi cruciali che hanno rivoluzionato il rapporto tra religione e società negli ultimi decenni: l’11 settembre, un Papa che si dimette, le sfide del dialogo tra le religioni nel contesto della post secolarizzazione e del ritorno al sacro, ma anche del nuovo cinema Web e dei social network.

La call for entry, unitamente al regolamento, è già disponibile sul sito del festival. È possibile iscrivere il proprio film fino al 30 giugno, a condizione che la pellicola sia stata prodotta nel 2015, 2016 o 2017.  Al concorso sono ammessi film e cortometraggi a soggetto, animazioni e documentari sulle seguenti tematiche:

  • La dimensione religiosa nell’attualità
  • Rapporti tra le religioni e dialogo interreligioso
  • Religioni, condizione femminile e relazioni di genere
  • Religione, pace e diritti umani
  • Storie di migrazioni: identità, dialogo e conflitto nelle società plurali.

Mentre iniziano i preparativi per il ventennale e arrivano le prime iscrizioni, il mese di marzo offre ricchi e molteplici spunti per tirare le somme sulla precedente edizione dal titolo “C’eravamo tanto amati. Religioni e relazioni di genere”.

Proprio a donne, cinema e religioni è infatti dedicato l’intervento di Katia Malatesta, direttrice artistica di Religion Today, durante il convegno Oltre le scollature. Primo convegno dei Musei della donna nazionali e Gect/Euregio.

L’iniziativa è promossa dal Museo Casa Andriollo – SoggettoMontagnaDonna di Olle e dall’Associazione “La Casa di Alice A” in collaborazione con il Museo Delle Donne di Merano, con IAWM – International Association of Women’s Museums e con Se non ora quando? AltoAdige e si articolerà nelle due giornate di venerdì 17 e sabato 18 marzo presso l’Auditorium Polo Scolastico di Borgo Valsugana.

“Autrici, attrici, personagge. Donne e religioni davanti e dietro la macchina da presa”, questo il titolo dell’intervento di Katia Malatesta, che estende così l’analogia tra cinema e religione, elaborata nel contesto dei “religion and film studies”, al ruolo delle donne in due mondi tradizionalmente declinati soprattutto al maschile. La parità di genere nell’industria cinematografica appare ancora molto lontana, i ruoli dirigenziali restano occupati in prevalenza da uomini e le donne sono largamente sottorappresentate alla regia e alla fotografia delle produzioni blockbuster, soprattutto quando si sale verso i vertici della classifica.

Eppure, da Hollywood a Bollywood, una formidabile schiera di nuove autrici, attrici e “personagge” – per riprendere l’espressione necessaria ma dirompente introdotta in anni recenti dalla Società Italiana delle Letterate – tenta, tenacemente, di cambiare le regole del gioco, opponendosi ad una cinematografia “di uomini per uomini”.

Anche nelle religioni le donne sono lungamente rimaste in ombra, penalizzate da divieti e interpretazioni elaborate, in modo analogo, a opera di uomini e a uso di altri uomini. Ma in tutto il mondo le donne rivendicano nuovi spazi: fenomeno trasversale, deflagrante, cruciale per comprendere i movimenti e le tensioni dialettiche, a volte drammatiche, esistenti all’interno di ogni gruppo religioso.

Il convegno Oltre le scollature offre dunque la cornice per tornare su un tema da anni caro a Religion Today, che all’immagine, alla rappresentazione e al ruolo delle donne dedica ogni anno almeno una sezione. L’intervento è in programma per venerdì 17 marzo nella sessione pomeridiana del convegno che inizierà alle ore 14.00. L’iscrizione al convegno è gratuita: è sufficiente compilare questo breve form.


Il prezzo di una vita? Secondo Miller vale 1.100 dollari

Dopo il folgorante L’uomo dal fiore in bocca, Gabriele Lavia passa il testimone alla Compagnia Umberto Orsini, che porterà in scena al Teatro Sociale di Trento da giovedì 9 a domenica 12 una rara piéce di Arthur Miller, Il prezzo, che vede la regia di Massimo Popolizio.

Una commedia a quattro voci, a tratti divertente e caustica, a tratti drammatica; una storia dove tutto ha un prezzo: non solamente i beni materiali, ma anche – e soprattutto – le scelte, i ricordi, gli errori, così come le vittorie e le sconfitte.

«Ho accolto con grande entusiasmo la responsabilità di dirigere questa commedia – scrive Massimo Popolizio nelle note di regia – che è stata scritta nel 1968 e che in Italia è praticamente inedita. È un’opera a mio avviso molto importante [..] perché riprende argomenti cari a Miller e ad altri autori americani della seconda metà del Novecento, che hanno focalizzato sul tema della famiglia e del disagio legato a mutamenti storico-economici il loro interesse più appassionato».

Il prezzo è infatti una commedia costruita per quattro caratteri che spiccano per consistenza e spessore, quattro tipi-ideali emblematici di una società che non è solo americana, ma nella quale oggi più che mai ognuno di noi può riconoscersi e interrogarsi.

A distanza di sedici anni dalla morte del padre, un uomo che ha vissuto sulla propria pelle le drammatiche conseguenze della crisi del ’29, i due figli Victor e Walter si ritrovano per sgomberare in fretta e furia l’appartamento di proprietà paterna prima che l’edificio intero venga demolito. Dall’arpa al tavolo di legno massiccio, dalla poltrona tappezzata fino al più piccolo suppellettile: tutto ciò che il padre ha accumulato nel corso della sua vita dev’essere venduto, e in tempi rapidi. Sarà proprio la trattativa sul prezzo al quale liquidare i beni paterni la spinosa questione attorno alla quale graviterà l’intera vicenda, che farà inevitabilmente riaffiorare i vecchi rancori familiari.

Victor – rappresentato dal regista stesso Massimo Popolizio –  si tormenta nel rimpianto di non aver seguito i suoi sogni per codardia. Costretto ad abbandonare gli studi universitari nei quali brillava per arruolarsi in polizia ed assistere così il padre, un facoltoso uomo d’affari caduto in rovina dopo la crisi del ’29, egli è l’archetipo dell’uomo umile e di poche pretese e per questo preda della moglie dispotica Esther (Alvia Reale).

La vigliaccheria e la mediocrità di Victor non fanno che rendere ancora più mordace l’arrivismo e il desiderio di ascesa sociale ed economica del fratello Walter (Elia Schilton) il quale invece dopo il 29’ non si fece tanti scrupoli di fronte alla rovina del padre e, indifferente al giogo della responsabilità, se ne andò di casa per intraprendere la carriera di chirurgo. A distanza di molti anni, Walter sa di essere parzialmente in debito con il fratello ma si rifiuta di giocare la parte del capro espiatorio: per questo si offrirà di liberarlo dalle ristrettezze economiche solamente a patto di un suo cedimento morale.

A godere di questo massacro fraterno, tra beghe familiari, rancori, e menzogne sarà il vecchio antiquario Solomon, interpretato da un sorprendente Umberto Orsini, che si farà beffa dei due riuscendo ad acquistare tutto il mobilio ad un prezzo stracciato, perché tanto “coi mobili usati non si può essere sentimentali”. In questo senso è emblematica la scelta di chiudere la rappresentazione con un suo balletto finale a celebrazione dell’ultimo colpo grosso della sua vita. E mentre l’anziano Solomon si lascerà trasportare dalla nostalgica melodia del grammofono, fuori continueranno a ruggire i boati di un progresso che inesorabile, demolisce per poi ricostruire il nuovo.

Sono personaggi tragicamente soli quelli che si muovono in una scenografia domestica ridotta all’essenziale dove, tra la canasta di mobili in un equilibrio precario, spicca la poltrona del grande assente – il padre – motore immobile di tutto il dramma. Sono fratelli il cui legame di sangue si svuota del suo significato in una vita vacua e accecata dal luccichio del denaro, dove non c’è spazio nemmeno per l’affetto parentale.

Lo spettacolo, in calendario per la rassegna Grande Prosa del Centro Servizi Culturali Santa Chiara andrà in scena al Teatro Sociale nei giorni giovedì marzo, venerdì 10 e sabato 11 alle ore 20.30. La domenica invece, la recita è fissata in orario pomeridiano, alle 16.00.

 Come di consueto, la rappresentazione de L’avaro sarà accompagnata nel pomeriggio di venerdì 10 marzo alle ore 17.30 presso lo Spazio Ridotto del Teatro Sociale, dal «Foyer della prosa», incontro di approfondimento critico che il Centro Servizi Culturali S. Chiara propone in collaborazione con il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento. Alla discussione saranno presenti anche gli interpreti.

a cura di Arianna Conci


Mercoledì 8 marzo free entry for woman, nelle tre sedi del Mart, a Rovereto e a Trento

Musei gratis per la Festa della donna: le aperture e gli appuntamenti

Anche quest’anno, in occasione della Giornata internazionale della Donna, il Mart aderisce all’iniziativa promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, aprendo gratuitamente alle donne di tutte le età le porte delle sue sedi a Rovereto e a Trento.

Le visitatrici del Mart potranno cogliere l’occasione per conoscere l’antologica dedicata al contemporaneo Eliseo Mattiacci, che chiuderà tra pochi giorni o l’appena inaugurata mostra Mario Sironi nella Collezione Allaria composta da cento opere che dichiarano il rapporto d’amicizia fra l’artista e il collezionista.

In alternativa, si potranno scoprire i riallestimenti delle Collezioni permanenti, che proprio in queste settimane sono state rinnovate.

Alla Casa d’Arte Futurista Depero, dove è ancora in corso la mostra Performance. Corpo privato e corpo sociale, sarà possibile ammirare – eccezionalmente per pochi mesi – l’allestimento della celebre scenografia ideata da Depero per Le chant du Rossignol, il balletto ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen, musicata da Igor Strawinskij.

Alla Galleria Civica di Trento è invece in corso la mostra Almanacco 70, un progetto espositivo e di ricerca che indaga le connessioni tra architettura e arte astratta a Trento negli anni Settanta, archetipici di un clima culturale e sociale fortemente innovativo.

Attraverso una selezione di materiali d’archivio e una serie di scatti realizzati dal portoghese Fernando Guerra, uno dei fotografi di architettura più apprezzati a livello internazionale, la mostra ripercorre la storia di alcuni degli edifici più rilevanti progettati dagli architetti Marcello Armani, Luciano Perini e Gian Leo Salvotti, proponendo un inedito confronto visivo con le opere di numerosi artisti.


Debutto all’Auditorium Melotti di Rovereto per l’innovativa rappresentazione prodotta dall’Associazione Elementare Teatro

«sFortunato Depero» come non l’avete mai visto

sFortunato Depero” racconta in forma drammaturgica il percorso artistico e la vita movimentata di uno dei più emblematici artisti trentini del ’900, offrendo al pubblico la possibilità di conoscerlo sotto una luce nuova, accattivante e dal taglio decisamente popolare.

Accusato amichevolmente dallo stesso Boccioni di “osare troppo”, non si può di certo negare che Fortunato Depero sia stato un personaggio poliedrico, dinamico e sfacciatamente coraggioso nello sfidare le convenzioni attraverso un processo creativo in grado di spaziare dal teatro alla pubblicità, dal design all’artigianato.

Indagando non solo la figura dell’artista bensì quello che oggi sanno di lui i più giovani – una scelta che permette alla piéce di assumere un vero e proprio taglio generazionale – la compagnia Elementare Teatro si propone di dare voce e forma a due importanti elementi che hanno segnato radicalmente la vita di Fortunato Depero: il rischio e il coraggio.

La storia di Depero è infatti quella di un uomo capace di rispondere al fallimento – sia creativo che economico – inventando e reinventandosi, traendo forza ed energia creativa dalla sua caduta: un memorandum quanto mai attuale in un mondo come quello contemporaneo, dove sarebbe forse utile imparare a convivere, e non solamente sopravvivere nella precarietà e nell’incertezza.

L’obiettivo e l’innovazione di questo progetto è narrare la vita di un artista poliedrico utilizzando “a tutto tondo” e in maniera innovativa i tradizionali strumenti teatrali, dalla luce alla parola, dalla musica fino alla gestualità degli attori stessi.

L’energia vitale e genuina che permea il palcoscenico per tutta la durata della rappresentazione non è poi così distante dallo stesso entusiasmo riposto da Depero nella sua testarda ricerca di una nuova estetica in grado di coinvolgere e valorizzare ogni aspetto dell’esistenza.

Così facendo, la biografia dell’artista trentino sembra prendere essa stessa corpo sul palcoscenico e superare l’ordine cronologico degli eventi per soffermarsi invece sulla dimensione più intima e creativa di Depero, per indagare quali siano le sensazioni – spesso contrastanti e controverse – che prova un artista nel momento stesso della creazione, quali le sue delusioni nell’atto di presentare la propria opera e non essere compreso, quali le diverse modalità di reazione che spingono un artista a continuare il proprio percorso.

Al centro della rappresentazione drammaturgica non solamente la partecipazione di Depero alle due guerre mondiali e il periodo drammatico del ventennio fascista, ma soprattutto la sua musa ispiratrice – nonché moglie e instancabile collaboratrice – Rosetta Amadori, che lo sostenne nel suo lavoro fino alla morte.

Una “montagna” come la definirà Depero stesso, che non lo abbandonerà mai e a cui tenderà sempre la mano, dalla realizzazione dei costumi per il balletto “Le chant di rossignol” di Igor Strawinskij alla “I Mostra Internazionale d’Arte Decorativa” di Monza”, dai primi arazzi futuristi fino ai visionari anni della pubblicità.

Spesso rimasta in disparte all’ombra del marito, in questa rappresentazione teatrale la figura femminile di Rosetta assume invece particolare spessore grazie al minuzioso lavoro di documentazione della regista Carolina De La Calle, che ha “spulciato” tra le oltre 1.000 lettere scambiate tra Depero e la moglie dal 1914 al 1955, così come la corrispondenza che Rosetta manteneva con artisti di forte rilievo come Marinetti o altri.

Attraverso questa narrazione s’avvince come questa figura femminile, nascosta a Serrada o Rovereto, fosse l’artefice e la produttrice ad esempio dei famosi Arazzi, i suoi sacrifici economici per mantenere Depero ora a Roma, ora a Milano, ora a Torino, ora a New York nel ’29, cucinando ravioli per attirare i newyorkesi alle esposizioni.

Al debutto nazionale il giorno 9 Febbraio presso l’Auditorium Melotti a Rovereto, seguiranno le varie recite in tutta la Provincia di Trento:

  • 11 Febbraio ore 20.30 presso il Teatro Oratorio Mons. Caproni di Levico
  • 18 Febbraio ore 20.30 presso la Sala Polivalente Polo Culturale di Vermiglio
  • 21 Febbraio ore 20.30 presso la Sala dei Mille di Riva del Garda
  • 23 Febbraio ore 20.30 presso il Teatro Cinema Paradiso di Folgaria
  • 24 Febbraio ore 20.30 presso il Teatro Comunale di Tione
  • 25 Febbraio ore 20.30 presso Tabià della Gemma di Mezzano
  • 26 Febbraio ore 20.30 presso il Teatro Palanaunia di Fondo

Dal 12 febbraio riprendono le domeniche al castello per scoprire la mostra dedicata ad Alberti

«ComodaMENTEinMUSEO»: Aperitivi d ‘arte al Buonconsiglio

Riprenderanno domenica 12 febbraio alle ore 11 gli incontri di  «ComodaMENTEinMUSEO», l’ormai consueta e apprezzata iniziativa che coniuga l’arte con la musica classica e un buon aperitivo il tutto nella magnifica cornice del Castello del Buonconsiglio di Trento. 

Come in passato la formula prevede la presentazione da parte di uno storico di alcuni significativi oggetti d’arte esposti nella mostra “Chiesa, Impero e turcherie. Giuseppe Alberti pittore e architetto nel Trentino barocco”, l’intervento musicale degli allievi del Conservatorio Bonporti e infine un aperitivo con spumante Rotari preparato dalla Cooperativa Samuele da degustare presso la caffetteria al “Barone al Castello”.

Si inizierà domenica 12 febbraio, con la storica dell’arte e conservatrice museale Luciana Giacomelli che parlerà degli “Artefici fatti venire da paesi lontani. Cornelis van der Beck”, una figura originale e affascinante, e oggi poco nota, quella dello scultore fiammingo Cornelis van der Beck, autore a Trento di pregevoli sculture in alabastro, nelle quali la raffinatezza esecutiva e l’estro barocco si coniugano con il realismo, talvolta patetico e caricaturale, della tradizione e della sensibilità dell’arte delle Fiandre. L’incontro sarà accompagnato dalla musica di Haydn e Devienne con Federica Andretti al flauto, Valeria Ottaviani al violino e Amanda Vieitez  al violoncello.

Domenica 19 febbraio la direttrice del museo Laura dal Prà, curatrice della rassegna assieme ad Elvio Mich e Luciana Giacomelli, affronterà il tema delle turcherie “Le Camere di maiolica”. Gli ambienti più intimi dell’appartamento del principe vescovo un tempo rivelavano una delicata e pregevole pavimentazione di piastrelle in maiolica, studiate per la prima volta in questa occasione, varietà di forme e decori, esotiche turcherie, giochi di putti rievocano colori e raffinatezze delle più ricche dimore barocche. Vanessa Bernardi, Alessandro Jachemet e Veronica Bresadola suoneranno alla  chitarra musiche di L. De Call. 

Venerdì 24 febbraio appuntamento speciale “L’arte illuminata” per “M’illumino di meno” alle ore 19. In occasione della consueta iniziativa lanciata da Rai2-Caterpillar una speciale visita guidata, con stuzzicante aperitivo, a lume di …pila  per esplorare le opere della mostra “Chiesa Impero e turcherie” cogliendo dettagli e aspetti nascosti.

Domenica 5 marzo 2017 sempre alle ore 11.00 Elvio Mich interverrà sul tema  “Giuseppe Alberti, pittore barocco tra Venezia e Roma” attraverso alcune significative opere è possibile ripercorrere l’arte di Giuseppe Alberti, tra fascinazioni esercitate dalla tradizione pittorica veneziana e nuove sollecitazioni dall’ambiente barocco romano. Suonerà Irene Piazza alla viola musiche di Bach.

L’ultimo incontro sarà domenica 12 marzo alle ore 11.00 con Giuseppe Sava che parlerà di “Trionfi barocchi”. Nella sontuosa decorazione della Giunta albertiana si manifesta il proficuo sodalizio tra il committente, il principe vescovo Francesco Alberti Poia, e Giuseppe Alberti, il suo artista di fiducia: in un tripudio di ornati barocchi in stucco sono incastonate immagini e figure che esaltano i trionfi delle Virtù sul male, della Cristianità sul nemico turco. Interverranno Emanuele Grossi e Giovanni Lenardon alla chitarra con musiche di E. Pujol, M. Giuliani e A. Tasman.  

Ingresso 5 euro a persona, comprensivo di aperitivo, tranne l’iniziativa M’Illumino di meno che sarà 8 euro con apericena compreso. Per informazioni e prenotazioni, si consiglia di chiamare lo 0461 492811.


Il documentario sulle 12 irresistibili ottantenni di Daone è ormai il fenomeno del momento

Al cinema con Trentino Film Commission: si parte con le «Funne»

È il fenomeno del momento: per chi se lo fosse perso c’è un’ulteriore possibilità, stiamo parlando delle “Funne. Le ragazze che sognavano il mare”, il documentario di Katia Bernardi sulle 12 irresistibili e scoppiettanti ottantenni di Daone, che ha divertito e commosso tutta Italia.

Le Funne – le “donne” in dialetto – sono dodici ottantenni del piccolo paese di Valdaone che, per poter vedere il mare per la prima volta nella loro vita, sfidano i pregiudizi, gli acciacchi dell’età, le paure e la crisi economica. Una comunità di sole donne  disposte a tutto per raggiungere il proprio sogno, anche a posare per un calendario pop e a sfidare il mondo sconosciuto della rete: l’Internèt.

Sarà il primo appuntamento per la rassegna “Al cinema con Trentino Film Commission”, una selezione di film e documentari girati sul nostro territorio per vivere il Trentino sul grande schermo. L’appuntamento è in contemporanea in otto sale trentine il 1° febbraio alle 21 e il giorno successivo, il 2 febbraio, a Coredo – Predaia. La rassegna è organizzata in collaborazione con il coordinamento teatrale Trentino, il biglietto di ingresso è di 4 euro.

La rassegna “Al cinema con Trentino Film Commission” ha l’obiettivo di far conoscere alcune delle produzioni in cui il territorio Trentino è protagonista. Sono 10 i titoli scelti, fra film, documentari e cortometraggi, in particolare: “Funne. Le ragazze che sognavano il mare”, “La prima neve”, “La sedia della felicità”, “La felicità è un sistema complesso”, “Il turno di notte lo fanno le stelle”, “Il colore dell’erba”, “Loro chi?”, “L’avamposto”, “Depero. Rovereto, New York e altre storie” e “In fondo al bosco”.

Le 9 sale coinvolte sono: Baselga di Piné – Centro Congressi Sala Piné Mille; Borgo Valsugana – Teatro del Centro Scolastico; Mezzolombardo – Teatro San Pietro; Riva del Garda – Sala della Comunità; Rovereto – Teatro Rosmini; Tesero – Teatro Cinema Comunale; Tione di Trento – Teatro Comunale; Trento – Cinema Astra; Predaia – Coredo – Cinema Teatro Dolomiti.

Per l’apertura della rassegna saranno protagoniste le “Funne“, appuntamento in 9 sale della provincia di Trento ad ore 21: al Centro Congressi Sala Piné Mille di Baselga di Piné, al Teatro del Centro Scolastico di Borgo, al Teatro San Pietro di Mezzolombardo, alla Sala della Comunità di Riva del Garda, al Teatro Rosmini di Rovereto, al Teatro Cinema Comunale di Tesero, al Teatro Comunale di Tione di Trento e al Cinema Astra di Trento. Sarà inoltre possibile assistere al documentario anche giovedì 2 febbraio al Cinema Teatro Dolomiti di Coredo – Predaia.


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