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Rovereto e Vallagarina

Ugo Rossi: “Ho lasciato Facebook per gli insulti, lo riprenderò per la campagna elettorale”

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E’ iniziato venerdì, con 22 appuntamenti tutti dedicati alle scuole, il festival “Educa” a Rovereto. Le due parole sottotitolo del tema di quest’anno, “Responsabilità e spirito critico”, hanno assunto un particolare rilievo nell’appuntamento “incipit” del programma rivolto al pubblico con l’incontro tra Francesco Rutelli e Ugo Rossi.

Rutelli, già sindaco di Roma, ministro della Repubblica, impegnato in ambito culturale e ambientale e fresco autore del saggio “Contro gli immediati”, ha discusso sul tema con Ugo Rossi, presidente della Provincia autonoma di Trento.

I due politici hanno dialogato sulla metamorfosi attivata dalle nuove tecnologie nei confronti della partecipazione alla vita comune e sul rischio di trasformare l’impegno civile in uno sforzo lungo il tempo di un post.

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Tra i rilievi più interessanti della conversazione, la rivelazione del presidente Rossi riguardo le difficoltà di gestione dei social legate a un personaggio pubblico.

Rossi ha infatti detto di avere un profilo Facebook, che non aggiornava regolarmente, ma da un anno ha sospeso le pubblicazioni ammettendo di ricevere “solo denigrazioni e insulti”.

Il governatore della Provincia di Trento fu particolarmente esposto all’ira degli utenti dopo la decisione di abbattere l’orsa KJ2 che aveva aggredito due persone nei boschi trentini.

Rossi ha poi aggiunto che, probabilmente, per la campagna elettorale delle elezioni provinciali di ottobre dovrà riprendere a usare i social, tuttavia, d’accordo con Rutelli, ha sostenuto che bisogna imparare a usare questi strumenti e non si può non accettare la sfida.

Nell’ambito del programma del festival sono stati gli studenti a interrogarsi su come le tecnologie digitali stiano modificando le relazioni, il modo di interpretare la realtà, i processi di apprendimento, di memorizzazione e costruzione della conoscenza.

I numeri di quest’anno: 1200 alunni iscritti, 60 classi e tutti gli enti e le organizzazioni presenti che hanno visto le proprie proposte laboratoriali pienamente apprezzate. Social media, robotica, intelligenza artificiale, didattica 2.0 si mischieranno negli incontri dedicati alle scuole con i linguaggi e i mezzi più tradizionali come quelli dell’arte, della letteratura e dello spettacolo.

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Rovereto e Vallagarina

Giro d’Italia, Moser festeggerà 30 anni di record dell’ora a Rovereto

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I trent’anni del record dell’ora al coperto stabilito da Francesco Moser il 21 maggio 1988 al velodromo di Stoccarda saranno festeggiati, domani a Rovereto, all’arrivo della cronometro del Giro d’Italia che partirà da Trento. (altro…)

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Rovereto e Vallagarina

MTB, Passo Buole Xtreme: vince il campione del mondo Paulissen

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Audaces fortuna iuvat (La fortuna aiuta gli audaci), potrebbe essere il motto della Società Ciclistica Ala, un gruppo sportivo che lavora per la comunità e le cui competenze in materia si sprecano, premiato, per la seconda annata consecutiva dopo il ritorno in Trentino MTB, da una splendida giornata di sole che ha fatto felici tutti. E i risultati si vedono.

Appuntamento spettacolare ieri, in occasione della quarta edizione della Passo Buole Xtreme – I 40 Km del Soldà di Ala (TN), una sfida di 43 km e 1690 metri di dislivello alla scoperta dei luoghi storici della Grande Guerra, ove gli italiani resistettero strenuamente.

Le vittorie sono andate a due autentici fuoriclasse, l’ex campione del mondo marathon Roel Paulissen (2h00’37’’), spesso protagonista delle tappe del challenge Trentino MTB, e Maria Cristina Nisi (2h33’17’’), campionessa italiana marathon.

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Paulissen ha avuto la meglio sul proprio compagno di squadra, il livignasco Mattia Longa (2h01’30’’), attuando una perfetta strategia, mentre in terza posizione è giunto il combattivo Diego Cargnelutti (2h03’30’’). A chiudere alle spalle della toscana è stata invece la veronese Lorena Zocca (2h36’36’’), già vincitrice del circuito, mentre sul gradino più basso del podio si è piazzata Chiara Burato (2h45’24’’), primattrice della prima tappa in Val di Non, quest’oggi rallentata da una foratura, riuscendo ugualmente ad oltrepassare la finish line.

I 1.460 metri di Passo Buole fra il Gruppo del Carega e il“c Coni Zugna hiamano” la mountain bike, con il percorso della quarta edizione scattato dalle vie del centro storico di Ala verso l’antica Strada Romana che porta all’abitato di Marani, proseguendo in direzione del Santuario di San Valentino lungo la salita dei capitelli, imboccando la strada che porta a Passo Buole (Termopili d’Italia) e a Malga Val di Gatto.

Cima Perobia altra asperità da scalare, inserendosi verso località Rom dopo essersi cimentati con una veloce discesa, facendo ritorno in pieno centro storico con lo spettacolare arrivo in Piazza San Giovanni, e gli atleti accolti uno ad uno da un caloroso applauso. Per i bikers anche un “ripasso di storia” ricordando quando, nel 1916, i “nostri” riuscirono a respingere l’offensiva degli austriaci e ad impedire che sfondassero verso le valli venete.

La contesa è stata veloce ed avvincente, con i due trionfatori a partire ed arrivare in solitaria, Paulissen aiutato da un’ottima strategia di gara, “ideata” in albergo assieme al compagno di squadra Mattia Longa vedendo poi chi, sulla salita di Passo Buole, fosse nelle migliori condizioni. In terza posizione vi era invece il trentino Andrea Zamboni, rimontato poi da uno strepitoso Cargnelutti e da Gabriele Depaul, con Paulissen e Longa separati da oltre 40” al guado delle Acque nere, mai decisi a mettersi i bastoni fra le ruote. La favorita assoluta della vigilia era invece Maria Cristina Nisi, e si è confermata tale, ottima però la prova di Lorena Zocca, davanti a Chiara Burato in classifica in una battaglia tra atlete scaligere.

La Zocca è finita però dietro all’atleta di San Bonifacio nella cronoscalata, vinta dalla Nisi al femminile e da Paulissen al maschile, davanti a Longa e Zamboni.

Soddisfatto Paulissen: «Per rimanere ad alti livelli bisogna allenarsi costantemente, questi saranno i miei ultimi tre mesi ufficiali di gare. Oggi sulla salita mi sono sentito più forte di Mattia, ho avuto un unico problema dopo il GPM dove mi si è sgonfiata la gomma, ma sono riuscito a resistere senza doverla riparare». Maria Cristina Nisi è invece “abbonata” alla tappa alense: «Ero un po’ ansiosa per la discesa perché ultimamente ho avuto brutte esperienze. L’ho gestita bene andando forte in salita, complimenti all’organizzazione che lascia senza fiato e senza parole, secondo anno alla Passo Buole Xtreme e seconda vittoria».

E a proposito di organizzazione, ecco un bilancio finale da parte del responsabile del comitato Stefano Mellarini: «Settimane travagliate dal punto di vista meteo per la gestione del percorso, mentre oggi siamo stati premiati da una meravigliosa giornata di sole. Ho la fortuna di gestire un gruppo di ragazzi eccezionali, che mettono a disposizione il proprio tempo levandolo alla famiglia. Fa piacere ricevere i complimenti degli atleti, soprattutto se si tratta di bikers fenomenali come Roel Paulissen e Maria Cristina Nisi. Questa era ed è la gara delle donne, ma con la vittoria di Paulissen lo sarà anche per gli uomini il prossimo anno».

Dopo la seconda tappa, Mattia Longa e Chiara Burato detengono la maglia oro di Trentino MTB, con in testa nelle rispettive categorie Elia Andreollo (Junior), Mattia Longa (Open m.), Chiara Burato (Open f.), Marco Rosati (Elite Sport), Francesco Vaia (Master 1), Andrea Zamboni (Master 2), Mauro Giovanetti (Master 3), Stefan Ludwig (Master 4), Michele Di Geronimo (Master 5), Piergiorgio Dellagiacoma (Master 6), mentre Andrea Zamboni e Lorena Zocca si confermano leader nella classifica degli scalatori. Team Todesco show per quanto riguarda le società.

Trentino MTB è ora in attesa della prossima tappa, la 100 Km dei Forti del 10 giugno a Lavarone.

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Rovereto e Vallagarina

European Youth Cup a Rovereto, una grande nazionale e una manifestazione riuscitissima

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Nove medaglie complessive, due ori individuali, due nelle squadre miste e uno a squadre.

Il bottino delle nazionali azzurre giovanili all’European Youth Cup di Rovereto è più che lusinghiero.

Ed è altrettanto lusinghiero il contributo dato degli arcieri della K-Kosmos che hanno conquistato i due titoli individuali con Elisa Roner e Jesse Sut e sono stati protagonisti con lo stesso Sut e Antonio Brunello (per lui anche l’unico bronzo della delegazione nazionale) negli allori europei ottenuti dalle squadre miste, mentre la Roveretana è stata fondamentale per il successo del compound cadette.

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La tradizione e la scuola roveretana del tiro con l’arco proseguono nel migliore dei modi e le vittorie casalinghe dei propri ragazzi rendono orgoglioso il presidente della società Enrico Di Valerio: «E’ andata benissimo afferma alla grande. Le aspettative erano alte da parte di tutti e sono state rispettate. A livello sportivo la Kosmos si è dimostrata grandissima perché i tre atleti che fanno parte della nazionale hanno portato a casa tre medaglie due ori un bronzo individuali e anche alcune a squadre. Più di così non potevamo aspettarci: giocare in casa e vincere medaglie è una cosa sempre molto molto importante. Una festa per i ragazzi medagliati? Sicuramente qualcosa faremo per loro e pure per tutti i volontari che ci hanno dato una mano non indifferente. I volontari sono la parte fondamentale dell’organizzazione, senza di loro non andremo da nessuna parte quindi anche per loro prevederemo una serata dedicata. Sia chi ha partecipato alla Coppa Europa da atleta sia chi era inserito nell’organizzazione avrà il dovuto riconoscimento».

Agli apprezzamenti degli atleti si aggiungono anche quelli degli addetti ai lavori e dei rappresentanti della federazione.

In coro sono arrivati i complimenti agli organizzatori per una settimana senza intoppi e un campo di gara perfetto sotto ogni punto di vista.

Se la macchina organizzativa roveretana è già rodata e di successo lo si deve anche al lavoro dei volontari: lo staff in maglia gialla, attivo già qualche giorno prima dell’arrivo degli arcieri e composto da circa 100 persone, si è speso in ogni modo per rendere il più confortevole possibile l’esperienza dei giovani arcieri.

A rendere ancora migliore la permanenza delle delegazioni e di conseguenza la riuscita della manifestazione, gli studenti del Don Milani che hanno completato gli sforzi della K-Kosmos.

Il club roveretano ora può pensare ancora più in grande per il futuro: «Una grande soddisfazione – spiega il presidente del comitato organizzatore Cristian Sala – perché 34 nazioni del mondo con quasi 250 atleti si sono confrontati a rovereto in un grande momento agonistico ma anche in un clima di ritrovo, socializzazione, incontro. Tutti gli arcieri si sono ritrovati ieri nel party di chiusura dove si sono potuti conoscere in un contesto più rilassato e informale.

Accanto a questo abbiamo visto fantastici risultati dell’Italia ma soprattutto degli atleti roveretani che spero prendano stimolo da queste situazioni per migliorare ancora. Un pensiero che va rivolto anche i più giovani con l’obiettivo di togliersi un giorno la felpa gialla di volontari e indossare la casacca dell’Italia. A livello organizzativo tutto è andato benissimo, è stato impegnativo seguire le indicazioni stringenti della federazione europea di tiro con l’arco che però si è dimostrata sempre disponibile ad accogliere le nostre istanze. D’altra parte una società sportiva che ha gestito negli ultimi 15 anni tre grossissimi eventi a livello internazionale e è una garanzia. Tutto si basa sul volontariato ma lì si è sviluppata una tale professionalità che sicuramente ci lascia tranquilli anche nel pensare, e ne abbiamo parlato anche col presidente della Fitarco, a fare qualche altra scommessa e prenderci qualche altro impegno per portare il grande tiro con l’arco a Rovereto».

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