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Trento

«Camelot». La piccola fortezza del progetto Cfs

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Prendendo spunto dal termine scelto per dare il nome alla propria Cooperativa Formativa Scolastica, quella dei ragazzi della terza classe Ue del Liceo Rosmini di Trento potrebbe sembrare una fortezza ispirata ai principi della democrazia decisionale e dalla condivisione come era Camelot nel sogno di Re Artù.

Una fortezza al cui interno ambientare una esperienza formativa destinata a far vivere e far comprendere nel concreto cosa significa cooperativa ed essere e agire da cooperatori.

La sala consiglio della Federazione Trentina della Cooperazione ha ospitato l’assemblea costitutiva di questa Cfs che può contare sulla consulenza del team dell’ufficio di educazione e cultura cooperativa dell’ente di via Segantini.

Studentesse e studenti, meglio socie e soci della Cooperativa Formativa Scolastica, aiutati dai loro insegnanti collaboreranno con la cooperativa Villa Sant’Ignazio al progetto “Sportello di solidarietà sociale”.

In buona sostanza il percorso che vedrà protagonisti il gruppo di studenti-cooperatori si snoderà in alcune tappe.

Si partirà dall’analisi statistica dei dati relativi agli utenti che accedono allo sportello (età, sesso, nazionalità, professione ecc.) per poi passare a una serie di interviste destinate a offrire un quadro il più possibile esaustivo del servizio offerto dallo sportello.

Per fare questo sono state individuate una serie di figure cardine all’interno della struttura e non solo: un volontario dello sportello di solidarietà sociale, un referente della Cooperativa Villa Sant’Ignazio, un interlocutore per le Attività Sociali del Comune di Trento, un altro per la Caritas di Trento, e un altro ancora per la cooperativa Punto di Incontro.

Le interviste rappresenteranno la base per scrivere un articolo sullo Sportello di solidarietà sociale e, naturalmente, sull’esperienza vissuta da ragazze e ragazzi con la Cfs “Camelot”.

 

Trento

Adunata alpini: pubblicato il bando per l’assegnazione dei posteggi commerciali

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L’adunata degli alpini che invaderà pacificamente Trento dall’11 al 13 maggio sarà anche una grande manifestazione commerciale su area pubblica, suddivisa in due momenti: 113 i posteggi previsti per le tre giornate, di cui 80 del settore alimentare e 33 dedicati alla vendita di gadget e oggetti strettamente attinenti all’evento, mentre altri 44 posteggi alimentari saranno attivi domenica 13 maggio nell’area di ammassamento della sfilata.

L’attività di vendita e somministrazione si svolgerà dalle 12 alle 24 di venerdì 11 maggio e dalle 7 alle 24 nelle giornate di sabato 12 e domenica 13 maggio.

Per assegnare i posteggi è stato pubblicato un bando pubblico, disponibile sul sito del Comune anche nell’area predisposta per l’evento, che nelle prossime settimane sarà via via costantemente aggiornata con le notizie utili per i cittadini.

Entro le ore 12 del 19 marzo 2018 possono presentare domanda gli operatori commerciali su area pubblica, i produttori agricoli in possesso di titolo per l’esercizio dell’attività su area pubblica e gli artigiani iscritti all’Albo, che non si trovino in condizioni di morosità nei confronti del Comune per importi dovuti e non pagati a titolo di occupazione di suolo pubblico. Gli operatori devono essere dotati di idonea attrezzatura ed essere in possesso delle dichiarazioni richieste per l’utilizzo di apparecchiature specifiche per la preparazione degli alimenti.

Ogni operatore può richiedere l’assegnazione di un solo posteggio per le tre giornate e di un solo posteggio per la giornata di domenica 13 maggio.

La selezione e l’abbinamento con la rispettiva area avviene con sorteggio. Verranno stilate delle graduatorie da utilizzare qualora si dovessero liberare dei posteggi già assegnati.

È concessa una prelazione nelle operazioni di sorteggio agli operatori titolari di concessione nei mercati del comune di Trento sospesi in occasione della manifestazione.

Per i posteggi del settore alimentare è ammessa la vendita e la somministrazione di soli prodotti atti al consumo immediato. È autorizzata, nell’ambito dello spazio assegnato, la collocazione di panche e punti di appoggio, con divieto dell’attività di somministrazione assistita (cd. servizio al tavolo). È vietato inoltre l’utilizzo di bicchieri e stoviglie in vetro o altro materiale frangibile.

I costi a carico degli operatori, oltre a quelli legati alla presentazione della domanda (una marca da bollo da 16 euro e 26 euro di diritti di istruttoria), comprendono il canone per l’occupazione di aree pubbliche e la tariffa per il servizio di smaltimento rifiuti, e variano, a seconda della dimensione del posteggio assegnato, da 590 a 980 euro.

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Trento

Contributi Provinciali per il Monte Bondone: strada corretta?

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Le notizie di questi giorni ci hanno fatto fare una attenta riflessione sul sistema di contributi che la Provincia Autonoma di Trento ha utilizzato in questi anni soprattutto nel turismo, come sul Monte Bondone con i Patti territoriali.

La vendita all’asta dell’Hotel Norge sul Monte Bondone, ad una cifra nettamente inferiore ai contributi erogati dall’ente pubblico, fa capire che probabilmente qualche cosa non va nel sistema adottato.

Prendendo in considerazione i Patti Territoriali del Monte Bondone, la Provincia Autonoma di Trento, ha erogato dei contributi decisamente interessanti per la realizzazione degli Hotel o la loro ristrutturazione.

Questo fa già capire un errore di partenza; sono stati erogati denari per la “realizzazione” ma ci si è dimenticati completamente della “gestione”, vero punto cruciale per rendere un investimento buono o cattivo nel tempo, sostenibile e soprattutto redditizio.

È sbagliato il sistema che aiuta solo la realizzazione di un’opera. Operare con questa metodologia in questi anni è la concausa della situazione attuale: una serie di strutture alberghiere ed extra alberghiere in fallimento ed all’asta.

Il Dolomiti Chalet a Vason, il Piccolo principe a Lagolo e il Dolomiti a Vaneze ne sono una dimostrazione sotto gli occhi di tutti e sono solo la vera punta dell’iceberg.

Abbiamo personalmente visto dei Business Plan, realizzati per avere finanziamenti da istituti di credito e relativi contributi pubblici, con stagionalità di 10 mesi e indici di occupazione da far invidia a Venezia o Firenze.

Questo perché altrimenti il piano economico di realizzazione della struttura ricettiva e il relativo ammortamento negli anni non stava “in piedi” e non sarebbe stato sostenibile. Con dati “fallati” in questo modo sono poi stati chiesti importi per affitti alle aziende di gestione esorbitanti che hanno di fatto affossato i poveri gestori che si sono visti improvvisamente schiacciati in questo sistema sbagliato e confuso.

Pensiamo che la Provincia Autonoma di Trento avesse i mezzi per aiutare realmente la gestione anche senza incappare in aiuti di stato che sarebbero stati inopportuni. È stata prevista l’abolizione della tassa dei rifiuti ma tale azione è decisamente troppo esigua per aiutare “realmente” una gestione di struttura ricettiva, soprattutto in zone “difficili” come il Monte Bondone.

I cittadini di Trento sono sicuramente stufi di sentire questi argomenti soprattutto perché per anni si è sventolato ai sette venti il fatto che gli albergatori del Monte Bondone hanno ricevuto tanti denari ed aiuti. Ma però forse non sanno che i patti del Monte Bondone hanno aiutato (o forse meglio regalato) anche tanti denari a tutta la fascia pedemontana che “nulla” ha a che fare con il turismo reale della montagna.

Ad esempio sono stati concessi oltre 320 contributi  per la sostituzione di caldaie, realizzazione di impianti sanitari o fotovoltaici per un totale di oltre 1.2 milioni di  euro prevalentemente a privati. Ci chiediamo che cosa centri questo con il turismo, la sistemazione della caldaia dell’appartamento della Signora Cesira di Baselga (nome ovviamente inventato) che azione di aiuto può avere nei confronti del turismo della nostra montagna?

Oltre 106 contributi concessi per Agricoltura e centri storici per oltre 2,7 milioni di euro… stiamo parlando di contributi per le cose più disparate, da impianti di irrigazione, bonifiche agrarie, capannoni agricoli, depositi ed acquisti di motofalciatrici e tanto altro. Certamente sono cose importanti ma pensiamo che sarebbero dovute essere considerate in azioni diverse e separate da quelle prevalentemente turistiche.

Certamente la maggior parte dei contributi è andato alla realizzazione delle strutture ricettive, ovvio, i costi e i progetti sono di entità completamente differenti. Però parliamo di circa 20 aziende che hanno beneficiato di contributi concessi a relative operazioni nelle strutture ricettive, numero decisamente inferiore rispetto a quelli trattati precedentemente nell’energia e nell’agricoltura.

Questo è importante non dimenticarlo perché il patto Territoriale del Monte Bondone non è stato un regalo per gli albergatori della montagna ma un aiuto “a pioggia” che ha però bagnato soprattutto la fascia pedemontana che poco o nulla sta facendo per il vero rilancio della montagna. La forte opposizione a tanti interventi di rilancio e riqualificazione della montagna da parte della fascia pedemontana altro non fa che aumentare la convinzione che i contributi siano stati soldi “buttati via” visto che “gli albergatori” si lamentano e non facciano nulla.

Tali convinzioni e tale opposizione sono continuamente esternate durante gli incontri “al caldo delle nuove caldaie” ….. avute grazie ai contributi del patto territoriale.

Carlo Garbini
www.carlogarbini.it

Origine dati: www.pattiterritoriali.provincia.tn.it

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Trento

Bezzi (Forza Italia): per Lorenzo Dellai i valori del Trentino sono rappresentati dal colore rosa.

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Anche i colori in politica hanno un senso?

Pare di si, almeno per il consigliere provinciale di Forza Italia Giacomo Bezzi. 

Nell’occhio del ciclone ancora una volta il simbolo di Civica Popolare, l’ennesimo nuovo partito di Lorenzo Dellai (il nono per la precisione).

Sorvoliamo sullo studio del simbolo, infatti come già detto, quando si fonda un partito bisognerebbe investirci un pochino di tempo,  qualche euro e magari creare una strategia di marketing per veicolare il proprio brand.

Cosa che l’ex principe Lorenzo Dellai pare non aver fatto. Forse perché consapevole che la vita del suo partito avrà più o meno la vita di un lepidottero. (cioè la vita che hanno avuto tutti i partiti frequentati da Dellai negli ultimi 5 anni)

Il simbolo di Civica popolare, sa tanto di polisportiva di paese o bocciofila di rione dove si organizzano tornei di bocce tra pensionati e corse in bicicletta per gli over 70. Ma passiamo al peggio. I colori infatti hanno un senso e assumono una parte importante relativa al messaggio che si vuole dare agli elettori.

Giacomo Bezzi sul simbolo del nuovo partito di Lorenzo Dellai ha dichiarato: «La storia politica del Trentino, dell’autonomia, di De Gasperi e Silvius Magnago e di altri che li hanno seguiti non può oggi essere rappresentata da un simbolo di colore rosa, no la storia dell’autonomia Trentina caro Dellai non puo’ essere questa. Il colore dei nostri prati e boschi e’ verde, il colore dei nostri fiumi o montagne e ghiacciai e’ bianco e azzurri i nostri cieli. In politica anche i colori hanno un senso se rapportati ai valori di noi popolo di montanari! Noi montanari popolari e autonomisti non possiamo votare simboli di colore Rosa»

E come dare torto a Bezzi in fondo. Come è possibile riassumere i valori di patria, libertà e famiglia nel colore rosa? 

Nel simbolo di Civica Popolare con sprezzo del pericolo Dellai inserisce dei riferimenti montiani, ex democristiani ormai sotto terra da un pezzo, quello che rimane degli Alfaniani, gli scomparsi dell‘Italia dei valori, L’unione per il Trentino, e tutti i voltagabbana della precedente legislatura. Pensate. Pare ci sia anche Librandi approdato in parlamento ricevendo un consenso fatto di ben 136 voti. 

Tanti simboli per pochi consensi. Sarà infatti un vero miracolo se tutti insieme raggiungeranno un 1,5%. Ma per la corsa alla «Carega» si può fare questo ed altro. Ma la cosa più comica è la scelta del nuovo fiore dentro il simbolo le cui similitudini con il marchio Conad e Guru sono impressionanti.

«La politica è una cosa molto difficile – conclude laconico Bezzi – bisogna sporcarsi le mani con i problemi della propria gente e del territorio per imparare ad amministrare e fare politica» 

Il popolo della rete si è scatenato come in una puntata di «Oggi le comiche»e dopo l’ironia e il sarcasmo si è  diviso tra il marchio Conad, il supermercato dove nascono anche i bambini, quello delle magliette Guru, e in effetti è proprio spiaccicato, fino ad arrivare a Sole piatti detersivo. (sotto alcuni esempi).

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