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Italia ed estero

Salvini corregge la Gruber sui numeri degli immigrati: “Voi lavorate coi dati 2015, io 2018”

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Da Lilli Gruber ieri sera si parlava con Matteo Salvini di immigrati, numeri di sbarchi, richiedenti asilo e rifugiati e qualcosa non torna.

I numeri proposti da Otto e mezzo e dalla scheda di Paolo Pagliaro sono differenti da quelli del Viminale.

Franco Bechis, su Twitter, lo nota e il suo commento è molto duro. Anche a Salvini non sfugge il curioso sfasamento.

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D’altronde, il titolare del Ministero degli Interni è lui e i dati ufficiali in suo possesso sono sicuramente più freschi e attendibili. E infatti, con garbo, le fa notare il “dettaglio”: “Voi lavorate con i numeri del 2015, io con quelli del 2018”.

Questo il video della puntata, il passaggio è intorno a 8:40.

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Italia ed estero

Papa Francesco: Stop alle famiglie arcobaleno

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«La famiglia, immagine di Dio, è una sola, quella fra uomo e donna.»

Papa Francesco ribadisce così la posizione del Vaticano nel dibattito che in Italia si era acceso dopo le parole del Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, che aveva negato l’esistenza di quelle arcobaleno, scatenando le polemiche del mondo Lgbti.

Non usa mezzi termini Papa Francesco mentre parla ai delegati del Forum delle Famiglie ricevuti oggi in Vaticano.

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E tocca i temi caldi del di battito politico e ecclesiastico: le famiglie omosessuali e l’aborto.”Può darsi – ha detto Francesco – che non siano credenti ma se si amano e uniscono in matrimonio sono a immagine e somiglianza di Dio. Per questo il matrimonio è un sacramento grande“. Parlando a braccio, il Pontefice ha anche lodato la santità delle donne che “nel silenzio” hanno sopportato i tradimenti dei martiti e aspettato “che tornasse alla fedeltà”.

E dopo aver parlato dei segreti delle coppie felici, da quelle di lungo matrimonio (“essere innamorati tutta la vita”) a quelli all’inizio del cammino coniugale (“non andate mai a letto senza fare la pace”), il Papa si è concentrato in due brevi passaggi anche sull’aborto. “Ho sentito dire che è di moda – ha detto – o almeno è abituale che quando nei primi mesi di gravidanza si fanno gli studi per vedere se il bambino non sta bene o viene con qualcosa, la prima offerta è: ‘lo mandiamo vià. L’omicidio dei bambini: per risolvere la vita tranquilla si fa fuori un innocente”.

Poi, dopo aver ricordato la rupe di Sparta da cui venivano gettati i bambini per “salvagardarne la purezza”, il Papa ha messo in guardia i fedeli dal non cadere nel peccato “nazista” dell’aborto: “Il secolo scorso – ha scandito – tutto il mondo si è scandalizzato per quello che facevano i nazisti. Oggi facciamo lo stesso ma con i guanti bianchi“.

“Oggi fa dolore dirlo: si parla di famiglie diversificate, di diversi tipi di famiglia”, ha detto Bergoglio parlando ai delegati del Forum delle Famiglie, ricevuti in Vaticano per i 25 anni della loro sigla. “Sì, è vero che la parola famiglia è analoga” e ci sono “la famiglia delle stelle, la famiglia degli alberi, la famiglia degli animali, ma la famiglia, immagine di Dio, uomo e donna, è una sola“.

Il Pontefice ha poi ricordato che “uomo e donna, se si amano e si uniscono in matrimonio sono immagine e somiglianza di Dio anche se non sono credenti.

Papa Francesco ha anche parlato della questione dell’aborto dei bambini malati, richiamando i crimini nazisti“E’ di moda, abituale, quando in gravidanza” si vede che “forse il bambino non sta bene o viene con qualche cosa: la prima offerta è ‘lo mandiamo via?’ L’omicidio dei bambini. Per risolvere una vita tranquilla si fa fuori un innocente”, ha detto il Pontefice. “Il secolo scorso tutto il mondo era scandalizzato per quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza. Oggi facciamo lo stesso ma con i guanti bianchi”

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Italia ed estero

Fisco: in Italia 3 Yacht su 4 sono intestati a nullatenenti

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Crescono a dismisura i poveri possidenti, +5,9% nel 2017, che vivono spendendo migliaia di euro per beni di lusso e non dichiarano al fisco quello che guadagnano effettivamente. Il 75% degli yachts oltre i 20 metri posseduti dagli italiani sono intestati a società di comodo o a nullatenenti, prestanome di facoltosi imprenditori, per evadere le tasse in Italia”. Questo è quanto emerge da nuova inchiesta condotta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche effettuata da Antonella Di Benedetto di KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, presentata oggi a Capri nella giornata di apertura di Fisco Tour 2018.

I proprietari dei più begli yacht che circolano in Italia sono di fatto poveracci, che presentano dichiarazioni dei redditi irrisorie, presumibilmente prestanome di facoltosi imprenditori e professionisti che in questo modo eludono il fisco o, peggio ancora, riciclano denaro sporco.

Dai primi dati forniti da Lo Sportello del Contribuente, anche nell’ultima dichiarazione dei redditi, oltre la metà degli italiani ha dichiarato meno di 15.000 euro annui e circa due terzi meno di 20.000 euro; di contro, solo lo 0,19% più di 200mila euro e solo 35 mila persone ha dichiarato un reddito di oltre 300 euro all’anno.

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I “ricchi nullatenenti e i poveri possidenti” anche quest’anno hanno destineranno buona parte della loro spesa nella locazione di ville esclusive o per i cosiddetti “passion investiments” come auto di grossa cilindrata, yachts, gioielli e oggetti d’arte, anche a seguito del minor contrasto all’evasione fiscale messo in campo nell’ultimo anno da parte dell’amministrazione finanziaria.

“La lotta alla grande evasione fiscale deve essere la priorità del nuovo Governo – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Devono tornare in campo gli 007 del Fisco per scoprire chi sono i veri evasori fiscali che puntualmente, ogni anno, sbeffeggiano il fisco italiano”.

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Italia ed estero

Salvini contro le ONG: «Niente porti italiani per Lifeline e Seefuchs»

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Nuovo blocco da parte del ministro dell’interno italiano Matteo Salvini alle ONG.

Le due navi Lifeline e Seefuchs che battono bandiera olandese e tedesca che sono pronte ad imbarcare nuovi migranti sulle coste della Libia non attaccheranno a nessun porto italiano.

Questo il messaggio di Salvini postato su Facebook: «Mentre la nave della Ong Aquarius naviga verso la Spagna, altre due navi di Ong con bandiera dell’Olanda sono arrivate al largo delle coste della Libia, in attesa del loro carico di esseri umani abbandonati dagli scafisti. Sappiano questi signori che l’Italia non vuole più essere complice del business dell’immigrazione clandestina, e quindi dovranno cercarsi altri porti dove dirigersi». Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ribadisce così su Facebook, stamattina, il proprio no all’attracco di navi cariche di migranti nei porti italiani. Al largo della Libia, dopo la Aquarius, si trovano ora le navi Lifeline e Seefuchs. «Da ministro e da papà – aggiunge Salvini – possono attaccarmi e minacciarmi quanto vogliono, ma io non mollo e lo faccio per il bene di tutti».

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All’ennesimo «no» del ministro dell’Interno replica con un tweet lapidario la ong tedesca Mission Lifeline: «Quando i fascisti ci fanno pubblicità».

Frase a cui il vicepremier ribatte pochi instanti dopo («Questi non toccheranno mai più terra in Italia»), provocando il dietrofront dalla Lifeline: «No, @matteosalvini non è naturalmente un fascista. Ci è scivolato il mouse». 

La Lifeline è intervenuta nel Mediterraneo centrale in soccorso di un gommone con 118 persone, tra cui 14 donne, 4 bambini e un neonato. «A tutti sono stati forniti giubbotti salvagente», ha sottolineato la ong tedesca. «Siamo preoccupati che queste persone venga riportate indietro in Libia dopo il loro salvataggio sulla Viking Amber», ha detto Alex Steier in una dichiarazione inviata via mail alla Dpa.

Come il ministro Salvini la pensa anche il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che nei giorni scorsi aveva accusato: «su Ong come Medici senza frontiere e Save the Children davvero c’è poco da dire. Discorso diverso per altre, come la maltese Moas o come le tedesche che sono la maggior parte che, siamo certi, abbiano contatti diretti con gli scafisti libici».

«Per riuscire al meglio nel proprio business i trafficanti hanno cambiato modalità d’azione – ha aggiunto il capo della procura -. Prima le navi madre viaggiavano fino al limite con le acque italiane. Poi, con l’aumento delle partenze e il miglioramento dei controlli, hanno scelto di accompagnare i migranti all’interno delle acque internazionali, indicando ai natanti su cui viaggiavano i migranti la rotta da seguire. Infine, per ottenere assoluta impunità, hanno optato per non entrare più nelle acque internazionali, spingendo i soccorritori ad arrivare al limite con le acque libiche».

Un’esca a cui avrebbero abboccato solo le Ong. «Lo spazio lasciato libero giustamente dalle navi militari, il cui avanzamento non sarebbe auspicabile, è stato occupato dalle organizzazioni private», ha aggiunto Zuccaro, sottolineando la diretta proporzionalità tra l’arretramento dei trafficanti e lo spostamento in avanti della linea d’azione delle Ong.

Il capo della procura ha anche ricordato come sulle navi delle Ong non ci siano ufficiali di polizia giudiziaria che possano documentare come avvengano i soccorsi, tema su cui già l’anno scorso si è acceso il dibattito con il netto rifiuto da parte delle organizzazioni umanitarie a trasformarsi in «uffici di polizia giudiziaria». 

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