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economia e finanza

Finint: 35 milioni per le PMI di Bolzano con Volksbank e Sparkasse

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Fondo Strategico Trentino – Alto Adige, gestito da Finint Investments SGR, ha sottoscritto obbligazioni subordinate (comunemente denominate Tier 2) emesse da Volksbank (Banca Popolare dell’Alto Adige S.p.A.) e Sparkasse (Cassa di Risparmio di Bolzano S.p.A.) per un importo pari a 5 milioni di euro per ciascun istituto.

L’emissione da parte di Volksbank, perfezionata ad ottobre 2017, si inserisce nell’ambito del proprio programma EMTN e ha visto il collocamento di un volume pari a 100 milioni di euro di obbligazioni. L’operazione prevede una durata delle obbligazioni pari a 10 anni con possibilità di rimborso anticipato al quinto anno.

A dicembre 2017 è seguita l’emissione da parte di Sparkasse che si configura come operazione singola (Private Placement). Le obbligazioni emesse hanno una durata pari a 7 anni.

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Per entrambe le operazioni i proventi dell’emissione, oltre a rafforzare il capitale e i ratio patrimoniali dei singoli Istituti, sono destinati all’incentivazione delle attività economiche della Provincia Autonoma di Bolzano attraverso l’erogazione di finanziamenti a condizioni agevolate alle medie, piccole e micro imprese del territorio.

Contestualmente alle emissioni sono state infatti sottoscritte delle convenzioni bancarie con entrambi gli istituti finalizzate alla messa a disposizione delle imprese della Provincia Autonoma di Bolzano di un plafond complessivo di 35 milioni di euro, con un moltiplicatore implicito pari a 3,5x sugli importi sottoscritti dal Fondo. Il plafond sarà destinato al finanziamento delle imprese del settore agricolo e alberghiero.

“Per Finint – afferma Mauro Sbroggiò, AD di Finint Investments SGR – la sottoscrizione delle obbligazioni subordinate emesse da due dei principali istituti della Provincia Autonoma di Bolzano è motivo di soddisfazione perché testimonia l’importanza del Fondo Strategico Trentino – Alto Adige quale strumento a sostegno dell’economia locale. Queste operazioni infatti, da un lato rappresentano importanti iniziative a sostegno degli istituti che stanno affrontando, come molte banche italiane, un percorso di ristrutturazione e crescita, dall’altro tramite le convezioni collegate attivano indirettamente e complessivamente finanziamenti a tassi agevolati per 35 milioni di euro a favore delle imprese e quindi dello sviluppo del territorio”.

Ad oggi il Comparto di Bolzano del Fondo Strategico Trentino – Alto Adige ha eseguito investimenti per 64,2 milioni di euro supportando la crescita delle imprese del territorio, direttamente attraverso la sottoscrizione di minibond e obbligazioni subordinate per 49,2 milioni di euro ed indirettamente per mezzo della sottoscrizione di convenzioni bancarie finalizzate all’agevolazione di erogazione di credito alle micro-imprese per 15 milioni di euro.

Dall’avvio dell’operatività del Fondo Strategico Trentino – Alto Adige è stato investito per circa il 58% dei fondi disponibili per la provincia di Bolzano.

Tale risultato evidenzia la fiducia che le imprese hanno avuto nel progetto cogliendo positivamente le opportunità dei nuovi strumenti finanziari in affiancamento a quelli più classici bancari.

Le società in cui il Fondo Strategico Trentino – Alto Adige ha investito direttamente, attraverso la sottoscrizione di minibond con il comparto Bolzano, hanno generato nel corso del 2016 un volume d’affari superiore a 275 milioni di euro, impiegando circa 1.750 persone.

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economia e finanza

ASAT, Battaiola: «Cambiare la governance di Trentino Marketing e tassa di soggiorno sugli appartamenti privati»

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Si è svolta oggi a Molveno, organizzata in collaborazione con la locale Sezione degli albergatori, il Comune e la SITM (Società d’incremento turistico di Molveno), la 72a Assemblea annuale dell’Asat.

A porgere agli albergatori i saluti di Molveno è stato il sindaco della località turistica dell’Altopiano dell Paganella, Luigi Nicolussi e il presidente  della locale Sezione dell’Asat, Fabio Mori.

Il presidente dell’associazione, Giovanni Battaiola, insieme alla Giunta esecutiva, al Consiglio direttivo e alla struttura operativa guidata dal direttore Roberto Pallanch, dopo avere ricordato la figura di Luca Libardi, scomparso prematuramente all’inizio dell’anno, ha fatto il punto della situazione sulle attività svolte, soffermandosi soprattutto sulle aspettative degli albergatori e del turismo trentino, anche in vista delle prossime elezioni provinciali di ottobre, per le quali si faranno delle proposte sulla base delle istanze delle sezioni territoriali.

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«Quando parliamo di turismo – ha evidenziato Giovanni Battaiola – intendiamo rappresentarlo come sistema, ossia come un insieme di attori con caratteristiche diverse e nello stesso tempo complementari. Ci piace pensare che “sistema turistico” significhi lavorare ognuno al meglio nel proprio ambito, ma con una comune e condivisa strategia di approccio al mercato».

Battaiola ha sottolineato come l’associazione ha cercato di costruire, anche in collaborazione con Federalberghi, un rapporto positivo di conoscenza, di confronto e di proposta con le istituzioni politiche e amministrative, perseguendo questo obiettivo in sede provinciale e nazionale.

Secondo il presidente in questo senso diventa strategico il sistema dell’organizzazione e della promozione turistica, intervenendo su alcuni temi, come l’imposta di soggiorno, per la quale l’Asat ha ribadito la sua contrarietà, pur rilevando il riversamento totale della stessa alle Apt.

«Ma a questo riguardo riteniamo doveroso ribadire che la tassa di soggiorno debba essere applicata anche agli appartamenti privati, per i quali è stata scelta la strada di un’imposta di tipo patrimoniale. Crediamo che questo problema, ancor prima di essere di tipo economico e finanziario, riguardi l’applicazione di regole uguali per chi opera nel mercato turistico» ha evidenziato Battaiola.

È arrivato anche un giudizio sostanzialmente positivo della politica turistica di questi anni ma ci sono delle criticità che devono essere affrontate come per esempio: «la governance di Trentino Marketing, – afferma Battaiola –  per la quale l’Asat chiede l’istituzione e la presenza in un Consiglio di amministrazione di propri rappresentanti per incidere e portare un contributo di idee, di condivisione e responsabilizzazione delle scelte; la necessità di ripensare l’organizzazione delle Apt territoriali che devono assumere le funzioni di agenzie di territorio per il coordinamento delle azioni turistiche, sganciandosi da logiche politiche e dai limiti imposti da rigidi confini amministrativi che in taluni casi ne condizionano l’azione».

Nella relazione del presidente è stata posta particolare attenzione alla politica sindacale dell’Asat, con azioni condotte in sede provinciale e nazionale anche tramite Federalberghi, a cui è stata espressa stima per il lavoro svolto e la costante collaborazione. È stato evidenziato, inoltre, il valore sociale del welfare che, se opportunamente pensato ed applicato, può costituire uno strumento di gestione delle crisi di mercato e occupazionali, nonché di sostegno dei consumi.

Infine Battaiola si è soffermato sulle infrastrutture per il turismo, «Servono infrastrutture fisiche e immateriali – ha spiegato il presidente – accessi rapidi al territorio, nonché un sistema di mobilità esteso con connessioni e scambi cadenzati tra i vari mezzi. E questo non solo nell’interesse degli ospiti, ma anche dei cittadini trentini. Questi aspetti presentano criticità che vanno affrontate in modo deciso e per le quali vanno trovate le necessarie risorse economiche e finanziarie, anche a livello europeo e all’interno del bilancio provinciale».

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economia e finanza

Trentingrana-Concast: bilancio approvato, fatturato di 56 milioni di euro

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Assemblea dei soci di Trentingrana-Concast, ieri mattina, alla sede di Spini di Gardolo per l’analisi e l’approvazione quasi unanime del bilancio 2017.

“L’assemblea di oggi chiude ufficialmente l’attività di un anno da considerare positivo per l’economia globale con una ripresa, dopo anni di rallentamento, che ha contribuito a rafforzare la domanda alimentare in generale e dei derivati del latte in particolare. Il mercato lattiero–caseario internazionale è stato contraddistinto da una forte volatilità legata a squilibri tra domanda e offerta che, con ogni probabilità, ne influenzeranno l’andamento anche nel corso del 2018. Il quadro economico mondiale, in ripresa soprattutto per le economie avanzate – ha osservato il presidente Saverio Trettel. A livello provinciale – ha aggiunto – stiamo assistendo, da alcuni anni, a un aumento della produzione che ci impone di elaborare nuove strategie di sistema per riuscire a riconoscere la giusta valorizzazione alla maggior quantità di latte prodotta”.

Un forte richiamo è stato indirizzato all’unità.Il Consorzio dovrà riappropriarsi del suo ruolo di centralità e questo potrà avvenire solamente nel momento in cui, finiti i confronti e le contrapposizioni di quest’ultimo periodo, si ritroverà la coesione e l’unitarietà all’interno del nuovo consiglio di amministrazione, che oggi andremo a eleggere. La pluralità di soggetti e di produzioni all’interno del nostro sistema deve rappresentare un patrimonio. La diversità di opinioni è ricchezza e il Consorzio smetterebbe di aver senso nel momento in cui non fosse più così. Un consorzio è, per definizione, il luogo di unione di interessi comuni di più soggetti e smette di essere tale nel caso in cui rappresenti l’espressione di un singolo o di un gruppo rispetto ad altri. È giunto quindi il momento di essere responsabili e coesi”.

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Un ricordo è stato riservato a Nicola Saponari e a Fabio Malfer, “commerciale storico cresciuto insieme al Consorzio al quale ha dedicato una parte importante della propria vita. Persona schietta, diretta, sempre pronta a mettersi a disposizione per il bene altrui, Fabio – è stato detto – ha lasciato un vuoto difficilmente colmabile”.

IL BILANCIO – I numeri principali del bilancio 2016, redatto con la consulenza del settore agricole della Federazione Trentina della Cooperazione, sono stati presentati dal direttore Andrea Merz.

Il fatturato ha raggiunto i 56 milioni di euro, in crescita del 12% di dodici mesi prima.“Nella relazione dello scorso anno si sottolineava come, a partire dal 2015 (fine del regime delle quote latte), la produzione di latte avesse subito un’inversione di tendenza, tornando a crescere. Questo andamento, confermato anche nell’annata appena trascorsa, ha portato la produzione ad attestarsi a quasi 149.000 tonnellate (+2,5%) delle quali circa 118.000 (79%) sono state conferite a strutture cooperative operanti sul territorio provinciale”.

Anche il numero degli allevatori (trentini e altoatesini) conferenti ai caseifici associati sembra ormai essersi stabilizzato: il saldo negativo è, infatti, di sole 8 unità (da 751 a 743) e fa capire che, nuovi giovani e con adeguata formazione, si sono insediati nel comparto.

“Analizzando i bilanci dei caseifici attualmente disponibili (14 su 17) – ha spiegato Merz – gli stessi risultano essere soddisfacenti, considerato che, la liquidazione media ponderata, si attesta a un valore superiore a 0,59 €/litro. Finora in tre caseifici si sono superati i 60 centesimi/litro e in due si sono raggiunti o superati i 70 centesimi/litro. Il valore del conferimento liquidato ai soci ha quasi raggiunto i 44 milioni di euro”.

Due altri settori importanti sono la burreria e il sierificio.

Passando all’analisi dei vari sezionali, si può affermare che, l’attività della burreria, è proseguita con regolarità, denotando buone rese produttive. La produzione 2017 si è mantenuta al di sopra delle 1.400 tonnellate, sostanzialmente in linea con l’anno precedente. La liquidazione netta ai soci è pari a 4,60 €/chilogrammo in aumento del 52% rispetto al 2016.

“Per il sierificio l’annata 2017 è stata caratterizzata, come per altre commodity lattiero–casearie, da quotazioni interessanti per buona parte dell’anno. Il prezzo medio di vendita del siero in polvere è passato da 520 a 730 €/tonnellata. Di conseguenza i ricavi di questo sezionale, nonostante la produzione di polvere si sia leggermente ridotta (-4,8%) per via delle minori quantità di concentrato acquistato e a causa del rallentamento produttivo dovuto alla messa in funzione del nuovo impianto di pastorizzazione e demineralizzazione, sono aumentati di oltre il 35%, attestandosi intorno ai 5,3 milioni di euro; l’aumento dei ricavi, associato a una riduzione dei costi (-3%) sul siero magro lavorato, ha permesso di arrivare a una liquidazione finale di 0,0175 €/litro, in netto rialzo rispetto all’anno precedente”.

Infine, il laboratorio ha analizzato un numero complessivo di 54.607 campioni in leggera diminuzione rispetto al 2016.

Il conferimento 2017 si è attestato a 96.778 forme (+4,03% sul 2016). I dati di produzione dell’annata agraria 2016/2017, in incremento a livello provinciale, fanno prevedere un aumento del conferimento che si stima tra le 101.000 e 103.000 forme per il 2018. “Nel corso del 2017 – ha detto Gabriele Webber, responsabile commerciale – sono state vendute complessivamente 98.604 forme, in incremento del 3,94% (+3.734) sul 2016″. “Un motivo di preoccupazione – è stato ricordato – appartiene al costante aumento del consumo nazionale dei formaggi duri cosiddetti similari: con l’abolizione delle quote latte dal 2015, l’eccedenza di materia prima, trova sbocco in produzioni similari nazionali, non Dop, fortemente concorrenziali con prezzi all’ingrosso dei cosiddetti bianchi italiani, anche al di sotto dei 5 €/chilogrammo”.

“La Linea Formaggi Tradizionali – ha spiegato Paolo Paris – ha incrementato il proprio fatturato del 7,1%, passato da € 8.857.800 a € 9.490.801. Dalla fine del mese di novembre 2017 è operativo il nostro sito e-commerce per la vendita on line. A partire dal mese di maggio/giugno 2018 verrà posta in evidenza la nostra presenza in tali mercati e la conseguente vendita, entrando nell’assortimento delle due più importanti piattaforme di commercio on line, Amazon ed E-bay, proponendo un assortimento più completo e che rispecchia al meglio il nostro mondo”.     

GLI ELETTI – L’assemblea dei soci ha eletto il consiglio di amministrazione che rimarrà in carica il prossimo triennio. Il presidente sarà nominato durante la prima riunione del cda.

Questi gli eletti: Stefano Albasini (Terzolas), Giovanni Battisti (Cavareno), Lorenzo Biasi (Coredo), Marisa Corradi (Altipiani), Lorenzo Covi (Fondo), Renzo Creazzi (Sabbionara), Luigi Defrancesco (Predazzo), Luigi Deluca (Campitello), Diego Fezzi (Mezzana), Paolo Ianes (Castelfondo), Guido Lanzerotti (Romeno), Benvenuto Maistrelli (Tuenno), Renzo Marchesi (Rumo), Luca Pedri (Revò), Cesare Scalet (Primiero), Saverio Trettel (Cavalese), Ezio Valenti (Latte Trento).

Collegio sindacale: Pasquale Mazza, Claudio Toller, Diego Turri.

GLI INTERVENTI – Il presidente della Cooperazione Trentina, Mauro Fezzi, si è complimentato “con il Consorzio e i caseifici per i risultati che il bilancio ha evidenziato” e una sottolineatura l’ha dedicata “all’importanza della formazione tecnica e all’attenzione alla qualità”.

Nel corso dei lavori assembleari sono intervenuti Luca Rigotti, vicepresidente della Federazione Trentina della Cooperazione per il settore agricolo, gli onorevoli Emanuela RossiniMaurizio FugattiAndrea de Bertoldi e il consigliere provinciale Mario Tonina.

Hanno partecipato all’assemblea le onorevoli Giulia Zanotelli e Stefania Segnana.

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economia e finanza

Inflazione aprile: prezzi in Trentino aumentano il doppio della media nazionale

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Prezzi pazzi ad aprile sul fronte dell’inflazione. I dati forniti dall’Istat e relativi ai prezzi al dettaglio nelle varie regioni d’Italia forniscono infatti un quadro in cui si evidenziano fortissime differenze dei listini a livello territoriale. (altro…)

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