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Italia ed estero

Svolta smembramento Pamela, fermati tre nigeriani, la Procura: «Ora indagine chiusa»

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Svolta nella notte sul caso dell’omicidio di Pamela Mastropietro la ragazza trovata smembrata e fatta letteralmente a pezzi in due valige a Pollenza. (alcune parti del corpo non sono ancora state ritrovate)

Salgono infatti a tre i fermi nell’inchiesta sulla sua terribile morte della 18enne.

Assieme a Innocent Oseghale sono stati fermati anche Lucky Desmond, inizialmente solo denunciato a piede libero, e un terzo nigeriano, Awelima Lucky, 27 anni, bloccato dai carabinieri venerdì a Milano in Stazione Centrale. Con i tre fermi, secondo il procuratore Giovanni Giorgio, “l’inchiesta è chiusa”.

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Trasferiti nel carcere di Montacuto ad Ancona, in isolamento, come Oseghale, anche gli ultimi due fermati: per loro l’accusa è di concorso in omicidio, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere e concorso in spaccio di droga.

Secondo la Procura: “C’era il pericolo di fuga”“Siamo stati costretti ad accelerare le indagini, uno stava scappando in Lombardia – ha detto il procuratore a Tgcom24Si parla di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere: abbiamo gravi elementi indiziari”.

Ci sono “elementi significativamente rilevanti”, secondo la procura, che la morte di Pamela Mastropietro sia stata causata da un “omicidio volontario” nella relazione preliminare che il medico legale ha inviato alla Procura.

I due ragazzi nigeriani fermati, entrambi in Italia con lo status di profugo, sabato “non hanno ammesso le loro responsabilità“, ha detto ancora il procuratore, uscendo dalla caserma dei carabinieri dove i due sono sotto interrogatorio da venerdì.

Sono stati i risultati dell’autopsia, in particolare il modo in cui è stato sezionato il corpo che hanno portato i militari sulle tracce dei due nigeriani: uno trovato a Macerata e l’altro bloccato nella Stazione Centrale di Milano mentre cercava di raggiungere la Svizzera.

Gli inquirenti, anche sulla base delle due autopsie eseguite, sono convinti che lo smembramento del cadavere non possa essere stato eseguito da una sola persona. Il sospetto è quindi che i due nigeriani bloccati abbiano aiutato a sezionare e occultare il cadavere nelle valigie poi abbandonate a Pollenza.

Dall’ esame autoptico sono emersi altri agghiaccianti particolari: il suo corpo è stato smembrato in vari pezzi, mutilato in più punti: testa, torace, seno, bacino, pube, vagina, riducendo in due parti gambe e braccia.

Alcuni pezzi, come il collo e parte degli organi genitali, sono spariti. Il suo corpo è stato depezzato, scarnificato, sezionato di parti di derma e muscolature, da mani considerate esperte. Tutto questo, secondo la procura, per cancellare le tracce e far sparire il cadavere.

Un’ operazione da chirurgo (o chirurghi) dell’ orrore. Un lavoro lungo, che non poteva essere stato fatto da un uomo solo. Oseghale ha avuto la lucidità di uscire fuori casa per andare ad acquistare 10 bottiglie di candeggina. Per cancellare le tracce.

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Le suore di clausura potranno usare i social

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Le suore di clausura possono accedere ai media e utilizzare i social ma solo “con sobrietà e discrezione” perché il rischio altrimenti è “svuotare il silenzio contemplativo quando si riempie la clausura di rumori, di notizie e di parole”.

E’ quanto indica l’Istruzione ‘Cor Orans‘ della Congregazione per gli istituti di vita consacrata “Tali mezzi pertanto devono essere usati con sobrietà e discrezione, non solo riguardo ai contenuti ma anche alla quantità delle informazioni e al tipo di comunicazione, affinché siano al servizio della formazione alla vita contemplativa e delle comunicazioni necessarie, e non occasione di dissipazione o di evasione della vita fraterna“.

Quindi “l’uso dei mezzi di comunicazione, per motivo di informazione, di formazione o di lavoro, può essere consentito nel monastero, con prudente discernimento, ad utilità comune“, sono le indicazioni.

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Facebook: rimossi 583 milioni di profili «fake» nel primo trimestre 2018

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Nel primo trimestre del 2018 Facebook ha disattivato circa 583 milioni di profili falsi e 837 milioni di contenuti spam.

Sempre nello stesso periodo sono stati rimossi dal social network di Mark Zuckerberg 1,9 milioni di contenuti legati alla propaganda terroristica dell’Isis e gruppi affiliati.

Sono alcuni dati contenuti nel primo Rapporto sull’applicazione degli Standard della comunità che si affianca al Transparency report che dal 2013 tiene conto delle richieste dei governi al social network.

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Questo report riguarda sei temi caldi come hate speech, spam, terrorismo, pornografia, profili fake e violenza.

La società ha confermato la volontà di portare a 20mila il numero di revisori umani e ingegneri che affiancano l’Intelligenza Artificiale per scovare questi contenuti.

Oltre a spam e account ‘fake’ il social ha rimosso o etichettato come potenzialmente pericolosi circa tre milioni e mezzo di contenuti violenti nei primi tre mesi del 2018 e cancellato due milioni e mezzo di contenuti che incitavano all’odio.

Sono stati rimossi 1,9 milioni di contenuti legati alla propaganda terroristica dell’Isis; e rimossi 21 milioni di contenuti di nudo di adulti o pornografici. “Abbiamo ancora molto da fare per prevenire gli abusi, i parametri non sono perfetti e dobbiamo migliorare i nostri processi interni e la nostra tecnologia. Il lavoro è in continua evoluzione – sottolinea Alex Schultz, vicepresidente Analytics di Facebook -. In parte l’intelligenza artificiale, pur essendo promettente, è ancora molto lontana dall’essere efficace per molti contenuti che violano i nostri Standard, come nel caso dell’identificazione dei contenuti d’odio dove il contesto è molto importante”.

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Nuova ondata di africani in Sicilia, ma cambiano le dinamiche migratorie

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Continuano senza sosta gli sbarchi di migranti sulle coste siciliane, negli ultimi due giorni  sono oltre 500 quelli arrivati in sicilia a bordo dei soliti barconi.

Ieri pomeriggio, per il terzo giorno consecutivo, un barcone con 160 migranti a bordo è stato intercettato dalle motovedette della capitaneria di porto vicino l’isola di Lampedusa.

I migranti, provenienti dalla Tunisia, sono stati accompagnati a Trapani con due motovedette, una della capitaneria di porto e una della guardia di finanza.  Giornale di Sicilia. A darne notizia è il Giornale di Sicilia

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Gli ultimi arrivi confermano che le dinamiche migratorie verso l’Italia stanno rapidamente cambiando. Sono tornati infatti i tunisini.

Si è riaperta la rotta tra le coste della Tunisia e Lampedusa.

È stato il Viminale che, a fronte di una diminuzione dell’85 per cento dei flussi dalla Libia, si è accorto invece di un considerevole aumento di quelli dalla Tunisia balzata in vetta alla classifica dei Paesi d’origine dei migranti sbarcati in Italia nei primi mesi del 2018, piu’ di 2.000, praticamente uno su cinque, il triplo dei nigeriani.

E il dato potrebbe essere in difetto perché molti tunisini sbarcano nella sicilia meridionale per conto suo senza nessun aiuto da parte della guardia costiera e appena approdati sulla terra ferma svanisce a piedi.

Questi «sbarchi fantasma» non vengono censiti e quindi il numero è senza dubbio maggiore.

Da ricordare che in Tunisia non esiste nessuna guerra, e a governare è una classe politica totalmente democratica.

Il rischio è – secondo il ministro dell’interno Minniti –  che su questi barconi possano trovare posto soggetti vicini al terrorismo islamico di ritorno dalla Siria. Dalla Tunisia, come ha ribadito una recente inchiesta della Procura di Palermo, arrivano potenti gommoni che in meno di tre ore portano in Sicilia chi e’ disposto a pagare cifre consistenti e a bordo dei quali avrebbero trovato posto possibili terroristi.

Purtroppo in questi giorni sono stati registrati anche episodi di estrema violenza.

Un’agente è stato colpito con alcune testate al viso dopo avere preso le difese di una operatrice umanitaria apostrofata in modo volgare da un tunisino durante le operazioni di sbarco. Un suo collega è riuscito a bloccare un tunisino fuggito dal pronto soccorso dove era stato trasferito per un presunto, e probabilmente inesistente, malore. Il nordafricano ha colpito con tre testate l’agente che è stato ricoverato, con un ipotesi di frattura del setto nasale e una prognosi di trenta giorni, nell’ospedale di Modica.

Ieri mattina sull’isolotto di Portopalo di Capo Passero, nel siracusano, è stata individuata una barca a vela di nome Melody battente bandiera degli Stati Uniti con a bordo 37 migranti, tra cui tre donne e tre bambini, che si dichiarano curdi.

Le forze dell’ordine hanno anche ritrovato in spiaggia un piccolo tender che gli scafisti, probabilmente tre ucraini, hanno utilizzato per fuggire. Secondo quanto ricostruito dalle testimonianze dal Gruppo interforze di contrasto all’immigrazione clandestina della procura di Siracusa, i migranti sono partiti cinque giorni fa dalle coste greche, pagando 5 mila euro ciascuno per il viaggio.

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