Connect with us

economia e finanza

Dati Pil 2016 drammatici per il Trentino, Fugatti (Lega): «Certificato il fallimento economico del centro sinistra»

Pubblicato

-

I nuovi dati sulla crescita del Pil del Trentino nel 2016 sono purtroppo pesantissimi. Non solo il divario con Bolzano si ampia ancora di più, ma ora la nostra provincia cresce meno anche del resto d’Italia. Un dato che fa riflettere molto ed è molto preoccupante.

Infatti a fronte di una crescita nazionale dello 0.9% e di quella dell’Alto Adige al 2.2%, le nuove stime sul 2016 danno il Trentino fermo al palo allo 0.5% ben al di sotto delle ultime previsioni date dalla Provincia che prevedevano una crescita dell’1.1%.

I dati sono stati diffusi dall’Astat e confermano il trand positivo dei cugini Alto Atesini che nel 2016 ha registrato un Pil pro capite di 42.500 euro, contro quello del Trentino fermo a 35.000 euro.

PubblicitàPubblicità

In pratica le stime della Provincia di Trento, contestate fortemente dalle minoranze, sarebbero un flop, cioè il doppio rispetto al dato definitivo reale.

Sull’argomento è intervenuto nel pomeriggio il leader della Lega Nord Maurizio Fugatti: «Purtroppo i dati confermano i nostri timori, già dichiarati nei mesi scorsi nell’aula del Consiglio Provinciale, che vedono il Trentino crescere molto meno del dato medio italiano. Viene così a cadere quel dato psicologico che prevede che il Trentino abbia una crescita sempre superiore al dato medio italiano. Nel 2016 ciò non avverrebbe e l’Italia, che ingloba anche le zone meno sviluppate del mezzogiorno, riesce a fare molto meglio della Provincia di Trento». 

«Quando avevamo paventato tale ipotesi in Consiglio Provinciale – ricorda ancora Fugatti –  il presidente Rossi aveva dichiarato che facevamo “terrorismo economico” spiegando che il dato definitivo avrebbe visto sicuramente il Trentino fare meglio del Paese Italia».

Per Fugatti si tratta di uno scenario molto grave che dimostra come le politiche economiche degli ultimi anni portate avanti dalla Giunta Provinciale non riescono a garantire la crescita e gli investimenti per far ripartire il Pil provinciale. «Serve un’iniezione pesante di minore burocrazia, minori tasse, minori vincoli amministrativi che il centro sinistra purtroppo non sa garantire né a livello locale né a livello nazionale» aggiunge il segretario della Lega Nord.

A livello di valore assoluto, il divario tra Trentino e Sudtirolo, che prima della crisi erano praticamente appaiati in termini di Pil pro capite, si è allargato e sta raggiungendo i 3 miliardi di euro. In Sudtirolo il Pil vale 22,189 miliardi di euro nel 2016, in Trentino meno di 19 miliardi di euro (per l’esattezza si è assestato a 18,847 miliardi di euro).

Pubblicità
Pubblicità

economia e finanza

Natam: sabato 16 giugno «Open Day» per il festeggiamento del 45° anniversario

Pubblicato

-

Per la ditta Natam sabato 16 giugno sarà un importante traguardo.

La storica azienda leader in Trentino nel settore della macchine e attrezzature per le pulizie industriali taglia infatti il suo 45° compleanno.

I due soci Fulvio Bolfelli e Saverio Paoli hanno deciso di festeggiare il prestigioso traguardo organizzando un Open Day per ringraziare tutti i loro clienti, fornitori e sostenitori che in questi anni hanno aiutato la loro crescita.

PubblicitàPubblicità

A partire dalle ore 10.00 e fino alle 18.00 sarà grande festa all’insegna dell’allegria e della serenità.

Ma non solo.

Infatti per l’evento sono state organizzate dimostrazioni professionali e prove pratiche con la presenza anche di numerosi fornitori storici di Natam. Non mancherà nemmeno il momento istituzionale con molte autorità presenti.

Il tutto accompagnato da un buffet informale che durerà per tutta la giornata.

«Ce ne siamo resi conto quasi per caso – spiegano i due soci – concentrati come siamo nell’affrontare, giorno dopo giorno, le varie problematiche emergenti. Quando si apre un’impresa come la nostra, nel lontano 1973, si brinda al futuro, ci si pongono degli obiettivi, si sogna di andare lontano. Poi un bel giorno, ti rendi conto di quanta strada è stata fatta e di quanta ne resta ancora da fare».

Ma non è stato sempre tutto facile, nel 2008 il mercato ha cominciato a crollare per la grande crisi economica e i fatturati si sono ristretti; ma dentro l’azienda, come si suol dire, tutti si sono tirati su le maniche. «Abbiamo dovuto ricostruire molte cose mattone dopo mattone cercando di rinnovarci all’insegna del rapporto qualità -prezzo, e non è stato così facile. All’inizio del 2016 i grandi sforzi fatti hanno portato a raggiungere obiettivi importanti poi consolidati nel 2017. Questo grazie al mercato che è ripartito ma anche alla nostra lungimiranza, e ad alcune scelte che sono risultate vincenti in termini di innovazione, formazione e diversificazione nel settore» – spiega Saverio Paoli

Oggi Natam vanta un organico di 10 dipendenti, tra tecnici e impiegati, tutti concentrati per dare il miglior servizio alla clientela che sempre di più necessita di rapidità e professionalità.

La scelta della politica di diversificazione ha portato l’azienda ad affermarsi nei settori dell’edilizia, dell’estrattivo, del turistico, dell’alimentare e dell’agricoltura, ponendo saldamente come valore imprescindibile, oltre alle vendita dei prodotti, anche l’assistenza.

Nel DNA della Natam da sempre è presente la condivisione degli aspetti positivi dell’azienda attraverso il coinvolgimento di fornitori, clienti e collaboratori.

«Da qui l’idea di continuare su questa strada e organizzare un Open Day per tutti, una sorta di ringraziamento a tutti coloro che hanno avuto fiducia in noi, supportandoci i anche nei momenti difficili. Questo è da sempre lo spirito della Natam e dei suoi collaboratori; cioè la fiducia, il rispetto e la stima dell’azienda verso la persona, in nome del raggiungimento di un unico obiettivo che è il benessere di tutti» –sottolinea Fulvio Bolfelli.

La mission aziendale è quella di far ricadere le risorse sul territorio, per questo Natam aiuta molte associazioni sportive e onlus «da sempre diamo il nostro contributo senza chiedere nulla in cambio – puntualizza Bolfelli – facciamo quello che possiamo per aiutare chi ne ha bisogno, questa è la nostra filosofia aziendale che cerca di sostenere il territorio e che crea sinergie con le aziende della provincia di Trento».

Natam ha avuto la forza di guardare avanti e vedere nel futuro, «nonostante i 45 anni di attività per noi sabato 16 giugno è un nuovo punto di partenza per affermarci ancora più nel mercato e sul territorio» afferma ancora Saverio Paoli.

Il più bel ricordo di questi anni? semplice, rispondono all’unisono i due soci.«vivere ogni giorno insieme la gioia di lavorare e condividerla con tutti»

Per rimanere sul mercato a buoni livelli è importante l’innovazione e l’aggiornamento. Natam per questo ha partecipato alla Fiera ISSA di Amsterdam dove ha incontrato tutti i più grandi produttori mondiali di idropulitrici, lavapavimenti e spazzatrici.

«È stata una bella esperienza partecipare alla più importante fiera del settore del cleaning, – spiega il responsabile commerciale Alessio Bolfelli – ho riscontrato delle novità nell’implementazione della robotica nelle lava pavimenti e un notevole interesse per l’igienizzazione e la preservazione delle superfici. Certo alcune tecnologie sono ancora sperimentali ed altre per il momento proibitive dal punto del vista del prezzo, ma seguiremo comunque con molta attenzione l’evolversi della tecnologia applicata nel nostro settore»

I titolari della Natam sono anche tra i soci fondatori della «Fondazione Trentina per l’autismo» che ha realizzato il centro Sebastiano di Coredo, il più importante polo sociale italiano dedicato ai soggetti autistici, che ha festeggiato proprio qualche giorno fa il suo primo compleanno.

Vi aspettiamo numerosi per condividere con noi questo grande traguardo!” – concludono i soci della Natam

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

economia e finanza

«Piccole imprese sopravvissute nell’ultimo decennio grazie ai beni dei titolari dati in garanzia alle banche»

Pubblicato

-

Il rapporto della Banca d’Italia evidenzia una crescita elevata del Pil altoatesino pari al 12,8% nel decennio 2007-2017, rispetto a una stagnazione del Pil trentino e al calo del 4,8% del Pil nazionale.

Ma questa crescita è stata sostenuta anche dalle micro e  piccole imprese che, per andare avanti, hanno visto i titolari impegnare i loro beni strumentali e personali.

«Adesso è necessaria una svolta: o subentra un ruolo più attivo della Pubblica amministrazione negli investimenti e nella creazione della domanda o, alle prime avvisaglie di una nuova crisi, centinaia di piccole aziende in tutto il Trentino Alto Adige salteranno per aria». È il commento di Claudio Corrarati, presidente regionale della CNA, al rapporto “L’economia delle Province autonome di Trento e Bolzano” presentato martedì (12 giugno 2018) a Bolzano e ieri (13 giugno 2018) a Trento.

PubblicitàPubblicità

“Se consideriamo che, secondo il rapporto Bankitalia, la disoccupazione è sotto il 3% e la redditività delle imprese è aumentata, l’Alto Adige – prosegue Corrarati – sembra un’isola felice e il Trentino ha parametri di una terra comunque sana. Quel che il rapporto non dice, però, è che le micro e piccole imprese hanno affrontato gli ultimi 10 anni, compresi quelli della crisi molto dura, non certo con i contributi per l’innovazione, per la quale ad esempio l’Alto Adige è fanalino di coda in Italia, ma si sono rimboccate le maniche ed hanno messo a garanzia dei prestiti bancari i beni strumentali e i beni personali del titolare pur di avere la liquidità necessaria per mandare avanti l’attività, pagare i dipendenti e, in certi casi, anche per creare nuovi posti di lavoro”.

Questo significa, secondo il presidente regionale della CNA, che “ora le micro e piccole imprese sono indebitate e con i beni impegnati a garanzia dei debiti e, per quel che concerne l’artigianato e in parte i servizi, rimane pessima la morale di pagamento con incassi che arrivano a distanza di mesi rispetto alle prestazioni erogate o ai beni venduti, con una tempistica che non collima assolutamente con gli impegni fiscali, contributivi e salariali mensili delle aziende”.

Corrarati invita la Pubblica amministrazione a giocare un ruolo più attivo: “Dietro il sole che splende, ci sono nuvole che si notano poco, ma se arrivasse il temporale della crisi stavolta, senza più beni da impegnare a garanzia, centinaia di aziende in regione salterebbero per aria. Anche il docente universitario della Lub, Francesco Ravazzolo, ha sottolineato la necessità di ampliare la domanda per le micro e piccole imprese, insieme alla riduzione della pressione fiscale, ad esempio l’Imi e la tariffa sui rifiuti. Compiti che spettano alla Pubblica amministrazione, chiamata a snellire le spese nei bilanci, liberando risorse per gli investimenti e ridando ossigeno alle aziende rimaste in apnea per 10 anni. In Alto Adige, inoltre, occorre spingere sempre di più il ruolo del Noi Techpark trasformandolo in motore di innovazione per le piccole aziende, per mantenere alta la competitività”.

Il decennio analizzato dalla Banca d’Italia “è stato – sottolinea Corrarati – una parentesi fuori dall’ordinario, in cui l’Alto Adige ha resistito grazie al traino di turismo, agricoltura, export ed agli incentivi mirati per le ristrutturazioni nell’edilizia. Questi ultimi sono mancati in Trentino, e i risultati negativi si vedono ancora oggi. Adesso occorre tornare all’ordinarietà della crescita economica attraverso sistemi che evitino il blocco delle piccole imprese, tenendo conto che, attualmente, al netto dei beni impegnati con le banche, i piccoli imprenditori a fine anno ricavano dall’azienda redditi inferiori a quelli dei loro dipendenti. Così non ci sono più margini di crescita e per fronteggiare eventuali crisi”.

Per il governatore Ugo Rossi invece “possiamo pronunciare le parole ripresa e tenuta del nostro sistema di coesione sociale in maniera inequivocabile, senza nessun timore” “Non dobbiamo abbassare la guardia – ha detto Rossi – ma la ripresa indubbiamente c’è, perché l’economia trentina è tornata a crescere, il sistema è rimasto coeso ed ha tenuto, ed è tornata anche la fiducia. Parola che dobbiamo utilizzare più spesso quando comunichiamo con le imprese e con i cittadini, lavorando per risolvere le criticità, ma contribuendo anche costruire un clima positivo. I sistemi territoriali, come il nostro – ha aggiunto – possono essere la chiave di una possibile ripresa definitiva. Il rapporto di Banca d’Italia è per noi molto utile e spesso ci ha dato l’occasione di riflettere e poi di intervenire rispetto alle difficoltà evidenziate, come nel caso dell’accesso al credito o rispetto all’orientamento delle politiche a sostegno delle imprese. L’Autonomia – ha concluso il presidente – ci concede alcune leve importanti di intervento, ma dobbiamo saperle utilizzare al meglio con uno sguardo più globale, in questo il rapporto di Banca d’Italia ci aiuta moltissimo”.

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

economia e finanza

Cassa Centrale Banca chiede incontro col premier Conte. Fracalossi: “Preoccupazione per riforma del credito cooperativo”

Pubblicato

-

“Le dichiarazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in merito alle intenzioni del Governo di rivedere il provvedimento di riforma del Credito cooperativo destano preoccupazione. La riforma ha l’obiettivo di rafforzare le banche locali per assicurarne la capacità di sostenere le piccole e medie imprese e le famiglie nei territori”.

Lo afferma il presidente di Cassa Centrale Banca, Giorgio Fracalossi.

“Il Gruppo Cassa Centrale Banca ha già inviato l’istanza per la costituzione del Gruppo Bancario Cooperativo agli organismi di vigilanza europei ed italiani, a valle di un lungo, complesso ed impegnativo percorso progettuale con l’impiego di importanti risorse economiche”.

PubblicitàPubblicità

“In tal senso – prosegue Fracalossi – chiediamo con urgenza un incontro con il presidente del Consiglio affinché possa chiarirci meglio la posizione del Governo, rappresentandogli al contempo i rischi per l’economia locale derivanti da uno slittamento dei tempi della riforma”.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Archivi

Categorie

Archivio

di tendenza

fortemalia inserto magazine

fortemalia.it