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Valsugana e Primiero

Don «Torta» Guido Avi oggi ha festeggiato i 100 anni.

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Alle 16.00 di oggi la comunità di Madrano si è riunita per festeggiare i 100 anni di Don Guido Avi, conosciuto come «Don Torta».

Nella palestra della scuola alla presenza di una numerosissima folla e del sindaco di Pergine Oss Emer, don Guido ha concelebrato con il parroco di Madrano la messa, dove alla fine, ha voluto raccontare le sue epiche gesta che hanno aiutato migliaia di persone subito dopo la guerra, con al centro i suoi oltre 20 anni passati nella parrocchia di Cristo Re. (1947 – 1968)

Don Guido Avi è stato il primo parroco del rione di Cristo Re, e a lui si deve la costruzione della chiesa e il consolidarsi di una comunità uscita dalla seconda guerra mondiale frastornata, povera e affamata.

La sua arguzia, l’intraprendenza e la tenacia l’hanno portato a non essere mai stato dimenticato da chi, il rione l’ha costruito, vissuto e amato. Per raccontare la sua storia, quella della chiesa di Cristo Re e del rione, hanno scritto anche un libro, ma per mettere per iscritto le peripezie e tutto quanto fatto per quel rione da Don Guido Avi credo non basterebbe in’intera enciclopedia.

Fra don Guido Avi e la comunità di Cristo Re era stato subito amore a prima vista, fin da quando il 6 gennaio 1948, all’età di 30 anni da Rovereto arrivò con la sua bicicletta e tanto entusiasmo.

Fu soprannominato don Torta quando per recuperare dei soldi per terminare i lavori della chiesa di Cristo re al parroco venne l’idea, destinata ad entrare nella storia, e non solo del rione. «Un giorno dissi ai parrocchiani – racconta Don Guido – siamo tutti poveri, ma abbiamo un cuore, cos’è una torta, un pugno d’amore, tutti possiamo dare un pugno d’amore… datemi una torta e vi farò una chiesa»

E cominciarono ad arrivare decine e decine di torte che venivano portate in Duomo o alle feste e vinte al «Vaso della Fortuna», mentre erano centinaia i giovani che si occupavano di vendere i biglietti della lotteria.

I primo anno grazie alle torte l’incasso fu di circa 3 milioni e mezzo di lire. Il secondo anno l’appello fu esteso a tutta Trento e il risultato fu sorprendente, l’incasso infatti fu raddoppiato. 

Ma siccome non c’è limite alla provvidenza il terzo anno Don Guido varcò anche i confini del capoluogo e chiamò a se tutta la provincia. «Arrivavano torte in continuazione e da tutta la provincia, ricordo che i pullman di linea trasportavano i pacchi con le torte fino alla stazione di Trento gratuitamente, e poi i facchini con i loro tricicli li portavano fino a Piazza Duomo dove venivano impacchettati elegantemente e messi sulle mensole del vaso della fortuna».

Si racconta che le torte fossero migliaia, e che si scommettesse anche sul numero raggiunto, e in denaro, che chi perdeva guarda caso dava in beneficenza. «La stampa, e questo va detto – ricorda don Guido – mi diede una grande mano e dette sempre voce ai miei pensieri e alle mie preoccupazioni».

Don Guido sarà poi ribattezzato «il parroco inviato dal Signore», nome totalmente meritato per la sua intraprendenza, tenacia, bontà e spirito di sacrificio per il prossimo.

Un esempio di altri tempi, ormai quasi sconosciuto ai più, ma che ha contribuito alla costruzione della nostra città di Trento. 

Qui è possibile leggere la lunga e commovente intervista rilasciata da don Guido Avi al nostro editore Roberto Conci il 16 maggio 2015. 

Valsugana e Primiero

Apt Valsugana, Denis Pasqualin nuovo presidente

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Si è svolta in data odierna la prima seduta del nuovo Consiglio di Amministrazione dell’Azienda per il Turismo Valsugana Soc. Coop. avente come ordine del giorno due unici punti: l’elezione del Presidente e del Vicepresidente dell’azienda. (altro…)

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Presentato il «Palio de la Brenta 2018»

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E’ stata presentata alla stampa l’edizione 2018 del “ Palio de la Brenta “, manifestazione a carattere storico, in programma per fine agosto a Borgo Valsugana.

All’incontro erano presenti il direttore artistico della manifestazione, Matteo Chincarini, artista 30 enne, residente a Milano, ma di origini borghesane, che fin da bambino coltivava la passione per il Palio e il presidente dell’associazione “ Palio de la Brenta “ Giacomo Nicoletti, che per l’occasione ha presentato anche l’inedito spot pubblicitario dell’evento, postato in rete, per la regia di Stefano Bellumat.

Lo spettacolo, unico nel suo genere, si svolge ogni anno nel mese di agosto, oramai dal lontano 1985 e prende spunto da avvenimenti cruenti fra popolani e nobili, accaduti a Borgo tra il 1500 e il 1600, quando nella piccola cittadina valsuganotta, vigeva ancora il feudalesimo, che vedeva la parte ricca nobile del paese, insediata sulla sinistra del fiume Brenta, in prossimità e alle pendici del monte Ciolino, dove sorge Castel Telvana, scontrarsi con la parte contadina e più povera, stanziata nella parte agricola del paese sulla destra del fiume.

Come in una sorta di macchina del tempo, due antiche contrade del paese si sfideranno: quella nobile e ricca denominata ” farinota“ , da farina, la parte più pregiata del grano, che si usa per fare la polenta, ad uso e consumo dei ricchi, insediati in case signorili sul corso Ausugum e la contrada “ Semolota “ , da semola, lo scarto del grano, di cui si nutrivano i contadini, nonché metafora della loro condizione di poveri ed esclusi della società.

Arcaiche “ beghe “ di paese, diventano motivo e occasione di giochi e gare per la conquista del “ Palio de la Brenta “, tra musiche, danze e banchetti, con sfilate e rappresentazioni in costumi tradizionali dell’epoca.

La manifestazione prenderà il via, giovedì 30 agosto, che tra particolari coreografie, colpi di scena e ospiti inediti, e si concluderà domenica 2 settembre.

Le tradizionali location, con palco , mercatini, spettacoli ed esibizioni, che negli anni scorsi, spiega il direttore artistico, erano le piazze del centro, in particolare piazza Alcide Degasperi, quest’anno non saranno utilizzate in quanto occupate dal cantiere per lavori di rifacimento.

Lo spettacolo sarà spostato in piazza Dante Alighieri, che si affaccia direttamente sul fiume Brenta, che con una particolare scenografia luminosa, creata per l’occasione e molto suggestiva, darà agli spettatori sensazioni d’altri tempi, con il fiume, che sarà il vero protagonista dell’evento, aggiunge Chincarini, carico del suo significato di divisorio naturale tra le due contrade.

Ad aprire la kermesse, la sera di giovedì 30 agosto, sarà il concerto organizzato dall’associazione “ Amici della Musica “, che si terrà presso “ Casa Galvan “ sul corso Ausugum, venerdì 31 agosto ci sarà la tradizionale cena medioevale in piazzetta Ceschi animata dal gruppo canoro storico del Palio, “ il Carro della Musica “ , che allieterà tutta la serata con canti e balli popolari.

Sabato sera 1 settembre lo spettacolo entrerà nel vivo, con l’arrivo del corteo in piazza Dante e sarà caratterizzato da spettacoli di sfida tra le contrade, come il tiro con l’arco e il suo il suggestivo spettacolo delle frecce che attraverseranno il fiume, al quale poi seguirà la “ zatterata “sul fiume Brenta.

Alla serata parteciperà anche, tra gli altri, un gruppo di dieci ballerine provenienti da Verona, che introdurranno in maniera molto vistosa un’ospite a sorpresa, proveniente dal Cabaret milanese, che spiega Chincarini, «romperà un po’ gli schemi interpretativi tradizionali, con un riferimento particolare al periodo storico e culturale nel quale è ambientato il Palio, il 1500 epoca nella quale erano gli uomini ad interpretare i personaggi femminili».

Domenica 2 settembre ci sarà il classico Corteo Storico, che partirà da “ Borgo Vecchio “ e attraverserà il paese, con carri e figuranti e con ancora giochi di sfida, quali il tiro con la fionda, il percorso ad ostacoli per i più piccoli e la gara finale sarà a sorpresa.

A conclusione dei giochi ci sarà l’assegnazione del Palio alla squadra vincitrice e come tradizione vuole, la cosiddetta “ tonca “ , rito nel quale il capitano della squadra perdente verrà calato nelle gelide acque del fiume Brenta.

Matteo Chincarini, nella sua direzione e interpretazione dell’evento, si è posto come obiettivo la costante introduzione nello spettacolo di rilevanti elementi innovativi, puntando in modo marcato sulla spettacolarizzazione, che darà spazio a una riflessione sulle differenze sociali, che «oggi come allora caratterizzano la nostra società, senza snaturare, tuttavia,  – spiega Chincarini –  quelle che sono le caratteristiche essenziali di una manifestazione che rievoca, avvenimenti, usi e costumi, a cavallo fra medioevo e rinascimento».

 

 

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Valsugana e Primiero

Donna chiama al 112: “Ho i ladri in casa”. Carabinieri inseguono e arrestano un albanese

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Rocambolesca caccia all’uomo quella scatenatasi la notte scorsa in Valsugana, nell’intera fascia di territorio che va tra Borgo V.na e Tezze di Grigno. (altro…)

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