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Matteo Salvini a Pergine e Rovereto: «Pronti per la svolta in Italia e in Trentino»

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La visita del leader della Lega Nord Matteo Salvini in Trentino prevedeva due tappe. La prima all’auditorium Don Milani a Pergine Valsugana, la seconda all’urban Center di Rovereto.

Nel comune della Valsugana il teatro non ha potuto contenere tutti i simpatizzanti, ma anche i molti cittadini venuti da tutta la valle per sentire il leader della lega. L’aria che ha tirato fin da subito, è stata di grande energia ed entusiasmo. Peccato per le molte persone costrette a rimanere fuori dal teatro.

Salvini ha chiesto a tutta la comunità Trentina di «avere uno scatto d’orgoglio in avanti per finire di essere una colonia del centro sinistra di Roma».

L’appello del leader della lega, lungamente applaudito, è stato quello di «fare la storia»  e «vincere sul centro sinistra che ha usato il Trentino, riempendosi la bocca con la parola autonomia,  solo per raccogliere consensi in cambio di posto di lavoro che vanno sempre a finire all’amico dell’amico del politico di turno»

Non è mancata la frecciata all’ex presidente della provincia avversario di Fugatti nel collegio della Valsugana, «a Lui dopo la sconfitta daremo un lavoro socialmente utile perché noi non abbandoniamo nessuno»ha dichiarato fra l’ilarità e gli applausi dei presenti.

Si è infine auspicato che il centro destra con la lega come partito trainante vinca sia il 4 marzo che in ottobre alla amministrative trentine. «Il PD ha fatto il suo tempo in Trentino, è ora di cambiare la storia anche in Trentino, faremo un centro destra forte insieme alle liste civiche che vogliono il bene di questa regione e che credono nei valori della meritocrazia, della famiglia, della sicurezza, dell’onestà e dell’autonomia barattata dal centro sinistra trentino in cambio di favori ai politici del posto, dei territori e della trasparenza della banche».

Sulle prime tre cose da fare quanto governerà l’Italia Matteo Salvini è stato chiaro:«Via subito la legge Fornero, protezione totale dei confini e meno tasse per tutti gli italiani» L’Italia che sogna Salvini? Semplice: «Un’ Italia con più lavoro, più sicurezza e meno clandestini». 

Vicino a Salvini Maurizio Fugatti e Diego Binelli, candidati per le elezioni del 4 marzo, ma anche tutti gli altri, compreso Savoi e Walter Kaswalder. 

Pienone anche a Rovereto, all’urban Center, in serata. Nella città della quercia ad attendere Salvini un gruppo di una ventina di manifestanti riconducibili ai centri sociali Trentini, black bloc e anarchici

Attimi di tensione, che però non hanno per nulla rovinato l’incontro di Matteo Salvini con la comunità roveretana e della Vallagarina.

Ad attenderli però c’erano una trentina di poliziotti in tenuta antisommossa, pronti per caricare i manifestanti in caso di pericolo. (qui il video di una carica della Polizia di Stato)

I ragazzi dei centri sociali hanno protestato con slogan e striscioni, «Con tutti gli immigrati solidarietà, fuori la Lega dalle città», «La bomba sociale siete voi», «Ora e sempre Resistenza», queste alcune scritte mostrate dai manifestanti.

Purtroppo non sono mancati i vandalismi, sulle vetrate di un negozio infatti hanno scritto con lo spray  «Vendetta Macerata, Terrorismo Fascista». È stata inoltre danneggiata un’automobile parcheggiata nelle vicinanze del corteo

Anche all’Urban Center Salvini ha comunque fatto il pieno, numerosissimi infatti i presenti. «Mi dispiace vedere che nella Città della Pace si debbano schivare sassi e bastoni lanciati da quattro figli di papà. Ma se andremo al governo, riporteremo un po’ ordine e chiuderemo tutti i centri sociali».

Con Salvini a Rovereto la candidata alla Camera Vanessa Cattoi, e i rappresentanti lagarini della Lega nord, dalla presidente del consiglio comunale Mara Dalzocchio al segretario cittadino Maurizio Battisti, dal sindaco di Avio Federico Secchi al consigliere provinciale di Agire per il Trentino Claudio Cia. 

«Siamo soddisfatti, – dichiara Maurizio Fugatti – vediamo che il popolo trentino sta rispondendo in modo adeguato alle tematiche che noi portiamo sul territorio da anni. La lega ieri ha dimostrato soprattutto a Pergine e in Valsugana di averci messo la faccia e aver lottato per le esigenze del territorio sempre e dovunque, non so se Fraccaro e Dellai potranno dire altrettanto»

Il leader Trentino della Lega nord è sicuro che in alcuni collegi i candidati leghisti porteranno a casa la vittoria.

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Blitz delle Fiamme Gialle al soccorso alpino Trentino.

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Nuovo capitolo nello scontro fra soccorso alpino nazionale e provinciale che continuerà fra i banchi della Corte dei Conti.

Sono ormai note da tempo le tensioni fra i due enti, cominciate con reciproche accuse ed ora sfociato in un vero scontro fra Adriano Alimonta (foto) presidente del soccorso alpino Trentino e il capo del soccorso nazionale  Maurizio Dellantonio.

Una denuncia ha portato ieri la guardia di finanza  ad effettuare un blitz negli uffici del soccorso alpino trentino dove le fiamme gialle hanno acquisito le documentazioni relative all’acquisto delle divise in dotazione ai soccorritori e gli incartamenti inerenti le indennità del Presidente del Vice del Soccorso Alpino.

L’indagine è partita da un esposto presentato da un capostazione del Soccorso Alpino trentino in cui si fa riferimento ad un affido, senza gara d’appalto, di incarico di fornitura di abbigliamento tecnico alla ditta Montura che fornisce il soccorso alpino nazionale.

La segnalazione comprende anche alcuni approfondimenti sulle indennità di istruttore e di elisoccorritore che il Presidente Adriano Alimonta ed il suo vice, Ezio Parisi percepiscono e che per statuto nazionale sarebbero vietate e alle quali, è giusto precisarlo, Adriano Alimonta ha rinunciato oltre un anno fa.

Ora le indagini dovranno provare se c’è stato un danno erariale per la casse pubbliche che versano circa 1,6 milioni di euro al soccorso alpino Trentino che pur essendo una ente privato è quasi tutto finanziato dal pubblico. Lo scontro fra i due soccorsi era emerso nel 2015 dopo la realizzazione del nuovo statuto definito da Alimonta per riorganizzare il soccorso Alpino provinciale di Trento.

La cosa non deve essere andata giù a Dellantonio che ha subito chiesto a tutte le stazioni trentine i giustificativi delle spese sostenute. Purtroppo quella di Fiemme e Fassa non è riuscita a giustificare quasi 10 mila euro di spese.

La riorganizzazione del soccorso trentino era stata vista da quello nazionale come una scissione e per questo ora Dellantonio ha chiesto il commissariamento. La situazione ora è molto delicata.

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AgCom condanna Rossi, Daldoss e Ghirardini. Usarono i soldi dei contribuenti per fini elettorali.

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L’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni ha ritenuto fondato l’esposto presentato dai consiglieri Borga, Civettini, Giovanazzi e Kaswalder nei confronti di ITEA spa con riguardo allo spot elettorale graziosamente concesso, con spese a carico dei contribuenti trentini, dal Presidente Ghirardini a Rossi e Daldoss. 

Con due distinti interventi, uno di natura ispettiva  e l’altro di denuncia all’Autorità di Garanzia delle Comunicazioni e al Corecom  (articolazione decentrata dell’AGCOM incardinata presso il consiglio provinciale), i consiglieri provinciali avevano ritenuto di assumere iniziative nei confronti dell’ITEA spa, che attraverso il suo periodico trimestrale “Edilizia Abitativa” (n. 87) inviato a tutti gli assegnatari, ha diffuso, contravvenendo la legge 22 febbraio 2008 n. 28 (“volgarmente” nota come legge sulla par condicio) il pensiero “politicamente (s)corretto” di tre esponenti del PATT (GhirardiniRossiDaldoss).

Il “pensiero politicamente (s)corretto” dei tre esponenti autonomisti – sempre secondo i denuncianti – risultava essere, per tempi e modi di pubblicazione, di sostegno alla candidatura “politicamente corretta” di Franco Panizzasenatore uscente e segretario del PATT, nel collegio senatoriale di Trento.

L’AgCom ordina quindi – si legge nella sentenza – di «pubblicare sul sito della società Itea S.p.A., quale società in house providing della Provincia autonoma di Trento, entro tre giorni dalla notifica del presente atto, e per la durata di quindici giorni, un messaggio recante . 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 della comunicazione istituzionale realizzata mediante la pubblicazione e la diffusione del numero 87 del periodico Edilizia Abitativa . In tale messaggio si dovrà fare espresso riferimento al presente ordine».

«In fin dei conti è poca cosa, – dichiara Rodolfo Borga – se consideriamo che il comportamento illegittimo di ITEA si è concretizzato nella diffusione in piena campagna elettorale di migliaia di copie del suo periodico Edilizia Abitativa, con un’intera pagina concessa a Rossi e Daldoss in palese violazione della legge sulla c.d. par condicio. In ogni caso, resta la soddisfazione di aver sollecitato un provvedimento che se non altro suona di condanna per l’arroganza una volta di più manifestata da coloro che ormai considerano le istituzioni come “cosa loro”».

Ora bisognerà attendere la risposta del Presidente Rossi all’interrogazione presentata sulla questione e sottoscritta, oltre che dai consiglieri che hanno presentato l’esposto, anche dai colleghi Simoni e Zanon.

Leggi qui la sentenza completa

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Immigrazione: In Trentino 3.400 stranieri sono diventati cittadini italiani nel 2016

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Arriva una nuova piccola diminuzione della popolazione straniera in Trentino. Tale calo è però dovuto soprattutto alle acquisizioni di cittadinanza italiana.

Il dato emerge dal Rapporto immigrazione in Trentino del Cinformi (edizione 2017), presentato ieri mattina nel capoluogo e curato dai sociologi Maurizio Ambrosini (Università di Milano), Paolo Boccagni (Università di Trento) e Serena Piovesan (area studi e ricerche Cinformi).

Entrando in dettaglio, sono 46.456, alla fine del 2016, i cittadini stranieri residenti in Trentino, esclusa la quota dei richiedenti protezione internazionale che ammonta a poco più del 3% degli stranieri presenti in provincia.

L’incidenza degli stranieri residenti sul totale della popolazione è dell’8,6%. Rispetto all’anno precedente, si registra una diminuzione del 4,1% dovuta soprattutto al peso degli oltre 3.400 stranieri diventati cittadini italiani nel 2016. La percentuale delle donne continua ad essere superiore a quella degli uomini, attestandosi al 53,9%.

La quota preponderante dell’immigrazione in Trentino è riconducibile al continente europeo (65,3%). Più di uno straniero su cinque in Trentino è di cittadinanza romena, cioè 10.258 persone. Seguono i cittadini albanesi (5.779 persone), marocchini (3.820), ucraini (2.549), pakistani (2.526), moldavi (2.520) e macedoni (2.456).

Nel corso del 2016 sono nati in provincia di Trento 746 bambini da entrambi genitori stranieri, il 13,7% in meno rispetto all’anno precedente. L’incidenza sul totale nascite è del 16%; se si considerano anche i 1.222 nati con almeno un genitore straniero, il dato sale al 26% del totale.

È nelle comunità della Valle dell’Adige, così come nell’Alto Garda e in Valle di Non, che si registra l’incidenza straniera più elevata: tra il 9 e l’11% del totale dei residenti.

SEGNALI DI STABILIZZAZIONE – Aumenta del 14% il numero di cittadini immigrati non comunitari in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Nel 2016 i ricongiungimenti familiari hanno conosciuto invece un calo del 9% rispetto all’anno precedente. La metà delle 276 richieste presentate appartiene a tre gruppi nazionali: pakistani, marocchini e indiani. Un dato che si attesta in crescita costante è invece quello delle acquisizioni di cittadinanza italiana. Secondo l’Istat, sono 3.461 le nuove acquisizioni di cittadinanza (50,2% maschi), con un incremento del 5% rispetto al 2015. Ormai da diversi anni si caratterizzano per una larga prevalenza del canale della naturalizzazione rispetto al matrimonio.

MATRIMONI MISTI – I matrimoni con almeno uno degli sposi straniero celebrati in provincia di Trento nel corso del 2016 sono stati 315, nella maggior parte dei casi – 277 – con almeno uno degli sposi residente in Trentino. I matrimoni con almeno uno sposo straniero corrispondono a quasi il 20% dei matrimoni celebrati in provincia.

CASA E MERCATO ABITATIVO – L’88,5% dei residenti in alloggi pubblici (ITEA) possiede la cittadinanza italiana, mentre una quota ancora più alta, pari al 92,3%, è data da cittadini dell’Unione Europea. Nel 2016 sono state ammesse a beneficio 90 domande di alloggio pubblico presentate da cittadini comunitari, mentre sono 14 le domande ammesse tra i non comunitari.

LA PRESENZA NELLA SCUOLA – Nell’anno scolastico 2016/17 gli studenti stranieri iscritti nelle scuole della provincia scendono a 9.474, circa 200 in meno rispetto all’anno scolastico precedente. Nel 67,5% dei casi sono nati in Italia. L’incidenza straniera sul totale si attesta all’11,6% e raggiunge il valore più elevato negli istituti della Comunità della Vallagarina (14,1% del totale).

ACCESSO AI SERVIZI SANITARI E VULNERABILITÀ SOCIALE – Sono 48.292 i cittadini immigrati che risultano iscritti al sistema sanitario provinciale al 30 giugno 2017, comunitari nel 27,9% dei casi. Il numero di attestati STP (tessera sanitaria per lo straniero non comunitario temporaneamente presente) e di certificati ENI (europeo non iscritto) per cittadini comunitari indigenti è notevolmente cresciuto rispetto al 2015 (+58%), arrivando nell’insieme a circa 1.900 rilasci nel 2016. Buona parte è legata ai più recenti flussi migratori dall’Africa occidentale. Gli accessi al Pronto Soccorso da parte dei cittadini stranieri, inclusi i comunitari, registrano un calo nel 2016 e rappresentano il 14,3% del totale. Per quanto riguarda la vulnerabilità sociale degli stranieri, i dati raccolti al 2015 dal Comune di Trento (in cui risiede oltre un quarto degli stranieri e dove si registrano circa 6.300 contribuenti immigrati) mostrano che il reddito imponibile medio dei cittadini immigrati (12.400 Euro circa) è pari a meno della metà di quello medio dei cittadini italiani (di poco superiore a 25.000 Euro).

CITTADINANZA ECONOMICA – Gli occupati immigrati nel 2016 sono circa 1.200 in meno rispetto al 2015. Sul fronte delle assunzioni, si registra un lieve incremento solo nel settore agricolo, che raccoglie più del 40% delle assunzioni di stranieri. Nelle assunzioni si conferma la progressiva europeizzazione del lavoro immigrato, con una rilevanza sempre più marcata dei romeni. Anche l’inserimento nel lavoro domestico ha subito alcuni arretramenti, mentre si manifesta una tendenza al rientro di lavoratrici e lavoratori italiani in questo settore. Nel 2016 il peso della componente immigrata scende di poco e su cinque occupati in ambito domestico quattro continuano a essere immigrati. Dopo due anni di crescita, le imprese con titolare nato all’estero nel 2016-2017 sono diminuite di oltre 70 unità; l’incidenza sul totale delle imprese è dell’8,6%. Al 30 settembre 2017 si registrano in Trentino 2.404 imprese con un titolare immigrato, concentrate in particolare nel trasporto e magazzinaggio, nei servizi alle imprese e nelle costruzioni.

PROGETTO DI ACCOGLIENZA STRAORDINARIA DEI RICHIEDENTI ASILO – Il 2017 si caratterizza per un forte rallentamento dei flussi in arrivo a partire da agosto in seguito al “Memorandum d’intesa” sottoscritto tra il Governo di Riconciliazione Nazionale dello Stato di Libia e il Governo della Repubblica Italiana. Gli arrivi di richiedenti asilo in Trentino ammontano, nel 2017, a 1.014 migranti, mentre le uscite dal progetto di accoglienza ammontano a 718 persone. Al 31 dicembre 2017 erano presenti in accoglienza straordinaria 1.518 persone: 1.219 maschi e 299 femmine. La maggior parte dei richiedenti asilo è di nazionalità nigeriana, pakistana e maliana. Al 31 dicembre 2017 erano 65 i territori comunali del Trentino interessati dall’accoglienza straordinaria, 17 dei quali con più di 10 persone accolte. Nel 2017 sono stati attivati 192 tirocini formativi soprattutto nei settori della ristorazione e alberghiero, industria, servizi e artigianato. Il 42% dei tirocini conclusi a fine 2017 è sfociato in una assunzione.

PROGETTO DI ACCOGLIENZA SPAR – Nel corso del 2017, nel progetto SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) della Provincia autonoma di Trento sono state accolte 165 persone, di cui 30 donne e 135 uomini. La maggior parte delle persone accolte nel progetto ha meno di 30 anni e l’età media è di 25 anni. Nello SPRAR convivono 19 diverse nazionalità. I principali paesi di provenienza sono nell’ordine Pakistan, Nigeria e Afghanistan. Nel 2017 sono stati seguiti 77 tirocini da parte di persone inserite nello SPRAR, di cui 19 attivati nel 2016. Nello stesso periodo, 72 persone hanno trovato lavoro, 28 delle quali a seguito di un tirocinio e le altre grazie alla ricerca individuale attiva di lavoro. Nel 2017 hanno terminato il loro progetto 61 persone, di cui oltre il 50% è riuscito a inserirsi a livello socio-economico.

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