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Politica

Forza Nuova: Numa De Masi lascia, al suo posto Stefano Veronesi.

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Si è svolto sabato 10 febbraio 2018 a Bolzano il Coordinamento Regionale del Trentino Alto Adige di Forza Nuova.

Durante la riunione, Numa De Masi,  ha comunicato le proprie dimissioni da coordinatore  della provincia di Trento del movimento.

Motivi personali e di tempo da dedicare al movimento pare siano alla base della sua rinuncia. Numa De Masi comunque rimarrà nel partito, ma come semplice militante. Al suo posto è stato designato nuovo coordinatore Stefano Veronesi.

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Il Coordinatore Regionale, Michele Olivotto, ha ringraziato e accettato le dimissioni di De Masi augurando al contempo un buon lavoro al nuovo eletto.

«In tutta la regione aumentano le adesioni e i consensi, segno che stiamo lavorando bene e che quanto fatto dall’ex coordinatore Numa De Masi è stato incisivo e produttivo»ha dichiarato Olivotto durante la riunione. 

Tutti i militanti della provincia di Trento hanno ringraziato la “direzione” uscente per l’impegno profuso e i risultati raggiunti in questi anni del mandato di De Masi.

«Certi delle grandi sfide che si affacciano e si pongono ora all’orizzonte per la Nostra Nazione e le Nostre Future Generazioni, Forza Nuova (e, in particolare, Forza Nuova Trentino Alto Adige) è pronta e si attiva fin da subito invitando la popolazione ad unirsi in chiave sinergica allo scopo di “invertire una rotta” ormai sconsiderata per far ripartire e fare ancora ritornare Grande l’Italia» ha concluso Olivotto. 

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Politica

Giuseppe Conte indicato come premier, Salvini:«lavoreremo prima per gli italiani»

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«Finalmente può nascere la terza Repubblica». Così Luigi Di Maio, leader dei Cinque Stelle, al termine del colloqui al Colle verso il nuovo governo.

«Abbiamo fatto il nome e abbiamo anche ben chiara la squadra e il progetto di Paese – ha aggiunto pochi minuti dopo il leader della Lega, Matteo Salvini -siamo vogliosi di partire per far crescere l’economia del Paese, lavorando come abbiamo promesso prima per gli italiani».

Entrambi hanno indicato al capo dello Stato come primo ministro Giuseppe Conte, come era stato ampiamente previsto in questi giorni. Con Mattarella nessuno ha parlato di ministri.

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Sergio Mattarella, ha scelto una strada insolita, infatti ha convocato per domani i presidenti di Camera e Senato, dopo di che si esprimerà sulla proposta di Lega e M5s.

L’incontro è dovuto soprattutto con Elisabetta Casellati, la presidente della Camera che ora si colloca all’opposizione.

Ricordiamo che al Senato l’asse movimento cinque stelle Lega ha solo 6 senatori in più delle «opposizioni».

Dal Quirinale filtrano però preoccupazioni per i conti dello Stato e per i risparmi dei cittadini.

Il Capo dello Stato a ricordato a Salvini e Di Maio l‘articolo 95 della costituzione che cita: «Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei Ministri», a dimostrazione che un premier e«esecutore» non sarebbe gradito a Mattarella

Sia Di Maio sia Salvini hanno citato i commenti critici di questi giorni – ultimo dei quali quello del Ppe all’Europarlamento – e l’allarme lanciato dall’agenzia di rating Fitch che hanno condizionato i mercati portando anche lo spread BTp-Bund a toccare 187 punti su massimi da ottobre scorso e il rendimento dei decennali italiani al 2,41%, top dal novembre 2014: «Al livello internazionale – taglia corto Di Maio – fateci partire, poi avrete tutto il diritto di criticarci». E il leader della Lega: «Leggiamo con interesse e stupore dichiarazioni che arrivano da ministri e commissari che non hanno nulla di cui preoccuparsi: il governo che vogliamo formare vuole far crescere l’Italia e aumentare il lavoro, renderlo più stabile, e riportare le aziende in Italia».

Esulta in un Tweet Marine Le Pen, presidente del Front National, per le notizie sull’imminente governo Lega-M5S provenienti da Roma: «Dopo il Fpoe in Austria la Lega in Italia. I nostri alleati arrivano al potere e aprono prospettive strabilianti, innanzitutto con il grande ritorno delle Nazioni!».

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Politica

Elezioni Valle d’Aosta: Nuovo boom della Lega, M5S in forte calo, sparisce il PD

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Elezioni Valle d’Aosta risultati.

Fortissima avanzata della Lega di Matteo Salvini alle Regionali in Valle d’Aosta che diventa il secondo partito

Dal zero della precedente elezione la Lega elegge ben 5 consiglieri.

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I dati finali confermano che il primo partito con il 19,25% è l’Unione Valdotaine ma il Carroccio è in seconda posizione con il 17,06%, la stessa percentuale raccolta il 4 marzo nonostante alle Regionali siano presenti molte più liste.

Pesante calo del Movimento 5 Stelle che dal 24% delle Politiche crolla intorno al 10,44%.

Deludente anche il dato del Pd al al 5,39% mentre il Centro Destra Valle d’Aosta, che riunisce Forza e Fratelli d’Italia, resta addirittura sotto il 3% rispetto al quasi 9% del 4 marzo.

La percentuale definitiva di affluenza al voto per le elezioni regionali e’ stata del 65,12%, con 67 mila 146 votanti su 103 mila 117 aventi diritto.

Nel 2013, aveva votato il 73,03% degli aventi diritto.

A Valgrisenche la percentuale piu’ alta di voto, pari al 82,53%, a Courmayeur, invece, l’affluenza minore, pari al 54,26%.

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Politica

Borga apre al centrodestra, tramonta il progetto di Gios con i sindaci

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«Al fine di migliorare le possibilità di successo, non si esclude la possibilità di ricercare alleanze con espressioni locali di partiti nazionali, il dialogo con queste ultime dovrà essere condotto a partire dal riconoscimento sia della pari dignità di tutti i partecipanti sia della prevalenza degli obiettivi locali rispetto a quelli nazionali. Ci impegniamo, inoltre, a valutare insieme opportunità e condizionamenti che, nel concreto, da tali possibili alleanze possono derivare»

Finisce così il comunicato a firma di Rodolfo Borga, Walter Kaswalder e Geremia Gios. 

Nulla di nuovo perché contiene le stesse cose che ormai il leader di Civica Trentina Borga afferma da prima e dopo il congresso.

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Nella nota a firma congiunta  dei tre si legge anche la possibilità di «rimanere aperti al contributo di quanti condividendo la necessità e l’urgenza di un cambiamento, sono disponibili a dare il loro apporto per migliorare le nostre proposte. Apertura che riguarda anche tutte le persone che, con spirito di servizio, in questi anni si sono impegnate, in schieramenti diversi, per lo sviluppo della comunità trentina».

L’unica novità è che Gios pare abbia abbandonato il confronto con il partito dei sindaci che probabilmente sono orientati a guardare più a sinistra che a discutere con la lega di Fugatti.

Nella nota viene confermato che la creazione di un’eventuale polo dei cosi detti «civici» sarà comunque alternativo al centro sinistra trentino.

«A tal fine riteniamo, in tempi rapidi, di poter individuare uomini, obiettivi, strumenti, in grado di rendere concreta e valutabile da tutta la comunità la nostra proposta di governo della Provincia di Trento. Per questo viene costituito un gruppo di lavoro incaricato di definire gli aspetti principali di ciò che intendiamo fare ed un coordinamento provvisorio volto a favorire, all’interno una maggior coesione ed, all’esterno, una più facile identificazione del progetto» – conclude la nota a firma congiunte dei tre esponenti politici.

Rimane da capire se il candidato governatore di questo eventuale terzo polo sia Geremia Gios, oppure Rodolfo Borga che al congresso si era auto candidato.

Oggi il centrodestra trentino (Forza Italia, Lega, Agire, Progetto Trentino, associazione Fassa, Fratelli d’Italia) alla conta dei numeri potrebbe da solo superare il 40%, cioè la soglia, grazie al premio di maggioranza,  che permette ad una coalizione di governare con estrema tranquillità in consiglio provinciale.

In caso di mancato accordo con Fugatti, Borga quindi potrebbe rimanere fuori dai giochi e lavorare per i prossimi 5 anni sui banchi della minoranza con il centrodestra al governo.

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