Connect with us

Speciale elezioni 2018

Boniatti: “La mia esperienza professionale per migliorare la qualità di vita degli italiani”

Pubblicato

-

Con l’apertura alla società civile il M5S e Luigi Di Maio hanno messo in pratica quello che è da sempre un punto cardine del Movimento, ovvero estendere la partecipazione alle forze competenti e oneste del Paese”, spiega Cinzia Boniatti, sociologa trentina che, di questo slancio verso un “reale e concreto cambiamento basato sulla competenza e la professionalità”, rappresenta uno dei volti nuovi e al contempo più rappresentativi.

Boniatti, che cura un progetto sul “benessere organizzativo” per l’Istituto nazionale di fisica nucleare, correrà nel collegio di Rovereto per un posto al Senato, con un programma incentrato su “sostenibilità, nuove frontiere di sviluppo e, soprattutto, partecipazione”, temi che fanno chiaramente riferimento alla sua esperienza professionale di alto livello.

Cinzia Boniatti, come nasce la sua passione per la politica?
Nasce molto presto: già nel 1993, all’epoca del passaggio dalla prima alla seconda Repubblica, sono scesa in campo, perché sentivo la necessità di riportare la politica a una dimensione più vicina alle persone e ai loro bisogni reali. Oggi, a distanza di 25 anni, ho deciso di mettermi nuovamente in gioco, perché grazie al M5S possiamo davvero realizzare il sogno di una politica diversa, onesta e concreta, al servizio dei cittadini.

Perché ha scelto il Movimento Cinque Stelle?
Grillo e il M5S hanno avuto un merito grandissimo: quello di avvicinare alla politica milioni di persone stanche e deluse e nel contempo quello di portare la politica a diretto contatto dei cittadini, coinvolgendoli come nessun partito aveva mai fatto: ovvero attraverso la rete e i meetup. Ho deciso quindi che avrei votato il M5S e ho iniziato a seguirne l’evoluzione.

Ho potuto apprezzarne la forza e la coerenza. L’aver mantenuto tutte le promesse fatte in questi anni permette ai portavoce di camminare a testa alta. Ascoltando l’appello di Luigi Di Maio per aprire le candidature ad esponenti della società civile, ho deciso di mettermi in gioco in prima persona, portando la mia esperienza professionale e le mie idee al servizio di un programma che ha l’obiettivo concreto di migliorare la qualità della vita degli italiani.

Lei è sociologa e lavora presso l’istituto nazionale di fisica nucleare. Come pensa di sfruttare il suo bagaglio professionale se eletta in Parlamento?
Il mio lavoro in veste di sociologa mi ha permesso di approfondire un concetto chiave, attorno a cui ruota anche il programma del M5S articolato nei venti punti per la qualità della vita degli italiani, ed è il concetto del benessere.

Perché in una società dove il malessere è diffuso, noi vogliamo migliorare la qualità della vita dei cittadini in ogni settore, dall’ambiente lavorativo a quello domestico, abitativo a quello sociale. È proprio per realizzare questo benessere, e sconfiggere l’isolamento in cui ci vorrebbe confinare questo sistema politico ed economico, che noi cittadini dobbiamo cominciare a ragionare in termini di sostenibilità, nuove frontiere di sviluppo e soprattutto partecipazione, per recuperare anche quella fiducia che serve a far ripartire il nostro Paese.

Quando si è presentata in conferenza stampa ha posto l’accento sul concetto di “benessere sociale”. Cosa intende fare per migliorare la vita dei trentini e, più in generale, degli italiani?
La misura che più di tutte contribuisce a rafforzare il sistema di welfare è il reddito di cittadinanza, che ha effetti positivi non solo sul benessere sociale, ma anche sul mercato del lavoro. Si tratta infatti di una misura pro-attiva, fatta apposta per garantire un reddito minimo alle persone che vivono sotto la soglia di povertà.

A chi teme che possa alimentare un atteggiamento di passività nelle persone – rassicuriamo che è una misura subordinata al rispetto di una serie di obblighi: mentre percepisci il reddito di cittadinanza devi fare formazione per riqualificarti professionalmente, devi svolgere dei servizi per la comunità e non puoi rifiutare più di tre proposte di lavoro. Il reddito di cittadinanza consente a chi non ha un lavoro di trovare un nuovo impego più rapidamente, preservando al contempo tranquillità economica per sé e per la propria famiglia. È una misura che ha un costo, ma abbiamo già trovato le coperture e altri paesi europei l’hanno adottata con ottimi risultati.

Il costo di questa misura, certificato dall’ISTAT, è di 17 miliardi di euro annui e può essere coperto tramite la riallocazione delle agevolazioni fiscali sui redditi molto più alti e, in parte, dalla spending review. Inoltre, il reddito di cittadinanza permette ai cosiddetti “inattivi” (coloro che non hanno un impiego e non lo stanno più cercando) di tornare operativi: ciò incrementa il potenziale produttivo del paese e la possibilità di realizzare ancora maggiori investimenti a sostegno di famiglie e cittadini.

C’è un tema, quello dei vaccini, sul quale parte del mondo scientifico si è espresso contro i Cinque Stelle. Lei, anche in quanto ricercatrice, cosa pensa di queste prese di posizione?
Il punto fondamentale è che la legge Lorenzin così come è stata proposta è incostituzionale, perché introducendo l’obbligatorietà dei vaccini come conditio sine qua non per l’accesso dei bimbi a scuole e asili, cozza contro diritto allo studio, che è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione.

La nostra posizione sui vaccini è solida, comprovata e scientifica: no all’obbligo, sì al modello raccomandazione, ma adottato sul serio. La proposta del M5S ricalca il modello vigente in Italia prima del decreto Lorenzin. Un modello che però era sostanzialmente disapplicato, tanto che il calo della copertura vaccinale nel nostro Paese si è accentuato proprio nel corso degli ultimi anni, quando alla guida del ministero della Salute c’era Lorenzin.

Se il M5S andrà al governo farà una legge per raccomandare i vaccini: siamo a favore della raccomandazione e per l’obbligo, ma come era inteso prima del decreto Lorenzin.

Sul tema dei vaccini ci sono politici e professionisti della disinformazione che hanno creato ad arte una gran confusione. Soggetti privi di scrupoli che cercano di far passare per pericoloso il ddl del M5S, a prima firma Paola Taverna, che si fonda sull’approccio della raccomandazione; approccio che trova applicazione in moltissimi Paesi avanzati dove le coperture vaccinali sono assolutamente ottimali.

Cosa risponde a Berlusconi, che non molto tempo fa ha definito il M5S composto “da incompetenti e inesperti”?
A Berlusconi rispondo con i fatti: con l’apertura alla società civile il M5S e Luigi Di Maio hanno messo in pratica quello che è da sempre un punto cardine del Movimento, ovvero estendere la partecipazione alle forze competenti e oneste del Paese.

Tutti i candidati dei collegi uninominali del M5S sono stati scelti sulla base di specifiche caratteristiche e competenze. Naturalmente abbiamo sottoscritto lo statuto e il regolamento del Movimento e ci impegniamo ad affiancare i portavoce eletti in parlamento, nelle regioni e nei comuni, che in questi anni hanno lavorato sodo acquisendo esperienza e conoscenza del territorio e delle istituzioni. Assieme a loro lavoreremo per rendere possibile un reale e concreto cambiamento basato sulla competenza e la professionalità.

Con che spirito affronta la sua prima sfida elettorale?
Con spirito di servizio e di visione a lungo termine nella gestione della res pubblica. Sono una cittadina prestata temporaneamente alla politica. Mi entusiasma capire quanto abbiamo tutti bisogno di tornare ad avere fiducia in chi ci rappresenta perché la deriva partitocratica di quest’ultimo ventennio ci ha portato ad essere delusi e disaffezionati.

Nella campagna elettorale sarò il più possibile tra la gente ovunque sia possibile raccoglierne le proposte. Faccio appello anche agli stakeholders sul territorio: non abbiate timore ad avvicinarci e chiedere un confronto: massima apertura all’ascolto e al dialogo

Che clima respira nel collegio di Rovereto?
Sono entusiasta, perché il clima che si respira tra i cittadini è di grande fermento ed energia. Molte persone sono scoraggiate, arrabbiate e deluse dai partiti e dalla vecchia politica: io credo profondamente nella necessità di riportare la politica vicino ai cittadini. Inoltre sono circondata da persone meravigliose che ogni giorno mi danno la carica: attivisti, portavoce e simpatizzanti del M5S.

Chi teme di più tra Donatella Conzatti e Tiziano Mellarini?
Non sono una professionista di lungo corso come i miei due maggiori competitors e non ho timori perché non ho nessuna poltrona da difendere. Ho solo un grande desiderio, quello di potermi mettere a disposizione dei cittadini per portare la loro voce e le loro proposte, che sto raccogliendo in questi giorni sul territorio, fin nel cuore delle nostre istituzioni. Vorrei che il M5S avesse l’opportunità di andare alla guida del paese per rendere concreto il cambiamento.

Che risultato pensa che i Cinque Stelle riusciranno a ottenere in Trentino e in Italia?
È presto per dirlo, ma stando tra i cittadini, tra la gente, respiriamo un clima positivo e di grande energia. Ne approfitto per dire a tutti i vostri lettori che stiamo viaggiando per tutto il Trentino, tutti i giorni con tante iniziative: vogliamo incontrare i cittadini e parlare con loro di come vogliamo guidare il rilancio del nostro Paese. Vogliamo far conoscere a tutti le nostre idee, per ora pensiamo solo a dare il massimo.

Cosa vuole dire agli indecisi. Perché dovrebbero votare M5S?
Mi rivolgo agli indecisi, ma soprattutto ai delusi e chiedo di valutare in maniera obiettiva l’operato del M5S in questi ultimi 5 anni: i nostri parlamentari hanno ottenuto risultati senza precedenti sul taglio ai costi della politica, a partire dalla norma di Riccardo Fraccaro sugli affitti d’oro, e hanno dato buon esempio tagliandosi gli stipendi a favore delle piccole e medie imprese. Hanno salvato la costituzione e la nostra Autonomia dalle derive centraliste, hanno ottenuto l’approvazione di leggi importanti come quella sugli eco-reati o il whistleblowing per contrastare la corruzione.

Mentre i partiti hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza a guidare il Paese, il M5S ha sempre tenuto fede alle promesse fatte e ha dimostrato di essere l’unica forza politica in grado di fare concretamente gli interessi degli italiani.

Speciale elezioni 2018

Fugatti: «Centrodestra unica coalizione che può realmente vincere»

Pubblicato

-

Come dargli torto. Sondaggi alla mano, ha ragione Maurizio Fugatti, segretario della Lega Nord Trentino e candidato alla Camera nel collegio della Valsugana, quando dice che la coalizione di centrodestra è l’unica che il 4 marzo può conquistare la maggioranza assoluta in parlamento.

Per questo, anche per quanto riguarda la nostra provincia, Fugatti sostiene: “L’unico modo per cambiare e dare un segnale a chi ha governato male il Trentino negli ultimi vent’anni è votare centrodestra, perché il voto al M5S favorisce Lorenzo Dellai”.

Maurizio Fugatti, che aria si respira nel collegio della Valsugana?
La volontà di cambiamento è palese, siamo molto fiduciosi. Però si deve restare con i piedi per terra.

Cosa pensa del sondaggio di pochi giorni fa che dà il centrosinistra vincente in tutti i collegi del Trentino?
Quel sondaggio dà la Lega in Trentino all’11 per cento e questo mi sembra abbastanza irreale. La Lega a livello nazionale è data in una forbice tra l’11 e il 15 per cento. Vuol dire che è cresciuta di tre/quattro volte rispetto al 2013, quando, sempre a livello nazionale, aveva il 4 per cento. In Trentino nel 2013 aveva il 7 per cento. Quindi, pur restando prudente, dico che, se si tiene conto della dinamica nazionale, si deve arrivare almeno in una forbice tra il 15 e il 20 per cento.

Il sondaggio è stato commissionato dal Patt…
Almeno hanno avuto l’onestà intellettuale di dirlo. Nel sondaggio in questione, Patt e Pd sono dati addirittura in crescita: va bene tutto, ma mi sembra totalmente irreale se andiamo a sentire cosa dice in giro la gente.

Parliamo del vostro programma. Dove pensate di trovare le coperture per la flat tax?
Le coperture arriveranno dalle maggiori entrate fiscali, perché la riduzione della pressione fiscale metterà in moto un meccanismo di moltiplicatore economico. Se pago meno tasse, ho più disponibilità economiche. Se ho più disponibilità economiche, consumo di più. Se consumo di più, la produzione e l’occupazione aumentano e, di conseguenza, lo stato riuscirà a incassare di più.

E chi evade le tasse?
La flat tax è anche un in incentivo a mettersi in regola. Ci sarà meno evasione perché se uno paga una tassa fissa e piatta è portato a non evadere.

Come pensate di coprire nei primi anni – prima che si metta in moto il moltiplicatore – il mancato gettito fiscale derivante dalla flat tax?
Abbiamo in mente un provvedimento che punti a liquidare le cartelle esattoriali di Equitalia. Sono tante, si parla di un valore di mille miliardi di euro a livello nazionale. Queste non verranno mai pagate perché le cifre richieste sono eccessive.

Come pensate di agire?
Chiederemo a Equitalia di fare delle proposte ai debitori, affinché facciano dei versamenti una tantum, del 10/15 per cento di quanto dovuto. In questo modo, lo stato incasserà delle risorse che non avrebbe mai incassato, perché le richieste di queste cartelle sono così esorbitanti che i debitori non sarebbero mai riusciti a pagare. Questo provvedimento riguarda soprattutto le piccole realtà, di professionisti, imprenditori, piccoli artigiani.

Quante risorse contate di riuscire a recuperare con questo intervento?
Stimiamo che lo stato riuscirà a incassare tra i venti e i trenta miliardi di euro.

Tema migranti. Nel vostro programma promettete di rimpatriare i clandestini. Come pensate di farlo?
Occorre fare accordi con i paesi di provenienza e diminuire i tempi per l’accertamento dello status di rifugiato. Il progetto di rimpatri sarà importante perché dal 2012 a oggi i richiedenti asilo arrivati in Italia sono stati circa 500mila.

Aumenterete il personale addetto a queste operazioni?
Senza dubbio. E poi bisognerà dare alle forze dell’ordine gli strumenti necessari per poter fare bene il loro lavoro. Oggi un poliziotto che contrasta la criminalità straniera ha paura di farlo perché c’è il rischio che, se rompe un’unghia a uno straniero, poi a finire in prigione è lui e non il criminale. Va dato maggiore potere alle forze dell’ordine.

Voi proponete la cancellazione della legge Fornero. Come pensate di farlo in modo sostenibile per il bilancio pubblico?
La legge Fornero va cancellata perché è una forma di iniquità. Quando uno ha lavorato 42 anni ha il diritto di andare in pensione. Mandando in pensione queste persone si liberano posti di lavoro e si permette ai giovani di entrare nel mercato del lavoro. Questo ci permetterebbe di risparmiare quello che lo stato oggi spende in welfare per coloro che patiscono gli effetti negativi della legge Fornero.

Ci spieghi meglio…
Quando venne introdotta la legge Fornero, la ragioneria generale dello stato diceva che tra 2012 e il 2020 ci sarebbe stato un risparmio di 80 miliardi. Tolta la legge Fornero, questo andrà alimentato con le nuove risorse messe in moto dal fatto che i giovani entreranno più facilmente nel mercato del lavoro.

E poi?
E poi ogni anno spendiamo dai 4 ai 5 miliardi per la spesa complessiva relativa ai migranti. Ovvio che se risparmi su queste spese alimenti anche la copertura alla legge Fornero.

Parliamo della situazione in Trentino. Perché ha scelto di non ricandidare il senatore Sergio Divina?
La decisione di non candidare i parlamentari uscenti spetta al consiglio federale. Il consiglio federale ha fatto questa scelta e noi ne prendiamo atto. È stata una scelta dei vertici nazionali del partito, non della Lega Nord del Trentino.

Qual è il suo bilancio sull’attività della giunta di centrosinistra?
Il bilancio è negativo. Basta andare in giro a sentire cosa ne pensa la gente. Sono in Valsugana tutti i giorni. C’è un deficit infrastrutturale, che provoca incidenti, purtroppo anche gravi e molto frequenti. C’è un deficit socio-sanitario: pensiamo all’ospedale di Borgo Valsugana e al taglio delle guardie mediche. O si guardi in Val di Fiemme, con la questione del punto nascite di Cavalese. La giunta provinciale si è dimenticata di questi territori.

La Lega come pensa di colmare questo deficit?
Noi siamo sempre stati favorevoli alla Valdastico. In tempi non sospetti, nel luglio del 2015, ho presentato un documento in consiglio provinciale, in cui chiedevo la realizzazione della Valdastico con uscita a Rovereto sud. Un’operazione questa, che toglierebbe tutti i problemi di impatto sul piano infrastrutturale sulla Valsugana e permettere anche altre ipotesi di sviluppo in Vallagarina.

Ora Dellai le ha copiato l’idea…
Constatiamo che ormai anche l’onorevole Dellai si è dichiarato favorevole alla Valdastico. Cambiare idea dopo trent’anni può essere anche una forma di saggezza. Farlo casualmente in campagna elettorale fa nascere qualche sospetto di opportunismo.

Cosa intende fare per colmare il deficit socio-sanitario della Valsugana?
In Tesino c’è stata la rivolta quando hanno tagliato le guardie mediche. Una guardia medica, partendo da Borgo, può metterci anche tre quarti d’ora per arrivare in Tesino se la giornata non è delle migliori dal punto di vista meteorologico. In questi territori bisogna tornare alla situazione precedente. Non è risparmiando o meno sulle guardie mediche che rimane in piedi la Provincia di Trento.

E per il punto nascite di Cavalese, cosa intende fare?
Noi ci impegneremo, una volta al governo, a rivedere i criteri delle cinquecento nascite all’anno, soprattutto per i territori periferici, di montagna come, per l’appunto, Cavalese. Non è possibile che al giorno d’oggi la gente in Trentino nasca in ambulanza! Questo è quello che sta accadendo e che rischia di accadere anche nei prossimi mesi.

L’ex governatore Dellai ha le sue responsabilità per questa situazione…
Ci tengo a ricordare che quando fu chiuso il punto nascite dell’ospedale di Borgo Valsugana, venne sottoscritto un protocollo di intesa nel 2006, proprio mentre era presidente Dellai, dove in cambio della chiusura del punto nascite ci si impegnava a garantire tutta una serie di servizi, come la chirurgia h24, che non è andata in porto, o il potenziamento del pronto soccorso, che non è avvenuto. Anche su questo punto la Valsugana è stata presa in giro.

Lei quindi cosa promette ai cittadini della Valsugana?
Al collegio della Valsugana garantisco la presenza sul territorio che ho avuto in questi anni. Ci presentiamo a testa alta con la consapevolezza di aver trattato tutte le problematiche che sono state poste.

Chi le fa più paura, Dellai o Fraccaro?
La sfida è chiaramente tra me e Dellai. Chi vuole il cambiamento e vuole dare un segnale a chi ha governato male il Trentino negli ultimi vent’anni deve ostacolare la vittoria di Lorenzo Dellai. L’unica modo per farlo è votare centrodestra, perché il voto al M5S favorisce Lorenzo Dellai.

Perché gli indecisi dovrebbero votare per voi?
Perché crediamo di poter rappresentare la voglia di cambiamento in Trentino, in quanto unica coalizione che può realmente vincere. Se c’è qualcuno che può vincere quello è il centrodestra.

Continua a leggere

Speciale elezioni 2018

Giusy Librizzi: «Giovani e famiglia nucleo principale della nostra società»

Pubblicato

-

«Meglio i contenuti piuttosto che la propaganda sterile» – recita la frase sulla pagina facebook di Giusy Librizzi candidata capolista di Noi con l’Italia nel collegio plurinominale della regione Trentino Alto Adige. Poche parole nel segno della concretezza, della serietà e della responsabilità che diversificano il suo movimento dagli altri.

Giusy Librizzi ha condotto i suoi studi in scienze organizzative e gestionali presso l’Università di Viterbo, successivamente consegue la laurea in Giurisprudenza presso Napoli.

È una dipendente del Ministero della Difesa. Da sempre in prima linea per la tutela dei diritti del personale del comparto difesa e sicurezza, ha scelto di scendere in campo per le prossime elezioni Nazionali del 4 marzo 2018.

La Sua candidatura al movimento “Noi con l’Italia-Udc” come si sposa con i tre punti fondamentali promossi del movimento per queste elezioni; mi riferisco allo slogan: “Responsabilità, Serietà e Concretezza per costruire il futuro”?

La mia candidatura è stata ampiamente valutata e la scelta del movimento è la naturale conseguenza della condivisione dei principi cardini dell’Udc. Noi abbiamo una seria Responsabilità nei confronti dei cittadini, i quali per troppo tempo sono stati illusi da false promesse e che per tanto devono essere tutelati. Quando si parla di serietà si fa riferimento ad un impegno costante che non abbia la durata del periodo antecedente le elezioni ma che persista nel tempo.

Serietà è per me sinonimo di sfida costante contro le false illusioni, serietà è per me voglia di un serio cambiamento, è ciò che fa di un politico innanzitutto un uomo ed in quanto tale deve far proprie le vicissitudini del cittadino.

Ultimo cardine, ma non certo tale in quanto a rilevanza, la Concretezza, il suo nesso è insito nel raggiungimento di un bene comune che non sia prettamente effimero ma che, con incombenza e devozione, conduca a risultati che permangano nel tempo e non siano solo il frutto di inconsistenza. Quello che fa paura agli uomini è la moderazione, é proprio la concretezza.

Da cosa parte la voglia di candidarsi nel collegio plurinominale del Trentino Alto Adige?

Forte è il sentimento che mi lega al Trentino Alto Adige. Primo fra tutti gli insegnamenti che custodisco con cura dentro me, impartiti da una donna nata e cresciuta oltr’ Alpe, innamorata della sua terra che fin da piccola mi ha trasmesso l’amore, gli usi e i costumi tipici della svizzera-tedesca. Mi riferisco a mia madre. Una volta giunta per lavoro in Trentino ho imparato ad amare, rispettare e tutelare ancora di più questa Regione perché solo chi vive davvero il Trentino Alto Adige non può che restarne meravigliato. È inoltre il territorio in cui ho scelto di costruire la mia vita, in cui ho trovato amicizie leali ed autentiche.

Nel percorso che contraddistingue la storia di ogni Regione, quella che distingue il Trentino Alto Adige ha avuto inizio secoli fa, nel tempo si è riusciti a realizzare un bagaglio di peculiarità uniche, che hanno reso questa terra sia un luogo di transito che un punto d’incontro fra le popolazioni appartenenti alle due grandi aree culturali situate a nord e a sud delle Alpi.

Terra di demarcazione dunque, che fin dai suoi albori è stata in grado di racchiudere al suo interno un’inscindibile unione tra lingue e culture prettamente differenti l’una dall’altra, ma è anche una terra che ha saputo conservare nei secoli un’unità culturale e di costume che l’hanno portata ad ottenere quella autonomia tanto invocata che l’ha resa singolare.

 L’Autonomia appartiene a tutti e non al singolo, ognuno di noi è chiamato a cooperare alla sua amministrazione e alla condivisione delle incombenze che essa implica. Autonomia significa quindi per noi abitudine a fare da sé, anziché delegare ad altri il soddisfacimento delle necessità e dei bisogni della comunità.

Letta in questo senso, l’Autonomia diventa, non semplicemente un adeguato strumento di autogoverno ma anche una straordinaria formula educativa che non smette di arrecare miglioramenti alla Regione di cui disporranno anche le generazioni future.

Quali sono i punti fondamentali del Suo programma che l’hanno accompagnata in questa campagna elettorale?

In questi anni le varie incombenze, soprattutto di natura economica, hanno oscurato le vicissitudini della Famiglia e il suo essere “nucleo principale” della nostra società.

Credo che la famiglia sia il motore che muove il mondo, essa è cellula indispensabile di ogni Nazione, ed in quanto tale deve essere tutelata; quello della famiglia è un tema che deve unificare e che invece fino ad oggi non ha fatto altro che dividere e contrapporre pareri che seppur differenti non riescono a trovare un punto di incontro univoco. Al di là di ogni giudizio la famiglia è la prima delle questioni tangibili che la “politica seria” deve affrontare.

Altro tema a me molto caro è la questione “Giovani” la vera forza del nostro paese. Sono amareggiata di assistere a continue fughe di cervelli; noi abbiamo un primato, ovvero una moltitudine di giovani preparati e pronti per essere immessi nel mondo del lavoro.

La grande depressione economica che ci ha travolti negli ultimi tempi non ha fatto altro che innescare il meccanismo attraverso cui la visione dell’Italia sia quella di una Nazione che non ha e non da spazio ai giovani. Invece non è così, l’Italia ha molte riserve che può e deve sfruttare al meglio.

Occorrono leggi in grado di tutelare i nostri giovani che sono il futuro di questa Nazione. Tema alquanto scottante quello della Sanità. Non si può e non si deve mettere in secondo piano la salute dei cittadini. La riduzione della spesa pubblica promossa anche dal Governo uscente secondo una politica di austerity non può riguardare la sanità pubblica ed intaccare pertanto il diritto alla salute; è un diritto del malato quello di essere accudito e seguito costantemente e non può per nessuna ragione essere abbandonato a sé stesso. Questo è uno dei temi fondamentali della mia campagna elettorale.

No ai tagli alla sanità ma maggiori fondi per avvicinarla alle esigenze dei cittadini. L’Italia è una splendida fabbrica, tanto bella al punto di riuscire a raggiungere obiettivi comuni sia di miglioramento territoriale quanto di valorizzazione del patrimonio storico-culturale e ambientale.

Obiettivi da non tralasciare sono il potenziamento dell’impresa e la promozione dell’industria 4.0, la salvaguardia dei deboli e ri-imparare la potenza del dialogo. Solo attraverso un reale confronto di idee anche le persone più lontane possono unirsi perchè insieme si è più forti per raggiungere il bene comune.

Continua a leggere

Speciale elezioni 2018

“Più competenze per il territorio”. PATT e SVP presentano i candidati

Pubblicato

-

TRENTO –  “Quella tra il PATT e l’SVP è un’alleanza che dura da settant’anni e che deve durare ancora perché profonde radici ci portando ad allargarci, a confrontarci con il mondo e a crescere. Sono due partiti autonomisti che antepongono l’autonomia a qualsiasi altro interesse e che vogliono andare a Roma certamente per contare all’interno del Parlamento, ma che vogliono soprattutto rappresentare bene il nostro territorio, renderlo sempre più autonomo e più in grado di autogovernarsi”, ha dichiarato ieri Franco Panizza, segretario politico del PATT e candidato al Senato nel collegio di Trento, in occasione della conferenza di presentazione dei canditati SVP – PATT alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. (altro…)

Continua a leggere

Archivi

Categorie

Archivio

di tendenza