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La Sfera e lo Spillo

Le milanesi sugli scudi, Napoli e Juve continua la sfida scudetto

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Nel posticipo domenicale la Roma, ribalta il Benevento nel “festival del goal” capitolino. Gli Stregoni giocano la carta della sorpresa e passano in vantaggio nei primi minuti di gioco.

I giallorossi superato l’avvio negativo, equilibrano lo score; nella ripresa, allungano e piegano i campani. La Lupa scavalca la Lazio e si colloca al quarto posto in classifica.

Le squadre di Milano sono sospinte dai baby goleador. Alla “nona” i Bauscia tornano vincenti con il diciannovenne Yann Karamoh mentre il Diavolo raccoglie 3 punti con il ventenne Patrick Cutrone.

Il Napoli supera in rimonta le Aquile romane. I Partenopei tengono la cima conservando una lunghezza di vantaggio sui Campioni d’Italia.

I bianconeri sbancano Firenze, decisivo l’ex Federico Bernardeschi che regala il prezioso vantaggio ai piemontesi.

Alle spalle di Napoli e Juventus si crea il vuoto; nelle posizioni nobili il Doria piega gli scaligeri a Marassi, il Toro incorna le Zebrette friulane sotto la Mole Antonelliana.

Il Grifone espugna Verona (sponda Chievo) nel finale e inguaia il fronte di Rolando Maran. I clivensi scivolano nelle zone paludose del torneo.

Sul tabellino del cronista annotiamo 2 rigori (all’Olimpico e al Ferraris) decretati e trasformati, le doppiette di Cengiz Under e Patrick Cutrone, l’autorete del laziale Wallace nel match di Napoli, infine, 2 espulsi per la formazione ospite alla Scala del Calcio (Mbaye e Masina).

IL PUNTO Ventotto sono le reti realizzate (di cui dodici in trasferta) nella 24esima giornata di serie A.

Cinque sono le vittorie tra le mura amiche (Napoli, Inter, Roma, Sampdoria, Torino), tre i successi esterni (Juventus, Milan, Genoa), due i pareggi (Sassuolo-Cagliari, Crotone-Atalanta).

IN PRIMO PIANO – I Casciavit di Gennaro Gattuso mostrano segni di ripresa. I rossoneri, al settimo posto in graduatoria, mettono nella bisaccia l’undicesima vittoria stagionale. In 24 partite collezionano, inoltre, 5 pareggi e 8 sconfitte; 34 sono le reti realizzate, 30 quelle subite.

SERIE A – Dopo 2160 minuti la classifica è la seguente: Napoli (63) – Juventus (62) – Inter (48) – Roma (47) – Lazio (46) – Sampdoria (41) – Milan (38) – Atalanta (37) – Torino (36) – Udinese (33) – Fiorentina (31) – Genoa, Bologna (27) – Cagliari (25) – Sassuolo (23) – Chievo (22) – Crotone (21) – Spal (17) – Verona (16) – Benevento (7).

Nella classifica capocannoniere Immobile comanda con 20 centri, podio d’argento per Icardi con 18 reti, piazza di bronzo per Quagliarella con 17 sigilli.

IL TABELLINO –

Roma-Benevento (5-2) – 7’ Guilherme (B), 26’ Fazio (R), 59’ Dzeko (R), 62’ 75’ Under (R), 76’ Brignola (B), 90’+2’ rigore Defrel (R)-

Inter-Bologna (2-1) -2’ Eder (I), 25’ Palacio (B), 63’ Karamoh (I)-

Torino-Udinese (2-0) -32’ N’Koulou (T), 66’ Belotti (T)-

Chievo-Genoa (0-1) -90’+1’ Laxalt (G)-

Sampdoria-Verona (2-0) -50’ Barreto (S), 85’ rigore Quagliarella (S)-

Napoli-Lazio (4-1) -3’ de Vrij (L), 43’ Callejon (N), 54’ autorete Wallace (N), 56’ Rui (N), 73’ Mertens (N)-

Crotone-Atalanta (1-1) -79’ Mandragora (C), 88’ Palomino (A)-

Spal-Milan (0-4) -2’ 65’ Cutrone (M), 73’ Biglia (M), 90’ Borini (M)-

Fiorentina-Juventus (0-2) -56’ Bernardeschi (J), 86’ Higuain (J)-

Finisce a reti bianche: Sassuolo-Cagliari (0-0).

IL POST – Martedì 13 febbraio si giocano gli ottavi di Champions League: Juventus-Tottenham (20.45), Basilea-Manchester (20.45). Mercoledì 14 febbraio scendono in campo Porto-Liverpool (20.45) e Real Madrid- PSG (20.45).

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it             www.perego1963.it

La Sfera e lo Spillo

Il Milan sull’onda, affonda l’Inter, Napoli al timone

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Il Diavolo s’impone contro il Doria nel posticipo della domenica. I rossoneri agganciano i blucerchiati al sesto posto (a quota 41). Quagliarella e compagni non superano l’esame di maturità celebrato alla Scala del Calcio.

Nella contesa delle ore 18.00 la Dea bergamasca impatta contro la Viola; per i nerazzurri di Gian Piero Gasperini è un pareggio che segue le fatiche di Dortmund.

L’Inter subisce l’imbarcata sul green del Marassi. Il Grifone travolge i nerazzurri con il classico risultato all’inglese. La Lupa giallorossa approfitta dello svarione nerazzurro e scavalca la Beneamata conquistando 3 punti a Udine.

I Partenopei regolano di misura la Spal a Fuorigrotta dopo la disfatta in Europa League.

Nel derby della Mole il Toro è senza verve e la Vecchia Signora in emergenza piega i granata.

Nella giornata odierna sono significativi i successi di Benevento, Chievo a Bologna. Gli Stregoni e i Felsinei vincono sui titoli di coda rispettivamente contro gli Squali Calabresi e il Sasol di Beppe Iachini.

I Clivensi acquisiscono l’intera posta in palio. L’ultimo sorriso dei Mussi Volanti risale al 25 novembre (Chievo-Spal 2-1).

IL PUNTO Venti sono le reti realizzate (di cui otto in trasferta) nella 25esima giornata di serie A.

Sei sono le vittorie tra le mura amiche (Napoli, Milan, Bologna, Genoa, Chievo, Benevento), due i successi esterni (Juventus, Roma), un solo pareggio (Atalanta-Fiorentina).

IN PRIMO PIANO – E’ la terza vittoria consecutiva del Grifone. Continua il “momento magico” della squadra di Davide Ballardini. Il tecnico ravennate subentrato a Ivan Juric (da novembre 2017) conferisce entusiasmo e concretezza. I rossoblù si collocano nel limbo del tabellone e incassano l’ottava vittoria del torneo.

IL PROTAGONISTA – L’uomo copertina è Emanuele Giaccherini. Il neo acquisto del Chievo sblocca il risultato nella gara del Marcantonio Bentegodi. Nella sua parentesi a Napoli (2016-2018) è trascurato da Maurizio Sarri. Nel biennio partenopeo colleziona 20 presenze segnando 1 goal. Nato a Talla in provincia di Arezzo veste in carriera le maglie di Forlì, Bellaria Igea Marina, Pavia, Cesena, Juventus, Sunderland, Bologna e Napoli.

SERIE A – Dopo 2250 minuti la classifica è la seguente: Napoli (66) – Juventus (65) – Roma (50) – Inter (48) -Lazio (46) – Sampdoria, Milan (41) – Atalanta (38) – Torino (36) – Udinese (33) – Fiorentina (32) – Bologna, Genoa (30) – Cagliari, Chievo (25) – Sassuolo (23) – Crotone (21) – Spal (17) – Verona (16) – Benevento (10).

(* Lazio e Verona una partita in meno)

Nella classifica capocannoniere Immobile comanda con 20 centri, podio d’argento per Icardi con 18 reti, piazza di bronzo per Quagliarella con 17 sigilli.

IL TABELLINO –

Milan-Sampdoria (1-0) -13’ Bonaventura (M)-

Atalanta-Fiorentina (1-1) -16’ Badelj (F), 45’+1’ Petagna (A)-

Napoli-Spal (1-0) -6’ Allan (N)-

Bologna-Sassuolo (2-1) -12’ Poli (B), 38’ Babacar (S), 88’ Pulgar (B)-

Benevento-Crotone (3-2) -11’ Crociata (C), 37’ Sandro (B), 65’ Viola (B), 73’ Benali (C), 89’ Diabatè (B)-

Torino-Juventus (0-1) -33’ Alex Sandro (J)-

Genoa-Inter (2-0) -45’ autorete Ranocchia (G), 59’ Pandev (G)-

Chievo-Cagliari (2-1) -74’ Giaccherini (Ch), 76’ Inglese (Ch), 82’ Pavoletti (Ca)-

Udinese-Roma (0-2) -70’ Under (R), 90’ Perotti (R)-

IL POST – Lunedì 19 febbraio si gioca allo stadio Olimpico di Roma il match Lazio-Verona (20.45).

Per gli ottavi di Champions League, martedì 20 febbraio, scendono in campo Bayern Monaco-Besiktas (20.45) e Chelsea-Barcellona (20.45); a seguire, mercoledì 21 febbraio, Siviglia-Manchester United (20.45) e Shakhtar Donetsk-Roma (20.45).

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it             www.perego1963.it

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La Sfera e lo Spillo

Calcio & economia. Intervista a Luigi dell’Olio

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Luigi dell’Olio è pugliese di nascita, ma milanese d’adozione. Una laurea in giurisprudenza è il buon viatico per coltivare la passione del giornalismo.

Nella professione si occupa prevalentemente di temi economici e finanziari, legati al mondo delle imprese e agli investimenti.

E’ un giornalista professionista (dal 2006), scrive per La Repubblica e Private.

Stimato ospite nelle tv locali, analizza con sapienza aspetti legati al risparmio ed è buon conoscitore delle vicende calcistiche.

Di seguito riportiamo l’intervista gentilmente rilasciata alla nostra rubrica “La sfera e lo spillo”.

-Il calcio romantico del passato non esiste più. Le sfide dialettiche giocate con ironia e sagacia tra Gianni Agnelli, Peppino Prisco e Dino Viola sono ormai una chimera, un lontano ricordo. Assistiamo a uno spostamento del baricentro finanziario (non solo nel mondo del pallone) con i cinesi, emiri che imperano a suon di petroldollari. Qual è, a tuo parere, il futuro del calcio continentale?

“Il calcio è ormai nella top ten dei settori più importanti dell’economia italiana: considerando non solo stipendi, ma anche merchandising, diritti tv e diritti per lo sfruttamento dell’immagine, si arriva a circa 13 miliardi di fatturato annuo. Con queste cifre che girano c’è poco spazio per il romanticismo ed è inevitabile che si estremizzino le situazioni: anche un errore di gioco o di valutazione diventa una questione di Stato. A maggior ragione quando va a impattare su società quotate. Detto dell’Italia, contiamo sempre meno a livello internazionale, sia perché è finita l’era dei presidenti mecenati che rimettevano decine di milioni di euro all’anno (persino la Juventus si autofinanzia), sia perché i Paesi emergenti hanno scoperto che il calcio può essere una straordinaria pedina nello scacchiere della geopolitica. Un esempio per tutti il Qatar, proprietario del Psg: l’acquisto con cifre monstre di Neymar (222 milioni di cartellino, ma spesa totale di 560 milioni considerando anche l’ingaggio e le commissioni agli intermediari) sembra inquadrarsi in un tentativo di rilancio dell’immagine, appannata dalle tensioni con altri Paesi del Golfo che lo accusano di sostegno al terrorismo islamico”.

-In dettaglio, la nostra serie A sta diventando un campionato periferico e secondario per importanza e fatturato. Vi sono sostanziali differenze con gli altri tornei europei (Premier League, Bundesliga e Liga)?

“Un dato può aiutare a fotografare la situazione in cui siamo: nel mercato di gennaio i club di Premier League hanno speso 452 milioni di euro, quelli della Serie A 25 milioni. Siamo dietro anche alla Bundesliga, alla Liga e ad altri sei campionati, sui livelli della Serie B inglese. Le cause sono tante e sarebbe complicato analizzarle in poche righe. In primis pesa la lunga crisi che ha colpito l’economia italiana e il già citato venir meno di mecenati nel calcio del nostro Paese. Poi l’incapacità di fare squadra tra i club: mentre altrove si lavorava sul brand Premier o Liga, da noi i presidenti erano in continua guerra tra loro per soffiarsi un pezzo di torta, mentre in Germania e Uk si affidava lo sviluppo del business a top manager provenienti da altri settori, da noi ai vertici del calcio salivano persone senza competenze economiche, frutto solo di compromessi al ribasso tra i potenti del settore”.

-Alcuni club italiani dal grande lustro sono passati negli ultimi anni in mano straniera. Si riesce a delineare con oggettività gli aspetti positivi e negativi nella gestione d’oltreconfine di queste blasonate società?

“Ogni operazione fa storia a sé, ma c’è un dato comune: se il patron è italiano e mostra disinteresse per il club o lo tratta come strumento solo per arricchirsi, ci può essere un movimento d’opinione che ne limiti l’operatività nociva. Lo stesso non può dirsi se è straniero”.

-A tale proposito, cosa pensi delle vicende strettamente finanziarie di Milan, Inter e Roma?

“Sono situazioni molto diverse tra loro, ma accomunate (e la questione riguarda tutti i club europei) dalla presenza del Fair Play Finanziario. L’Inter ha una proprietà molto solida e che ha già speso tanto (100 milioni di euro lo scorso anno solo tra Joao Mario, Gabigol e Gagliardini, altri 80 quest’anno tra Vecino, Borja Valero, Dalbert e Skriniar), ma ha firmato un Settlment Agreement con l’Uefa che prevede il pareggio di bilancio fino al 2018/19. Finora il risultato è stato centrato anche grazie a nuovi interventi di Suning (tipo 12 mln per sponsorizzare i campi della Pinetina dove il club si allena, cifra assolutamente fuori mercato), ma adesso la qualificazione alla Champions League diventa fondamentale. Anche il patron della Roma Pallotta è un uomo facoltoso e solo negli ultimi due anni ha messo nelle casse giallorosse 94 milioni di euro, ma la società continua a fatturare metà della Juventus (175 milioni), mentre solo la rosa costa 150 milioni. L’ultimo bilancio si è chiuso con un rosso di 42 mln e, complice il settlment agreement in corso con l’Uefa, serviranno altre cessioni in estate. Anche perché andranno riscattati Defrel e Schick. Quanto al Milan vi è un enorme punto interrogativo sulla proprietà e sulla sua solidità…”.

-Tra le big, la Juventus è quella che possiede un taglio indiscutibilmente internazionale frutto delle vittorie sul campo ma anche per i successi del management. Le strategie vincenti del club della Continassa possono essere da stimolo e da traino per l’intero movimento del belpaese?

“Sì, ma bisogna correre perché gli altri non sono fermi. Lo stadio è fondamentale per far crescere la Roma (ad esempio), ma da quanti anni se ne parla inutilmente?”.

-Evocando uno schema importato da altri Paesi, è verosimile coinvolgere, almeno in parte, il tifoso nella gestione finanziaria di una squadra di calcio, abbracciando il concetto di “azionariato popolare” come extrema ratio?

“No, è un modello in crisi ovunque”.

-Il futuro del calcio nostrano passa da nuovi modelli economici e sportivi; lo stadio di proprietà, la questione aperta dei diritti televisivi, le scuole calcio. Quali saranno in prospettiva le alternative forme di finanziamento?

“In primis la capacità di vendere meglio i diritti tv nel mondo. Poi il merchandising, che per decollare necessita di un duro contrasto ai falsi (maglie e gadget). Quindi stadi di proprietà e club proposti sul mercato come brand”.

-Cosa pensi dei manager stranieri nelle stanze dei bottoni e nei consigli d’amministrazione, riprendendo l’idea dei dirigenti esteri nella reggenza dei musei italiani?

“Ce ne sono già parecchi, dall’Inter alla Roma, dalla Lazio al Milan. In un mondo globalizzato, non possiamo chiuderci in noi stessi”.

Emanuele Perego www.emanueleperego.it www.perego1963.it

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La Sfera e lo Spillo

Napoli continua il duello, Juve Settebello

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Il Napoli passeggia nel derby campano con il coriaceo Benevento. I primi della classe regolano il fanalino di coda della serie A.

Gli Stregoni sono grintosi e combattivi, gettano sul green una buona dose di coraggio; nonostante gli innesti del mercato invernale capitolano allo stadio Ciro Vigorito.

Con il successo nel posticipo i Partenopei mantengono il punto di vantaggio sulla Juventus.

Il ruolino di marcia del Napoli è caratterizzato da 19 vittorie, 3 pareggi e 1 sconfitta; 50 le reti all’attivo, 14 quelle al passivo.

La Vecchia Signora pialla il Sassuolo dopo 90 minuti giocati con impeto e ardore. I Campioni d’Italia spingono, senza pietà, nell’angolo la truppa di Beppe Iachini nel giorno del “festival del goal” in riva al Po.

Dietro le big registriamo la raffica di pareggi. Il Toro agguata il Doria nel catino del Marassi, le Zebrette friulane dividono la posta in palio con il Diavolo, infine, gli Squali calabresi di Zenga strappano il punto alla Scala del Calcio.

Per i Bauscia di Milano è l’ottava senza vittoria che certifica inoltre l’incapacità di mantenere il vantaggio acquisito.

A Verona nel “lunch match” la Lupa giallorossa raccoglie 3 punti che rafforzano le ambizioni europee. Gli ospiti ridotti in 10 uomini (espulso Pellegrini) dall’arbitro Fabbri di Ravenna resistono sino al triplice fischio.

Nella sfida dello stadio Atleti Azzurri d’Italia Gian Piero Gasperini batte Rolando Maran. La dea bergamasca supera di misura i Clivensi e si colloca al settimo posto in graduatoria.

Sul tabellino del cronista annotiamo la tripletta di Gonzalo Higuain, la doppietta Sami Khedira e l’autorete di Gianluigi Donnarumma nel match di Udine.

IL PUNTO Ventidue sono le reti realizzate (di cui otto in trasferta) nella 23esima giornata di serie A.

Per la cabala, tre sono le vittorie tra le mura amiche (Juventus, Atalanta, Cagliari), tre i successi esterni (Napoli, Roma, Fiorentina), tre i pareggi (Udinese-Milan, Sampdoria-Torino, Inter-Crotone).

IN PRIMO PIANO – I bianconeri di Massimiliano Allegri stanno accelerando il percorso del torneo. Con la vittoria sul Sassuolo, i Sabaudi raccolgono la diciannovesima vittoria, mostrano il migliore attacco (59 reti) e la seconda difesa meno battuta (15 reti).

SERIE A – Dopo 2070 minuti la classifica è la seguente: Napoli (60) – Juventus (59) – Lazio (46) – Inter (45) – Roma (44) – Sampdoria (38) – Atalanta (36) – Milan (35) – Udinese, Torino (33) – Fiorentina (31) – Bologna (27) – Cagliari (24) – Chievo, Sassuolo (22) – Genoa (21) – Crotone (20) – Spal (17) – Verona (16) – Benevento (7).

(* Lazio e Genoa una partita in meno)

Nella classifica capocannoniere Immobile comanda con 20 centri, podio d’argento per Icardi con 18 reti, piazza di bronzo per Quagliarella con 16 sigilli.

 IL TABELLINO –

Benevento-Napoli (0-2) -20’ Mertens (N), 47’ Hamsik (N)-

Juventus-Sassuolo (7-0) -9’ Alex Sandro (J), 24’ 27 Khedira (J), 35’ Pjanic (J), 63’ 74’ 83’ Higuain (J)-

Udinese-Milan (1-1) -9’ Suso (M), 76’ autorete Donnarumma (U)-

Atalanta-Chievo (1-0) -72’ Mancini (A)-

Cagliari-Spal (2-0) -33’ Cigarini (C), 78’ Sau (C)-

Bologna-Fiorentina (1-2) -41’ Veretout (F), 44’ Pulgar (B), 71’ Chiesa (F)-

Verona-Roma (0-1) -1’ Under (R)-

Inter-Crotone (1-1) -23’ Eder (I), 60’ Barberis (C)-

Sampdoria-Torino (1-1) -11 Torreira (S), 25’ Acquah (T)-

IL POST – Domani sera (lunedì), per concludere, si gioca la partita: Lazio-Genoa (20.45).

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it             www.perego1963.it

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