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Omissioni e occultamenti sulle operazioni conseguenti all’incidente dell’elicottero AW139 precipitato in val Nambino: perché?

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Se lo chiede Claudio Cia che oggi in conferenza stampa ha presentato un’interrogazione che nei prossimi giorni potrebbe far cadere qualche testa all’interno della provincia di Trento. Il riferimento è l’incidente accaduto il 5 marzo del 2017 in val Nambino che ha visto coinvolto un elicottero della protezione civile mentre stava prestando soccorso. (qui l’articolo)

«Recentemente sono venuto a conoscenza dei sorprendenti contenuti, finora a quanto pare noti solo a una ristrettissima cerchia di persone, della relazione del funzionario di guardia, pi. Mario Borzaga, (Servizio Antincendi e Protezione Civile – Corpo permanente Provinciale Vigili del Fuoco – Ufficio Operativo Interventistico) datata 7 marzo 2017, avente per oggetto: “Annotazione sull’incidente dell’AW139 verificatosi alle ore 13.18 circa dd 05/03/2017 sul Monte Nambino a Madonna di Campiglio”» – Esordisce così il consigliere provinciale di Agire per il Trentino Claudio Cia oggi in conferenza stampa. 

In essa si riportano le “annotazioni significative dell’attività svolta dalla Centrale 115” inerente l’incidente in oggetto, fortunatamente senza alcuna vittima.

Secondo Claudio Cia dalla lettura dell’analisi dell’evento ora per ora, minuto per minuto, appare in maniera tanto limpida, quanto sconcertante, come la Provincia autonoma di Trento abbia scientemente nascosto all’opinione pubblica la reale dinamica degli eventi avvenuti in quella giornata.

La relazione di cui sopra, con riferimento ai soccorsi conseguenti all’incidente dell’AW139 I-TNCC, annota tre gravi criticità, spiegandole con queste testuali parole:

«1. Nella fase successiva all’incidente del I-TNCC il personale del Nucleo Elicotteri ha inspiegabilmente omesso le dovute comunicazioni alla Centrale 115 ed alla Torre di Controllo dell’Aeroporto, promuovendo azioni e comportamenti autonomi che danno evidenza, almeno inizialmente, ad un tentativo di nascondere o limitare le conseguenze dell’evento.

2. Di fronte ad un incidente aereo, con persone coinvolte in ambiente ostile ed apparecchi in condizioni di potenziale pericolo, non si spiega la scelta di utilizzare l’elicottero I-TNLD, unico mezzo di trasferimento aereo disponibile in aeroporto, per effettuare un precipitoso tentativo di sopralluogo con personale privo di qualsiasi strumento di soccorso, finanche degli essenziali DPI per affrontare uno scenario tanto complesso. […]

3. E’ oltremodo evidente la necessità di definire le condizioni della presenza di Ferrari Fulgido sul I-TNCC intervenuto per la valanga sul M.te Nambino. Per tutto il pomeriggio del 05 marzo, nelle fasi successive all’incidente, si è fatto riferimento alla presenza del pilota Giacomoni Andrea, con un equipaggio di 5 persone […]. Della presenza di Ferrari Fulgido in qualità di “copilota” si è avuta notizia solo dalle cronache locali in serata. Solo a seguito specifico riscontro, il C.sq. Merz Alessandro ha confermato che Ferrari Fulgido (operaio Nucleo Elicotteri) è salito a bordo dell’elicottero, al posto del secondo pilota, nel corso delle operazioni di rifornimento effettuate dal I-TNCC all’Aeroporto Caproni prima di partire per l‘intervento di soccorso.»

Dal documento sopracitato emerge fin troppo evidentemente «la prassi, diffusa su più livelli, – aggiunge Cia –  di nascondere la verità inerente l’incidente ed il soccorso dei feriti, probabilmente con la speranza di riuscire ad occultare quanto più possibile, forse con la volontà istintiva di non inficiare l’immagine di efficienza del Nucleo Elicotteri della PAT, ritenuto l’eccellenza e perno del soccorso di emergenza primaria del servizio sanitario trentino. E’ ormai evidente che viviamo in una Provincia in cui si nasconde la verità, sostituita con bugie che si diffondono alla luce del sole per confondere la realtà; una volta che queste bugie si stratificano creano un castello di carte talmente grande che non si riesce più a comprendere cosa è vero e cos’è falso».

Perché tentare di insabbiare un’incidente che avrebbe potuto rivelarsi ben più drammatico? Perché non riconoscere le difficoltà organizzative emerse in seguito all’intervento?  – si chiede il consigliere provinciale di Agire per il Trentino. «Dopotutto le lacune dimostrate,  – continua poi  – avrebbero potuto costituire una base per il miglioramento continuo del servizio stesso, nell’interesse primario degli operatori stessi.

Invece la Provincia ha volutamente proseguito con l’occultamento della verità, anche di fronte alle verifiche dell’ENAC, l’autorità italiana di regolamentazione tecnica, certificazione e vigilanza nel settore dell’aviazione civile, che in un’ulteriore documento (anche questo tenuto nascosto all’opinione pubblica) comunica “l’avvio del procedimento di limitazioni delle operazioni di volo” per criticità tanto rilevanti da essere classificate di livello 1.»

1. «Dalle verifiche condotte – scrive l’ENAC al Nucleo Elicotteri della PAT – è emersa una sensibile carenza di supervisione e controllo sullo svolgimento delle operazioni all’interno dell’organizzazione. In particolare le missioni di elisoccorso risultano eseguite in difformità alle procedure condotte nel Manuale delle Operazioni, il cui rispetto è vincolante per la validità della certificazione COA. […] Risultano peraltro verificarsi deviazioni dagli standard normativi per la sicurezza delle operazioni». Eppure, di fronte alla gravità dei rilievi dell’ENAC, la Provincia sceglie di proseguire nel diffondere e nel crearsi una realtà parallela, arrivando a giustificare il recente cambio al vertice del Nucleo Elicotteri raccontando, tramite comunicato stampa ufficiale, che «La complessità e l’articolazione del servizio reso alla comunità trentina, cresciuta notevolmente nel corso del tempo, con oltre 3.000 voli all’anno, rende necessario un aggiornamento del modello organizzativo, che permetta di confermare e migliorare i già notevoli standard qualitativi».

Quindi il cambio di vertice non sarebbe stato la conseguenza delle criticità rilevate dall’Enac nell’organizzazione, e tali da mettere addirittura a rischio la possibilità di volare, bensì per confermare e migliorare “i già notevoli standard qualitativi”.

Una narrazione del tutto creativa, per non dire mistificatoria e irrispettosa di chiunque sia stato portato a darvi credito.

«E’ forse superfluo precisare che di tutto questo non si imputa alcunché a piloti e membri del Nucleo Elicotteri, – termina Cia –  la cui unica missione, peraltro sempre svolta con encomiabile dedizione, è quella di salvare vite e garantire un pronto intervento in casi di emergenza; certo che alla luce dei documenti ufficiali che danno il quadro completo della vicenda, finora tenuti il più possibile nascosti, non si può non chiedere conto ai vertici e alla politica provinciale per il percorso deliberatamente intrapreso di occultare ai cittadini trentini prima le omissioni e le gravi inadempienze all’interno dell’organizzazione, poi scegliendo di occultare i veri motivi che hanno portato alla riorganizzazione interna del Nucleo Elicotteri».

Nell’articolata interrogazione Claudio Cia chiede alla Giunta provinciale: 

  1. L’Assessore competente e il Presidente della Giunta provinciale erano a conoscenza del documento?

  2. Della relazione del Servizio Antincendi e Protezione Civile di cui sopra è stata informata Procura della Repubblica, ANSV ed ENAC? In caso di risposta negativa, per quale motivo e chi ha scelto di non trasmettere tale documento agli organi sopra citati.

  3. Se in quanto descritto nella relazione del Servizio Antincendi e Protezione Civile di cui sopra si configurano difformità dei requisiti previsti o inadempienze ai regolamenti applicabili, tali da indurre l’Enac alla sospensione o revoca del COA (Certificato di Operatore Aereo).

  4. Come mai l’operatore 118 comunica all’elicottero I-TNBB di “contattare urgentemente via cavo la Centrale 118”? A che titolo l’operatore del 118, contattando la centrale 115, raccomanda che “questa notizia deve rimanere intanto qui”? E’ questa la procedura usuale?

  5. Quanti elicotteri e di che tipo erano a disposizione del Nucleo Elicotteri PAT il 5 marzo 2017?

  6. E’ da ritenersi fatto grave l’aver utilizzato l’unico altro elicottero di soccorso al momento disponibile, I-TNLD, con la presenza a bordo di “personale privo di qualsiasi strumento di soccorso, finanche degli essenziali dispositivi di protezione individuali (DPI) per affrontare uno scenario tanto complesso” per effettuare un precipitoso tentativo di sopralluogo? Quale ruolo e funzione aveva il personale imbarcato privo di qualsiasi strumento di soccorso ed altro?

  7. Sulla base di quali informazioni e a che titolo il pilota dell’elicottero I-TNLD, al momento del decollo, riferisce che “la squadra SAF non serve”, recandosi però a recuperare a Vezzano “in prossimità dell’abitazione” il responsabile tecnico? Si è consapevoli che tali scelte hanno comportato che la squadra SAF, attivata alle 13:27, è potuta salire su un elicottero solo alle 15:21 per raggiungere Madonna di Campiglio alle ore 15:38 (cioè 2 ore e 11 minuti dopo l’attivazione della squadra, 2 ore e 20 minuti dall’incidente) con lo stesso elicottero I-TNLD appena rientrato e parte della squadra abbia raggiunto il posto con mezzi propri. Che operazioni di soccorso sono state svolte dalla squadra SAF una volta giunta sul luogo dell’incidente? E’ ipotizzabile che la squadra SAF sia arrivata a Madonna di Campiglio quando le operazioni di recupero dei superstiti erano già avvenute?

  8. Perché la centrare 115 è risultata “nell’impossibilità di avere un contatto con a sede del Nucleo Elicotteri”?

  9. Come si giustifica che la torre di controllo dell’Aeroporto Caproni sia venuta a conoscenza dell’incidente quasi per caso ad ore 13:41, ovvero ben 23 minuti dopo l’incidente, solo dopo segnalazione della centrale 115 dichiarando “di non saper nulla di quanto in atto”?

  10. Se è normale che il Funzionario ANSV apprenda solo ad ore 14:00 (oltre 40 minuti dopo l’incidente) attraverso comunicazione della Centrale 115, “di avere appena appreso la prima notizia”. E’ questa la procedura prevista in caso di incidente di aeromobile?

  11. Perché l’elicottero I-TNCC, incidentato per la caduta, trasportava un operaio del Nucleo Elicotteri “salito a bordo dell’elicottero, al posto del secondo pilota”? Quale ruolo rivestiva l’operaio del Nucleo Elicotteri a bordo dell’elicottero caduto? E’ possibile ipotizzare che la stessa persona sia stata fuori servizio al momento della partenza dell’elicottero di soccorso e quindi presente a bordo in modo anomalo rispetto alla normativa di volo? Dalla relazione del Servizio Antincendi e Protezione Civile di cui sopra, si evince infatti che ad ore 17:08, la Centrale 115 riferisce alla Stazione Carabinieri di Madonna di Campiglio i nominativi delle persone a bordo del I-TNCC non comunicando il nominativo di F.F. “perché la sua presenza a bordo del I-TNCC non è nota alla Centrale 115 ed alla Centrale 118, fino a notizie di stampa apprese dai notiziari della sera”.

  12. Se quanto riportato nella relazione del Servizio Antincendi e Protezione Civile di cui sopra e finora occultato, influisce sulle valutazioni da parte della compagnia di assicurazione che dovrebbe definire il danno rimborsabile in seguito all’incidente del 5 marzo 2017.

  13. Perché la PAT ha volutamente nascosto quanto realmente accaduto nell’iter gestionale del soccorso dell’elicottero in val Nambino?

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Blitz delle Fiamme Gialle al soccorso alpino Trentino.

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Nuovo capitolo nello scontro fra soccorso alpino nazionale e provinciale che continuerà fra i banchi della Corte dei Conti.

Sono ormai note da tempo le tensioni fra i due enti, cominciate con reciproche accuse ed ora sfociato in un vero scontro fra Adriano Alimonta (foto) presidente del soccorso alpino Trentino e il capo del soccorso nazionale  Maurizio Dellantonio.

Una denuncia ha portato ieri la guardia di finanza  ad effettuare un blitz negli uffici del soccorso alpino trentino dove le fiamme gialle hanno acquisito le documentazioni relative all’acquisto delle divise in dotazione ai soccorritori e gli incartamenti inerenti le indennità del Presidente del Vice del Soccorso Alpino.

L’indagine è partita da un esposto presentato da un capostazione del Soccorso Alpino trentino in cui si fa riferimento ad un affido, senza gara d’appalto, di incarico di fornitura di abbigliamento tecnico alla ditta Montura che fornisce il soccorso alpino nazionale.

La segnalazione comprende anche alcuni approfondimenti sulle indennità di istruttore e di elisoccorritore che il Presidente Adriano Alimonta ed il suo vice, Ezio Parisi percepiscono e che per statuto nazionale sarebbero vietate e alle quali, è giusto precisarlo, Adriano Alimonta ha rinunciato oltre un anno fa.

Ora le indagini dovranno provare se c’è stato un danno erariale per la casse pubbliche che versano circa 1,6 milioni di euro al soccorso alpino Trentino che pur essendo una ente privato è quasi tutto finanziato dal pubblico. Lo scontro fra i due soccorsi era emerso nel 2015 dopo la realizzazione del nuovo statuto definito da Alimonta per riorganizzare il soccorso Alpino provinciale di Trento.

La cosa non deve essere andata giù a Dellantonio che ha subito chiesto a tutte le stazioni trentine i giustificativi delle spese sostenute. Purtroppo quella di Fiemme e Fassa non è riuscita a giustificare quasi 10 mila euro di spese.

La riorganizzazione del soccorso trentino era stata vista da quello nazionale come una scissione e per questo ora Dellantonio ha chiesto il commissariamento. La situazione ora è molto delicata.

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AgCom condanna Rossi, Daldoss e Ghirardini. Usarono i soldi dei contribuenti per fini elettorali.

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L’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni ha ritenuto fondato l’esposto presentato dai consiglieri Borga, Civettini, Giovanazzi e Kaswalder nei confronti di ITEA spa con riguardo allo spot elettorale graziosamente concesso, con spese a carico dei contribuenti trentini, dal Presidente Ghirardini a Rossi e Daldoss. 

Con due distinti interventi, uno di natura ispettiva  e l’altro di denuncia all’Autorità di Garanzia delle Comunicazioni e al Corecom  (articolazione decentrata dell’AGCOM incardinata presso il consiglio provinciale), i consiglieri provinciali avevano ritenuto di assumere iniziative nei confronti dell’ITEA spa, che attraverso il suo periodico trimestrale “Edilizia Abitativa” (n. 87) inviato a tutti gli assegnatari, ha diffuso, contravvenendo la legge 22 febbraio 2008 n. 28 (“volgarmente” nota come legge sulla par condicio) il pensiero “politicamente (s)corretto” di tre esponenti del PATT (GhirardiniRossiDaldoss).

Il “pensiero politicamente (s)corretto” dei tre esponenti autonomisti – sempre secondo i denuncianti – risultava essere, per tempi e modi di pubblicazione, di sostegno alla candidatura “politicamente corretta” di Franco Panizzasenatore uscente e segretario del PATT, nel collegio senatoriale di Trento.

L’AgCom ordina quindi – si legge nella sentenza – di «pubblicare sul sito della società Itea S.p.A., quale società in house providing della Provincia autonoma di Trento, entro tre giorni dalla notifica del presente atto, e per la durata di quindici giorni, un messaggio recante . 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 della comunicazione istituzionale realizzata mediante la pubblicazione e la diffusione del numero 87 del periodico Edilizia Abitativa . In tale messaggio si dovrà fare espresso riferimento al presente ordine».

«In fin dei conti è poca cosa, – dichiara Rodolfo Borga – se consideriamo che il comportamento illegittimo di ITEA si è concretizzato nella diffusione in piena campagna elettorale di migliaia di copie del suo periodico Edilizia Abitativa, con un’intera pagina concessa a Rossi e Daldoss in palese violazione della legge sulla c.d. par condicio. In ogni caso, resta la soddisfazione di aver sollecitato un provvedimento che se non altro suona di condanna per l’arroganza una volta di più manifestata da coloro che ormai considerano le istituzioni come “cosa loro”».

Ora bisognerà attendere la risposta del Presidente Rossi all’interrogazione presentata sulla questione e sottoscritta, oltre che dai consiglieri che hanno presentato l’esposto, anche dai colleghi Simoni e Zanon.

Leggi qui la sentenza completa

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Immigrazione: In Trentino 3.400 stranieri sono diventati cittadini italiani nel 2016

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Arriva una nuova piccola diminuzione della popolazione straniera in Trentino. Tale calo è però dovuto soprattutto alle acquisizioni di cittadinanza italiana.

Il dato emerge dal Rapporto immigrazione in Trentino del Cinformi (edizione 2017), presentato ieri mattina nel capoluogo e curato dai sociologi Maurizio Ambrosini (Università di Milano), Paolo Boccagni (Università di Trento) e Serena Piovesan (area studi e ricerche Cinformi).

Entrando in dettaglio, sono 46.456, alla fine del 2016, i cittadini stranieri residenti in Trentino, esclusa la quota dei richiedenti protezione internazionale che ammonta a poco più del 3% degli stranieri presenti in provincia.

L’incidenza degli stranieri residenti sul totale della popolazione è dell’8,6%. Rispetto all’anno precedente, si registra una diminuzione del 4,1% dovuta soprattutto al peso degli oltre 3.400 stranieri diventati cittadini italiani nel 2016. La percentuale delle donne continua ad essere superiore a quella degli uomini, attestandosi al 53,9%.

La quota preponderante dell’immigrazione in Trentino è riconducibile al continente europeo (65,3%). Più di uno straniero su cinque in Trentino è di cittadinanza romena, cioè 10.258 persone. Seguono i cittadini albanesi (5.779 persone), marocchini (3.820), ucraini (2.549), pakistani (2.526), moldavi (2.520) e macedoni (2.456).

Nel corso del 2016 sono nati in provincia di Trento 746 bambini da entrambi genitori stranieri, il 13,7% in meno rispetto all’anno precedente. L’incidenza sul totale nascite è del 16%; se si considerano anche i 1.222 nati con almeno un genitore straniero, il dato sale al 26% del totale.

È nelle comunità della Valle dell’Adige, così come nell’Alto Garda e in Valle di Non, che si registra l’incidenza straniera più elevata: tra il 9 e l’11% del totale dei residenti.

SEGNALI DI STABILIZZAZIONE – Aumenta del 14% il numero di cittadini immigrati non comunitari in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Nel 2016 i ricongiungimenti familiari hanno conosciuto invece un calo del 9% rispetto all’anno precedente. La metà delle 276 richieste presentate appartiene a tre gruppi nazionali: pakistani, marocchini e indiani. Un dato che si attesta in crescita costante è invece quello delle acquisizioni di cittadinanza italiana. Secondo l’Istat, sono 3.461 le nuove acquisizioni di cittadinanza (50,2% maschi), con un incremento del 5% rispetto al 2015. Ormai da diversi anni si caratterizzano per una larga prevalenza del canale della naturalizzazione rispetto al matrimonio.

MATRIMONI MISTI – I matrimoni con almeno uno degli sposi straniero celebrati in provincia di Trento nel corso del 2016 sono stati 315, nella maggior parte dei casi – 277 – con almeno uno degli sposi residente in Trentino. I matrimoni con almeno uno sposo straniero corrispondono a quasi il 20% dei matrimoni celebrati in provincia.

CASA E MERCATO ABITATIVO – L’88,5% dei residenti in alloggi pubblici (ITEA) possiede la cittadinanza italiana, mentre una quota ancora più alta, pari al 92,3%, è data da cittadini dell’Unione Europea. Nel 2016 sono state ammesse a beneficio 90 domande di alloggio pubblico presentate da cittadini comunitari, mentre sono 14 le domande ammesse tra i non comunitari.

LA PRESENZA NELLA SCUOLA – Nell’anno scolastico 2016/17 gli studenti stranieri iscritti nelle scuole della provincia scendono a 9.474, circa 200 in meno rispetto all’anno scolastico precedente. Nel 67,5% dei casi sono nati in Italia. L’incidenza straniera sul totale si attesta all’11,6% e raggiunge il valore più elevato negli istituti della Comunità della Vallagarina (14,1% del totale).

ACCESSO AI SERVIZI SANITARI E VULNERABILITÀ SOCIALE – Sono 48.292 i cittadini immigrati che risultano iscritti al sistema sanitario provinciale al 30 giugno 2017, comunitari nel 27,9% dei casi. Il numero di attestati STP (tessera sanitaria per lo straniero non comunitario temporaneamente presente) e di certificati ENI (europeo non iscritto) per cittadini comunitari indigenti è notevolmente cresciuto rispetto al 2015 (+58%), arrivando nell’insieme a circa 1.900 rilasci nel 2016. Buona parte è legata ai più recenti flussi migratori dall’Africa occidentale. Gli accessi al Pronto Soccorso da parte dei cittadini stranieri, inclusi i comunitari, registrano un calo nel 2016 e rappresentano il 14,3% del totale. Per quanto riguarda la vulnerabilità sociale degli stranieri, i dati raccolti al 2015 dal Comune di Trento (in cui risiede oltre un quarto degli stranieri e dove si registrano circa 6.300 contribuenti immigrati) mostrano che il reddito imponibile medio dei cittadini immigrati (12.400 Euro circa) è pari a meno della metà di quello medio dei cittadini italiani (di poco superiore a 25.000 Euro).

CITTADINANZA ECONOMICA – Gli occupati immigrati nel 2016 sono circa 1.200 in meno rispetto al 2015. Sul fronte delle assunzioni, si registra un lieve incremento solo nel settore agricolo, che raccoglie più del 40% delle assunzioni di stranieri. Nelle assunzioni si conferma la progressiva europeizzazione del lavoro immigrato, con una rilevanza sempre più marcata dei romeni. Anche l’inserimento nel lavoro domestico ha subito alcuni arretramenti, mentre si manifesta una tendenza al rientro di lavoratrici e lavoratori italiani in questo settore. Nel 2016 il peso della componente immigrata scende di poco e su cinque occupati in ambito domestico quattro continuano a essere immigrati. Dopo due anni di crescita, le imprese con titolare nato all’estero nel 2016-2017 sono diminuite di oltre 70 unità; l’incidenza sul totale delle imprese è dell’8,6%. Al 30 settembre 2017 si registrano in Trentino 2.404 imprese con un titolare immigrato, concentrate in particolare nel trasporto e magazzinaggio, nei servizi alle imprese e nelle costruzioni.

PROGETTO DI ACCOGLIENZA STRAORDINARIA DEI RICHIEDENTI ASILO – Il 2017 si caratterizza per un forte rallentamento dei flussi in arrivo a partire da agosto in seguito al “Memorandum d’intesa” sottoscritto tra il Governo di Riconciliazione Nazionale dello Stato di Libia e il Governo della Repubblica Italiana. Gli arrivi di richiedenti asilo in Trentino ammontano, nel 2017, a 1.014 migranti, mentre le uscite dal progetto di accoglienza ammontano a 718 persone. Al 31 dicembre 2017 erano presenti in accoglienza straordinaria 1.518 persone: 1.219 maschi e 299 femmine. La maggior parte dei richiedenti asilo è di nazionalità nigeriana, pakistana e maliana. Al 31 dicembre 2017 erano 65 i territori comunali del Trentino interessati dall’accoglienza straordinaria, 17 dei quali con più di 10 persone accolte. Nel 2017 sono stati attivati 192 tirocini formativi soprattutto nei settori della ristorazione e alberghiero, industria, servizi e artigianato. Il 42% dei tirocini conclusi a fine 2017 è sfociato in una assunzione.

PROGETTO DI ACCOGLIENZA SPAR – Nel corso del 2017, nel progetto SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) della Provincia autonoma di Trento sono state accolte 165 persone, di cui 30 donne e 135 uomini. La maggior parte delle persone accolte nel progetto ha meno di 30 anni e l’età media è di 25 anni. Nello SPRAR convivono 19 diverse nazionalità. I principali paesi di provenienza sono nell’ordine Pakistan, Nigeria e Afghanistan. Nel 2017 sono stati seguiti 77 tirocini da parte di persone inserite nello SPRAR, di cui 19 attivati nel 2016. Nello stesso periodo, 72 persone hanno trovato lavoro, 28 delle quali a seguito di un tirocinio e le altre grazie alla ricerca individuale attiva di lavoro. Nel 2017 hanno terminato il loro progetto 61 persone, di cui oltre il 50% è riuscito a inserirsi a livello socio-economico.

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