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Scene apocalittiche in un alloggio Itea abbandonato da un tunisino.

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TRENTO -La sequenza di fotografie pervenuta alla Redazione del nostro giornale immortalano e denunciano una situazione di abbandono totale di un alloggio ITEA ubicato in un complesso residenziale del distretto Trento sud.

Chi ha voluto denunciare questo stato assolutamente irresponsabile di riconsegnare un alloggio del patrimonio casa pubblico ci informa che titolare dell’assegnazione era un soggetto tunisino che pare ora si sia trasferito in Germania.

Pare che il tunisino avesse abbandonato l’appartamento da quasi un anno, ma senza dare nessuna comunicazione ad ITEA.

È stata una situazione di allagamento plurimo estesosi dall’alloggio del tunisino fino a quello occupato da un altro nucleo di stranieri situato ben cinque piani sottostanti ai rispettivi alloggi degli altri condomini, a far pensare che qualcosa non andava per il verso giusto.

Quello che non si poteva assolutamente ipotizzare era che la causa dell’allagamento da parte del tunisino fosse da ascrivere ad una azione, vien da pensare, assolutamente premeditata (visto le scritte sui muri) di creare danni e lasciare un segno tangibile della sua fuga.

Come si vede dalle fotografie nel vano adibito a soggiorno il pavimento appena ristrutturato a parquet era letteralmente coperto dall’acqua e a fare da cornice, mobilio, oggetti, suppellettili di ogni ordine e tipo probabilmente lasciati abbandonati come rifiuti selvaggi

I primi soggetti accorsi sul luogo si sono trovati dinanzi ad scena apocalittica: l’acqua usciva a zampilli dalla conduttura in cucina, conduttura per giunta vicina in maniera pericolosissima alla condotta del gas. Anche in questo caso, solo il caso fortuito, ha scongiurato un disastro in termini di sicurezza condominiale.

Su quanto successo abbiamo interpellato la Presidente di ATAIES e membro della commissione sociale di ITEA s.p.a. Gabriella Maffioletti (foto) che ha rilasciato la seguente dichiarazione: 

«Credo che le immagini dimostrino come l’inciviltà regni sovrana e la (mal)conduzione (sono più che generosa) degli appartamenti pubblici non possa essere ulteriormente tollerata. Il danno patrimoniale per l’ITEA è tutta evidenza che si riflette non solo sui contribuenti ma anche su tutti gli inquilini onesti e virtuosi.

D’altronde, mentre gli inquilini italiani sono tenuti, come è giusto, a riconsegnare l’abitazione – a fine locazione – così come l’hanno ricevuta, gli inquilini stranieri sono esonerati….. Le immagini dimostrano inoltre l’arroganza e il disprezzo verso chi li ha ospitati: “FUCK ITEA” è il loro congedo!

Cosa fa l’Itea quando gli inquilini denunciano comportamenti scorretti ed incivili? Poco o nulla. Risultato: sta covando – sotto le braci – un sentimento di rivolta che nelle periferie delle città già si è manifestato. Da noi, per ora, a rimetterci sono i cittadini che scontano un peggioramento della qualità della vita e l’aumento della insicurezza».

 

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Blitz delle Fiamme Gialle al soccorso alpino Trentino.

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Nuovo capitolo nello scontro fra soccorso alpino nazionale e provinciale che continuerà fra i banchi della Corte dei Conti.

Sono ormai note da tempo le tensioni fra i due enti, cominciate con reciproche accuse ed ora sfociato in un vero scontro fra Adriano Alimonta (foto) presidente del soccorso alpino Trentino e il capo del soccorso nazionale  Maurizio Dellantonio.

Una denuncia ha portato ieri la guardia di finanza  ad effettuare un blitz negli uffici del soccorso alpino trentino dove le fiamme gialle hanno acquisito le documentazioni relative all’acquisto delle divise in dotazione ai soccorritori e gli incartamenti inerenti le indennità del Presidente del Vice del Soccorso Alpino.

L’indagine è partita da un esposto presentato da un capostazione del Soccorso Alpino trentino in cui si fa riferimento ad un affido, senza gara d’appalto, di incarico di fornitura di abbigliamento tecnico alla ditta Montura che fornisce il soccorso alpino nazionale.

La segnalazione comprende anche alcuni approfondimenti sulle indennità di istruttore e di elisoccorritore che il Presidente Adriano Alimonta ed il suo vice, Ezio Parisi percepiscono e che per statuto nazionale sarebbero vietate e alle quali, è giusto precisarlo, Adriano Alimonta ha rinunciato oltre un anno fa.

Ora le indagini dovranno provare se c’è stato un danno erariale per la casse pubbliche che versano circa 1,6 milioni di euro al soccorso alpino Trentino che pur essendo una ente privato è quasi tutto finanziato dal pubblico. Lo scontro fra i due soccorsi era emerso nel 2015 dopo la realizzazione del nuovo statuto definito da Alimonta per riorganizzare il soccorso Alpino provinciale di Trento.

La cosa non deve essere andata giù a Dellantonio che ha subito chiesto a tutte le stazioni trentine i giustificativi delle spese sostenute. Purtroppo quella di Fiemme e Fassa non è riuscita a giustificare quasi 10 mila euro di spese.

La riorganizzazione del soccorso trentino era stata vista da quello nazionale come una scissione e per questo ora Dellantonio ha chiesto il commissariamento. La situazione ora è molto delicata.

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AgCom condanna Rossi, Daldoss e Ghirardini. Usarono i soldi dei contribuenti per fini elettorali.

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L’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni ha ritenuto fondato l’esposto presentato dai consiglieri Borga, Civettini, Giovanazzi e Kaswalder nei confronti di ITEA spa con riguardo allo spot elettorale graziosamente concesso, con spese a carico dei contribuenti trentini, dal Presidente Ghirardini a Rossi e Daldoss. 

Con due distinti interventi, uno di natura ispettiva  e l’altro di denuncia all’Autorità di Garanzia delle Comunicazioni e al Corecom  (articolazione decentrata dell’AGCOM incardinata presso il consiglio provinciale), i consiglieri provinciali avevano ritenuto di assumere iniziative nei confronti dell’ITEA spa, che attraverso il suo periodico trimestrale “Edilizia Abitativa” (n. 87) inviato a tutti gli assegnatari, ha diffuso, contravvenendo la legge 22 febbraio 2008 n. 28 (“volgarmente” nota come legge sulla par condicio) il pensiero “politicamente (s)corretto” di tre esponenti del PATT (GhirardiniRossiDaldoss).

Il “pensiero politicamente (s)corretto” dei tre esponenti autonomisti – sempre secondo i denuncianti – risultava essere, per tempi e modi di pubblicazione, di sostegno alla candidatura “politicamente corretta” di Franco Panizzasenatore uscente e segretario del PATT, nel collegio senatoriale di Trento.

L’AgCom ordina quindi – si legge nella sentenza – di «pubblicare sul sito della società Itea S.p.A., quale società in house providing della Provincia autonoma di Trento, entro tre giorni dalla notifica del presente atto, e per la durata di quindici giorni, un messaggio recante . 9 della legge 22 febbraio 2000, n. 28 della comunicazione istituzionale realizzata mediante la pubblicazione e la diffusione del numero 87 del periodico Edilizia Abitativa . In tale messaggio si dovrà fare espresso riferimento al presente ordine».

«In fin dei conti è poca cosa, – dichiara Rodolfo Borga – se consideriamo che il comportamento illegittimo di ITEA si è concretizzato nella diffusione in piena campagna elettorale di migliaia di copie del suo periodico Edilizia Abitativa, con un’intera pagina concessa a Rossi e Daldoss in palese violazione della legge sulla c.d. par condicio. In ogni caso, resta la soddisfazione di aver sollecitato un provvedimento che se non altro suona di condanna per l’arroganza una volta di più manifestata da coloro che ormai considerano le istituzioni come “cosa loro”».

Ora bisognerà attendere la risposta del Presidente Rossi all’interrogazione presentata sulla questione e sottoscritta, oltre che dai consiglieri che hanno presentato l’esposto, anche dai colleghi Simoni e Zanon.

Leggi qui la sentenza completa

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Immigrazione: In Trentino 3.400 stranieri sono diventati cittadini italiani nel 2016

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Arriva una nuova piccola diminuzione della popolazione straniera in Trentino. Tale calo è però dovuto soprattutto alle acquisizioni di cittadinanza italiana.

Il dato emerge dal Rapporto immigrazione in Trentino del Cinformi (edizione 2017), presentato ieri mattina nel capoluogo e curato dai sociologi Maurizio Ambrosini (Università di Milano), Paolo Boccagni (Università di Trento) e Serena Piovesan (area studi e ricerche Cinformi).

Entrando in dettaglio, sono 46.456, alla fine del 2016, i cittadini stranieri residenti in Trentino, esclusa la quota dei richiedenti protezione internazionale che ammonta a poco più del 3% degli stranieri presenti in provincia.

L’incidenza degli stranieri residenti sul totale della popolazione è dell’8,6%. Rispetto all’anno precedente, si registra una diminuzione del 4,1% dovuta soprattutto al peso degli oltre 3.400 stranieri diventati cittadini italiani nel 2016. La percentuale delle donne continua ad essere superiore a quella degli uomini, attestandosi al 53,9%.

La quota preponderante dell’immigrazione in Trentino è riconducibile al continente europeo (65,3%). Più di uno straniero su cinque in Trentino è di cittadinanza romena, cioè 10.258 persone. Seguono i cittadini albanesi (5.779 persone), marocchini (3.820), ucraini (2.549), pakistani (2.526), moldavi (2.520) e macedoni (2.456).

Nel corso del 2016 sono nati in provincia di Trento 746 bambini da entrambi genitori stranieri, il 13,7% in meno rispetto all’anno precedente. L’incidenza sul totale nascite è del 16%; se si considerano anche i 1.222 nati con almeno un genitore straniero, il dato sale al 26% del totale.

È nelle comunità della Valle dell’Adige, così come nell’Alto Garda e in Valle di Non, che si registra l’incidenza straniera più elevata: tra il 9 e l’11% del totale dei residenti.

SEGNALI DI STABILIZZAZIONE – Aumenta del 14% il numero di cittadini immigrati non comunitari in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Nel 2016 i ricongiungimenti familiari hanno conosciuto invece un calo del 9% rispetto all’anno precedente. La metà delle 276 richieste presentate appartiene a tre gruppi nazionali: pakistani, marocchini e indiani. Un dato che si attesta in crescita costante è invece quello delle acquisizioni di cittadinanza italiana. Secondo l’Istat, sono 3.461 le nuove acquisizioni di cittadinanza (50,2% maschi), con un incremento del 5% rispetto al 2015. Ormai da diversi anni si caratterizzano per una larga prevalenza del canale della naturalizzazione rispetto al matrimonio.

MATRIMONI MISTI – I matrimoni con almeno uno degli sposi straniero celebrati in provincia di Trento nel corso del 2016 sono stati 315, nella maggior parte dei casi – 277 – con almeno uno degli sposi residente in Trentino. I matrimoni con almeno uno sposo straniero corrispondono a quasi il 20% dei matrimoni celebrati in provincia.

CASA E MERCATO ABITATIVO – L’88,5% dei residenti in alloggi pubblici (ITEA) possiede la cittadinanza italiana, mentre una quota ancora più alta, pari al 92,3%, è data da cittadini dell’Unione Europea. Nel 2016 sono state ammesse a beneficio 90 domande di alloggio pubblico presentate da cittadini comunitari, mentre sono 14 le domande ammesse tra i non comunitari.

LA PRESENZA NELLA SCUOLA – Nell’anno scolastico 2016/17 gli studenti stranieri iscritti nelle scuole della provincia scendono a 9.474, circa 200 in meno rispetto all’anno scolastico precedente. Nel 67,5% dei casi sono nati in Italia. L’incidenza straniera sul totale si attesta all’11,6% e raggiunge il valore più elevato negli istituti della Comunità della Vallagarina (14,1% del totale).

ACCESSO AI SERVIZI SANITARI E VULNERABILITÀ SOCIALE – Sono 48.292 i cittadini immigrati che risultano iscritti al sistema sanitario provinciale al 30 giugno 2017, comunitari nel 27,9% dei casi. Il numero di attestati STP (tessera sanitaria per lo straniero non comunitario temporaneamente presente) e di certificati ENI (europeo non iscritto) per cittadini comunitari indigenti è notevolmente cresciuto rispetto al 2015 (+58%), arrivando nell’insieme a circa 1.900 rilasci nel 2016. Buona parte è legata ai più recenti flussi migratori dall’Africa occidentale. Gli accessi al Pronto Soccorso da parte dei cittadini stranieri, inclusi i comunitari, registrano un calo nel 2016 e rappresentano il 14,3% del totale. Per quanto riguarda la vulnerabilità sociale degli stranieri, i dati raccolti al 2015 dal Comune di Trento (in cui risiede oltre un quarto degli stranieri e dove si registrano circa 6.300 contribuenti immigrati) mostrano che il reddito imponibile medio dei cittadini immigrati (12.400 Euro circa) è pari a meno della metà di quello medio dei cittadini italiani (di poco superiore a 25.000 Euro).

CITTADINANZA ECONOMICA – Gli occupati immigrati nel 2016 sono circa 1.200 in meno rispetto al 2015. Sul fronte delle assunzioni, si registra un lieve incremento solo nel settore agricolo, che raccoglie più del 40% delle assunzioni di stranieri. Nelle assunzioni si conferma la progressiva europeizzazione del lavoro immigrato, con una rilevanza sempre più marcata dei romeni. Anche l’inserimento nel lavoro domestico ha subito alcuni arretramenti, mentre si manifesta una tendenza al rientro di lavoratrici e lavoratori italiani in questo settore. Nel 2016 il peso della componente immigrata scende di poco e su cinque occupati in ambito domestico quattro continuano a essere immigrati. Dopo due anni di crescita, le imprese con titolare nato all’estero nel 2016-2017 sono diminuite di oltre 70 unità; l’incidenza sul totale delle imprese è dell’8,6%. Al 30 settembre 2017 si registrano in Trentino 2.404 imprese con un titolare immigrato, concentrate in particolare nel trasporto e magazzinaggio, nei servizi alle imprese e nelle costruzioni.

PROGETTO DI ACCOGLIENZA STRAORDINARIA DEI RICHIEDENTI ASILO – Il 2017 si caratterizza per un forte rallentamento dei flussi in arrivo a partire da agosto in seguito al “Memorandum d’intesa” sottoscritto tra il Governo di Riconciliazione Nazionale dello Stato di Libia e il Governo della Repubblica Italiana. Gli arrivi di richiedenti asilo in Trentino ammontano, nel 2017, a 1.014 migranti, mentre le uscite dal progetto di accoglienza ammontano a 718 persone. Al 31 dicembre 2017 erano presenti in accoglienza straordinaria 1.518 persone: 1.219 maschi e 299 femmine. La maggior parte dei richiedenti asilo è di nazionalità nigeriana, pakistana e maliana. Al 31 dicembre 2017 erano 65 i territori comunali del Trentino interessati dall’accoglienza straordinaria, 17 dei quali con più di 10 persone accolte. Nel 2017 sono stati attivati 192 tirocini formativi soprattutto nei settori della ristorazione e alberghiero, industria, servizi e artigianato. Il 42% dei tirocini conclusi a fine 2017 è sfociato in una assunzione.

PROGETTO DI ACCOGLIENZA SPAR – Nel corso del 2017, nel progetto SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) della Provincia autonoma di Trento sono state accolte 165 persone, di cui 30 donne e 135 uomini. La maggior parte delle persone accolte nel progetto ha meno di 30 anni e l’età media è di 25 anni. Nello SPRAR convivono 19 diverse nazionalità. I principali paesi di provenienza sono nell’ordine Pakistan, Nigeria e Afghanistan. Nel 2017 sono stati seguiti 77 tirocini da parte di persone inserite nello SPRAR, di cui 19 attivati nel 2016. Nello stesso periodo, 72 persone hanno trovato lavoro, 28 delle quali a seguito di un tirocinio e le altre grazie alla ricerca individuale attiva di lavoro. Nel 2017 hanno terminato il loro progetto 61 persone, di cui oltre il 50% è riuscito a inserirsi a livello socio-economico.

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