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Il punto da Roma

Autotrasporti. Lega: «Stop alla concorrenza sleale straniera»

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Il settore dell’autotrasporto merci risente negli ultimi anni di una scarsa competitività a livello europeo, dovuta soprattutto alla concorrenza sleale straniera, che assume le forme del trasporto in regime di cabotaggio (quando un trasportatore esegue trasporti in uno stato Ue diverso da quello in cui ha la sede fiscale) illegale e della delocalizzazione abusiva delle imprese.

Tutti fattori che hanno provocato una drammatica crisi, favorendo al contempo le imprese dei Paesi dell’Est Europa che hanno avuto un notevole aumento, con un miglioramento dei traffici merci di quasi il 200 per cento.

Una situazione che i parlamentari trentini della Lega hanno denunciato ieri in un’interrogazione diretta al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministro dell’Interno, con prima firmataria l’Onorevole Giulia Zanotelli (foto).

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Da notizie in possesso degli interroganti – si legge nell’interrogazione – nel territorio Trentino sembra che si verifichino spesso casi in cui furgoni telonati muniti di cuccetta, con targa nella maggior parte dei casi polacca, non sempre muniti di idonea documentazione, attendono mezzi pesanti provenienti dall’estero, scaricandone i bilici e smistando il materiale trasportato. Sembra che questi stessi furgoni, successivamente, fungano da corrieri senza averne i necessari requisiti e provocando quindi concorrenza sleale a danno delle ditte trentine”.

Sembra che alcune ditte italiane si avvalgano degli stessi comportamenti illeciti per abbattere i costi legati al servizio. In Italia, infatti, le condizioni fiscali e burocratiche sono scarsamente competitive e molte aziende, ritenendole svantaggiose, sono costrette a chiudere l’attività oppure a delocalizzarsi.

Delocalizzarsi conviene perché le possibilità date dal distacco transnazionale del personale (quando le imprese di uno stato Ue inviano i loro lavoratori in un altro stato) e dalle attività di trasporto in regime di cabotaggio permettono alle imprese di continuare a lavorare in un determinato Paese, ma alle condizioni fiscali e contributive più favorevoli dello stato nel quale hanno spostato la sede e immatricolato i veicoli.

Contro questa forma di concorrenza sleale, la Francia ha proposto una legge per tutelare l’autotrasporto nazionale, volta a rafforzare la responsabilità dei committenti e delle forze dell’ordine nell’ambito del subappalto, a ricondurre a livello nazionale gli introiti del lavoro effettuato dagli autotrasportatori sul territorio francese, nonché a recepire in pieno la normativa comunitaria relativa ai tempi di riposo settimanale degli autisti imponendo che tale riposo non possa svolgersi nella cabina del camion.

Di fronte a una situazione che sta mettendo in ginocchio il settore dell’autotrasporto merci italiano e anche provinciale, i deputati trentini della Lega chiedono al Ministro dei Trasporti e a quello dell’Interno di “intensificare i controlli lungo gli assi stradali del territorio trentino per accertare gli illeciti commessi dai mezzi muniti di targa straniera” e di farsi promotori di un provvedimento sul modello francesesentite le parti interessate, comprese le categorie maggiormente rappresentative del settore e gli amministratori locali delle aree coinvolte, che favorisca l’apertura dei mercati e sfavorisca al contempo il dumping sociale e la concorrenza sleale, anche attraverso un’armonizzazione della sfera fiscale e dei costi di esercizio che incidono sulle aziende di trasporti e un rafforzamento dei controlli su strada nei confronti dei veicoli stranieri”.

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Agricoltura. De Bertoldi (FdI) interviene all’assemblea Concast – Trentingrana

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In occasione dell’assemblea annuale del Concast – Trentingrana, il senatore trentino Andrea de Bertoldi è intervenuto portando il saluto del suo partito, Fratelli d’Italia, e del centrodestra autonomista agli associati. (altro…)

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Rapporto Istat 2018. Testor: «Servono politiche di conciliazione lavoro-famiglia»

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L’Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone. È quanto emerge dal Rapporto Istat 2018 presentato oggi, secondo il quale, per il nono anno consecutivo, si registra un consistente calo delle nascite e l’età media delle donne, alla nascita del primo figlio, si attesta intorno ai 31 anni“, sottolinea in una nota la senatrice trentina di Forza Italia e Procuradora del Comun general de Fascia, Elena Testor. (altro…)

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Decreto armi da fuoco. Lega: «Così si penalizzano cacciatori e imprese del settore»

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I deputati trentini della Lega hanno preso posizione contro le nuove norme in materia di armi da fuoco, che, a loro avviso “complicano pesantemente la detenzione di armi in modo legale”.

Il riferimento è al decreto legislativo approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’interno Marco Minniti, che è in attuazione della legge di delegazione europea 2016-2017. In esso si legge che “detta disposizioni necessarie all’attuazione e all’adeguamento della normativa nazionale alla nuova direttiva dell’Unione europea relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi da fuoco e delle loro componenti essenziali“.

Più nel dettaglio, il decreto legislativo introduce disposizioni in merito alle modalità con cui devono essere marcate su tutto il territorio dell’Unione le armi da fuoco e le loro parti essenziali; ridefinisce il sistema informatico di tracciabilità delle armi e delle munizioni, per consentire anche, attraverso l’istituzione di una piattaforma informatica, lo scambio di informazioni tra i Paesi membri; prevede forme di controllo e di monitoraggio più stringenti dei titoli di acquisizione e detenzione delle armi; armonizza la durata delle autorizzazioni in materia di armi; rimodula le categorie delle armi da fuoco, modificando i criteri di acquisizione e detenzione delle stesse.

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Inoltre viene ridotta da sei a cinque anni la durata delle licenze di tiro a volo e di caccia di nuova emissione, nonché di quelle rinnovate successivamente alla data di entrata in vigore del decreto e si modifica la normativa relativa al controllo della sussistenza e permanenza dei requisiti soggettivi sui detentori di armi.

Con tale decreto si complica pesantemente la detenzione di armi in modo legale e in esso il Governo non si sarebbe solamente limitato al recepimento di quanto dovuto, ma ha anche previsto misure gravemente penalizzanti per l’intero comparto colpendo cacciatori, associazioni sportive e imprese”, sostengono gli Onorevoli Maurizio Fugatti, Diego Binelli, Vanessa Cattoi, Stefania Segnana e giulia Zanotelli in una nota.

I deputati trentini promettono di “intervenire in sede legislativa per limitare i danni causati da un simile provvedimento provando a organizzare un tavolo con le associazioni dei cacciatori e il mondo delle imprese legate al settore delle armi, al fine di adottare un piano strategico per la difesa e la tutela del settore che negli ultimi anni ha pagato scelte ideologiche che lo hanno messo in pesante difficoltà”.

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