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Speciale elezioni 2018

Boniatti: “La mia esperienza professionale per migliorare la qualità di vita degli italiani”

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Con l’apertura alla società civile il M5S e Luigi Di Maio hanno messo in pratica quello che è da sempre un punto cardine del Movimento, ovvero estendere la partecipazione alle forze competenti e oneste del Paese”, spiega Cinzia Boniatti, sociologa trentina che, di questo slancio verso un “reale e concreto cambiamento basato sulla competenza e la professionalità”, rappresenta uno dei volti nuovi e al contempo più rappresentativi.

Boniatti, che cura un progetto sul “benessere organizzativo” per l’Istituto nazionale di fisica nucleare, correrà nel collegio di Rovereto per un posto al Senato, con un programma incentrato su “sostenibilità, nuove frontiere di sviluppo e, soprattutto, partecipazione”, temi che fanno chiaramente riferimento alla sua esperienza professionale di alto livello.

Cinzia Boniatti, come nasce la sua passione per la politica?
Nasce molto presto: già nel 1993, all’epoca del passaggio dalla prima alla seconda Repubblica, sono scesa in campo, perché sentivo la necessità di riportare la politica a una dimensione più vicina alle persone e ai loro bisogni reali. Oggi, a distanza di 25 anni, ho deciso di mettermi nuovamente in gioco, perché grazie al M5S possiamo davvero realizzare il sogno di una politica diversa, onesta e concreta, al servizio dei cittadini.

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Perché ha scelto il Movimento Cinque Stelle?
Grillo e il M5S hanno avuto un merito grandissimo: quello di avvicinare alla politica milioni di persone stanche e deluse e nel contempo quello di portare la politica a diretto contatto dei cittadini, coinvolgendoli come nessun partito aveva mai fatto: ovvero attraverso la rete e i meetup. Ho deciso quindi che avrei votato il M5S e ho iniziato a seguirne l’evoluzione.

Ho potuto apprezzarne la forza e la coerenza. L’aver mantenuto tutte le promesse fatte in questi anni permette ai portavoce di camminare a testa alta. Ascoltando l’appello di Luigi Di Maio per aprire le candidature ad esponenti della società civile, ho deciso di mettermi in gioco in prima persona, portando la mia esperienza professionale e le mie idee al servizio di un programma che ha l’obiettivo concreto di migliorare la qualità della vita degli italiani.

Lei è sociologa e lavora presso l’istituto nazionale di fisica nucleare. Come pensa di sfruttare il suo bagaglio professionale se eletta in Parlamento?
Il mio lavoro in veste di sociologa mi ha permesso di approfondire un concetto chiave, attorno a cui ruota anche il programma del M5S articolato nei venti punti per la qualità della vita degli italiani, ed è il concetto del benessere.

Perché in una società dove il malessere è diffuso, noi vogliamo migliorare la qualità della vita dei cittadini in ogni settore, dall’ambiente lavorativo a quello domestico, abitativo a quello sociale. È proprio per realizzare questo benessere, e sconfiggere l’isolamento in cui ci vorrebbe confinare questo sistema politico ed economico, che noi cittadini dobbiamo cominciare a ragionare in termini di sostenibilità, nuove frontiere di sviluppo e soprattutto partecipazione, per recuperare anche quella fiducia che serve a far ripartire il nostro Paese.

Quando si è presentata in conferenza stampa ha posto l’accento sul concetto di “benessere sociale”. Cosa intende fare per migliorare la vita dei trentini e, più in generale, degli italiani?
La misura che più di tutte contribuisce a rafforzare il sistema di welfare è il reddito di cittadinanza, che ha effetti positivi non solo sul benessere sociale, ma anche sul mercato del lavoro. Si tratta infatti di una misura pro-attiva, fatta apposta per garantire un reddito minimo alle persone che vivono sotto la soglia di povertà.

A chi teme che possa alimentare un atteggiamento di passività nelle persone – rassicuriamo che è una misura subordinata al rispetto di una serie di obblighi: mentre percepisci il reddito di cittadinanza devi fare formazione per riqualificarti professionalmente, devi svolgere dei servizi per la comunità e non puoi rifiutare più di tre proposte di lavoro. Il reddito di cittadinanza consente a chi non ha un lavoro di trovare un nuovo impego più rapidamente, preservando al contempo tranquillità economica per sé e per la propria famiglia. È una misura che ha un costo, ma abbiamo già trovato le coperture e altri paesi europei l’hanno adottata con ottimi risultati.

Il costo di questa misura, certificato dall’ISTAT, è di 17 miliardi di euro annui e può essere coperto tramite la riallocazione delle agevolazioni fiscali sui redditi molto più alti e, in parte, dalla spending review. Inoltre, il reddito di cittadinanza permette ai cosiddetti “inattivi” (coloro che non hanno un impiego e non lo stanno più cercando) di tornare operativi: ciò incrementa il potenziale produttivo del paese e la possibilità di realizzare ancora maggiori investimenti a sostegno di famiglie e cittadini.

C’è un tema, quello dei vaccini, sul quale parte del mondo scientifico si è espresso contro i Cinque Stelle. Lei, anche in quanto ricercatrice, cosa pensa di queste prese di posizione?
Il punto fondamentale è che la legge Lorenzin così come è stata proposta è incostituzionale, perché introducendo l’obbligatorietà dei vaccini come conditio sine qua non per l’accesso dei bimbi a scuole e asili, cozza contro diritto allo studio, che è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione.

La nostra posizione sui vaccini è solida, comprovata e scientifica: no all’obbligo, sì al modello raccomandazione, ma adottato sul serio. La proposta del M5S ricalca il modello vigente in Italia prima del decreto Lorenzin. Un modello che però era sostanzialmente disapplicato, tanto che il calo della copertura vaccinale nel nostro Paese si è accentuato proprio nel corso degli ultimi anni, quando alla guida del ministero della Salute c’era Lorenzin.

Se il M5S andrà al governo farà una legge per raccomandare i vaccini: siamo a favore della raccomandazione e per l’obbligo, ma come era inteso prima del decreto Lorenzin.

Sul tema dei vaccini ci sono politici e professionisti della disinformazione che hanno creato ad arte una gran confusione. Soggetti privi di scrupoli che cercano di far passare per pericoloso il ddl del M5S, a prima firma Paola Taverna, che si fonda sull’approccio della raccomandazione; approccio che trova applicazione in moltissimi Paesi avanzati dove le coperture vaccinali sono assolutamente ottimali.

Cosa risponde a Berlusconi, che non molto tempo fa ha definito il M5S composto “da incompetenti e inesperti”?
A Berlusconi rispondo con i fatti: con l’apertura alla società civile il M5S e Luigi Di Maio hanno messo in pratica quello che è da sempre un punto cardine del Movimento, ovvero estendere la partecipazione alle forze competenti e oneste del Paese.

Tutti i candidati dei collegi uninominali del M5S sono stati scelti sulla base di specifiche caratteristiche e competenze. Naturalmente abbiamo sottoscritto lo statuto e il regolamento del Movimento e ci impegniamo ad affiancare i portavoce eletti in parlamento, nelle regioni e nei comuni, che in questi anni hanno lavorato sodo acquisendo esperienza e conoscenza del territorio e delle istituzioni. Assieme a loro lavoreremo per rendere possibile un reale e concreto cambiamento basato sulla competenza e la professionalità.

Con che spirito affronta la sua prima sfida elettorale?
Con spirito di servizio e di visione a lungo termine nella gestione della res pubblica. Sono una cittadina prestata temporaneamente alla politica. Mi entusiasma capire quanto abbiamo tutti bisogno di tornare ad avere fiducia in chi ci rappresenta perché la deriva partitocratica di quest’ultimo ventennio ci ha portato ad essere delusi e disaffezionati.

Nella campagna elettorale sarò il più possibile tra la gente ovunque sia possibile raccoglierne le proposte. Faccio appello anche agli stakeholders sul territorio: non abbiate timore ad avvicinarci e chiedere un confronto: massima apertura all’ascolto e al dialogo

Che clima respira nel collegio di Rovereto?
Sono entusiasta, perché il clima che si respira tra i cittadini è di grande fermento ed energia. Molte persone sono scoraggiate, arrabbiate e deluse dai partiti e dalla vecchia politica: io credo profondamente nella necessità di riportare la politica vicino ai cittadini. Inoltre sono circondata da persone meravigliose che ogni giorno mi danno la carica: attivisti, portavoce e simpatizzanti del M5S.

Chi teme di più tra Donatella Conzatti e Tiziano Mellarini?
Non sono una professionista di lungo corso come i miei due maggiori competitors e non ho timori perché non ho nessuna poltrona da difendere. Ho solo un grande desiderio, quello di potermi mettere a disposizione dei cittadini per portare la loro voce e le loro proposte, che sto raccogliendo in questi giorni sul territorio, fin nel cuore delle nostre istituzioni. Vorrei che il M5S avesse l’opportunità di andare alla guida del paese per rendere concreto il cambiamento.

Che risultato pensa che i Cinque Stelle riusciranno a ottenere in Trentino e in Italia?
È presto per dirlo, ma stando tra i cittadini, tra la gente, respiriamo un clima positivo e di grande energia. Ne approfitto per dire a tutti i vostri lettori che stiamo viaggiando per tutto il Trentino, tutti i giorni con tante iniziative: vogliamo incontrare i cittadini e parlare con loro di come vogliamo guidare il rilancio del nostro Paese. Vogliamo far conoscere a tutti le nostre idee, per ora pensiamo solo a dare il massimo.

Cosa vuole dire agli indecisi. Perché dovrebbero votare M5S?
Mi rivolgo agli indecisi, ma soprattutto ai delusi e chiedo di valutare in maniera obiettiva l’operato del M5S in questi ultimi 5 anni: i nostri parlamentari hanno ottenuto risultati senza precedenti sul taglio ai costi della politica, a partire dalla norma di Riccardo Fraccaro sugli affitti d’oro, e hanno dato buon esempio tagliandosi gli stipendi a favore delle piccole e medie imprese. Hanno salvato la costituzione e la nostra Autonomia dalle derive centraliste, hanno ottenuto l’approvazione di leggi importanti come quella sugli eco-reati o il whistleblowing per contrastare la corruzione.

Mentre i partiti hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza a guidare il Paese, il M5S ha sempre tenuto fede alle promesse fatte e ha dimostrato di essere l’unica forza politica in grado di fare concretamente gli interessi degli italiani.

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Speciale elezioni 2018

Presentata la coalizione di Centrodestra. C’è anche Walter Kaswalder

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È stata presentata oggi in conferenza stampa la coalizione del centrodestra Trentino che contenderà il governo della provincia autonoma di Trento al centrosinistra alle elezioni del 21 ottobre 2018.

Lavoro,  sanità, sicurezza, deleghe ai comuni, famiglia, decentramento delle competenze e autonomia. Questi i temi  trattati, sia pure di striscio, e che saranno oggetto di una prossima conferenza stampa maggiormente approfondita. «Il programma non sarà costruito da centinaia di pagine, ma di una decina di punti, ben spiegati, in modo concreto e pragmatico» – ha dichiarato Maurizio Fugatti a riguardo.

Presenti Maurizio Fugatti per la Lega, Michaele Biancofiore per Forza Italia, Andrea De Bertoldi di Fratelli d’Italia, Marino Simoni in rappresentanza di Progetto Trentino, Claudio Cia il segretario di Agire per il Trentino e Luca Guglielmi per l’associazione Fassa.

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Della coalizione fa parte anche Autonomia Popolare di Walter Kaswalder che, pur non essendo presente, ha confermato di essere della partita insieme al centrodestra. E questa è la novità. Il passo dell’ex presidente del PATT infatti isola completamente Civica Trentina di Borga che rimane da sola.

«Abbiamo costruito questa coalizione tenendo conto delle varie sensibilità, proponendo delle componenti politiche territoriali, civiche e nazionali, nei prossimi giorni cominceremo a confrontarci sul programma» – esordisce Fugatti che ha portato i saluti di Kaswalder confermando la sua presenza all’interno del centrodestra per le prossime elezioni.

Fugatti ha ripetuto più volte che il confronto sarà sul programma e non sul candidato presidente che poi tutta la coalizione deciderà liberamente e in modo paritario.

Sul possibile nome bocche cucite. Il favorito rimane comunque Fugatti.

Sul suo nome nessun veto arriverebbe da Fratelli d’Italia, da Agire per il Trentino e Progetto Trentino, per bocca direttamente di Silvano Grisenti.

Forza Italia potrebbe proporre un nome, ma la sensazione che non ci siano problemi sul nome del candidato.

È quindi questo il perimetro del centrodestra che lascia aperto però ancora degli spirargli per altre possibili alleanze, «la porta rimane aperta ancora per qualche giorno – aggiunge Fugatti – poi dal momento che cominceremo a confrontarci sui punti programmatici andremo avanti da soli per non essere obbligati a rifare tutto daccapo».

A chi ha chiesto quando suonerà la campanella dell’ultimo giro per l’eventuale entrata di Borga nell’allenza tutti i presenti hanno riposto, «prima delle vacanze estive», si presuppone che quindi entro e non oltre i primi di giugno salterà fuori il nome del candidato governatore e la coalizione finale.

All’interno della coalizione di centrodestra, a confidarlo è lo stesso Fugatti, ci sarebbero alcune forze politiche che non intenderebbero attendere oltre il possibile arrivo di Civica Trentina.

Marino Simoni nel suo intervento ha sottolineato il rapporto fra la provincia e i comuni, «bisogna ritornare ai valori fondanti e va rivisto il rapporto fra città e valli, per questo le infrastrutture non devono essere messe in secondo piano». «Il nostro compito sarà anche di dare nuove competenze alla Regione, e di recuperare gli antichi valori dell’autonomia».

Sul lavoro il rappresentante di Progetto Trentino ha sottolineato che è necessario cogliere l’opportunità nel settore dell’energia di cui io Trentino è uno dei poli più importanti, «questo settore potrebbe essere strategico per migliorare l’occupazione nella nostra provincia e dare lavoro ai 14 mila disoccupati»

Michaela Biancofiore di Forza Italia ha confermato la grande sinergia del centrodestra, «siamo uniti a Roma come lo siamo qui, pronti per prendere il timone della nostra provincia che 20 anni di governo del tandem Dellai – Rossi ha distrutto, lasciando milioni di euro di debiti» e la partecipazione del riabilitato Silvio Berlusconi alle elezioni di ottobre

Andrea De Bertoldi, senatore di Fratelli d’Italia ha sensibilizzato la coalizione di centrodestra sui problemi della famiglia, in primis quello della nascite che va risolto in fretta garantendo maggiori risorse alla famiglia «che rimane quella tradizione uomo e donna per intenderci». «Siamo un squadra coesa, – continua –  un corpo unico, senza prime donne, e come gli alpini siamo pronti a scalare la vetta.»

Come l’amazzone Berlusconiana anche il senatore ha più volte osservato il divario fra Trentino e Adige che deve essere colmato al più presto e il territorio più a rischio di tutta Europa per quanto riguarda la povertà.

Claudio Cia ha invece parlato di sanità, ricordando prima però come nel 2013 la decisione delle civiche di andare da sole alle elezioni risultò una scelta scellerata che di fatto consegnò al centrosinistra il governo della provincia autonoma di Trento. «In concreto – ha dichiarato il segretario di Agire per il Trentino – bisogna riprendere in mano la sanità trentina in un momento dove sono sempre di più i cittadini che vanno a curarsi in altre regioni. Non siamo più l’eccellenza è c’è una grave frattura fra i dati che l’assessore Zeni ostina a dare ai cittadini e la realtà dei territori».

Claudio Cia ha portato l’esempio di Protonterapia, «un fallimento costato alla comunità milioni di euro, che potevano essere impiegati a sostegno degli anziani e degli operatori. Dobbiamo partire dal territorio e sentire le reali esigenze della gente delle valli, non parliamo poi delle lunghe cose per le visite specialistiche»

Presente anche Luca Guglielmi, rappresentante dell’Associazione Fassa e vicesindaco di Canazei, «Noi vogliamo rappresentare le minoranze linguistiche – ha detto –  cosa che il governo di centrosinistra non ha mai fatto»

 

 

 

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Speciale elezioni 2018

Elezioni provinciali: si vota domenica 21 ottobre. Dal 17 al 20 settembre si possono presentare le liste dei candidati

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Elettori trentini chiamati alle urne domenica 21 ottobre per eleggere il nuovo Consiglio provinciale.

Lo stabilisce il decreto firmato dal presidente Ugo Rossi in accordo con il collega altoatesino Arno Kompatscher, che verrà pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige giovedì 10 maggio.

Si potrà votare dalle ore 7 alle ore 21 e, contrariamente al passato, lo spoglio avverrà subito dopo la chiusura dei seggi elettorali, non più al mattino successivo.

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Il decreto d’indizione dei comizi elettorali sarà pubblicato il 22 agosto, mentre il 6 settembre sarà la volta della pubblicazione del manifesto di convocazione dei comizi.

I contrassegni di lista di cui all’articolo 22 della legge elettorale provinciale potranno essere presentati presso la Provincia non prima delle ore 8.00 del 7 settembre 2018 e non oltre le ore 12.00 dell’8 settembre 2018.

Le liste dei candidati andranno infine presentate presso la Provincia nel periodo compreso fra il 17 settembre e le ore 12.00 del 20 settembre.

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Speciale elezioni 2018

Il centrosinistra scarica Ugo Rossi

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Dal summit di ieri pomeriggio è emerso che il centro sinistra è alla ricerca di un’alternativa ad Ugo Rossi.

Da parte della «nuova» coalizione allargata del centro sinistra c’è la grande voglia di girare pagina. e dare il via ad una fase di rifondazione, e questo significa la ricerca di nomi alternativi a quello del governatore in carica.

Non sono serviti ne le lettera scritta da Ugo Rossi agli alleati, e tanto meno il pressing di Franco Panizza che ai media aveva riferito che la mancanza dell’ìnvestitura di Ugo Rossi a candidato governatore del centro sinistra avrebbe significato l’addio del PATT all’alleanza.

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Panizza, rimasto l’unico a difendere Rossi, ha rivendicato la candidatura dell’attuale governatore Ugo Rossi, ma alla luce della batosta elettorale rimediata dal centro sinistra il 4 di marzo Pd, Upt, Ual, Verdi, Psi, e i radicali di Valcanover, hanno deciso di non puntare più su Rossi.

Se la coalizione non puntasse di nuovo su Rossi per il PATT vorrebbe dire estinzione assoluta, visto che non potrebbe più contare sul traino del candidato presidente.

Per i nomi alternativi a Rossi se ne parlerà durante la prossima riunione che sarà organizzata la prossima settimana.

 

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